Emergenze sociali

Allarme denatalità in Italia dagli Stati generali: in 15 anni le nascite diminuite del 34%

13 Dic 2024

di Silvano Trevisani

Si sono appena conclusi a Milano, a Palazzo Lombardia, gli Stati generali della natalità con un bilancio allarmante: il calo delle nascite in Italia continua, il 2024 si preannuncia un altro anno negativo. La situazione, che è stata rappresentata dall’Istat, continua a destare preoccupazione e non mostra nessun segnale né di controtendenza e neppure di rallentamento della decrescita.

Infatti, secondo i dati Istat, nel periodo gennaio-luglio 2024 le nascite sono diminuite di 4.600 unità rispetto allo stesso periodo del 2023. Dal 2008 al 2023, le nascite sono scese di quasi 200.000 unità, con una diminuzione complessiva del 34%.

Il dibattito

Gli interventi al dibattito hanno ruotato principalmente sulle ragioni economiche (e anche fiscali) che ostacolano la natalità, che sicuramente sono una delle cause del problema, ma non l’unica e forse neppure la principale. Se si consideri che, secondo vari studi di settore, le famiglie più povere sono quelle che hanno dei minori, mentre le famiglie più ricche sono quelle con anziani.

Tra gli interventi centrali c’è stato quello del ministro dell’Economia Giorgetti che, rilevando la gravità del problema, ha sottolineato la necessità di “rimuovere gli ostacoli fiscali”. Ha proposto che si tassino i redditi disponibili anziché quelli nominali, poiché le famiglie numerose hanno un reddito disponibile inferiore rispetto a quelle con meno figli. Un problema esistente ma non determinante. Ha però proposto l’istituzione di un’agenzia per la natalità, un ente bipartisan, lontano dalle logiche politiche, con un’azione a lungo termine, per rispondere a un Paese che invecchia e non è più sostenibile con il sistema di welfare pensato negli anni ’60. Una buona idea, speriamo che venga attuata.

Misure fiscali e concause

Le misure fiscali sono certamente interessanti, ma non fondamentali, se si considerano molti altri fattori che incidono, a partire dalla mancanza di sostegni sociali, come gli asili nido, pochi e concentrati al CentroNord. E poi: l’invecchiamento delle popolazione e l’allungamento della vita degli anziani, per i quali c’è un crescente bisogno di assistenza cui non corrisponde un’adeguata capacità dello Stato. E ancora: le difficoltà di reperire le risorse contributive in grado di garantire il pagamento delle pensioni in futuro; i dubbi relativi alla capacità del sistema previdenziale di sostenersi nel medio termine. Molte sono le coppie che decidono di procrastinare il matrimonio a causa della mancanza di un reddito adeguato a garantire il futuro della famiglia, e questo comporta anche maggiori rischi di infertilità.

Altre cause

Ma accanto a queste cause, ce ne sono altre che hanno ruolo forse anche più importante, di natura sociologica e che attengono alle “paure” individuali. Che vanno messe in relazione con la società “consumistica” e con l’individualismo esasperato che stiamo vivendo. Di fronte al livello dei consumi attuali, molti si domandano se mettendo al mondo bambini che rappresenteranno costi vivi, potrà essere garantito il proprio livello di spesa o dovranno limitare se stessi a favore dei nascituri. Insomma: sono molti coloro indisponibili a fare quelli che posso no essere definiti dei “sacrifici”.

Ci sono altre motivazioni che attendono la sfera eminentemente sociologica e non economica, e che sono state anche affrontate dai più noti sociologi che ci parlano di una società instabile nelle regole e nei comportamenti, e descrivono l’affettività “liquida”. Che rifugge da legami e da progetti di vita stabili: (ci si vuole sentire liberi dai legami per poterli cambiare a piacimento), ci parlano di relazione del rischio. Col passare degli anni, soprattutto con l’avvento del web, le chance relazionali, cioè la capacità e possibilità di stringere rapporti affettivi non duraturi e mutevoli, ma anche occasionali, sono notevolmente aumentate. L’arrivo di bambini, che imporrebbe relazioni più durature, è vista perciò come un rischio per la propria libertà relazionale…

Per il futuro…

Un unico dato positivo lo ha indicato, agli Stati generali, il presidente dell’Istat, Francesco Chelli: quasi il 70% dei bambini intervistati ha dichiarato di volere figli in futuro. “Per combattere la denatalità, è necessario sostenere questi desideri”, ha concluso, invitando a politiche concrete e inclusive.

