Cultura

Giulio De Mitri espone alla Biennale d’arte sacra di Ascoli Piceno e in altre due grandi mostre

15 Dic 2025

di Silvano Trevisani

Sabato 13 dicembre alle ore 16, nelle due chiese romaniche più affascinanti di Ascoli Piceno: San Vittore e Sant’Agostino e domenica 14 alle ore 16 al Museo Staurós d’Arte sacra contemporanea del Santuario di San Gabriele (Teramo) si è inaugurata la Sedicesima Biennale d’Arte Sacra contemporanea “Profeti di speranza, creatori di bellezza”, curata da Giuseppe Bacci, con la collaborazione di Arnaldo Colasanti e Andrea Viozzi. In occasione dell’Anno giubilare 2025 promosso da papa Francesco, di venerata memoria, con la bolla Spes non confundit, si vuole onorare questo evento con un’iniziativa di animazione, un segno di speranza del mondo dell’arte, dove il concept della rassegna evidenzia come la XVI Biennale d’arte sacra aiuterà il visitatore a percepire la circolarità tra sensibilità e ragione e come il rapporto fra Arte Fede e Arte-Speranza sia radicato nell’essenza stessa dell’esperienza religiosa e della creazione artistica. Con queste premesse, il Museo Staurós d’Arte sacra contemporanea del Santuario di San Gabriele a Isola Gran Sasso, in fruttuosa collaborazione con la Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, hanno deciso di condividere insieme l’evento espositivo diffuso della XVI Biennale d’arte sacra: Profeti di speranza, creatori di bellezza che allestito nelle sedi delle realtà coinvolte.

In una delle cinque sezioni che compongono la rassegna, esattamente la seconda, che ha per tema ‘La pace nel cuore dell’arte’ sarà esposta l’opera del noto artista tarantino Giulio De Mitri: “A sua immagine e somiglianza, 2017-2025”, acciao inox specchiante, vernice poliuretanica su multistrato, cm 150 x 150 x 5.

Ma De Mitri, che ha già partecipato ad altre edizioni della Biennale di arte sacra, è presente in questi giorni con sue produzioni artistiche, anche in due altre importanti manifestazioni, a Rende e a Catanzaro.

Nello Studio Crati di Rende, in provincia di Cosenza, è presente nella mostra “Cric-Croc Boom – un’installazione per la pace” dal 12 al 30 dicembre, assieme ad altri noti artisti di livello internazionale. Così come pure a Catanzaro, dove partecipa, invece, al Giubileo degli artisti, nel progetto “Oblatio Mundi” a cura di Lara Caccia, presentando la sua opera “Percezioni cosmiche”.

