Giubileo2025

Disegnare nuove mappe di speranza: i segni del Giubileo del mondo educativo

ph Vatican media-Sir
03 Nov 2025

di Giada Di Reda

Nel cuore del Giubileo della Speranza, il Giubileo del mondo educativo – che ha animato il cuore della cristianità dal 27 ottobre all’1 novembre –  ha mostrato ancora una volta il volto vivo e accogliente di una Chiesa, madre che accompagna e si prende cura. Un intreccio di voci, esperienze e preghiere: un popolo di educatori, studenti e testimoni riuniti per riscoprire il valore dell’educare come atto d’amore e come servizio al futuro.

Il termine educare, dal latino e-ducĕre, letteralmente ‘trarre fuori’, ‘condurre fuori da’; Cicerone e Quintiliano ne colsero la profondità, intendendolo come l’arte di far emergere ciò che nell’uomo è più autentico, ovvero un accompagnamento paziente che non impone e non riempie, ma rivela e fa fiorire.

In questo contesto, in continuità con la monumentale bellezza emersa durante il Giubileo dei giovani di agosto, la Chiesa ha confermato il suo desiderio di camminare accanto alle nuove generazioni, condividendo fatiche, domande e sogni.

A dare luce e solidità alla settimana del mondo educativo è stata la lettera apostolica di papa Leone XIV, Disegnare nuove mappe di speranza, pubblicata in occasione del sessantesimo anniversario della Gravissimum educationis, dichiarazione conciliare sull’estrema importanza e attualità dell’educazione nella vita della persona umana, promulgata da papa Paolo VI, il 28 ottobre 1965.

Attraverso parole ferme ma colme di speranza e gentilezza, tipiche del linguaggio a cui ha invitato tutto il mondo sin dai primi istanti del suo pontificato, il pontefice ha invitato la comunità cristiana a rinnovare la propria missione educativa, ricordando che ogni percorso formativo è, prima di tutto, un cammino di fede. L’educazione, dice il Papa, è un’arte di accompagnare, di suscitare desiderio, di far nascere quella sete di senso che porta a guardare oltre. Non è solo trasmissione di nozioni, ma costruzione di libertà; non solo istruzione, ma incontro di vite che si orientano verso un bene più grande.

In questo contesto, risuona con forza il gesto con cui il pontefice ha elevato san John Henry Newman a dottore della Chiesa e co-patrono della missione educativa: un riconoscimento che pone il cuore al centro del sapere. Newman, con il suo motto Cor ad cor loquitur – ‘il cuore parla al cuore’ – ricorda che la vera educazione è sempre un incontro tra persone, una relazione che trasforma e genera vita. La sua figura, così profondamente radicata nel dialogo tra fede e ragione, parla con attualità a un mondo che rischia di smarrire la propria anima nella corsa al sapere tecnico e immediato. La sua eredità spirituale e intellettuale richiama gli educatori a custodire il valore della coscienza, a formare menti libere e cuori pensanti.

Tra i tanti orizzonti tracciati dal documento, risplendono quelli dedicati alla custodia del creato, all’uso sapiente delle tecnologie digitali e al patto educativo globale: tre vie che convergono in una pedagogia della speranza. Custodire la terra significa educare alla sobrietà e alla responsabilità, unendo giustizia sociale e giustizia ambientale; abitare il mondo digitale implica discernimento e libertà, per non farsi dominare dagli algoritmi ma restare protagonisti del proprio pensare e agire: “Non lasciate però che sia l’algoritmo a scrivere la vostra storia! Siate voi gli autori: usate con saggezza la tecnologia, ma non lasciate che la tecnologia usi voi!”.

Questa visione trova la sua sintesi nell’immagine luminosa delle ‘costellazioni educative’, con cui il papa descrive la pluralità di scuole, università e centri di formazione come stelle di uno stesso cielo: ciascuna con la sua luce, ma unite dalla stessa vocazione a illuminare. È la trama della comunione ecclesiale che attraversa i continenti, unendo esperienze, carismi e vocazioni diverse in un’unica missione di speranza. Ogni istituzione educativa è chiamata a risplendere nel suo contesto, a diventare segno visibile di una Chiesa che educa con il cuore, che accompagna, che sa vedere nell’altro un fratello da servire e non un numero da istruire.

Non è forse vero che ogni atto educativo nasce da un desiderio? E il desiderio, dal latino de-sidera, ‘dalle stelle’, custodisce il bisogno di orientarsi, di cercare un cielo che illumini la notte. Educare significa proprio questo: aiutare a rialzare lo sguardo, a scorgere nel buio la promessa di una luce che ritorna. È un gesto profondamente umano e spirituale, che intreccia la fragilità e la speranza, la concretezza del quotidiano e la nostalgia dell’eterno.

In questa prospettiva, gli educatori diventano artigiani di speranza: uomini e donne che, con pazienza e dedizione, seminano nel cuore dei giovani il gusto del bene e la fiducia nella vita. Ogni aula, ogni laboratorio, ogni momento di ascolto può trasformarsi in un piccolo cenacolo dove si impara a credere nel domani.

