Sport

Italia verso i Mondiali: playoff o qualificazione diretta, l’importante è la crescita

17 Ott 2025

di Paolo Arrivo

Gli azzurri andranno al campionato mondiale di calcio. La premessa è questa: non osiamo nemmeno immaginare il fallimento dell’Italia per la terza volta consecutiva. Che rappresenterebbe un unicum nella storia. Con ricadute negative anche sul piano economico. Ciò detto, qual è la strada migliore per raggiungere la massima competizione in programma, in tre nazioni, l’anno prossimo? Al di là del mezzo (al 99% i playoff), l’importante è proseguire il percorso di crescita, al fine di accrescere l’autostima e riabilitare un’immagine offuscata negli ultimi tempi. Lanciare un segnale alle squadre più forti. Dire loro che i campioni del mondo 2006 rimandano a un’epoca recente, e non alla preistoria. Un tempo da rivivere con uomini e ruoli nuovi. Così Rino Gattuso, da ex calciatore campione del mondo a allenatore, può spronare i suoi uomini. Il suo esordio in panchina è stato perfetto: 4 vittorie in quattro partite, per un gruppo che, oltre all’entusiasmo, ha riscoperto la capacità di fare goal.

 

La forza dell’Italia

“La squadra c’è, il gruppo c’è. E sono certo che faremo bene”. Sono le parole di Gigio Donnarumma. Le rassicurazioni del capitano, tra i migliori in campo nel match con Israele, con interventi prodigiosi, acquistano credibilità in forza della condivisione: è opinione comune nell’ambiente e tra i calciatori che si sta creando un bel gruppo. La forza del collettivo è quell’elemento decisivo inteso come capacità di giocare e di pensare all’unisono. Insieme si soffre e si gioisce inseguendo la vittoria. Così si costruiscono le grandi imprese compensando i limiti di una nazionale che, al momento, sembra essere un gradino sotto le nazionali più forti. Anche se la tecnica non manca a questi calciatori. Lo attestano le conferme, come Mateo Retegui e Sandro Tonali, e le nuove scommesse, come Francesco Pio Esposito – eccezionale il suo primo goal in nazionale, sul campo dell’Estonia.

 

Il miraggio della qualificazione diretta

L’Italia può raggiungere i Mondiali attraverso i playoff. La matematica, però, non ci condanna ancora: teoricamente è ancora possibile chiudere il girone al primo posto, qualora la Norvegia pareggi con l’Estonia. Una possibilità assai remota. Mai dire mai, però: a chiunque, anche alle squadre più forti, può capitare una serata, una partita storta. Quando la porta è maledetta e non si riesce a fare gol. Altra circostanza alquanto improbabile, visto che la Norvegia ha il miglior attacco tra tutte le nazionali impegnate in questa fase di qualificazione, con 29 reti. Poi ovviamente gli azzurri dovrebbero battere la squadra di Erling Haaland, nell’ultimo incontro, legittimando il primo posto. Diversamente ci toccherebbero i playoff. Che andranno vinti per forza: non concepisce la sconfitta il mister, che andrebbe a vivere lontano dall’Italia, ha detto, nella malaugurata ipotesi. Perché non reggerebbe il peso della vergogna. Intanto “Ringhio” non ha alcuna colpa, ma solo il merito di aver riacceso un ambiente che pareva depresso, e rassegnato a guardare il Mondiale in poltrona.

Diocesi

Lettera aperta al cresimato di don Davide Errico

ph G. Leva
17 Ott 2025

di Angelo Diofano

Con una lettera aperta, don Davide Errico, parroco della Santa Maria La Nova a Pulsano, anche a nome di tutti i confratelli sacerdoti, intende rivolgersi ai giovani che hanno ricevuto la cresima, quello che generalmente viene indicato come ‘il sacramento della libera uscita’ in quanto segna, alla fine del ciclo delle catechesi, la fuga dalle parrocchie, in cui si rientra magari per il matrimonio o altre celebrazioni, felici e tristi che siano. A questi giovani don Davide lancia invece una sfida, quella di continuare a rimanere per un aiuto alla realizzazione personale e nel contempo contribuire al cambiamento, sociale ed ecclesiale. In ogni caso il sacerdote ribadisce il rispetto per qualsiasi scelta, riferendo che il posto lasciato vuoto in parrocchia, in caso di abbandono, rimarrà idealmente vuoto, in attesa del ritorno, per iniziare insieme un cammino nuovo, fra momenti felici e di difficoltà, nonostante i limiti di ciascuna delle parti, e che in ogni caso non sarà privo di frutto e di soddisfazioni.