Tracce

Meglio soli che male accompagnati

15 Dic 2025

di Emanuele Carrieri

Il titolo, “National Security Strategy 2025”, è senz’altro altisonante ma il contenuto è agghiacciante, raggelante. È il documento con cui Trump, scarica, senza cortesie, l’Unione europea come alleato storico e strategico e pronostica la disgregazione del continente. È in discussione la essenzialità stessa della nostra Europa, come punto di riferimento accreditato e riconosciuto delle democrazie liberali e come terra natale della civiltà umana che, all’interno del processo di unificazione in atto, ha preso nuovo nutrimento ed è un riferimento ancora adesso. Questo documento, che è un inno alle autocrazie, accomuna, non a caso, la nostra Unione europea agli organismi internazionali che hanno costituito, nel passato, e costituiscono ancora, l’unico momento di confronto multilaterale per rintracciare sintesi avanzate sui problemi sia dei rapporti geo politici fra gli stati che sui rapporti socio-economici. Adesso, dopo gli insulti di Trump – sfruttatori, profittatori, scroccatori, parassiti – arrivano perfino anche il “Quarto Reich” di Musk. Al palazzinaro giunto per una congiura di eventi alla Casa Bianca e a tutti i suoi cortigiani, si è immediatamente allineato Putin, per la felicità dei tanti, troppi italiani di maggioranze e di opposizioni (plurali usati non a caso essendo i due concetti molto liquidi, anzi gassosi) che familiarizzano con tutti e due. Questa aggressività delle invettive, degli insulti, delle offese allo scopo di isolare l’Unione europea dal resto del mondo, è la dimostrazione attestata dell’importanza del modello europeo. Mario Monti in un articolo apparso sul Corriere della Sera l’altra domenica ha scritto: “Le istituzioni europee sono rimaste l’unico luogo al mondo dove Trump non può contrattare mischiando l’interesse pubblico e quello personale: suo, dei suoi famigliari, dei soci immobiliari, degli oligarchi di Big Tech o della finanza, come, invece, è orgoglioso di riuscire a fare, innanzitutto nelle oligarchie.”. Per questo i vari Elon Musk, Sundar Pichai, Jeff Bezos, Tim Cook, Mark Zuckerberg, Shou Zi Chew, preferirebbero avere a che fare con ventisette autocrati, e particolarmente Musk si impegna già ora a finanziarne la crescita, piuttosto che con un ordine di democrazia liberale costruito in ottanta anni di assenza di conflitti, dopo aver provato le aberrazioni del nazifascismo. È la civiltà che Trump vorrebbe cancellare. Adesso, alla luce di questa nuova flatulenza psichica del momentaneo inquilino della White House, tutta l’Europa – Ue e non, Nato e non – potrebbe davvero essere la padrona del proprio destino. Ma a condizione che abbia la forza di mettere in atto un colpo di reni, di attuare il cosiddetto sprint in avanti. A patto che abbia il coraggio e la capacità di dare il via a un processo di rigenerazione dei propri organismi e di fare luce con uno sguardo nuovo su ciò che le evoluzioni geopolitiche di questa fase storica hanno prodotto. L’obiettivo è, chiaramente, quello di avviarsi verso la costruzione della propria indipendenza strategica, verso un’autonomia politica, economica, commerciale e militare. Gli avvenimenti di queste ultime settimane hanno, alla prova dei fatti, rimosso le ultime apparenze rimaste e le carte ora sono sul tavolo, davanti agli occhi di tutti. Sia Trump che Putin, in misure e con accenti differenti, criticano e osteggiano l’Europa. Il presidente degli Stati Uniti parla del declino dell’Ue e prevede la possibilità della sua cancellazione fra vent’anni. Il russo considera l’Ue responsabile del fallimento dei negoziati di pace sull’Ucraina. I pericoli che l’avventura europea abbia dei cedimenti strutturali sono in aumento se non si interviene con immediatezza, ma non certo nella direzione raccomandata da Trump. L’Unione europea è sempre più sola nella difesa dei principi e valori che, in passato, venivano definiti occidentali, ma che ora e sempre più sembrano rimanere solamente europei. Il momento dal quale partire è una presa d’atto delle trasformazioni, impreviste e imprevedibili, della situazione geopolitica internazionale. È indispensabile dialogare con gli Stati Uniti all’interno di una relazione basata su parità, su uguaglianza, su equivalenza e sull’assenza di differenze di livello e di status, ma, a questo punto, sono limitate le speranze che un dialogo possa realizzarsi davvero, almeno per ora, perché la Casa Bianca di Trump ha dimostrato di non avere interesse a coltivare le vecchie amicizie e le antiche alleanze. Ma è, prima di tutto e al di sopra di tutto, necessario che l’Unione europea faccia lo sforzo di divenire un’unica, grande potenza economica e commerciale in grado di tenere testa alla concorrenza dei grandi attori globali come gli Stati Uniti, la Cina e l’India. E anche il voto all’unanimità all’interno del Consiglio va eliminato per passare con regolarità al voto a maggioranza qualificata. Vanno adoperate le cooperazioni rafforzate, previste dai trattati europei, grazie alle quali gruppi di paesi avviano comuni progetti; vanno riprodotti i Volenterosi per allargare la cooperazione ai paesi europei non membri dell’Ue (si fa già con il Regno Unito). Se l’Europa è capace di sbloccare i vari punti, potrà affrontare le sfide che ha davanti, a cominciare dalle nuove risorse energetiche, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, le terre rare, le nuove tecnologie, i flussi migratori del futuro. E, di conseguenza, l’Europa dovrà essere più risoluta e coraggiosa nel difendere le proprie idee e posizioni. Con il conflitto in Ucraina, la Nato è tornata a essere essenziale, ma Trump ha appena chiesto all’Europa di assumerne il comando entro il 2027. La rinuncia Usa è sotto gli occhi dell’Europa, che deve aprire gli occhi e guardare al corso della storia che ha davanti. E muoversi di conseguenza.

