Lettera apostolica

Navigare nuovi spazi: la lettera di papa Leone XIV su educazione e Ai

ph Vatican media-Sir
13 Nov 2025

di Andrea Ciucci

Il 28 ottobre scorso, papa Leone ha pubblicato una lettera apostolica sull’educazione intitolata: ‘Disegnare nuove mappe di speranza’. Leggetela. Breve e bella. Sapiente e confortante. Regalatela a maestri e professori, catechisti ed educatori, a tutti gli appassionati del futuro della nostra umanità.

Il testo nasce in occasione del LX anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis, un documento che, secondo papa Leone, ha aperto una stagione di fiducia: ha incoraggiato ad aggiornare metodi e linguaggi.
Il paragrafo nove di questo documento, che inizia con questo giudizio, è esattamente quello dedicato alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale. Il titolo del paragrafo è Navigando nuovi spazi.

In poche righe il Papa da un giudizio preciso sulle nuove tecnologie utilizzate in ambito educativo e pone una serie di condizioni e di attenzioni.
Davanti alla perplessità e, talvolta, alla paura che caratterizzano non poche reazioni del mondo educativo e scolastico di fronte all’irruzione obiettivamente violenta e fulminea dell’Ai, il Papa dice che bisogna “evitare ogni tecnofobia. Il nostro atteggiamento nei confronti della tecnologia non può mai essere ostile, perché «il progresso tecnologico fa parte del piano di Dio per la creazione». Così, quell’incoraggiamento carico di fiducia che Gravissimus Educationis offriva incoraggiando l’aggiornamento dei metodi e dei linguaggi, oggi vale in modo specifico per la rivoluzione digitale in atto.

Il giudizio del Papa è certamente molto positivo, ma non ingenuo, Per questo, dopo aver invitato tutti ad aprirsi con fiducia all’accoglienza di nuove tecnologie in campo educativo, il Pontefice richiama alcuni criteri con cui questa adozione può essere davvero positiva.

Il primo riguarda il fine: Le tecnologie devono servire la persona, non sostituirla; devono arricchire il processo di apprendimento, non impoverire relazioni e comunità. […] L’intelligenza artificiale e gli ambienti digitali vanno orientati alla tutela della dignità, della giustizia e del lavoro.

Per custodire queste finalità, Leone chiede poi di “rafforzare la formazione dei docenti anche sul piano digitale; valorizzare la didattica attiva; promuovere service-learning e cittadinanza responsabile. Ma soprattutto “chiede discernimento sulla progettazione didattica, sulla valutazione, sulle piattaforme, sulla protezione dei dati, sull’accesso equo”.

Infine, nel documento appare un rischio che un’errata comprensione e un uso insipiente di queste tecnologie può generare. Richiamando un’idea di educazione squisitamente umana e molto ben delineata nei paragrafi precedenti, nell’introdurre fiduciosamente strumenti digitali vanno evitati l’efficientismo senza anima e la standardizzazione del sapere, che diventa poi impoverimento spirituale. […] In ogni caso, nessun algoritmo potrà sostituire ciò che rende umana l’educazione: poesia, ironia, amore, arte, immaginazione, la gioia della scoperta e perfino, l’educazione all’errore come occasione di crescita.

Il punto decisivo – conclude papa Leone – non è la tecnologia, ma l’uso che ne facciamo. [Questi strumenti] vanno governati con criteri di etica pubblica e partecipazione; vanno accompagnati da una riflessione teologica e filosofica all’altezza.

In sintesi, per abitare questi spazi occorre creatività pastorale, è necessaria una visione.

Siano le nostre scuole, le nostre università, i nostri percorsi educativi parrocchiali e associativi, luoghi creativi e visionari, capaci di abitare e servire questo tempo con fiducia, saggezza e coraggio. La lamentela è sterile, l’irrigidimento del “si è sempre fatto così” è demoniaco, la ripetizione impaurita di un passato apparentemente rassicurante è illusoria e deludente.

Diocesi

‘La bisaccia di Sant’Egidio’ per i poveri del quartiere Tramontone

13 Nov 2025

Sabato 15 novembre la confraternita di Sant’Egidio attuerà la raccolta alimentare per i bisognosi del quartiere Tramontone al ‘Residence Pezzavilla’ dalle ore 9 alle 15. Questa la presentazione dell’iniziativa di solidarietà da parte del priore del sodalizio, Pino Lippo.