Non basteranno certo i buoni propositi dei bambini che, come diceva Oscar Wilde, “purtroppo diventano grandi”, a dare concrete speranza per il futuro, perché tocca a noi nutrire quelle speranze e per ora non lo stiamo facendo per niente!

Sacramento della Riconciliazione

Schema per l’esame di coscienza

13 Dic 2024

Rituale Romano, Rito della Penitenza, Appendice 3. 

1. Si propone qui uno schema per l’esame di coscienza. Esso dovrà però essere completato e adattato, secondo le consuetudini locali e la diversità delle persone.
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2. Quando l’esame di coscienza vien fatto prima del sacramento della Penitenza, è bene che ognuno s’interroghi anzitutto su questi punti:

1. Mi accosto al sacramento della Penitenza per un sincero desiderio di purificazione, di conversione, di rinnovamento di vita e di più intima amicizia con Dio, o lo considero piuttosto come un peso, che solo molto di raro son disposto ad addossarmi?

2. Ho dimenticato od ho di proposito taciuto dei peccati gravi nelle confessioni passate?

3. Ho fatto la penitenza che mi è stata imposta? Ho riparato i torti da me fatti? Ho cercato di mettere in pratica i propositi fatti per emendar la mia vita secondo il Vangelo?

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3. Alla luce della parola di Dio, ognuno esamini se stesso.

I. Il Signore dice:
« Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore ».

1. Il mio cuore è davvero orientato a Dio, e posso dire di amarlo davvero sopra tutte le cose e con amore di figlio, nell’osservanza fedele dei suoi comandamenti? Mi lascio troppo assorbire dalle cose temporali? Ed è sempre retta la mia intenzione nell’agire?

2. È salda la mia fede in Dio, che nel Figlio suo ha rivolto a noi la sua parola? Ho dato la mia piena adesione alla dottrina della Chiesa? Ho avuto a cuore la mia formazione cristiana, ascoltando la parola di Dio, partecipando alla catechesi, evitando tutto ciò che può insidiare la fede? Ho professato sempre con coraggio e senza timore la mia fede in Dio e nella Chiesa? Ho tenuto a dimostrarmi cristiano nella mia vita privata e pubblica?

3. Ho pregato al mattino e alla sera? E la mia preghiera è un vero colloquio cuore a cuore con Dio, o è solo una vuota pratica esteriore? Ho saputo offrire a Dio le mie occupazioni, le mie gioie e i miei dolori? Ricorro a lui con fiducia nelle tentazioni?

4. Ho riverenza e amore verso il nome santo di Dio, o l’ho offeso con la bestemmia, col falso giuramento, col nominarlo invano? Sono stato irriverente verso la Madonna e i Santi?

5. Santifico il giorno del Signore e le feste della Chiesa, prendendo parte con partecipazione attiva, attenta e pia alla celebrazione liturgica, e specialmente alla Messa? Ho osservato il precetto della confessione annuale e della comunione pasquale?

6. Ci sono per me « altri dei », cioè espressioni o cose delle quali mi interesso o nelle quali ripongo fiducia più che in Dio, per es.: ricchezza, superstizioni, spiritismo e altre forme di magia?

II. Il Signore dice:
« Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi ».

1. Amo davvero il mio prossimo, oppure abuso dei miei fratelli, servendomi di loro per i miei interessi e riservando ad essi un trat­tamento che non vorrei fosse usato con me? Sono stato ad essi di grave scandalo con le mie parole o le mie azioni?

2. Nella mia famiglia, ho contribuito con la pazienza e con vero amore al bene e alla gioia degli altri?
Per i singoli componenti della famiglia:
Per i figli. Sono stato obbediente ai genitori, li ho rispettati e onorati? Ho prestato loro aiuto nelle necessità spirituali e materiali?
Per i genitori. Mi sono preoccupato dell’educazione cristiana dei figli? Ho dato loro buon esempio? Li ho sostenuti e diretti con la mia autorità?
Per i coniugi. Sono stato sempre fedele negli affetti e nelle azioni? Ho avuto comprensione nei momenti di inquietudine?

3. So dare del mio, senza gretto egoismo, a chi è più povero di me? Per quanto dipende da me, difendo gli oppressi e aiuto i bisognosi? Oppure tratto con sufficienza o con durezza il mio prossimo, specialmente i poveri, i deboli, i vecchi, gli emarginati, gli immigrati?