Ecco il testo della lettera di don Davide: “Caro cresimato, mi consentirai di rivolgerti alcune semplici parole in un giorno tanto speciale per te. Oggi si chiude un capitolo importante della tua vita. Come in tante culture, superati i riti di iniziazione, si diventa corresponsabili della vita della comunità, così da questo momento, al termine del processo d’iniziazione cristiana, la fede, da essere solo dono, diventa per te scelta libera e responsabile. Sì, ormai alla stregua di un adulto, è giunto il tempo non più di ricevere soltanto, ma di dare. Tante persone in tutti questi anni si sono presi cura di te, ora sei invitato a prenderti tu cura degli altri e a testimoniare la fede con la maturità tipica della tua età. La fede è una di quelle realtà, avrai imparato, che cresce nella misura in cui si è disposti a donarla.

Ormai il catechismo è finito. Spero che questo itinerario formativo non ti abbia semplicemente fornito delle conoscenze in più, ma ti abbia proposto un modo di stare nella vita più evangelico. Che significa più evangelico? Beh, guarda a Gesù, così come i vangeli ce lo raccontano: accogliente, mai giudicante, rispettoso di tutti, profondo, non banale, pronto a difendere gli emarginati e a farsi prossimo dei più bisognosi, fino a dare la vita per amore.

Ora, caro cresimato, se vorrai, possiamo ancora camminare insieme dietro al Maestro. Certo non più con il catechismo. Ti assicuriamo che ce la metteremo tutta per ‘inventarci’ percorsi più adatti ai tuoi desideri, ai tuoi bisogni, alle nuove sfide e avventure che ti attendono. Anzi li costruiremo insieme! Se vorrai, noi ci siamo. E ci saremo anche se sceglierai, per diversi motivi, di allontanarti da questo luogo. Sappi che nessuno giudicherà le tue scelte e che il posto vuoto che lascerai rimarrà il tuo, sarà lì, vuoto, per quando e se vorrai ritornare.

A questo proposito voglio citarti un brevissimo racconto di Anthony De Mello, probabilmente ispirato alla parabola della pecorella smarrita. Dice così: ‘Una pecora scoprì un buco nel recinto dell’ovile, e scivolò fuori. Era così felice di andarsene. Si allontanò molto, e si perse. Si accorse allora di essere seguita da un lupo. Corse, ma il lupo continuava a inseguirla…Per sua fortuna arrivò il pastore, e la salvò. Se la caricò amorevolmente sulle spalle, e la portò all’ovile. Ora, nonostante che tutti esortassero il pastore a farlo, egli non volle riparare il buco nel recinto’.

Sappi che quel buco resterà aperto per tutte le volte che deciderai di uscire. E se lo farai perché nell’ovile ci sarà puzza di morte o di cibo raffermo, o, ancora, perché ci saremo tutti ammalati di arrivismo, di indifferenza, di perbenismo e di qualunque altra malattia, aiuta pure noi a trovare quell’uscita. Sì, perché in quel preciso momento avremo bisogno anche noi di guardare alle nostre fragilità e lasciarci cercare e trovare da un Pastore che si prenda cura di noi. Tanti auguri e buona vita!”.

𝑇𝑢𝑜 𝑑𝑜𝑛 𝐷𝑎𝑣𝑖𝑑𝑒
e la comunità Santa Maria La Nova

Diocesi

Monacizzo festeggia la Madonna del Rosario

ph ND
17 Ott 2025

di Angelo Diofano

Domenica 19 si festeggia a Monacizzo la Madonna del Rosario, a cura della parrocchia di San Pietro apostolo, del Comune di Torricella, della Provincia di Taranto, del comitato feste di Torricella e del Movimento cristiano lavoratori ‘Torricella nel cuore’.
Così il parroco di San Pietro apostolo, don Cosimo Lacaita, annuncia le iniziative, che un tempo avvenivano a cura della locale confraternita del Rosario, poi estinta dopo la seconda guerra mondiale: “Nel giorno in cui la Chiesa eleva agli altari il beato Bartolo Longo, instancabile apostolo del Rosario e umile servitore della Vergine, il nostro cuore si unisce al canto di lode che sale al Signore. Insieme desideriamo onorare la Regina del Santo Rosario, Colei che con materna intercessione ci guida al mistero di Cristo e sostiene il cammino della Chiesa (…) Radunati attorno a Maria vogliamo così rinnovare la nostra fede e aprirci al dono della pace e della speranza che il Vangelo porta al mondo. Vi attendiamo per vivere insieme questi giorni di grazia, certi che ogni Ave Maria recitata con fede è un seme di amore che porta frutto nella vita della Chiesa e del mondo”.
La giornata di domenica 19 prevede alle ore 8 la santa messa nella chiesetta della Madonna di Loreto; alle ore 16.45, nella chiesa di San Pietro apostolo, recita del santo rosario e a seguire la processione per le vie di Monacizzo, accompagnata dalla banda di Sava diretta dal m° Alessandro Pichierri; alle ore 20.30, in piazza, concerto di pizzica, tarantelle e canti popolari a cura del gruppo ‘Arianostra’ ed esibizione della scuola di ballo ‘New Dance’ & Style’ di Lizzano; a conclusione, spettacolo pirotecnico.
Nel piazzale antistante la chiesa verrà allestito un mercatino dell’artigianato locale.