Il nostro concittadino fra Egidio, canonizzato da Giovanni Paolo II nel giugno del ’96, per più di 50 anni usava la bisaccia per raccogliere beni necessari per la vita comunitaria e per i poveri. La bisaccia diventava una compagna di viaggio per le vie di Napoli e non solo, assieme a quel saio, impolverato e rammendato più volte, rappresentavano l’umiltà con cui portare anche il messaggio evangelico e assistere nel contempo i bisognosi, gli ultimi in una Napoli affamata e martoriata da frequenti epidemie. A distanza di secoli la situazione non è poi così cambiata. Quella povertà è così diffusa in tutta l’Italia e così anche nel nostro quartiere Tramontone, con famiglie numerose, lavoratori a basso reddito, alta percentuale di disoccupazione giovanile ecc.

Da molti anni nella nostra parrocchia, grazie alla intuizione e sensibilità del precedente parroco don Lucangelo De Cantis, l’iniziativa della ‘Bisaccia di Sant’Egidio’ prende corpo all’interno della comunità, affiancando quasi in parallelo l’operato della Caritas parrocchiale, integrando così gli aiuti, il sostegno per i bisognosi del vasto quartiere. Nello stesso identico percorso, fatto di ascolto e sostegno, prosegue l’attuale parroco don Carmine Agresta, mio amico di gioventù.

Cosa avrebbe potuto fare la confraternita che tra i suoi scopi specifici ha proprio la carità, la solidarietà, il volontariato? Ho proposto a don Carmine di poter uscire fuori dalle mura della parrocchia per effettuare le raccolte alimentari presso i residence e i supermercati del quartiere. Don Carmine ha apprezzato la proposta condividendola. Da subito ho iniziato a prendere contatti per la prima raccolta alimentare che si terrà sabato 15 novembre presso il ‘Residence Pezzavilla’ in via Federico II di Svevia, 2. Successivamente opereremo nel mese di dicembre e in quelli di febbraio, aprile e giugno 2026 nei supermercati che hanno già dato la disponibilità.

Sarà un impegno quindi della confraternita di Sant’Egidio che condividerà l’iniziativa con le diverse esperienze parrocchiali ed i singoli fedeli accogliendo l’invito di papa Francesco secondo cui “La Pace si fa con il cuore e la mano tesa”.

Archeologia

Si celebrano i cinquant’anni dell’Archeogruppo ‘Espedito Iacovelli’

Dal 13 al 15 novembre a Massafra, eventi mostre e interventi per raccontare mezzo secolo di studi e memoria del territorio

13 Nov 2025

Massafra si prepara a celebrare un traguardo storico: i cinquant’anni dell’Archeogruppo “Espedito Iacovelli”, nato nel 1975 ma attivo già dal 1972 grazie all’intuizione e alla passione di un primo nucleo di giovani guidati da Espedito Iacovelli, Roberto Caprara e don Antonio Laporta.
Dal 13 al 15 novembre la chiesa della Madonna di Tutte le Grazie ospiterà una ricca serie di iniziative, incontri, interventi e mostre dedicate alla storia dell’Archeogruppo e al rapporto tra comunità, ricerca e tutela del patrimonio locale. Il momento centrale delle celebrazioni sarà la presentazione del bollettino Archeogruppo n. 9, un’opera monumentale di 700 pagine, arricchita da oltre 270 fotografie, curata da Giulio Mastrangelo e pubblicata da Dellisanti editore.

L’apertura ufficiale delle celebrazioni è prevista per giovedì 13 novembre alle ore 17, con la presentazione del bollettino Archeogruppo 9 e del programma dei festeggiamenti.
Durante la serata sono in programma i saluti istituzionali, un contributo audio inedito di Espedito Iacovelli a cura di Cosimo Mottolese e le testimonianze di Gianni Iacovelli, Antonio Conforti e Franco Chieffa. La serata sarà impreziosita dal concerto della corale diretta dal maestro Marco Nitti.

Venerdì 14 novembre, dalle 17:00 alle 19:30, interverranno Piero Dalena, Domenico Caragnano, Carmela Crescenzi, Stefano Vinci, Daniele Locascio, Antonio Rotelli, Santino A. Cugno e Franco dell’Aquila.