Sport

Eccellenza, il Taranto vince a Gallipoli e resta in scia

ph G. Leva
15 Dic 2025

di Paolo Arrivo

Scoppiettante, deludente, preoccupante al punto da necessitare del cambio alla guida tecnica, in ripresa, e poi ancora deludente: il Taranto visto in questa stagione non è stato mai uguale a se stesso. In cerca di una identità per recitare nel ruolo che merita. La conferma era arrivata dal big match col Brindisi: dallo scialbo 0-0, risultato inedito per una squadra abituata a fare e a prendere goal. A Gallipoli invece è riuscito a segnare e a vincere. Non affatto scontato, è arrivato il secondo successo consecutivo fuori delle mura amiche, al termine di una partita difficile: a sbloccarla ci ha pensato Nicola Loiodice al minuto 76 , poi il Pablo Aguilera ha raddoppiato in pieno recupero, al 93’.

La vittoria sul Gallipoli

“Sapevamo che sarebbe stata una partita complicata: il Gallipoli gioca a calcio, e sapevo delle difficoltà che avremmo incontrato. È stato importante sbloccare la gara al momento giusto”. Così Loiodice nel post gara. “Nel gol personale è stato bravo Trombino a fare una grande giocata – ha aggiunto  il fantasista barese, non ancora al 100 per cento per via di qualche problema fisico – sono contento perché mi sono rifatto del gol sbagliato nel primo tempo. E poi sono felice per Aguilera e il suo ritorno al gol”. Loiodice ha inoltre sottolineato la solidità difensiva e la sfortuna nel non essere riusciti a segnare in avvio di partita. Ad ogni modo conta il successo finale, i tre punti conquistati su un campo difficile. Quanto al contributo degli altri giocatori, va sottolineato il rientro tra i pali di Luca De Simone, che ha fatto al meglio il proprio dovere – come ha dichiarato il ds Nicola Pagni, la società sta valutando un portiere classe 2006. La cura Panarelli proseguirà con il mercato. Con altri rinforzi utili ad accrescere ulteriormente la qualità dell’organico.

Il campionato

Domenica prossima ventuno dicembre si torna a giocare tra le mura amiche dello stadio “Italia” di Massafra. Struttura che, con i suoi 2mila spettatori, ha già dimostrato di essere un prezioso alleato nella corsa del Taranto. Prima, però, c’è il turno infrasettimanale, giovedì sul campo dell’Unione Calcio Bisceglie. Squadra da non confondere con la capolista della stessa cittadina della Bat. Che ieri, nella 19esima giornata di campionato, ha sconfitto per 2-1 l’Atletico Acquaviva. Qualora dovessero continuare a vincere, i rossoblu manterrebbero quantomeno inalterata la distanza della vetta, a quattro punti dal Bisceglie. E affronterebbero poi la Nuova Spinazzola nelle condizioni migliori sul piano mentale. Il campionato resta la priorità, l’arteria principale, per puntare al salto di categoria tra i dilettanti, ma c’è da giocare anche la Coppa Italia: dopo le festività natalizie, giovedì otto gennaio, gli ionici ritroveranno sulla loro strada il Gallipoli. Nelle prossime sfide continuerà il duello a distanza con il Bisceglie e col Brindisi. Nel girone di ritorno, gli scontri diretti. Non si può escludere l’intrusione di altre squadre nei quartieri alti e le difficoltà provenienti da altri campi – Gallipoli docet.

Natale in diocesi

Alla San Roberto Bellarmino, martedì 16 la benedizione del presepe

15 Dic 2025

La comunità parrocchiale di San Roberto Bellarmino, guidata da don Antonio Rubino, invita ad assistere martedì 16 dicembre alle ore 17 all’accensione e alla benedizione del tradizionale presepe parrocchiale.

