Eventi a Taranto e provincia

‘Non sono mai solo parole… è violenza’

01 Set 2025

Un teatro gremito, un pubblico attento e commosso, una comunità intera che ha scelto di ritrovarsi attorno a un messaggio forte e necessario. Le parole hanno un peso, possono ferire come armi, ma anche costruire ponti di rispetto e amore. Questo è stato il cuore dello spettacolo, andato in scena giovedì 28 agosto, che ha fatto il bis dopo il grande successo dello scorso novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Protagonisti della serata sono stati i ‘giovani’ e i ‘giovanissimi’ di Azione Cattolica della parrocchia Maria SS. Immacolata, che con sensibilità e talento hanno saputo dare voce a riflessioni profonde sul tema della violenza e degli stereotipi di genere. Questo spettacolo è il risultato di un percorso iniziato due anni fa con l’associazione Alzaia onlus e vuole essere una voce che grida il cambiamento nella nostra comunità. Insieme a loro molte associazioni locali, tra cui la compagnia teatrale La Lima e la Raspa, la Proloco San Giorgio jonico ets, Arci Bounty club SGj e l’artista Rosaria Piccione, hanno contribuito a rendere la serata un vero momento di comunità e impegno condiviso.

Il pubblico, accorso numeroso nonostante il caldo estivo, ha seguito con grande partecipazione le narrazioni, le immagini e le performance teatrali, di danza e musicali, lasciandosi coinvolgere da un crescendo di emozioni che ha raggiunto il culmine con “Cara Dea”, il brano di Lorenzo Marinelli, noto come Olo. Questa canzone, intensa e toccante, ha colpito nel profondo, diventando un invito a non dimenticare mai la forza e la dignità delle donne.

Alla fine dello spettacolo, l’applauso è stato lungo e carico di emozione: un chiaro segno che il messaggio ha toccato il cuore di tutti. Tra i ringraziamenti, la consigliera con delega alle pari opportunità, Angela Roberti e la assessora alla cultura, spettacolo e sport Maria Grazia Tasco, hanno voluto mettere in evidenza l’importanza del lavoro di squadra e la forza dei giovani, “veri protagonisti di un cambiamento sociale e culturale che inizia dalle parole e dal loro uso consapevole”.

La replica di “Non sono mai solo parole… è violenza” non è stata solo uno spettacolo, ma un’esperienza collettiva capace di unire generazioni diverse in una riflessione profonda: la violenza si può prevenire anche scegliendo ogni giorno un linguaggio libero da pregiudizi, stereotipi e offese. Un messaggio che giovedì sera a San Giorgio jonico ha trovato la sua casa, la sua voce e il suo cuore.

 

Eventi culturali in città

Presentazione del libro di Gennaro Giudetti ‘Con loro come loro’

01 Set 2025

di Angelo Diofano

Martedì 2 settembre, alle ore 19.45, a Casa Viola-Mudit (Museo tarantini illustri), in via Plateja 51 a Taranto, si terrà la presentazione del libro ‘Con loro come loro – Storie di donne e bambini in fuga’ del tarantino Gennaro Giudetti, scritto con Angela Iantosca e giunto alla sua seconda edizione. L’evento, aperto dai saluti del sindaco Piero Bitetti, organizzato in collaborazione con Casa Viola, il Comune di Taranto e l’associazione Mangrovie, vuole essere un momento di riflessione e confronto sui temi dell’accoglienza, delle migrazioni e delle condizioni vissute da donne e bambini in fuga da guerre e persecuzioni.
L’incontro sarà introdotto dal vice sindaco Mattia Giorno e moderato da Tiziana Magrì che dialogherà con l’autore.

Gennaro Giudetti, 34 anni, ha iniziato a lavorare come operatore umanitario quando ne aveva 19. È stato in Albania, in Ucraina, nella Striscia di Gaza, in Libano, in Siria, in Afghanistan e in tanti altri Paesi ancora. La sua vita, il suo lavoro, gli incontri di questi anni sono tutti raccontati nel libro ‘Con loro come loro – storie di donne e bambini in fuga’, scritto con Angela Iantosca. «Non voglio, tra qualche anno, essere costretto a dire “io sapevo degli orrori del mondo e non ho fatto niente”», racconta l’autore.