Sabato 15 novembre, dalle 15:30 alle 20:00, porteranno il loro contributo Anna Orlando, Angelo Notaristefano, Pietro Mastrangelo, Edoardo Giannotta e Giulio Mastrangelo. In conclusione, sarà proiettato un video di Raffaele Cervellera dedicato alle ricerche archeologiche dell’associazione. Inoltre dalle 15:30  ci sarà uno speciale annullo postale celebrativo, realizzato dal disegnatore Fabio Tritto, disponibile all’ufficio postale temporaneo.

Per tutta la durata dell’evento, negli orari 09:30–12:30 e 17:00–20:00, saranno visitabili la mostra fotografica ‘L’Archeogruppo prima dell’Archeogruppo: gli anni della fondazione (1972-1974)’, a cura di Gabriella Mastrangelo, che ripercorre attraverso immagini d’epoca i primi interventi, le esplorazioni e le attività che hanno gettato le basi dell’associazione e la mostra filatelica sugli obelischi di Roma, allestita dal circolo filatelico e numismatico ‘F. Rospo’ di Massafra.

Le iniziative dei 50 anni dell’Archeogruppo rappresentano non solo un omaggio al passato, ma anche un invito a riflettere sul ruolo culturale e identitario che l’associazione ha ricoperto per Massafra in mezzo secolo di attività. Cinquant’anni di esplorazioni, catalogazioni, recuperi, pubblicazioni e impegno civile tornano così al centro della vita cittadina, con l’obiettivo di rinnovare la missione di tutela e valorizzazione del patrimonio locale.

 

Eventi formativi

‘Mercoledì in seminario’: percorso di crescita per i ragazzi

ph seminario di Taranto
13 Nov 2025

Il seminario arcivescovile di Taranto apre nuovamente le sue porte ai giovani con l’iniziativa ‘Mercoledì in seminario’, un ciclo di incontri dedicato ai ragazzi dai 12 ai 17 anni. L’iniziativa si svolgerà dalle ore 16 alle 20.30 in sette appuntamenti distribuiti tra il 2025 e il 2026. Il prossimo incontro avrà luogo il 3 dicembre (il primo si è svolto il 5 novembre) e quelli successivi sono previsti per il 14 gennaio, il 4 febbraio, il 4 marzo, il 15 aprile e il 6 maggio 2026.

Promossa dalla Pastorale vocazionale del seminario, l’iniziativa propone un pomeriggio strutturato tra studio, gioco, preghiera e cena comunitaria, offrendo uno spazio in cui i ragazzi possano crescere, condividere esperienze e interrogarsi sul proprio cammino personale e spirituale.

“Mercoledì in Seminario” si conferma così un’occasione preziosa per vivere momenti di incontro e formazione all’interno della comunità, in un clima sereno e accogliente. Per aggiornamenti e contenuti, è possibile seguire le pagine ufficiali del Seminario arcivescovile di Taranto sui social network.

Udienza generale

Leone XIV: “La fraternità ci libera da egoismi e divisioni”

ph Vatican media-Sir
13 Nov 2025

“La fraternità donata da Cristo morto e risorto ci libera dalle logiche negative degli egoismi, delle divisioni, delle prepotenze, e ci restituisce alla nostra vocazione originaria, in nome di un amore e di una speranza che si rinnovano ogni giorno”: lo ha spiegato Leone XIV, nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata al rapporto tra la Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale. “Il Risorto ci ha indicato la via da percorrere insieme a Lui, per sentirci ed essere ‘fratelli tutti’”, ha detto il Papa, rilanciando l’attualità dell’enciclica “Fratelli tutti” di papa Francesco, la quale a sua volta, ottocento anni dopo, rilancia l’attualità del saluto di San Francesco: ‘ommes frates’. “Quel ‘tutti’, che significava per San Francesco il segno accogliente di una fraternità universale, esprime un tratto essenziale del cristianesimo, che sin dall’inizio è stato l’annuncio della Buona Notizia destinata alla salvezza di tutti, mai in forma esclusiva o privata”, ha spiegato Leone: “Questa fraternità si basa sul comandamento di Gesù, che è nuovo in quanto realizzato da Lui stesso, compimento sovrabbondante della volontà del Padre: grazie a Lui, che ci ha amato e ha dato sè stesso per noi, noi possiamo a nostra volta amarci e dare la vita per gli altri, come figli dell’unico Padre e veri fratelli in Gesù Cristo”.

