A Taranto

La ‘Garibaldi’ donata all’Indonesia: delusione a Taranto e tanti dubbi

10 Mar 2026

di Silvano Trevisani

Il rapporto tra la città e la Marina militare, da sempre ritenuto idilliaco, si va da tempo incrinando. Dopo i numerosi e progressivi tagli al ruolo del Dipartimento e alle altre istituzioni, e soprattutto all’Arsenale militare, che è al centro di una storica vertenza per l’assoluta mancanza di personale, si registrano i ripetuti no alle richieste avanzate dalla città di realizzare una ‘museo’, per dare sbocco alle esigenze di crescita del turismo e contribuire, eventualmente, a corroborare l’offerta ricettiva.

Il netto “no” alla concessione della nave portaeromobili Garibaldi, avanzata dalla città e delle sue rappresentanze economico imprenditoriali, si aggiunge a quello, che forse molti hanno dimenticato, dell’incrociatore “Vittorio Veneto”, che avrebbe dovuto suggellare le celebrazioni del 150 anni dell’Unità d’Italia, proprio attraverso la sua trasformazione in nave museo. A sostenere con decisione tale progetto era stato l’allora sottosegretario alla Difesa Massimo Ostillio, che si era fatto interprete del progetto. Sembrava, in quell’occasione, che vi fosse la concreta possibilità di mettere il progetto in atto essendo, la ‘Vittorio Veneto’ una nave ricca di storia, da oltre cinquant’anni a Taranto. Ma si obiettò che rimuovere l’amianto dell’interno fosse troppo costoso e così l’unità navale, rimasta per anni all’attracco, saccheggiata abbondantemente da predatori di metalli e reperti, fu ceduta alla Turchia, che la demolì nel cantiere Simsekler di Aliaga.

Ora si allontana definitivamente da Taranto anche la Garibaldi, che sarà ceduta gratuitamente all’Indonesia. Ma sulla gratuità di questa cessione sono in molti a obiettare e a nutrire forti dubbi, poi rilanciati dalla stampa e dal movimento politico 5Stelle, è stato lo stesso ministero della Difesa, che in un dossier al Parlamento afferma che la cessione gratuita della Garibaldi (che avrebbe ancora un valore di 50 milioni di euro) all’Indonesia avrebbe potenziali ricadute economiche per il sistema italiano tra cui la fornitura di 6 sommergibili da parte di un’azienda italiana. Facendo così sorgere il dubbio che le due cose fossero connesse.

Su questo argomento il Movimento 5Stelle ha tenuto ieri una conferenza stampa, mentre il vicepresidente Mario Turco ha da tempo presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Crosetto perché chiarisca la vicenda.

Sulla decisione di cedere all’estero gratuitamente nave Garibaldi esprime perplessità e delusione il presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, Vincenzo Cesaeo, che si era attivamente impegnato perché l’unità potesse restare a Taranto e diventare un simbolo di rinascita per la città e per l’intero territorio ionico.

L’ipotesi sostenuta dalla Camera di Commercio prevedeva la donazione della nave alla città, con la trasformazione in un grande Museo del mare, inserito nel più ampio programma di rigenerazione urbana. Il progetto avrebbe potuto affiancare alla funzione culturale anche quella di struttura di ospitalità innovativa, destinata al turismo esperienziale di alta qualità.

“La Garibaldi avrebbe potuto diventare un unicum nel panorama internazionale: un museo vivo, ma anche una foresteria capace di offrire un’esperienza di soggiorno straordinaria, legata alla storia navale italiana e alla vocazione marittima della città. L’iniziativa – aggiunge Cesareo – avrebbe assunto un valore strategico anche in vista dei Giochi del Mediterraneo, previsti a Taranto nell’agosto del 2026, quando la città dovrà far fronte a una domanda di accoglienza superiore alla disponibilità attuale di posti letto”.

Nell’occasione, Taranto potrebbe affrontare, infatti, una significativa carenza di strutture ricettive: “Se avessimo avuto la disponibilità della Nave per tempo, questa avrebbe potuto contribuire concretamente a colmare il gap, offrendo posti aggiuntivi e allo stesso tempo valorizzando un simbolo della nostra storia navale”.

