Diocesi

La Giornata mondiale del malato: gli appuntamenti in diocesi

foto Siciliani Gennari-Sir
13 Feb 2025

di Angelo Diofano

Si celebra anche in diocesi la 33ª Giornata mondiale del malato che intende riproporre a tutti i credenti la forza della speranza nel mistero pasquale di Gesù Cristo in cui si coglie la pienezza dell’annuncio cristiano (cf. At 4,12). Per l’animazione pastorale nelle parrocchie ci si può avvalere dei sussidi offerti dall’ufficio nazionale per la pastorale della salute.
“Il tempo presente – spiega don Cristian Catacchio, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute – è caratterizzato dalle prove e dalle tribolazioni che segnano l’esistenza dei singoli e delle comunità. Il rischio più grande è rappresentato dalla mistificazione operata dei «falsi profeti» e dalle loro illusorie speranze. Ogni credente è chiamato a fare discernimento sul senso autentico della vita, accogliendo nella fede il dono della grazia divina, costruendo relazioni di amore e lasciandosi guidare dalla «piccola» speranza.
In tal modo – conclude – il «tempo della prova» e della malattia diventa una testimonianza di vita che fa la differenza. La speranza schiude nuovi orizzonti e rende capace di oltrepassare la «prova del tempo»”.

La celebrazione della Giornata mondiale del malato vedrà impegnata la nostra diocesi in due momenti:
il primo avrà luogo domenica 16 febbraio con il Giubileo del mondo della salute e prevede alle ore 18 la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero nella parrocchia Nostra Signora di Fatima a Talsano, santuario mariano e chiesa giubilare. A questo evento giubilare sono particolarmente invitati, insieme ai loro familiari, tutti i malati, i disabili e le figure professionali legate al mondo della sanità (medici, infermieri, operatori sanitari, volontari in ambito sanitario, operatori pastorale della salute ecc.).

Il secondo momento riguarda la conferenza che sarà tenuta da don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana il 28 marzo al seminario minore di Poggio Galeso dalle ore 9 alle 13. “Si tratta – spiega don Cristian Catacchio – di un’importante occasione di confronto e riflessione per operatori sanitari, pastorali e tutti coloro che desiderano esplorare la relazione tra spiritualità, salute e territorio. Il concetto di ‘persona, cura e territorio’ assume infatti una particolare rilevanza quando si focalizza sull’assistenza domiciliare. Questa pratica, infatti, pone al centro la persona e il suo contesto di vita, favorendo un approccio olistico alla cura che va oltre la semplice gestione della malattia”.

 

Servizi al cittadino

Il Villaggio della salute: a Taranto sabato 15, esami medici gratuiti per tutti

13 Feb 2025

Un’intera giornata per accedere, gratuitamente, ad una serie di esami di grande importanza, perché la prevenzione può davvero fare la differenza. Debutta con questi presupposti la prima edizione del ‘Villaggio della salute’, in programma a Taranto sabato 15 febbraio dalle ore 9 alle 18, in piazza Maria Immacolata.

Ecg, emocromo, emoglobina glicata, glicemia, moc, pannello lipidico, pressione, esame audiometrico e spirometria: sono questi gli esami fondamentali ai quali ognuno potrà sottoporsi. Tutti gli esiti saranno refertati al momento da personale specializzato, ad eccezione della spirometria che necessita di una valutazione più dettagliata. I partecipanti saranno inoltre omaggiati con alcuni gadget. L’iniziativa è organizzata da farmacie Alioth, in collaborazione con Comune di Taranto, Pharmaidea, CardioOnlineEurope, Alvita, Amplifon, Towa, Avis Taranto e Bcc Banca Bari e Taranto. Sarà inoltre presente uno stand delle assicurazioni Generali, interamente dedicato alla salute.

«Come gruppo Alioth – ha spiegato in conferenza stampa l’ad, Mario Muzio, abbiamo un rapporto molto stretto con la città. In ambito sanitario, i tarantini meritano attenzione e abbiamo interpretato questo bisogno con i mezzi a nostra disposizione».
«Attenzione al sociale e prevenzione – ha sottolineato Valentina Capezzuto, coordinatrice di farmacie Alioth – sono queste le linee guida dell’iniziativa. Molto spesso capita di trascurare o rinviare anche esami di routine che invece possono segnalare un problema più importante e permettere di ricorrere alle cure mediche in maniera tempestiva».

