Azione cattolica

Taranto, la pace si fa cammino comune

Dalla lezione di La Pira alla festa di Grottaglie: il weekend dell’Azione Cattolica

ph G. Leva
26 Gen 2026

di Daniele Panarelli

Un fine settimana all’insegna della coralità e della speranza è quello vissuto dall’Azione Cattolica di Taranto che, per il Mese della pace dedicato al tema Terra in pace, ha messo in rete generazioni e sensibilità diverse. Un impegno che non è rimasto confinato nelle stanze, ma ha cercato il volto dell’altro per testimoniare un desiderio di bene che nasce dal basso.

La profezia di La Pira e il valore della rete

Sabato 24 gennaio, la sala agorà della biblioteca Pietro Acclavio ha ospitato un momento di altissimo profilo culturale per la presentazione del saggio Il principio e il progetto di ogni speranza. Con Giorgio La Pira, parole e visioni per le sfide del nostro tempo. L’evento, che ha visto la sala colma di adulti e giovani, non è stato solo un appuntamento editoriale, ma il frutto di un cammino condiviso con alcune associazioni della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (Cdal).

La sinergia tra Azione Cattolica, Comunione e Liberazione, centro di cultura G. Lazzati, Movimento dei focolari e Pax Christi ha trasformato l’iniziativa in un autentico cantiere di riflessione per tutta la città. Questa collaborazione, vissuta con entusiasmo sin dai primi passi della preparazione, rappresenta un segno tangibile di comunione e l’auspicio per una futura e fruttuosa cooperazione.

Adulti e giovani si sono lasciati guidare dalla profezia del sindaco santo, arricchiti dagli interventi dei relatori. Luca Micelli, curatore del libro, ha scosso le coscienze con un appello quanto mai attuale: Continuare a parlare di La Pira significa compiere un atto di resistenza culturale e spirituale perché vuol dire opporsi con voce forte al cedere alla logica della guerra, al cinismo, all’indifferenza, alla disillusione che sembrano colonizzare la nostra realtà. Accanto a lui, Sihem Djebbiha ricordato alcune urgenze del momento offrendo una visione accorata sulla necessità di riscoprire una politica che sappia parlare al cuore delle complessità e delle sfide del Mediterraneo

Gioia e unità a Grottaglie

Domenica 25 gennaio, l’energia si è spostata a Grottaglie per la festa dei ragazzi dell’Acr. Nonostante il maltempo abbia impedito lo svolgimento della tradizionale marcia tra le strade cittadine, la gioia è esplosa con tutta la sua forza nell’auditorium della parrocchia Santa Maria in Campitelli. L’accoglienza calorosa delle comunità di Santa Maria in Campitelli e della Madonna delle Grazie ha avvolto i ragazzi e le famiglie in un clima di vera fraternità, rendendo l’ambiente vibrante di vita.

 

ph G. Leva


L’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero, celebrando l’eucaristia, ha ricordato che la pace non è un concetto lontano, ma un impegno che fiorisce nel vissuto quotidiano:
Se siamo annunciatori di amore lo dobbiamo trasmettere con il nostro stile di vita. Non possiamo pretendere di donare agli altri la Pace se noi non la diffondiamo con i nostri cuori. La mattinata è poi scivolata via tra le note travolgenti e coinvolgenti del gruppo musicale dei Children of the sun e il carisma di Piero Angelo Muci (Ciccio Brutto), presidente di Portatori sani di sorrisi, che ha regalato sorrisi ed emozioni a grandi e piccini. Prezioso anche lo spazio dedicato ai giovanissimi con attività incentrate sul Movimento studenti di azione cattolica(Msac), protagonisti di un intenso momento di confronto e cittadinanza attiva.

