Sport

Senza parole, intervista al Campione Marco D’Aniello

foto G. Leva
24 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Taranto, 22 marzo 2023. Una piscina, una seduta di allenamento, un ambiente accogliente e caldo. Tre medaglie che brillano attorno a un viso altrettanto luccicante: 2 ori nei 100 m farfalla e nei 100 stile libero, un bronzo nei 200 s. Quanto conquistato alle “Para Swimming World” a Lignano Sabbiadoro. Medaglie che vanno ad arricchire il palmarès di un atleta straordinario. Coccolato dal gruppo Mediterraneo Village al suo rientro a Taranto, il pupillo degli allenatori Domenico Tagliente e Claudia Corrente, Marco D’Aniello, merita un’intervista che come lui sia speciale. Ovvero diversa da tutte le altre. Perché non c’è niente di ordinario nella sua vita e nella sua testimonianza.

L’intervista

Cosa chiedere a un campione con la C maiuscola? Niente, magari. Si rischierebbe di essere indelicati inopportuni inadeguati. La parola, alle volte, non serve. “Sono senza parole”: quante volte lo sentiamo dire da un atleta che sorprende se stesso dopo aver realizzato un record personale o mondiale? Ebbene, il sentimento dominante in chi assiste alle gesta di Marco D’Aniello è lo stordimento. Lo stesso provato verso i diversamente abili che sanno nuotare senza gli arti!

Il mio tuffo nei sogni – la storia di Marco D’Aniello

Tarantino, classe 1998, a raccontarlo al meglio c’è il libro della giornalista e scrittrice Rossella Montemurro, nato da un’idea di Lorenzo Laporta. Quella raccolta è una storia di fragilità. E la fragilità ai giorni nostri spaventa, dichiara la stessa autrice materana che ha pubblicato “Il mio tuffo nei sogni” per Altrimedia. Marco D’Aniello non si è lasciato spaventare dalla condizione che gli ha riservato l’esistenza: il ragazzo autistico è riuscito a incanalare nello sport la sua energia ridondante. Ai Campionati nazionali della Fisdir (Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali), nel 2019, ha realizzato il record italiano assoluto nella categoria Juniores 50 metri stile libero. Tanti successi, da allora, per chi si è laureato campione italiano di nuoto paralimpico. Ed ha migliorato i propri tempi, di circa 4 secondi in vasca lunga nei 100 m farfalla – alle Para Swimming World li ha fatti in 1’08” – e di 2 secondi nei 100 m stile libero (0’59”).

Oltre la medaglia

Come fai? Cosa provi quando sei in vasca? Com’è cambiata la tua vita da quando sei diventato famoso, grazie allo sport che pratichi? I più chiederebbero questo a Marco D’Aniello. E ancora: quali sono le persone che fanno parte della tua vita, che ti senti di ringraziare, che ti hanno sempre amato e supportato? Quali sono le difficoltà che hai dovuto incontrare? Domande sacrosante ma banali. Lui risponderebbe, con la generosità della sua persona. E si renderebbe compartecipe della banalizzazione di ciò che va relegato alla dimensione del mistero e del sacro. Qualsiasi avvenimento, e il nostro giornale lo fa tutti i giorni, va riletto sotto la luce della fede che scalda, che dona forza e speranza. Ognuno di noi ha almeno un talento ricevuto in dono sin dalla nascita. Il suo, Marco D’Aniello lo sa usare in modo commovente. E noi lo possiamo solamente ringraziare. Non per i suoi successi, che sono effimeri, ma per la gioia di vita che sa esprimere, e pure donare.

Il dialogo con l’Alto

Nella vita del 24enne, che ha avuto bisogno di una figura di riferimento (Raul Bova), prima di farsi lui stesso un esempio trascinante, sono accaduti diversi miracoli: uno in particolare, gli ha ridotto fortemente il livello di autismo, in modo istantaneo, accrescendo l’autostima e la serenità. Merito di un viaggio e della fede che tiene viva lo stesso Marco. Un episodio straordinario, confermato dal signor Roberto, il papà, che al sottoscritto non impressiona più di tanto: sono tanti i miracoli, piccoli o eclatanti, che si rinnovano ogni giorno, senza nemmeno che ce ne accorgiamo.