Volendo guardare ai dati, tra le attività erogate nelle farmacie, si evince ad esempio un trend di crescita degli elettrocardiogrammi: dal 2002 in totale sono 1.243.742. Nel mese di dicembre 2024 sono stati 252.581. Numeri legati sia alla necessità di tale referto, propedeutico al rilascio da parte del medico curante del certificato di idoneità sportiva non agonistica, ma anche fondamentale in caso di urgenze. Infatti la disponibilità di una centrale di Telecardiologia, presidiata H24 da cardiologi, consente referti in tempo reale. I numeri sottolineano anche un aumento annuale degli holter ricevuti: dal 2011 sono stati 332.996, generalmente cardiaci o pressori. Oltre 93mila solo l’anno scorso. Nel caso degli holter, sul campione esaminato l’anno scorso, è stato possibile diagnosticare il 10% di patologie gravi, per gli Ecg poco più del 2%.

«La telemedicina nelle farmacie – ha affermato Claudio Lopriore, direttore generale CardioOnline – rappresenta un servizio fondamentale perché per un paziente può davvero fare la differenza tra la vita e la morte».

«Siamo stati ben lieti di sposare questa iniziativa – ha detto Corrado Camisotti di Amplifon Italia – nella consapevolezza di quanto sia importante essere vicini ai cittadini. Noi stessi, da tempo, offriamo esami gratuiti nei nostri centri».

In conferenza stampa presente anche l’assessore ai Servizi sociali del comune di Taranto, Gabriella Ficocelli. «Da parte nostra – ha detto l’assessora – metteremo in campo il massimo impegno nel coinvolgimento delle famiglie fragili per farle accedere a questa opportunità».

«Siamo felici di aver dato un contributo – ha sottolineato il presidente della Banca di Bari e Taranto, Lelio Miro nella consapevolezza che questa iniziativa possa interpretare il ruolo e il valore della banca di prossimità».

 

Diocesi

Martina Franca, i missionari della Consolata festeggiano San Giuseppe Allamano

13 Feb 2025

di Angelo Diofano

Nel santuario di Cristo Spirante-San Francesco d’Assisi (chiesa giubilare 2025), i missionari della Consolata dedicano solenni festeggiamenti a San Giuseppe Allamano. Nato a Castelnuovo d’Asti il 21 gennaio 1851 e deceduto a  Torino il 16 febbraio 1926, egli fu fondatore delle congregazioni dei missionari e delle missionarie della Consolata; proclamato beato da papa Giovanni Paolo II nel 1990 e canonizzato da papa Francesco nel 2024. 

S’inizierà oggi, giovedì 13, giornata dedicata alla riflessione sull’importanza dell’eucarestia secondo il santo: ore 18, recita del rosario meditato dalle Dame missionarie; ore 18.30, santa messa presieduta da padre Mathew Gaithan Kilamlya; dalle ore 19 alle 20, adorazione eucaristica animata dal gruppo Caritas parrocchiale, con la lettura dell’enciclica ‘Dilexit nos’.

Venerdì 14 (‘La Confessione e la misericordia secondo san Giuseppe Allamano’): ore 18, santo rosario meditato dalle Dame missionarie; ore 18.30, santa messa presieduta da padre Mathew Gaithan Kilamlya.

Sabato 15 (‘La missione secondo San Giuseppe Allamano’): ore 18, santo rosario meditato dalle Dame missionarie; ore 18.30, santa messa presieduta da padre Mathew Gaithan Kilamlya.

Domenica 16, solennità di San Giuseppe Allamano: sante messe alle ore 8.30 (presieduta da padre Mathew Gaithan Kilamlya) – ore 10.15 (presieduta dal parroco mons. Vincenzo Annicchiarico) – ore 11.30 (presieduta da padre Mathew Gaithan Kilamlya). Alle ore 18, santo rosario meditato dalle Dame missionarie e alle ore 18.30 solenne concelebrazione eucaristica presieduta da padre Marko Simbeye Mapinduzi Mwasatila, missionario in Angola e vice rettore della comunità formativa a Porta Pia – Roma.