Nell’anno giubilare dedicato alla speranza, il Giubileo del mondo educativo illumina la Chiesa e il mondo intero con la certezza che ogni gesto educativo è una stella accesa nel cielo dell’umanità, capace di orientare il cammino verso una luce di speranza rinnovata e la promessa di un mondo nuovo.

Editoriale

Mediterraneo armato: alleanze, spese e potere

ph Afp-Sir
03 Nov 2025

Nel bacino mediterraneo l’acquisto di sistemi d’arma non rappresenta solo una decisione tecnica, ma un filo che intreccia alleanze geostrategiche, politiche industriali e schieramenti militari. I dati del Sipri e l’analisi dei flussi d’importazione nei Paesi attorno al Mediterraneo mostrano come ogni contratto rifletta una scelta, un messaggio e una prospettiva di potere.

Secondo l’ultimo fact sheet del Sipri, nel 2024 la spesa militare mondiale ha raggiunto 2.718 miliardi di dollari (+9,4% rispetto al 2023), segnando il livello più alto mai registrato. La quota della spesa militare sul Pil globale è salita al 2,5%, e la spesa militare media come proporzione della spesa pubblica ha superato il 7,1%. Nella regione europea, la spesa militare è aumentata del 17% sino a 693 miliardi $ nel 2024. Nel Medio Oriente, l’aumento è stato del 15% nello stesso anno, per un totale stimato di 243 miliardi $. Questi numeri testimoniano un contesto di crescente militarizzazione globale, che fornisce le condizioni per l’importanza strategica dei fornitori d’armi nei Paesi mediterranei.

I flussi di armamenti nel Mediterraneo riflettono quattro logiche fondamentali: allineamento politico‑militare; domanda e offerta tecnologica; condizioni finanziarie e industriali; e rischio geostrategico/sanzionatorio. Gli Stati Uniti emergono come fornitore dominante: 9 Paesi su 21 dell’area hanno Washington come principale fornitore secondo il Sipri per il periodo 2020‑24. Il ruolo della Russia è fortemente ridimensionato: dopo l’invasione dell’Ucraina perde terreno e mantiene legami diretti solo con l’Algeria e con la parte orientale della Libia. Attori regionali come Italia, Francia, Spagna, Turchia e Israele partecipano al mercato della difesa soprattutto nei segmenti specializzati (navale, aeronautico, artiglieria) anche se raramente sono fornitori primari in massa.

L’Europa meridionale e i Balcani offrono esempi emblematici. Paesi come Albania, Montenegro e Bosnia scelgono gli Stati Uniti per modernizzare le proprie forze, assicurando interoperabilità con la Nato. In Slovenia, l’Italia risulta partner principale nei settori degli elicotteri e del trasporto tattico. La Croazia opta per la Francia per aggiornare la propria aeronautica con i caccia Rafale. In Grecia, la scelta verso Parigi per navale e aeronautica assume anche un valore strategico nel contesto del confronto con Ankara. In Italia, pur esportando sistemi d’arma, resta fermo il ruolo degli Usa come fornitore principale per alcune capacità chiave (es. caccia di quinta generazione). Le potenze medie europee privilegiano invece la produzione nazionale, ricorrendo alle importazioni solo in casi strategici.

Sul versante africano del Mediterraneo, il Marocco consolida l’ancoraggio agli Usa e integra forniture israeliane, per mantenere un vantaggio rispetto all’Algeria. La Tunisia, con bilancio più ristretto, privilegia pacchetti Usa legati alla sicurezza interna e al controllo dei confini. L’Algeria mantiene una filiera russa per sistemi terrestri e antiaerei; è il Paese con il budget militare più alto del Maghreb ed è stato il primo al mondo ad acquisire caccia russi di quinta generazione. In Libia, l’approvvigionamento d’armi diventa parte della competizione interna: la Tripolitania beneficia di forniture turche, la Cirenaica di quelle russe.

Nel Medio Oriente, Israele conferma un rapporto strutturale con gli Usa fondato su piattaforme co‑sviluppate e fondi federali. Nel 2024 la sua spesa militare è cresciuta del 65% arrivando a 46,5 miliardi $ e pari all’8,8% del Pil nazionale. La Siria, uscita dal perimetro russo, appare come mercato di esportazione pronto allo sblocco post‑sanzioni. La Turchia guarda a fornitori alternativi – tra cui la Spagna – attivando partnership navali e aeronautiche non convenzionali.

Nel Mediterraneo, la politica degli acquisti di sistemi d’arma è al crocevia tra politica estera e industriale. Non conta solo il tipo di sistema acquistato, ma chi lo fornisce, quale catena produttiva nazionale attiva, e quale alleanza politica rafforza. I dati del Sipri mostrano chiaramente che l’egemonia Usa resta intatta, la Russia è in declino, e che le medie potenze esercitano ruoli specialistici ma non dominanti. In un mare in cui si intrecciano insicurezza marittima, minacce energetiche e competizione strategica tra potenze, ogni contratto d’arma è un messaggio. È la testimonianza di dove un Paese decide di stare — e con chi.