Un altro miracolo è l’ambiente accogliente nel quale è immerso Marco: è tesserato per la Mediterraneo sport Taranto, dove può crescere agonisticamente, dopo gli anni più complicati, quando veniva messo all’angolo dai suoi coetanei. Finanche negli ambienti nei quali si sarebbe dovuto sentire più a suo agio. Ne ha sofferto al punto da comunicare alla mamma il desiderio di raggiungere Gesù in cielo. Se gli avessimo chiesto cosa prova verso chi non lo ha accettato, lui avrebbe risposto che non serba rancore, magari. Semplicemente perché oggi può ritenersi una persona fortunata. È felice, avendo conquistato il meglio, con la determinazione, la disciplina e la forza di volontà. Anche la compagnia della sua dolce metà.

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Sport

Vincenzo Di Pinto è la pallavolo: difficile digerire la sua partenza dal capoluogo ionico

Il Mago di Turi (a destra) con Andrea Anastasi nell'ultimo match di campionato al PalaMazzola - foto G. Leva
22 Mar 2023

di Paolo Arrivo

I tarantini lo conoscono come un parente stretto. O un amico che rivedi dopo tanto tempo: dagli anni in cui la massima espressione della pallavolo in riva allo Jonio si chiamava “Magna Grecia”, e il Palafiom era il campo di gioco. Quando c’erano giocatori come Marco Martinelli o Martin Stoev – il primo, ex centrale della nazionale azzurra, ha fatto parte della cosiddetta generazione di fenomeni. Quando non c’era il video-check, gli strumenti della tecnologia, e vigeva ancora il cambio palla nel regolamento di gioco, in uno sport che fortunatamente è cambiato poco. Lo chiamavano e lo chiamano tutt’ora il Mago di Turi, Vincenzo Di Pinto, per la sua capacità di inventare strategie utili a compiere miracoli veri e propri. L’ultimo è la salvezza, non affatto scontata, raggiunta dalla Gioiella Prisma Taranto all’ultima giornata della stagione in corso.

Vincenzo Di Pinto, il ritratto dell’uomo

Genuinità e combattività sono i tratti dominanti della sua personalità nota. Un professionista che vive di pallavolo. Che pensa “in pallavolo”, prima di trasferire le sue idee, gli schemi ai suoi atleti, italiani o stranieri – fa anche un po’ sorridere il suo inglese. Altra caratteristica umana è la gentilezza di chi sa dare attenzione a ogni persona. Anche solo con lo sguardo, con una stretta di mano, con poche parole. Se la scelta del rinnovamento alla guida tecnica appare legittima, e di allenatori validi ce ne sono molti (a partire da Vincenzo Mastrangelo, il candidato principale alla sua successione), i tarantini rimpiangeranno Vincenzo Di Pinto. E già ora gli stanno dimostrando sentimenti di stima e di riconoscenza. Di affetto sincero. Va ricordato che la battaglia più importante del tecnico nato a Turi non è stata combattuta su un campo di gioco, ma sul ring dell’esistenza, quando ha fatto l’esperienza della malattia. Lui che ha vinto un tumore sa bene quali sono i valori della vita che più contano.

La Superlega come un premio

Il sogno di Vincenzo Di Pinto è sempre stato vincere qualcosa di importante con una squadra del Meridione. Se non ci è riuscito sinora, va riconosciuto che la sola presenza dell’unica squadra del Sud in Superlega, considerata come il campionato più difficile del mondo, rappresenta un motivo d’orgoglio. Nel 2021 il coach ha riportato Taranto nell’Olimpo del volley. Tanta strada fatta dal 1980, quando cominciò la sua carriera da allenatore: tra le tappe più importanti della sua professione, l’adesione al progetto Lube, la guida della nazionale spagnola. E naturalmente la scelta di fare ritorno in Puglia per costruire una grande squadra nel capoluogo ionico. Nella stagione 2011/2012 ha vinto la Coppa Italia di serie A2 alla guida della New Mater Volley, portando la stessa formazione alla promozione in A1. Due anni prima si era aggiudicato la Challenge Cup con il Perugia. Alla stessa competizione europea può mirare ora la stessa Gioiella Prisma, impegnata a partire da domani, giovedì ventitré marzo, nei playoff quinto posto. Sarà l’ultimo impegno per il Mago di Turi. Che merita l’abbraccio di tutta la Taranto sportiva.

