Ecclesia

Accettata la rinuncia di mons. Massafra al governo dell’arcidiocesi albanese di Scutari-Pult

10 Gen 2025

di Angelo Diofano

Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Scutari-Pult (Albania) presentata da mons. Angelo Massafra, dei frati minori francescani, originario di San Marzano, dov’è nato il 23 marzo 1949.
La comunità parrocchiale sammarzanese di San Carlo Borromeo e il parroco don Cosimo Rodia, sulla propria pagina facebook, esprimono profonda gratitudine a mons. Massafra per il ministero svolto con dedizione e amore nella terra di Albania, accompagnandolo con la preghiera e con l’augurio di serenità e benedizioni per il futuro cammino.
Prenderà il suo posto mons. Giovanni Peragine, religioso barnabita originario di Altamura, finora suo arcivescovo coadiutore.
Concluso il mandato, mons. Massafra tornerà in Puglia a vivere in un convento francescano. Assieme a tanta nostalgia, egli conserverà nel cuore la consapevolezza d’aver dato un sostanziale contributo alla crescita della Chiesa nella sua tanto amata Terra delle aquile.

Giubileo2025

Il Giubileo è un tempo propizio per i catechisti e per la catechesi della Chiesa

foto Siciliani Gennari-Sir
10 Gen 2025

Ogni anno giubilare è occasione per la Chiesa di memoria, ospitalità e profezia. Memoria perché ogni comunità cristiana è invitata a porsi in un atteggiamento di “con­templazione”, per purificare e custodire la memoria di Dio che parla, per vedere i segni che germinano nel terreno della storia, per raccogliere i frammenti che il Signore ci ha dato di vivere nel passato. Ospitalità, per “abitare” il tempo, perché possa vivere la “grazia” del passaggio ad un tempo nuovo. In particolare, è ritrovare o rinnovare la capacità di ospitare il tempo di Dio, che è tempo della pienezza, dentro il divenire incerto e mutevole del tempo dell’uomo. L’anno giubilare contiene queste due dimensioni del tempo a cui corrispondono due atteggiamenti dell’uomo: la pienezza del tempo che dice l’evento definitivo dell’incarnazione e della Pasqua, che guarisce i cammini dell’uomo ed edifica la Chiesa; il discernimento del tempo che mostra come la Pasqua ci aiuti a leggere e verificare i segni del tempo per illuminarli e trasformarli. Infine, nell’ascolto e nella verifica, la Chiesa si apre al sogno profetico che anticipa in progetti e percorsi pratici, gli scenari inediti di cui il Signore si fa artefice nella storia degli uomini. Nasce la profezia, frutto della ricchezza dei doni dello Spirito e dello svelarsi di una presenza che si fa germe di vita nuova.
Sarà un tempo propizio per i catechisti e per la catechesi della Chiesa. Con la rete dei direttori degli uffici catechistici di ogni chiesa locale, ci stiamo muovendo per sostenere un duplice orizzonte. Da una parte, sarà l’occasione per ogni catechista di riscoprire il ministero al quale si è chiamati per il dono stesso della fede. Il catechista vive quotidianamente queste tre dimensioni della memoria, dell’ospitalità e della profezia. Dall’altra parte, accogliendo l’invito della bolla di indizione del Giubileo, proporre la Speranza come “olio e vino” per questo oggi che l’umanità vive. Scrive Papa Francesco: “Tutti sperano. Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterà con sé”. (spes non confundit,1)
Generalmente la speranza si associa a persone fiduciose negli avvenimenti, futuri o già accaduti, di cui non conoscono i contorni precisi e le possibilità di riuscita, ma nei cui confronti sono ottimiste. Si pensa alla speranza come a uno stato d’animo, un’attitudine psicologica di attesa fiduciosa nel compimento di un evento, nel raggiungimento di uno scopo prefissato. Chi spera guarda il mondo valorizzando “il lato positivo delle cose” ed assumendo la buona fede nelle persone, ha una forza in più per vivere pienamente, per continuare a costruire ciò che forse domani riuscirà ad ottenere. È questa la speranza cristiana, o siamo solo alla contropartita del pessimismo? Si può eccedere nell’ottimismo fino a risultare ingenui e si può eccedere nel pessimismo fino ad abbandonarsi alla depressione e a dipendenze nocive, sprecando il tempo e bruciando la propria vita.
C’è un terreno sul quale in questo anno i catechisti potranno operare: evitare cattivi investimenti di speranza e, soprattutto, quale legame tra speranza cristiana e il tempo degli uomini e delle donne di oggi?
La speranza mal riposta uccide perché è nemica della speranza vera. Ognuno ha bisogno di una speranza fondata e avrà bisogno di centrare l’essenziale: la morte e la risurrezione del Cristo come modello delle infinite morti e risurrezioni che costellano l’esperienza dei singoli e dei popoli e che reclamano la capacità di risorgere quotidianamente dalle mortificazioni gratuite e dal nulla. Ad un certo punto diventa necessario rispondere alla domanda “Sei tu quello che aspettiamo, sei realmente quello che può colmare la nostra speranza, o dobbiamo aspettarne un altro?”. Senza il Cristo chi garantisce la nostra speranza?
L’auspicio è che i catechisti siano il segno di comunità che sognano di divenire rigeneratori di speranza. Questo significa fare esperienza di comunione e in essa di amore provato con la pazienza del tempo. Ciò che noi vorremmo fare con la fretta, saltando il patire della durata, la croce della dilazione, l’amore lo fa sottoponendosi al consenso degli altri, accettando la pazienza dei frutti, attendendo i risultati.