Lotta alla povertà

Povertà in Italia, Caritas: l’Assegno di inclusione “esclude i più fragili”

ph Ansa-Sir
17 Ott 2025

di Patrizia Caiffa

Il passaggio dal Reddito di cittadinanza all’Assegno unico di inclusione (Adi) non ha contribuito a diminuire la povertà in Italia, anzi l’effetto è stato contrario: la platea di beneficiari dell’Assegno unico di inclusione ha subito un crollo vertiginoso del 40-47%, una riduzione che ha colpito in maniera più acuta le famiglie straniere (-40%). Il cambiamento ha avuto ripercussioni devastanti per il tessuto sociale, con un aumento delle persone che si sono rivolte alle Caritas diocesane per le richieste di beni primari, pagamento delle bollette, contributi per l’affitto e materiale scolastico per i figli. È la situazione descritta nell’VIII Rapporto Caritas di monitoraggio delle politiche contro la povertà che ha analizzato quest’anno l’attuazione dell’Assegno di inclusione, introdotto dal governo nel 2024. Una misura che si è dimostrata insufficiente a far uscire dalla povertà migliaia di famiglie italiane. Gli effetti più dannosi sono stati per “le famiglie in età da lavoro senza figli minori, i lavoratori poveri, gli stranieri e per chi vive nel Centro-Nord”. L’Italia rimane inoltre fanalino di coda in Europa: è l’unico Paese europeo senza una misura di reddito minimo rivolta a tutti i poveri.

In Italia la povertà è multidimensionale

In un contesto in cui la povertà resta un problema multidimensionale — economica, lavorativa, abitativa, sanitaria e psicologica — le politiche di inclusione, secondo il rapporto di Caritas italiana, non possono essere risolte con soluzioni facili o interventi parziali. Il rapporto mette in luce gli errori di una riforma che, anziché concentrarsi sul miglioramento delle misure per i più vulnerabili, ha preferito un approccio che ha escluso i più fragili.

Una riduzione del 40-47% dei beneficiari

Uno degli aspetti più critici del nuovo sistema è la drastica riduzione della platea dei beneficiari. Secondo il rapporto, effetto della riforma è stata “la drastica riduzione della platea dei beneficiari del 40-47%, che non si è tradotta in un miglior indirizzamento delle risorse economiche verso i più fragili tra i fragili”. L’intervento è stato strutturato in modo da restringere l’accesso, puntando su criteri categoriali rigidi: “La presenza di figli minori, persone con disabilità, non autosufficienza e over 67 anni sono diventati i parametri fondamentali per determinare l’accesso all’Assegno”. In questo modo, osserva Caritas italiana, “alcune famiglie vulnerabili restano escluse, mentre altre, non necessariamente povere, riescono comunque a ricevere il sussidio”.

 

 

Peggiora la povertà degli stranieri

Uno dei punti critici del rapporto riguarda la situazione degli stranieri. Sebbene la riforma abbia ammorbidito il requisito di residenza, riducendolo da 10 a 5 anni, il cambiamento non ha portato benefici significativi. Anzi, “la nuova scala di equivalenza dell’Adi ha penalizzato fortemente le famiglie numerose, che sono prevalentemente straniere”. Questo ha fatto sì che la riduzione percentuale dei beneficiari sia stata più marcata per gli stranieri (-40%) rispetto agli italiani (-35%) e ha reso ancora più difficile l’accesso alle misure di supporto per chi ne avrebbe più bisogno.

