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Voglia di giocare e spirito di fratellanza: così è risorta l’Italia

L'esultanza di Federico Dimarco dopo il goal alla Francia - foto azzurri Instagram
13 Set 2024

di Paolo Arrivo

Una grande impresa, e inaspettata. Un miracolo all’italiana, possiamo considerare il successo dell’Italia sui vicecampioni d’Europa della Francia. È stato bello gioire oltremodo per le tre reti segnate. E condividere la felicità dei calciatori scesi in campo. Immagini che ci hanno riappropriato del piacere di giocare e di veder giocare a calcio. Al netto della posta in palio (non il Mondiale ma la Uefa Nations League), è stata una bella soddisfazione battere i galletti per 3-1, in casa loro, dopo aver subito l’ennesimo choc attraverso il goal lampo.

Quelle immagini ci hanno raccontato l’orgoglio italiano e la voglia di riscatto. La capacità di farcela, anche, dopo la figuraccia fatta questa estate. Il rischio, contro Israele, nella seconda sfida, era quello di abbassare la guardia. Persino di fare un’altra figuraccia. Perché di tutto sono capaci gli italiani: di imprese mirabolanti e di incredibili scivolate. Ce l’hanno nel dna. Il rischio, di perdere contro Israele è stato scongiurato, grazie a una prova di sostanza.

La vittoria del gruppo

Il secondo incontro della Nations League non ha visto brillare la nazionale italiana: non era la stessa squadra capace di replicare la prestazione offerta contro la Francia; ma gli uomini di mister Spalletti hanno vinto con pieno merito, al cospetto di un avversario organizzato, ben messo in campo, e ben allenato. Così si è rivista la forza del collettivo ritrovato. Quella che Samuele Ricci aveva già sottolineato all’indomani della vittoria sulla Francia. Il centrocampista del Torino è stato una delle sorprese positive del clan – aveva già esordito in nazionale maggiore, due anni fa. Sulla stessa lunghezza d’onda, lodando l’unità del gruppo, Luciano Spalletti ha detto: siamo fratelli d’Italia.

Il cammino dell’Italia nella Nations League

Gli azzurri sono attesi da altre tre sfide verso la fine dell’anno. La prossima non sarà di certo una passeggiata: l’avversario è il Belgio di Lukaku. Il quale non è stato convocato per le partite della sua nazionale contro Israele e Francia. All’incontro del 10 ottobre seguirà la gara di ritorno, il 14 novembre, per la quinta giornata. Tre giorni dopo si ritroverà la Francia. L’Italia conduce il girone a punteggio pieno – stessi punti per Portogallo, Danimarca, Svezia, Slovacchia e Romania negli altri raggruppamenti. Tra le partite più interessanti va sottolineato il pareggio tra Olanda e Germania. E la bella prova dell’Inghilterra che, trascinata dal capitano Kane (doppietta alla sua centesima gara in nazionale), ha battuto la Finlandia.

Il trend da invertire

Al netto del doppio successo, che conta più del resto, i numeri evidenziano un dato sul quale riflettere: da sei partite consecutive l’Italia prende goal. Un paradosso per la presenza di uno dei portieri più forti del mondo. Ovvero Gigio Donnarumma. Ecco spiegata la stizza di Spalletti per quella disattenzione finale (sulla rete di Israele c’è la responsabilità di Marco Brescianini). È un campanello d’allarme, subire goal a ogni incontro, da un avversario forte o modesto; ma non necessariamente: sono passati i tempi in cui la partita perfetta finiva a porte inviolate, e nel calcio moderno conta solo la vittoria.

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Basket B/F, la Nuovi Orizzonti si rimette in marcia

06 Set 2024

di Paolo Arrivo

Ambizione ed entusiasmo. Voglia di divertirsi e di crescere ulteriormente giocando a basket: sono gli ingredienti principali del gruppo Dinamo Taranto, che ha fatto ritorno sul parquet del PalaMazzola per preparare la stagione agonistica 2024/25 nel campionato di serie B femminile. Il primo allenamento della Nuovi Orizzonti è andato in scena lunedì scorso. A guidare le ragazze c’era Giulio Caricasole subentrato a William Orlando. Una grande sudata, allietata dalla presenza a bordo campo delle piccole cestiste delle società partner, come la Eden Boys Statte 1987.

NUOVI ORIZZONTI, SQUADRA E STAFF- Marzia Varvaglione, Nataliya Smaliuk, Silvia Gobbi, Claudia Tagliamento, Francesca Gismondi, Annapia Molino, Erika Martelli, Carol Manco e Luna Saponaro: sono le atlete confermate che rivedremo in campo. Tre le new entry. Si tratta di Anna Maria Kolyandrova, Andrea Iob e Chiara Mastrototaro. La prima, bulgara classe 1997 che gioca nel ruolo di playmaker / guardia, ha disputato la scorsa stagione nello Skn St-Poelten in Austria. L’ala Mastrototaro, classe 2023, proviene da Ariano Irpino: è già nota alla Nuovi Orizzonti perché affrontata da avversaria. Mentre la pivot Iob ha indossato la maglia del Casarsa in serie B dopo un’esperienza triennale in A2. Il gruppo è forte e compatto. Quanto allo staff tecnico, sono confermati l’assistente coach Mimmo Calviello, il preparatore atletico Pierpaolo Songia e Gabriele Cardellicchio. Franco Tucci e Beniamino Mignogna completano il quadro dirigenziale.