Sport

Tommasini piega la Virtus Francavilla e pone fine alla “zerite” del Taranto

foto G. Leva
20 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Un famoso giornalista televisivo, Ivan Zazzaroni, ha detto che l’indimenticato Gianni Brera adorerebbe Capuano, per la fase difensiva curata dal tecnico campano. Un elogio trasformatosi in sfottò bonario. Stavolta dovrà ricredersi, chi ha fatto dell’ironia su questa striscia di risultati, perché piegando la Virtus Francavilla nei minuti finali, Tommasini ha posto fine alla pareggite cronica del Taranto – o meglio, zerite, potremmo chiamarla, per via dei tanti incontri terminati a reti bianche. Una vittoria meritata. Che porta la firma dello stesso attaccante emiliano, il quale già nel primo tempo aveva sfiorato il vantaggio. La squadra allenata da Eziolino Capuano si sblocca allo Iacovone e ritrova il successo dopo sei settimane.

Il match Taranto-Virtus Francavilla

Capuano manda in campo Boccadamo, e preferisce Tommasini a Nocciolini in attacco, affidandosi al modulo 3-4-2-1. I rossoblu partono subito in avanti dimostrando di voler fare una gara diversa dalle altre. Ovvero più arrembante. Al terzo minuto, infatti, ci prova Mastromonaco con un destro violento da fuori area. La Virtus risponde al 7’ con De Marino, il cui tiro, dai trenta metri, non impensierisce Vannucchi che para. Ancora dalla distanza è Maiorino al 15’ a provarci, ma la conclusione finisce di poco a lato. Sempre gli ospiti creano un paio di occasioni. Ma alla mezzora si rivede il Taranto: dagli sviluppi di calcio d’angolo, Tommasini si rende protagonista di un gesto tecnico pregevole colpendo il pallone in sforbiciata e costringendo il portiere della Virtus al grande intervento. Succede poco altro.

Nella ripresa la prima occasione per gli ionici la crea colui che sarà il match winner della serata che tira di destro al limite dell’area. Gli ospiti giocano di rimessa e non sono pericolosi mai. A due minuti dal termine, quando sembra che la partita voglia finire a reti bianche, Tommasini si libera della marcatura di Idda e con un diagonale punisce l’incolpevole Avella. Esplode la festa in campo e tra gli spalti – poco meno di mille gli spettatori presenti allo stadio. Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio dell’arbitro.

Sabato prossimo 25 marzo, il Taranto, che ha allungato a cinque punti la distanza dalla zona playout, ritroverà lo Iacovone ospitando l’Avellino per la 34esima giornata di campionato.

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Sport

Prisma, i playoff quinto posto per fare della salvezza un punto di partenza

L'ultima partita della Gioiella in casa - foto G. Leva
17 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Archiviata nel migliore dei modi la regular season, con la salvezza sofferta quanto meritata, è troppo presto per mandare gli atleti in vacanza, prima ancora che prenda avvio la stagione da passare all’aria aperta: le squadre che hanno conservato la Superlega Credem Banca hanno un ulteriore impegno da onorare. Ovvero i playoff per il quinto posto. La Gioiella Prisma Taranto ha riposato nella prima giornata andata in scena ieri. Scenderà in campo giovedì ventitré marzo sul campo della Top Volley Cisterna – sarà riposo per Padova. Tre giorni dopo, alle ore 15.30, il ritorno al PalaMazzola proprio contro la formazione veneta.

Playoff quinto posto, a cosa servono

Appendice di campionato per chi non può ambire al tricolore, consiste in una fase a girone giocata con un girone all’italiana di andata e ritorno. Ai preliminari partecipano la nona, la decima e undicesima classificata della regular season. La migliore prende parte al tabellone principale a 5 squadre, insieme alle perdenti dei Quarti di Scudetto. Le stesse disputano un girone di sola andata. Sempre di 5 giornate. Successivamente si tengono le semifinali e la finale. La vincente si qualifica per la Challenge Cup. Ovvero prende parte a una competizione europea, nella stagione 2023/24.