 

sindacato

Daniela Fumarola, tarantina, è la nuova segretaria generale nazionale della Cisl

12 Feb 2025

di Silvano Trevisani

Daniela Fumarola, tarantina, è il nuovo segretario generale della Cisl, eletta dal consiglio generale riunito mercoledì 12 febbraio, a Roma. Fumarola, che già ricopriva in segreteria confederale la carica di segretaria generale aggiunta, subentra a Luigi Sbarra, che si è dimesso dall’incarico avendo raggiunto i limiti di età previsti dallo statuto. Nata a Taranto nel 1966, si è laureata in Scienze sociologiche alla Cattolica di Milano. Ha iniziato la sua esperienza sindacale nel 1987 nella Fisba, la Federazione Cisl degli operai agricoli, poi confluita nella Fai, sostenendo e promuovendo il lavoro dei braccianti nelle Leghe comunali. Dopo aver ricoperto diversi incarichi nella federazione di categoria, nel 2009 ha assunto la carica di segretaria generale della Cisl di Taranto e, dal 2016, quella di segretaria generale regionale della Cisl Puglia-Basilicata. Dal 2020 ha fatto parte della segreteria confederale con responsabilità del settore organizzativo, assumendo la carica di segretaria generale aggiunta nel dicembre del 2023.

Nel suo primo intervento, la neoeletta segretaria generale ha affermato che Il sindacato deve essere protagonista del cambiamento, e lo deve fare rimboccandosi le maniche, senza restare fermo nella protesta sterile. Questo non vuol dire rinunciare al conflitto, ma credere prima di tutto nel confronto, rifiutando l’antagonismo ideologico”.
Non sono mancati, nel suo intervento, accenni ai temi caldi della politica internazionale, a partire dall’Europa, da rendere più forte e unita, rafforzando la coesione sociale, l’integrazione politica ed economica, puntando a transizioni tecnologiche socialmente sostenibili.
Si è detta poi preoccupata per il riaffarciarsi di una logica di dazi e protezionismo dopo l’elezione di Donald Trump, criticando duramente le prese di posizione del presidente Usa sulla crisi israelo-palestinese: “Agghiacciante anche solo parlare di deportazioni. Serve un forte impegno della comunità internazionale per un negoziato vero. L’obiettivo non può che essere due popoli, due Stati”.
Sui temi politici di maggiore attualità in campo nazionale, Daniela Fumarola ha ribadito la richiesta al governo di aprire uno spazio di dialogo per un nuovo Statuto della persona nel mercato del lavoro. “C’è da affrontare con determinazione – ha sostenuto – una questione salariale, che non si risolve a colpi di demagogia, mentre è indispensabile ancorare la dinamica retributiva alle relazioni industriali, alla contrattazione nazionale e soprattutto decentrata, a modelli sempre più partecipativi, contrastando il lavoro povero, i part-time involontari che affliggono soprattutto le donne, evitando interventi di legge inefficaci e dannosi”.
Sulla legge di iniziativa popolare promossa dalla Cisl, oggi all’esame delle Camere, la segretaria generale ha espresso l’auspicio che possa essere sostenuta dalla più ampia convergenza parlamentare, chiedendo un segnale bipartisan “che non trasformi questa legge di civiltà in un terreno di battaglia ideologico e partitico”.
Forte il richiamo alla necessità di un più consistente investimento su scuola, pubblico impiego, sanità, politiche sociali e per la famiglia, contrasto alla povertà economica, cognitiva e relazionale, sostegno alla terza età attiva e alla non autosufficienza.
“La Cisl – ha affermato – chiede al governo di far ripartire il tavolo su una riforma delle pensioni che immetta nel sistema previdenziale elementi di flessibilità in uscita e di garanzia retributiva, specialmente per i giovani in regime contributivo”.