4. Mi rendo conto della missione che mi è stata affidata? Ho partecipato alle opere di apostolato e di carità della Chiesa, alle iniziative e alla vita della parrocchia? Ho pregato e dato il mio contributo per le necessità della Chiesa e del mondo, per es. per l’unità della Chiesa, per l’evangelizzazione dei popoli, per l’instaurazione della giustizia e della pace?

5. Mi prendo a cuore il bene e la prosperità della comunità umana in cui vivo, o mi curo soltanto dei miei interessi personali? Partecipo, per quanto posso, alle iniziative che promuovono la giustizia, la pubblica moralità, la concordia, le opere di beneficenza? Ho compiuto i miei doveri civici? Ho pagato le tasse?

6. Sono giusto, impegnato, onesto nel lavoro, volenteroso di prestare il mio servizio per il bene comune? Ho dato la giusta mercede agli operai e a tutti i sottoposti? Ho osservato i contratti e tenuto fede alle promesse?

7. Ho prestato alle legittime autorità l’obbedienza e il rispetto dovuti?

8. Se ho qualche incarico o svolgo mansioni direttive, bado solo al mio tornaconto o mi impegno per il bene degli altri, in spirito di servizio?

9. Ho praticato la verità e la fedeltà, oppure ho arrecato del male al prossimo con menzogne, calunnie, detrazioni, giudizi temerari, violazione di segreti?

10. Ho attentato alla vita e all’integrità fisica del prossimo, ne ho offeso l’onore, ne ho danneggiato i beni? Ho procurato o consigliato l’aborto? Ho serbato odio? Sono stato rissoso? Ho pronunziato insulti e parole offensive, fomentando screzi e rancori? Ho colpevolmente ed egoisticamente omesso di testimoniare l’innocenza del prossimo?

11. Ho rubato? Ho ingiustamente desiderato la roba d’altri? Ho danneggiato il prossimo nei suoi averi? Ho restituito quanto ho sottratto e ho riparato i danni arrecati?

12. Se ho ricevuto dei torti, mi son dimostrato disposto alla riconciliazione e al perdono per amore di Cristo, o serbo in cuore odio e desiderio di vendetta?

III. Cristo Signore dice:
« Siate perfetti come il Padre ».

1. Qual’è l’orientamento fondamentale della mia vita? Mi faccio animo con la speranza della vita eterna? Ho cercato di ravvivare la mia vita spirituale con la preghiera, la lettura e la meditazione della parola di Dio, la partecipazione ai sacramenti? Ho praticato la mortificazione? Sono stato pronto e deciso a stroncare i vizi, a soggiogare le passioni e le inclinazioni perverse? Ho reagito all’invidia, ho dominato la gola? Sono stato presuntuoso e superbo, e ho preteso di affermare tanto me stesso, da disprezzare gli altri e preferirmi ad essi? Ho imposto agli altri la mia volontà, conculcando la loro libertà e trascurando i loro diritti?

2. Che uso ho fatto del tempo, delle forze, dei doni ricevuti da Dio come i « talenti del vangelo »? Mi servo di tutti questi mezzi per crescere ogni giorno di più nella perfezione della vita spirituale? Sono stato inerte e pigro?

3. Ho sopportato con pazienza i dolori e le prove della vita? Come ho cercato di praticare la mortificazione, per compiere quello che manca alla passione di Cristo? Ho osservato la legge del digiuno e dell’astinenza?

4. Ho conservato puro e casto il mio corpo, pensando che è tempio dello Spirito Santo, destinato alla risurrezione e alla gloria? Ho custodito i miei sensi e ho evitato di contaminarmi nello spirito e nel corpo con pensieri e desideri cattivi, con parole e con azioni indegne? Mi sono permesso letture, discorsi, spettacoli, divertimenti in contrasto con l’onestà umana e cristiana? Sono stato di scandalo agli altri con il mio comportamento indecente? Nell’uso del matrimonio ho rispettato e osservato la legge morale?

5. Ho agito contro coscienza, per timore o per ipocrisia?

6. Ho cercato di comportarmi in tutto e sempre nella vera libertà dei figli di Dio e secondo la legge dello Spirito, o mi sono lasciato asservire dalle mie passioni?

Diocesi

La tradizione di Santa Lucia a Grottaglie

13 Dic 2024

di Angelo Diofano

Tradizionale festa di Santa Lucia a Grottaglie nella omonima chiesetta del centro storico a cura della parrocchia Collegiata “Maria SS.Annunziata”, guidata da don Eligio Grimaldi, del comitato festeggiamenti patronali e dell’associazione “San Francesco e San Ciro nostri Patroni”, con il patrocinio del Comune.
Il programma dei festeggiamenti prevede per giovedì 12, nella chiesetta di Santa Lucia, alle ore 18 la santa messa e alle ore 19, nella piazza antistante, la pettolata.