Sport

Eccellenza, dalla Coppa Italia al campionato: il Taranto si rilancia

foto G. Leva
03 Nov 2025

di Paolo Arrivo

Mentre Jannik Sinner giocava la finale del Masters 1000 di Parigi apprestandosi a tornare numero 1, sui campi di pallone, vetrina decisamente meno prestigiosa, allo stadio “Italia” di Massafra andava in scena il big match tra Taranto e Canosa. Senza ironia, per i tifosi rossoblu l’Eccellenza pugliese è come la Champions League: non conta la categoria ma l’attaccamento alla maglia che si indossa. E i calciatori l’hanno onorata nel primo dei due incontri ravvicinati della settimana scorsa sconfiggendo in Coppa Italia l’Atletico Acquaviva con un rotondo 5-1. Poi concedendo il bis nella 12esima giornata di campionato: 3-1 sul Canosa. Ovvero realizzando 8 goal in due partite – nove, a dire il vero, se si considera l’autogoal di Roberto Marino.

Il match Taranto – Canosa

L’incontro comincia con cinque minuti di ritardo, in uno stadio gremito. Dopo soli novanta secondi sono gli ospiti a farsi pericolosi. I ritmi sono alti, la partita ruvida, godibile. I padroni di casa provano a pareggiare il conto delle occasioni. Ma per metà tempo non succede nulla. È Nicola Strambelli, anzi, al 24’ a mettere in ambasce la retroguardia ionica con un tiro dal limite che finisce di poco fuori. Tre minuti dopo la più ghiotta occasione passa dai piedi di Umberto Monetti, che da posizione favorevole spreca, però. Il Taranto attacca ancora. E al 32’ a sbloccare il risultato con un gran diagonale ci pensa Pablo Aguilera. Lo stesso attaccante spagnolo, cinque minuti dopo, fa da sponda a Francesco Losavio che di testa insacca in tuffo meraviglioso. Al 45’ Dramane Konate sfiora la terza rete e fa vivere a tutti attimi di grande apprensione: il difensore della Costa d’Avorio finisce a terra dopo aver ricevuto un colpo, esce in barella, ma torna in campo.

In apertura di ripresa il giovane Monetti, servito da Calabria, da fuori area firma la terza rete. Il Canosa reagisce due minuti dopo. E segna solo al 14’ grazie al pasticcio di Marino che devia in rete il cross di Strambelli. Gli uomini allenati da Pasquale De Candia provano a rientrare in partita e divorano un goal fatto al minuto diciotto con un colpo di testa ravvicinato di Matteo Di Piazza. Canosa ancora pericoloso in almeno un paio di occasioni. Va all’attacco anche nei cinque minuti di recupero, ma i padroni di casa difendono il doppio vantaggio senza troppi patemi. Il Taranto si aggiudica lo scontro diretto superando in classifica la stessa squadra avversaria a quota 24.

 

Taranto – Canosa nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

La prima gioia

Riavvolgendo il nastro a giovedì scorso, nel primo tempo del match della Coppa Italia di Eccellenza avevamo visto il Taranto faticare, ancora una volta, nel tentativo di sbloccare il risultato contro le seconde linee di una squadra ben messa in ordine. Gli ionici hanno avuto comunque la supremazia territoriale e centrato due traverse. La svolta in un secondo tempo scoppiettante. Tre goal nei primi 13 minuti – i primi due del Taranto, firmati da Davide Derosa e da Aguilera. Poi dopo il rigore realizzato da Francesco Losavio, l’incidente singolare: il tiro di Derosa, fatto partire da oltre centrocampo, si insacca, quando il difensore avrebbe dovuto semplicemente restituire il pallone agli avversari che lo avevano messo fuori per consentire i soccorsi di chi era rimasto a terra dopo un contrasto di gioco. Il goal di Konate ha legittimato il largo vantaggio ma non è riuscito a spegnere le polemiche nel finale. E quelle immagini, l’eurogoal involontario di Derosa, hanno fatto il giro del web. Com’era prevedibile. Così, con un’ottima prestazione, gli uomini di mister Danucci si sono aggiudicati la gara di andata dei quarti di finale, tra gli applausi del pubblico e della curva dello stadio “Italia” di Massafra. Che hanno poi replicato tre giorni dopo.