Oltre l’evento: un cuore colmo di speranza

Al termine di queste due giornate, resta negli occhi e nel cuore la consapevolezza che la pace non è un’idea astratta, ma un corpo vivo che respira attraverso i volti di chi si mette in cammino. È stata la pace del silenzio assorto in biblioteca, dove la profezia di La Pira ha smosso le coscienze, ed è stata la pace rumorosa dei ragazzi a Grottaglie, capaci di colorare con la loro allegria anche il grigiore delle nuvole.
In quell’incontro tra la saggezza di chi progetta il futuro e l’entusiasmo di chi lo abita, si è toccata con mano la bellezza di sentirsi un’unica famiglia umana. Una Terra in pace non è un traguardo irraggiungibile, ma un cantiere che si apre ogni mattina con tenacia, che passa dai sorrisi festosi che abbattono i muri, dalle riflessioni che illuminano il pensiero e dall’impegno concreto di chi sceglie di non restare indifferente. Tornando a casa, la sensazione è quella di una comunità che ha riscoperto la propria forza: quella di chi sa che la pace va custodita, difesa e fatta fiorire, giorno dopo giorno, nel cuore di ognuno.

 

Il servizio fotografico è stato curato da G. Leva

Angela Giungato (ph G. Leva)

Luca Micelli (ph G. Leva)

Diocesi

Pulsano, le ’15 visite’ alla Madonna di Lourdes

ph G. Leva
23 Gen 2026

Pulsano si appresta a tributare solenni festeggiamenti alla Madonna di Lourdes nel santuario dedicatole (nella parrocchia Santa Maria La Nova), dove è presente una grotta dedicata alla Beata Vergine, che rispecchia tutti i particolari di quella della cittadina francese dove avvennero le celebri apparizioni. L’opera fu realizzata nel 1933 dal dott. Egidio Delli Ponti, miracolato proprio a Lourdes.

 Questo è il programma delle ’15 visite’, reso noto dal parroco don Davide Errico, che si svolgeranno dal 27 al 10 febbraio, con sante messe feriali alle ore 6 – 7.30 – 9 – 18 – 20 e festive alle ore 6 – 7.30 – 10 – 11.30 e 18.

Le celebrazioni delle ore 18 saranno presiedute, oltre che dai sacerdoti del santuario, da don Giuseppe Zito, parroco della San Nicola in Lizzano (27 gennaio), don Gerardo Veneziani, rettore della Maris Stella in Montedarena (28 gennaio), don Giancarlo Ruggieri, parroco dell’Immacolata in Leporano (29 gennaio), don Ezio Succa, parroco alla S. Maria di Costantinopoli in San Crispieri (30 gennaio), don Francesco Santoro, parroco all’Assunta in Faggiano (3 febbraio) don Danilo Minosa, amministratore alla San Marco in Torricella (4 febbraio), don Pompilio Pato, parroco alla San Pasquale in Lizzano (5 febbraio), don Mimino Damasi, parroco al Rosario in Grottaglie (6 febbraio), don Antonio Bruno, parroco alla San Nicola in Aradeo, con pellegrinaggio di quella comunità (7 febbraio), don Angelo Pulieri e don Giuseppe Mandrillo, parroci rispettivamente di Monteparano e di Roccaforzata (9 febbraio).

Inoltre il primo febbraio alle ore 11.30 santa messa per l’Unitalsi e in serata, alle ore 19.30, ‘Miriam’, azione teatrale liberamente ispirata al romanzo ‘In nome della Madre’ di Erri De Luca, a cura della Proloco di Crispiano.

L’8 febbraio, alle ore 19.30, si terrà ‘Di speranza fontana vivace’, commento letterario-spirituale all’inno alla Vergine di Dante (Paradiso, Canto XXXIII) a cura del prof. Roberto Cartanì con intermezzi musicali del m° Danilo La Grotta.

Il 10 febbraio, vigilia della festa, alle ore 18, la solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo emerito di Potenza, cui seguirà alle ore 19 la processione aux flambeaux per le vie del paese.

L’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, santa messe saranno celebrate alle ore 6 – 7.30 – 10 – 11.30 (presieduta da mons. Angelo Panzetta, arcivescovo di Lecce) – 16 18 (presieduta da mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto) – 20.

Le santa messe delle ore 18 e delle ore 20 saranno trasmesse in streaming sulla pagina facebook e sul canale youtube della parrocchia.