Venerdì 13, sempre nella chiesetta dedicata alla santa, celebrazioni eucaristiche si terranno alle ore 7.30-9.30-11.30; a mezzogiorno, la supplica. Alle ore 17.30, uscirà la processione con la partecipazione dei fanciulli dell’istituto comprensivo Don Bosco, dei bambini del catechismo della chiesa madre e animata dagli alunni di strumento musicale dell’istituto comprensivo Pignatelli. Presterà servizio la banda Città di Grottaglie.

In chiesa madre, nel frattempo, la santa messa sarà celebrata alle ore 18.

Al rientro della processione, alle ore 19, in piazza Regina Margherita, canti in onore di Santa Lucia saranno eseguiti a cura dei fanciulli dell’istituto comprensivo Don Bosco e del catechismo e dell’associazione “Aretè”. Infine, accensione del tradizionale falò con la pettolata.

Si ha notizia del culto grottagliese verso la santa dal 1558 in occasione della visita del vescovo Brancaccio che autorizzò la riparazione della chiesa e Lei intitolata. Negli anni venti le condizioni di precarietà ne resero necessaria la demolizione per costruirne una più solida ed esteticamente più curata, attraverso raccolta di fondi tra i grottagliesi sotto la guida del sacerdote don Vito Traversa. Nel frattempo la statua di Santa Lucia fu trasferita nella chiesa di Santa Maria La Serra, oggi sconsacrata e chiusa. Nel dicembre del 1924 fu posta la prima pietra della chiesa intitolata alla santa protettrice della vista. Per vari motivi ci vollero anni prima di completarne i lavori, ma al termine la popolazione ne rimase ampiamente soddisfatta.

Solidarietà

Da sabato 14, in vendita i panettoni prodotti alla casa circondariale

13 Dic 2024

di Angelo Diofano

Al Mudit – Museo degli illustri tarantini, ex Masseria Solito, in via Plateja 51 (di fronte all’ufficio postale) a partire da sabato 14 potranno essere acquistati i panettoni artigianali prodotti nel laboratorio di pasticceria ‘Fieri Potest Pastry Lab’ della casa circondariale, gestito dalla cooperativa sociale Noi & Voi.

I panettoni, dal peso di un chilo al prezzo di 25 euro, realizzati con 24 ore di lievitazione naturale e ingredienti del territorio, sono disponibili nei seguenti gusti: classico con uvetta e canditi; cioccolato fondente; pere e cioccolato; fichi e cioccolato; mandarino e caramello salato; crema al San Marzano.

L’acquisto sarà possibile dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20.

Si ricorda che parte del ricavato dalla vendita (un euro per ogni confezione) sarà devoluto all’Abfo (Associazione benefica Fulvio Occhinegro).

«L’obiettivo è vendere almeno tremila panettoni (lo scorso anno furono mille, ndr). Contiamo ogni anno, anche con la prossima produzione di colombe pasquali, di sposare ulteriori iniziative benefiche di altre realtà associative di Taranto e provincia», riferisce Antonio Erbante, presidente della cooperativa ‘Noi e Voi’.

Sempre al Mudit sarà possibile anche l’acquisto di prodotti per la prima colazione, dolci di pasta di mandorla, focaccia barese, friselle, friselline, crackers e tarallini: tutti realizzati nel laboratorio della casa circondariale.

Musica

Domenica 15, il ‘Francesco Greco Ensemble’ sul piazzale della chiesa Angeli Custodi

13 Dic 2024

Festa di Natale domenica 15 dicembre  alle ore 18 sul piazzale della parrocchia Angeli Custodi, al rione Tamburi. L’evento, per i 25 anni di attività della Gelateria del ponte, con l’adesione del parroco don Alessandro Argentiero, prevede l’esibizione della Francesco Greco Ensemble nello spettacolo intitolato ‘Violin Live Show in Christmas’. Il violinista Francesco Greco sarà accompagnato da Daniele Dettoli alle tastiere, Mino Inglese alla batteria, Antonio Cascarano al basso e dalla splendida voce di Valeria Palmieri.

Ad arricchire l’evento (organizzato da Franco Guitto), la degustazione di pettole e di buon rosato amabile.

