Diocesi

Ogni primo giovedì, adorazione carismatica dei gruppi Ruah e Kairòs

ph G. Leva
02 Dic 2025

Il gruppo Kairòs del Rinnovamento nello Spirito, della parrocchia della Madonna delle Grazie a Taranto, guidato spiritualmente da don Pino Calamo, ogni primo giovedì del mese alle ore 19 nella medesima chiesa (cappella inferiore) si ritrova con il gruppo Ruah della parrocchia San Giovanni Bosco per l’adorazione eucaristica carismatica, pregando e intercedendo per i bisogni della nostra umanità ferita da guerra, malattie, divisioni, fame ecc.
A consolidare l’unità, dono di Dio, i due gruppi vivranno insieme un ritiro spirituale il 13 e 14 dicembre a Castellaneta per preparare i cuori all’Avvento.

Iniziative solidali

Tornano i panettoni prodotti nella pasticceria del carcere di Taranto

02 Dic 2025

Per il terzo anno consecutivo torna la vendita benefica dei panettoni artigianali prodotti nel ‘Fieri Potest – Pastry Lab’, il laboratorio di pasticceria del carcere di Taranto, gestito dalla cooperativa ‘Noi&Voi’. Si tratta di un progetto che cresce di anno in anno. Nel 2024 furono tremila i prodotti venduti grazie ad ordinazioni che arrivarono anche dal resto d’Italia e dall’estero, quest’anno si punta a diecimila, forti di un altro bel traguardo: il numero dei detenuti contrattualizzati nel laboratorio si è raddoppiato, passando da tre a sei unità. “Quest’anno poi – spiega don Francesco Mitidieri, presidente dell’associazione Noi e Voi – nella produzione sono state coinvolte altre realtà sociali pugliesi. La barese ‘Semi di vita’, che produce frutta secca su terreni confiscati alla mafia e prosegue la lavorazione nel carcere minorile di Bari e 350 panettoni avranno una confezione speciale, in tessuto, ricamata da persone con disabilità che frequentano i centri diurni della cooperativa brindisina ‘Eridano’. Inoltre il ricavato, un euro per ogni panettone, andrà a costituire un tesoretto di diecimila euro per finanziare progetti di reinserimento sociale nelle carceri italiane; diverse realtà hanno già dimostrato interesse per il progetto, tra queste Banca Unicredit. che sta valutando un sostegno all’iniziativa».

Il sostegno è stato ribadito da Maria Chiara Niccolai,  presidente del Seac, il coordinamento dei gruppi di volontariato penitenziario e da don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane. Anche grazie a loro a gennaio 2026 si aprirà una call sui progetti migliori da sovvenzionare. «In carcere purtroppo si vive il tempo dell’ozio. Esperienze come questa ti riportano alla vita e ti spingono a credere che dopo, una volta uscito, potrai avere un’altra opportunità» – ha commentato il presidente della cooperativa Noie Voi Antonio Erbante durante la conferenza stampa di presentazione della campagna benefica, avvenuta negli spazi di Casa

Viola (già Mudit) dove c’è stato spazio anche per la testimonianza di Gianluca Saulino, un ex detenuto che ha imparato proprio nel laboratorio a fare dolci ed oggi è assunto in una bar pasticceria rinomato della città: «Per me era un divertimento. Quando sono uscito non è stato facile ma mi hanno dato fiducia e adesso in questo lavoro ci metto tutto me stesso».

L’incontro è stato aperto dai saluti del sindaco, Piero Bitetti, che ha annunciato l’imminente nomina del garante comunale per i detenuti, e dagli interventi del direttore del carcere, Luciano Mellone, e del comandante della casa circondariale tarantina, Bellisario Semeraro che hanno ricordato come il carcere possa fare tanto in termini di reinserimento e della necessità di far crescere esperienze di questo tipo a fronte di una popolazione carceraria sempre più numerosa. Una visione condivisa anche dal garante regionale dei detenuti Piero Rossi e dal portavoce regionale del Forum del terzo settore, Davide Giove.

I panettoni, disponibili in quattro gusti, classico, fondente, arancia e fondente e mandarino e caramello salato, possono essere a Casa Viola, rivendita ufficiale, in alcuni esercizi commerciali tarantini convenzionati, a Milano nel consorzio via dei Mille o chiamando il numero 393-2229991.