(*) direttore dell’Ufficio catechistico nazionale

Lotta alla povertà

Calvani (ist. Toniolo): “Cancellare il debito ai Paesi poveri rappresenta anche un interesse dei ricchi”

foto Marco Calvarese-Sir
10 Gen 2025

Cancellare i debiti e costruire un modello economico basato su giustizia e solidarietà. Due azioni non impossibili, se a muoverle c’è la volontà delle nazioni cosiddette più avanzate, e ribadite nel messaggio che Francesco ha dedicato alla 58ª Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2025), intitolato “Rimetti a noi i nostri debiti: concedici la tua pace”. Il tema è stato al centro del convegno, organizzato alla Pontificia Università Lateranense e promosso dall’Istituto di diritto internazionale della pace ‘Giuseppe Toniolo’, in collaborazione con l’Azione Cattolica Italiana, lo stesso Ateneo, il Forum internazionale di Azione Cattolica e Caritas Italiana. Il Papa invita a metterci in ascolto del grido dell’umanità e di fare presto: “non potrà bastare – scrive – qualche episodico atto di filantropia. Occorrono, invece, cambiamenti culturali e strutturali, perché avvenga anche un cambiamento duraturo”. In relazione alla remissione del debito, Francesco rammenta il significato della tradizione giubilare del popolo ebreo, presentata come un passo essenziale per liberare gli oppressi dai legami economici iniqui. “L’essenza di Dio è nella misericordia e quando è venuta a mancare fra le persone – perché sopraffatta dalla paura, dall’odio e dalla violenza – l’unico modo è stato il perdono per far ripartire le azioni di pace”, spiega Sandro Calvani, presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto Toniolo, intervenuto in video collegamento. “La ripetuta richiesta – osserva – da parte dei cristiani di cancellare il debito dei Paesi in via di sviluppo, riflette diversi paradigmi umanistici e, nel mondo contemporaneo, rappresenta anche un interesse degli stessi Paesi ricchi per costruire relazioni sostenibili”.

Di fronte al quadro, in cui il populismo, la violenza e la guerra il debito alimenta tensioni all’interno e all’esterno degli Stati, è necessario istituire un forum alle Nazioni unite che definisca nuove regole di prestito responsabile, indichi i criteri di sostenibilità del debito e gestisca le crisi, secondo l’economista Riccardo Moro che, durante il Giubileo del 2000, ha ricoperto il ruolo di direttore della fondazione della Cei che si interessò dell’operazione di remissione del debito di due Paesi africani (Guinea Conakry e Zambia) nei confronti dell’Italia. “Venticinque anni fa – rammenta – abbiamo posto la condizione del prestito responsabile per sottolineare la responsabilità di chi usa le risorse e chi le presta definendo condizioni adeguate. Quella nuova fase effettivamente cambiò la realtà in molti Paesi e permise la riapertura alcune borse”. Nel frattempo, “oggi – osserva – ci sono molti soggetti privati che hanno prestato risorse e con i quali è più difficile richiedere la cancellazione del debito”. Dell’impatto umano della crisi del debito parla Chiara Mariotti, in servizio nell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite. “Ci sono 3 miliardi di persone al mondo che vivono in Paesi che spendono di più per ripagare il debito che per l’istruzione e la spesa pubblica per la sanità. Se non risolviamo la crisi del debito – sottolinea – non risolviamo le altre questioni fra cui quella climatica”. Come ribadisce Mariotti, sono spesso i Paesi in via di sviluppo i più esposti agli eventi estremi della crisi climatica, “nonostante – evidenzia – siano quelli che hanno meno contribuito alla crisi e quando il papa parla di ‘debito ecologico’ fa riferimento proprio a questo”.