La Risurrezione di Gesù, al terzo giorno, “è l’inizio di una storia nuova”, ha osservato il pontefice: “E i discepoli diventano pienamente fratelli, dopo tanto tempo di vita insieme, non solo quando vivono il dolore della morte di Gesù, ma, soprattutto, quando lo riconoscono come il Risorto, ricevono il dono dello Spirito e ne diventano testimoni. I fratelli e le sorelle si sostengono a vicenda nelle prove, non voltano le spalle a chi e nel bisogno: piangono e gioiscono insieme nella prospettiva operosa dell’unità, della fiducia, dell’affidamento reciproco. La dinamica è quella che Gesù stesso ci consegna: «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato»”.

“Credere nella morte e risurrezione di Cristo e vivere la spiritualità pasquale infonde speranza nella vita e incoraggia a investire nel bene”, l’esordio della catechesi, in cui il Papa ha esortato ad “amare e alimentare la fraternità, che è senza dubbio una delle grandi sfide per l’umanità contemporanea, come ha visto chiaramente papa Francesco”.

“La fraternità nasce da un dato profondamente umano”, l’analisi di Leone XIV: “Siamo capaci di relazione e, se lo vogliamo, sappiamo costruire legami autentici tra di noi. Senza relazioni, che ci sostengono e che ci arricchiscono sin dall’inizio della nostra vita, non potremmo sopravvivere, crescere, imparare”. “Esse sono molteplici, diverse per modalità e profondità”, ha proseguito, “ma certo è che la nostra umanità si compie al meglio quando siamo e viviamo insieme, quando riusciamo a sperimentare legami autentici, non formali, con le persone che abbiamo accanto”.

“Se siamo ripiegati su noi stessi, rischiamo di ammalarci di solitudine, e anche di un narcisismo che si preoccupa degli altri solo per interesse”, il monito del Papa: “L’altro si riduce allora a qualcuno da cui prendere, senza che siamo mai disposti davvero a dare, a donarci. Anche oggi la fraternità non appare scontata, non è immediata”, il riferimento allo scenario odierno: “Molti conflitti, tante guerre sparse nel mondo, tensioni sociali e sentimenti di odio sembrerebbero anzi dimostrare il contrario”.

Tuttavia, “la fraternita non è un bel sogno impossibile, non è un desiderio di pochi illusi”, ha garantito Leone XIV: “Ma per superare le ombre che la minacciano, bisogna andare alle fonti, e soprattutto attingere luce e forza dal Colui che solo ci libera dal veleno dell’inimicizia”. La parola “fratello”, ha ricordato inoltre il Papa, “deriva da una radice molto antica, che significa prendersi cura, avere a cuore, sostenere e sostentare. Applicata a ogni persona umana diventa un appello, un invito”. “Spesso pensiamo che il ruolo di fratello, di sorella, rimandi alla parentela, all’essere consanguinei, al far parte della stessa famiglia”, ha osservato Leone: “In verità, sappiamo bene quanto il disaccordo, la frattura, talvolta l’odio possano devastare anche le relazioni tra parenti, non soltanto tra estranei”. Di qui la necessità, “oggi più che mai urgente, di rimeditare il saluto con cui San Francesco d’Assisi si rivolgeva a tutte e a tutti, indipendentemente da provenienze geografiche e culturali, religiose e dottrinali: omnes fratres era il modo inclusivo con cui il Santo poneva sullo stesso piano tutti gli esseri umani, proprio perché li riconosceva nel comune destino di dignità, di dialogo, di accoglienza e di salvezza”.

Associazionismo cattolico

Il 13 novembre un workshop nell’ambito del progetto Centodieci Agorà

Promosso dal Copercom, il laboratorio tratterà di “Associazioni in rete una potenzialità inespressa”

ph ilaria amati-fisc-cei
12 Nov 2025

Nell’ambito del progetto ‘Centodieci Agorà’, finanziato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, giovedì 13 novembre si terrà a Roma (via Aurelia 468, sala San Francesco, alle 9.30) un workshop promosso dal Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) su “Associazioni in rete una potenzialità inespressa”.

Due associazioni aderenti al Copercom, l’Ucsi e l’Anspi, hanno elaborato una proposta educativa apparsa sul sussidio estivo degli oratori associati. A questo primo passo, può seguire una più ampia collaborazione con la scuola in una logica di rete associativa?