Il neosegretario generale della Cisl ionica, Luigi Spinzi, al termine dei lavori del consiglio generale confederale nazionale, da parte sua, si è fatta interprete dei sentimenti dell’intero gruppo dirigente territoriale Cisl Taranto Brindisi, “fiero di avere come guida una sindacalista di grande esperienza e competenza, che ha sempre dimostrato dedizione e passione nel rappresentare le istanze dei lavoratori e delle lavoratrici. Daniela, orgoglio di Taranto Brindisi, non solo dà lustro al nostro territorio ma è anche esempio per i nostri giovani, pieni di coraggio e ambizione. Il suo impegno costante e la sua visione innovativa saranno un valore aggiunto fondamentale per la Cisl a livello nazionale. A lei vanno le nostre più sincere congratulazioni e il nostro sostegno per le sfide che l’attendono in questo importante ruolo”.

Per la seconda volta nella sua storia, la Cisl sarà dunque guidata da una donna: insieme a Daniela Fumarola, confermati tutti i componenti dell’attuale segreteria confederale (Andrea Cuccello, Ignazio Ganga, Giorgio Graziani, Mattia Pirulli, Sauro Rossi).

Politica italiana

Il 14-15 febbraio nasce la costituente degli amministratori locali di ispirazione cristiana

12 Feb 2025

‘La rete di Trieste. Perfino più di un partito’ è il titolo della prima riunione della ‘rete di Trieste’, network di amministratori locali di ispirazione cristiana nato a margine della Settimana sociale dello scorso luglio, in programma a Roma venerdì 14 e sabato 15 febbraio prossimi. 300 già gli amministratori che hanno confermato la loro presenza con un obiettivo chiaro: dare vita a un luogo di dialogo, confronto e partecipazione, in cui il comune riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa aiuti a smussare le asperità dell’attuale bipolarismo politico.
Nell’invito rivolto agli amministratori, i principali animatori della rete, Francesco Russo ed Elena Granata, hanno usato parole chiare: «C’è chi vive di nostalgie, chi coltiva il sogno mai sopito di un nuovo partito. Tuttavia, è molto più complesso e coraggioso generare nuove condizioni di ascolto e condivisione, far innamorare i giovani della politica, recuperare il senso di una partecipazione collettiva. Per questo, a Roma, il 14-15 febbraio, tenteremo di piantare il seme di un nuovo stile: un impegno generoso e gratuito per la politica, sia territoriale che nazionale. Continuare sulla via del dialogo, organizzare la partecipazione, trovare linguaggi comuni e azioni condivise: è un obiettivo ambizioso, forse addirittura più importante che fondare un nuovo partito».
La location dell’evento è  il TH Hotel (ex “Domus Mariae”) in  via Aurelia 481 e il programma prevede l’inizio dei lavori venerdì 14 febbraio alle ore 15, con i saluti di Giuseppe Notarstefano, presidente dell’Azione Cattolica italiana. Seguirà l’introduzione di Elena Granata, vicepresidente del comitato organizzatore della Settimana sociale di Trieste.
La prima tavola rotonda del venerdì pomeriggio, coordinata da Marco Damilano, prevede gli interventi dell’ex parlamentare Paola Binetti, del leader di Demos Paolo Ciani, dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, del segretario di “Persone e Comunità” Giuseppe Irace, del presidente della Fondazione per la sussidiarietà Giorgio Vittadini. Una finestra di lavoro chiusa con una prima sintesi di Francesco Russo, ex parlamentare e attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Seguiranno i lavori di gruppo tra i partecipanti.
La mattinata di sabato 15 febbraio si aprirà alle 9 con l’intervento di monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania e presidente del Comitato per le Settimane Sociali, e con l’introduzione tematica di Antonio Campati, docente all’Università Cattolica di Milano. Seguirà il panel dedicato agli amministratori e coordinato dal vicedirettore di Avvenire, Marco Ferrando: vi parteciperanno il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, la deputata dell’Assemblea siciliana e sindaca di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo, la sottosegretaria in Regione Piemonte Claudia Porchietto, la presidente dell’Umbria Stefania Proietti. Dopo gli amministratori, prenderanno la parola voci giovani ma già autorevoli nel dibattito politico: quella di Bernard Dika, portavoce della presidenza regionale toscana, di Giulia Milani, della Comunità di connessioni, di Eugenio Russo (Conthackto), di Margherita Scalfi (consigliera municipale a Milano). L’ultimo panel di sabato 15 febbraio, alle ore 12, vedrà intervenire Matteo Gianni (Movimento politico per l’unità), Leonardo Becchetti (tra gli estensori e promotori del «Piano B» e dello «spartito per il Paese»), Francesco Scoppola (presidente Agesci) e Daniela Storani (Argomenti 2000).

