Ecclesia

Alla professoressa Patrizia Capobianco il premio ‘Cuore di donna’ 2025

ph G. Leva
15 Set 2025

di Angelo Diofano

Venerdì sera, 12 settembre, al centro San Gaetano, in via Cava, la confraternita dell’Addolorata e San Domenico ha conferito alla prof.ssa Patrizia Capobianco, già dirigente scolastico dell’istituto ‘Archimede’ di Taranto il premio ‘Cuore di donna’, giunto alla 31ª edizione. Questa la motivazione dell’annuale prestigioso riconoscimento alla solidarietà al femminile, consegnato dal priore del sodalizio, dott. Giancarlo Speranza Roberti: “Nella sua carriera all’interno dell’istituzione scolastica, per ben 22 anni come insegnante e, per i successivi 18, come dirigente, è stata un punto di riferimento per alunni e colleghi, e la scuola lo è stato per lei. Ha cercato instancabilmente il dialogo e la partecipazione perché la scuola fosse il luogo in cui si esercitassero e promuovessero i valori della solidarietà e dell’uguaglianza, dove ogni studente, di qualunque estrazione sociale e da ovunque provenisse, fosse messo nelle condizioni di arricchire il proprio bagaglio culturale per affrontare più serenamente il proprio percorso nella società. Da professoressa prima, e da dirigente, ‘la preside’ poi, ha lasciato un segno in tutti coloro i quali hanno avuto modo di starle a fianco: lavorare con impegno, affrontare la fatica, ma sempre con la gioia di far parte con orgoglio della comunità scolastica”.

 

ph G. Leva

 

Appuntamento annuale dei festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata, la premiazione del ‘Cuore di donna’ si è svolta nell’ambito della tavola rotonda sul tema ‘Taranto, donna e lavoro’, in collaborazione del Soroptimist Club di Taranto. Dopo i saluti del priore della confraternita, Giancarlo Roberti, ci sono stati gli interventi di Rosa Maria Ladiana, presidente del Soroptimist Club di Taranto, Filippo Linzalata, del dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli studi di Bari ‘Aldo Moro’, e di Gemma Lanzo, giornalista e socia del Soroptimist Club di Taranto, sodalizio che ha collaborato con la confraternita nell’organizzazione della serata. Le conclusioni sono state di mons. Emanuele Ferro, padre spirituale della confraternita.

I festeggiamenti continueranno lunedì 15, festa dell’Addolorata, durante la solenne celebrazione eucaristica delle ore 19 presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, con il rito di aggregazione dei nuovi confratelli e delle nuove consorelle.

Sabato 20, a mezzogiorno, si terrà il pranzo solidale al centro San Gaetano.

Domenica 21, giornata conclusiva dei festeggiamenti, alle ore 10 ci sarà il giro della banda cittadina ‘Lemma’ per le vie della città vecchia e del Borgo partendo da piazza Fontana con conclusione davanti alla chiesa di San Domenico; alle ore 11, messa sociale della confraternita; alle ore 17.30, preghiera dei secondi vespri presieduta da mons. Emanuele Ferro; alle ore 18 processione per via San Pietro Imperiale, via Duomo, piazza Castello, discesa Vasto, via Garibaldi, via De Tullio, pendio San Domenico e rientro in chiesa. Presteranno servizio le bande musicali cittadine ‘Santa Cecilia’ diretta dal m° Giuseppe Gregucci e ‘Lemma’ diretta dal m° Giuseppe Pisconti. Durante la processione, sosta nei pressi della chiesa di San Giuseppe per lo spettacolo pirotecnico della ditta Itria Firework di Martina Franca.

Nella circostanza il priore Giancarlo Speranza Roberti informa che la chiesa di San Domenico resterà aperta solo per tutta la durata dei festeggiamenti, dopo i quali sarà daccapo chiusa fino a data da destinarsi per la ripresa dei lavori di restauro.