Diocesi

Da lunedì 26, la Tre giorni biblica 2026

A cura del settore apostolato biblico dell’ufficio catechistico diocesano, in sintonia con il tema scelto da papa Leone per la Domenica della Parola di Dio

ph G. Leva
23 Gen 2026

di Paolo Simonetti

«Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore» (Ger 31,33): sono le parole con cui il profeta Geremia annunciava la nuova alleanza (v. 31), che il Dio dell’Antico Testamento intendeva stringere con il suo popolo: un patto non più scritto su tavole di pietra, ma inciso direttamente nel cuore; non più una norma esterna, ma piuttosto una dinamica interiore (Sussidio per la Domenica della Parola di Dio, a cura della Cei).

In sintonia con il tema scelto per la Domenica della Parola di Dio di quest’anno, il settore apostolato biblico dell’ufficio catechistico diocesano propone le giornate di approfondimento biblico sul tema ‘Per costruire e piantare (Ger 1,10). Geremia, il profeta al tempo della fine’.

Le relazioni saranno tenute da don Simone Andrea De Benedittis, direttore dell’ufficio catechistico diocesano e biblista.

Gli incontri si svolgeranno nei giorni 26-27-28 gennaio (da lunedì a mercoledì prossimi, ndr), al seminario arcivescovile, dalle ore 17:15 alle 19:30.

Come ricorda lo stesso don Simone nella lettera inviata ai sacerdoti: “L’invito a partecipare è rivolto innanzitutto ai catechisti e a quanti vivono l’impegno diretto dell’evangelizzazione sia nei gruppi che nei movimenti e associazioni presenti in diocesi”.

Il primo giorno, 26 gennaio, dopo l’accoglienza e la preghiera si metteranno a fuoco gli aspetti introduttivi e poi si parlerà del profilo storico e teologico del profeta “più simile” a Cristo. Nella seconda serata si parlerà della vocazione di Geremia e del discorso del Tempio. La terza serata si concentrerà sulle “confessioni” del profeta e si concluderà con una lectio divina dal titolo: “L’alleanza nuova nell’intimità con Dio”.

Nel documento cui si istituiva la Domenica della Parola, papa Francesco, tra l’altro, scriveva: “La Bibbia non può essere solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di libri per pochi privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al popolo convocato per ascoltarla e riconoscersi in quella Parola. Spesso, si verificano tendenze che cercano di monopolizzare il testo sacro relegandolo ad alcuni circoli o a gruppi prescelti. Non può essere così. La Bibbia è il libro del popolo del Signore che nel suo ascolto passa dalla dispersione e dalla divisione all’unità. La Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo” (Aperuit illis 4).

Con questa iniziativa che puntualmente si rinnova di anno in anno l’ufficio catechistico desidera sostenere il cammino dei catechisti e di quanti vogliono dedicare un tempo più disteso alla Bibbia. Come ha recentemente ricordato papa Leone XIV: “La prima attitudine da coltivare è l’ascolto, perché la Parola divina possa penetrare nelle nostre menti e nei nostri cuori”. “Non può mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e alla riflessione” (Udienza del 14 gennaio 2026).

Tracce

Sta germogliando una nuova Europa?