Secondo la Camera di Commercio, la scelta compiuta rappresenta un’opportunità mancata non solo per Taranto, ma per una più ampia strategia nazionale di valorizzazione dei territori e delle infrastrutture dismesse. “Il progetto di recupero della nave, inoltre, avrebbe potuto contare su un significativo coinvolgimento del sistema produttivo locale. La comunità tarantina, nella sua componente imprenditoriale, si era detta pronta a fare la propria parte, contribuendo agli oneri di adeguamento e trasformazione della nave. Era una richiesta corale, che proveniva dal territorio e che guardava al futuro della città”.

Sulla vicenda era già intervenuto il Dipartimento nautico e navalmeccanico di Confapi Taranto: “La scelta operata dallo Stato risponde sicuramente a logiche che tengono conto di oneri non più sostenibili e di futuri accordi con la Repubblica di Indonesia per eventuali commesse. Infatti i costi per il mantenimento della ‘Garibaldi’ si aggirano sui 5 milioni di euro e che quelli per un’eventuale alienazione con operazioni di bonifica sfiorano i 19 milioni, ma non si può sottovalutare che poter continuare a dare vita sotto altra forma ad un emblema della nostra Forza navale avrebbe potuto rappresentare per il territorio di Taranto un’opportunità di grande interesse”.

Medio Oriente sotto assedio

Card. Zuppi: padre Al-Rahi “non ha voluto abbandonare il Libano, la sua terra”

ph @chunguskitten
10 Mar 2026

di Riccardo Benotti

“Ho appreso con grande tristezza della morte di padre Pierre Al-Rahi, parroco a Qlayaa, nel Sud del Libano, e cappellano regionale della Caritas locale, rimasto ucciso a seguito di un attacco nell’area”: con queste parole il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha scritto al patriarca maronita, il card. Béchara Boutros Raï, esprimendo “il profondo cordoglio e la vicinanza della Chiesa in Italia” per una morte causata dalla “violenza cinica e insensata di un conflitto che sparge sangue e distruzione”. Per Zuppi, “il suo esempio, il suo martirio, è seme di amore e riconciliazione in un tempo di odio e divisione, segno di fraternità lì dove prevale la logica del più forte”. Il cardinale rinnova l’impegno a “rafforzare i vincoli di solidarietà e prossimità” tra le Chiese, unendo la propria voce a quella di papa Leone XIV, che ha chiesto che “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”.

Venerdì 13 marzo, in occasione della giornata di preghiera e digiuno promossa dalla Cei, sarà ricordato padre Al-Rahi e si pregherà “perché si avvii presto un cammino di pace stabile e duratura”.

 

Diocesi

Tutto pronto in città vecchia per l’accoglienza delle reliquie di San Pio

10 Mar 2026

di Angelo Diofano
Tutto è pronto in città vecchia per l’arrivo delle reliquie di San Pio. Queste giungeranno mercoledì 11 marzo alle ore 17.30 in largo arcivescovado per essere poi portate processionalmente nella basilica cattedrale di San Cataldo dove Irene Gaeta, figlia spirituale del frate stimmatizzato, terrà una testimonianza. Seguirà alle ore 18.30 la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero. Al termine le reliquie verranno traslate nella chiesa di San Domenico, con un tempo per le Confessioni, la venerazione e la preghiera personale; la chiesa eccezionalmente resterà aperta fino alle ore 22.30.
Giovedì 12 San Domenico aprirà alle ore 8.30; alle ore 10 sarà celebrata la santa messa, dopo la quale continuerà la venerazione e la preghiera personale,
Nel pomeriggio, alle ore 15, l’invito a partecipare all’incontro nell’aula magna dell’università ‘Aldo Moro’, in via Duomo, all’incontro su ‘La Cittadella di Padre Pio: fede, amore e cura, presentazione e prospettive’, con i saluti istituzionali del prof. Paolo Pardolesi (direttore del Dipartimento jonico), del prof. Vito Alfonso (provveditore agli studi) e la testimonianza di Irene Gaeta che, dopo una testimonianza parlerà del progetto per la realizzazione della Cittadella di Padre Pio’ che sta sorgendo a Drapia (Vibo Valentia) con annesso ospedale oncologico pediatrico, di cui potranno fruire anche i bambini del territorio jonico. Nel corso dell’incontro, gemellaggio tra i Comuni di Taranto, Drapia e Crispiano.
 Alle ore 17.30 ci si ritroverà in San Domenico per la recita del santo rosario meditato e alle ore 18 il parroco di Taranto vecchia, mons. Emanuele Ferro,   presiederà la santa messa. Al, termine, partenza delle reliquie.
Venerdì 13 marzo, alle ore 20.30, al teatro Orfeo, l’associazione ‘Taranto per San Pio’ presenterà lo spettacolo ‘Sound Out Festival’, evento in cui saranno coinvolti circa cinquanta ragazzi autistici con la passione per la musica, con la partecipazione della cantante Annalisa Minetti, madrina del progetto, e della cover band degli Stadio, gli ‘Stadio Sfera’. Durante la serata Irene Gaeta rinnoverà la sua testimonianza su Padre Pio..
Il programma è a cura dell’associazione ‘Taranto per San Pio’ e della confraternita dell’Addolorata e San Domenico.