Nel solco della continuità

Facendo un passo indietro, all’intero percorso compiuto dalla squadra che ha rappresentato in Superlega il Mezzogiorno, riecheggiano le parole di coach Di Pinto, piene d’orgoglio: “Abbiamo raggiunto continuità di gioco e livelli di resilienza spaventosi”. Non si può dargli torto. I suoi uomini, infatti, hanno tenuto testa all’avversario di turno, senza perdere mai nettamente. Non nella prima ma nella seconda parte del torneo la continuità, bisogna ammettere, non è mancata. Gli ionici si sono aggiudicati entrambi gli scontri diretti con Siena dimostrando di essere di una categoria superiore rispetto a chi è retrocesso, e a un certo punto del campionato sembrava già spacciato. La salvezza, conquistata per la seconda volta, dopo il ritorno in serie A, deve rappresentare un punto di partenza: i playoff quinto posto vanno collocati in quest’ottica. Taranto punta anche al grande volley nella rincorsa ai Giochi del Mediterraneo.

Sport

Claudia Bari: “Abbiamo dato tutto e vinto grazie anche al pubblico di Taranto”

Il canestro nell'ultimo quarto - foto G. Leva
14 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Nomen omen. In un senso, o nell’altro: lei è tarantina, e non poteva fare gli interessi degli avversari. Solo quelli della sua squadra. Che ieri sera, tra le mura amiche del PalaMazzola, si è aggiudicata la prima gara dei playoff per le semifinali sconfiggendo con il punteggio di 48-40 la Pink Bari dell’ex coach Palagiano – la seconda battaglia è in programma già sabato prossimo, al Palacarrassi. Una serata caratterizzata da colpi di scena, momenti di tensione agonistica elevata. Per la Nuova Orizzonti basket Taranto, una partita conquistata con il cuore, con la determinazione dimostrata nei momenti chiave. Nel post partita abbiamo avvicinato proprio Claudia Bari. La quale non avrà brillato, come nelle ultime gare, ma il contributo dell’ala-play è stato importante nell’ultimo quarto.

Claudia Bari

Siete state costrette a rincorrere l’avversario per oltre metà gara. Poi cosa è cambiato?

“Quando siamo entrate negli spogliatoi ci siamo caricate. Ci siamo dette che dovevamo cambiare registro. Così è stato: rientrate in campo, abbiamo dato tutto. È stata una partita molto combattuta. Come si prevedeva, peraltro”.

Abbiamo visto tanti errori in campo…

“Vero. Da sotto canestro, da soli dentro l’area; dalla lunetta, abbiamo avuto una percentuale molto bassa. Ringraziamo le due triple consecutive di Manolova nel finale che ci hanno caricate”.

La sconfitta di Trani ha forse lasciato qualche strascico?

“L’abbiamo un po’ accantonata decidendo di puntare tutto sui playoff. Quella era una partita della stagione regolare, dove certamente non abbiamo mai mollato, ma non c’era l’assillo della vittoria”.

Il vostro obiettivo è la promozione in serie B per calcare palcoscenici più importanti. Intanto, cosa significa giocare al PalaMazzola, per te che lo frequenti da quando facevi parte delle giovanili del grande Cras?

“Lo frequento da sempre, infatti: qui abbiamo visto la serie A. Giocare al PalaMazzola è sempre emozionante. Soprattutto oggi, che c’era un grande pubblico a sostenerci: in un lunedì, non ce lo aspettavamo. Gli spettatori e il tifo ci hanno aiutato nel darci la grinta messa in campo”.

La Nuovi Orizzonti contribuisce alla crescita del basket, che a Taranto ha la sua massima espressione nel Cus Jonico. Squadra alla quale tu sei legata per ragioni sentimentali. Vogliamo dare loro un messaggio, nel periodo particolare che stanno attraversando?

“Assolutamente. Dopo due vittorie importanti contro due capoliste sono arrivate tre sconfitte consecutive. Domenica prossima andranno ad Avellino dove, anche loro, sono chiamati a dare il massimo. Mancano poche partite ormai alla fine del campionato e devono centrare l’obiettivo dei playoff. I momenti di difficoltà servono a capire cosa c’è da migliorare, per poi trasferire il lavoro dalla palestra alle gare. Il Cus è certamente una buona squadra. Può entrare nei playoff che, come noi stesse sappiamo, sono un campionato a se stante, sempre difficile da affrontare”.