Tracce

Quella frattura profonda

foto Ansa-Sir
13 Dic 2024

di Emanuele Carrieri

Negli ultimi tempi, la situazione dei diritti umani in Bielorussia si è oltremodo deteriorata. La persecuzione sistematica e l’arresto di oppositori politici, giornalisti, attivisti e individui appartenenti alle minoranze sono ormai una prassi del regime di Lukashenko. È la denuncia di Leonid Soudalenko, attivista-militante di Viasna Human Rights Centre, organizzazione non governativa con sede in Bielorussia, attiva nel campo dei diritti umani. Incarcerato fino all’estate del 2023, fuggito in esilio per evitare altre persecuzioni, è stato, di recente, protagonista di un ciclo di incontri nel nostro Paese. Negli scorsi mesi, in Bielorussia, sono state arrestate oltre un migliaio di persone, per aver espresso sostegno all’Ucraina. E fra queste, oltre duecento hanno ricevuto delle condanne fino a venticinque anni di detenzione, con la accusa di “estremismo” e “cospirazione contro lo Stato”. La azione repressiva, decretata da Lukashenko, è stata portata a termine in condizioni disumane e con trattamenti psichiatrici imposti. La Bielorussia è alleata della Russia e ha concesso il proprio territorio alla aviazione russa per bombardare l’Ucraina. Ancora da lì sono partiti i battaglioni russi che nel marzo 2022 compirono l’eccidio di Bucha (a soli sessanta chilometri dai confini) e tentarono di conquistare Kiev. Nel mese di ottobre Lukashenko, al potere dal 1994, ha dichiarato: “Alcune persone nelle alte sfere della Russia sono ansiose di annettere la Bielorussia, ma il tentativo di farlo si trasformerà in una guerra”. Il leader di Minsk teme le reiterate minacce di Putin, per il quale “è giunta l’ora di rimediare agli errori del ’91 e di rifare la unità del popolo trino, russo, ucraino e bielorusso”. Il fine non è la rinascita della Unione sovietica ma la formazione di un impero pan-russo, che ricopierebbe la Rus’ di Kiev, entità monarchica del Medioevo alla quale il nazionalismo russo fa risalire la origine della odierna Russia. Come affermò il filosofo Norberto Bobbio, “l’umanità non ha affatto raggiunto la “fine della storia”. Forse è solo all’inizio”. E quella fine era stata pronosticata, come esito del crollo del Muro di Berlino, dal politologo Francis Fukuyama nello studio “La fine della storia e l’ultimo uomo” del 1992. Errato, tutto errato: quello in corso nell’Europa orientale è solamente il secondo tempo dei subbugli, figli dello scioglimento della Unione sovietica. Si è resa meno invisibile la linea superficiale della frattura profonda fra il desiderio spasmodico di rivincita dell’establishment putiniano e le giovani, fragili democrazie nate all’indomani del disfacimento della Unione sovietica. È una frattura inguaribile fra chi desidera riportare la storia indietro e chi avanti, che attraversa Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Georgia, fino a Romania, Serbia e Bosnia. Solo qualche giorno fa la Corte costituzionale rumena ha annullato il primo turno delle elezioni presidenziali, tenutosi il 24 novembre scorso: i documenti desecretati certificano ingerenze russe nella campagna elettorale di Calin Georgescu, il candidato sovranista indipendente di estrema destra, dichiaratamente sostenitore di Putin e tifoso di Trump, vincitore a sorpresa del primo turno. Le inchieste hanno accertato decine di migliaia di falsi account pro Georgescu sui social, ottantacinquemila tentativi di hackeraggio contro il sistema informatico elettorale, quasi quattrocentomila dollari pagati da un ignoto investitore straniero per dare ottanta dollari “a chiunque fosse disponibile a promuovere l’immagine del candidato deciso a demolire il sostegno di rumeni e Unione europea all’Ucraina” è scritto negli atti. La Russia non ha mire sui paesi confinanti, ma solo su Ucraina e Bielorussia. Cerca, invece, di esercitare il controllo sugli altri stati in cui sono presenti delle minoranze etniche russe o russofone o di orientamento politico filorusso. La strategia è quella della cosiddetta guerra ibrida che inquina i processi informativi ed elettorali, suscitando le reazioni delle opinioni pubbliche, specie se filoeuropee, che sono scese e scendono in piazza a decine di migliaia in Moldavia, in Romania, in Georgia. Anche le repubbliche indipendentiste filorusse, ossia la Transnistria, la Abcasia e l’Ossezia del Sud, non vogliono certo essere annesse alla Russia, per non capitare sotto quel regime. E anche nel Donbas i filorussi cercavano di passare da una grande autonomia alla vera indipendenza, all’autodeterminazione, ma il risultato finale ha deluso le loro attese: la regione ucraina è stata annessa alla Russia nel settembre 2022. Il mondo occidentale – i paesi europei, quelli dell’America settentrionale, dell’Oceania e il Giappone – non fanno neanche uno sforzo per vedere e capire la linea di frattura che sta per scuotere l’Est europeo e l’Asia. Riuscì solo a addobbarsi da vincitore per festeggiare la vittoria alla fine della Guerra fredda, dimenticando che non era un successo per i propri meriti, ma per demeriti altrui, per cedimento strutturale dell’oltrecortina. Il nocciolo centrale è che, in Russia, è radicato il sentimento di appartenere a una storia imperiale e il fallimento, il dissolvimento, non è stato mai digerito, non è stato rielaborato. Non ha giovato affatto la considerazione del grande Stato come potenza regionale da parte degli Stati Uniti, per via di un quadro economico che non ha un peso globale ma un prodotto interno lordo pari a quello dell’Australia. La storia nell’Est non solo non si è mai fermata ma si è rimessa in moto e con esiti imprevedibili.