Concerto natalizio

‘O Concetta Immacolata’, concerto al santuario della Madonna della Salute

ph G. Leva
02 Dic 2025

‘O Concetta Immacolata’ è il titolo del concerto di pastorali tarantine che si terrà mercoledì 3 dicembre alle ore 19.30 a Taranto al santuario della Madonna della Salute, in piazza Monteoliveto (città vecchia). Protagonista della serata sarà il gran complesso bandistico ‘Euterpe-Città di Pulsano’ diretto dal m° Francesco Bolognino. La serata rientra nell’ambito dei festeggiamenti in onore dell’Immacolata organizzati dall’omonima confraternita.

 

Diocesi

L’Immacolata alla basilica di San Martino

02 Dic 2025

di Angelo Diofano

In occasione della novena all’Immacolata, alla basilica di San Martino, a Martina Franca, ha luogo ogni sera, fino al 7 dicembre (dopo la santa messa delle ore 18, con il canto del ‘Tota Pulchra’) alle ore 20 un breve momento di ascolto e preghiera intitolato ‘Parola di Luce’ guidato dal vicario parrocchiale don Alessandro Fontò.
Per la solennità dell’Immacolata, lunedì 8 sante messe saranno celebrate alle ore 8.30 – 11 – 19 (con benedizione del presepe della basilica).
Inoltre ogni martedì alle ore 18.30 ha luogo la catechesi comunitaria mentre ogni giovedì alle ore 18.30 la comunità vivrà l’adorazione eucaristica.
Per l’Avvento di carità, si effettuerà la raccolta di beni di prima necessità da deporre nelle ceste disponibili in basilica.

Diocesi

Veglia vocazionale al seminario

02 Dic 2025

Giovedì 4 dicembre alle ore 19.30 nella cappella del seminario arcivescovile ‘Poggio Galeso’ l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la veglia vocazionale in preparazione alla Giornata del seminario (8 dicembre).

Sono previste le testimonianze vocazionali dei seminaristi del minore, dei seminaristi teologi e degli ordinandi presbiteri. Tutta la diocesi è invitata a partecipare, in particolare i ragazzi, i giovani, i presbiteri e gli istituti religiosi.

 

Diocesi

Essere prossimi al mondo della sofferenza, catechesi alla Santa Lucia

01 Dic 2025

Sono iniziate le catechesi di Avvento alla parrocchia Santa Lucia, a Taranto, sul tema ‘Essere pronti al mondo della sofferenza’, prendendo spunto dal passo della Lettera ai Tessalonicesi (5,23): ‘Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo’.

Giovedì 27, don Antonio Di Reda, cappellano dell’ospedale San Giuseppe Moscati, ha relazionato su ‘Quando a soffrire è il corpo: come essere vicini alle persone malate quando non sappiamo cosa dire o cosa fare’.

Giovedì 4 dicembre, il tema ‘Il nostro spirito vuole parlare: il counseling ci offre spazi di ascolto e riflessione dove esplorare situazioni problematiche o rafforzare la conoscenza di sé’ sarà trattato a cura degli operatori dell’associazione AssoCounseling’

Infine, giovedì 18 dicembre, don Andrea Santoro, psicoterapeuta e parroco, parlerà su ‘Folli, ma non follie. In ascolto dell’animo: spesso non è il corpo a soffrire, ma è quello che ‘ci passa per la testa’. Impariamo a riconoscere segnali o sintomi in noi o in chi ci è accanto’.

 

Diocesi

Santa Caterina, attendendo la riapertura…

foto d'archivio
01 Dic 2025

di Angelo Diofano

In una coincidenza beneaugurante, è giunta proprio nel giorno della sua festa, 25 novembre, la notizia dello stanziamento di fondi, pari a 550mila euro rivenienti dal Pnrr, per la messa in sicurezza e la riqualificazione della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria in via Duomo di fronte a vico Seminario. Questo, con l’auspicio che la somma sia sufficiente!

La chiesa era chiusa per inagibilità dal 1987, quando la statua fu trasferita in San Domenico da dove ogni 25 novembre (o nella domenica successiva) usciva per un breve tragitto, accompagnata dal suono delle tradizionali pastorali natalizie e talvolta dalle nenie eseguite da alcuni zampognari. La processione fu poi abolita e la statua attualmente è esposta nel Museo diocesano: al termine dei lavori si auspica ritorni nella sua sede.