 

Taranto – Acquaviva, photogallery by Giuseppe Leva

Festeggiamenti patronali

Le celebrazioni martiniane a Martina Franca

03 Nov 2025

“Vi presentiamo il programma delle prossime celebrazioni martiniane. In quest’anno giubilare vivremo il 10 e 11 novembre il Giubileo della nostra vicaria. Tutte le parrocchie e realtà ecclesiali della nostra città, insieme, per celebrare la misericordia del Signore che ci rende pellegrini di Speranza, in cammino come discepoli di Gesù. Vi aspettiamo tutti lunedì 10 novembre alle 19, partendo da piazza XX Settembre, in pellegrinaggio verso la Basilica per offrire l’olio per la Lampada in onore dei Santi Patroni e celebrare i vespri solenni presieduti dal nostro arcivescovo Ciro Miniero”: così il parroco della basilica di San Martino, mons. Giuseppe Montanaro, annuncia i solenni festeggiamenti novembrini in onore di San Martino e Santa Comasia, a Martina Franca, dal titolo ‘Pellegrini di Speranza: i Santi Patroni di modelli di carità e di pace’.

Questo il programma:

Ogni giorno, a partire da mercoledì 5, sante messe alle ore 7.30 e 18.

Venerdì 7, alle ore 19, liturgia penitenziale con la celebrazione del sacramento della Riconciliazione per l’indulgenza giubilare.

Sabato 8, alle ore 19, veglia di preghiera e celebrazione del Transito di San Martino.

Domenica 9, sante messe alle ore 8.30 e 11; alle ore 18.30, celebrazione eucaristica presieduta da mons. Pierino Fragnelli, vescovo di Trapani, con suffragio degli arcipreti e dei parroci defunti; alle ore 19.30, presentazione del libro ‘Sui passi di mons. Giovanni Caroli. L’uomo, il pastore, il testimone’ sulla figura di mons. Caroli, arciprete di Martina Franca dal 1951 al 1993.

Lunedì 10, il programma Giubileo della città prevede alle ore 19 il raduno in piazza XX settembre di tutte le comunità parrocchiali e realtà ecclesiali della vicaria di Martina Franca per il pellegrinaggio verso la basilica; alle ore 19.30, offerta dell’olio per la lampada votiva in onore di San Martino da parte della vicaria e celebrazione solenne dei primi vespri presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, con benedizione dei semi per le coltivazioni.

Martedì 11, solennità di San Martino di Tours, sante messe alle ore 7.30 (presieduta dal vicario parrocchiale don Alessandro Fontò), ore 9 (presieduta da don Piero Lodeserto, parroco di San Domenico), ore 11 (presieduta dal parroco della basilica di San Martino, mons. Giuseppe Montanaro), ore 17 (presieduta dal vicario parrocchiale don Alessandro Fontò), ore 19 (presieduta da mons. Angelo Panzetta, arcivescovo di Lecce).

Giovedì 13, alle ore 18 santa messa presieduta da don Santo Guarino, parroco di San Francesco d’Assisi in Martina Franca e cappellano della polizia di Stato; alle ore 19, adorazione eucaristica ‘Accogliere l’Invisibile ricco di Misericordia: Luce nella notte’.

Venerdì 14, alle ore 18 santa messa presieduta da padre Pino Galeone, missionario della Consolata e parroco dell’Assunta in contrada Capitolo (Martina Franca).

Sabato 15, alle ore 18, santa messa presieduta da mons. Luca Lorusso, parroco di Santa Lucia a Taranto ed economi diocesano.

Domenica 16, sante messe alle ore 8.30 -11 e 19 (quest’ultima presieduta da mons. Giuseppe Russo, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti).

Lunedì 17, Giornata martiniana della scuola, alle ore 9.30 ‘Insieme con San Martino operatori di pace’, incontro in basilica con gli studenti delle scuole primarie di secondo grado con il patrocinio dell’assessorato alle attività culturali e spettacolo.

Le celebrazioni saranno animate dal coro della basilica diretto dal m° Antonella Ignatti (organista, Egidio Cofano).

Una nota di colore ai festeggiamenti sarà apportata dalle artistiche luminarie allestite dalla ditta Memmola di Francavilla Fontana e dalla partecipazione del complesso bandistico ‘Città di Martina Franca’ e della tradizionale ‘bassa musica’ di Molfetta.

Angelus

La domenica del Papa – Memoria, speranza, futuro

ph Vatican media-Sir
03 Nov 2025

di Fabio Zavattaro

Nella giornata in cui la chiesa ci invita a commemorare le persone defunte, papa Leone si è recato, nel pomeriggio, al cimitero monumentale del Verano a Roma, una visita “in cui il silenzio interrompe la frenesia del fare” e diventa “per tutti noi un invito alla memoria e all’attesa”.
Essere lì, ha affermato, “non è tanto un volgersi indietro, ma piuttosto un guardare avanti, verso la mèta del nostro cammino, verso il porto sicuro che Dio ci ha promesso, verso la festa senza fine che ci attende”.

Ad attendere il Papa vi erano circa duemila persone nel piazzale antistante l’ingresso principale del cimitero. Prima di celebrare messa, assieme al cardinale vicario Baldassare Reina, sul piccolo palco addossato al muro di cinta, Leone XIV ha voluto lasciare un mazzo di rose bianche su una delle tombe poco distanti dall’ingresso.