 

Il servizio fotografico è stato curato da G. Leva

 

ph G. Leva

Angelus

Croce, strumento di vita

ph Vatican media-Sir
15 Set 2025

di Fabio Zavattaro

Nel giorno in cui festeggia il settantesimo compleanno, ricevendo auguri da tutto il mondo – “rendo grazie al Signore e ai miei genitori e ringrazio quanti hanno avuto un ricordo nella preghiera” – papa Leone XIV, nel pomeriggio di domenica, è in San Paolo fuori le mura per presiedere la Commemorazione dei martiri e dei testimoni del XXXI secolo, assieme ai rappresentanti delle altre chiese e comunioni cristiane: la loro testimonianza, afferma il Papa, è “speranza piena d’immortalità perché il loro martirio continua a diffondere il Vangelo in un mondo segnato dall’odio, dalla violenza e dalla guerra”. Evento ecumenico che si inserisce nel cammino dell’anno giubilare, così come avvenne con Giovanni Paolo II nel tempo del Giubileo del duemila.

La mattina è angelus in piazza San Pietro, riflessione sulla festa dell’Esaltazione della Santa Croce, memoria del ritrovamento, da parte di Sant’Elena a Gerusalemme, del legno della Croce che diventa per il credente uno strumento non di morte ma di vita. Per comprendere cosa significa celebrare questa festa, il vescovo di Roma riflette sul brano del Vangelo di Giovanni, ovvero il racconto della visita notturna a Gesù del capo dei Giudei, Nicodemo. Questi, afferma Leone XIV, “cerca Dio e chiede aiuto al Maestro di Nazaret, perché in lui riconosce un profeta, un uomo che compie segni straordinari”. Gesù non solo lo accoglie ma gli rivela che “il figlio dell’uomo dev’essere innalzato, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”. Parole che Nicodemo comprenderà il Venerdì Santo, ovvero capirà che “Dio, per redimere gli uomini, si è fatto uomo ed è morto sulla croce”.

Papa Francesco, celebrando a Santa Marta il 14 settembre 2018, disse che “la croce ci insegna che nella vita c’è il fallimento e la vittoria. Dobbiamo essere capaci di tollerare le sconfitte, di portarle con pazienza, anche dei nostri peccati perché Lui ha pagato per noi”.

Bella, in proposito la riflessione che don Tonino Bello proponeva in un’omelia del tempo di Quaresima. Avendo trovato nel duomo vecchio di Molfetta un crocifisso di terracotta appoggiato, in attesa di sistemazione, su una parete della sagrestia, con un foglio in cui era scritto collocazione provvisoria, così raccontò il fatto: “penso che non ci sia formula migliore per definire la Croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo […] Coraggio. La tua Croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre ‘collocazione provvisoria’. Il calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della Croce: ‘da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra’. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell’orario c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio”.

Dio ci ha salvati, afferma papa Leone, “mostrandosi a noi, offrendosi come nostro compagno, maestro, medico, amico, fino a farsi per noi «pane spezzato nell’eucaristia»”; e lo ha fatto servendosi “di uno degli strumenti di morte più crudeli che l’uomo abbia mai inventato: la croce”. Si celebra l’esaltazione della Croce perché Gesù “abbracciandola per la nostra salvezza, l’ha trasformata da mezzo di morte a strumento di vita”.

Dopo la recita della preghiera mariana, Leone XIV ha ricordato il 60mo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, “intuizione profetica” di papa Montini: “auspico che questa ricorrenza susciti un rinnovato impegno per l’unità, per la sinodalità e per la missione della Chiesa”. Paolo VI vedeva nel Sinodo un momento in cui i vescovi potessero ancora di più e meglio esercitare la comunione con il successore di Pietro. Sarà poi Benedetto XVI che in occasione del Sinodo dei vescovi sull’eucaristia, svoltosi in Vaticano nell’ottobre del 2005, interpretando nel suo stile l’intuizione montiniana, ha voluto che ci fosse “in conclusione dei lavori di ogni giorno lo spazio per un libero confronto tra i vescovi, con interventi e reazioni spontanee, senza previa stesura del testo”, come ricorda padre Enzo Bianchi nel libro La differenza cristiana. Ma volle anche che le proposizioni finali, cioè le proposte emerse dal confronto sinodale e destinate a essere da lui riprese per l’elaborazione di una sua esortazione post sinodale, fossero rese pubbliche integralmente subito, offrendole così alla riflessione di tutti i cristiani. Maggiore apertura, dunque, perché, scrive sempre Enzo Bianchi, “non si ha paura di far conoscere la fatica, il confronto e anche la pluralità di posizioni che esiste nel corpo episcopale e, quindi, si invita anche la chiesa nel suo complesso ad approfondire, a ricercare, a dibattere i problemi emergenti”.