Sport

Verso la sfida col Monopoli: il Taranto vuole risorgere come ad Avellino

foto G. Leva
13 Dic 2024

di Paolo Arrivo

Una figuraccia colossale. Un risultato storico: mai il Catania si era imposto con cinque goal in casa del Taranto, e gli etnei non vincevano da ben ventotto anni in campionato, nella città dei due mari. L’ultimo match della 18esima giornata del torneo di serie C – girone C ha lasciato il segno dentro una stagione che è stata fallimentare, sinora. Va detto che sono gli episodi a condizionare l’esito di una partita: se Bubacarr Marong non avesse commesso quell’errore fatale regalando il raddoppio alla formazione ospite, se dopo il goal di Carmelo Forti ne fosse arrivato un altro nella ripresa (magari anche con l’ausilio della fortuna), staremmo a commentare un altro risultato. Si sarebbe riaperta la partita. Invece, il passivo si è fatto pesante e insostenibile. Domenica si va a Monopoli. L’auspicio è che si possa replicare il colpo di scena successivo alla cinquina rimediata dal Potenza, quando i rossoblu andarono a vincere ad Avellino. Sperare non costa niente. Anzi, è doveroso.

Monopoli-Taranto, un derby difficilissimo

La formazione allenata da Alberto Colombo sta decisamente meglio di quella diretta da mister Cazzarò. Grazie alla vittoria sul campo del Giugliano è salita, infatti, al secondo posto in classifica, a cinque punti di distanza dalla capolista Benevento – di pregevole fattura, da rivedere, la rete realizzata in mezza rovesciata da Nicolò Bruschi. L’obiettivo del Monopoli è rimanere ai quartieri alti della graduatoria. Lo ha dichiarato lo stesso tecnico dei biancoverdi Colombo, ammettendo che riuscirci non sarà affatto semplice, se non si migliorano alcuni automatismi sul campo di gioco. Taranto e Monopoli hanno quindi ambizioni differenti. Il match appare, sulla carta, proibitivo per gli ionici. Che peraltro sono alle prese con numerose assenze per squalifiche e infortuni. Un Taranto in piena emergenza è chiamato all’impresa quasi impossibile, in una sfida che è quasi un testacoda.

Impiantistica

Questa settimana hanno preso il via le operazioni di delimitazione del campo allo stadio Erasmo Iacovone. Si lavora in vista della demolizione della struttura, prevista per gennaio 2025. I new jersey posizionati per avviare i lavori preliminari non compromettono lo svolgimento delle partite. E attraverso la rimozione delle strutture non essenziali, dovrebbe essere garantita la disputa del prossimo match casalingo, il ventidue dicembre. Anche questo, oltre all’assetto societario, in continua evoluzione, è un tema fatto oggetto di discussione. I nostalgici sono contrari alla demolizione dello Iacovone. Come pure, quanti avrebbero preferito la sopravvivenza della struttura, per convertirla in luogo idoneo alla pratica del calcio giovanile. Perché c’è da pensare al presente e insieme al futuro di quella parte della città appassionata strenuamente al pallone. Gli stessi Giochi del Mediterraneo, ai quali tende ogni opera nuova o di riqualificazione, sono la riprova della necessità di guardare in prospettiva.