A Taranto

Giovedì e venerdì a Taranto il più grande evento mondiale contro la violenza di genere

12 Feb 2025

Torna a Taranto One Billion Rising, il più grande evento mondiale contro la violenza di genere che da dodici anni coinvolge 200 paesi del pianeta, mobilitando nelle piazze un miliardo di persone unite nell’affermare una cultura del rispetto e della solidarietà, linfa vitale per una rivoluzione pacifica e arma contro ogni violenza.

In particolare quest’anno in Italia si vogliono sensibilizzare le persone e le istituzioni sull’importanza dei centri antiviolenza nell’accogliere e restituire una vita alle donne vittime di abusi e sulla necessità di sostenere e garantire continuità ai centri che operano con professionalità.

Anche Taranto, grazie all’impegno costante delle realtà associative del territorio, aderisce al flash mob internazionale One Billion Rising: quest’anno gli appuntamenti sono due: il primo si terrà alle ore 17 di giovedì 13 febbraio nel centro commerciale Porte dello Jonio gestito da Nhood, un’organizzazione dell’associazione Alzàia onlus ets, mentre il secondo sarà venerdì 14, nel giorno di San Valentino, dalle 17 alle 19 nella centralissima piazza della Vittoria, un appuntamento promosso da un coordinamento ‘dal basso’ di enti del terzo settore e associazioni del territorio.

Al flash mob sulle note della canzone Break the chain (tutorial ufficiale http://youtu.be/_U5CZfPydVA) saranno associate letture di storie di donne.

La rete che, con il patrocinio del Centro Servizio Volontariato Taranto e del Comune di Taranto, promuove l’evento One Billion Rising in piazza della Vittoria al momento comprende Ethra Accademia Psicosociale, Iris  (In rete per identità e soggettività libere), associazione Alzaia onlus ets, CasArcobaleno – Casa Rifugio e Co-housing Lgbtqia+ di Taranto, Cav Sostegno donna, coordinamento Taranto pride, Metasud, Taranto Swing Due Mari, Hermes Academy, Amnesty International e comitato territoriale e provinciale Arcigay Taranto.

 

L’associazione Alzàia onlus ets, in particolare, da anni impegnata a contrastare ogni forma di maltrattamento di genere, supporta le donne che subiscono violenza maschile sul territorio di Taranto, Manduria e l’ambito di Grottaglie, a Taranto attraverso il Centro Antiviolenza “Sostegno donna” e lo Sportello “Sostegno donna – Dedicato a Federica&Andrea”.

La prima edizione di One Billion Rising fu organizzata nel 2013 ad opera dell’omonimo movimento internazionale fondato dalla drammaturga attivista Eve Ensler, autrice del celebre “I monologhi della vagina”.

Per la prima volta Eve Ensler diede appuntamento nelle piazze di tutto il mondo per dire ‘no’ alla violenza su donne e bambine e affermare l’urgenza di una rivoluzione che scardini mentalità e pratiche basate su abuso, omertà e sopraffazione.

Diritti negati

Sindrome dello spettro autistico: la vicenda di Tommy rifiutato da 31 istituti scolastici