In occasione del convegno, è stata lanciata la campagna ‘Cambiare la rotta. Trasformare il debito in speranza’. Una mobilitazione collegata a quella globale “Turn debt into hope”, promossa da Caritas internationalis. “Cambiare la rotta” mira a sensibilizzare sull’urgenza di ristrutturare, o meglio ancora, condonare i debiti dei Paesi poveri e a trasformare l’iniqua architettura finanziaria internazionale. Un sistema che continua a sostenere modelli di produzione e consumo che causano il riscaldamento climatico, alluvioni e siccità, a danno soprattutto delle popolazioni più povere e vulnerabili. Diverse e numerose le realtà promotrici: Acli, Agesci, Aimc, Azione Cattolica Italiana, Caritas italiana, Comunità papa Giovanni XXIII, CVX Comunità di Vita cristiana, Earth Day Italia, Focsiv Ets, Fondazione Banca Etica, Mcl, Meic, Missio, Movimento dei focolari Italia, Pax Christi, Salesiani per il sociale, Sermig. Ciascuna vede nel messaggio che accompagna il Giubileo la liberazione dei popoli e la promzione di giustizia e pace attraverso la riforma del sistema economico che crea concentrazione di potere e disuguaglianze a danno dei più vulnerabili della Terra.

“Il senso della campagna – spiega Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica – è un invito alla movimentazione globale. Abbiamo bisogno di gesti che si traducano in politiche pubbliche di chi ha responsabilità di governo. Questo tempo difficile, che il papa ci ha insegnato a definire di cambiamento, è il momento ideale per fare gesti di discontinuità. Un tempo per immaginare insieme percorsi di cambiamento”.  I promotori della campagna ribadiscono la necessità di investire nella giustizia climatica e sociale; superare le disuguaglianze attraverso modelli di sviluppo sostenibili; rafforzare le politiche di aiuto pubblico allo sviluppo e l’advocacy per riforme strutturali.

Ricerca

Reumatologia: al policlinico Gemelli trattata con Car-T la prima paziente adulta

10 Gen 2025

di Raffaele Iaria

È affetta da sclerosi sistemica (sclerodermia) refrattaria ai trattamenti la prima paziente arruolata nel trial ‘Catarsis’, uno studio di frontiera promosso da Fondazione Policlinico Gemelli in collaborazione con l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. Si apre così, con tante speranze, una nuova era per i pazienti colpiti da alcune malattie reumatologiche autoimmuni sistemiche refrattarie ai trattamenti abituali. Lo studio arruolerà in tutto 8 pazienti adulti e avrà una durata di due anni. Principal investigator, Maria Antonietta D’Agostino, ordinario di reumatologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di reumatologia di Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli.
Le Car-T anti-CD19 utilizzate nello studio sono prodotte nell’Officina farmaceutica del Bambin Gesù, il cui coordinatore è Franco Locatelli. Il trial è condotto in collaborazione con il Centro Trial Oncoematologico, Area studi clinici Oncoematologici e Terapie cellulari dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù Irccs, diretto da Locatelli, ordinario di Pediatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia e Terapia Cellulare e Genica, IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di  Roma. La paziente “ha ricevuto le cellule Car T la vigilia Natale nell’unità di Oncoematologia di FPG, diretta dalla professoressa Simona Sica, che prende parte allo studio, nell’Unità di Fase I di Fpg, diretta dal dottor Gennaro Daniele”. “Catarsis è il primo studio accademico di fase I in Italia, volto a trattare patologie autoimmuni mediate da B-linfociti con cellule Car T dirette contro una molecola, nota come Cd19 espressa sulla superficie dei B linfociti”, afferma D’Agostino: “un traguardo importantissimo per i pazienti affetti da patologie severe che finalmente possono ambire a sconfiggere la loro malattia, grazie al ‘reset’ del sistema immunitario, indotto da tale terapia”. Quella trattata al Gemelli la Vigilia di Natale, è la prima paziente adulta affetta da malattia reumatologica trattata in Italia. Franco Locatelli ha già trattato, attraverso il meccanismo dell’uso non ripetitivo, 5 pazienti pediatrici affetti da malattie autoimmuni. Nel mondo sono stati trattati finora con Car-T solo una cinquantina pazienti con malattie reumatologiche, la maggior parte dei quali in Germania, dal gruppo del professor Georg Schett dell’Università di Erlangen (Frederich Alexander) e visiting professor all’Università Cattolica del Sacro Cuore che è stato il primo nel mondo a trattare queste patologie con Car-T. Lo studio – prosegue D’Agostino – rappresenta “una frontiera, ma anche un esempio di progetto cooperativo e coordinato, nel quale diversi dipartimenti (di ricerca, produzione, clinici, amministrativi e di conduzione trials), operanti in strutture differenti, hanno lavorato insieme per ottenere questo traguardo così importante che apre la strada a nuove speranze”. “Il trattamento di questa paziente – sostiene Locatelli – dimostra come la collaborazione tra Centri Accademici di Eccellenza permetta di “offrire gli approcci terapeutici più innovativi a malati affetti da patologie complesse. Dopo i risultati di grande rilevanza ottenuti nei 5 pazienti pediatrici, il caso della signora trattata in collaborazione con i colleghi del policlinico Gemelli apre un’ulteriore frontiera e documenta l’importanza d’investire sempre più come Paese in ricerca clinica avanzata”.