L. Gillieron/Epa/Avvenire
23 Gen 2026

di Emanuele Carrieri

Stiamo attraversando un tempo storico drammatico, del quale le persone interessate alla politica non possono non comprendere la connaturata pericolosità. Ogni giorno, le notizie che leggiamo sono scioccanti e inducono sentimenti di rabbia nei confronti del rozzo e squilibrato riccone che ha preso il potere a Washington e lo sta consolidando con strategie e tecniche mutuate dai nemici della democrazia dei secoli passati. Trump non è elegante e fine, nemmeno dal punto di vista negoziale e, se continua così, rischia anche di diventare monotono e ripetitivo e, quindi, inascoltato e non considerato. Mercoledì pomeriggio, sembrava, in effetti, che l’Unione Europea avesse un bivio davanti: scegliere se sposare la versione del palazzinaro newyorkese oppure rassegnarsi a subire le conseguenze. Poi, inaspettata, la inversione di direzione: in un tête-à-tête con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, si è trovata la soluzione a una situazione complicata, quella sull’affare Groenlandia, il pezzo di ghiaccio, come Trump l’ha nominata nel suo soliloquio di settantadue minuti – l’incontinenza non è certo legata all’età – al Forum economico mondiale di Davos, stazione sciistica nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera. È un po’ presto per esultare e dire che è stato evitato uno scontro frontale, perché ci sono diversi punti interrogativi che non possono non essere presi in considerazione. Il primo, e non di poco conto, è in nome di chi abbia trattato Rutte. L’ex primo ministro olandese è il segretario generale della Nato ma è fuor di dubbio che il discorso di Trump avesse come destinatario l’Unione Europea, che è considerata da Trump un disturbo, o forse addirittura un ostacolo a quel mondo multipolare in cui agli Stati Uniti, alla Cina e, marginalmente, alla Russia compete una sfera di influenza su cui ci si può accordare, in nome e per conto del dio danaro. È il quadro di una situazione di grande instabilità, nel quale il peso specifico di ogni paese può cambiare, a seconda della congiuntura e della convenienza degli Stati Uniti, nonché dell’umore di Trump. È evidente che il tycoon ha un modo di gestire le relazioni internazionali del tutto diverso dall’establishment dell’Unione europea e che ciò che appare uno scampato pericolo oggi, potrebbe domani tramutarsi in pericolo. Ed è evidente che l’interlocutore debba essere, oltre al segretario generale della Nato, anche la presidente della Commissione UE, piaccia o non piaccia. Non solo: va pure considerato il cosiddetto Board of Peace, una sorta di Onu parallela a pagamento, in cui si entra su invito – c’è un padrone di casa? e chi è? – e nella quale la propria influenza scaturisce da quanto si è disposti a pagare. Non si sa se partirà, quando partirà e che cosa riuscirà a fare. Di sicuro è un tentativo, senza sottintesi, di rottura con il multilateralismo. Un mondo governato da un leader sempre più autoritario, anche dentro i propri confini nazionali, e nel quale potrebbero rientrare paesi molto, troppo lontani dalla nozione di democrazia che non si daranno pena di tutelare gli interessi dei più deboli. Categoria, questa, in cui finiranno anche tutti paesi europei, Italia inclusa, se questo progetto scellerato dovesse andare avanti. L’Europa è nel pieno di una fase in cui non può più permettersi né le ambiguità, né le sudditanze camuffate da alleanze. La sfida è reale, non solo simbolica. I dazi, le materie prime, le risorse energetiche sono ora diventate armi geopolitiche: il mondo si sta risistemando a colpi bruschi, senza troppi riguardi per le buone maniere multilaterali. In questo scenario l’Unione europea, forse è tardi ma non troppo, sta acquisendo una nuova consapevolezza e a guidarla è di certo Macron, anche per superare la crisi interna che sta attraversando la Francia. L’atteggiamento a muso duro del presidente francese incontra l’ostilità di Trump, con il suo sarcasmo ruvido, che arriva a prendere in giro, con accento francese, il nome Emmanuel e a minacciare dazi del duecento per cento sullo champagne. Non è una bizzarria protezionista: è un messaggio criminale, mafioso e malavitoso, destinato a tutto il continente. “Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia”. Macron ha preferito un linguaggio di chiarezza. E ha aggiunto: l’Europa ha delle armi e può usarle se e quando l’ordine internazionale viene umiliato, non per vendetta, ma per sopravvivenza. Da Davos il presidente francese ha parlato di tentazioni imperiali che ricompaiono e non è una espressione scelta a caso. L’idea che le grandi potenze possano ritornare alla spartizione del mondo, di territori, di risorse, di rotte, come in un passato remoto, pesante e indigeribile, è tutt’altro che fantasiosa. Qui e ora l’Europa deve decidere che cosa fare da grande: essere semplicemente un mercato oppure diventare un attore politico. Il punto cruciale non è opporsi agli Usa o a Trump per puntiglio o per cocciutaggine. Tutt’altro: è rifiutare il bullismo, il trumpismo, la lucida follia di Caligola come metodo di governo delle relazioni internazionali. È preferire l’educazione al disprezzo, la delicatezza alla critica, la discrezione alla brutalità, lo Stato di diritto alla forza millantata di Camillone, grande, grosso e frescone. La Francia ha imboccato una strada chiara e priva di ambiguità mentre l’Italia, invece, ha preferito assumere il ruolo da mediatrice, da pontiere fra Europa e Stati Uniti. Ha deciso di non decidere. Una scelta fin qui praticata con insistenza, ma che oggi mostra tutti i segni del possibile fallimento.