IL CAMPIONATO- Taranto rientra nel girone B insieme a queste squadre: Catanzaro, Fasano, Battipaglia, Basket Femminile Stabia, Magnolia Campobasso e New Cap Marigliano. La regular season avrà inizio il 12 ottobre per concludersi il 18 gennaio. Il primo scoglio per la Dinamo ha nome Catanzaro Centro Basket, che sarà ospite del PalaMazzola, sabato dodici ottobre. Ultimo atto sempre a Taranto contro Campobasso. Seguirà la fase a orologio e l’appendice playoff. A completare questa prima fase del torneo, nel girone A troviamo: Potenza, Trani, Pink Sport Time Basket – Bari, Angri pallacanestro, Bim Bum Rende, Ariano Irpino e Virtus Academy. Sarà un cammino lungo e complicato.

L’OBIETTIVO- Sebbene non si parli apertamente di promozione, la Nuovi Orizzonti, massima espressione del basket rosa in riva allo Jonio, vuole fare meglio di quanto raggiunto nello scorso campionato. Allora l’obiettivo principale era la salvezza. Ma si sono raggiunti i playoff, senza approdare alla fase nazionale. Un gruppo riuscito a generare entusiasmo grazie ai risultati. È lecito quindi aspettarsi che questa squadra possa giocarsela sino in fondo per un posto in serie A. Nel breve termine c’è la Coppa Campania, primo test per le ragazze di coach Caricasole: sabato ventotto settembre (ore 18.30), al PalaMazzola, arriverà Fasano. La squadra che la spunterà nella prima giornata affronterà la vincente tra Trani e Bari. Taranto, testa di serie in questa competizione rientrante nella Coppa Italia, potrebbe sfruttare il fattore campo.

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Dalla paura alla vittoria: il cammino di Sinner agli Us Open

Jannik Sinner - foto Instagram
30 Ago 2024

di Paolo Arrivo

Ci ha fatto prendere un bello spavento. Come un fulmine a ciel sereno, dopo l’ultimo trionfo sul campo da tennis. Ricordiamo che i primi a dare notizia della sua positività al doping, per mezzo del Clostebol, erano stati i giornali stranieri, come a voler infierire; ma i titoli degli stessi articoli contenevano la parola scagionato, assoluzione, con riferimento a una vicenda incresciosa quanto grottesca. Di certo Jannik Sinner non ha passato un bel periodo. Ecco perché il suo volto non sprizzava gioia nel momento in cui si è aggiudicato il torneo di Cincinnati, Masters 1000. Le sue condizioni di forma erano in crescendo, ad ogni modo. Così il tennista numero uno del mondo si è presentato agli Us Open. Senza la compagnia del preparatore atletico Umberto Ferrara e del fisioterapista Giacomo Naldi, i quali sono stati fatti fuori dallo staff, costretti a pagare per quanto accaduto nel mese di marzo. Per un incidente del tutto fortuito. Pure il sorteggio non ha sorriso all’altoatesino, in questo delicato periodo, con la prospettiva di dover affrontare Daniil Medvedev ai quarti e Carlos Alcaraz nella semifinale dell’ultimo Grande Slam della stagione.

Il campione che rimonta

La partenza è stata in salita nel primo match degli Us Open: falloso al servizio, l’azzurro ha faticato a trovare il ritmo finendo col perdere il set per 6-2, addirittura, dopo aver perso quattro games consecutivi. L’americano Mackenzie McDonald numero 140 del mondo è stato poi domato senz’altra fatica. Quello spavento iniziale, allora, faceva il paio con la vicenda Clostebol. Più netta la 50esima vittoria stagionale inflitta a Alex Michelsen. Ancora una volta, l’avvio non è stato dei migliori per Jannik che, non esprimendo il suo miglior tennis, pur subendo due volte il controbreak, è riuscito a vincere il primo set e a passeggiare nel secondo (6-0) fino al successo, in un tempo record. Domani dovrà vedersela contro l’australiano Cristopher O’Connell. L’auspicio è che possa ritrovare continuità fino al suo massimo livello sfruttando al meglio il giorno di riposo. Non è usuale vederlo sbagliare il rovescio incrociato più volte; ma il 23enne ha nel proprio repertorio una gran varietà di colpi riuscendo a compensare con la tempra del fuoriclasse anche una giornata no.

Non solo Sinner: gli altri italiani protagonisti agli Us Open

Sconfitta onorevole per Luca Nardi all’esordio (5-7, 6-7, 6-7 da Bautista Agut), il torneo era stato approcciato bene da Matteo Berrettini, che dopo aver superato in tre set lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas ha perso nettamente contro Taylor Fritz. Positive le due prove dell’altro Matteo (Arnaldi), strepitoso contro il russo Romani Safiullin; di Flavio Cobolli, capace di piegare pure il belga Zizou Bergs, e di Mattia Bellucci. Quest’ultimo però si è dovuto arrendere in quattro set al prossimo avversario di Sinner. Capolavoro di Lorenzo Musetti che ha piegato il serbo Miomir Kecmanovic in rimonta. Mentre il veterano, talentuoso e imprevedibile Fabio Fognini è uscito di scena al primo turno. Ko anche per Lorenzo Sonego, che contro lo statunitense Tommy Paul non deve aver smaltito le fatiche del torneo di Winston Salem, vinto la settimana scorsa. Tra le donne c’è da segnalare le belle vittorie di Sara Errani, tornata ad imporsi, dopo 9 anni, agli Us Open. Avanza la campionessa olimpica Jasmine Paolini. Che non avrebbe bisogno della fortuna: l’infortunio della ex numero uno Karolina Pliskova ha portato l’azzurra al terzo turno degli Us Open. Un traguardo per lei storico.

