Iniziative solidali

Un pasto caldo per i più bisognosi

22 Dic 2025

Bellissima iniziativa quella svoltasi  nell’imminenza del Santo Natale, nei giorni scorsi con un gesto di grande generosità rivolto alle persone meno fortunate e senza fissa dimora, nell’impossibilità di procurarsi un pasto caldo. L’associazione ‘Taranto in diretta’, guidata da Angelo Galasso, insieme a In rada restaurant, di Emanuele Battista in via Garibaldi, hanno provveduto alla consegna di 27 pasti caldi. Il menù prevedeva orecchiette con acciughe, capperi e pomodorino, accompagnate da una frittura di calamaretti.

Per l’opportuna distribuzione, i pasti sono stati consegnati in singoli sacchetti alla Caritas diocesana, nelle mani della volontaria Tina Tamborrino, che quotidianamente si prende cura delle persone che vivono in condizioni di difficoltà.

Un gesto semplice ma dal valore immenso, capace di regalare un sorriso a chi, troppo spesso, non riesce più a sorridere, soprattutto nel periodo più significativo dell’anno.

Ecclesia

Card. Pizzaballa: “Dalla comunità cristiana gazawa una grande testimonianza di fede”

ph Patriarcato latino
22 Dic 2025

di Daniele Rocchi

“A Gaza ho trovato un clima molto cambiato: ci sono ancora episodi di attacchi, ma non c’è la guerra. Quindi ho visto una certa ripresa della vita e ho percepito un desiderio molto chiaro di ricominciare a vivere. Si vede più gente in giro, il cibo c’è. Bisogna riconoscere che adesso gli aiuti entrano, anche se sono soprattutto commerciali e poco umanitari”: così il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, ha commentato la sua visita alla parrocchia latina della Sacra Famiglia di Gaza che si è chiusa domenica 21 (era iniziata venerdì 19 dicembre).
In quei due giorni il cardinale ha incontrato gli oltre 400 rifugiati accolti nelle strutture parrocchiali, parlato con loro, amministrato il sacramento del Battesimo ad un bimbo di tre mesi, che è stato chiamato Marco, e celebrato sette prime comunioni. Non è mancata anche una ricognizione all’esterno della parrocchia fino alla spiaggia dove sono state collocate vaste tendopoli allagate e divelte dal vento e dalla pioggia di questi ultimi giorni. Rispetto alla sua ultima visita a Gaza, a luglio di quest’anno – effettuata insieme al patriarca greco-ortodosso, Teofilo, in seguito all’attacco alla parrocchia latina – il cardinale ha spiegato che, se da un lato, “oggi si trova un po’ di tutto e non c’è la fame, e questo va detto”, dall’altro “la situazione è pressoché invariata con la gente vive nelle tende senza nulla. Adesso, con il freddo, ciò che manca sono le coperte, le strutture per ripararsi dal vento e dalle piogge. Le condizioni di vita sono povere e ci sono un sacco di bambini per le strade, senza scuola”. “Gaza – ha aggiunto – è un po’ un simbolo oggi. Lo si voglia o no, è un simbolo del conflitto che si sta vivendo, della fatica di starci dentro e della tentazione della fuga. E la comunità cristiana di Gaza, con la sua presenza e impegno costante nell’aiutare la popolazione, è esemplare nel testimoniare che questo è quello che siamo e questo è quello che saremo. È una comunità che ha dato la sua testimonianza di fede”.

 

Angelus

La domenica del Papa – Giuseppe, uomo giusto

ph Vatican media-Sir
22 Dic 2025

di Fabio Zavattaro

In questa domenica, che precede il Natale, l’Avvento giunge a compimento: Dio sceglie non solo di visitare, ma di vivere in mezzo al suo popolo; sceglie uno sconosciuto villaggio della Palestina, Betlemme. Sceglie ancora di nascere in una mangiatoia da una povera ragazza di Nazareth, Maria: sarà lei a dare corpo e volto all’Emanuele, Dio con noi.