Sport

Futsal, il ricco antipasto delle campionesse dell’Atletico Città di Taranto

ph Lnd Puglia
23 Gen 2026

di Paolo Arrivo

Vincere è difficile. Riconfermarsi lo è ancora di più. Con questa considerazione, con quest’orgoglio, l’Atletico Città di Taranto ha commentato la sua ultima impresa realizzata lo scorso fine settimana: la riconquista della Coppa Italia Puglia di serie C di calcio a 5 femminile. Un traguardo che vale più della posta messa in palio. Attesta infatti l’ottimo stato di forma della squadra, che resta imbattuta in campionato, e si colloca nel progetto ambizioso di una società che non può di certo accontentarsi della serie C: non può non puntare al salto di categoria per continuare a essere la massima espressione del futsal rosa nella città dei due mari.

Atletico Città di Taranto, due partite memorabili

Davanti al pubblico delle grandi occasioni, le ragazze allenate da Vito Liotino (figura storica, condottiero instancabile) hanno superato dapprima il Bitetto sei giorni fa in semifinale, al termine di una partita equilibrata ed emozionante, poi la Poliminia Calcio per 5-1 in finale. Da Sharon Di Sanza, protagonista del primo tempo con una doppietta, al capitano Federica D’Amico che ha spento sul nascere il tentativo di rimonta delle avversarie (di Angela Girardi la rete delle ospiti), tutte le calciatrici hanno contribuito al trionfo finale. Alla conquista della coppa rimasta in riva allo Ionio dopo il successo della scorsa annata. Il Palafiom ha ringraziato, benedicendo la competizione vissuta all’insegna del fair play e dell’agonismo sano.

Va ricordato che anche lo scorso anno le Final Four della fase regionale della Coppa Italia si sono disputate nella città dei due mari. La fiducia è stata ripagata dalla macchina organizzativa, dall’efficienza e dalla professionalità. Una scommessa vinta facendo gioco di squadra. Una scarica di adrenalina per le ragazze, che mercoledì prossimo 28 gennaio prenderanno il via alla fase nazionale della Coppa Italia.

Il campionato

Diciannove punti e primo posto nel girone unico in coabitazione con la Polimnia. Che però ha una partita in più disputata. Un solo pareggio, domenica scorsa col Bitetto, poi tutte vittorie per l’Atletico Città di Taranto, chiamata ora a riconfermarsi fuori casa: domenica prossima è attesa dal Real Petrello. Avversario che è stato già affrontato e superato agevolmente poche settimane fa. Il primato dell’Atletico Città di Taranto non è di certo frutto del caso, ma del lavoro quotidiano di un gruppo coeso, compatto, capace di esprimere un gioco di alto livello. L’auspicio è che possa proseguire su questa strada. Perché di successi non si è mai sazi, devono arrivarne altri più grandi, a beneficio della crescita del calcio a 5 femminile. Dello sport in generale nella prossima sede dei Giochi del Mediterraneo.

Il campionato, intanto, è fatto di altre nove battaglie: le Spartane riposeranno nella decima giornata, e termineranno la regular season proprio contro il Real Petrello il 29 marzo – la formula prevede l’accesso ai playoff delle prime cinque squadre classificate, la prima direttamente alla fase nazionale.