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Taranto, esordio in campionato a Giugliano: la strada è in salita ripida

Nella foto di Varese sport, Carmine Gautieri
23 Ago 2024

di Paolo Arrivo

Gabriel Meli, Francesco Verde, Mattia Del Favero, Francesco Sacco: sono i nomi dei nuovi volti aggregati al gruppo ionico. Qualcuno li ha definiti eroi. Perché venire a Taranto, in questi tempi burrascosi, è davvero un atto coraggioso. Una iniezione di fiducia che andrebbe estesa all’intera tifoseria ionica. La squadra, infatti, merita il massimo sostegno, finché i calciatori non vengono messi alla prova. Questa sera a Giugliano riparte il campionato di serie C. E se è vero che ogni inizio è difficile, stavolta la strada appare in salita ripida: al disimpegno preannunciato questa estate dal presidente Giove, al centro della contestazione (tre ordigni sono stati lanciati contro la sua villa nelle scorse ore), ha fatto seguito l’addio di mister Capuano sostituito in panchina da Carmine Gautieri. Il quadro è quanto mai incerto, doloroso e imprevedibile. In classifica pesano anche i 6 punti di penalizzazione.

Il campionato

Cinque le pugliesi che fanno parte del girone C: Audace Cerignola, Foggia, Monopoli, Team Altamura, insieme alla società ionica diretta dal nuovo direttore generale Fabrizio Lucchesi. Da segnalare la presenza in questo torneo della Juventus Next Gen. Ovvero l’under 23, che esordirà in casa contro il Cerignola. Le 38 giornate della regular season termineranno domenica ventisette aprile. Poi l’appendice dei playoff, disputati quest’anno dal Taranto al termine di un’ottima stagione.

La sfida di Giugliano

La squadra campana è reduce dal passaggio del turno in Coppa Italia ai danni della Casertana, fatta fuori ai calci di rigore. Il Taranto invece è già uscito indegnamente dalla competizione – sconfitta con punteggio tennistico (6-0) sul campo del Benevento. L’auspicio è che il Giugliano non infligga la stessa pena a una formazione che ha perso per strada i suoi pezzi migliori (da Gianmarco Vannucchi a Mamadou Kanoute). Il cammino è lungo, ad ogni modo. Occorrerà allora limitare i danni in questo avvio di stagione sperando in un assestamento o in qualche favorevole colpo di scena. La sfida di questa sera allo stadio Alberto De Cristofaro di Giugliano (fischio d’inizio alle ore 20.45) potrebbe già offrire qualche sorpresa. Di certo ai padroni di casa, allenati da Valerio Bertotto, non è dato sottovalutare l’avversario: lo impone la storia del club ionico, il rispetto che si deve.

Lo Iacovone

Il Taranto rivedrà il suo campo di gioco? Com’è noto le motivazioni che hanno portato Massimo Giove alla decisione più dolorosa sono legate alla vicenda dei Giochi del Mediterraneo, e precisamente alla ristrutturazione dello stadio Erasmo Iacovone: il patron aveva ricevuto “grandissime rassicurazioni” sulla possibilità di continuare a giocare tutte le partite casalinghe all’interno della stessa struttura, durante lo svolgimento dei lavori, prima di ricevere comunicazione, da parte del Comune e del commissario Ferrarese, di una agibilità garantita solamente fino al 30 settembre. Così gli accordi stabiliti nei mesi scorsi sarebbero venuti meno. E pure il sostegno degli sponsor, potremmo prevedere, se tutti gli incontri dovessero disputarsi oltre le mura dello Iacovone. Per conoscere le sorti della squadra che rappresenta la città dei due mari nel mondo del pallone si dovrà attendere la nuova riunione della Commissione pubblico spettacolo prevista nella giornata di mercoledì prossimo ventotto agosto.

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Premio Delphis d’Oro 2024, l’eccellenza sportiva che va oltre l’attività fisica

07 Giu 2024

di Paolo Arrivo

Il delfino è una specie in via d’estinzione. E in quanto simbolo di rarità e di bellezza, può dare il nome al premio attribuito ai non comuni campioni. A quegli atleti che si sono distinti per il loro talento e impegno. In particolare, a quanti hanno dato lustro al territorio ionico: è la motivazione del riconoscimento “Delphis d’Oro”. La cerimonia di premiazione si è tenuta nella serata di martedì scorso presso il parcheggio sopraelevato del centro commerciale Porte dello Jonio. Vi hanno preso parte oltre quaranta società sportive che hanno sottoscritto un protocollo di partnership con Taranto 25. Come preannunciato da Fabio Tagarelli, nei giorni scorsi, i criteri di selezione per il “Delphis d’Oro per lo sport” 2024 includono resilienza e valorizzazione degli sport minori; ma pure profitto scolastico, merito sportivo, parità di genere, impegno sociale e carriera sportiva. L’evento si proponeva l’obiettivo di celebrare e promuovere l’eccellenza sportiva in tutte le sue forme, riconoscendo il contributo degli atleti e delle società sportive al progresso e alla diffusione dei valori sportivi.