Il racconto fotografico di Giuseppe Leva dell’incontro Taranto-Bari

Sport

Taranto, un altro passo indietro con il Picerno: urge la scossa

foto G. Leva
13 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Tutto  o quasi come da previsione. Davanti a mille spettatori (non se ne prevedevano di più, si temeva potessero essere meno), il Taranto ha confermato la propria inconsistenza in fase offensiva e nella costruzione di gioco. Dalla “pareggite”, dalla sfilza di partite terminate zero a zero alla sconfitta di misura: i rossoblu hanno fatto un altro passo indietro con il Picerno. Urge la scossa perché la classifica si è fatta pericolosa. Bisogna dire che ai ragazzi allenati da Capuano la buona volontà non manca; e nemmeno la solidità del reparto difensivo: al netto dell’episodio che ha portato al goal l’ottimo Kouda (nel primo tempo, dagli sviluppi di calcio d’angolo al 28’), il Taranto non ha corso grossi pericoli, contro una squadra ben organizzata e in salute, in serie utile da sei giornate.

La sconfitta col Picerno è un campanello d’allarme

Eziolino Capuano non può che ammettere l’evidenza della condizione nella quale si trova la sua squadra: “Abbiamo dei problemi. Da questo girone di ritorno mi aspettavo decisamente di più, invece siamo in fase calante”. “Nonostante tutto, ci metto la faccia – continua il mister nel post gara – e chiedo scusa ai tifosi e alla società. Dobbiamo immediatamente resettare, con la consapevolezza di essere in difficoltà”. Lo stesso tecnico campano evidenzia che “siamo impauriti, a volte il pallone scotta e diversi calciatori sembrano i gemelli di qualche mese fa”. Proprio la mancanza di serenità è un elemento nuovo col quale i rossoblu devono fare i conti. E risolvere, prima che sia troppo tardi. Significativo, paradigmatico il cambio di Diaby il quale, entrato in campo nel secondo tempo, è stato richiamato in panchina dopo neanche mezzora di gioco.

Il campionato

Il tour de force al quale sono costrette in questa settimana le squadre che fanno parte del girone C della serie C ha la tappa intermedia nel turno infrasettimanale. Per il Taranto, dopodomani 15 marzo, c’è la trasferta sul campo della Viterbese. Domenica prossima il ritorno allo Iacovone contro la Virtus Francavilla. Che ieri ha fatto ritrovare la vittoria al Cerignola. Delle restanti 7 partite alla fine del campionato, sono 4 quelle che i rossoblu giocheranno in casa: l’auspicio è che l’epilogo contro il Messina, all’ultima giornata, chiuda una stagione che è stata intensa, imprevedibile e travagliata.

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Sport

Wimbledon, il ritorno dei tennisti russi: un sacrosanto atto di giustizia

Daniil Medvedev
13 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Un anno di guerra in Ucraina. Nessun segnale di de-escalation. La buona notizia, almeno, viene dal mondo sportivo. Segnatamente da Wimbledon, con il possibile ritorno dei tennisti russi. Potremmo considerarlo un sacrosanto atto di giustizia: gli atleti che sono dei professionisti, e fanno sacrifici, che si allenano tutto l’anno in vista di un obiettivo, meritano di non mancarlo per ragioni che esulano dal contesto sportivo. Wimbledon è il torneo di tennis più antico. Atteso e prestigioso, fa parte dei Grandi Slam insieme all’Australian Open, al Roland Garros e agli US Open.

Le regole di Wimbledon

Gli atleti russi e bielorussi giocheranno senza bandiera. Qualora mostrassero sostegno a Vladimir Putin, ovvero all’invasione dell’Ucraina voluta dalla Federazione russa, potrebbero essere espulsi dalla competizione sportiva. Non sono tenuti a prendere apertamente posizione contro il conflitto ma a dichiarare la neutralità quantomeno. Ciò vale anche per il perimetro attiguo ai campi di gioco: è vietata l’esposizione di bandiere e simboli inneggianti alla Russia. Ricordiamo che i tennisti non erano stati ammessi alla scorsa edizione del torneo, venendo penalizzati inoltre dalla mancata assegnazione di punti.

La reazione di Medvedev

“Non prenderò questa decisione per loro, e nemmeno li aiuterò in questa direzione: devono farla seguendo le loro ragioni. E ho sempre detto che la rispetterò”. Così Daniil Medvedev ha commentato l’apertura verso gli atleti provenienti dalla sua terra natia. “Gioco dove posso giocare, però sarei davvero felice di esserci a Wimbledon – aggiunge – adoro assolutamente quel torneo, ma se non è destinarlo a esserlo, aspetterò l’opportunità di tornare lì”. L’ex numero uno del mondo mantiene quindi una posizione prudente e rispettosa. E intanto è tornato in forma aggiudicandosi tre tornei consecutivi (Rotterdam, Doha e Dubai). Il mondo del tennis ha bisogno dei suoi numeri, di un campione che non sarà spettacolare o divertente come Rafa Nadal, ma che può vincere e dare ancora tanto ai suoi sostenitori.