foto Ansa-Sir
12 Feb 2025

“Chiediamo al ministro Valditara di inviare con urgenza ispettori per effettuare le necessarie verifiche e controlli. Qualora venissero riscontrate delle violazioni, sollecitiamo interventi decisi e l’applicazione di sanzioni adeguate a garantire il rispetto del diritto all’istruzione per tutti gli studenti”: è questo l’appello di Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) in riferimento alla vicenda di Tommy, un ragazzo di 15 anni con sindrome dello spettro autistico in condizioni di gravità, la cui famiglia ha contattato 31 istituti scolastici a Milano senza riuscire a trovare una scuola disposta ad accoglierlo.
Secondo la Fish, l’episodio evidenzia una grave lacuna nel sistema educativo italiano riguardo all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. L’assenza di risposte da parte di decine di istituti scolastici non è solo un fallimento del sistema educativo, ma una violazione dei principi fondamentali di equità e inclusione sanciti dalla Costituzione italiana e dalle convenzioni internazionali sui diritti delle persone con disabilità. Prosegue il presidente Falabella: “La Federazione rinnova il proprio impegno a sostegno delle persone con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie, lavorando per garantire loro piena partecipazione nella società e accesso alle opportunità di sviluppo e realizzazione personale. Fish continuerà a battersi per un sistema scolastico realmente inclusivo, che non lasci indietro nessuno e che sappia trasformare i principi dell’inclusione in azioni concrete e strutturali”.

Diocesi

In città vecchia, triduo votivo dell’Immacolata

foto Francesco Paolo Occhinegro
12 Feb 2025

In città vecchia, da venerdì 14 a domenica 16 febbraio, avrà luogo il triduo votivo in onore dell’Immacolata, co-patrona della città. L’ininterrotta tradizione viene mantenuta viva a cura della confraternita dell’Immacolata (priore Angelo De Vincentis) con forme e modalità ogni volta differenti, in ricordo dello scampato pericolo per i terremoti del 1710 e del 1743 per i quali la fede popolare ha riconosciuto la protezione della Vergine Immacolata.
Secondo le cronache dell’epoca il terremoto del 1743 provocò gravi danni nel Salento e in Calabria. Ma la nostra città non fu distrutta nonostante le terribili scosse. Così il sindaco Scipione Marrese istituì un triduo di penitenza da tenere ogni febbraio, così come accade ai giorni nostri. Il 12 febbraio del 1943, 200° anniversario del terremoto, l’arcivescovo Bernardi fece eleggere l’Immacolata patrona principale della città assieme a San Cataldo, poiché la città, durante la guerra, nonostante fosse uno dei più importanti obiettivi militari, non subì grandi perdite di vite umane tra la popolazione civile.

Questo il programma delle celebrazioni:

Venerdì 14, nella chiesa di San Michele (agli inizi di via Duomo) alle ore 18 recita del santo rosario e alle ore 18.30 celebrazione della santa messa.

Sabato 15, alle ore 18, dalla chiesa di San Michele, fiaccolata mariana con il simulacro della Beata Vergine Immacolata fino al santuario della Madonna della salute dove, alle ore 18.30 sarà celebrata la santa messa con la partecipazione di tutte le coppie di fidanzati che frequentano il corso di preparazione al matrimonio.

Domenica 16, sempre al santuario della Madonna della salute, alle 11 preghiera del santo rosario e alle ore 11.30 celebrazione della santa messa con la benedizione del gruppo ‘Pellegrini di speranza’.