Dopo l’introduzione spirituale di don Michele Martinelli (assistente ecclesiastico centrale per il Settore giovani di Azione cattolica e della Fuci: Federazione universitaria cattolica italiana) porterà il suo saluto Vincenzo Corrado (direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana).

Quindi si entrerà nel vivo dei lavori con l’introduzione al tema: “Decentrare il focus per vincere la partita”. Seguiranno gli interventi di  Renato Piccoli (giornalista Rai e rappresentante Ucsi: Unione cattolica stampa italiana) su “Il giornalismo costruttivo come nuova dimensione comunicativa”, Rosa Angela Silletti (responsabile proposta formativa Anspi: Associazione nazionale san Paolo Italia) su “Buoni cristiani e onesti cittadini: la lezione dell’oratorio”, ed Elena Fazi (presidente Uciim: Unione cattolica italiana insegnanti, dirigenti, educatori, formatori) su “Le buone pratiche nel mondo della scuola”. Modererà i lavori Stefano Di Battista, presidente del Copercom.

Formazione cristiana

Il valore dei settimanali cattolici e la forza del giornalismo di prossimità

Dalla crisi dell’informazione locale alla rinascita di una voce dei territori

ph Siciliani Gennari-Sir
12 Nov 2025

di Lorenzo Rinaldi

Negli ultimi decenni la trasformazione del panorama mediatico ha messo in discussione l’esistenza stessa dell’informazione locale, rivelando però l’importanza vitale di una stampa vicina ai cittadini e alle comunità.

L’impatto della rivoluzione digitale sui media locali

Tra gli anni novanta e gli anni duemila l’esplosione della bolla digitale negli Stati Uniti ha modificato in maniera radicale il mercato pubblicitario. I grandi colossi del Web, collocati nelle zone economicamente più sviluppate del Paese, hanno iniziato a drenare risorse economiche sempre più importanti ai mass media tradizionali. A farne le spese, in prima battuta, sono stati i giornali, le radio e le televisioni locali, molto diffusi negli Stati Uniti e che rappresentano la colonna vertebrale dell’informazione nelle zone più periferiche, quelle dell’America profonda, lontane dalla costa pacifica e atlantica dove si collocano invece i centri industriali maggiormente fiorenti e che dunque attirano l’attenzione della grande informazione.

Il risultato di questa progressiva riduzione di entrate pubblicitarie è stata la chiusura di testate locali, anche storiche, che non sono più riuscite a reggere l’urto.

La desertificazione informativa e la perdita di identità dei territori

Le comunità si sono così trovate senza uno strumento di informazione e i territori hanno perso identità e punti di riferimento. Certo esistevano – e anzi fiorivano – i social network, che tuttavia si trasformavano in strumenti di parte, più utili a diffondere la propaganda che l’informazione verificata e poco interessati alla tenuta del tessuto sociale delle comunità.

In pochi anni, gli esiti di questa desertificazione informativa sono stati drammatici. I grandi gruppi editoriali, quelli radicati negli Stati costieri maggiormente abitati, avevano poco interesse a occuparsi delle piccole storie degli Stati interni.

Con il venir meno dell’informazione locale si è registrato uno sfilacciamento del tessuto sociale delle comunità, abbinato a un minor interesse per la vita pubblica che si è tradotto in un calo nell’affluenza alle urne e in una riduzione della platea di cittadini disponibili a ricoprire cariche pubbliche a livello locale, quelle in cui sovente l’impegno civico si affianca al volontariato.

La rinascita del giornalismo di prossimità

Senza informazione molte comunità “periferiche” si sono spente. Un campanello d’allarme preoccupante, che ha fatto comprendere come giornali, radio e Tv locali rappresentassero un collante fondamentale e una risorsa insostituibile per la circolazione delle notizie e delle idee, anche differenti.

Ne è scaturita una piccola rinascita del giornalismo di prossimità, quello capace di ascoltare le comunità, finanche le più piccole. Sottoforma di cooperative o sostenuti da imprenditori locali sono rinati giornali, radio e Tv: certo il cammino è difficile e i colossi digitali non hanno smesso di drenare risorse pubblicitarie ai “piccoli”, tuttavia questa minuscola inversione di tendenza è significativa, perché ci racconta quanto sia importante che i territori abbiano la loro voce.