Memoria, speranza, futuro sono le parole con le quali ha voluto riflettere su questo giorno in cui “commemoriamo il futuro. Non siamo chiusi nel passato, nelle lacrime della nostalgia. Nemmeno siamo sigillati nel presente, come in un sepolcro”. Gesù, ha detto all’Angelus, “ci chiama per nome, ci prepara un posto, ci libera dal senso di impotenza con cui rischiamo di rinunciare alla vita. Maria, donna del Sabato Santo ci insegni ancora a sperare”.

Nel giorno della morte i nostri cari ci hanno lasciato “ma li portiamo sempre con noi nella memoria del cuore”; memoria viva, ha detto nell’omelia al Verano, perché spesso c’è qualcosa che ce li ricorda: immagini, luoghi, “persino i profumi delle nostre case ci parlano di coloro che abbiamo amato e non sono più tra noi”.

Memoria e speranza sono anche le parole che papa Francesco aveva pronunciato il 2 novembre di due anni fa; “memoria di coloro che ci hanno preceduto, che hanno trascorso la loro vita, che hanno concluso questa vita; memoria di tanta gente che ci ha fatto del bene: in famiglia, tra gli amici… E memoria anche di coloro che non sono riusciti a fare tanto bene, ma sono stati ricevuti nella memoria di Dio, nella misericordia di Dio. È il mistero della grande misericordia del Signore”. E poi speranza perché “noi camminiamo verso un incontro, con il Signore e con tutti. E dobbiamo chiedere al Signore questa grazia della speranza: la speranza che mai delude mai”.

Questa “speranza futura”, ha detto il vescovo di Roma “anima il nostro ricordo e la nostra preghiera in questo giorno. Non è un’illusione che serve a placare il dolore per la separazione dalle persone amate, né un semplice ottimismo umano. È la speranza fondata sulla risurrezione di Gesù, che ha sconfitto la morte e ha aperto anche per noi il passaggio verso la pienezza della vita”. Il cristiano, leggiamo nella lettera A Diogneto, è l’uomo dalla doppia cittadinanza, l’uomo delle due Gerusalemme. Gesù è “il punto di arrivo del nostro andare – afferma papa Leone – senza il suo amore, il viaggio della vita diventerebbe un errare senza meta, un tragico errore con una destinazione mancata”.

Una preghiera, ancora, “per i morti che nessuno ricorda” perché la preoccupazione di Dio è quella “di non perdere nessuno”; la conosciamo dall’interno, ha aggiunto il Papa, “ogni volta che la morte sembra farci perdere per sempre una voce, un volto, un mondo intero. Ogni persona, infatti, è un mondo intero. Quella di oggi, dunque, è una giornata che sfida la memoria umana, così preziosa e così fragile. Senza memoria di Gesù – della sua vita, morte e risurrezione – l’immenso tesoro di ogni vita è esposto alla dimenticanza. Nella memoria viva di Gesù, invece, persino chi nessuno ricorda, anche chi la storia sembra avere cancellato, appare nella sua infinita dignità”.

Dopo la recita dell’angelus, la preghiera di papa Prevost per la pace in due nazioni africane. Il Sudan, da dove arrivano tragiche notizie che arrivano dal “martoriato” Darfur settentrionale: così afferma di seguire “con grande dolore” quanto accade nella regione, “violenze indiscriminate contro donne e bambini, attacchi ai civili inermi e gravi ostacoli all’azione umanitaria stanno causando sofferenze inaccettabili a una popolazione già stremata da lunghi mesi di conflitto”. Prega perché “il Signore accolga i defunti, sostenga i sofferenti e tocchi i cuori dei responsabili”; e rinnova anche l’appello “per un cessate-il-fuoco e l’apertura urgente di corridoi umanitari”. Alla comunità internazionale, la richiesta di “intervenire con decisione e generosità, per offrire assistenza e sostenere quanti si prodigano nel portare soccorso”. Poi la Tanzania, dove “dopo le recenti elezioni politiche, sono scoppiati scontri con numerose vittime. Invito tutti a evitare ogni forma di violenza e a percorrere la via del dialogo”.

Diocesi

Il 6 dicembre l’ordinazione sacerdotale di don Antonello Bruno e di don Antonio Acclavio

ph G. Leva
03 Nov 2025

L’arcivescovo mons. Ciro Miniero ha annunciato che sabato 6 dicembre alle ore 17, nella concattedrale Gran Madre di Dio, don Antonello Bruno e don Antonio Acclavio saranno ordinati presbiteri.

Così commenta il parroco della basilica cattedrale mons. Emanuele Ferro: “Siamo grati a Sua Eccellenza per questo dono e desideriamo prepararci al meglio perché l’effusione dello Spirito che consacrerà il nostro vice parroco, don Antonello Bruno, per l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione del vescovo, riguarda la Chiesa di Taranto e in special modo la nostra piccola comunità di Taranto vecchia”.