La cerimonia, che prepara alla riflessione sulla nascita di Gesù Cristo, si arricchisce della preziosa collaborazione dei docenti e degli alunni dell’ istituto comprensivo Carrieri-Colombo (dirigente scolastico, il prof. GiovanGualberto Carducci). Le docenti Diana Ciccimarra, Mary De Biase, Sabrina Epifani e Debora Simonetti si esibiranno insieme agli alunni nella esecuzioni di melodie strumentali, canti e declamazione di versi poetici che richiamano al Mistero della nascita di Cristo. L’evento si aprirà con l’esibizione dell’orchestra dell’istituto diretta dalla prof.ssa Francesca Pipapicco che eseguirà brani natalizi in versione strumentale a cui farà seguito il rito della benedizione impartita da don Antonio Rubino al presepe e all’assemblea.

La chiesa, dunque, che va incontro e si apre alla comunità, non rappresenta solo un valore simbolico legato alla fede, bensì è l’invito a rivivere il Mistero del Natale come il rinnovamento dell’annuncio. “Abbiamo bisogno – riferisce il parroco – di riflettere e di comprendere di più su Colui che nasce in una umile e fredda mangiatoia, tutta la nostra cultura è intrisa degli insegnamenti del cristianesimo; quando difendiamo i diritti delle persone, quando reclamiamo l’uguaglianza tra uomo e donna, quando lottiamo per la giustizia, tutto ciò ha le fondamenta radicate nel cristianesimo”.

 

Eventi in diocesi

Concerto gospel sulla scalinata della chiesa di San Domenico

15 Dic 2025

di Angelo Diofano

La confraternita dell’Addolorata terrà martedì 16 alle ore 19, sulla scalinata della ‘San Domenico’, il concerto di Natale di canti gospel eseguito dal gruppo ‘Wakeup Gospel Project’, diretto dal m° Graziano Leserri.
Durante la serata il padre spirituale del sodalizio, mons. Emanuele Ferro, terrà riflessioni sulla Novena di Natale.
Il concerto torna dopo il grande successo dello scorso anno e la partecipazione è gratuita.

 

Eventi a Taranto e provincia

Due giorni all’insegna della pace: si comincia oggi con la ‘Festa’ al Palafiom

15 Dic 2025

di Silvano Trevisani

Taranto vivrà, oggi 15 e domani 16 dicembre, all’insegna della pace. Lunedì 15 a Taranto si svolgerà al Palafiom la ‘Festa della pace’, mentre martedì 16 si ritroveranno al Comune i firmatari della Carta della Pace per un momento celebrativo. L’idea, che sviluppa il processo di coinvolgimento della città attraverso tutti i suoi organismi, questa volta coinvolge il mondo della scuola. Saranno, infatti, circa 1.000 gli studenti delle delle scuole superiori e degli istituti ad obbligo formativo che si incontreranno al Palafiom, lunedì 15 per la ‘Festa della Pace’, raccogliendo l’invito lanciato dalla presidenza del Consiglio comunale di Taranto, in collaborazione con il Comune.

Fautore dell’iniziativa, come delle altre che recentemente hanno coinvolto associazioni e istituzioni cittadine, è Gianni Liviano, presidente del Consiglio comunale, che ha presentato l’evento alla stampa a Palazzo Latagliata, sede della presidenza, assieme alla consigliera comunale Alexia Serio

La manifestazione avrà inizio alle ore 9 con i saluti del sindaco Piero Bitetti e dell’arcivescovo Ciro Miniero. Interverranno Gianni La Bella della Comunità di Sant’Egidio, Saifeddine Maaroufi, imam della Moschea del Perdono di Lecce, Ivan Ingravallo, docente di Diritto internazionale dell’Università di Bari. Sono inoltre previsti video-collegamenti con il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, e con il vicario generale della diocesi di Gerusalemme, William Shomali. La conclusione è prevista per le ore 13.

“Tutte le scuole partecipanti – ha detto Gianni Liviano – proporranno esibizioni artistiche di diversa natura, tutte incentrate sul tema della pace, ovvero: musiche, canzoni, poesie e così via. Avranno così modo di raccontare la loro aspettativa di pace quale occasione di convivialità, di costruzione della giustizia, capaci di esprimere, nella loro diversità, il bisogno di “stare bene insieme”, essendo affratellati dall’appartenenza all’unica famiglia umana.