Sport

La Nuovi Orizzonti in cerca della svolta senza coach Caricasole

foto Valentina Funetta
10 Gen 2025

di Paolo Arrivo

Ha giocato a corrente alternata. Ha confermato tutti i suoi limiti e le sue grandi potenzialità, la Dinamo Nuovi Orizzonti Taranto che, dopo il brutto avvio in campionato (tre sconfitte consecutive, prima della ripresa), non ha cominciato nel migliore dei modi neanche il nuovo anno: tra le mura amiche del PalaMazzola, le ragazze di coach Caricasole sono state sconfitte dal Basket femminile Stabia con il punteggio di 64-70 (12-19, 31-34, 53-43), nella gara valevole per la quinta giornata di ritorno del torneo di serie B. Una prestazione sottotono per almeno metà gara. Un’occasione mancata, l’appuntamento con la vittoria, che nell’ultimo quarto di gioco sembrava cosa fatta, finché la Dinamo non ha dilapidato un vantaggio di dieci punti. La quinta sconfitta in campionato su nove partite disputate fa vedere il bicchiere mezzo vuoto. Ma nulla è compromesso nella volata per il quarto posto, utile al raggiungimento dei playoff. Domenica le ioniche proveranno a riscattarsi in casa della New Cap Marigliano. Che era stata sconfitta nel girone d’andata.

 

L’abbandono di Caricasole

Dimissioni irrevocabili. Nonostante i tentativi della società di far rientrare la decisione: Giulio Caricasole non è più l’allenatore della Nuovi Orizzonti. La notizia è stata divulgata nella tarda serata di mercoledì scorso. Il tecnico tarantino viene ringraziato per la professionalità dimostrata e per il lavoro svolto. Così il progetto Dinamo, avviato con William Orlando, artefice di una grande passata stagione, deve continuare senza Caricasole. Il timone passa momentaneamente all’assistant coach Mimmo Calviello al quale è stata affidata la squadra in vista della prossima sfida, prima della nomina del nuovo allenatore. L’auspicio è che lo stesso gruppo non subisca il contraccolpo psicologico. Ma dimostri, anzi, di aver fatto tesoro di ogni errore, per riscoprirsi ancora più coeso. Perché nel momento più negativo la compagine di capitan Gismondi può risorgere.

Il torneo

A comandare la classifica è sempre Catanzaro. Che sta dominando sul parquet di gioco; e si è aggiudicato a tavolino anche il match che si sarebbe dovuto giocare mercoledì scorso, per il recupero della terza giornata di ritorno, a causa della rinuncia della società ospite: la Polisportiva Battipaglia. Al secondo posto della graduatoria c’è il proprio il prossimo avversario della Nuovi Orizzonti. E Marigliano, a sua volta, ha perso l’ultima partita contro Catanzaro facendosi raggiungere in classifica dal Fasano. Nel girone A invece sono due le squadre in testa: Angri e Potenza. Da segnare la vittoria di misura della Pink Sport Time Bari nel derby della Puglia, in casa della New Juve Trani (64-66).  Quanto agli impegni della Dinamo, il prossimo match al PalaMazzola è fissato per sabato diciotto, quando le ioniche affronteranno la Magnolia Campobasso. Cinque giorni dopo verrà recuperata la gara valevole per la quarta giornata di ritorno, in casa di Battipaglia. Poi calerà il sipario sulla prima fase antecedente la fase a orologio.