Ma è anche la domenica di Giuseppe “uomo giusto” come scrive Matteo. Giuseppe viene a sapere la maternità della sua promessa sposa Maria, e, proprio perché uomo giusto, non vuole accusarla pubblicamente ma pensa di ripudiarla in segreto. Il fidanzamento ebraico costituiva un vero e proprio vincolo giuridico e la sua violazione, come si legge nel Deuteronomio, era considerata adulterio. L’evangelista, dice all’angelus papa Leone, ci presenta Giuseppe “nel momento in cui Dio gli rivela, in sogno, la sua missione. Ci propone così una pagina molto bella della storia della salvezza, il cui protagonista è un uomo fragile e fallibile, come noi, e al tempo stesso coraggioso e forte nella fede”. Giuseppe, diceva papa Benedetto XVI, è “l’uomo nuovo, che guarda con fiducia e coraggio al futuro, non segue il proprio progetto, ma si affida totalmente all’infinita misericordia di colui che avvera le profezie e apre il tempo della salvezza”.

Nella prima lettura troviamo nel testo del profeta Isaia l’annuncio che questi fa al re di Giuda Acaz: “il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”. Un testo che viene spesso letto e collegato con il brano di Matteo come una profezia del concepimento verginale di Gesù.

Nasce, dunque, in un piccolo paese Gesù, una terra circondata dalle superpotenze dell’epoca: Roma, l’Egitto dei faraoni e la Persia; nasce lui stesso profugo, lontano dalla terra dei suoi genitori. “Il Figlio di Dio ‘viene’ nel suo seno [di Maria] per diventare uomo e lei lo accoglie” affermava papa Francesco. “Così, in modo unico, Dio si è avvicinato all’essere umano prendendo la carne da una donna”.

Sappiamo che Giuseppe non solo non ripudia segretamente Maria, “e così – afferma Leone XIV all’angelus – mostra di cogliere il senso più profondo della sua stessa osservanza religiosa: quello della misericordia”. Ma di più, in questo accettare la volontà del Signore “la purezza e la nobiltà dei suoi sentimenti diventano ancora più evidenti” afferma Papa Prevost; e nell’accogliere “il ruolo inaspettato che dovrà assumersi” Giuseppe “con un grande atto di fede, lascia anche l’ultima spiaggia delle sue sicurezze e prende il largo verso un futuro che è ormai totalmente nelle mani di Dio”. Così cita sant’Agostino il Papa per dire che “alla pietà e alla carità di Giuseppe nacque dalla vergine Maria un figlio e proprio il Figlio di Dio”.

“La volontà di Dio per lui – scrive Benedetto XVI nel suo libro L’infanzia di Gesù – non è una legge imposta dall’esterno, ma gioia. La legge gli diventa spontaneamente vangelo, buona novella, perché egli la interpreta in atteggiamento di apertura personale e piena di amore verso Dio, e così impara a comprenderla e a viverla dal di dentro”. E in quanto figlio di Davide, ricorda ancora Benedetto XVI, Giuseppe sa che “deve farsi garante della fedeltà di Dio”.

Ma torniamo alle parole del Papa che all’Angelus spiega come “pietà e carità, misericordia e abbandono” sono le virtù dell’uomo di Nazaret che “la liturgia oggi ci propone, affinché ci accompagnino in questi ultimi giorni di Avvento, verso il Santo Natale”. Atteggiamenti importanti, li definisce, che “educano il cuore all’incontro con Cristo e con i fratelli, e che possono aiutarci ad essere, gli uni per gli altri, presepe accogliente, casa ospitale, segno della presenza di Dio”. L’invito di Leone XIV è di non “perdere occasione per praticarli: perdonando, incoraggiando, dando un po’ di speranza alle persone con cui viviamo e a quelle che incontriamo; e rinnovando nella preghiera il nostro filiale abbandono al Signore e alla sua Provvidenza, affidandogli tutto con fiducia”.