Da parte sua Alexia Serio ha sottolineato come l’iniziativa risponda all’esigenza della comunità locale di pacificazione. “Abbiamo scelto non a caso i ragazzi, perché sono coloro che meglio accolgono questa necessità e che più efficacemente potranno insegnare a noi adulti che cosa è veramente la pace. Essi sono la nostra forza e il nostro futuro, per cui se noi adulti riusciamo a infondere loro l’amore per la pace, il futuro della nostra comunità potrà essere migliore”.

Il programma della manifestazione prevede, in dettaglio, a partire dalle ore 9 l’accoglienza degli studenti da parte della banda musicale dell’Archita; quindi i saluti istituzionali da parte del sindaco Piero Bitetti e dell’arcivescovo Ciro Miniero, con introduzione a cura del presidente del consiglio comunale Gianni Liviano. Intorno alle 9.30 ci sarà il videomessaggio del vicario generale del Patriarcato latino di Gerusalemme per la pace e il dialogo tra i popoli seguito dall’intervento del professor La Bella su: “Art.11, l’Italia ripudia la guerra”. Quindi, toccherà alle esibizioni delle scuole: Battaglini, Pacinotti, Archimede, Liside/Cabrini, Vittorino da Feltre, Maria Pia.

Alle ore 11 è previsto l’intervento del professor Ingravallo dell’Uniba, su “Situazione geopolitica mondiale”; quindi il video messaggio del cardinale Zuppi su “Giovani: costruttori di Speranza”; esibizione delle seguenti scuole: Formare Puglia, Cpia, Masterform. Seguirà la testimonianza di pace dell’imam di Lecce e poi le testimonianze dei giovani volontari tarantini Gennaro Giudetti (operatore umanitario a Gaza) e Cristina Castronovi (volontaria in Ungheria). Quindi toccherà all’esibizione delle scuole: Enap, Righi, Homines Novi. Conclude la manifestazione la consegna da parte degli assessori e dei consiglieri comunali degli attestati di partecipazione alle scuole, con ringraziamenti e saluti finali.

Martedì 16 dicembre, invece, ci si ritroverà nel salone degli specchi di palazzo di città per gli auguri con i firmatari della Carta della Pace di Taranto, secondo il seguente programma: ore 17, accoglienza con consegna di due biglietti di auguri da compilare a ciascuno dei partecipanti; ore 17.10, saluti e illustrazione dell’evento del presidente del consiglio comunale, Gianni Liviano, su “Il valore del Noi e della comunità- Lo spirito della Carta della Pace” e “Il significato del gesto simbolico dell’Albero di Natale collettivo”; ore 17.20, esecuzione di brani ispirati al Natale da parte del m° Massimiliano Conte al pianoforte; ore 17.35, Giovanni Guarino presenterà “I racconti di San Nicola (nome originario di Santa Klaus)” su storie, tradizioni, simboli e messaggi legati alla figura di San Nicola; ore 17.50, dopo aver compilato i due biglietti, i presenti ne depositeranno uno nel cestino mentre appenderanno l’altro sul grande cartellone con l’Albero di Natale,che diventerà così l’”Albero del Noi”, simbolo condiviso di auguri e comunità; ore 18.10, ogni persona pescherà dal cestino un biglietto di auguri a caso e lo leggerà, in un gesto simbolico di scambio, reciprocità e comunità; ore 18.20, intervento del sindaco e dell’arcivescovo con considerazioni finali sul significato della serata e sull’impegno comune per la pace, il dialogo e la coesione della città; ore 18.30, brindisi finale e assaggio di una fetta di panettone; ore 18.45, chiusura dell’evento.

Diocesi

La Novena di Natale nei vicoli della città vecchia

15 Dic 2025

di Angelo Diofano

Da domani sera, martedì 16 dicembre, torna la tradizione della novena a Gesù Bambino nei vicoli della città vecchia, ripresa da qualche anno a cura della basilica cattedrale di San Cataldo e delle chiese e confraternite del centro storico, animata dai piccoli residenti nel quartiere con la partecipazione della banda musicale ‘Santa Cecilia’.