Il ruolo dei giornali della Fisc nella democrazia locale

È quello che fanno ogni giorno i giornali della Fisc, ascoltando, raccontando, informando centri grandi e piccoli della nostra Italia, arrivando in tutte le periferie, “territori di frontiera” (anche se spesso sono nelle zone interne) nei quali i grandi mezzi di informazione non hanno interesse economico ad arrivare.
Il lavoro dei nostri giornali è un servizio al Paese, alla democrazia, un lavoro quotidiano di cui spesso non si apprezza nella sua complessità l’importanza.

Un servizio al Paese e alla comunità

Il valore dei giornali locali della Fisc è, primariamente, quello di essere un collante delle comunità. E di parlare con rispetto, senza urlare, senza esasperare i toni, consapevoli che sui territori una parola detta male, una frase carica di violenza può produrre conseguenze difficilmente rimediabili.

È l’attenzione che poniamo ogni giorno nel nostro lavoro, fedeli a quanto indicato da papa Leone XIV nel suo primo incontro con il mondo della stampa dopo l’elezione al soglio pontificio:
«Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio. Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce».

Iniziative solidali

Parrocchia Cristo Re, raccolta di farmaci per i bambini bisognosi

12 Nov 2025

‘In farmacia per i bambini: uniti per un futuro migliore’ s’intitola l’iniziata di solidarietà messa in atto a Martina Franca dalla parrocchia di Cristo Re dei frati per la raccolta di farmaci destinati ai bambini bisognosi. Tutti i giorni da giovedì 13 al 20 novembre gli operatori Caritas  raccoglieranno le donazioni nell’esercizio in via Donizetti 71 che successivamente saranno portati in parrocchia. “Unitevi a noi in questa missione di solidarietà – l’invito degli organizzatori –. Ogni piccolo gesto può fare la differenza. Insieme possiamo dare a ogni bambino la possibilità di un futuro migliore”.

 

Eventi in diocesi

Il convegno catechistico diocesano 2025:
‘I nuovi linguaggi della catechesi’

Don Simone De Benedittis, direttore dell'ufficio catechistico diocesano
12 Nov 2025

di Paolo Simonetti

In questo anno giubilare, l’Ufficio catechistico propone un approfondimento in continuità con le parole di papa Leone XIV risuonate in piazza San Pietro in occasione del recente Giubileo dei catechisti, lo scorso 28 settembre. Nella sua omelia il Papa ha spiegato che “il catechista è persona di parola, una parola che pronuncia con la propria vita”. “I catechisti, ha proseguito il Santo padre, ‘in-segnano’, cioè lasciano un segno interiore: quando educhiamo alla fede, non diamo un ammaestramento, ma poniamo nel cuore la parola di vita, affinché porti frutti di vita buona”.

Per svolgere questo grande compito i catechisti sono chiamati a formarsi sempre con cura. Nelle scorse settimane sono iniziati gli incontri di formazione in seminario e i laboratori nelle vicarie. L’appuntamento fondamentale si terrà, invece, il prossimo 14 novembre in Concattedrale con il convegno catechistico diocesano. Il tema scelto per questa edizione è I nuovi linguaggi della catechesi’. L’inizio è previsto alle ore 17.

Interverrà come relatore il prof. Fabio Mancini, membro della Consulta dell’Ufficio catechistico nazionale della Conferenza episcopale italiana, esperto riconosciuto nel campo della catechesi e della comunicazione. Il prof. Mancini approfondirà come i linguaggi tradizionali della catechesi si integrano e si trasformano grazie alle nuove tecnologie, ai media digitali e alle forme espressive contemporanee, offrendo spunti concreti per aggiornare e rendere efficace l’annuncio del Vangelo oggi.

Il convegno si propone di offrire ai catechisti, agli operatori pastorali e a tutti gli interessati strumenti pratici e teologici per affrontare la sfida di comunicare la fede in un mondo in continuo cambiamento, valorizzando sia la tradizione sia le novità che emergono nella cultura digitale e nei nuovi ambienti comunicativi. Un momento di incontro, formazione e crescita che testimonierà quanto la catechesi sia viva, dinamica e pronta a dialogare con le trasformazioni della società moderna, per continuare a educare alla fede in modo appassionato e coinvolgente.

L’appuntamento, come ricorda don Simone Andrea De Benedittis, direttore dell’Ufficio, sarà un momento aperto a quanti avvertono la necessità di una formazione permanente ed è inserito in una più ampia proposta formativa che comprende il ritiro spirituale del 23 novembre e la ‘tre giorni biblica’, che si terrà da lunedì 26 a mercoledì 28 gennaio 2026.