Dichiarazione del Santo padre

Leone XIV: “Profondo dolore per vittime bombardamenti in Medio Oriente”

ph Afp-Sir
10 Mar 2026

“Papa Leone XIV esprime profondo dolore per tutte le vittime dei bombardamenti di questi giorni in Medio Oriente, per i tanti innocenti, tra cui molti bambini, e per chi prestava loro soccorso, come padre Pierre El-Rahi, sacerdote maronita ucciso questo pomeriggio a Qlayaa”: lo rende noto la sala stampa della Santa sede. Il pontefice, inoltre, “segue con preoccupazione quanto avviene e prega perché cessi al più presto ogni ostilità”.

Quaresima in diocesi

Immacolata di Leporano: catechesi quaresimali

10 Mar 2026

di Angelo Diofano

La parrocchia Maria Santissima Immacolata di Leporano terrà un ciclo di catechesi per la Quaresima dal titolo ‘In cammino verso la Pasqua illuminati dalla Parola e dai Segni’ a cura del parroco don Giancarlo Ruggieri, con inizio alle ore 19.

Primo appuntamento è per mercoledì 11 marzo con ‘Il Pane diventa Amore: La liturgia del Giovedì Santo”.

Mercoledì 18, seconda catechesi su ‘Il legno della Croce: un albero che dà il suo frutto: la liturgia del Venerdì Santo’.

Ultimo appuntamento, mercoledì 25 con ‘La Luce che illumina la rinascita dell’uomo: la liturgia del Sabato Santo’.

 

Iniziative solidali

Le ‘Giornate Rotariane della salute’: 300 prestazioni sanitarie gratuite per la popolazione fragile

A coordinare l’iniziativa il presidente della Commissione Salute e Benessere del Rotary Taranto insieme a don Emanuele Ferro, parroco della basilica cattedrale San Cataldo, sempre attento alle necessità dei più bisognosi

09 Mar 2026

Nel mese di aprile il Rotary Club di Taranto, attraverso i propri soci, promuove le ‘Giornate Rotariane della Salute’, un’importante iniziativa solidale rivolta alla popolazione fragile della città di Taranto.

Grazie alla generosità e all’impegno dei soci, sono state raccolte circa 300 prestazioni sanitarie tra visite specialistiche ed esami diagnostici che verranno offerte gratuitamente a persone in condizioni di difficoltà economica e sociale.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di:

• Promuovere la cultura della prevenzione;

• facilitare l’accesso alle cure per chi vive situazioni di disagio;

• rafforzare la rete di solidarietà cittadina;

• tradurre concretamente i valori rotariani di servizio al di sopra di ogni interesse personale.

I pazienti saranno individuati e reclutati dalle realtà delle opere caritative di città vecchia (Caritas parrocchiale e confraternita dell’Addolorata) punto di riferimento fondamentale per il supporto alle fasce più vulnerabili della comunità. Il servizio di segreteria organizzativa delle prenotazioni e delle visite saranno, invece, affidate all’associazione Simba. Le prestazioni saranno erogate senza alcun costo per i beneficiari, con l’obiettivo di garantire un concreto accesso alla prevenzione, alla diagnosi ed alla cura a chi, troppo spesso, è costretto a rinunciarvi.