Festival

Sanremo: il festival delle contraddizioni

12 Feb 2025

di Marco Testi

Certamente i Duran Duran, testimonial dell’irripetibile stagione new romantic degli anni Ottanta, e pure Jovanotti con la sua commistione tra disco, hip hop e world music, sempre che le etichette abbiano ancora un senso. Ma Sanremo è stato da sempre la contraddizione fatta spettacolo musicale. Da una parte l’attualità, perché il mercato è il mercato, ma dall’altra anche David Bowie che – alcuni non ci avevano creduto – cantò in playback nel 1997, quando era considerato il simbolo di una concezione musicale all’opposto di quella sanremese.
Ma anche quelli di casa nostra, i portatori di una musica ‘altra’ rispetto a quella proposta al festival, come i New Trolls, alfieri dell’elettronica e dell’impegno, che calcarono quel palcoscenico fin dal 1971. Oppure la Formula Tre di uno dei chitarristi più vicini al rock progressivo, il compianto Alberto Radius, che si esibì nello stesso anno con “La folle corsa”, un brano scritto da Mogol e Carlo Donida. Ci furono anche i Nomadi con l’indimenticabile voce di Augusto Daolio.
Nel 1972 calcò le scene sanremesi un gruppo protagonista dell’incontro tra flower power, folk, rock progressivo ed elettronica, ma anche, sulla scorta dei Jethro Tull, del flauto orizzontale: i coloratissimi Delirium con Ivano Fossati e la loro ‘comune’ di amici e colleghi che interpretarono “Jesahel”. L’isola di Wight e soprattutto Woodstock erano freschi di ricordi già nostalgici di amore libero, ma anche di attenzione a una religiosità mistica. E d’altronde, già nel 1965 aveva fatto la sua prima apparizione a Sanremo un gruppo folk chiamato The New Christy Minstrels, al cui interno figurava uno dei protagonisti della canzone di protesta più dura del tempo, Barry McGuire, autore della profetica “Eve of destruction”.
Se è per questo, a Sanremo sono apparse altre canzoni in cui il tema religioso ha avuto un ruolo centrale, come “Non prego per me”, cantata da Mino Reitano e dal gruppo beat degli Hollies. Insomma, ci sarebbe molto da raccontare, e pure con qualche sorpresa. Perché l’immenso campione del jazz delle radici, Louis Armstrong, partecipò al festival come cantante in gara, così come Stevie Wonder. Peter Gabriel, il grande trasformista che aveva lasciato un gruppo mitico come i Genesis, colpevolmente – per i puristi del progressive rock – si fece sedurre dal playback sanremese e si esibì in voli non del tutto riusciti interpretando acrobaticamente il suo scimmione di “Shock the monkey”.
Ma forse l’immagine più iconica della dicotomia tra musica commerciale e impegno fu l’esibizione di Bruce Springsteen nel 1996: chiese il silenzio più assoluto, una sola luce, e la condizione di cantare dal vivo solo con la sua chitarra. Perché la ballata che stava per eseguire era “Il fantasma di Tom Joad”, ispirata al romanzo “Furore” di Steinbeck, che raccontava la storia di chi cercava di sfuggire alla fame, con “famiglie che dormono in macchina nel Sudovest / né casa né lavoro né sicurezza né pace”.
E poi, uno dei padri della musica contemporanea, quel Ray Charles che ha compiuto il miracolo di traghettare l’antico blues del Delta verso il rhythm and blues, il rock e tutto ciò che è venuto dopo, compresi Beatles e Rolling Stones. Ma anche uno dei cantautori che, per le sue radici familiari, ha mescolato le canzoni greche con il folk anglosassone, un Cat Stevens già Yusuf Islam, è passato per le trincee sanremesi. Anche lui, come Springsteen, ha voluto esibirsi rigorosamente dal vivo, con chitarra acustica, luci basse e voce.
Non inorridite, ma Sting c’è stato, a Sanremo. E in playback.
Insomma, un Sanremo che, anche quando avrebbe potuto mostrare il suo lato più progressivo, lo ha fatto con luci, ombre e contraddizioni. Purché lo spettacolo non finisca, cantava Francesco De Gregori ricordando Luigi Tenco.

Diocesi

Aprire il cuore, pregare e convertirsi: gli impegni della comunità di S. Roberto per la festa di Nostra Signora di Lourdes

foto G. Leva
12 Feb 2025

di Lorenzo Musmeci

La memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes è da sempre un appuntamento particolarmente sentito dalla comunità parrocchiale di San Roberto Bellarmino. La grotta presente in chiesa attira, ogni 11 febbraio, i fedeli di tutta la città, che si riuniscono per chiedere l’intercessione di Maria.

Anche quest’anno, i fedeli hanno affollato la chiesa e la grotta fin dal mattino. Come consuetudine, alla recita comunitaria del santo rosario si è alternata la celebrazione delle sante messe. In particolare, non è mancata la presenza della Legio Mariae della diocesi di Taranto e di alcuni amici sacerdoti che hanno partecipato alla santa messa presieduta da mons. Ciro Miniero, arcivescovo della diocesi. Al termine della celebrazione, tutti i presenti hanno recitato la Supplica alla Beata Vergine Maria di Lourdes.