Musica

Madame, una ventata di felina novità in riva allo Jonio

I look dell'artista al Festival di Sanremo
10 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Il talento è attestato dai riconoscimenti. Dalla personalità con cui è saputa stare sul palco dell’Ariston, ad esempio, come una veterana, all’ultima edizione del Festival di Sanremo: Madame è una degli artisti più apprezzati nel mondo della musica leggera. Farà la felicità di quanti assisteranno al suo concerto a Taranto – in programma sulla Rotonda del Lungomare, il 27 agosto – portando una ventata di felina novità. Piaccia o no, anche per i suoi atteggiamenti, Madame è una giovane di talento e può essere considerata un animale da palcoscenico: nel suo sguardo c’è racchiuso tutto un mondo. La generazione che sa conquistarsi i propri spazi e che sa guardare con curiosità ciò che ha intorno. Un personaggio interessante, Madame, capace di rendere interessante anche il testo più banale. L’unica cantante che può permettersi l’utilizzo dell’autotune senza sfigurare nel confronto atemporale con i mostri sacri della musica. E ogni sua canzone va ascoltata, risentita.

 

Chi è Madame

Classe 2002, Francesca Calearo, in arte Madame, viene dalla provincia di Vicenza (Creazzo). Cantautrice e rapper, è la più giovane vincitrice della Targa Tenco per il miglior album d’esordio e per la miglior canzone “Voce”. Con questo brano si è presentata nella sezione Campioni al Festival del 2021. Voce ha vinto anche il Premio Lunezia e il Bardotti per il miglior testo classificandosi, nella classifica finale, all’ottavo posto. La notorietà le ha permesso di avere un peso specifico su ciò che esula dal proprio mondo. La sua partecipazione al Festival di Sanremo 2023, chiuso al settimo posto con “Il bene nel male”, era stata messa a rischio dalla vicenda relativa al falso green pass, dove è stata coinvolta: l’accoglienza del direttore artistico Amadeus le ha permesso di essere ammessa, perché la musica, in una kermesse canora, prevale sulla polemica.

 

Lo stile

La musica della cantante viene spesso definita urban con forti influenze rhythm and blues. Per sua stessa ammissione, i generi da cui trae maggiormente ispirazione sono la trap, il neomelodico siciliano, la musica di Fabrizio De André e quella strumentale di artisti come Ludovico Einaudi ed Eddie van Halen. Le sue performance sono caratterizzate dalla capacità di interpretazione e dalla presenza scenica. Approccio leggero, quasi remissivo, come un felino sa sgusciare attorno all’obiettivo, conquistare la sua preda senza essere mai aggressiva. Ma dentro ogni lamento malinconico, comunica forza, positività intesa come ribellione. Proprio De Andrè ha portato, omaggiato sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo, nella serata dedicata alle cover, insieme a Izi. Un’esibizione delicata e insieme intensa, e armoniosa – i due hanno rivisitato il brano “Via del campo” del grande cantautore.

Il duetto con Izi

 

Il calendario del tour estivo di Madame. In aggiornamento

8 luglio – Nichelino (TO) – Sonic Park Stupinigi

12 luglio – Lugano, Piazza Luini

15 luglio – Chieti, La Civitella

17 luglio – Roma, Cavea, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

19 luglio – Parma, Parco Ducale

21 luglio – Ferrara, Ferrara Summer Festival

24 luglio – Firenze, piazza SS. Annunziata

26 luglio – Bassano del Grappa (VI), Parco Ragazzi del ‘99

28 luglio – Udine, Castello

29 luglio – Villafranca (VR), Estate al Castello, Castello Scaligero

20 agosto – Forte dei Marmi (LU), Villa Bertelli

22 agosto – Diamante (CS), Teatro dei Ruderi

24 agosto – Palermo, Teatro di Verdura

25 agosto – Taormina, Teatro Antico

27 agosto – Taranto, Rotonda del Lungomare

29 agosto – Macerata, Sferisterio

Sport

Ciclismo su strada, con il Giro delle 100 masserie riparte “Cicloamatour”