L’iniziativa rappresenta una testimonianza tangibile dello spirito che anima il Rotary Club Taranto e, più in generale, l’azione del Rotary nel mondo: servire al di sopra di ogni interesse personale, mettendo competenze professionali e risorse al servizio della comunità.

«Con le Giornate Rotariane della Salute – dichiara il presidente del Club, dottor Fabio Pierri Pepe – vogliamo offrire un aiuto concreto e immediato, riaffermando il nostro impegno verso chi vive una condizione di fragilità.

La salute è un diritto fondamentale e il Rotary è orgoglioso di poter contribuire a renderlo più accessibile».

A coordinare l’iniziativa il dottor Francesco Ciliberto, presidente della Commissione Salute e Benessere del Rotary Taranto ed il dottor Mario Ciliberto, componente del Consiglio direttivo, insieme a don Emanuele Ferro, parroco della basilica cattedrale San Cataldo, sempre attento alle necessità dei più bisognosi.

Le “Giornate Rotariane della Salute” si inseriscono nel solco delle numerose iniziative di service che il Rotary Club Taranto realizza a livello locale e internazionale, promuovendo valori di solidarietà, professionalità ed etica e confermando l’impegno costante verso la salute, l’inclusione e la dignità della persona.

 

Eventi in diocesi

Presentato il Mysterium Festival 2026

ph G. Leva
09 Mar 2026

di Angelo Diofano

Trentadue eventi (per la stragrande maggioranza gratuiti) distribuiti su ventidue giornate, quattordici chiese visitate, due orchestre, sei direttori, sei cori, un coro di voci bianche di duecento ragazzi delle scuole tarantine, dieci maestri del coro, decine di artisti, cantanti, musicisti e attori, un  convegno, una rassegna filmica: sono questi i numeri della 12ª edizione del Mysterium Festival 2026, dal 13 marzo al 5 aprile.

Questa mattina, lunedì 12, il programma della rassegna è stato presentato in arcivescovado nel corso di una conferenza stampa coordinata da mons. Emanuele Ferro (portavoce dell’arcidiocesi di Taranto). A illustrare i vari eventi sono stati Donato Fusillo (presidente del comitato scientifico del Festival), Pierfrancesco Semeraro, (direttore artistico del Mysterium), Piero Romano (direttore artistico dell’Ico Magna Grecia), Adriana Chirico (coordinatrice degli eventi nelle chiese), gli assessori comunali Maria Lucia Simeone (pubblica istruzione) e Gianni Cataldino (coordinamento strategico delle azioni di governo), l’amm. di squadra Andrea Petroni e l’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

Il ‘Mysterium’ si aprirà venerdì 13 marzo alle ore 21 in concattedrale con il Requiem in Re Minore K 626 di Mozart e, in prima assoluta, l’Ave Maria per soprano e orchestra di D. Famà, commissariata appositamente per il Mysterium. L’orchestra ico Magna Grecia sarà diretta dall’austriaco Gunter Neuhold con l’imponente formazione corale composta dal coro regionale Arcopu e dal L.A. Chorus diretti dai maestri Danilo Cacciatore, Alessandro Fortunato e Vincenzo Scarafile.

La conclusione sarà, come sempre, nella Domenica di Pasqua, 5 aprile, nella basilica cattedrale di San Cataldo, alle ore 19, con il ‘Concerto di Pasqua’ in cui l’orchestra Magna Grecia  diretta dal m° Gianluca Marciano con il L.A. Chorus diretto dal m° Alessandro Fortunato eseguiranno la Messa in re minore per soli, coro e orchestra di Haydn e una composizione musicale di Orazio Sciortino imperniata su preghiera in dialetto tarantino, commissionata appositamente per il Festival.

La produzione del ‘Mysterium Festival’ è realizzata da ‘Le Corti di Taras’ in collaborazione con ico Magna Grecia, L.A. Chorus, Arcopu, arcidiocesi di Taranto con il patrocinio del Comune di Taranto, della Regione Puglia e del Ministero della cultura.

«La musica ci aiuta ad entrare in noi stessi – ha concluso l’arcivescovo mons, Ciro Miniero – e a riflettere sulla bellezza, sull’armonia, aprendo con lo slancio del cuore la nostra esistenza. Il Mysterium è un momento che risponde a un’esigenza dello spirito sostenendosi attraverso l’arte e la bellezza della musica, del canto, della poesia, delle rappresentazioni teatrali, tutto quello che è espressione dell’intimo del cuore; è una rassegna che mi ha affascinato fin dal primo momento, tanto da averla seguita con attenzione partecipando personalmente ad alcuni degli eventi in programma; volentieri continuo ad incoraggiare gli organizzatori perché proseguano nel percorso intrapreso dodici anni fa».