Questo, invece il commento del parroco della Madonna del Rosario di Talsano, don Armando Imperato: “Desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine al nostro arcivescovo che con paterna cura accompagnerà questo momento di grazia e di festa per tutta la nostra Chiesa diocesana. con l’ordinazione del nostro vice parroco don Antonio Acclavio., assieme a don Antonello Bruno. Preghiamo perché il Signore continui a colmare di luce, forza e amore i cuori di questi nuovi sacerdoti, chiamati a servire con generosità e fede il Popolo di Dio”.

Rigenerazione sociale

In vendita i panettoni artigianali del laboratorio penitenziario Fieri potest pastry lab

31 Ott 2025

di Angelo Diofano

Anche quest’anno, nell’approssimarsi delle festività natalizie, è iniziata la vendita dei panettoni artigianali realizzati nel laboratorio di pasticceria Fieri potest pastry lab, attivo all’interno della casa circondariale Carmelo Magli di Taranto, disponibili nei seguenti gusti: classico, al cioccolato, all’arancio e cioccolato fondente, al mandarino e caramello salato.

Si tratta di un progetto unico, promosso dalla cooperativa ‘Noi e Voi’, che trasforma la passione per la pasticceria in un’occasione concreta di rinascita e inclusione lavorativa. Guidati dal maestro pasticciere Pierluigi Barbaro, i sei detenuti pasticcieri del laboratorio producono ghiottonerie che raccontano storie di impegno, riscatto e talento: friselle, cracker, tarallini, cantucci, paste di mandorla, castagnette, biscotti e molto altro; per eventi pubblici o privati si realizzano, con altrettanta cura artigianale, anche buffet dolci e salati.

I panettoni artigianali sono il fiore all’occhiello della produzione, con ventiquattro ore di lievitazione naturale, l’uso di ingredienti selezionati del territorio e una lavorazione che rende ogni panettone un capolavoro di gusto e solidarietà.

Una parte del ricavato finanzierà una “call” dedicata agli enti del terzo settore impegnati nel volontariato penitenziario, per sostenere progetti di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e aiutare le loro famiglie.

“Acquistare un panettone del Fieri potest pastry lab – dice il presidente della Noi e Voi, don Francesco Mitidieri, cappellano della casa circondariale  – è un gesto buono che fa del bene in quanto significa portare a casa non solo un dolce di alta qualità, ma anche un messaggio di speranza, lavoro e futuro”.

Per prenotazione dei panettoni o informazioni: fieripotest.pastrylab@gmail.com;  tel. 393.2229991.

 

Diocesi

In Concattedrale, martedì 4 novembre l’assemblea diocesana

ph G. Leva
31 Ott 2025

Si svolgerà martedì 4 novembre, alle ore 19 nella Concattedrale ‘Gran Madre di Dio’ l’assemblea diocesana convocata dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero in cui saranno presentate le sintesi delle risposte alle domande formulate nel messaggio dell’arcivescovo per l’inizio del nuovo anno pastorale e rivolte ai consigli parrocchiali.

Riportiamo di seguito il testo della convocazione dell’arcivescovo:

 

“Carissimi fratelli e sorelle,

 il 29 settembre ho consegnato ai nuovi vicari episcopali e ai direttori degli uffici di Curia, il mio messaggio per l’inizio del nuovo Anno pastorale, con cui desidero incoraggiarvi nel ministero, indicando alcune priorità da privilegiare.
Per l’avvio dell’anno ho pensato ad un solo incontro sia per l’inaugurazione che per l’assemblea diocesana.

Pertanto, convoco tutto il clero diocesano e religioso, i consigli pastorali parrocchiali e i consigli parrocchiali per gli Affari economici, il 4 novembre, alle ore 19, alla Concattedrale Gran Madre di Dio, in Taranto.

 

Programma

18,45: accoglienza, preghiera iniziale

19,00: comunicazione dei risultati degli incontri dei gruppi

20,15: brevissimo dialogo a piccoli gruppi; interventi

Conclusioni dell’arcivescovo.

Per favorire il dialogo nei consigli parrocchiali, indico alcuni punti, con relative domande già contenute nel messaggio. I risultati dei confronti parrocchiali saranno consegnati al proprio vicario foraneo che ne farà una sintesi. Don Gino Romanazzi entro il 29 ottobre raccoglierà le sintesi per presentarle all’assemblea diocesana.