Conseguenza: un aumento “consistente e inatteso” delle richieste alle Caritas

L’adozione dell’Assegno unico di inclusione ha generato un aumento “consistente e inatteso” delle richieste di aiuto alle Caritas diocesane. A causa della riduzione del supporto pubblico, molte famiglie che con il Reddito di cittadinanza “riuscivano a coprire almeno le spese essenziali”, ora sono costrette a rivolgersi alla Caritas per i beni di prima necessità, come “pacchi alimentari, pagamento di utenze, contributi per l’affitto e materiale scolastico”. Una situazione che costringe le Caritas ad assumere soprattutto un ruolo di “paracadute” sociale, per evitare che chi sta cadendo in povertà precipiti al suolo, rispetto a un ruolo di trampolino verso una vita migliore”

Supporto per la formazione e il lavoro: rari gli inserimenti lavorativi

Il rapporto prende in esame anche la misura del Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), nato per favorire l’inserimento lavorativo delle persone in situazione di povertà. Secondo Caritas “la platea dei beneficiari resta ancora limitata” e “i risultati occupazionali appaiono modesti: poche adesioni e inserimenti stabili rari”.
In molte diocesi la misura è percepita come “un aiuto temporaneo più che come un vero percorso di emancipazione, con il rischio di alimentare scoraggiamento” nelle persone.

Ecclesia

Le reliquie di Sant’Antonio dal 18 al 26 ottobre al Sacro Cuore

17 Ott 2025

di Angelo Diofano

Nell’ambito di una peregrinatio in tutt’Italia, giungeranno sabato 18 a Taranto, alla parrocchia del Sacro Cuore le reliquie di Sant’Antonio, pellegrino di Speranza in questo Anno giubilare, che resteranno fino a domenica 26 ottobre. Si tratta della sua lingua e delle corde vocali, venerate nella basilica a lui intitolata, a Padova, quale richiamo all’impellenza dell’annuncio del Vangelo ovunque e in ogni tempo, specialmente oggi dove l’assenza di Dio genera una società senza pace.

“Sant’Antonio, il Santo della Parola e del’amore verso i poveri, continua ad essere per noi testimone di fede autentica, di carità concreta e di speranza viva. La sua presenza tra noi, attraverso le sacre reliquie, è un invito a rinnovare la nostra vita cristiana ad aprire il cuore al Vangelo e ad affidarci con fiducia alla sua intercessione. Invito tutti i fedeli a vivere insieme questo tempo di grazia, di preghiera e di comunione fraterna, perché la luce del Vangelo, che Sant’Antonio ha annunciato con la sua vita, risplenda anche nella nostra comunità”: così il parroco don Francesco Venuto ha annunciato l’avvenimento.

L’accoglienza delle reliquie, sabato 18, avverrà alle ore 17.30 in chiesa dove, dopo la recita del rosario, padre Giovanni Milani, responsabile delle peregrinatio delle reliquie, celebrerà la santa messa solenne di apertura.

Per tutta la permanenza, al termine di ogni celebrazione sarà possibile venerare personalmente la reliquia.

Domenica 19, sante messe saranno celebrate alle ore 8.30 – 10.30 – 18.30, con supplica a Sant’Antonio a mezzogiorno.

Lunedì 20, alle ore 17 ci sarà l’incontro con le classi di catechismo e alle ore 18.30 don Antonio Di Reda (cappellano dell’ospedale San Giuseppe Moscati) celebrerà la santa messa in suffragio di tutti i defunti.

Martedì 21, in mattinata la reliquia sarà portata in visita agli ammalati; alle ore 17, incontro con le classi di catechismo; alle ore 18.30, santa messa presieduta da fra Paolo Lomartire, parroco della Cristo Re in Martina Franca, con l’offerta dell’incenso al Santo; alle ore 19.30, catechesi su Sant’Antonio a cura dipadre Giovanni Milani.

Mercoledì 22, in mattinata la reliquia sarà portata in visita agli ammalati; alle ore 17, incontro con le classi di catechismo; alle ore 18.30, santa messa presieduta da don Ciro Santopietro, parroco in Sant’Antonio in Taranto, con benedizione delle famiglie sotto la protezione di Sant’Antonio.

Giovedì 23, in mattinata la reliquia sarà portata in visita agli ammalati; alle ore 17, incontro con le classi di catechismo; alle ore 17.30, adorazione eucaristica guidata; alle ore 18.30, santa messa presieduta da mons. Carmine Agresta, parroco della Sant’Egidio, con benedizione degli ammalati.

Venerdì 24, in mattinata la reliquia sarà portata in visita all’istituto ‘Righi’; alle ore 18.30, santa messa presieduta da don Nino Borsci, parroco della San Francesco De Geronimo e padre spirituale della confraternita di Sant’Antonio con benedizione del pane di Sant’Antonio da portare nelle proprie abitazioni.

Sabato 25, alle ore 18.30 santa messa presieduta dal parroco don Francesco Venuto.

Domenica 26, durante la santa messa delle ore 10.30 consegna di un fiore bianco da parte dei bambini e del popolo di Dio e saluto alle reliquie.