Il tempio, risalente al XVII secolo, si presenta in stile barocco, con decorazioni a stucco. Sono presenti cinque altari: quattro laterali e uno centrale sul quale insiste un maestoso “capo altare” in legno intagliato, con l’artistica nicchia (fra due gruppi di colonne) che conserva la statua in pietra della titolare. Quest’ultima (come quella che veniva portata in processione) regge con la mano destra la palma del martirio mentre la sinistra poggia sulla ruota dentata, lo strumento di tortura che le causò il martirio.

Un’altra chiesa con il medesimo titolo (risalente al IV secolo) insisteva sull’area attualmente occupata dalla Capitaneria di Porto e annessa a un ospedale per pellegrini. Alla fine del 1500 le due strutture furono cedute ai Fatebenefratelli dei Padri di San Giovanni di Dio per la realizzazione di un ospedale cittadino. Quindi le autorità ecclesiali del tempo vollero realizzare, nell’attuale ubicazione, un altro luogo di culto dedicato alla santa con annesso oratorio ove ospitare la confraternita di San Cataldo detta appunto ‘in Santa Caterina’. Nella seconda metà del 1600, come risulta dai verbali della visita di mons. Tommaso Sarria, quella chiesa di via Duomo era già in attività.

La chiesa di Santa Caterina torna spesso alla memoria degli anziani soprattutto perché negli anni successivi al crollo del tetto di San Domenico, avvenuto nel giorno di Natale del 1964, ospitò il venerato simulacro dell’Addolorata da continuò a uscire in pellegrinaggio per le vie della città vecchia e del Borgo la notte del Giovedì Santo.

 

ph G. Leva

Diocesi

Giorno 3 dicembre, appuntamento con i Mercoledì in seminario

ph G. Leva
01 Dic 2025

Mercoledì 3 dicembre dalle ore 16 alle 20.30 continuano, sempre al ‘Poggio Galeso’, gli incontri mensili del ‘Mercoledì in seminario’ per i ragazzi dai 12 ai 17 anni, con tempo per lo studio, gioco, preghiera e cena.

Per informazioni, telefonare a don Francesco Maranò (340.970.5114) o a don Michele Monteleone (366.427.0516).

 

Sport

New Taranto, gol e spettacolo al Palafiom nel big match con la Lazio

ph G. Leva
01 Dic 2025

di Paolo Arrivo

Una partita di cartello. Un nome che rimanda alle grandi del calcio, e che incute rispetto: è stata la SS Lazio C5 l’ultimo avversario della New Taranto nel match giocato sabato scorso al Palafiom per la decima giornata della serie A2 Élite – girone B. Una sfida che ha avuto un ulteriore motivo di interesse nella classifica. Si è trattato, infatti, di uno scontro al vertice tra due formazioni appaiate al secondo posto, a ridosso della capolista Benevento. Gli ionici sono arrivati all’incontro dopo aver maturato una piena consapevolezza nei propri mezzi. L’ultima trasferta, vinta per 2-1 a Soverato, aveva ribadito la qualità e la combattività della squadra di mister Bommino, capace di venire a capo di una gara intensa. La determinazione non è mancata nel match con la Lazio. Nel primo tempo in particolare, con i padroni di casa che sono stati capaci di rimontare per due volte il doppio svantaggio.

Il match New Taranto – Lazio

Gli ionici hanno il possesso palla in avvio di gara, ma è la Lazio a sbloccare il risultato alla prima occasione con Caique Da Silva. Dopo cinque minuti i biancocelesti raddoppiano con Tiziano Pizzi. Potrebbe essere il colpo del ko, ma Rodrigo Lopes accorcia subito le distanze. Dopo un minuto gran azione di Lorenzo Giannace che pareggia. Dopo sette secondi gli ospiti vanno di nuovo in vantaggio con il giovane Sirio Paolini. È spettacolo al Palafiom, con tante emozioni e capovolgimenti di fronte. Da Silva dalla distanza centra il palo. È sempre lui a farsi pericoloso; ma pure Giannace tra i padroni di casa. La Lazio prende un altro legno. La New Taranto non sta a guardare: preme, crea occasioni costringendo Maurizio Grassi a chiamare timeout. Mirko Lupinella protagonista nel finale, non può nulla contro il sinistro vincente di Gilbert Marques per il 2-4. Salvatore Di Pietro devia sotto porta un gran tiro di Joao Zatsuga e riaccende le speranze. Subito dopo è Ribeiro Carlos Henrique a pareggiare, a pochi secondi dall’intervallo.