Una nuova consapevolezza dal Premio Delphis d’Oro

“Taranto non sogna più di essere una città viva, attiva e sportiva; Taranto è quella città, anche grazie al continuo impegno dei singoli e delle associazioni che dopo averlo coltivato, hanno realizzato quel sogno!”. Lo ha rilevato il vicesindaco e assessore allo Sport Gianni Azzaro rivolgendosi ai premiati nella prima edizione del Delphis d’Oro. Al netto dei risultati raggiunti da tutti loro, la presenza degli stessi atleti numerosi certifica quel dinamismo, quel fermento, che ha il sapore della svolta. Si pensi inoltre che la manifestazione è stata una festa per oltre 1.200 persone. Tra atleti, dirigenti, coach e famiglie: quanti erano presenti alle Porte dello Jonio – la premiazione è stata presentata dal giornalista Matteo Schinaia. La soddisfazione è stata condivisa anche dal delegato provinciale del Coni Michelangelo Giusti.

I magnifici undici

Questi gli atleti tarantini insigniti del Premio Delphis d’Oro: Marco Loperfido, Baso Marina, William Venza, Claudia Lippo, Rahat Alì, Vitale Maria, Michelle Ungaro, Francesca L., Vincenzo Carparelli, Claudia Postiglione, Francesca Novellino. Tra gli altri nomi da sottolineare spicca quello del campione paralimpico di Taranto Marco D’Aniello. Il quale nuotatore, che cinque anni fa ha firmato il record italiano assoluto nella categoria juniores 50 metri stile libero ai Campionati nazionale della Fisdir (Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali) ha offerto la propria testimonianza con parole di incoraggiamento e di speranza. Mentre il nome di Mauro Tatulli è finito nella lista come socio onorario di Taranto 25. Lo stesso, direttore del centro commerciale Porte dello Jonio, gestito da Nhood, ha ricevuto una targa dal presidente Tagarelli e dal socio fondatore Pierfilippo Marcoleoni. Una sinergia che giova all’intero territorio.

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Taranto capitale del paratriathlon e delle discipline acquatiche

World Triathlon Para Cup
03 Giu 2024

di Paolo Arrivo

Lo sport che ci piace. Quello che sa realizzare appieno l’inclusività coniugando agonismo e spettacolo: ne è un esempio la World Triathlon Para Cup, ovvero la Coppa del Mondo di paratriathlon, che farà tappa a Taranto, questo fine settimana. A seguire il Campionato italiano di Aquathlon classico. Un altro grande evento, organizzato per il terzo anno consecutivo nella città dei due mari, sotto l’egida del responsabile federale per lo Sviluppo nell’Area Centro Sud Nicola Intini, con il sostegno della Federazione Italiana Triathlon e del Comitato Regionale FITri.

La Coppa del Mondo di paratriathlon

La competizione, in programma l’otto giugno, assegnerà punti per la Coppa del Mondo, e per le qualificazioni alle Paraolimpiadi di Parigi 2024. Location della gara è la Scuola volontari Aeronautica militare che si affaccia sul secondo seno del Mar Piccolo. Al via ci saranno 80 atleti, provenienti da ogni continente, in rappresentanza di 29 Paesi. Si tratta di una grande vetrina internazionale. Che mira a bissare il successo della prima edizione, a beneficio di Taranto e della Puglia raggiunte dal paratriathlon. È una tappa collocata all’interno di un calendario ricco comprendente anche l’appuntamento di Roma del 5 ottobre.

Il turismo sportivo

“La dimostrazione che se tante forze si mettono insieme si può fare tanto. A partire dalla nostra società, che organizza e mette il supporto alla Federazione, che ci ha voluto riconoscere anche quest’anno l’assegnazione del campionato; e non era affatto scontato”. Lo ha detto alla stampa la presidente dell’Asd Triathlon Taranto Edvige Mattesi con riferimento alla portata della due giorni del fine settimana. I numeri sono significativi anche nella seconda giornata, domenica: più di 300 gli atleti provenienti da tutta Italia, e anche oltre, con un entourage che sarà anche familiare e non solo tecnico sportivo. Così lo sport turistico può vivere un nuovo importante capitolo nel capoluogo ionico. Il paratriathlon, in particolare, è quella variante del triathlon per atleti con disabilità fisiche, che sfrutta anche la risorsa mare attraverso il nuoto. Ovvero ciò su cui Taranto deve puntare sempre di più per realizzare la propria vocazione naturale.

Gli azzurri

Questi gli atleti italiani in gara nella prova della Coppa del Mondo di paratriathlon: Giuseppe Romele (PTWC H1), Giovanni Achenza (PTWC H1), Gianluca Valori (PTS2), Giovanni Sciaccaluga (PTS3), Fabrizio Suarato (PTS4), Manuel Lama (PTVI) con la sua guida Alessandro Degasperi, Michele Pasquazzo (PTS4), Anna Barbaro (PTVI B1) con Silvia Sivaggi, Azzurra Carancini (PTS5), Veronica Yoko Plebani (PTS2) e Annalisa Minetti (PTVIB1) con Charlotte Bonin. Le start list sono consultabili sul sito della Federazione internazionale. Quanto alla competizione del Campionato italiano di Aquathlon classico – individuale Assoluto e di categoria Age Group, i partecipanti si sfideranno su un tracciato frazionato in un giro di corsa, per 2,5 km, 1 giro di nuoto (1 km) e un giro di corsa (2,5 km).