 

Lavoro

Lavoratori in sciopero e Comune concordano su come cambiare l’Ilva

16 Ott 2025

di Silvano Trevisani

In una mattinata fredda e piovosa, il lungo corteo dei lavoratori dell’industria siderurgica hanno manifestato, sfilando la statale Appia, partendo dalla portineria della direzione e raggiungendo Palazzo di città. Il traffico in entrata in città da direzione nord è stato a lungo bloccato e dirottato verso il Ponte Punta Penna, creando naturalmente molti disagi. Com’è è logico che accada in queste occasioni.

Le organizzazioni sindacali Fim Fiom Uilm e una rappresentanza dei lavoratori sono stati ricevuti dal sindaco, presente l’assessore all’Attuazione del programma, Cataldino, con i quali hanno condiviso un documento finale. In esso esprimono la necessità di “un cambio di passo immediato nella gestione della vertenza ex Ilva, con un intervento pubblico deciso in grado di garantire la tenuta sanitaria, occupazionale e impiantistica del sito siderurgico di Taranto”.

Nel documento condiviso si legge: “Siamo in una fase storica in cui la città e i lavoratori possono finalmente vedere concretizzarsi una transizione industriale reale, basata sulla decarbonizzazione del sito di Taranto e sul pieno rispetto dei diritti costituzionali al lavoro e alla salute. Occorre dare centralità assoluta alla realizzazione del processo di decarbonizzazione, definendo tempi certi e risorse adeguate, in un quadro di nuova autorizzazione ambientale che sancisca l’abbandono programmato del ciclo integrale a carbone”.

Comune e organizzazioni sindacali ritengono indispensabile la definizione di un Accordo di Programma, partecipato da Governo, Regione Puglia, enti locali e parti sociali, per garantire: “la tutela occupazionale piena, nel rispetto delle salvaguardie dell’accordo del 6 settembre 2018; misure straordinarie per i lavoratori di ADI in AS, Ilva in AS e dell’appalto, comprese le possibilità di prepensionamento e incentivi all’esodo volontario; formazione e riqualificazione professionale per accompagnare la transizione; screening sanitari periodici per tutti i lavoratori, come già sollecitato dalla commissione Sanità regionale; valorizzazione e tutela dei lavoratori dell’indotto, con l’introduzione di una clausola sociale che garantisca il loro impiego nei nuovi impianti e attività”.

La transizione ecologica e industriale di Taranto non può essere più rinviata. È una responsabilità collettiva verso i lavoratori, le famiglie e le future generazioni. Il tempo dei proclami è finito: servono scelte, atti e certezze.

“L’Amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm concordano, a valle dell’incontro del 28 ottobre a Palazzo Chigi, sulla costituzione di un gruppo di lavoro congiunto per l’esame delle problematiche che emergeranno in quella sede e per definire orientamenti comuni sul proseguimento della vertenza”.

Da parte loro, i lavoratori che hanno scioperato e hanno preso parte alla manifestazoine, non sottovalutano le divisioni che si sono verificate in città e anche nel Consiglio comunale, tra chi vuole porre fine alla storia dell’acciaio e chi invece punta alla diversificazione, e sostengono che “in una città alimentata da divisioni abbiamo il dovere di avere la maturità necessaria per agire come comunità!”

Per farlo bisogna mettere subito fine alla demagogia e affrontare con serietà e corresponsabilità una vergognosa vicenda che continua a tenere in ostaggio il futuro di un intero territorio stremato da cassa integrazione e disoccupazione. Il ruolo del primo cittadino, insieme a tutti i sindaci della provincia ionica e non solo, diventa fondamentale proprio per essere il collante di un territorio in crisi già fortemente provato e che ha bisogno di risposte immediate per la risoluzione di una vertenza che dura ormai da troppi anni”

“Il nostro compito – affermano – è quello di unire le differenze e trovare le giuste soluzioni che possano finalmente traguardare un serio processo di transizione ecologica”.

Istituto di scienze religiose

Tra passato, presente e futuro: l’assemblea dell’Issrm Giovanni Paolo II

16 Ott 2025

di Giada Di Reda

Un incontro tra generazioni, uno scambio di idee nell’ottica di una crescita condivisa nel segno della bellezza, per rilanciare il valore della cultura e delle relazioni; un omaggio al passato che lascia spazio al presente e a un futuro nel segno della speranza. Docenti e studenti, vecchi e nuovi, insieme per proseguire e valorizzare il cammino di una istituzione rivolta al futuro, che non dimentica la sua missione. Questa è stata l’assemblea dei docenti e degli studenti dell’Issrm Giovanni Paolo II, tenutasi il 10 ottobre al palazzo arcivescovile.