Angelus nella domenica in cui bambini e ragazzi sono in piazza per la benedizione delle statuette del presepio. L’auspicio del Papa è che “tutti i bambini del mondo possano vivere nella pace che “esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace – scrive il pontefice nel messaggio per la giornata del primo gennaio – ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida ‘basta’, alla pace si sussurra ‘per sempre’”. Scrive ancora Leone: “anche nei luoghi in cui rimangono soltanto macerie e dove la disperazione sembra inevitabile, proprio oggi troviamo chi non ha dimenticato la pace. Come la sera di Pasqua Gesù entrò nel luogo dove si trovavano i discepoli, impauriti e scoraggiati, così la pace di Cristo risorto continua ad attraversare porte e barriere con le voci e i volti dei suoi testimoni”.

Natale a Taranto

La processione a mare nella notte della Vigilia di Natale

ph G. Leva
22 Dic 2025

di Angelo Diofano

Ritorna la processione a mare di Gesù Bambino che si terrà la notte della Vigilia di Natale, organizzata dalla basilica cattedrale di San Cataldo.
S’inizierà alle ore 22 circa dalla chiesa di San Giuseppe, in via Garibaldi (la ‘marina’) da dove il Bambinello sarà accompagnato dalle confraternite della città vecchia e dalla banda musicale Santa Cecilia diretta dal m° Giuseppe Gregucci, percorrendo via Garibaldi, piazza Fontana, ponte di pietra e piazzale Democrate. Quindi, un breve momento di riflessione e di preghiera cui seguirà l’imbarco sulla motonave messa a disposizione da Kyma Mobilità. Dopo un breve tragitto attraverso Mar piccolo e il canale navigabile, l’approdo sarà alla banchina del Castello aragonese, nella cui cappella di San Leonardo si ricomporrà nuovamente il corteo.
Accompagnato dai vogatori del ‘Palio di Taranto’ con i remi in spalla, la processione giungerà, attraverso via Duomo, fino alla Cattedrale dove, alla mezzanotte, avrà inizio la messa della Notte di Natale presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.

È possibile richiedere il biglietto gratuito per la traversata a mare alla chiesa di San Giuseppe il 22 e 23 dicembre dalle ore 17.30 alle 19.30;
per informazioni, inviare mail a: santamariadicostantinopoli@confraternite.taranto.it

Diocesi

La Natività, segno della speranza e della luce che Dio dona all’umanità

19 Dic 2025

di Lorenzo Musmeci

In un’atmosfera gioiosa e di grande partecipazione, sì è svolta nella parrocchia San Roberto Bellarmino, la cerimonia di accensione e benedizione del presepe parrocchiale. L’occasione ha visto la partecipazione congiunta delle docenti e degli alunni dell’ic Carrieri-Colombo i quali, esibendosi tra gli applausi dei compagni e dei presenti, hanno eseguito una serie di brani (cantati e strumentali), tratti dal repertorio musicale classico.                        

Nel saluto introduttivo, il parroco don Antonio Rubino, ha sottolineato l’importanza che la Natività rappresenta per i cristiani e per le loro tradizioni. Il presepe contempla il mistero dell’Incarnazione di Dio nel grembo della Vergine Maria: ” Dio che si avvicina all’uomo e che si fa uno di noi entrando nella nostra storia con la piccolezza di un bambino“.                            “Rivivere quell’ Avvenimento – ha proseguito – significa riscoprire la necessità per ognuno di noi, di cercare momenti di silenzio e di preghiera e per ritrovare noi stessi entrando in comunione con Dio.

La fede, la cultura, la festa e la benedizione della Natività, sono l’espressione di una necessità che accomuna tutti: incontrare l’amore e la tenerezza di Dio che continua a venire incontro all’umanità per la sua salvezza”.     La collaborazione tra parrocchia e scuola rappresenta uno dei momenti fondamentali di crescita comunitaria, “la festa dello stare insieme evoca – ha detto il Dirigente scolastico prof. GiovanGualbertoCarducciricordi personali  ma soprattutto, offre l’imput a voler condividere esperienze per costruire insieme la comunità.

La scuola è un mondo nel quale si sta insieme – ha proseguito il prof. Carducci se il Natale (nella sua dimensione religiosa), recupera questo significato di fondo attraverso il dialogo e la collaborazione allora, l’epoca, decisamente difficile in cui viviamo, può assumere connotazioni tali da fare ben sperare nel comprendere più a fondo la forza dello stare insieme“.