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La grande attesa: il Taranto alla prese con il rebus Capuano

foto G. Leva
31 Mag 2024

di Paolo Arrivo

Lo hanno visto e conosciuto tanti appassionati di calcio in Italia. Magari pure parodiato. Perché oltre ad essere un tecnico valido, è diventato un personaggio mediatico, che non può non ispirare interesse o simpatia: mister Capuano è finito sotto i riflettori, e continua ad esserlo nel post campionato. La settimana che sta volgendo a termine è stata importante per il Taranto. Prima l’iscrizione, l’iter burocratico, poi la guida tecnica: i due crucci del presidente Massimo Giove, alle prese con gli adempimenti utili a definire il futuro più immediato. “Eziolino” è amato dai tarantini – si pensi alla creazione di un goliardico gruppo pubblico Facebook molto seguito. I tifosi lo riconoscono come il principale artefice di una cavalcata quasi trionfale. Perché se il Taranto ha raggiunto i playoff sino alla fase nazionale, e accarezzato il sogno della promozione in serie B, nel quale non si credeva a inizio stagione, il merito è da ascrivere proprio a chi ha allenato quei calciatori. Il tecnico lucano di Pescopagano è legato da contratto alla società ionica per altre due stagioni. E la vigilia del faccia a faccia programmato, dell’incontro col presidente Giove, aveva tenuto l’intera città col fiato sospeso.

Capuano-Giove, il rinvio

Alla fine il summit non c’è stato. Doveva avvenire nei pressi di Potenza, pare, ma impegni improvvisi del patron del Taranto lo hanno fatto saltare, nella giornata di mercoledì scorso ventinove maggio. Il risultato? La tifoseria resta disorientata. Eppure, soltanto pochi giorni fa, Giove era intervenuto sulla questione assicurando che “Capuano resterà a Taranto al 100 per cento”. Solamente l’incontro tra i due potrà fugare ogni dubbio o dare la certezza matematica di non lasciare andare via l’allenatore. Quindi capire come pianificare la prossima stagione. Per questo, si dovrà attendere l’inizio della prossima settimana. Allo stesso modo entro il 4 giugno dovrà essere consegnata la documentazione utile all’iscrizione al prossimo campionato. Che sarà la serie C, con o senza Capuano. Riguardo al campo di gioco, è stato indicato Castel di Sangro come impianto alternativo allo Iacovone, nel periodo in cui lo stadio della Salinella sarà fatto oggetto di lavori di ristrutturazione (due anni fino alla data fatidica del 2026).

Dalla serie A

Una digressione sulla massima categoria: è atteso a Taranto, domani primo giugno, il portiere del Monza Michele Di Gregorio, che terrà il 1° Stage GK Acamedy organizzato da Seanex 2024. L’appuntamento è fissato nella mattinata di domani (ore 10.00) allo stadio Renzo Paradiso di Talsano. Per l’occasione l’estremo difensore cresciuto nel settore giovanile dell’Inter terrà anche un breve incontro con gli organi di informazione locali. E a proposito di portieri, non è affatto certa la permanenza di Gianmarco Vannucchi nella città dei due mari. Il grande protagonista del campionato appena terminato, in maglia rossoblu, è infatti corteggiato da diverse squadre. L’ultima a dimostrare interesse è stato il Catanzaro.

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Pogacar re d’Italia, il vuoto tra sé e gli altri grandi del ciclismo su strada

Pogi nella cronometro Foligno Perugia - Foto Facebook Tadej Pogacar
27 Mag 2024

di Paolo Arrivo

Scenari meravigliosi. Come le incantevoli montagne dolomitiche, dalle vette ancora innevate. Luoghi visitati e altri da raggiungere, da riscoprire, o da vedere per la prima volta lungo lo Stivale: è la cornice del Giro d’Italia, che nell’ultima edizione, conclusasi ieri, ha pressoché tagliato il Meridione. Lo spettacolo non è venuto meno, ad ogni modo. Fuori e dentro la corsa rosa. Che ha avuto un solo dominatore, con 6 successi di tappa: Tadej Pogacar. Il ragazzo col ciuffo che sbuca dal casco.

Pogacar senza rivali

Non paragonatelo a Marco Pantani. Perché il Pirata aveva tutt’altro stile: le mani basse sul manubrio, quando si alzava sui pedali salutava il plotone, ed entusiasmava come pochi. L’indimenticato scalatore di Cesenatico era stato capace di vincere Giro d’Italia e Tour de France lo stesso anno, il ’98. Riuscirà Pogacar nella doppietta straordinaria? Intanto, va ricordato che le prestazioni di Pantani restano leggermente superiori. Si pensi, ad esempio, alla salita di Oropa: il record resta quello dello scalatore romagnolo (17 minuti e 4 secondi), realizzato con le biciclette e con i metodi di allenamento di allora! Verosimilmente oggi lo avrebbe migliorato ancora. La somiglianza tra i due corridori è sintetizzata proprio nell’immagine scattata sulla salita di Oropa. Lo sloveno, infatti, ha forato ed è caduto prima dell’ascesa, chiusa poi con un tempo di 27 secondi superiore a quello di Pantani. Un rallentamento che ricorda il salto di catena che costrinse il Pirata a una pazzesca rimonta. Il vincitore della corsa rosa 2024 non ha avuto rivali. I numeri parlano chiaro: i dieci minuti sul secondo classificato della generale, il colombiano Daniel Felipe Martinez, sono un distacco imbarazzante. Eppure, i corridori che prendono parte alla corsa a tappe di tre settimane sono tra i più forti al mondo – mancava Jonas Vingegaard, e col vincitore degli ultimi due Tour de France il duello è alla pari, quando la strada sale.