Ad aprire i lavori, i saluti del direttore don Francesco Nigro, che dopo i saluti iniziali, ha rivolto a tutti i presenti parole di ringraziamento, gratitudine, invitando docenti e alunni ad un impegno condiviso, di apertura al mondo e a tutte le sfide del nostro tempo, mantenendo un’occhio critico nei riguardi della realta, senza smettere mai di coltivare il desiderio di conoscenza, di impegnarsi per costruire un sapere da mettere al servizio del mondo e del prossimo. L’importanza dello studio e della ricerca per giungere alla verità attraverso la bellezza: un compito che l’Issrm da sempre porta avanti con rigore, impegno, senza mai mettere da parte la relazione, l’alterità.

Successivamente, il direttore ha invitato studenti e docenti ad intervenire, su base volontaria, per proporre e condividere esigenze e potenziali percorsi di approfondimento e ricerca, al fine di arricchire ulteriormente il percorso di studi di un ente accademico dal valore consolidato.

Ad accentuare la solennità del momento, l’arrivo dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che dopo aver salutato tutti i presenti, ha ringraziato il direttore, i docenti e gli studenti, esortando ciascuno a proseguire con entusiasmo e responsabilità nel proprio impegno formativo e spirituale.

A coronamento dell’incontro, si è svolta un’intensa cerimonia di ringraziamento dedicata ai tre docenti uscenti ‐ mons. Luigi Romanazzi, Riccardo Pagano e don Antonio Rubino ‐ che si sono distinti per la competenza, l’impegno e la passione educativa mostrata negli anni. Per ciascuno, uno studente ha letto il curriculum, cui è seguito un intervento del docente, in un clima di sincera partecipazione e commozione. Don Antonio Rubino, impossibilitato a essere presente, è stato ugualmente ricordato con riconoscenza e affetto.

Un momento, quello vissuto nella sala del palazzo arcivescovile, che ha restituito il senso più autentico della formazione: un cammino condiviso in cui conoscenza, dialogo e fede si intrecciano per tracciare sentieri di speranza per il futuro.

 

Ricordo

Ricordo di don Emidio: “C’è qualcosa di ulteriore che non dobbiamo lasciarci sfuggire”

16 Ott 2025

di Silvano Trevisani

“La realtà forse è migliore di quella che può apparire dalle esperienze comuni che facciamo: c’è qualcosa di ulteriore che non dobbiamo lasciarci sfuggire”. Una riflessione profonda, quasi un aforisma spirituale, che condensa anche una testimonianza di fede autentica, come derivata da un riflesso colto dalla realtà. Me l’aveva dettata don Emidio nell’intervista pubblicata su questo giornale nel maggio scorso, in occasione dei festeggiamenti della Madonna delle Grazie a Grottaglie.

Stavamo riflettendo sull’enorme successo che aveva riscosso, pochi giorni prima, il concerto di apertura dei festeggiamenti, che era nato da una sua esigenza profonda da lui rivolta a Nunzio Dello Iacovo, noto pianista concertista grottagliese.

“Il tutto è nato – così mi raccontò – da un mio desiderio espresso al maestro Dello Iacovo mentre usciva dalla sua preghiera personale. Gli ho espresso il bisogno di un momento culturale e spirituale insieme, che fosse di evangelizzazione ma che uscisse anche fuori dal circuito ordinario della catechesi o della liturgia, in genere limitata ai parrocchiani. Lui ha detto che ci avrebbe pensato e poi ha portato una proposta che è andata al di là della più rosea aspettativa. Un sogno che si è realizzato: un vero percorso culturale e spirituale che, tenendo in Bach e in Listz grandi autori di riferimento, ha tratto dalle loro musiche, la spiritualità che ha animato la loro vita. Molto apprezzata la formula, che ha visto il maestro Nunzio al pianoforte e il maestro Massimiliano Conte come voce narrante, o voce orante come si può benissimo definire. Un percorso di spiritualità vissuto mediante l’esecuzione pianistica. La chiesa della Madonna delle Grazie, che è molto capiente, era piena. A significare un’attesa, di un desiderio. Sono venute persone anche da Taranto e da altri paesi. Questo sta a dire come si può provare a esprimere la fede grazie a questi grandi contributi del passato, di uomini e donne di fede che hanno messo nell’arte il loro patrimonio spirituale”.