Rigenerazione sociale

Esperienze di reinserimento sociale e lavorativo a Casa madre Teresa (quartiere Paolo VI)

12 Set 2025

Pubblichiamo integralmente una testimonianza dell’associazione Noi&Voi onlus (estrapolata dalla propria pagina facebook) relativamente all’esperienza di reinserimento sociale e lavorativo in corso a Casa madre Teresa, al quartiere Paolo VI.

“A giugno, grazie all’affiancamento nei percorsi educativi e acquisizione di competenza di due tutor nei confronti dei nostri ragazzi, abbiamo piantato peperoni, pomodori e melanzane nelle terrazze di Casa madre Teresa. Piccoli semi che a prima vista potevano sembrare fragili. Li abbiamo curati, giorno dopo giorno, con pazienza e attenzione. Alla fine di agosto i frutti sono arrivati, maturi e pieni di vita: il segno concreto che il tempo, la costanza e la cura possono trasformare qualcosa di piccolo in qualcosa di grande. Lo stesso accade nel percorso di reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi coinvolti nel circuito penale minorile. Ogni gesto, ogni impegno quotidiano, ogni nuova possibilità è come l’acqua e la luce che aiutano una pianta a crescere. Ciò che nasce dall’orto diventa così una metafora di rinascita: i frutti raccolti non sono solo verdure, ma simboli di futuro, speranza e cambiamento. Il raccolto, che attraverso un simbolico contributo può arrivare sulle vostre tavole, si trasforma in un’opportunità di autofinanziamento a supporto di nuove iniziative per i ragazzi per spingersi sempre… oltre l’ombra!
Per info e dettagli contattateci sulle nostre pagine social @noievoionlus”

Festeggiamenti patronali

Monteiasi, dove la croce parla al cuore: il libretto dedicato al Ss. Crocifisso

12 Set 2025

A Monteiasi, piccolo scrigno di fede ma anche di cultura, si cerca di non disperdere questo prezioso patrimonio anche religioso della comunità. Qui, ad esempio, il SS.mo Crocifisso non è solo un simulacro ma presenza viva cui è dedicato un libretto frutto dell’intuizione del parroco don Giovanni Nigro e della collaborazione con CulturAmic@, una fervorosa associazione culturale locale. Quest’opera provvede a consolidare il positivo connubio religioso-letterario come già nella precedente pubblicazione di successo dal titolo ‘Petali di devozione: omaggio a Maria’. Pure in questo nuovo libretto, che segnato i tradizionali festeggiamenti patronali settembrini, non siamo solamente in presenza di una raccolta di versi, ma di un vero e proprio atto d’amore: ogni poesia è frammento di cuore, ogni fotografia è squarcio di luce che attraversa la memoria collettiva dei monteiasini. Un progetto che raccoglie la nostalgia dei momenti e la trasforma in gratitudine e occasione di conversione, grazie all’impegno di CulturAmic@, sotto la supervisione dello stesso don Giovanni Nigro.
La croce, segno di morte, in Cristo è diventata quindi segno di vita. Questo è un concetto attualissimo e Monteiasi, con la sua fede che non si spegne e che ne è testimonianza viva dei nostri giorni.

Sport

Julio Velasco, il primo fenomeno in mezzo alle generazioni di fenomeni

12 Set 2025

di Paolo Arrivo

La loro impresa è stata la notizia di apertura delle maggiori testate online nazionali. Uno spazio strameritato per la nazionale femminile italiana di volley, che ha conquistato il Mondiale in Thailandia. Il trionfo al Maracanazinho di Bangkok è merito delle giocatrici scese in campo: da Myriam Sylla (la schiacciatrice di Palermo, nata da genitori ivoriani, è stata determinante contro la fortissima Turchia in finale) a Paola Egonu, da Ekaterina Antropova a Gaia Giovannini, da Alessia Orro alla veterana Monica De Gennaro – quest’ultima, 38 anni, ha annunciato il ritiro, scegliendo di chiudere nel momento della gloria. Senza dimenticare la capitana Anna Danesi e tutte le altre. Ma senza nulla togliere a queste giocatrici straordinarie, il vero artefice di un capolavoro mondiale, mancante da ventitré anni, ha nome Julio Velasco. Uno che ha vinto tutto con gli uomini alla guida della nazionale. Era la cosiddetta generazioni di fenomeni degli anni Novanta. Così l’allenatore dei record ha messo la sua esperienza e le sue competenze al servizio delle donne, con profitto e con immediatezza di risultati.