Gaza sotto assedio

ActionAid: A Gaza sotto assedio l’ultimo ospedale ancora attivo

10 Gen 2025

Il personale dell’unico ospedale attivo nella zona nord di Gaza è ancora sotto assedio ed è tagliato fuori dai rifornimenti e dagli aiuti mentre le operazioni di bombardamento da parte dell’esercito israeliano aumentano in intensità. L’ospedale Al-Awda, di cui ActionAid è partner, è l’unico ospedale ancora parzialmente funzionante nel nord di Gaza – dove si trovano 75.000 persone – dopo che il Kamal Adwan e l’Indonesian Hospital sono stati entrambi messi fuori servizio. “La situazione fuori dall’ospedale è molto pericolosa ora – ha raccontato il dottor Mohammad Salha, direttore ad interim dell’ospedale Al-Awda -. Le forze di occupazione israeliane stanno bruciando case, sparando a caso all’ospedale nei suoi dintorni oltre a lanciare bombe nel cortile. Nessuno può uscire da qui perché le forze di occupazione stanno prendendo di mira tutto ciò che si muove nel Nord della Striscia di Gaza”. Il personale sta trattando i pazienti intrappolati all’interno della struttura nel miglior modo possibile, nonostante non si ricevano forniture mediche e aiuti salvavita da più di tre mesi. “Dall’inizio dell’operazione di terra del 5 ottobre fino ad ora… [nessuna] delle forniture mediche o del carburante necessari per operare sono arrivati – prosegue Salha -. Fino a questo momento, le forze di occupazione hanno impedito l’ingresso di medicinali, cibo e gasolio all’ospedale di Al-Awda. Speriamo che questa operazione di terra finisca velocemente e permetta all’Organizzazione mondiale della sanità ed ai nostri partner di portare i beni necessari per far funzionare l’ospedale e fornire le cure”. Solo 16 dei 36 ospedali di Gaza sono ancora parzialmente funzionanti, la grave carenza di carburante mette a rischio la loro capacità di continuare a salvare vite. I servizi sono già stati ridotti in diversi centri e gli operatori sanitari stanno avvisando che ventilatori e incubatori tra poco non potranno funzionare più. ActionAid chiede che le autorità israeliane pongano fine immediatamente al blocco degli aiuti e che il carburante e le altre forniture essenziali siano consegnate urgentemente agli ospedali. “Gli attacchi oltraggiosi contro l’ospedale di Al-Awda e tutte le altre strutture sanitarie devono cessare e deve essere riconosciuta una responsabilità per tutte le atrocità commesse”, conclude ActionAid.

Diocesi

A Carosino il titolo di ‘Civitas Mariae’

foto G. Leva
10 Gen 2025

di Angelo Diofano

L’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha conferito a Carosino il titolo di ‘Civitas Mariae’, in considerazione del legame storico, culturale e religioso esistente con la Beata Vergine Maria, motivato anche dalla presenza dell’affresco di Maria Santissima mentre allatta Gesù Bambino. Inoltre nei secoli successivi la devozione a Santa Maria delle Grazie, compatrona di Carosino, è comprovata dalla preziosa e artistica pala d’altare esistente nella chiesa madre.
L’istanza era stata presentata da un comitato di carosinesi e dal parroco della Santa Maria delle Grazie, don Filippo Urso, all’amministrazione comunale, da quest’ultima approvata il 12 marzo scorso e poi consegnata all’arcivescovo.
Nell’apposito decreto mons. Miniero auspica che tale riconoscimento ufficiale possa costituire un segno di speranza e un rinnovato impegno della cittadinanza nell’attenzione verso le emarginazioni e le nuove povertà.
“Affido alla Madonna questa amata comunità – scrive ancora l’arcivescovo – con l’auspicio che segni per la città una possibilità di riscoprire le radici storiche, per un rinnovato cammino cristiano e la sua vocazione di accoglienza per tutti”.

Emergenze ambientali

Un netto “no” della città alla realizzazione del dissalatore alla foce del Tara

10 Gen 2025

di Silvano Trevisani

Il dissalatore non si deve fare! Per lo meno alla foce del fiume Tara. Questa è la posizione unanime espressa in città da un po’ tutte le componenti. Anche se tra gli oppositori al progetto vi è una gradualità di posizioni. Se il Comitato per la difesa del territorio jonico, guidato da Mario Guadagnolo, che si è riunito per chiedere il rinvio della conferenza dei servizi del Comune, si limita a chiedere l’esclusione del Tara, altre associazioni ambientaliste, a cominciar dal Wwf, chiedono che non si faccia affatto, in nessun altro luogo. È noto, infatti, che l’attività dei dissalatori, per estrarre acqua dolce dal mare o da fonti saline, scarica la cosiddetta ‘salamoia’, ovvero l’acqua con altissima percentuale di salinità, che incide negativamente sull’ecosistema marino, laddove viene scaricata.
La sospensione della conferenza comunale dei servizi, prevista a Taranto per oggi, venerdì 10 gennaio, è stata chiesta alla luce della convocazione del Comitato da parte della commissione Ambiente della Regione Puglia, fissata per il 14.