 

Il servizio fotografico è stato a cura di G. Leva

Società

Domenica 15 riprendono le raccolte-rifiuti di Plasticaqqua

A partire dalle ore 10, una pulizia della spiaggetta di parco Cimino, che affaccia sul Mar piccolo, in collaborazione con 𝑬𝒏𝒋𝒐𝒚 𝒚𝒐𝒖𝒓 𝒅𝒊𝒗𝒆

09 Mar 2026

Con l’approssimarsi della primavera, riprendono le raccolte-rifiuti di Plasticaqqua, l’associazione che dal 2013 promuove azioni di sensibilizzazione ambientale sull’inquinamento marino da plastiche a Taranto: è fissata per domenica 15 marzo, a partire dalle ore 10, una pulizia della spiaggetta di parco Cimino, che affaccia sul Mar piccolo.

Sono bastate un paio di mareggiate perché la situazione apparisse indecorosa agli occhi dei volontari: il mare ha restituito, su quel tratto di costa, rifiuti che l’uomo ha improvvidamente riversato nel delicatissimo ecosistema di uno dei due mari tarantini.

L’iniziativa che si spera coinvolga un numero consistente di volontari, sarà resa possibile grazie al prezioso supporto di 𝑬𝒏𝒋𝒐𝒚 𝒚𝒐𝒖𝒓 𝒅𝒊𝒗𝒆 che, nella sua mission prevede anche attività di rimozione rifiuti in mare.

 

Giuseppe Internò (a dx) con il vice presidente di Plasticaqqua, Giacomo Mongelli


“Ripuliamo periodicamente questa lingua di sabbia dal 2020
– ha ricordato Giuseppe Internò, presidente di Plasticaqquà – rimuovendo soprattutto calzette in plastica usate per la coltivazione dei mitili e che troppo spesso vengono disperse in mare. Sulle spiagge si rinviene un 10% dei rifiuti presenti in mare, trattandosi il Mar piccolo di un mare chiuso, la quantità di rifiuti che si deposita in questo luogo permette di misurare la gravità del problema a cui bisogna far fronte, intervenendo alla fonte anziché a valle come avviene durante le nostre iniziative concrete, ma che restano pur sempre simboliche.

Per essere soggetti attivi nella rigenerazione della nostra città, è possibile raggiungere gli altri volontari domenica prossima direttamente in spiaggia dove saranno disponibili sacchi e guanti. L’unico suggerimento è quello di munirsi di scarpe che proteggano piedi e caviglie”.

 

Per ulteriori informazioni sull’iniziativa è possibile contattare il 3388524409

 

Plasticaqquà Taranto

Facebook: https://www.facebook.com/PlasticaqquaTaranto

Instagram: https://www.instagram.com/plasticaqquataranto

Telegram: https://t.me/plasticaqquataranto

 

Rifiuti sulla spiaggetta di parco Cimino (ph Plasticaqqua)