Julio Velasco nella leggenda

Argentino naturalizzato italiano, nato a La Plata, l’allenatore classe 1952 si è fatto conoscere con le vittorie del gruppo Panini aggiudicandosi quattro scudetti di fila, dal 1986 all’89. Successivamente ha ricoperto la carica di commissario tecnico della nazionale maschile italiana fino al 1996. Tanti i titoli vinti, tra cui due campionati mondiali e tre europei. Una nazionale tra le più forti di tutti i tempi. Della quale ha fatto parte, tra gli altri, l’attuale commissario tecnico della nazionale maschile italiana, il pugliese Fefè De Giorgi. In quegli anni si è costruito il mito di un gruppo che conosceva solamente il linguaggio della vittoria. Ancora oggi, tutti gli amanti della pallavolo lo ricordano. Omaggiare Julio Velasco è un atto doveroso. Anche in considerazione della minore visibilità di cui, di solito, gode la figura dell’allenatore rispetto al giocatore.

Dagli uomini alle donne

Lui non vuole essere definito un invincibile. E nemmeno un Maestro: si considera semplicemente un bravo allenatore, Julio Velasco. Il suo obiettivo è vincere. Ma sa anche riconoscere il valore dell’avversario, ovvero contemplare la possibilità di essere sconfitti. Si chiama cultura sportiva. Quella che cerca di trasmettere ai suoi atleti, e ai ragazzi che incontra tutto l’anno. Tuttavia, da quando ha cambiato genere, allenando le donne, non ha fatto altro che continuare a centrare la vittoria: la medaglia d’oro ai Giochi della XXXIII Olimpiade, la prima in Italia nella storia della pallavolo, e la Volleyball Nations League nel biennio 2024-25. L’ultimo Mondiale è stato la ciliegina sulla torta. L’Italia lo ha disputato con i favori del pronostico: ha superato agevolmente ogni avversario, e nelle ultime due partite, giocate al di sotto dei suoi standard, è stata capace di soffrire per portare a casa con pieno merito la vittoria.

 

Diocesi

Faggiano, celebrazioni in onore dell’Addolorata

12 Set 2025

di Angelo Diofano

“Che io non sia bruciato dalle fiamme, che io sia, o Vergine, da te difeso nel giorno del giudizio. Fa’ che io sia protetto dalla Croce, che io sia fortificato dalla morte, consolato dalla grazia. E quando il mio corpo morirà, fa’ che all’anima sia data la gloria del Paradiso”: con questi versetti tratti dallo Stabat Mater (scelti e riportati dalla confraternita del Carmine nell’apposito manifesto) a Faggiano vengono annunciati i solenni festeggiamenti religiosi in onore di Maria ss. Addolorata che si terranno domenica 14 e lunedì 15 settembre a cura della parrocchia dell’Assunta e della medesima confraternita.
“Sarà una festa molto sobria, occasione per stare tutti insieme nella letizia, per invocare il dono della pace nel mondo e per lasciarci provocare dalle parole del Vangelo e dall’esempio di Maria, sul quale l’arcivescovo mons. Ciro Miniero punta molto nel suo ministero episcopale”, spiega il parroco, don Francesco Santoro.

“Porremo inoltre l’accento sulle ‘Addolorate’ di oggi, le mamme che piangono i loro figli, le mamme di Gaza, le mamme ucraine, le mamme di Taranto, le mamme di tutte le sofferenze del mondo, le cui lacrime nessuno ascolta ma che Dio raccoglie. Sono lacrime che diventano preghiera e per noi appello alla conversione, che ci invitano a modellare la nostra vita alla croce di Cristo, ad avere un cuore di madre, capace di commuoversi, capace di raccogliere il grido dell’umanità, il grido di dolore dei figli. È un lutto che invoca presenza,scelta,profezia, speranza e pace. Viviamo purtroppo tempi funesti ma che con l’amore possiamo trasformare in gioia perché, come dice Sant’Agostino, ‘I tempi siamo noi’”

Domenica 14, Esaltazione della Croce, alle ore 18.30 ci sarà la recita del santo rosario e alle ore 19 la santa messa.