La posizione del Comitato

“Il confronto in commissione – ci spiega Guadagnolo – è un passaggio imprescindibile per valutare attentamente gli impatti ambientali, sociali ed economici di questo progetto. Nell’affermiamo la nostra contrarietà alla realizzazione dell’impianto alla foce del Tara, premettiamo di essere consapevoli che la scarsità dell’acqua è un problema gravissimo che si abbatte su tutto il territorio. Problema che è aggravato sia dalla siccità che sta caratterizzando il clima negli ultimi anni, sia dalla conseguente carenza degli invasi, che hanno finora consentito un approvvigionamento accettabile, sia dai ‘buchi’ dell’acquedotto”.

Ebbene, sostengono i rappresentanti del comitato, raccogliendo le sollecitazioni dei numerosi sostenitori: prima ancora di realizzare il dissalatore è necessario sanare i guasti che sono a monte. Il primo è il pessimo stato delle condotte dell’Acquedotto pugliese che, tra rotture e furti d’acqua, porta a destinazione meno della metà del flusso immesso. Indispensabile, quindi, è avviare da subito un monitoraggio e un piano di lavori di ripristino. Inoltre è al contempo necessario portare a compimento e utilizzare l’invaso Pappadai, costato centinaia di milioni e abbandonato a se stesso.

“Al contempo – spiega ancora Guadagnolo – la Regione deve farsi carico di rivalutare il luogo dove posizionare il dissalatore, che non può essere collocato sul Tara né gravare ancora su un territorio che è totalmente asservito ad attività altamente inquinanti. Esso comprometterebbe ulteriormente le produzione marine i cui allevamenti sono stati messi in ginocchio dal riscaldamento globale. Se la sua utilità è riconosciuta, occorre individuare un nuovo sito nel quale collocare l’impianto affinché la sua pericolosità venga attenuata”.

La proposta del Parco

Il Comitato, però, non si limita a bocciare il dissalatore al Tara, ma avanza una richiesta ‘costruttiva’: la realizzazione di un Parco dei fiumi carsici del comprensorio. Esso includerebbe i fiumi: Galeso, Cervaro, Patemisco, Lenne e altri minori presenti sul territorio. Un parco che dovrebbe combinarsi col Parco del Mar piccolo, già istituito ma ancora in attesa della composizione dell’autorità di gestione.

La posizione dell’Aqp

Da parte sua, l’Acquedotto pugliese ha già fatto sentire le sue ragioni. Spiegando che l’impianto non sarà invasivo e preleverà parte dell’acqua, afferma che “il tributo complessivo avrà un approccio che rispetta il fiume ed il deflusso ecologico. Con una visione finalmente complessiva, che deriva da una normativa, dalla Direttiva acque che impone obiettivi di qualità da raggiungere”.

Le opere Aqp non impatterebbero direttamente sul fiume. “Si useranno le strutture ex Eipli già presenti dove saranno installate le pompe che porteranno acqua al dissalatore (lontano 800 metri dal percorso del fiume). Lungo l’asta fluviale non sarà realizzata nessuna nuova opera”.
Ragioni che saranno ovviamente ribadite nel corso dell’incontro già fissato per il 14, ma non sappiamo ancora con quale esito.

Ecclesia

Giovani sacerdoti e seminaristi tarantini in visita a Lecce

foto di Arturo Caprioli
10 Gen 2025

Nei giorni scorsi, i giovani sacerdoti e seminaristi della nostra arcidiocesi, accompagnati dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, sono stati a Lecce, accolti dagli arcivescovi mons. Michele Seccia e e mons. Angelo Panzetta (quest’ultimo, com’è noto, originario di Pulsano). Nel corso della mattinata la comitiva ha potuto visitare la cattedrale, il Museo diocesano d’arte sacra, le chiese di San Matteo e Santa Chiara, la basilica di Santa Croce, sostando anche nelle botteghe della cartapesta e in piazza Sant’Oronzo per ammirare l’anfiteatro romano con il presepe artistico e la colonna della Via Appia sormontata dalla statua del santo patrono. Grande interesse hanno suscitato le attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, l’apertura prolungata delle chiese più note del centro storico e l’ammodernamento degli impianti di illuminazione interna nei luoghi di culto.