Diocesi

Natale 2024: il calendario delle celebrazioni liturgiche presiedute dall’arcivescovo Miniero

foto G. Leva
13 Dic 2024

Riportiamo il programma delle celebrazioni liturgiche dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero per le festività natalizie e per l’apertura diocesana del Giubileo:

NATALE DEL SIGNORE 

Martedì 24 dicembre

messa della notte 

Alle ore 23.30 mons. Ciro Miniero, arcivescovo metropolita di Taranto, presiederà la messa della notte nella Basilica Cattedrale San Cataldo. La celebrazione sarà preceduta dalla processione dell’immagine di Gesù Bambino – che si muoverà alle ore 23 dal Castello aragonese e giungerà in Cattedrale – e dal canto della Kalenda. 

Mercoledì 25 dicembre

Messa del giorno 

Alle ore 11.30 Mons. Ciro Miniero, arcivescovo metropolita di Taranto, presiederà la Messa del giorno nella Concattedrale “Gran Madre di Dio”. Al termine della celebrazione, mons. arcivescovo impartirà la Benedizione papale con l’indulgenza plenaria. 

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE 

Domenica 29 dicembre

Apertura diocesana del Giubileo ordinario del 2025 

Alle ore 17 mons. Ciro Miniero, Arcivescovo Metropolita di Taranto, presiederà una celebrazione con rito stazionale con il seguente svolgimento: , nella chiesa di San Domenico, inizierà il rito di apertura dell’anno giubilare cui farà seguito la processione verso la Basilica Cattedrale di San Cataldo dove avrà luogo la Celebrazione Eucaristica. 

OTTAVA DI NATALE 

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO 

Mercoledì 1 gennaio 2025 

Alle ore 11.30 Mons. Ciro Miniero presiederà la Celebrazione eucaristica nella concattedrale Gran Madre di Dio. 

EPIFANIA DEL SIGNORE 

Lunedì 6 gennaio

Alle ore 11.30 mons. Ciro Miniero presiederà la celebrazione eucaristica nella basilica cattedrale San Cataldo. 

Emergenze sociali

Occorrono biancheria intima e pigiami per il centro di accoglienza

foto Centro di accoglienza notturna - Taranto
13 Dic 2024

Il centro di accoglienza notturna per i senza fissa dimora della diocesi ‘San Cataldo vescovo’ lancia l’appello per reperire urgentemente biancheria intima e pigiami, ovviamente nuovi, per gli ospiti e le ospiti per gli opportuni ricambi giornalieri. Per informazioni e consegne telefonare allo 099-4714915.

Eventi a Taranto e provincia

Riapre il Mudit, il Museo degli illustri tarantini

foto G. Leva
13 Dic 2024

di Angelo Diofano

Torna in attività il Mudit, il Museo degli illustri tarantini, nell’ex masseria Solito, in via Plateja 51, che sarà gestito da quattro realtà del territorio: l’associazione ‘Noi&Voi’, ente capofila, la cooperativa Kairos, la Instill srls e l’aps Mangrovie. Al suo interno, una sala espositiva e una per le conferenze, l’area kids, la biblioteca, uno spazio di coworking e il bar con una vetrina dedicata all’economia solidale e alla vendita dei panettoni artigianali prodotti dai detenuti del laboratorio di pasticceria della casa circondariale.

Si parte sabato 14 dicembre con un programma particolarmente attento ai bambini. Dopo l’apertura dell’area market-arena e roof garden alle ore 9, alle ore 10 giochi natalizi e letture animate per bambini, alle ore 11, per i più grandi, la presentazione della struttura e delle anime associative che la compongono mentre nel pomeriggio, dalle 16.30, il laboratorio creativo per bimbi “Lanterna racconta storie”, un aperitivo e dalle ore 18 uno spettacolo con le bolle.  

Domenica 15 dicembre, spazio al dibattito sulla rigenerazione sociale e artistica: dalle 10 nella sala conferenze il talk “Stare nel presente – Una community library della contemporaneità”, cui parteciperanno realtà culturali del territorio tra cui Mangrovie, Volta la Carta, Vivarium, Maitarantini, Libreria Dickens e Archivio Ritrovata; alle 16.00 talk sul tema “Cinema di quartiere – L’immaginario condiviso”, insieme a chi si occupa del settore audiovisivo tra Taranto e provincia, come Videokult, Animatà, Vicoli Corti, Teff e Monsters; alle ore 18, dopo l’aperitivo, un altro approfondimento sul tema “creatività, design e spazio pubblico” con il racconto di vari progetti, tra cui Trust, Post Disaster, Salotto Elettronico e Sano/sano.