Lunedì 15, solennità della Beata Vergine Addolorata, alle ore 19 (dopo la recita del santo rosario) don Francesco celebrerà la santa messa. Seguirà la solenne processione per piazza Vittorio Veneto, via Skanderberg, via Dante, via Del Monte, via Taranto, via Skanderberg, via Leonardo da Vinci, via Verdi (con breve sosta davanti al Calvario), via Vittorio Emanuele e piazza Vittorio Veneto.
Le preghiere e i canti saranno intervallati dalle musiche eseguite dal gran complesso bandistico ‘Euterpe – Città di Pulsano’ diretto dal m° Francesco Bolognino.

Presentazione libro

A Carosino, stasera giovedì 11 settembre, la rassegna ‘Storie libere, incontri letterari’

11 Set 2025

A Carosino, nel Palazzo ducale d’Ayala Valva, riparte questa sera, giovedì 11 settembre alle ore 20, la rassegna ‘Storie libere, incontri letterari’.

Sarà presentato il libro ‘La solitudine e le relazioni sostenibili’ di Silvia Ruggiero, psicologa, dirigente dell’Asl di Taranto e autrice impegnata nella promozione del benessere emotivo.

Il libro invita a dare un nuovo significato alla solitudine, non più solo come isolamento, ma come momento per ascoltare le nostre emozioni e capire cosa ci fa stare bene. Da questa consapevolezza nasce la possibilità di creare relazioni più autentiche e rispettose, capaci di nutrire noi stessi e la comunità in cui viviamo.

L’assessorato alla Cultura del Comune carosinese, guidato da Ylenia Piccinni, ricorda che l’evento è come sempre ad accesso libero, per godere di una serata piacevole di riflessione e confronto.

 

Festeggiamenti patronali

Monteiasi, il SS. Crocifisso fra fede e tradizione

11 Set 2025

di Floriano Cartanì

Monteiasi si veste a festa per la solennità che ogni settembre riaccende veramente il cuore di questa comunità jonica: quella del SS. Crocifisso. Un appuntamento che non è solo religioso ma anche identitario. Qui, dove la devozione alla Croce di Cristo si tramanda da oltre tre secoli, il 14 settembre è il giorno in cui Monteiasi si riconosce, si ritrova e celebra il suo patrono. La parte religiosa dei festeggiamenti è curata con attenzione certosina dal parroco della chiesa di San Giovanni Battista, don Giovanni Nigro, coadiuvato dal comitato feste patronali. Il triduo di preghiera, dell’11 settembre, prevede un incontro con meditazioni e testimonianze dal titolo ‘La Croce: fonte di speranza e amore”. Un incontro assai importante questo, poiché propizio e opportuno nel segnare intimamente il cammino spirituale della comunità in questo particolare periodo dell’anno. Il triduo prevede con le sante messe di venerdì 12 e sabato 13 settembre l’esposizione della reliquia della Santa Croce e l’apertura delle indulgenze che si terranno a partire dalle 17.30.

Il clou della festa arriva il 14 settembre, giorno dell’Esaltazione della Croce. Le sante messe scandiranno la giornata, culminando alle ore 18.30 con la concelebrazione eucaristica presieduta dal nostro arcivescovo, mons. Ciro Miniero, che si terrà all’aperto in piazza Maria Immacolata. Come da tradizione, al termine della santa messa, ci sarà la tradizionale consegna da parte del sindaco delle chiavi della città al SS. Crocifisso. Subito dopo intorno alle ore 19.30, l’attesissimo momento della lunga e partecipata processione che attraverserà le vie del paese, portando in alto il simbolo della fede monteiasina.
Ma Monteiasi non è solo raccoglimento in queste giornate, è anche festa, musica, luci. Le luminarie della ditta Lme Enzo Memmola trasformeranno il centro cittadino in un piccolo teatro a cielo aperto.