“Si tratta di uno degli appuntamenti di fede più belli e genuini di un intero anno – spiega il parroco della basilica cattedrale, mons. Emanuele Ferro -. Chi vi ha partecipato ne può attestare la bellezza semplice e l’annuncio del Natale che viene fatto dai nostri bambini, dalla banda, dai sorrisi, dalle preghiere e da un po’ di confusione, come solo noi la sappiamo creare. Vi aspettiamo”.

Questo il programma:

martedì 16 dicembre, alle ore 17.15, raduno in cattedrale per poi recarsi in corteo in largo del Crocifisso con conclusione nella chiesetta di Sant’Anna;

mercoledì 17, alle ore 17.30 novena nella chiesetta di Sant’Anna;

giovedì 18, alle ore 17 raduno in Sant’Anna per raggiungere vico Ospizio con conclusione in cattedrale;

venerdì 19, ore 17.15, raduno in cattedrale per raggiungere il santuario dei Santi Medici;

sabato 20, ore 17.15, raduno nel santuario dei Santi Medici per recarsi nel cortile della Madonna in via Garibaldi, con conclusione nella chiesa di San Giuseppe;

domenica 21, ore 10 in cattedrale, santa messa con la benedizione dei bambinelli;

lunedì 22, ore 17.15, novena nella chiesa di San Giuseppe;

martedì 23, ore 17.15, raduno nella chiesa di San Giuseppe per raggiungere il santuario della Madonna della Salute, con conclusione in cattedrale;

infine mercoledì 24, alle ore 6, novena nel cappellone di San Cataldo.

 

Giubileo2025 in diocesi

Vicaria San Giorgio jonico: Giubileo dei gruppi di volontariato

13 Dic 2025

di Angelo Diofano

Oggi, lunedì 15 dicembre si terrà al santuario rupestre di Maria Santissima delle Grazie, a San Marzano di San Giuseppe, il Giubileo dei gruppi di volontariato della vicaria di San Giorgio jonico.

Il programma prevede alle ore 15.30 la recita del santo rosario e alle ore 16 la santa messa. Al termine, fino alle ore 20, si terrà una castagnata natalizia comunitaria promossa dal gruppo ‘Giubileo 2025’ della parrocchia San Carlo Borromeo. Il ricavato sarà devoluto all’Associazione genitori di Taranto-Ematologia ots-odv.

 

Giubileo2025 in diocesi

Vicaria Borgo, pellegrinaggio giubilare

ph G. Leva
12 Dic 2025

di Angelo Diofano

Sabato 13 dicembre la vicaria Borgo vivrà il proprio pellegrinaggio giubilare. Il programma è il seguente: ore 15.15 raduno in piazza Carmine; ore 15.30, inizio del corteo che si svolgerà canti e preghiere; ore 16.30, arrivo nella basilica cattedrale di San Cataldo e passaggio attraverso la Porta santa; ore 17.15 santa messa.

Nella circostanza tutti gli incontri della giornata sono sospesi e in nessuna delle parrocchie del Borgo sarà celebrata la santa messa prefestiva.

Diocesi

Messa in suffragio dei coniugi defunti

ph G. Leva
12 Dic 2025

Riprende la bella consuetudine di ricordare i coniugi defunti con una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero domenica 14 dicembre alle ore 9, nella cappella del cimitero San Brunone, retta da don Francesco De Palma, a cui è invitata l’intera cittadinanza.  La liturgia sarà animata dal coro ‘Demetrio Blasi’ della parrocchia di Sant’Egidio.

È dal 2013 che quasi ogni anno si celebra questa Eucarestia, un momento privilegiato di preghiera con la cura filiale dell’arcivescovo e la disponibilità del cappellano, nata su iniziativa del Melograno-associazione per i diritti civili delle persone vedove, aderente al Forum delle associazioni familiari, che opera su Taranto con uno sportello virtuale di ascolto attivo, indirizzo fiscale, economico e legale, previo appuntamento al 370.7073188. Negli anni le attività svolte hanno riguardato presentazione di libri, un  convegno sulla solitudine, convenzioni cinematografiche e nella Giornata internazionale delle persone vedove un tavolo divulgativo in piazza Immacolata. Questo, perché la vedovanza è una situazione di oggettiva fragilità e va sostenuta, sia per gli aspetti privati sia per quelli pubblici ( pensioni decurtate o inesistenti in assenza di requisiti ecc.). Il tema è trasversale, riguarda tutti, in prima persona, come parente o amico di persona vedova e compito precipuo delle istituzioni è prendersi cura delle fragilità dei cittadini.