È bene che siano le sue stesse parole a delineare un ricordo efficace, perché i rischi connessi alla memoria sono sempre in agguato. Anche se don Emidio non avrebbe bisogno di una laudatio postuma, perché egli era esattamente come si mostrava. La densa sobrietà e la repulsione per ogni ipocrisia (propria e altrui) erano dati caratteristici della sua azione pastorale, come la sua mitezza, che abbiamo spesso incontrato nella sua troppo breve vita sacerdotale, come già anche nel complicato e delicato ruolo di segretario particolare del vescovo, cui fu chiamato dall’arcivescovo Benigno Papa, che lo aveva ordinato sacerdote nell’agosto 1997, e mantenuto in tale servizio da monsignor Santoro, che poi lo designò parroco della centralissima Madonna delle Grazie. Una parrocchia vivace e impegnativa, che ancora recava le impronte del ministero di monsignor Salvatore Ligorio, futuro arcivescovo di Potenza.

E lui stesso, parlando della partecipazione dei parrocchiani alle pratiche religiose legate al culto della Vergine, aveva detto: “Vi è una partecipazione apprezzabile, legata a una tradizione profonda, che vede le persone apprendere un messaggio che aiuti a vivere la fede e aiuti nella vita. Lo colgo dall’attenzione che mettono: non è una presenza passiva, legata a un dovere, a un atto sacro da compiere, ma è proprio un desiderio di ricerca che emerge e che riscontra la profondità spirituale realizzata dai predicatori. La predicazione rimane elemento importante nell’evangelizzazione. Avere il dono di sacerdoti che sanno spezzare bene la parola di Dio, renderla attuale è qualcosa per cui rendere grazie a Dio”.

Quanto sono importanti, oserei dire profetiche, queste ultime sue parole, che assumono un denso senso prospettico, alla luce della sua prematura dipartita. E intanto ci viene da pensare, come invito indiretto rivolto al maestro Dello Iacovo: perché non ripetere il grande concerto ispirato da don Emidio come atto commemorativo?

Diocesi

Il cordoglio dell’arcivescovo Miniero per la scomparsa di don Emidio Dellisanti

16 Ott 2025

Appresa la triste notizia della morte improvvisa di don Emidio Dellisanti, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha inviato un messaggio di cordoglio dall’Irlanda:

 

Fratelli e sorelle, ho ricevuto la notizia della morte improvvisa del carissimo don Emidio, non appena atterrato in Irlanda, dove mi trovo, per restituire la visita del vescovo di Waterford-Lismore e concludere il “patto di amicizia” con la terra natia del nostro patrono San Cataldo.
La prima reazione che sono sicuro di condividere con voi, è stata quella di un’amara sorpresa, perché ho incontrato don Emidio pochissimi giorni fa. Vorrei raggiungere con questo mio messaggio innanzitutto la mamma Michelina e i fratelli Alfredo e Cosimo, toccati da questa grave perdita, ed esprimere l’abbraccio di tutti i sacerdoti della diocesi che hanno voluto bene ad Emidio, stimandolo per la sua amabilità, correttezza, preparazione e per la sua riconosciuta “statura”sacerdotale. Così come voglio farmi prossimo all’intera comunità parrocchiale della Madonna delle Grazie di Grottaglie, che si ritrova ad essere “orfana” del suo parroco. Ad ogni parrocchiano auguro di veder fiorire ciò che don Emidio ha seminato a piene mani, ovvero la testimonianza del Cristo vivo, risorto, presente in mezzo a noi con la Parola, i sacramenti e la carità che manifestano la vittoria perenne sul peccato e sulla morte.
É mio desiderio celebrare una santa messa di suffragio nella parrocchia della Madonna delle Grazie di Grottaglie giovedì 23 ottobre alle ore 19.00.

Arrivederci in Dio carissimo don Emidio, figlio di questa terra crispianese! Assieme a tutti i tuoi confratelli, alla tua mamma ai tuoi familiari, a tutti coloro che ti vogliono bene, ti affido alle mani della Madre di Dio che tu hai tanto amato ed è stata la stella del tuo ministero. Sono sicuro che le braccia misericordiose di Dio ora ti accolgono come servo buono e fedele. Preghiamo per te, tu prega per noi.

Eventi culturali in città

Serata culturale alla San Pasquale Baylon

ph G. Leva
16 Ott 2025

di Angelo Diofano

Nella chiesa parrocchiale di San Pasquale Baylon dei frati francescani minori sabato 18 ottobre alle ore 19 il parroco fra Vincenzo Chirico parlerà sul tema ‘Pace e uguaglianza’, con concerto del ‘Trio Polonia’ composto da Magdalena Kulik (mezzosoprano), Ewelina Zawislak (flauto) e da Maciej Zimka (fisarmonica). La serata si svolge nell’ambito di una serie di appuntamenti ‘Insieme & Uguali nell’arte 2025’ nell’ambito del progetto ‘Futura. La Puglia per la parità’(terza edizione), che si avvale del contributo del consiglio regionale promosso da ‘Armonie associazione odv’.