Cicloamatour 2022, uno scatto di gara
07 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Otto tappe per riscoprire i luoghi cari e quelli sconosciuti ai ciclisti della Puglia. Già a partire da domenica prossima, dodici marzo, quando ripartirà Cicloamatour, con il “2° Trofeo Giro delle 100 masserie”. Un ritorno che quest’anno si fa ancora più significativo dopo l’epilogo anticipato della scorsa edizione a causa di un evento luttuoso: un gesto di solidarietà e di rispetto verso quanto accaduto in una prova del Giro dell’Arcobaleno, lo scorso settembre, a Montemesola. L’imperativo categorico è garantire la sicurezza dei partecipanti corridori. Obiettivo che l’organizzazione del campionato ciclistico amatoriale della Puglia, giunto alla 12esima edizione, ha cercato sempre di raggiungere. La corsa a tappe attraverserà le province di Taranto, Bari, Lecce e Brindisi. L’auspicio è che possa coniugare divertimento e agonismo anche quest’anno. Non mancano peraltro le novità, l’ingresso di nuovi team capaci di dare una spinta in più alla macchina guidata da Piero Monarda.

Il Giro delle 100 masserie

Un circuito collaudato e tecnico. Che metterà a dura prova la resistenza dei corridori, in avvio di stagione: la salita di Pilano è pedalabile, ma verrà affrontata quattro volte, come i giri del circuito lungo 20 chilometri, per complessivi 80 km – la discesa delle Voccole favorirà il recupero parziale. La società organizzatrice è l’Associazione sportiva dilettantistica “Bikemania”. Crispiano, la località dove si daranno appuntamento i corridori. L’avversario da battere, tra gli uomini, sarà ancora una volta il grottagliese Ciro Greco, il dominatore delle ultime 7 edizioni del campionato.

Il calendario completo di Cicloamatour 2023

12 marzo 2023 / Crispiano TA – Asd Bikemania | MF 2*Trofeo Giro delle 100 Masserie

11 giugno / Martina Franca TA org. Mmtb Martina Franca | MF Trofeo Valle d’Itria

9 luglio / Campomaggiore PZ – org. Spes Alberobello | 4*Trofeo Città dell’Utopia – Note : +5 punti di bonus – tappa extraregionale

6 agosto / fraz. Coreggia di Alberobello BA – org. Spes Alberobello | 19^Coppa Madonna del Rosario

17 agosto / Locorotondo BA – org. Chialà Cycling Team | Trofeo San Rocco

27 agosto / Collepasso LE – org. Ciclistica Collepassese | 49*Trofeo Vittorio Fersini

3 settembre / fraz. San Marco di Locorotondo BA – org. Spes Alberobello | 12^Coppa San Marco

10 settembre / Adelfia BA – org. Pol.va Velo club Adelfia | Coppa Madonna della Stella

 

Sport

Superlega, Perugia batte Taranto: la legge del più forte al Palamazzola

foto G. Leva
06 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Il più grande spettacolo dopo il big bang è chiudere gli occhi alla partita casalinga col Verona quando, tra pochi intimi, gli ionici vinsero nettamente, e aprirli alla penultima giornata della regular season: vedere gli spettatori che hanno riempito in ogni angolo il Palamazzola, come non accadeva da oltre un decennio, dagli anni nei quali la grande attrazione erano le cestiste del Cras, e farsi avvolgere dallo sport nella sua essenza. Il campo ahinoi ha fatto prevalere la legge del più forte. Perugia, infatti, si è imposta sulla Gioiella con un secco 3-0 (25-22, 25-19, 25-19). La Prisma che non è nata dal grande “big bang”, ma dal progetto non casuale ideato e realizzato da Antonio Bongiovanni, negli anni in cui la pandemia impediva anche l’accesso al palazzetto, si è congedata dal suo pubblico nella seconda avventura in Superlega. Onore a Perugia che ha smaltito la sconfitta in Coppa Italia e prolungato l’imbattibilità in campionato attraverso il 21esimo centro.