Ecclesia

Il fallimento della ricerca del divino senza Dio

12 Dic 2025

di Luana Comma *

La modernità ha ereditato dal passato una promessa affascinante: la ragione, liberata da ogni dogma, avrebbe finalmente dischiuso la verità ultima del mondo. Ma nel cammino verso la conoscenza totale, l’uomo si è scoperto più solo. La tecnica, pur moltiplicando le possibilità dell’agire umano, ha impoverito il linguaggio del senso. In un universo in cui tutto sembra spiegabile, rimane aperta – e anzi si fa più acuta – la domanda sul perché ultimo dell’esistenza.

La razionalità, pur moltiplicando le possibilità dell’agire umano, ha impoverito il linguaggio del senso: l’efficienza non risponde al desiderio di significato, la velocità non sa spiegare il perché dell’esistenza. Così cresce un sentimento di precarietà e disorientamento: viviamo in un presente accelerato, in cui l’urgenza del “qui e ora” spesso soffoca la memoria del passato e la prospettiva del futuro. È qui che il cuore umano, non trovando risposta nell’orizzonte del solo visibile, torna a cercare l’invisibile.

Il secolarismo, che mirava a eliminare Dio in quanto ritenuto un limite alla logica razionale e alla forza dell’uomo, ha paradossalmente aperto la porta a nuove forme di superstizione. Privato del fondamento della Rivelazione, l’uomo contemporaneo ha spesso cercato la trascendenza in altre forme: superstizione, pratiche esoteriche, magia. Non a caso, il Paese meno religioso d’Europa — la Repubblica Ceca — è anche quello più superstizioso. Così, ciò che doveva liberare la ragione ha finito col condurla a un vuoto di senso e a una sete di potere spirituale mal indirizzata. In questo scenario, la fascinazione per l’occulto appare come una delle risposte più ambigue alla sete di trascendenza. Non è più un fenomeno marginale o folclorico: l’occulto assume forme sottili, spesso camuffate da percorsi di crescita interiore, benessere spirituale o conoscenza alternativa. È una spiritualità senza volto, che promette libertà, ma conduce alla schiavitù del proprio io: «l’uomo cerca l’assoluto, ma spesso lo cerca nelle forme del dominio, non dell’amore». Alla radice vi è una deviazione del desiderio religioso: invece di aprirsi al Mistero come dono, l’uomo cerca di impadronirsene. Non è nostalgia di Dio, ma volontà di possederlo; non relazione, ma dominio. La magia — antica o moderna — è sempre la pretesa di piegare il sacro al proprio volere.

Eppure, dietro questa illusione, si cela una domanda autentica. L’uomo contemporaneo, ferito dall’anonimato e dal relativismo, sente che la vita non può ridursi a ciò che si vede e si misura. La sua sete di mistero è reale; ciò che manca è il discernimento per riconoscere dove abita il vero mistero. La fede cristiana non condanna la ricerca dell’invisibile, ma la purifica: essa non nega il soprannaturale, ma lo riconduce al suo volto personale, quello del Dio vivente che si rivela in Gesù Cristo. In Cristo, l’invisibile di Dio diventa storia, parola, carne. Tutto ciò che l’occulto promette — la conoscenza dei segreti, il potere sulla vita, la vittoria sulla morte — trova in Lui la sua verità trasfigurata: non come dominio, ma come comunione. Il potere di Cristo non è quello che soggioga, ma quello che libera. Egli non rivela formule magiche, ma il mistero dell’amore che si dona. “Dio nessuno l’ha mai visto: il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato” (Gv 1,18). In questa rivelazione si compie la sete di mistero dell’uomo: non un sapere da custodire gelosamente, ma una luce che si offre a tutti.