 

Diocesi

L’importanza della preghiera di guarigione

Un ritiro spirituale alla Sant’Agostino guidato dal rettore don Desirè Mpanda

ph Siciliani Gennari-Sir
23 Gen 2026

di Angelo Diofano

Domenica 25 gennaio nella chiesa di Sant’Agostino, in città vecchia, avrà luogo un ritiro spirituale guidato dal rettore don Desirè Mpanda sul tema ‘L’importanza della preghiera di guarigione e di liberazione per la crescita spirituale’, prendendo spunto dalla Lettera di Giacomo 5, 14 in cui si legge: ‘Chi è malato chiami presso di sé i presbiteri della chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato; il Signore lo solleverà…’.

Il programma prevede alle ore 9 l’accoglienza e la preghiera comunitaria carismatica; alle ore 10 la santa messa con successiva catechesi di don Desiré sul tema della giornata. Dopo la pausa pranzo, momento di condivisione su ‘L’importanza della preghiera di guarigione e di liberazione per la crescita spirituale’; ore 15, Roveto ardente di preghiera di guarigione e liberazione animato da don Desirè.

Rigenerazione urbana

A Tamburi, strutture per i ragazzi e bambini realizzate dall’Ordine dei giornalisti

Nelle parrocchie Gesù Divin Lavoratore e Angeli Custodi

23 Gen 2026

di Angelo Diofano

L’ordine dei giornalisti di Puglia ha contribuito alla realizzazione di due aree dedicate a bambini e ragazzi del quartiere Tamburi. Saranno inaugurati sabato 24 gennaio, festa di San Francesco di Sales, protettore dei giornalisti, dal presidente dell’ordine, Maurizio Marangelli, inaugurerà le due strutture insieme ai consiglieri e alle autorità religiose e civili.

Negli scorsi mesi l’Ordine ha infatti deliberato la destinazione di alcune somme per l’allestimento di una piccola area giochi nel giardino della parrocchia Gesù Divin Lavoratore e di un’aula multimediale nella parrocchia degli Angeli Custodi.

La Gesù Divin Lavoratore sarà dotata del ‘Giardino dei girasoli’, un’area all’aperto dove i bimbi del quartiere potranno giocare con un’altalena, un gioco a molla, una casetta in legno e due pannelli sensoriali, con la sicurezza della pavimentazione antitrauma. Per la parrocchia Angeli Custodi, invece, ecco l’aula ‘Carlo Acutis’ per i momenti di gioco, musica, formazione e catechismo, allestita con tavoli, sedie, tv interattivo con impianto audio, mobili e tavolini.

Il programma della giornata prevede alle ore 10 alla parrocchia Gesù Divin Lavoratore l’inaugurazione del ‘Giardino dei Girasoli’ e alle ore 11 alla parrocchia Angeli Custodi, l’inaugurazione dell’aula ‘Carlo Acutis’ con la celebrazione della santa messa. Seguirà alle ore 12 nel salone della chiesa Angeli Custodi il consiglio dell’Ordine aperto all’assemblea degli iscritti.

Diocesi

Eletto il nuovo Consiglio presbiterale dell’arcidiocesi di Taranto

ph ND
23 Gen 2026

L’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero, a seguito delle elezioni svoltesi venerdì 16 gennaio nel seminario di Poggio Galeso, ha costituito ‘ad quinquennium’ il nuovo Consiglio presbiterale dell’arcidiocesi di Taranto che sarà così composto:

Presidente: S.E.R. Mons. Ciro MINIERO, Arcivescovo Metropolita

 

Membri di diritto:

Mons. Alessandro GRECO, Vicario Delegato ad omnia

Sac. Francesco IMPERIALE, Vicario episcopale per la Evangelizzazione e Testimonianza della Carità  

Sac. Francesco MARANÒ, Vicario Episcopale per la Pastorale di Settore

Sac. Francesco NIGRO, Vicario Episcopale per la Liturgia e Ministerialità

Mons. Emanuele TAGLIENTE, Arcidiacono del Capitolo Metropolitano

Sac. Francesco IMPERIALE, Presidente I.I.S.C.