L’altra gara

Di Pietro in contropiede impegna severamente Tiziano Gatto. Poi Giannace a tu per tu con lo stesso portiere laziale spreca la possibilità di andare in vantaggio. Ancora Giannace da calcio di punizione centra la traversa. La Lazio si affida al suo numero 10 che, in contropiede, prova il goal di tacco. Lo stesso Dario Nardacchione a metà tempo prende il palo. La partita resta aperta, il pareggio sta stretto a entrambe le squadre. Spinge la New Taranto: intervento prodigioso di Gatto su Ique. Traversa di Rodrigo Lopes, poi un altro palo: la porta sembra stregata, quando sono quattro i minuti da giocare. I rossoblu non hanno più falli da spendere. Di Pietro tocca il pallone con la mano, e manda al tiro libero Caique. Ma ci pensa Lupinella a salvare il risultato. E così, inaspettatamente, nel secondo tempo la rete non si gonfia mai. Finisce con il risultato più giusto tra due grandi squadre che hanno offerto spettacolo.

 

Taranto – Lazio nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Diocesi

L’ordinazione sacerdotale di don Antonello Bruno

ph G. Leva
01 Dic 2025

di Angelo Diofano

Antonello Bruno, 26 anni, sarà ordinato presbitero sabato 6 dicembre alle ore 17 nella concattedrale Gran Madre di Dio.

Attualmente vicario parrocchiale nella basilica cattedrale di San Cataldo, don Antonello ha frequentato in gioventù la parrocchia di San Domenico, a Martina Franca, ricca di vocazioni, dove peraltro lo scorso gennaio è avvenuta la sua ordinazione diaconale. Molto importante, ai fini della sua formazione cristiana, è stato l’essere cresciuto in una famiglia molto credente, seguito dai suoi genitori (Annamaria, casalinga, e Piero, collaboratore scolastico al ‘Majorana’), con il sostegno dell’intensa preghiera della nonna, Vita, esempio di forza, di fede e di cura per tutta la famiglia.

“Il tutto è iniziato con il servizio all’altare, quando ero piccolo, e nell’ammirazione verso i sacerdoti della parrocchia, don Franco Angelini soprattutto e figure come don Romano Carrieri (che da noi festeggiò il sessantesimo di sacerdozio) fino all’attuale parroco don Piero Lodeserto – racconta –. Molto ha inciso anche l’aver accompagnato per diversi anni i ministranti agli incontri al seminario diocesano, contenti alla fine per tale esperienza. Tutto ciò poneva degli interrogativi in me, che però non riuscivo a individuare e a darne risposta”.

Nel frattempo, gli impegni scolastici al liceo classico ‘Tito Livio’ di Martina Franca. “Sono stati anni in cui ho avuto la convinzione di poter bastare a me stesso, essendo assiduo agli studi, con buoni risultati –dice – Ma tutto ciò non era sufficiente a farmi sentire tranquillo. Dio usava quella inquietudine per lavorare in me e farmi prendere consapevolezza della mia vocazione. Cominciai a scorgere possibili risposte attraverso le parole del libro del profeta Geremia, in particolare riguardanti la sua vocazione (1, 4-10) in cui Dio manifestava la sua chiamata a un ragazzo che si sentiva inadeguato, rassicurandolo. Questo, ancor di più con le parole del Salmo 40, in cui Dio dichiara di donare tutto, senza chiedere null’altro in cambio, se non un cuore aperto all’amore”.

Al termine degli studi, la decisione di frequentare l’anno propedeutico, di cui la famiglia fu informata alquanto tardivamente. “Accadde durante gli esami di maturità, quando alla fine dell’interrogazione comunicai alla commissione che avrei iniziato il cammino sacerdotale. Ma quando parlavo non mi ero accorto che fra i banchi c’erano mia madre e mio padre, perplessi per le mie parole e per non averlo saputo prima e che mi perdonarono ugualmente” – racconta divertito.