Il nuovo che avanza

La sorpresa di questo Giro si chiama Antonio Tiberi. Di lui si era parlato per una vicenda extraciclistica incresciosa – finito nella bufera per aver sparato e ucciso il gatto del ministro di San Marino. Ma le sue doti di corridore erano già note. Il 22enne laziale di Frosinone non ha tradito le aspettative. Anzi, è andato oltre, conquistando la maglia bianca e il quinto posto della classifica generale. Bravissimi Jonathan Milan e Giulio Pellizzari, tra le sorprese non italiane ci sono Pelayo Sanchez e Georg Steinhauser, protagonisti anche nella diciannovesima tappa, vinta da uno splendido Andrea Vendrame: staccando i compagni di fuga a trenta chilometri dall’arrivo, il veneto della Decathlon-Ag2R ha dimostrato tutto il proprio valore, anche il coraggio nell’affrontare al meglio la discesa bagnata, mettendosi alle spalle il periodo più complicato (un brutto incidente, tanta fatica per passare professionista, tanti piazzamenti nelle gare).

Pozzo nella storia

Una menzione speciale la merita Domenico Pozzovivo, che ha portato a termine il suo 18esimo e ultimo Giro d’Italia eguagliando il record di Wladimiro Panizza. Il gruppo gli ha concesso un giro d’onore sul circuito di Roma. Sul corridore lucano di Policoro, legato anche a Taranto, il giudizio è unanime: bersagliato dalla sfortuna, in una carriera longeva, il piccolo guerriero è sempre stato capace di rialzarsi, non lasciando inespresso il proprio potenziale. Gli facciamo i migliori auguri per le nuove sfide che lo attendono sul piano professionale. Che certamente saprà affrontare, dando il massimo.

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Gioiella Prisma Taranto, comincia presto chi fa sul serio

Foto Legavolley (Luca Giuliani photo)
24 Mag 2024

di Paolo Arrivo

Neanche il tempo di festeggiare il traguardo della salvezza che la società presieduta da Tonio Bongiovanni si è messa al lavoro. Perché nulla si improvvisa in Superlega: la Gioiella Prisma Taranto pensa alla prossima stagione con l’allestimento del nuovo roster. Tante le notizie di mercato che si sono susseguite negli ultimi due mesi. L’ultimo arrivo è quello di Andrea Santangelo, opposto molisano classe 1994 resosi protagonista di una bella stagione in serie A2 a Pineto. Al netto del possibile innalzamento del livello tecnico, ovvero coniugato allo stesso, la sensazione è che la programmazione tempestiva e l’esperienza accumulata nel campionato più difficile del mondo possano rafforzare la validità di un progetto sostenibile: la Prisma è e resta la massima espressione dello sport nel capoluogo ionico, dopo essere tornata nel gotha del volley nell’immediato post pandemia.

Un nuovo coach per la Gioiella Prisma

La prima novità è rappresentata dal cambio tecnico. Se n’è data notizia già il quattordici marzo: il nuovo allenatore della Gioiella Prisma Taranto per la stagione 2024-25 sarà Davide Boninfante, che ha preso il posto di Ljubomir Travica, e proprio questa settimana è stato accolto in riva allo Jonio. Per arrivare dove? L’obiettivo, ha dichiarato Davide Boninfante al suo arrivo, sarà partire bene, puntando a un netto miglioramento a fine stagione. Cercando di riempire il PalaMazzola. Auspicio quest’ultimo da condividere: vorremmo vedere più spettatori, non solo nelle partite di cartello, o quelle decisive, ma nell’intera regular season. Occorre sostenere la squadra anche quando i risultati non arrivano. C’è da pazientare, perché certamente servirà tempo per trovare l’amalgama giusta. Sono tanti i nomi nuovi. Volti da conoscere e da riconoscere sul parquet di gioco. Gli appassionati del grande volley già conosceranno Wout D’Heer, centrale belga proveniente da Trento; lo schiacciatore canadese Brodie Hofer, che si è messo in evidenza con la sua nazionale e in Polonia. Ma il primo acquisto, ribadiamo, è il successore di coach Travica. A lui il compito di testare e guidare l’autovettura nel grande Circus della Superlega.

Il ritorno

Vestirà la maglia della Gioiella Prisma anche Fabrizio Gironi. Un giocatore che, nella stagione 2020-21, aveva dato un contributo fondamentale nella promozione della squadra nella massima divisione, continuando a fare il proprio dovere anche nell’annata successiva. Il suo ritorno emoziona. Ed è utile al collettivo, perché l’opposto può mettere a disposizione non solo il suo talento e l’esperienza ma anche la grinta e la determinazione per cui è conosciuto. In Superlega c’è da lottare sino all’ultima partita. Servono, allora, giocatori motivati, i guerrieri più dei campioni. Lo dimostra anche Catania. Che nonostante la retrocessione in serie A2, ha battagliato lungo tutto il percorso, anche quando veniva data per spacciata prima che finissero i giochi. I tarantini e gli abitanti del Meridione dovrebbero fare il tifo per il ritorno dei siciliani nella massima categoria. Perché i ritorni, a livello individuale o di squadra, sono il sale dell’emozione sportiva.