Aprire i nostri cuori a Maria, come fece Bernadette

Nella sua omelia, l’arcivescovo ha ricordato la storia di Bernadette Soubirous e delle diciotto apparizioni della Bianca Signora, a Massabielle, nel 1858. Mons. Miniero ha affermato che così come Bernadette fu capace di aprire il suo cuore a Maria, allo stesso modo anche noi dovremmo cercare di spalancare il nostro cuore, di ascoltare e di pregare la Madre Celeste. La Madonna si rivolse a Bernadette dapprima nel suo stesso dialetto, affinché potesse comprenderla, e solo alla fine rivelò il suo nome con l’espressione dogmatica Immacolata Concezione. Maria ci interpella in modo semplice, sta  a noi decidere di ascoltare o d’ignorare la sua voce, di aprire il nostro cuore o di restare indifferenti.

 Il vangelo delle Nozze di Cana ha permesso all’arcivescovo di far notare la presenza di Maria nella quotidianità di Gesù e in quella di ciascuno di noi, invitando tutti a riflettere sull’importanza dell’intercessione della Beata Vergine presso il Figlio. Nel ricordare la concomitanza della ricorrenza della XXXIII Giornata mondiale del malato, mons. Miniero ha rivolto un pensiero a quanti soffrono nel corpo e nello spirito, invitando anche loro ad aprire il proprio cuore alla Madonna.

Pregare e convertirsi, come fece Alexis Carrel

Nel pomeriggio si è svolta la processione per le vie del quartiere: corso Italia, via Campania, via Emilia e viale Liguria. La statua è stata accompagnata dai confratelli dell’Addolorata in San Domenico, che da anni si uniscono alla comunità parrocchiale per questa occasione di festa. Hanno partecipato con gioia i membri dei gruppi parrocchiali e molti fedeli, non solo del quartiere, ma dell’intera diocesi.

foto G. Leva

La giornata si è conclusa con la celebrazione della santa messa, presieduta dal parroco, don Antonio Rubino. Insieme con il vicario parrocchiale, padre Luca Grifoni, e con tutti i parrocchiani, la comunità si è stretta nuovamente intorno all’altare per innalzare la propria lode al Padre e per chiedere ancora una volta l’intercessione della Madre celeste.
Nella sua omelia, don Antonio ha ricordato due parole fondamentali che Maria rivolge a Bernadette: preghiera e conversione. E al fine di spiegare questi due concetti, il parroco ha voluto raccontare la storia di Alexis Carrel, medico e vincitore del Premio Nobel, che si convertì a Lourdes. Carrel partì alla volta della cittadina francese, su un treno di malati, dopo che un suo collega gli chiese di essere sostituito. La miracolosa guarigione di Maria Ferrand, malata di tubercolosi, fu l’evento che lo spinse alla conversione e a dire: “L’uomo ha bisogno di Dio come ha bisogno d’acqua e di ossigeno”. È una storia che testimonia l’inscindibile legame tra scienza e fede e che spinge ciascuno di noi al cambiamento, alla dinamicità, a non fare del nostro cuore una gabbia, in una parola, alla conversione.

 

Eventi culturali in città

La presenza istriana a Taranto: incontro alla libreria Mandese

11 Feb 2025

Giovedì 13 febbraio alle ore 18.30 alla libreria Mandese, in viale Liguria 80 si parlerà della presenza istriana a Taranto prendendo spunto dal libro intitolato ‘Istria – Quarant’anni nella tempesta che ha sconvolto tutti e risparmiato nessuno’, il cui autore, Virgilio Iacus, dialogherà con l’editore, Antonio Mandese.

Si tratta di una riflessione storica, antropologica e sociale della presenza istriana nella città di Taranto dopo la diaspora polesana, momento significativo di convivenza tra popoli ma anche una storia dentro la grande storia. Una riflessione intorno alla ‘Giornata del Ricordo’ – senza strumentalizzazioni politiche di sorta – che ci consente di raccogliere la testimonianza di tante e tanti che hanno dovuto e saputo lasciarsi alle spalle la tragedia della perdita della terra, della casa, in alcuni casi degli affettim e ricominciare una vita nuova in un altrove indefinito e incerto. L’argomento è fortemente attuale e pone di  fronte ad una riflessione complessa che spinge a osservare la Grande Storia, per comprendere i fatti dell’oggi di cui la cronaca quotidianamente fornisce testimonianza di conflitti, migrazioni, tentativi di allontanamenti spesso forzosi.