Sac. Pasquale DI DONNA, Cappellano Capo MARINA SUD

 

Vicari zonali

Mons. Emanuele FERRO, Vicaria Taranto Nord

Sac. Marco CRISPINO, Vicaria Taranto Paolo VI

Sac. Ciro SANTOPIETRO, Vicaria Taranto Borgo

Sac. Giuseppe CARRIERI, Vicaria Taranto Orientale I

Sac. Cristian CATACCHIO, Vicaria Taranto Orientale II

Sac. Francesco TENNA, Vicaria Taranto Sud

p. Gianni ZAMPINI, sx Vicaria Taranto – Talsano

Sac. Giovanni LONGO,  Vicaria Grottaglie

Sac. Cosimo SERGIO, Vicaria Martina Franca

Sac. Ciro SAVINO Vicaria Crispiano – Statte

Sac. Giovanni NIGRO, Vicaria S. Giorgio I.co

Sac. Davide ERRICO, Vicaria Pulsano

 

Membri eletti per la componente ‘Sacerdoti secolari parroci’

Sac. Alessandro ARGENTIERO, Vicaria Taranto Nord

Sac. Salvatore MAGAZZINO, Vicaria Taranto Paolo VI

Mons. Marco GERARDO, Vicaria Taranto Borgo

Mons. Ciro ALABRESE, Vicaria Taranto Orientale I

Sac. Francesco CURLACCI, Vicaria Taranto Orientale II

p. Pietro GALLONE, ofmcap. Vicaria Taranto Sud

Mons. Carmine AGRESTA, Vicaria Taranto – Talsano

Sac. Cosimo DAMASI,  Vicaria Grottaglie

Mons. Pasquale MORELLI, Vicaria Martina Franca

Sac. Giovanni AGRUSTA, Vicaria Crispiano – Statte

Sac.  Giuseppe D’ALESSANDRO, Vicaria S. Giorgio I.co

Sac. Pompilio PATI, Vicaria Pulsano

 

Membri eletti per la componente “Sacerdoti secolari non-parroci”

Sac. Simone DE BENEDITTIS

Sac. Paolo MARTUCCI

Sac. Francesco MANISI

Sac. Antonio PANICO

 

Membri eletti per la componente “Sacerdoti religiosi non-parroci”

Padre Luca GRIFONI, osm

Padre Nicola PREZIUSO, csj

 

Diocesi

Domenica della Parola alla Regina Mundi di Martina

23 Gen 2026

Per la ‘Domenica della parola’, questa domenica, 25 gennaio, alla parrocchia regina Mundi di Martina Franca, alle ore 19, don Francesco Filannino, biblista e docente alla Pontificia Università Lateranense, relazionerà sul tema ‘La speranza negli scritti del Nuovo Testamento’.

Don Francesco Filannino, nato a Barletta il 25 novembre 1988 e ordinato presbitero il 23 maggio 2015, è sacerdote dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth. Dopo aver conseguito il baccalaureato in filosofia e in teologia alla Pontificia Università Lateranense (2008-2013), si è specializzato in Scienze bibliche al Pontificio istituto biblico di Roma, dove ha conseguito la licenza (2016) e il dottorato (2019). Suo campo di ricerca sono i vangeli sinottici. Ha pubblicato diverse monografie e articoli su riviste nazionali e internazionali.

 

Diocesi

Festeggiamenti in onore di Don Bosco

23 Gen 2026

di Angelo Diofano

Con la presentazione della Strenna 2026 del rettor maggiore, sono iniziati alla parrocchia salesiana di via Capitanata i festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco, il santo dei giovani.

Sabato 24, festa di San Francesco di Sales, alle ore 17 ci sarà la veglia del Movimento giovanile salesiano seguita alle ore 9 dalla santa messa.

Mercoledì 28, alle ore 18.30, santa messa presieduta da don Mimmo Sandivasci, direttore della comunità salesiana di Cerignola.