  1. Vivere bene la pastorale ordinaria: verificare come si vive la pastorale del quotidiano e avanzare proposte per crescere nella comunione con tutti e nella fede
  2. Accompagnare i giovani verso Cristo: vogliamo interrogarci sulla condizione dei giovani dal punto di vista della fede? La Diocesi può avvicinarli per orientarli meglio a conoscere Gesù? Quali i punti critici circa la loro presenza nelle parrocchie, associazioni, gruppi e movimenti? Come proporre loro percorsi validi di spiritualità e di formazione? Come proporre l’ideale della vita consacrata? E il servizio di pastorale giovanile e vocazionale, non solo a livello diocesano, mavicariale e parrocchiale, quale contributo può offrire?
  3. Per il cammino sinodale: interroghiamoci circa la comunione all’interno di ogni singola parrocchia e tra le parrocchie della medesima vicaria. Si potrebbe pensare, in alcuni ambiti, di realizzare un cammino insieme?
  4. In un mondo lacerato dall’odio e dalle guerre: nelle nostre famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali, nei luoghi di ritrovo e nel tempo libero, come noi viviamo questa tensione per costruire un mondo di pace? Come proviamo concretamente a superare divisioni e contrasti?

Sono certo che da un sereno confronto su questi punti potranno scaturire proposte utili e costruttive per il cammino della nostra comunità diocesana.

In Cristo,
† Ciro Miniero
arcivescovo metropolita di Taranto

Diocesi

La santa messa dell’arcivescovo Ciro Miniero al ‘San Brunone’ per la commemorazione dei defunti

ph G. Leva
31 Ott 2025

Domenica 2 novembre, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà nella cappella monumentale del cimitero San Brunone la celebrazione eucaristica in suffragio dei defunti nella ricorrenza loro dedicata. La giornata inizierà con il raduno delle autorità civili e militari all’ingresso del luogo sacro da dove alle ore 9.30 partirà il corteo preceduto dalla banda musicale cittadina ‘Giovanni Paisiello’. Lungo il viale principale saranno effettuati momenti di preghiera davanti alla tomba del vigile urbano Francesco Gallo, tragicamente scomparso negli anni sessanta, alla cappella del Capitolo metropolitano, omaggiando idealmente la memoria di tutti i sacerdoti deceduti della nostra diocesi, con deposizione di una corona d’alloro davanti al monumento a Gesù Redentore, nella piazza centrale.
Alle ore 10 nella cappella monumentale sarà celebrata la santa messa cui seguirà il consueto omaggio, con deposizione di corone d’alloro, al Famedio dell’Esercito italiano, ai resti del sommergibile tedesco UC12, affondato in Mar grande, e al Camposanto degli inglesi.

Sport

La Cascina nella tana di Ravenna per continuare a vincere

foto G. Leva
31 Ott 2025

di Paolo Arrivo

Come volevasi dimostrare: la vera Prisma, lo avevamo presagito, è quella vista domenica scorsa, nella prima partita in casa al Palafiom. Una squadra capace di giocare una buona pallavolo e di reagire nei momenti più difficili. Si pensi al primo set dello stesso incontro col Sorrento, vinto ai vantaggi, dopo che sembrava perso. Con un Oleg Antonov già in gran forma tutti i problemi possono essere risolti insieme agli altri giocatori facente parte del roster. Le attese non sono state tradite. L’altra conferma, poi, è arrivata dal pubblico del Palafiom: la capienza ridotta della struttura, decisamente più piccola del PalaMazzola, rende ancora più forte e prezioso il tifo.

Ravenna

Il prossimo avversario della Prisma ha gli stessi punti in classifica. Ma ottenuti in modo differente: una vittoria e una sconfitta in due match portati ambedue al tie-break. Nell’ultimo la Consar Ravenna è caduta a Macerata disputando una buona prova. Il punto conquistato contro una squadra importante, che ha confermato la sua alta caratura, attesta la qualità del gruppo allenato da Antonio Valentini, capace di non far dormire sonni tranquilli a coach Graziosi. Taranto comunque andrà a Ravenna con l’intenzione di non arrestare la corsa. L’obiettivo, per una squadra che punta al salto di categoria, è fare punti anche fuori delle mura amiche: la Cascina ha rotto il ghiaccio, e potrebbe riuscirci. Domenica prossima 2 novembre, start alle ore 18.00, il Pala De Andrè sarà teatro di una bella battaglia sportiva, certamente. Entrambe le formazioni non vorranno accrescere la distanza dalla vetta – in testa a quota sei ci sono Abba Pineto e Virtus Aversa. Va ricordato che gli emiliani hanno disputato diversi campionati nella massima serie e possono vantare una coppa nel palmarès (la Challenge Cup). Anche a loro, quindi, la serie A2 deve stare stretta.

La forza del singolo

Negli sport di squadra si tende a enfatizzare il collettivo. Perché è col gruppo si costruiscono le vittorie. Ma alle volte a fare la differenza, specie in una singola partita, sono i singoli: oltre a Antonov, MVP dell’ultimo incontro che ha raggiunto un personale record (200 servizi vincenti in carriera), vanno sottolineate le ottime prove offerte da Gabriele Sanfilippo, Ryu Yamamoto e Nicola Cianciotta. Un altro giocatore capace di fare la differenza, particolarmente in questa categoria, è Ibrahim Lawani. L’opposto francese sarà a disposizione di Gianluca Graziosi a partire dalla quarta giornata. Ovvero dalla prossima partita al Palafiom, il 9 novembre, quando arriverà la Tinet Prata di Pordenone. Sono pesanti anche i punti di Marco Pierotti: l’esperienza e il talento dello schiacciatore marchigiano, che ha giocato anche in Superlega, si sono visti già nel match col Sorrento. L’auspicio è che gli ionici possano marciare a ranghi compatti verso Ravenna. Possibilmente a caccia dei tre punti.