 

Diocesi

Catechesi comunitarie al Sacro Cuore di Taranto

16 Ott 2025

di Angelo Diofano

‘Camminare insieme come discepoli missionari: dalla fede vissuta alla carità condivisa’ è il tema della serie di incontri che segneranno il cammino di catechesi comunitaria alla parrocchia del Sacro Cuore, in via Dante, a Taranto. “Ciò costituirà un’occasione preziosa per crescere insieme nella fede e riscoprire la bellezza di una comunità che ascolta, prega, si forma e serve – spiega il parroco don Francesco Venuto – Quest’anno vogliamo lasciarci guidare da u sogno semplice ma grande: vivere la fede in modo concreto e gioioso, camminare insieme come fratelli e tradurre i Vangelo on gesti di carità e speranza. Ogni incontro sarà un passo per diventare davvero Chiesa in uscita, discepoli che camminano con il cuore acceso e mani pronte a servire”.

“Anche quest’anno – aggiunge avremo con noi sacerdoti che hanno accolto con entusiasmo l’invito: un dono prezioso da accogliere con gratitudine e partecipazione”.

Ecco il calendario degli incontri, che avranno inizio alle ore 19.

Venerdì 17 ottobre: don Alessandro Solare su ‘La Parola di Dio nella vita quotidiana: non solo conoscere ma lasciarsi trasformare”.

Venerdì 14 novembre: padre Saverio Zampa su ‘Ascolto e fraternità: imparare a costruire relazioni vere in un mondo di isolamento’.

Venerdì 23 gennaio: don Nino Borsci su ’La carità come stile di vita: non opere straordinarie ma piccoli segni quotidiani di amore concreto’.

Venerdì 24 aprile: mons. Flavio De Pascoli su ‘Famiglia e legami: sostenere la vita familiare come luogo di fede, speranza e amore’.

Venerdì 15 maggio: mons. Pasquale Morelli su ‘La liturgia vissuta: riscoprire la bellezza della Messa domenicale come cuore della comunità’.

 

Lavoro

Ilva: il governo convoca i sindacati; oggi sciopero con corteo e presidio

16 Ott 2025

di Silvano Trevisani

Alla vigilia dello sciopero che sta bloccando tutti i siti industriali dell’ex Ilva, è giunta la convocazione del governo. L’incontro, convocato in serata di ieri dal capo di gabinetto del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, si svolgerà martedì 28 ottobre a Palazzo Chigi e sarà presente una delegazione dei ministeri interessati.

“La convocazione da parte del governo – commentano le segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm – è un primo importante risultato ottenuto con la mobilitazione e le assemblee che si sono tenute in tutti i siti del gruppo con la partecipazione dei lavoratori di AdI, Ilva AS e dell’indotto”.

Per le organizzazioni sindacali, infatti, restano confermate tutte le ragioni dello sciopero indetto nella giornata di oggi 16 ottobre: “Un progetto industriale che garantisca la realizzazione della de carbonizzazione della produzione, l’ambientalizzazione ed il ripristino di luoghi di lavoro sicuri e dignitosi; l’intervento pubblico che garantisca tutta l’occupazione; la contrarietà ad una cassa integrazione senza una chiara prospettiva; il mantenimento dell’integrità del gruppo, No allo spezzatino societario; l’apertura di un confronto che affronti la complessità delle questioni sociali e che individui un quadro di strumenti che diano risposte ai lavoratori, per il pregresso e per il futuro”. Insomma: occorrono risposte certe sul futuro di tutto il gruppo, che eviti lo smembramento che sarebbe causato dalla vendita di singoli impianti appetiti anche da industriali italiani, dia risposte certe sui processi di decarbonizzazione e ambientalizzazione. Come del resto chiede anche la mozione approvata dal Consiglio comunale.

Per quanto riguarda lo sciopero previsto per domani, la mobilitazione a Taranto sarà così articolata: alle 6 sarà attivato il presidio delle portinerie dello stabilimento e delle ditte dell’appalto; alle 7,30 concentramento davanti alla portineria della direzione. Alle 8 inizierà il corteo che sfilerà fino a Palazzo di città, dove si terrà un presidio.

Intanto, venerdì alle 8,45 si terrà, nell’aula magna dell’istituto Pacinotti, un convegno organizzato da Legambiente per la presentazione dello studio “Taranto dopo il carbone – Proposte per un futuro pulito”.