Diocesi

L’accoglienza di Martina Franca a mons. Andrea Ripa

09 Mar 2026

di Ottavio Cristofaro

Non sono stati semplici incontri formali, ma veri e propri “giorni di grazia” quelli vissuti dalla comunità parrocchiale Regina Mundi. La parrocchia martinese ha avuto l’onore di ospitare mons. Andrea Ripa, figura di rilievo della curia romana, attualmente segretario del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica e presidente della Domus Vaticanae.
La presenza di mons. Ripa ha portato una ventata profondità, offrendo alla comunità l’opportunità di riflettere sul senso profondo della vocazione cristiana in un mondo che cambia.
Uno dei momenti più toccanti della visita è stato l’incontro con i giovani: mons. Ripa ha condiviso un aspetto meno noto ma affascinante della sua biografia, quello della sua formazione come archeologo prima della chiamata al sacerdozio.
Attraverso il racconto degli scavi e della ricerca delle radici, ha saputo trasmettere ai ragazzi un messaggio potente, perché la fede non è un concetto astratto, ma un’esperienza fatta di pietre, persone e bellezza.
“L’arte e la cultura non sono accessori della vita cristiana – ha sottolineato mons. Ripa – ma strumenti essenziali per contemplare il volto di Dio e comprendere la nostra identità”.
Durante le celebrazioni e i momenti di confronto, il segretario della Segnatura apostolica ha insistito sulla necessità di “essere discepoli sempre”. Non si tratta di un titolo acquisito una volta per tutte, ma di una tensione costante, di un desiderio di apprendere alla scuola del Maestro ogni giorno, in ogni stato di vita.
La comunità di Regina Mundi ha risposto con calore e partecipazione, stringendosi attorno a un ospite che, nonostante gli alti incarichi in Vaticano, ha saputo porsi con l’umiltà e l’ascolto di un pastore in mezzo al suo gregge. L’invito è quello di scavare con pazienza nella propria vita, proprio come fa un archeologo, per ritrovare quella “perla preziosa” che è il Vangelo.
La visita si è conclusa con la consapevolezza che la parrocchia può e deve essere un centro di irradiazione culturale. La testimonianza di mons. Ripa ha ricordato a tutti che la Chiesa è custode di un patrimonio di bellezza che va protetto, studiato e, soprattutto, vissuto.

 

Sport

New Taranto, la vittoria più surreale nel ricordo di Christian Cesario

09 Mar 2026

di Paolo Arrivo

Andare al palazzetto non è più lo stesso. Almeno in questa fase, finché il ricordo è fresco, e non lascia spazio alla quieta accettazione di un’altra realtà: la scomparsa di Christian Cesario è una atroce ingiustizia inaccettabile. Non solo perché prematura ma anche per la circostanza del tutto fortuita in cui è arrivata. L’assenza presenza del giornalista che è stato, tra l’altro, addetto stampa della New Taranto, si è sentita sabato scorso dentro il rettangolo di gioco e tra gli spalti del Palafiom in occasione dell’incontro che ha contrapposto la squadra di mister Bommino al Soverato. Un match giocato a senso unico. Gli ionici se lo sono aggiudicati con il risultato di 25-1 conquistando punti preziosi nel girone B della serie A2 Élite di futsal maschile. Troppa la differenza in campo tra le due squadre, con i locali che hanno esercitato una pressione asfissiante e una manovra offensiva implacabile.

Il record di goal per Christian Cesario

L’incontro si apre con il tributo dei calciatori della New Taranto con le magliette indossate, con uno striscione, un mazzo di fiori depositato nella postazione stampa, e con il minuto di raccoglimento che precede l’avvio delle ostilità. Ma sul piano agonistico c’è poco da raccontare. Se non una sfilza di reti, in quello che è stato un tiro a segno contro la porta avversaria. Sul rettangolo di gioco tanti under in campo, in entrambe le squadre. A sbloccare il risultato ci pensa Gui Lima, dopo meno di un minuto: è la prima dedica a Christian Cesario. Segnano tre volte Salvatore Di Pietro, 4 Pedro Espindola, 3 Lorenzo Giannace, e ancora Gui Lima. Le tante marcature ioniche sono intervallate da un solo goal del Soverato, realizzato da Gianluca Abbate. Si va al riposo sul punteggio di 12-1.

Di Pietro riapre le danze nella seconda frazione di gara. Segnano Mario Quinto, altre due volte Espindola, quattro Giannace e David Segovia. L’ultima rete la firma il giovane Martinelli, classe 2006. La miglior partita della New Taranto non può essere festeggiata.

ph. G. Leva

Il campionato

La vittoria altisonante non è bastata a far rientrare nella zona playoff la New Taranto, che dista un punto soltanto. Gli ionici occupano la sesta posizione a quota 41 in coabitazione con la Lazio. E proprio i biancocelesti saranno il prossimo avversario, venerdì sera per la 23esima giornata di campionato. Il ritorno al Palafiom, sabato ventuno contro il Laborvetro Cln Cus Molise, vedrà un ospite d’eccezione: Christian Cesario. Così è sempre stato… Andare al palazzetto sapendo di trovarlo ha significato avere la certezza della sua accoglienza: cercarlo per intercettare il suo sguardo, il suo sorriso, la sua gentilezza, la disponibilità. E pure la competenza di un giornalista che sprizzava entusiasmo e curiosità. Che lavorava incessantemente ogni giorno della settimana. Il suo congedo dalla vita terrena ha fatto sgorgare un’intensa ondata emozionale. Il sentimento dominante resta l’incredulità. La stessa ondata, la commozione, il cordoglio generalizzato attestano la nostra precipua volontà di preservare l’umanità: in tempi di guerra, di disgregazione, di violazione del diritto internazionale, resta saldo il principio della sacralità di ogni essere umano. Per la New Taranto il miglior modo di onorare la memoria di Christian Cesario è continuare a segnare, riaccarezzare il sogno della promozione nella massima serie nazionale.