Migliorare i legami sociali e la partecipazione attiva, specialmente tra i giovani, è motivo di speranza non solo per la costruzione della propria vita sociale, ma anche perché conoscere, approfondendo per capire più a fondo il significato della Nascita di Cristo, vuol dire non relegarlo ad un ruolo puramente culturale e dunque, figurativo. Cristo che nasce è l’essenza delle promesse fatte da Dio al popolo d’Israele e per esso all’umanità. Dio si, salva Israele dalla schiavitù ma salva noi dalla schiavitù delle tenebre.

 

Musica sacra

Concerto corale al Rosario di Talsano

19 Dic 2025

Domenica 21 dicembre alle ore 19.30, si terrà un concerto di musica sacra nella chiesa del Rosario di Talsano nell’ambito della 19ᵃ rassegna natalizia di concerti corali intitolata ‘Nativitas Puglia’, organizzata dall’Associazione regionale dei cori pugliesi in collaborazione con la Federazione nazionale delle associazioni regionali corali e i cori di Puglia con il sostegno del ministero della Cultura e della Regione Puglia.
Il concerto ospitato dal parroco don Armando Imperato si intitola ‘Venite, adoriamo’ e vedrà protagonista uno dei più apprezzati gruppi vocali della nostra provincia, il coro ‘Harmonici concentus’, diretto dal m° Palmo Liuzzi, fondatore di questo gruppo vocale i cui brani sono eseguiti in Italia e all’estero.
Il programma sarà basato interamente sull’esecuzione ‘a cappella’ di musiche mariane, di Avvento e natalizie, alcuni delle quali scritte da affermati compositori e dedicate proprio a questo coro, che ne ha già tenuto la prima esecuzione assoluta, dando nelle proprie esibizioni spazio e risalto anche alla produzione corale contemporanea, con l’interpretazione di brani di autori quali Carlotta Ferrari, Roberto Brisotto, Fausto Fenice e lo stesso Palmo Liuzzi.

Il cartellone confluisce poi in quello nazionale, costituito da circa 1300 concerti che in questo lasso di tempo vengono effettuati in tutte le regioni italiane.

Ricordo

Pulsano, in memoria di don Franco Limongelli

19 Dic 2025

Su richiesta della ‘Limongelli Basket Pulsano’, domenica 21 dicembre al santuario della Madonna di Lourdes, a Pulsano, la santa messa delle ore 11.30 sarà celebrata in memoria di don Franco Limongelli, l’amato parroco scomparso quarantasei anni fa.
La comunità parrocchiale è lieta di unirsi alla preghiera per l’indimenticato presbitero al quale, al termine della celebrazione, dedicherà il salone parrocchiale per custodire con affetto riconoscente la sua memoria.

 

Natale in diocesi

E venne la luce, concerto a lume di candela nel cappellone di San Cataldo

19 Dic 2025

“Preparati al Santo Natale nel tremolìo delle fiamme delle candele che illuminano il cappellone di San Cataldo”, è l’invito del parroco della basilica cattedrale di San Cataldo, mons. Emanuele Ferro, ad assistere al concerto che si terrà domenica 21 dicembre alle ore 19.30 nel cappellone di San Cataldo dal titolo ‘E venne la luce’. Si esibirà il coro ‘Alleluja’ diretto dal m° Francesco Marani, accompagnato dall’ensemble d’archi composto dai maestri Marco Pio Marzialetti, Gaia Giorgi, Manuel D’Ippolito e Libero De Bellis.
Mons. Emanuele Ferro curerà le meditazioni. Ingresso libero.

 

Ecclesia

Natale: il volto di Dio nelle nostre ‘notti’

19 Dic 2025

di Luana Comma

Nel tempo delle inquietudini profonde, l’uomo contemporaneo, pur circondato da connessioni globali, sperimenta una solitudine che spesso lacera e disorienta. Le relazioni sembrano fragili, i legami si consumano nella fretta, le parole non bastano più a custodire la verità del cuore. Cresce il peso dell’incertezza economica, dell’instabilità sociale, della fatica psicologica. È come se dentro ciascuno si aprisse una crepa sottile: nostalgia di un senso che sfugge, desiderio di una luce capace di attraversare la notte interiore.