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Sulle ali dell’entusiasmo, l’ottima annata del Taranto

L'ultimo match allo Iacovone - foto G. Leva
20 Mag 2024

di Paolo Arrivo

Una grande stagione. Che non ha avuto nei playoff il momento migliore di una squadra non partita coi favori del pronostico all’inizio del torneo disputato: è il Taranto di mister Capuano. La sua avventura è terminata allo stadio “Romeo Menti” di Vicenza dove non si è materializzato il miracolo. I rossoblu, infatti, non sono riusciti ad andare oltre il pareggio a porte inviolate – erano condannati a vincere con due goal di scarto.

L’orgoglio misto al rammarico

Se il Taranto è riuscito a raggiungere i playoff, la fase nazionale, dopo aver concluso al secondo posto la stagione regolare (questo è il risultato raggiunto, se si guarda alla classifica del calcio giocato), il merito è dei calciatori e del suo allenatore vulcanico. Un uomo che vive di pallone a trecentosessanta gradi e che si è guadagnato i riflettori dei media nazionali. I risultati, le vittorie conquistate durante la regular season, hanno generato un entusiasmo crescente, culminato nelle ultime due partite giocate in casa. Che hanno visto lo spettacolo di uno Iacovone sold out.

Il mancato passaggio del turno fa male, inutile negarlo. Perché la squadra non ha espresso tutto il proprio potenziale nell’appendice di campionato. Non ci è riuscita soprattutto per il calo dei suoi attaccanti. Le uniche occasioni contro il Vicenza sono capitate nel primo tempo a Michael De Marchi, e a Simone Simeri, che all’inizio del secondo tempo stava per fare un eurogoal in rovesciata. I numeri parlano chiaro: zero goal fatti nelle ultime quattro gare. La stanchezza è figlia del lungo cammino avviato a settembre e degli ultimi incontri ravvicinati. Partite che si sarebbero potute evitare, se i quattro punti di penalizzazione non avessero inficiato la classifica finale.

L’anticalcio e la crescita di Taranto

Due gare a porte chiuse e 15mila euro di multa: è la punizione inflitta dal giudice sportivo per le intemperanze che sono state anche riprese in diretta dalle telecamere della Rai. Protagonisti quei tifosi che hanno fatto a gara nel lancio di fumogeni e petardi causando la sospensione del gioco per otto minuti. E pure il ferimento di due steward, oltre ai danni allo stadio. Per riportare la situazione alla normalità è dovuto intervenire Eziolino Capuano. Va sottolineato che lo scempio perpetrato da una minoranza non rappresenta la tifoseria e la comunità. Tuttavia, può essere letto come un segnale di spia rispetto ai tempi e alla complessità richiesti dal processo di riconversione culturale. Un presupposto indispensabile, la civilizzazione, la crescita globale, non solo per la realizzazione ma anche per la riuscita dei grandi eventi attesi nella prossima sede dei Giochi del Mediterraneo.

L’immagine più bella da incorniciare è quella offerta dalla Curva prima che prendesse il via la partita tra Taranto e Latina, all’alba di un sogno svanito sabato. Allora il materiale pirotecnico è servito per creare uno spettacolo magico da mettere negli annali. Il futuro è tutto da decifrare. L’auspicio è che si possa ripartire proprio dall’entusiasmo, molla che ha riportato tante persone allo stadio da rammodernare.

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Il Taranto è atteso al Menti: servirà quasi un miracolo per continuare i playoff

Il match di andata allo Iacovone - foto G. Leva
17 Mag 2024

di Paolo Arrivo

Crederci sino alla fine. Dare una speranza al pubblico meraviglioso dello stadio “Erasmo Iacovone”, agli oltre 11mila spettatori che seguiranno a distanza la gara di ritorno col Vicenza: il Taranto è chiamato a dare il tutto per tutto per prolungare il sogno della promozione in serie B. Al Menti infatti l’unico risultato possibile è la vittoria. E serviranno due goal di scarto, perché con qualsiasi altro risultato passerebbero i veneti, testa di serie in questi playoff, in virtù del miglior piazzamento conseguito al termine della regular season.

Il Taranto è vivo

Nulla si può rimproverare agli ionici. La partita di martedì scorso ci ha ricordato che la fortuna è elemento non affatto secondario nella costruzione della vittoria: sconfitto di misura, il Taranto non ne ha avuta, al cospetto dell’avversario forte. Le occasioni migliori sono passate dai piedi di Loris Zonta, Alessio Luciani e Michael De Marchi. Quest’ultimo allo scadere avrebbe potuto rendere meno complicata la partita del ritorno. Espugnare il Menti, con un successo netto, significherebbe realizzare un’impresa clamorosa. I presupposti ci sarebbero. Perché i rossoblu visti allo Iacovone hanno avuto il possesso palla, e tenuto il match sul filo dell’equilibrio. Dall’altro lato vanno riconosciuti i meriti e il valore della formazione allenata da Stefano Vecchi. Che in due circostanze hanno avuto la possibilità di raddoppiare, e quindi di ipotecare la qualificazione – Gianmarco Vannucchi ha confermato di essere un gran portiere.