Christian Cesario con il capitano del Taranto calcio – ph. G. Leva

 

 

 

Diocesi

L’insegnamento di religione e la costruzione dell’intelligenza spirituale

Nel seminario di Poggio Galeso, un corso di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica specialisti delle scuole di ogni ordine e grado

ph G. Leva
09 Mar 2026

di Paolo Simonetti

Dal 9 all’11 marzo si svolge il corso di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica specialisti delle scuole di ogni ordine e grado che operano nel territorio dell’arcidiocesi.

Dopo la stagione dei concorsi che si sono svolti nei mesi passati, gli insegnanti di religione cattolica sono pronti a continuare l’impegno della formazione comunitaria per rispondere in modo sempre più convito ed efficace alle sfide educative che la scuola e la società propongono.

Come scrive il direttore, mons. Ciro Marcello Alabrese, invitando i docenti: “L’insegnamento della religione cattolica offre uno spazio per riscoprire l’integralità dell’essere umano, che, secondo l’insegnamento di Leone XIV, “non è un sistema di algoritmi: è creatura, relazione, mistero”. Si spiega così il titolo scelto per l’edizione 2026: “L’Irc e la costruzione dell’intelligenza spirituale” che trova la sua ispirazione nel discorso del Santo padre Leone XIV agli studenti convenuti a Roma in occasione del Giubileo del mondo educativo del 30 ottobre scorso. Spiega don Ciro: “Il corso intende offrire “la possibilità di consolidare l’insegnamento della Religione cattolica come un laboratorio di cultura e di umanità dove si impara a decifrare il codice culturale che ha plasmato la storia italiana e a sviluppare uno sguardo critico e costruttivo, prendendo sul serio quel desiderio infinito di pienezza che grida nel cuore umano”.

Il ricco programma prevede alcune relazioni e un tempo disteso dedicato ai laboratori.

Per la giornata del 9 marzo, alle ore 16, è prevista la relazione introduttiva del prof. Fabio Mancini, docente di Pedagogia sociale, Didattica generale e Pedagogia generale, sul tema ‘Desiderio e speranza: sfide educative del postumano per l’Irc’. Seguirà l’intervento del prof. Sebastiano Pinto, docente di Esegesi biblica, sul tema ‘Confida nel Signore e non appoggiarti sulla tua intelligenza (Pr 3,5). La ricerca interiore tra tecnica, intelligenza e sapienza’.

Martedì 10 marzo è prevista la partecipazione dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero. Nello stesso pomeriggio ci saranno le relazioni del prof. Vincenzo Annicchiarico, docente di Didattica e Tfa dell’Irc – Catechetica, sul tema: “L’insegnante di religione cattolica e l’intelligenza spirituale: educare ad uno spirito umano per dare senso, orientamento e profondità alla vita” e della prof.ssa Silvia Ruggiero, docente di psicologia della religione e di psicologia dell’educazione, sul tema ‘Il rapporto tra mondo interno e mondo esterno: percezione, vissuti, emozioni, sentimenti, conflitti, memoria, identità, relazioni e costruzione della realtà’.

Nella giornata dell’11 porterà il suo saluto don Francesco Imperiale, vicario episcopale. Subito dopo, il direttore, don Ciro Marcello Alabrese presenterà la lettera apostolica di Leone XIV ‘Disegnare nuove mappe di speranza’. Toccherà quindi ai docenti riunirsi nei laboratori per la condivisione di buone pratiche e per l’elaborazione di percorsi formativi specifici per IdRC.

Gli incontri si terranno in seminario, dalle ore 16 alle ore 19.30.