Il libro è nato da dialoghi, interviste, messaggi tra Giudetti e Iantosca, che nell’introduzione scrive: «Ho conosciuto Gennaro tramite amicizie comuni. Grazie a interessi comuni. Indignazione comune. Senso della giustizia comune e un condiviso modo di guardare agli altri come non altro da noi. Abbiamo stabilito che non volevamo il racconto romanzato di una delle sue incredibili esperienze, ma volevamo far arrivare a chi prenderà in mano questo libro quel dolore che accomuna troppe persone nel mondo, far capire il privilegio di cui godiamo in ogni istante, far sentire che è anche nostra responsabilità se i bambini, le donne e gli uomini muoiono, scappano, soffrono. E poi abbiamo deciso che il filo rosso di questo racconto fosse Gennaro, la sua vita personale, il suo passato, perché ognuno di noi ha qualcosa dentro, una dote, una capacità, una luce, anche se a volte gli ostacoli, le difficoltà ci impediscono di vederla. Ma quella luce è lì, ad aspettarci. Bisogna solo scoprire qual è e farla esplodere».

 

Sport

Questione di Eccellenza: il Taranto dei Ladisa

Piero Bitetti con Vito Ladisa - foto G. Leva
01 Set 2025

di Paolo Arrivo

 

Passione ed entusiasmo. Voglia di rimboccarsi le maniche, di lavorare sodo, per dare slancio al percorso di rinascita, nel mondo del pallone: tutto questo si respirava nell’incontro di presentazione del nuovo Taranto alla cittadinanza, per mezzo del primo cittadino. La SS Taranto dei fratelli Sebastiano e Vito Ladisa è un cantiere aperto, nel quale si può rintracciare la dinamica condivisa: da un lato, a guidare la macchina, i lavori, ci sono le ambizioni legittime e doverose di una grande piazza (può essere considerato ancora tale, il capoluogo ionico, lontano anni luce dalla cadetteria); dall’altro il principio della realtà, che impone di procedere con gradualità, e con prudenza.

A una squadra improvvisata, costruita di sana pianta, non si può chiedere di trovare subito l’amalgama. Anche se viene costruita con pezzi da novanta. Il primo step è prendere coscienza di cosa significhi disputare un campionato di Eccellenza, tra pochi giorni al via; quindi trovare i mezzi per vincere ogni battaglia sul campo di gioco.

Il sogno di Ladisa

La parola d’ordine è inclusione. Ovvero una visione integrata, del calcio vissuto a trecentosessanta gradi, in un clima di armonia. “Taranto non sarà solo una squadra, ma un sogno ad occhi aperti di una comunità che lavora per il proprio benessere”, ha dichiarato Vito Ladisa, intervenendo all’incontro tenutosi a Palazzo di Città, nella mattinata di venerdì scorso. Il presidente si è soffermato sulla bellezza della città e sulle sue risorse inestimabili. Pure sui suoi mali, sulle sue ferite, sulle vittime dell’inquinamento della grande industria, per cui il calcio può rappresentare una occasione di riscatto.

Non si può negare che la proprietà voglia sognare in grande coniugando le ambizioni personali con quelle comunitarie. E che voglia essere ben voluta, amata dalla tifoseria – impresa, diremmo, difficile. Sognare significa avere uno sguardo di lungimiranza. Tenere i piedi per terra, per centrare, nel tempo, ogni obiettivo. Così il gruppo barese ha lanciato la sfida.

Calcio e Giochi

La sintesi è questa: occorre vincere subito, e tornare al più presto tra i professionisti con una società organizzata, che abbia basi solide, e al suo fianco una città intera. Occorre poi pensare al post Giochi. Perché la ristrutturazione dello stadio Erasmo Iacovone ha senso solo se verrà utilizzata la stessa modernissima struttura. Oltre il grande evento dei Giochi del Mediterraneo, in programma l’estate ventura. Intanto sarà lo stadio comunale di Massafra, a capienza limitata, a ospitare il Taranto in questa stagione. La direzione è quella giusta. La squadra quasi pronta, in fase di completamento. I più fortunati potranno calcare il manto erboso del nuovo Iacovone nella stagione 2026/27. L’auspicio è che, nel frattempo, tante battaglie possano essere combattute, condotte e vinte: dall’Eccellenza alla “eccellenza”, dai campi più polverosi di un campionato difficile a quelli più prestigiosi, il passo sia breve!

L’incontro sindaco Bitetti –  SS. Taranto negli scatti fotografici di Giuseppe Leva

Eventi a Taranto e provincia

Truffe online e ai soggetti fragili: incontro a San Giorgio jonico

01 Set 2025

‘Sicurezza & legalità: il fenomeno delle truffe online e ai soggetti fragili’ è il tema di stretta attualità dell’incontro pubblico che si terrà mercoledì 3 settembre alle ore 20.30 a San Giorgio jonico al teatro ‘Leo Romeo’, organizzato dall’amministrazione comunale.