Gli organizzatori chiedono infine di diffondere questo invito alle persone interessate nelle comunità parrocchiali e nei gruppi perché tutti possano partecipare e offrire il proprio contributo.

 

Pellegrinaggio

Santa Teresa di Gesù bambino torna a Gallipoli

12 Nov 2025

Dal 10 al 16 dicembre, santa Teresa tornerà a Gallipoli, lì dove ha confermato la sua piccola via di fiducia e di amore, ‘omen nuvum’, il ‘nuovo messaggio’, una delle rivoluzioni più commoventi e grandiose che lo Spirito abbia suscitato nella Chiesa. Teresa, vera maestra di vita spirituale, con il suo sguardo sempre rivolto verso il Cielo, ci indica una autentica via di santità, una via accessibile a tutti.

L’arrivo del reliquario gotico contenente una vertebra della Santa, eccezionalmente concesso al Monastero di Gallipoli dal Santuario di Lisieux in occasione dell’anno centenario della sua canonizzazione, sarà un momento di particolare grazia per poter conoscere la vita, la testimonianza e l’insegnamento di Teresa.

Durante la permanenza del reliquario di santa Teresa di Gesù bambino a Gallipoli, la chiesa del Monastero resterà aperta dalle ore 7.30 alle ore 22.

La Penitenza apostolica ha concesso il dono dell’indulgenza plenaria, alle solite condizioni – distacco dal peccato, confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice – a tutti coloro che dal 10 dicembre al 17 gennaio 2026 visiteranno la chiesa del Monastero.

La ‘Mostra teresiana’, allestita nel Palazzo vescovile, potrà essere visitata ogni giorno, fino al 15 dicembre, dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 16 alle 22.

Nei giorni di permanenza del reliquario, ogni mattina le Piccole suore di santa Teresa di Imola saranno a disposizione degli istituti scolastici e dei pellegrini per la presentazione della vita e del messaggio della Santa, nonché per la visita della mostra.

Per ulteriori informazioni scrivere all’indirizzo reliquie.gallipoli@gmail.com

Di seguito riportiamo la lettera indirizzata al nostro arcivescovo, mons. Ciro Miniero, dalla priora del monastero, suor Maria Benedetta del Volto Santo, e dal parroco della basilica concattedrale di Sant’Agata, mons. Piero De Santis, con la richiesta di rendere noto a presbiteri e parrocchie della nostra diocesi lo straordinario evento.

 

Eccellenza Reverendissima,
il Dio della speranza e della pace colmi il suo cuore di ogni grazia e consolazione.
Facendomi interprete dei sentimenti della mia comunità e del parroco della basilica concattedrale
di S. Agata, mons. Piero De Santis, le scrivo per comunicarLe un evento importante.
Come Ella sa, il buon Dio ha permesso che nella notte del 16 gennaio 1910 questo Monastero di Carmelitane scalze in Gallipoli, fosse destinatario di una singolarissima grazia per intercessione di Santa Teresa di Gesù Bambino: tra queste mura, infatti, Ella confermò la sua piccola via d’infanzia spirituale, pronunciando le seguenti parole: “la mia via è sicura, né l’ho sbagliata”.
Da quel momento in poi il nostro Carmelo e la nostra diocesi di Nardò – Gallipoli, ha instaurato uno strettissimo vincolo di amore e devozione con la nostra Celeste sorella, Maestra e Benefattrice. Questo miracolo fu segnalato anche per la sua causa di beatificazione. La stessa Madre Agnese di Gesù, sorella della santa, ne restò profondamente colpita, vedendo in esso realizzato ciò che la sua piccola sorella aveva promesso prima di morire, e cioè, che se la sua via d’infanzia spirituale fosse stata sicura, sarebbe venuta dal Cielo a confermarlo.
Il Carmelo di Gallipoli, che ha vissuto la grazia e il privilegio di ricevere questa luminosa conferma, ha ottenuto la straordinaria concessione di poter ospitare dal 10 al 16 dicembre 2025, nella Chiesa del Monastero, l’insigne reliquiario gotico contenente una vertebra di Teresa. La concessione risulta davvero straordinaria poiché, lungo tutto quest’anno centenario della sua canonizzazione (1925 – 17 maggio – 2025), le sue reliquie resteranno a Lisieux e l’unico viaggio di Teresa in Italia avrà come destinazione Gallipoli.
Saremmo molto contente se durante la presenza e la permanenza di Teresa nella nostra diocesi, tantissimi fedeli, accostandosi a Lei, potessero beneficiare della sua vicinanza e intercessione. A tal fine, sicura di fare cosa gradita, invierò del materiale informativo che spero possa essere diffuso nelle varie parrocchie della sua diocesi, così che nessuno resti privo di questo prezioso annuncio.
Le domandiamo dunque, se lo ritiene opportuno, di rendere noto ai presbiteri della sua diocesi e
per mezzo loro, alle varie parrocchie, lo straordinario evento.
Mentre la ringrazio di vero cuore a nome mio e di tutte le sorelle, Le assicuro la nostra costante
preghiera e per tutte noi chiedo la sua paterna benedizione.