Grande entusiasmo e impegno Antonello profuse nella frequenza del pontificio seminario regionale “Pio XI” di Molfetta, con qualche difficoltà al quarto anno quando avvertì la grande responsabilità del ministero presbiterale e della cura della propria umanità. “Tutto ciò fu superato dalla consapevolezza che Dio risponde sempre alle nostre richieste di aiuto, nei suoi tempi e nei suoi modi, che non sempre corrispondono alle nostre aspettative – dice – Preziosa in questo fu la guida del mio padre spirituale, don Alessandro Rocchetti, nonché i consigli e le rassicurazioni del mio parroco don Piero Lodeserto e di don Vito Fasano, don Francesco Maranò e dei formatori del seminario”.

E ora, la tappa finale dell’ordinazione sacerdotale che così don Antonello commenta: “La dedico fortemente a nonna Vita, che sta pregando per me, alla mia comunità parrocchiale di origine, quella di San Domenico, all’arcivescovo mons. Miniero e al parroco della basilica cattedrale mons. Emanuele Ferro, sotto la cui guida sto imparato soprattutto ad accorgermi del bene, che qui in città vecchia è presente ed è dono di Dio, e del cuore grande che caratterizza le persone che sto conoscendo”.

Salute

La prevenzione come stile di vita:
incontri alla Madonna della Fiducia

01 Dic 2025

di Angelo Diofano

Sono iniziati nel salone della parrocchia della Madonna della Fiducia (in via Emilia) gli incontri organizzati dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute sul tema ‘Vivere in salute: la prevenzione come stile di vita’, con inizio alle ore 19. Condotta in collaborazione con lo Studio medico sociale di consulenza sanitaria parrocchiale guidato dal dott. Giovanni Bellanova, l’iniziativa è sorta allo scopo di fornire le informazioni riguardanti la prevenzione e le patologie oggetto di screening direttamente a casa della gente.

Gli incontri saranno condotti da specialisti volontari, affiancati a volte da operatori sanitari del settore, che si alterneranno fino ad aprile 2026 parlando della prevenzione dei tumori della mammella, della prostata, del colon retto, delle malattie cardiovascolari. Saranno altresì affrontati i temi della depressione nascosta, dei disturbi alimentari e dell’invecchiamento: questi ultimi due temi saranno sviluppati dalla dott.ssa Vittoria Scazzariello, medico nutrizionista, e dal dott. Michele Conversano, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto.

Il primo incontro (che ha avuto luogo il 5 novembre) ha riguardato la prevenzione dei tumori alla mammella ed è stato tenuto dalla dott. Vera Belfiore, suscitando grande interesse da parte del pubblico, soprattutto quello femminile, che al termine ha rivolto molte domande alla specialista.

Prossimo appuntamento sarà quello del 3 dicembre e riguarderà la prevenzione dei tumori al colon retto, a cura del dott. Francesco Semeraro e del dott. Giovanni Bellanova.

Ecco il calendario degli altri incontri:

Il 14 gennaio, ‘Prevenzione delle malattie cardiovascolari’ con il dott. Domenico Cito.

Il 22 gennaio, ‘I pilastri dell’invecchiamento attivo’ con il dott. Michele Conversano.

Il 4 febbraio, ‘Prevenzione dei tumori alla prostata’ con il dott. Antonio Franco.

Il 4 marzo, ‘Focus sulla depressione: come riconoscerla e come capirla’ con la dott.ssa Virginia Losito.

L’8 aprile, ‘Focus sulla qualità della nutrizione: prevenzione dei disturbi alimentari’ con la dott.ssa Vittoria Scazzariello.

Per informazioni, tel. 376.2438659.

 

Angelus

La domenica del Papa – Avvento, tempo di attesa

ph Vatican media-Sir
01 Dic 2025

di Fabio Zavattaro

Attesa. L’Avvento è il tempo dell’attesa, del “già e non ancora”. È il “tempo del concepimento di un Dio che ha sempre da nascere”, scriveva padre David Maria Turoldo; tempo di “gaudio perché è nato al mondo un uomo” che vince la notte, i silenzi, le solitudini: “vieni tu che ci ami / nessuno è in comunione col fratello / se prima non lo è con te, Signore. / Noi siamo tutti lontani, smarriti, / né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo: / Vieni sempre, Signore”.