Il 13 settembre il complesso bandistico Città di Francavilla Fontana effettuerà il servizio musicale, mentre il giorno seguente toccherà alla banda Città di Conversano regalare emozioni in note al pubblico attraverso il suo concerto sempre molto partecipato. E poi, come ogni festa patronale che si rispetti, i fuochi d’artificio di domenica 14 settembre: alle ore 21 un ‘assaggio’ con la ditta Pirotecnica & Piro Show, che  accenderà il cielo sopra Monteiasi e a seguire verso le ore 22:30 lo spettacolo pirotecnico curato dalla ditta Itria Fireworks, che promette una esibizione da ricordare. Monteiasi non dimentica con queste giornate  la sua storia, la sua fede e ogni settembre lo dimostra con una festa che è un grande omaggio, una dichiarazione d’amore al suo patrono, il SS. Crocifisso.

Diocesi

A Martina si concludono i festeggiamenti dell’Addolorata

11 Set 2025

di Angelo Diofano

Si concludono a Martina Franca, nella basilica di San Martino, i festeggiamenti in onore di Maria Santissima Addolorata a cura della confraternita della Natività e Dolori di Maria Santissima (priore, Giuseppe Speciale). 

Domenica 14, festa dell’Esaltazione della Croce, alle ore 8.30 santo rosario, alle ore 9 santa messa presieduta dal vicario parrocchiale don Alessandro Fontò, alle ore 11 santa messa con la benedizione degli studenti e degli operatori del mondo della scuola ai quali sarà donata una croce; alle ore 19.15 vespri e processione nel percorso tradizionale. Per tutta la giornata allieterà le vie cittadine e parteciperà alla processione l’associazione musicale ‘Antonietta Amico-Città di Ceglie Messapica’ diretta dal m° Michele Vitale.

Lunedì 15, festa della Beata Vergine Addolorata, alle ore 8.30 santo rosario; alle ore 9 santa messa presieduta da don Alessandro Fontò con benedizione e distribuzione del pane; alle ore 11.15, santo rosario e Angelus Domini; alle ore 19 santo rosario e alle ore 19 santa messa con catechesi presieduta da mons. Giuseppe Montanaro, padre spirituale della confraternita.

Martedì 16, giorno del ringraziamento, alle ore 19 recita del santo rosario; alle ore 19.30 santa messa presieduta da mons. Giuseppe Montanaro, padre spirituale della confraternita. Subito dopo, in seconda convocazione, avrà luogo l’assemblea straordinarie dei confratelli e delle consorelle della Natività e Dolori.

Udienza generale

Leone XIV: “Ricordate i bambini dell’Ucraina e di Gaza”

ph Vatican media-Sir
11 Set 2025

“Quando il cuore è pieno, grida. E questo non è sempre un segno di debolezza, può essere un atto profondo di umanità”: ne è convinto Leone XIV, che ha cominciato l’udienza di oggi ringraziando la folla di fedeli che si è data appuntamento in piazza San Pietro, nonostante la pioggia battente sulla Capitale: “Grazie della vostra presenza, è una bella testimonianza”.

“Noi siamo abituati a pensare al grido come a qualcosa di scomposto, da reprimere”, ha detto il Papa nella catechesi, dedicata alla morte di Gesù. Il Vangelo, invece, “conferisce al nostro grido un valore immenso, ricordandoci che può essere invocazione, protesta, desiderio, consegna”: “Addirittura, può essere la forma estrema della preghiera, quando non ci restano più parole”. Durante i saluti ai fedeli francesi, Leone ha citato i due nuovi santi, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, da lui canonizzati domenica scorsa in questa stessa piazza, e ha chiesto ai fedeli polacchi di ricordare “nelle vostre preghiere e nei vostri progetti umanitari anche i bambini dell’Ucraina, di Gaza e di altre regioni del mondo colpite dalla guerra”.

“Sulla croce, Gesù non muore in silenzio”, ha osservato il pontefice: “Non si spegne lentamente, come una luce che si consuma, ma lascia la vita con un grido: ‘Gesù, dando un forte grido, spirò’”. “Quel grido racchiude tutto: dolore, abbandono, fede, offerta”, ha spiegato: “Non è solo la voce di un corpo che cede, ma il segno ultimo di una vita che si consegna”. “Il grido di Gesù è preceduto da una domanda, una delle più laceranti che possano essere pronunciate: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’”, ha ricordato Leone XIV: “Il Figlio, che ha sempre vissuto in intima comunione con il Padre, sperimenta ora il silenzio, l’assenza, l’abisso”. “Non si tratta di una crisi di fede, ma dell’ultima tappa di un amore che si dona fino in fondo”, ha puntualizzato il Papa, secondo il quale “il grido di Gesù non è disperazione, ma sincerità, verità portata al limite, fiducia che resiste anche quando tutto tace.