Eppure, proprio in questa condizione segnata da fragilità, irrompe il Natale. Non come un rito che si ripete, ma come l’arrivo dell’Inatteso. Dio non sceglie un tempo perfetto, né un’umanità perfetta: entra nella storia quando essa sembra più povera, più esposta, più bisognosa. L’Incarnazione non avviene nel palazzo dei potenti, ma in una periferia del mondo; non nella sicurezza di una casa, ma in una mangiatoia. Il Figlio eterno prende carne nel punto più vulnerabile dell’esistenza umana: la nascita. È lì che si compie il mistero più sorprendente della fede cristiana: Dio si fa uomo non per sfiorare la nostra vita dall’esterno, ma per abitarla dall’interno.

Se guardiamo con attenzione alla scena di Betlemme, scopriamo che l’evento dell’Incarnazione si colloca dentro difficoltà molto simili alle nostre. Maria e Giuseppe affrontano l’incertezza del viaggio, la precarietà dell’alloggio, la paura dell’ignoto. Non trovano posto, come spesso anche noi non troviamo posto nel cuore degli altri o dentro le nostre stesse giornate. E tuttavia, proprio lì, dove tutto sembra mancare, si apre uno spazio che accoglie il Mistero: la debolezza diventa il luogo della Rivelazione.

Il Natale ci dice allora che Dio non attende che la nostra vita sia in ordine per avvicinarsi. Egli entra nei nostri frammenti, nelle nostre lacerazioni, nelle fatiche che non sappiamo nominare. Si fa prossimo non quando siamo forti, ma quando siamo poveri; non quando abbiamo risposte, ma quando domina il silenzio. L’Incarnazione è la risposta divina al grido inespresso dell’umanità: non siete soli, io condivido la vostra storia.

Per questo il Natale non è semplicemente un ricordo: è un invito. Ci chiede di riconoscere nella fragilità non una sconfitta, ma una soglia. Dove l’uomo sperimenta i suoi limiti, Dio apre un cammino; dove cresce la paura, Lui accende la speranza; dove sembra regnare l’ombra, Egli accende una luce.

In questo tempo di attesa, il Natale ci invita a guardare con sincerità a ciò che abita il nostro cuore, a riscoprire la dimensione dell’attesa vigilante. Il desiderio di giustizia, di bene, di verità non può ridursi a una pretesa rivolta agli altri: nasce piuttosto da un cuore che si lascia purificare, che si mette alla presenza del Signore. Come ricordava Benedetto XVI, la giustizia non è soltanto l’espressione di un’esigenza che rivolgiamo all’esterno: essa nasce anzitutto come responsabilità interiore, come conversione del cuore.

Prima di chiedere che il mondo cambi, siamo chiamati a lasciarci cambiare. La giustizia evangelica — quella che prepara il cuore all’incontro con Cristo — non è un dare e avere, ma un cammino di verità che coinvolge in primo luogo noi stessi: il modo in cui guardiamo gli altri, in cui custodiamo le relazioni. Prepararsi al Natale significa proprio questo: aprire spazio a Cristo che viene, lasciando che il suo ingresso trasformi il modo di guardare noi stessi, gli altri e il mondo. Solo un cuore vigilante riconosce la sua venuta; solo un cuore aperto può accogliere la pace che Egli dona.

Così come nella notte di Betlemme la luce di Cristo ha rischiarato l’umanità intera, così anche noi siamo chiamati a diventare riflesso di quella luce: una presenza che illumina il cammino delle genti.

* responsabile comunicazione del Gris

Sport

Volley A2, la rinascita della Prisma La Cascina e il tabù trasferta

L'ultimo match al Palafiom - ph G. Leva
19 Dic 2025

di Paolo Arrivo

Neanche il tempo di gioire per la grande vittoria che è arrivata un’altra delusione e un passo indietro. La vittoria era quella conquistata dalla Prisma La Cascina al Palafiom ai danni di Macerata, sconfitta in quattro set, grazie a una prova convincente ed entusiasmante. Domenica scorsa invece l’ennesimo tonfo in trasferta. Contro una formazione tutt’altro che irresistibile: la Alva Inox 2 Emme Service Porto Viro. Nell’ultimo match in casa avevamo visto una squadra capace di giocare una buona pallavolo e di reagire nei momenti di difficoltà. Come quando si è resa protagonista di una bella rimonta nel terzo parziale, poi ceduto all’avversario ma con gli onori delle armi.