 

Mondo

Negli Stati Uniti, per 42 milioni di americani indigenti a rischio gli aiuti alimentari

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha sospeso l’ordinanza di un tribunale federale che imponeva all’amministrazione Trump di garantire il finanziamento completo del programma Snap, il principale strumento pubblico di assistenza

ph Ansa-Sir
12 Nov 2025

da New York – Nel sobborgo di College Park, in Georgia, il ministro evangelico Terence Lester ha scelto un gesto simbolico: sedersi su un frigorifero vuoto per 42 ore, una per ogni milione di americani colpiti dal taglio del programma di aiuto alimentare Snap (Supplemental Nutrition Assistance Program). “Abbiamo ricevuto più di mille richieste di aiuto in un mese”, ha detto Lester, fondatore dell’organizzazione Love Beyond Walls. Il frigorifero vuoto è diventato emblema di una fame che non è metafora, ma realtà quotidiana.

Venerdì 8 novembre, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sospeso l’ordinanza di un tribunale federale che imponeva all’amministrazione Trump di garantire il finanziamento completo del programma Snap, il principale strumento pubblico di assistenza alimentare. La decisione ha lasciato 42 milioni di americani in una condizione di estrema vulnerabilità, aggravando l’incertezza già generata dal blocco delle attività governative.

“È una situazione catastrofica – ha dichiarato Monica Lopez Gonzalez di Feeding America -: milioni di persone non riescono a permettersi la spesa. Le loro vite sono sconvolte”.

Il programma Snap, noto in passato come buoni pasto, offre un sostegno mensile che può arrivare fino a 300 dollari per un singolo individuo e 1.000 per una famiglia di quattro persone. La maggior parte dei beneficiari vive sotto la soglia di povertà.
La sospensione dei fondi ha provocato un’impennata della domanda presso le banche alimentari, con lunghe file per ricevere pasti gratuiti. Alcuni stati hanno attivato fondi di emergenza, altri hanno erogato direttamente sussidi temporanei. Ma il quadro resta frammentato e incerto.

Il Dipartimento dell’agricoltura ha minacciato sanzioni agli Stati che continuano a erogare i sussidi Snap, definendoli “non autorizzati”.

La Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha espresso profonda preoccupazione. L’arcivescovo Timothy Broglio ha denunciato l’ingiustizia di una scelta che “fa ricadere il peso della chiusura sui poveri e sui vulnerabili, i meno in grado di andare avanti”. In un appello accorato, ha chiesto ai legislatori di agire con urgenza e responsabilità bipartisan per garantire il finanziamento dei programmi salvavita.

In tutto il Paese, le organizzazioni cattoliche si stanno mobilitando. Catholic Charities Usa e le sue filiali locali collaborano con partner civili per rispondere all’emergenza. Si moltiplicano le iniziative di solidarietà: donazioni dirette, carte regalo, sostegno alle spese di trasporto e affitto, acquisti condivisi presso negozi all’ingrosso. Strumenti digitali come Flashfood e Foodsource.net aiutano le famiglie a trovare cibo scontato o risorse locali.

Il governatore del Maryland, Wes Moore, ha parlato di “caos intenzionale” e in un’intervista alla rete tv CBS ha dichiarato senza mezze misure: “Hanno soldi per combattere guerre. Hanno soldi per le sale da ballo. Hanno soldi per tutto, ma non quando si tratta di sostenere la gente”. Anche la fame nell’America first di Trump è diventata un tema polarizzante e divisivo, dove a farne le spese sono 42 milioni di persone e tra queste anche elettori del presidente che invece di salvarli li sta affamando.