In quel momento, il cielo si oscura e il velo del tempio si squarcia. È come se il creato stesso partecipasse a quel dolore, e insieme rivelasse qualcosa di nuovo: Dio non abita più dietro un velo, il suo volto è ora pienamente visibile nel Crocifisso. È lì, in quell’uomo straziato, che si manifesta l’amore più grande. È lì che possiamo riconoscere un Dio che non resta distante, ma attraversa fino in fondo il nostro dolore”. “Il centurione, un pagano, lo capisce”, ha osservato il Pontefice: “Non perché ha ascoltato un discorso, ma perché ha visto morire Gesù in quel modo: ‘Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!’. È la prima professione di fede dopo la morte di Gesù. È il frutto di un grido che non si è disperso nel vento, ma ha toccato un cuore. A volte, ciò che non riusciamo a dire a parole lo esprimiamo con la voce”.

Nel gridare, c’è anche “una speranza che non si rassegna”, ha assicurato il Papa. “Si grida quando si crede che qualcuno possa ancora ascoltare. Si grida non per disperazione, ma per desiderio”, ha spiegato Leone XIV: “Gesù non ha gridato contro il Padre, ma verso di Lui. Anche nel silenzio, era convinto che il Padre era lì. E così ci ha mostrato che la nostra speranza può gridare, persino quando tutto sembra perduto”. “Gridare diventa allora un gesto spirituale”, ha commentato Leone:

“Non è solo il primo atto della nostra nascita – quando veniamo al mondo piangendo –: è anche un modo per restare vivi. Si grida quando si soffre, ma pure quando si ama, si chiama, si invoca. Gridare è dire che ci siamo, che non vogliamo spegnerci nel silenzio, che abbiamo ancora qualcosa da offrire”. Il grido, infatti, è “una via per non cedere al cinismo, per continuare a credere che un altro mondo è possibile”.

“Nel viaggio della vita, ci sono momenti in cui trattenere tutto dentro può consumarci lentamente”, l’analisi del Papa. “Gesù ci insegna a non avere paura del grido, purché sia sincero, umile, orientato al Padre”, ha spiegato: “Un grido non è mai inutile, se nasce dall’amore. E non è mai ignorato, se è consegnato a Dio. ”Impariamo anche questo dal Signore Gesù: impariamo il grido della speranza quando giunge l’ora della prova estrema”, l’esortazione finale: “Non per ferire, ma per affidarci. Non per urlare contro qualcuno, ma per aprire il cuore. Se il nostro grido sarà vero, potrà essere la soglia di una nuova luce, di una nuova nascita. Come per Gesù: quando tutto sembrava finito, in realtà la salvezza stava per iniziare. Se manifestata con la fiducia e la libertà dei figli di Dio, la voce sofferta della nostra umanità, unita alla voce di Cristo, può diventare sorgente di speranza per noi e per chi ci sta accanto”.

Ecclesia

Anche la municipalità di Fragagnano alle celebrazioni della Santa Croce a Lecce

11 Set 2025

La basilica di Santa Croce a Lecce sarà il cuore pulsante di una intensa settimana di spiritualità e cultura dall’11 al 14 settembre per le celebrazioni in onore della Santa Croce e la solenne festa domenicale con l’esposizione straordinaria della reliquia della Santa Croce.

Il 13 settembre, alla santa messa delle ore 19 parteciperanno le autorità locali e i sindaci e alcuni Ambasciatori dell’Associazione delle città del Crocifisso con la partecipazione delle municipalità di Fragagnano, Altomonte, Arnesano, Galatone, Mesagne, Monteroni di Lecce, Taurisano e Torchiarolo –

Nel corso della celebrazione, il presidente dell’associazione, dott. Giovanni Papasso, con il segretario generale  Giuseppe Semeraro, omaggerà la Croce con una lampada votiva in segno di devozione.  Al termine della messa la reliquia e il Crocifisso verranno esposti sul sagrato della basilica e riceveranno l’omaggio musicale della banda musicale di Surbo. Alle 21, la cooperativa ArtWork, nell’ambito del Progetto LecceEcclesiae, offrirà gratuitamente l’esperienza suggestiva de  ‘I Misteri di Santa Croce’ (prenotazione obbligatoria al n. 0832 1827289). Al termine, sempre in basilica, un concerto per violino.