Giovedì 29, torneo Asd Savi categoria ‘Pulcini’; alle ore 18.30 la santa messa sarà presieduta da don Ercole Cinelli, direttore della comunità salesiana di Brindisi.

Venerdì 30, torneo Asd Savio, categoria esordienti; alle ore 18.30, santa messa presieduta da don Luigi Sergio, incaricato dell’’oratorio di Taranto; a seguire, serata comunitaria per i ragazzi dal biennio in su.

Sabato 31, solennità di San Giovanni Bosco,  sante messe alle ore 8.30 – 9 (per gli studenti dell’istituto delle Figlie di Maria ausiliatrice; ore 13, incontro con i parroci della vicaria; nel pomeriggio, giochi per i ragazzi della catechesi; ore 18.30, solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; a seguire, nel cortile, distribuzione del tradizionale ‘panino di don Bosco’ e taglio della torta, con momento di festa e premiazione dei tornei.

Lunedì 2 febbraio, alle ore 18.30, santa messa in ricordo dei salesiani defunti.

Venerdì 6,  spettacolo su Don Bosco a cura dei ragazzi della catechesi.

 

Azione cattolica

Terra in pace: domenica 25, la festa della pace a Grottaglie

23 Gen 2026

Domenica 25 gennaio, l’Azione cattolica dei ragazzi dell’arcidiocesi di Taranto celebra la festa della pace, appuntamento centrale del Mese della pace 2026, dal titolo ‘Terra in Pace’.
Una giornata di festa, incontro e condivisione che coinvolgerà bambini, ragazzi, educatori e famiglie di tutta la diocesi, e che si svolgerà tra le parrocchie Santa Maria in Campitelli e Madonna delle Grazie di Grottaglie.

La festa si inserisce nel cammino nazionale dell’Azione cattolica che, raccogliendo l’invito di papa Leone XIV, propone una riflessione profonda e un impegno concreto per una pace “disarmata e disarmante”: una pace capace di superare confini, paure e divisioni e di costruire, giorno dopo giorno, relazioni di fraternità nella vita quotidiana.

Il programma della giornata inizierà alle 9.30 con l’arrivo e le iscrizioni alla parrocchia Santa Maria in Campitelli. Alle ore 10, i partecipanti si ritroveranno per la santa messa, presieduta dall’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero.
Alle 11.15 partirà poi la ‘Marcia della pace’, che attraverserà le strade di Grottaglie, da via Campitelli fino a piazza Principe di Piemonte, come segno pubblico e condiviso di impegno per la pace.

Durante la marcia, i ragazzi porteranno con sé segni concreti di pace, preparati nei gruppi parrocchiali nelle settimane precedenti: stelle, bandierine, striscioni e messaggi che raccontano come i conflitti quotidiani possano essere trasformati in gesti di dialogo, ascolto e riconciliazione. Ogni fascia d’età sarà protagonista, con linguaggi e strumenti diversi, a testimonianza che la pace è un cammino che coinvolge tutti, dai più piccoli agli adolescenti.

La festa della pace 2026 sarà anche un’occasione di solidarietà e vicinanza concreta. A livello nazionale, l’iniziativa ‘Terra in pace’ sostiene i progetti della custodia di Terra santa, in particolare ‘Educare: strada per la pace e Una carezza per la Terra santa’, a favore di bambini, giovani e famiglie che vivono in contesti segnati dal conflitto. A livello diocesano, la raccolta fondi sarà destinata all’associazione Portatori sani di sorrisi odv-ets, impegnata in progetti di solidarietà e inclusione.

“Guardata dall’alto, la Terra non ha confini”: con questo sguardo simbolico, ispirato all’immagine del pianeta visto dallo spazio, l’Azione cattolica dei ragazzi invita tutti a riscoprirsi un’unica famiglia umana, chiamata a custodire la pace come dono e responsabilità quotidiana.

Un appuntamento di festa, fede e impegno civile per dire, insieme, che la pace è possibile.
La partecipazione è aperta a tutti.