Nel corso della visita è stato evidenziato lo speciale legame storico e artistico tra Lecce e Taranto e tra le figure dei santi patroni, Oronzo e Cataldo. “Abbiamo accolto con gioia l’arcivescovo di Taranto, i sacerdoti e i seminaristi giunti dall’arcidiocesi jonica, mostrando loro le bellezze della città e sperimentando la fraternità che unisce le nostre comunità – ha affermato mons. Angelo Panzetta – un legame ora rafforzato anche dal mio impegno di arcivescovo coadiutore di Lecce”.

“È stata particolarmente arricchente questa giornata vissuta insieme, all’insegna della fraternità e della comunione con mons. Seccia e mons. Panzetta – ha dichiarato l’arcivescovo mons. Miniero -. Ora l’auspicio è di potersi rincontrare prossimamente a Taranto, coltivando l’amicizia che lega profondamente le nostre comunità”.

Rigenerazione ecologica

Parte un corso online su Ecologia integrale & Mediterraneo

09 Gen 2025

di Angelo Diofano

Scadono sabato 11 gennaio i termini per le iscrizioni al c𝑜𝑟𝑠𝑜 o𝑛𝑙𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑖 a𝑙𝑡𝑎 f𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 “𝑬𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒈𝒓𝒂𝒍𝒆 & 𝑴𝒆𝒅𝒊𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂𝒏𝒆𝒐. 𝑻𝒆𝒓𝒓𝒆, 𝒎𝒂𝒓𝒊, 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒊 𝒆 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊𝒕à a cura della Pontificia Università Antonianum e Oikos 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨 della parrocchia San Pasquale Baylon di Taranto.

Il Mediterraneo è una culla di culture, tradizioni e sfide, oggi più che mai simbolo di connessione e cambiamento – spiegano gli organizzatori – e il corso intende offrire così un 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 (in italiano, spagnolo e arabo) che esplora nuove visioni, competenze e progettualità per affrontare la crisi ecologica con un approccio integrato e trasformativo. Il corso inizierà il 15 gennaio con collegamenti online dalle ore 15.30 alle 17.30.

Questi i moduli tematici: Il contesto mediterraneo (gennaio e febbraio), La vision dell’ecologia integrale (marzo e aprile), Mediterraneo e governance (aprile e maggio). Al termine ci sarà un percorso laboratoriale per dare vita a progetti concreti di innovazione sociale e ambientale, accompagnati da esperti accademici e professionisti internazionali.

Saranno riconosciuti sei ects con consegna di 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

“Riconnettiamo terre, popoli e spiritualità. Unisciti a noi in questo viaggio di formazione e speranza, per un Mediterraneo più sostenibile, giusto, fraterno e umano” – è l’invito degli organizzatori.

Per le iscrizioni: https://forms.gle/HHmMfndG6WhBjs3m8.

Questo il programma:

Modulo I: IL CONTESTO MEDITERRANEO
15 gennaio Laboratorio motivazionale – Mediterraneo contesto paradigmatico
22 gennaio G. Buffon, I Francescani per il Mediterraneo: da Francesco d’Assisi all’incontro del 1986
29 gennaio S. Volpicelli, Ecologia, migrazioni e Mediterraneo
5 febbraio Pasini – Cambiamenti climatici e Mediterraneo
13 febbraio G. Savina, Il magistero cattolico per il Mediterraneo
20 febbraio U. Bellagamba, Quali utopie per il Mediterraneo?
27 febbraio F. Zecca Blanco D., La “Rete Francescana del Mediterraneo” e OIKOS

 

Modulo II: LA VISION DELL’ECOLOGIA INTEGRALE
6 marzo G. Buffon,  Lab.: Quali utopie mi attraversano?
13 marzo A.    Clemenza, Francesco d’Assisi e l’ecologia integrale
14 marzo S. Morandini, La Lettera Enciclica Laudato si’
27 marzo A. Bizzozero, Il paradigma della complessità e della cura
3 aprile E. Rizziato, Ecologia e Leadership orizzontale
10 aprile M. Sclavi, Ecologia e democrazia
11 aprile Laboratorio: Quale domanda di cambiamento?