Cristo non introduce a un mondo parallelo, ma svela il senso nascosto di questo mondo, quello che la ragione da sola non può scorgere: che tutto esiste nell’amore e per l’amore. L’occulto, al contrario, offre un’illusione di potere spirituale che, nel profondo, tradisce una paura: la paura di affidarsi. La fede autentica non nasce dal controllo, bensì dall’abbandono fiducioso. Il credente non possiede il mistero: ne è posseduto. È la logica paradossale del Vangelo: chi perde la propria vita la trova (cfr. Mt 16,25). Così, nella luce di Cristo, il mistero non è più oscuro, ma luminoso; non separa, ma unisce; non esclude, ma comunica. L’occulto chiude l’uomo in sé stesso, la fede lo apre all’incontro. Lì dove la magia promette potere, la Rivelazione offre comunione. Solo questa comunione può rispondere alla nostalgia che abita il cuore dell’uomo contemporaneo: quella di essere amato da un Dio che non si nasconde, ma si fa vicino.

 

* referente della comunicazione del Gris (Taranto)

Sport

La lezione della boxe: Taranto si mette i guantoni e mette la sventura KO

ph G. Leva
12 Dic 2025

di Paolo Arrivo

Correva l’anno 1975 quando un evento sportivo chiamò a raccolta nella città dei due mari 20mila spettatori. Il tredici agosto, allo stadio ‘Salinella’ di Taranto – l’attuale Erasmo Iacovone, che sta cambiando volto. Un numero impensabile oggi, tutte quelle presenze, per qualsiasi disciplina sportiva. Allora la protagonista era la boxe con il tarantino Vincenzo Quero laureatosi campione italiano dei pesi leggeri, ai danni del romano Rosario Sanna. Cinquant’anni dopo il 24° trofeo “Città di Taranto” ha assunto una valenza speciale. Per la ricorrenza, e per la caratura dei partecipanti: sul ring allestito al Palafiom lo scorso fine settimana è stato assegnato il titolo Mediterraneo Wba, nelle mani di Nino Rossetti. Che ha sconfitto il serbo Novak Radulovic dopo aver condotto interamente il match dimostrando grande maturità e confermando le sue qualità. Non meno entusiasmante è stato l’incontro di Francesco Magrì.

La boxe e il riscatto della comunità ionica

Il trofeo Città di Taranto ha avuto collocazione in un’ampia offerta sportiva che vivrà il suo momento clou nei Giochi del Mediterraneo 2026. La centralità del capoluogo ionico è stata ribadita dal primo cittadino Piero Bitetti attraverso l’esempio della boxe, considerata uno sport “forte” portatore di valori sani. In primis della lealtà tra quanti si sfidano sul ring nel rispetto delle regole. Taranto vuole diventare capitale del Mediterraneo proprio per mezzo dello sport. E quindi lasciarsi alle spalle i suoi anni più bui, investendo su questo vettore di crescita culturale ed economica. È giusto in particolare rilanciare la boxe. Ricordando che il capoluogo ionico ha un rapporto privilegiato con questo sport: un legame antico risalente all’età classica, quando il pugilato rientrava tra le discipline più praticate.

Il successo della Quero-Chiloiro

Tornando all’attualità, all’ultimo grande evento di boxe, rientrante nel cartellone di Taranto città europea dello sport, va sottolineato il successo di pubblico: non c’erano 20mila presenze ma tanti spettatori tra gli spalti del Palafiom. A dimostrazione del forte interesse suscitato dalla nobile arte su più generazioni. È stata inoltre un’attestazione di stima e affetto verso l’organizzazione, la storica società ionica, che continua ad assicurare la propria opera da mezzo secolo sul territorio.

Agonisticamente il livello del memorial Domenico Chiloiro è stato elevato sin dal primo incontro: dagli élite prossimi al professionismo ai big Rossetti e Magrì, lo spettacolo è stata una costante in una serata che passerà alla storia. La ricorderanno anche le studentesse dell’Archimede –  indirizzo Artigianato per il made in Italy – che hanno sfilato sul ring indossando abiti disegnati e realizzati da loro. Lo sport che incontra l’arte. La forza bruta abbraccia la leggerezza, la grazia. E di queste contaminazioni avrà sempre bisogno la comunità ionica, che si appresta a vivere un anno straordinario all’insegna della cultura sportiva, e di tutto ciò che le ruota attorno.

 

Ripercorriamo il Trofeo Città di Taranto con il racconto fotografico di G. Leva