Attesa. È la parola che fa da fil rouge del primo viaggio di papa Leone in Turchia e Libano, dove è giunto ieri, domenica 30 novembre. Attesa perché i cristiani possano ritrovare quell’unità tra le chiese, la quale, seppure imperfetta, è stata ricordata nel far memoria dei 1700 anni del Concilio ecumenico di Nicea, là dove quel “noi crediamo” è diventato la chiave per comprendere la comune fede dei credenti in Cristo.

Se l’attesa è “un aspetto profondamente umano, in cui la fede diventa, per così dire, un tutt’uno con la nostra carne e il nostro cuore”, diceva papa Benedetto XVI, nelle parole di Leone XIV, nei discorsi pronunciati nel viaggio, l’attesa è “bisogno di pace, di unità e di riconciliazione” e questo bisogno “c’è attorno a noi, e anche in noi e tra noi”. Attesa di pace in un tempo segnato da guerre, conflitti e violenze. L’Ucraina dalla Turchia dista poche miglia marine; Gaza, Israele, Siria sono territori confinanti.

Parla di “condivisione delle differenze” tra le diverse tradizioni liturgiche – latina, armena, caldea e sira – tra le altre Chiese e comunità cristiane, papa Leone, e con le parole di Giovanni XXIII chiede che “si compia il grande mistero di quell’unità che Cristo Gesù con ardentissime preghiere ha chiesto al Padre celeste nell’imminenza del suo sacrificio” e rinnoviamo “il nostro ‘sì’ all’unità, perché tutti siano una sola cosa”.

Un cammino di dialogo anche con gli appartenenti alle comunità non cristiane. “Viviamo in un mondo in cui troppo spesso la religione è usata per giustificare guerre e atrocità” ricorda papa Leone nella messa che celebra a Istanbul sabato pomeriggio. L’atteggiamento dell’uomo verso Dio e quello verso i fratelli sono connessi perché “chi non ama, non conosce Dio”, per questo, afferma, “vogliamo camminare insieme, valorizzando ciò che ci unisce, demolendo i muri del preconcetto e della sfiducia, favorendo la conoscenza e la stima reciproca, per dare a tutti un forte messaggio di speranza e un invito a farsi operatori di pace”

Parole che tornano nell’incontro nella cattedrale della Chiesa armena con la quale i “legami fraterni sono sempre più stretti, dice il Papa, che sottolinea la “coraggiosa testimonianza cristiana del popolo armeno nel corso dei secoli, spesso in circostanze tragiche”.

Nella Divina liturgia nella Chiesa di San Giorgio al Fanar torna indirettamente la parola attesa, perché, dice Leone XIV, “ci sono stati molti malintesi e persino conflitti tra cristiani di Chiese diverse in passato, e ci sono ancora ostacoli che ci impediscono di essere in piena comunione, ma non dobbiamo tornare indietro nell’impegno per l’unità”. In questo tempo di “sanguinosi conflitti e violenze in luoghi vicini e lontani, i cattolici e gli ortodossi sono chiamati ad essere costruttori di pace. Si tratta certamente di agire e di porre delle scelte e dei segni che edificano la pace, ma senza dimenticare che essa non è solo il frutto di un impegno umano, bensì è dono di Dio”.

Lavorare per la pace è anche il messaggio del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I: “Di fronte a tanta sofferenza, l’intera creazione che ‘geme’ si aspetta un messaggio di speranza unificato dai cristiani che condannino inequivocabilmente la guerra e la violenza, difendano la dignità umana e rispettino e si prendano cura della creazione di Dio”. E aggiunge: “non possiamo essere complici dello spargimento di sangue che si sta verificando in Ucraina e in altre parti del mondo e rimanere in silenzio di fronte all’esodo dei cristiani dalla culla del cristianesimo o essere indifferenti alle ingiustizie subite dai ‘fratelli più piccoli’ del nostro Signore”.

Avvento. Tempo di attesa e di speranza: “la porta oscura del tempo, del futuro è stata spalancata – scrive Benedetto XVI nell’enciclica Spe salvi – chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova”. Matteo, nel suo Vangelo, ci chiede di essere sempre pronti ad accogliere il Signore, di “custodire” la speranza. Si potrebbe dire, con le parole di papa Ratzinger che l’uomo “è vivo finché attende, finché nel suo cuore è viva la speranza. E dalle sue attese l’uomo si riconosce: la nostra statura morale e spirituale si può misurare da ciò che attendiamo, da ciò in cui speriamo”.