In apertura, i saluti del sindaco Mino Fabbiano, del presidente del consiglio comunale Pietro Venneri e dell’assessore ai servizi sociali Adele Castellano. Seguiranno gli interventi del commissario della questura di Taranto, dott. Edoardo Pianezze, e di don Antonio Panico, professore associato di sociologia all’Università Lumsa di Taranto.

 

Angelus

La domenica del Papa – Umiltà: libertà da se stessi

ph Vatican media-Sir
01 Set 2025

di Fabio Zavattaro

C’è una “pandemia delle armi, grandi e piccole, che infetta il nostro mondo”. In inglese, all’angelus, papa Leone XIV torna a esprimere la sua vicinanza – lo aveva già fatto con un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato – alle vittime della sparatoria avvenuta, quattro giorni fa, durante una messa in una scuola del Minnesota. Ma c’è quel ‘grandi e piccole’ che porta il concetto di pandemia fuori dagli Stati Uniti. Così la sua vicinanza è anche per “gli innumerevoli bambini uccisi e feriti ogni giorno in tutto il mondo”; tanto che chiede a Maria di “aiutarci a realizzare la profezia di Isaia: «spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci»”.

In questo appello alla pace non può mancare l’Ucraina dove la guerra semina morte e distruzione e dove i bombardamenti hanno colpito “diverse città compresa la capitale Kyiv” – il nome in ucraino – causando numerose vittime. Esprime vicinanza al popolo e alle famiglie ferite e chiede di “non cedere all’indifferenza, ma a farsi prossimi con la preghiera e con gesti concreti di carità”. Rinnova, quindi, il “pressante appello per un cessate il fuoco immediato e per un serio impegno nel dialogo”. Ai responsabili chiede di rinunciare “alla logica delle armi” per scegliere “la via del negoziato e della pace, con il sostegno della comunità internazionale”. Deve tacere la voce delle armi “mentre deve alzarsi la voce della fraternità e della giustizia”.

I “nostri cuori sono feriti” anche per la morte di 60 persone, un centinaio i dispersi, nel naufragio dell’imbarcazione carica di migranti che tentavano di raggiungere le isole canarie: “una tragedia mortale” che “si ripete ogni giorno ovunque nel mondo”. Il Signore “ci insegni, come singoli e come società, a mettere in pratica pienamente la sua parola: ‘Ero straniero e mi avete accolto’”.

Nelle parole che pronuncia dopo la recita della preghiera mariana, il Papa ricorda anche che il primo settembre è la Giornata di preghiera per la cura del creato voluta da papa Francesco in sintonia con le Chiese ortodosse. Nel pomeriggio di venerdì 5 settembre Leone XIV sarà a Castelgandolfo per inaugurare il Borgo Laudato Sì, un percorso di 55 ettari in cui la cura del creato – il tema di quest’anno è “Semi di pace e di speranza” – e il rispetto della dignità umana trova le sue radici nella fede. Un Tempo del Creato che si prolungherà fino al 4 ottobre festa di San Francesco e nello spirito del Cantico di frate sole composto 800 anni fa: un modo per impegnarci “a non rovinare il suo dono ma a prenderci cura della nostra casa comune”.

Angelus nella domenica in cui la liturgia ci propone il brano di Luca del pranzo con uno dei capi dei farisei: è il terzo e ultimo invito che Gesù accetta da un fariseo. La parabola che viene proposta è appunto quella dell’invito a un banchetto nunziale: “quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto… Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto”.

Un brano che si può riassumere nella parola umiltà: “chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato” ricorda sempre Luca. Ma c’è di più nella parabola, c’è quell’ultimo posto che rappresenta, in un certo senso, la “condizione dell’umanità degradata dal peccato”; un “ultimo posto” che Cristo ha voluto scegliere nella croce “e proprio con questa umiltà radicale ci ha redenti”, ricordava Benedetto XVI nella Deus caritas est.

Papa Leone XIV commenta il testo di Luca ricordando che Gesù ci invita alla libertà e “usa la parola ‘umiltà’ per descrivere la forma compiuta della libertà. L’umiltà, infatti, è la libertà da sé stessi”. Pensiamo a come “spesso riduciamo la vita a una gara, a come diventiamo scomposti per ottenere quale riconoscimento, a come ci paragoniamo inutilmente gli uni agli altri”; ecco che ritrovarci alla “mensa eucaristica, nel giorno del Signore, significa anche per noi lasciare a Gesù la parola”. Fermarci a riflettere, chiede Leone XIV, a “lasciarci scuotere da una Parola che mette in discussione le priorità”. Di qui l’invito a guardare la chiesa come “una palestra di umiltà, cioè quella casa in cui si è sempre benvenuti, dove i posti non vanno conquistati, dove Gesù può ancora prendere la parola”.