 «Aono felicissimo che il Mudit riapra – dichiara Mario Pagnotella, presidente dell’associazione Mangrovie – e che questo percorso sia fatto insieme ad altre realtà del sociale, perché la comunione di intenti va ad unirsi a percorsi differenti, che sono un valore aggiunto. Questo garantirà solidità e continuità alla struttura e un’offerta culturale ampia e trasversale. Il Mudit nasce come una community library e sala museale ma vuole andare ad indagare l’identità dei tarantini di oggi. Infatti se da una parte lavoriamo già a stretto contatto con il comitato scientifico del Centro studi Cesare Giulio Viola, alla scoperta degli illustri tarantini del nostro passato, c’è dall’altra la volontà comune di dare una voce diversa a quartieri come Tre Carrare- Battisti o Solito-Corvisea, alla scoperta di quello che i tarantini sono diventati oggi. È un passaggio doloroso e complesso, forse, ma va fatto. Noi ci abbiamo già provato in altri quartieri come ad esempio al Paolo VI, per il progetto dei murales fatto nell’ambito di Trust. Quindi non solo rassegne, incontri, cinema all’aperto e di quartiere ma anche un lavoro di raccolta e conoscenza della nostra contemporaneità, per riscoprirci comunità».

Il Mudit sarà aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 19. Per informazioni telefonare al 392.2900085.

Natale a Taranto

La novena al Santissimo Crocifisso

13 Dic 2024

di Angelo Diofano

Il parroco del Santissimo Crocifisso, don Andrea Mortato, informa che per tutta la novena di Natale, da lunedì  16 al 24 dicembre, la santa messa, con il canto delle profezie, sarà celebrata alle ore 6.30 (quella delle ore 9 è sospesa), e verrà conclusa dall’ingresso in chiesa della banda ‘Città di Crispiano’ per l’esecuzione delle pastorali natalizie e dalla colazione comunitaria nei locali parrocchiali.

Diocesi

La tradizione di Santa Lucia a Grottaglie

12 Dic 2024

di Angelo Diofano

Tradizionale festa di Santa Lucia a Grottaglie nella omonima chiesetta del centro storico a cura della parrocchia Collegiata “Maria SS.Annunziata”, guidata da don Eligio Grimaldi, del comitato festeggiamenti patronali e dell’associazione “San Francesco e San Ciro nostri Patroni”, con il patrocinio del Comune.
Il programma dei festeggiamenti prevede per giovedì 12, nella chiesetta di Santa Lucia, alle ore 18 la santa messa e alle ore 19, nella piazza antistante, la pettolata.

Venerdì 13, sempre nella chiesetta dedicata alla santa, celebrazioni eucaristiche si terranno alle ore 7.30-9.30-11.30; a mezzogiorno, la supplica. Alle ore 17.30, uscirà la processione con la partecipazione dei fanciulli dell’istituto comprensivo Don Bosco, dei bambini del catechismo della chiesa madre e animata dagli alunni di strumento musicale dell’istituto comprensivo Pignatelli. Presterà servizio la banda Città di Grottaglie.

In chiesa madre, nel frattempo, la santa messa sarà celebrata alle ore 18.

Al rientro della processione, alle ore 19, in piazza Regina Margherita, canti in onore di Santa Lucia saranno eseguiti a cura dei fanciulli dell’istituto comprensivo Don Bosco e del catechismo e dell’associazione “Aretè”. Infine, accensione del tradizionale falò con la pettolata.

Si ha notizia del culto grottagliese verso la santa dal 1558 in occasione della visita del vescovo Brancaccio che autorizzò la riparazione della chiesa e Lei intitolata. Negli anni venti le condizioni di precarietà ne resero necessaria la demolizione per costruirne una più solida ed esteticamente più curata, attraverso raccolta di fondi tra i grottagliesi sotto la guida del sacerdote don Vito Traversa. Nel frattempo la statua di Santa Lucia fu trasferita nella chiesa di Santa Maria La Serra, oggi sconsacrata e chiusa. Nel dicembre del 1924 fu posta la prima pietra della chiesa intitolata alla santa protettrice della vista. Per vari motivi ci vollero anni prima di completarne i lavori, ma al termine la popolazione ne rimase ampiamente soddisfatta.