 

Il primo match al Palafiom: Taranto-Sorrento, photogallery by Giuseppe Leva

Città

Cpia Taranto: l’istruzione degli adulti per superare i divari sociali e territoriali

31 Ott 2025

di Angelo Diofano

Il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) di Taranto ha lanciato un forte messaggio di coesione sociale e sviluppo comunitario attraverso l’evento ‘Il quarto ponte’, tenutosi la settimana scorsa, a Palazzo di città.
Il titolo, che evoca i celebri ponti che uniscono i due mari, non è casuale in quanto il Cpia si propone infatti come il ‘quarto ponte’, quello immateriale, essenziale per collegare le fasce di popolazione più vulnerabili – inclusi i migranti e coloro in cerca di una seconda chance formativa – al resto della società, riducendo i divari territoriali e culturali.
Introdotto dalla prof.ssa Alessandra Fiusco, dirigente scolastica, l’incontro ha trattato delle sfide di una società complessa che diventano opportunità di crescita.
Al dibattito hanno preso parte figure chiave del mondo dell’istruzione e dell’accoglienza, tra cui ex dirigenti scolastici (come la prof.ssa Patrizia Capobianco) e docenti (tra cui i prof.ri Fabio Gallina, Stefania Chirico e Viviana Galluzzo, queste ultime due per l’istruzione penitenziaria).
Un focus particolare è stato posto sul ruolo dei Cpia quali protagonisti attivi nel sistema di accoglienza. Infatti, come emerso dalle relazioni, le scuole per adulti sono in prima linea nell’affrontare gli aspetti complessi delle nuove migrazioni, offrendo percorsi formativi che configurano una vera e propria ‘cittadinanza attiva’.
Momento significativo dell’incontro, le testimonianze dirette di ex corsisti, come Giovanna Sferra e Dembele Fallaye, che hanno dimostrato, con la loro esperienza, come l’istituzione scolastica non si limita a fornire un titolo di studio, ma offre dignità, integrazione e la possibilità concreta di riprogettare il proprio futuro.
Gli interventi sono stati moderati dalla docente prof.ssa Anna Maria Castria, permettendo un dialogo costruttivo che ha ribadito un concetto fondamentale: le istituzioni scolastiche pubbliche sono la struttura cruciale per governare i processi di inclusione culturale, assicurando la tenuta e lo sviluppo della comunità locale.
L’incontro si è concluso con la riaffermazione dell’impegno a rafforzare il ruolo del Cpia come faro di opportunità nel panorama tarantino, un ponte non solo di conoscenza ma anche di solidarietà e progresso, riconoscendo l’importanza di investire nell’istruzione come motore di una società più equa e resiliente.
Hanno inframmezzato la serata le esecuzioni della bravissima pianista Angela D’Arcangelo del Conservatorio ‘G. Paisiello’ di Taranto, allieva del m° Paolo Cuccaro.

Parrocchia dello Spirito Santo: festa liturgica di Chiara Luce Badano

31 Ott 2025

Mercoledì 29 ottobre la parrocchia dello Spirito Santo ha celebrato la festa liturgica della beata Chiara Luce Badano, in occasione dell’anniversario della nascita.

Chiara Luce, giovane appartenente al Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich, ha vissuto con profonda fede e straordinaria speranza la sua breve vita, segnata dalla malattia che l’ha colpita a soli diciotto anni. Nonostante il dolore, la ragazza ha saputo testimoniare con il sorriso la gioia del Vangelo e l’amore di Dio, divenendo un luminoso esempio di santità per i giovani e per tutta la Chiesa.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Francesco Tenna, che ha guidato la comunità nella preghiera e nella riflessione sulla vita e sull’esempio di Chiara Luce. Commentando la pagina del Vangelo, il sacerdote ha sottolineato che la giovane Chiara ha trovato nella forza dell’amore il segreto della vita, fino all’ultimo giorno. Al termine, davanti alla sua immagine, è stata recitata una preghiera di intercessione, invocando la sua protezione e il suo aiuto.

È seguito un momento particolarmente toccante con la proiezione di un video dedicato alla beata, che ha ripercorso la sua storia di fede, speranza, dolore e amore, suscitando profonda emozione nei presenti.

La serata è stata un’occasione preziosa per la comunità per riflettere sulla propria vita e sul significato della ‘santità della porta accanto’, chiedendo l’intercessione di Chiara Luce per le proprie intenzioni e necessità.