Domenica 14 settembre sarà possibile visitare gratuitamente (prenotazione obbligatoria al n. 0832 1827289) la balconata della facciata della basilica e alle 19 vi sarà la santa messa presieduta dall’arcivescovo emerito di Lecce mons. Michele Seccia, con la presenza dei Cavalieri e delle dame dell’Ordine del Santo Sepolcro. Al termine il concerto per organo nell’ambito del Festival organistico del Salento.

Diocesi

Festa di Maria Bambina-Santa Maria in Campitelli a Grottaglie

11 Set 2025

di Angelo Diofano

Festeggiamenti in onore di Maria Bambina-Santa Maria in Campitelli sono in corso Grottaglie nella omonima parrocchia guidata da don Gianni Longo, che così scrive nella presentazione: “Secondo i testi apocrifi, Maria nasce in un contesto familiare credente in Dio ma con avvenimenti storici abbastanza travagliati: Anna non riusciva a concepire; insieme a Gioacchino furono cacciati dal tempio, tanto da soffrire grandemente nel profondo del cuore. Ritirati in preghiera unita alla penitenza, hanno supplicato e implorato da Dio il dono più grande: la nascita di una figlia. La natività della Beata Vergine Maria allora è segno di gioia e di speranza per noi, segno di un Dio Padre che non ci abbandona mai neanche nelle avversità della vita. Maria Bambina doni pace all’unanimità, alle nostre famiglie e al nostro cuore.
Serena festa a tutti”.

Questo è il programma giornaliero:
Giovedì 11, alle ore 18 raduno nei pressi dell’Eremo di santa Maria in Campitelli, preghiera del santo rosario e pellegrinaggio verso la parrocchia di Santa Maria in Campitelli; all’arrivo, alle ore 19, santa messa e spettacolo a sorpresa.

Venerdì 12, alle ore 18, 15 santo rosario; alle ore 18.45 santa messa; alle ore 20, rassegna di cori con canti in onore di Maria con la partecipazione dei seguenti complessi: coro polifonico a cappella a quattro voci miste ‘Madonna di Loreto’ di Monteiasi diretto da Giuseppe Giovanni Parabita; coro parrocchiale ‘Santa Maria in Campitelli’ di Grottaglie diretto e accompagnato all’organo da Armando Donatelli; coro parrocchiale ‘Santa Maria delle Grazie’ di Grottaglie diretto e accompagnato all’organo da Alessandra Lenti; coro polifonico ‘Armonia Mundi’ di Fragagnano diretto da Giovanni Semeraro.

Sabato 13, alle ore 18,15 preghiera del santo rosario; alle ore 19, santa messa presieduta da don Alessandro Giove, parroco al Carmine di Grottaglie; alle ore 20, sul piazzale della parrocchia ,’autocena comunitaria’ animata con canti e balli della tradizione grottagliese.

Domenica 14, alle ore 10 santa messa con benedizione degli zaini degli studenti; offerta a Maria (nella festa della sua natività) e benedizione e dono della medaglietta di Maria Bambina ai bambini e alle famiglie della città; alle ore 18, omaggio floreale dei bambini e delle famiglie della città a Maria Bambina, Santa Maria in Campitelli; a seguire, processione con la partecipazione delle confraternite del Carmine e del SS. Sacramento di Fragagnano (alla presenza del padre spirituale don Graziano Lupoli) e del complesso bandistico cittadino ‘Opus in Musica’; al rientro, solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Salvatore Ligorio; alle ore 21, spettacolo teatrale-musicale ‘La scaletta falla tu’ a cura di ‘Aretè’ e di Carmine Fanigliulo

Martedì 16, infine, partecipazione al pellegrinaggio della vicaria di Grottaglie-Montemesola alla Madonna della Mutata: ore 15.30, ritrovo e accoglienza al convento di San Francesco di Paola e inizio del pellegrinaggio a piedi al santuario della Madonna della Mutata; alle ore 18, concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo metropolita mons. Ciro Miniero con tutti i sacerdoti della vicaria.