Angelus

La domenica del Papa – Gesù, risposta di Dio alla nostra sete

ph Vatican media-Sir
09 Mar 2026

di Fabio Zavattaro

Destano “profonda costernazione” le notizie che giungono dal Medio Oriente, afferma all’angelus Leone XIV.
Dopo le parole di domenica scorsa, sono “ore drammatiche” e stiamo vivendo il rischio di una “voragine irreparabile”. Dopo la preghiera per la pace di questo mese di marzo, “Signore disarma i nostri cuori dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza … Illumina i leader delle nazioni, affinché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte, fermare la corsa agli armamenti e mettere al centro la vita dei più vulnerabili”, nuovo appello per la pace e la fine del conflitto, con il Papa che dice “agli episodi di violenza e devastazione, e al diffuso clima di odio e paura, si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi, e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità”.

L’appello del vescovo di Roma è una preghiera affidata a Maria affinché “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”, e interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza”.

Angelus nella domenica in cui Giovanni nel suo Vangelo ci propone l’incontro con la donna nella località di Sicar, in Samaria. Il pozzo, nella tradizione dell’antico Testamento è il luogo dove avviene l’incontro tra un uomo e una donna, potremmo dire il luogo del fidanzamento. L’immagine che il quarto evangelista ci propone è ancora una volta un rimando alla tradizione dei libri che hanno preceduto il nuovo Testamento. Ma di più, in questo incontro tra Gesù e la donna, una samaritana – cioè appartenente ad una comunità con la quale non vi era dialogo perché considerata dai giudei scismatica, non avvicinabile – vi è un superamento di pregiudizi, di ruoli, tanto che Giovanni scrive lo stupore dei discepoli per questo dialogo.

E forse non è un caso che in questo 8 marzo il Papa, ricordando la Giornata della donna, dice di rinnovare l’impegno, “che per noi cristiani è fondato sul Vangelo, per il riconoscimento della pari dignità dell’uomo e della donna. Purtroppo, molte donne, fin dall’infanzia, sono ancora discriminate e subiscono varie forme di violenza: a loro in modo speciale va la mia solidarietà e la mia preghiera”.

Ma torniamo alla pagina del Vangelo, all’incontro con la donna e alla richiesta di Gesù seduto al pozzo e affaticato dal viaggio: “dammi da bere”. Non dice ho sete, ma chiede un coinvolgimento dell’altro. Non teme di parlare alla donna ma vuole instaurare con lei un dialogo, e in questo modo “supera le barriere di ostilità che esistevano tra giudei e samaritani e rompe gli schemi del pregiudizio nei confronti delle donne”, affermava papa Francesco.

Gesù e la samaritana hanno sete ma trovano altro; con la sua domanda alla donna Gesù mette in evidenza la sete che c’era in lei, una sete che non è solo di acqua, è sete di incontro, di relazione. “Gesù, infatti, è la risposta di Dio alla nostra sete”, afferma il Papa. Quelle parole, quell’incontro “attiva nel profondo di ciascuno una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”. Una “sorgente spirituale” afferma ancora Leone che tante persone cercano anche oggi. Quindi cita le parole della scrittrice olandese di origini ebraiche morta a 29 anni nel campo di Auschwitz: “a volte riesco a raggiungerla – scriveva Etty Hillesum nel suo diario – più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo”. E il tempo della Quaresima “è un dono” che ci chiede di “intensificare il cammino”.

Di fronte allo stupore dei discepoli nel vedere la scena, il Signore offre loro un’immagine legata al mondo contadino, al tempo prossimo della mietitura. Le ricorda il Papa perché anche oggi la chiesa dice alla chiesa “alza gli occhi e riconosci le sorprese di Dio. Nei campi, quattro mesi prima della mietitura, non si vede quasi nulla. Ma là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere. La messe è molta: forse gli operai sono pochi, perché distratti da altre attività”. Non così Gesù che parla con la samaritana, non la ignora ma “l’ascolta senza secondi fini e senza disprezzo”.

Quante persone cercano nella “chiesa questa disponibilità. E come è bello quando perdiamo il senso del tempo per dare attenzione a chi incontriamo, così com’è”; come Gesù che raggiungeva tutti “nel profondo. Così la Samaritana diventa la prima di tante evangelizzatrici”.