 

Modulo III: MEDITERRANEO E GOVERNANCE
24 aprile P. Cancelli, dignità come fondamento della governance
2       maggio A. Mokrani Ecologia nelle religioni: Islamismo
8 maggio D. Assael Ecologia nelle religioni: Ebraismo
9 maggio Ecologia nelle religioni: Tradizioni ancestrali e paradigma ecologico de-coloniale M. dal Corso,
15 maggio M. Dal Corso, Ecologia nelle religioni: Ortodossia
16 maggio G. Torre e A. Sestino, L’impatto della transizione digitale nel Mediterraneo: persone, imprese e società
23 maggio M. Lazzeroni, Ecologia e ambienti urbani
29 maggio A. Nonni – P. Pierotti, Diplomazia dell’architettura nelle città del Mediterraneo
30 maggio S. Volpicelli – Laboratorio: Migranti, richiedenti asilo e autoctoni: percorsi di coesione sociale
Giugno – luglio Laboratorio: Quali progettualità di interconnessione personale e sociale?
Gruppi di lavoro
Venerdì 11 Luglio Giornata conclusiva

Scuola e università

Nasce il Polo liceale unico di Manduria

Il liceo De Sanctis-Galilei accoglierà il liceo artistico Calò

09 Gen 2025

Con il nuovo ‘piano di dimensionamento scolastico’ la sede di Manduria del liceo artistico – attualmente appartenente al liceo artistico V. Calò di Grottaglie – viene accorpata all’istituto De Sanctis-Galilei. Oltre ai quattro indirizzi classico, scientifico, scienze umane, linguistico, si aggiunge quindi quello artistico.
Intanto è stato prorogato il periodo utile ad effettuare l’iscrizione fino al 10 febbraio.

È la scelta fatta dalla Regione Puglia che ha pubblicato lo ‘Schema delle decisioni del Piano di dimensionamento scolastico per l’a.s. 2025/26 e la programmazione dell’offerta formativa per il triennio scolastico 2025/28’. Tra le decisioni di maggiore rilievo, spicca proprio l’accorpamento della sede di Manduria del liceo artistico – attualmente appartenente al Calò di Grottaglie – al liceo De Sanctis-Galilei.

Questa importante novità risponde all’esigenza territoriale di creare un Polo liceale unico, che riunirà nella stessa istituzione scolastica tutti gli indirizzi liceali esistenti a Manduria: artistico, classico, linguistico, scientifico e scienze umane. Tale scelta è in linea con l’obiettivo di favorire accorpamenti all’interno dello stesso comune e di garantire una maggiore uniformità dell’offerta formativa, rafforzando la coerenza didattica e organizzativa.

“L’accorpamento del liceo artistico rappresenta un’opportunità straordinaria per il nostro territorio – ha commentato la dirigente scolastica del De Santis, prof.ssa Maria Maddalena Di Maglie. La creazione di un polo liceale unico permetterà ai nostri studenti di accedere a un’offerta formativa integrata e diversificata, potenziando le opportunità educative e valorizzando le eccellenze del nostro sistema scolastico. Siamo pronti ad accogliere questa nuova sfida con il massimo impegno e dedizione.

Diocesi

Al seminario, presentazione della nota pastorale ‘La gioia dell’amore nel matrimonio’

09 Gen 2025

di Angelo Diofano

A cura della commissione regionale di pastorale liturgica della Conferenza episcopale pugliese, lunedì 13 al seminario arcivescovile di Poggio Galeso alle ore 18.30 sarà presentata la nota pastorale ‘La gioia dell’amore nel matrimonio: linee mistagogiche per la celebrazione del matrimonio nelle Chiese di Puglia’, con la partecipazione degli uffici di pastorale familiare delle diocesi suffraganee della Metropolia (Taranto, Castellaneta e Oria).
Interverranno: mons. Fabio Ciollaro, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano e presidente della commissione regionale di pastorale liturgica, don Mauro Dibenedetto, segretario commissione regionale di pastorale liturgica e mons. Marco Gerardo, direttore dell’ufficio liturgico della nostra diocesi.

“La nota pastorale – si legge nella presentazione – ha uno stile mistagogico, per accompagnare nel mistero e, tramite il mistero celebrato, alla novità della vita che nasce dal dono ricevuto. Questa impostazione di metodo permette di recuperare due convinzioni fondamentali. Dinanzi alla paura per le scelte definitive, essa ci ricorda, in primo luogo, il primato del dono e dell’agire di Dio. Se, oggi, in tanti sono spaventati dinanzi alla possibilità di pronunciare un ‘sì’ per sempre, la celebrazione ricorda che Dio prima dona e poi comanda, e comanda solo nella misura in cui dona.
La fedeltà coniugale e la fedeltà al ‘sì’ nuziale trovano la loro sorgente anzitutto nella fedeltà dell’amore di Dio e nella eternità del suo dono. Non sono un impegno che grava sulle spalle degli uomini e delle donne, abbandonati al loro destino. Sono una gioiosa avventura, accolta e vissuta sulla fiducia in Dio, le cui parole e promesse sono irrevocabili (cfr. Rm 11,29) e le cui misericordie non sono terminate (cfr. Lam 3,22). Dio può sempre stupirci!”
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