Prisma La Cascina alla ricerca della continuità

I numeri sono impietosi. Più pesante delle precedenti, l’ultima sconfitta per 3-0: la Prisma si è fatta raggiungere proprio da Porto Viro al penultimo posto in classifica, tornata a farsi preoccupante. In tutte le trasferte sinora disputate (quattro) non è stata mai centrata la vittoria. Per il prosieguo della stagione è facile ipotizzare che il rendimento della squadra allenata dal successore di Gianluca Graziosi sarà ancora altalenante. Probabilmente lo stesso allenatore marchigiano, approdato alla Virtus Aversa di recente, avrebbe meritato più fiducia. La Cascina alternerà periodi negativi a momenti positivi, di ripresa comunitaria. Di certo il rapporto con la trasferta deve cambiare drasticamente. Già a partire da domenica prossima 21 dicembre, in casa dell’Abba Pineto. Vietato replicare la prestazione offerta in terra veneta. Soprattutto è necessario alzare le percentuali della battuta, fondamentale che aveva invece funzionato nel match vinto su Macerata. Da migliorare anche il muro – i monster block sono un lontano ricordo in questo campionato. Un torneo, la serie A2 Credem Banca, dimostratosi decisamente complicato.

Il prossimo avversario

Nella scorsa giornata Pineto ha sconfitto in trasferta il fanalino di coda Cantù. La formazione allenata da Simone Di Tommaso occupa la quarta posizione in graduatoria, a quota venti. Si tratta pertanto di un avversario temibile. Anche loro, alla vigilia del match con Cantù, avevano la necessità di invertire il trend di risultati in trasferta: ci sono riusciti, e in casa non hanno mai perso. Quattro vittorie nette – l’unica squadra ad averla portata al quinto set è stata Prata. La Cascina pertanto è chiamata nella doppia impresa di rompere il tabù trasferta e di spezzare l’imbattibilità degli abruzzesi. L’impresa non è impossibile: la sensazione è che gli ionici siano capaci di vincere qualsiasi incontro, e insieme di soccombere all’avversario meno quotato. Giocatori del calibro di Ibrahim Lawani e Oleg Antonov possono fare la differenza. L’auspicio è che siano in forma, supportati dai loro compagni. Poi la domenica successiva al Natale l’ultimo appuntamento del 2025 dovrà essere coronato dalla vittoria perché si possano limitare i danni a margine di un anno da dimenticare.

Diocesi

Cristo Re, Cantico della pace ferita

19 Dic 2025

di Angelo Diofano

Domenica 21 dicembre alla chiesa di Cristo Re dei frati minori, a Martina Franca, alle ore 20.30 avrà luogo l’oratorio sacro ‘Cantico della pace ferita’, un viaggio musicale  spirituale per lasciarsi toccare, aprire gli occhi e ridestare il cuore. Eseguiranno:  corale ‘Cristo Re’ di Martina Franca, quartetto d’archi dell’orchestra Tebaide di Martina Franca diretto dal m° Cosimo Maraglino, voce solista Gisella Carone e voci narranti Carlo M. Spinelli e Carla Petruni, con monologo di Gioia Leccese.

 

Eventi in diocesi

‘Bellezza in-attesa – verso il Natale con stupore’ a Lizzano

19 Dic 2025

‘Bellezza in-attesa – verso il Natale con stupore’ è il titolo dell’incontro che si terrà sabato 20 alle ore 19 alla parrocchia di San Pasquale Baylon a Lizzano a cura della pastorale giovanile e vocazionale dei frati minori di Lecce, pensato soprattutto per i giovani, per vivere insieme una serata di animazione, annuncio, catechesi e preghiera.

Fra attività varie, annuncio e adorazione eucaristica, l’evento costituirà un’occasione per soffermarsi, mettersi in ascolto e preparare il cuore al Natale.