Al Menti senza paura

“Abbiamo disputato una grossa partita con una squadra importante, costruita per vincere il campionato. Abbiamo regalato il calcio d’angolo da cui è nato il vantaggio degli ospiti, eravamo molto preoccupati per queste situazioni poiché il Vicenza ha costruito gran parte dei propri successi su palla inattiva”. Così mister Capuano nel post partita cercava di rincuorare i suoi uomini. “Il goal avrebbe potuto spezzare le gambe a chiunque ma noi ce la siamo giocata, continuando a pressare e a palleggiare – ha dichiarato l’allenatore – nelle ultime tre partite non abbiamo segnato ma sbagliato l’inverosimile”. Il risultato, in sostanza, è stato bugiardo. Al netto dei limiti mostrati nella fase offensiva. “Nel calcio nulla è impossibile”, ha detto Eziolino nella conferenza stampa di questa mattina, preannunciando un atteggiamento diverso della sua squadra, che non sia comunque garibaldino.

I playoff

Gli altri risultati dell’andata del primo turno nazionale sono stati caratterizzati dalle vittorie esterne: quella della Carrarese a Perugia, del Catania sul campo dell’Atalanta under 23, e della Casertana sulla Juventus Next Gen. Pareggio per Triestina e Benevento. Colpisce, in particolare, il successo della Carrarese per 2-0. Risultato per il quale il Perugia è condannato a vincere con tre goal di scarto. Un’impresa difficilissima. Tutte le partite di ritorno dei playoff si giocheranno domani diciotto maggio. Per il Taranto, allo stadio “Romeo Menti”, ci saranno le telecamere di RaiSport, che trasmetterà in diretta esclusiva l’incontro. Il fischio d’inizio è stato posticipato alle ore 21.00.

Taranto-Vicenza, la gara di andata nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Sport

Playoff serie C: il Taranto incontra la corazzata Vicenza, tra amarcord e attualità

foto G. Leva
13 Mag 2024

di Paolo Arrivo

La sfida è affascinante. Perché confrontarsi con un grande avversario, con la storia che rappresenta, oltre alla sua forza attuale, è uno stimolo utile alla crescita della squadra e della società. E pure della cittadinanza. Così il Taranto affronterà il Vicenza nella prima partita dei playoff della fase nazionale. Con la consapevolezza che il passaggio del turno sarà decisamente più complicato di quanto riuscito nelle prime due partite contro il Latina e il Picerno. Quest’ultimo è stato superato con un altro zero a zero. Una partita dalla doppia chiave di lettura, quella giocata allo stadio “Erasmo Iacovone”, nella serata di sabato: alla solidità della difesa si è contrapposta la sterilità offensiva, di una squadra che non è stata capace di sfruttare la superiorità numerica avuta per buona parte della gara, grazie all’espulsione di Jacopo Murano  – all’inizio del secondo tempo Mamadou Kanoute ha sbagliato un calcio di rigore. Va però ricordato che gli ionici non avevano l’assillo della vittoria in questa prima fase.

Vicenza, un glorioso passato

“Veramente, non avrei mai creduto che una squadra di provincia giocasse al calcio come ha giocato il Vicenza”. Sono le parole rivolte da Gianni Brera a Giovan Battista Fabbri. Siamo nella stagione 1977-78. E in attacco c’era all’esordio un certo Paolo Rossi, che prese il posto di Alessandro Vitali. Al termine del campionato di serie A la formazione di mister Fabbri chiuse al secondo posto realizzando il record del miglior attacco. Grazie ai goal di “Pablito”, in particolare, che poi sarà il trascinatore della nazionale italiana. Giorni lontani ma rimasti scolpiti nel cuore di tutti gli appassionati del calcio.

L’attualità

Il Taranto viene tenuto in seria considerazione dagli avversari. Gli stessi, infatti, hanno ricordato che senza i quattro punti di penalizzazione i rossoblu avrebbero chiuso al secondo posto la stagione regolare. Ovvero avrebbero cominciato soltanto ora l’avventura nel playoff nazionali. Come il Vicenza, che ha avuto più tempo per ricaricare le batterie e per preparare al meglio la gara. Una doppia sfida con andata allo Iacovone e ritorno al Menti. Domani sera, alle ore 20.30, toccherà ai supporter ionici fungere da undicesimo giocatore in campo, replicando lo spettacolo offerto due giorni fa. Il ritorno poi si giocherà sabato.

Gli altri avversari

I playoff sono un altro campionato. Lo sa bene il Vicenza che, in caso di qualificazione, approderebbe al secondo turno nazionale (andata martedì 21, ritorno sabato 25), fase in cui rientreranno Padova, Torres e Avellino. L’auspicio invece è che sia la squadra meno quotata a passare. Perché ad essere leggermente favorita non è quella allenata da Eziolino Capuano. Per tutti, il calendario dei playoff si completa con le semifinali, martedì 28 maggio e domenica 2 giugno, e la finale. Quest’ultima pure distinta in due gare con epilogo giorno nove. Intanto, le altre partite del primo turno nazionale sono: Perugia-Carrarese, Benevento-Triestina, Juventus NextGen-Casertana e Atalanta Under 23-Catania.