Il match Taranto – Perugia

La Prisma è scesa in campo orfana dell’infortunato Loeppky oltre a Stefani. Gli ospiti, potendosi permettere di far riposare Leon, considerato il pallavolista più forte del mondo, hanno condotto sin dalle prime battute dell’incontro. Taranto ha lottato nel primo set raccogliendo, ad ogni punto, l’esplosione del pubblico, dei 3000 spettatori presenti. Hanno pesato gli errori in battuta, però. Sulla falsariga del primo set, la Sir Safety Perugia, che sa battere molto bene e realizzare ace, ha acquisito presto un vantaggio nel secondo e tenuto in controllo la partita nel terzo. Sugli scudi il capitano della nazionale italiana Simone Giannelli che è stato votato miglior giocatore del match – ottima anche la prova di Herrera. Agli uomini allenati da Vincenzo Di Pinto non si può rimproverare niente. Ma contro una corazzata che non ha regalato niente, è mancato quello spunto che consente di gettare il cuore oltre l’ostacolo per sovvertire il pronostico, e materializzare il miracolo che i tifosi attendevano.

Il verdetto all’ultima giornata

La sconfitta di Siena inflitta dalla WithU Verona tiene accese le speranze della Prisma. Che domenica prossima, a Milano, si giocherà le sue chance di conservare la categoria della Superlega Credem Banca. Mentre la Emma Villas Aubay Siena ci proverà sul parquet di gioco della Vero Volley Monza. Che andando a vincere sorprendentemente a Modena dimostra di essere in salute, ovvero di poter tendere la mano proprio agli ionici. Taranto da parte sua è chiamata a disputare una grande prova per non legare le proprie sorti al risultato dell’altro match. Antonov e Lawani, a confermare quanto di buono hanno fatto vedere contro la capolista del torneo, che oltre al campionato mira alla Champions. Coach Di Pinto ha sei giorni per analizzare cosa non ha funzionato ieri sera (oltre alla battuta, si sono visti pochi muri e primi tempi) e per spronare i suoi giocatori ad esprimere una pallavolo di maggior livello.

Fotogallery by Giuseppe Leva

Sport

Luca Semeraro: “Orgoglioso di rappresentare Taranto, voglio saltare oltre i 5 metri”

03 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Step by step. Il percorso di maturazione di Luca Semeraro ha avuto nei Campionati italiani Assoluti Indoor il primo risultato dell’anno. Un successo, sebbene non sia stato medagliato, speculare a quello conquistato da sua sorella Francesca, che ha firmato il nuovo record regionale – la campionessa stavolta si è superata sorprendendo anche se stessa. Lui sta facendo passi da gigante, anche in condizioni non ottimali, dimostrando di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo, nella disciplina del salto con l’asta. Quest’anno è tornato a vestire la canotta dell’Amico Cras Taranto. Il legame con la città in cui è cresciuto e nato aveva poco da rinsaldarsi, perché Luca Semeraro ha sempre dimostrato attaccamento alla terra natale, dalla quale spesso si è costretti ad emigrare. Lo dimostra anche attraverso il sostegno dato alle altre realtà sportive, dal Taranto calcio alla Gioiella Prisma. E in questa intervista concessa a Nuovo Dialogo.

Luca, ben ritrovato. Dicci cosa hai fatto nei giorni scorsi e come stai?

“Dopo quella che è stata l’ultima gara più importante della stagione invernale indoor, ho staccato la spina per un po’. Avevo necessità, da un lato di riposare in vista della stagione estiva outdoor; dall’altro di recuperare dall’infortunio subito un mese fa, che di fatto mi ha impedito di rendere al massimo nelle competizioni affrontate”.

E meno male…

“Sì, devo dire che un quinto posto assoluto in Italia, viste le mie condizioni, era impronosticabile. Per questo si tratta senz’altro di un ottimo risultato: era da moltissimi anni che un atleta tesserato per una società tarantina non prendeva parte a un campionato italiano assoluto. Io e Francesca vi abbiamo partecipato sempre per società non tarantine onorando ad ogni modo la nostra città. Per me questo è motivo d’orgoglio, naturalmente, poter rappresentare Taranto nella massima rassegna nazionale, e averla portata nella top five della disciplina del salto con l’asta”.

Adesso quali obiettivi hai?

“Dopo un consulto con il mio tecnico, il professor Davide Colella, si è deciso di concentrarci sul recupero dal mio infortunio, che possa avvenire al più presto, ma anche sull’aspetto tecnico e fisico pensando al futuro e a cosa ci si può aspettare in condizioni ottimali. Il prossimo step è senz’altro confermare quantomeno la partecipazione al Campionato Italiano Assoluto, che quest’anno si terrà in casa, in Puglia, a Molfetta. E ovviamente, parlando di misure, il mio auspicio è quello di superare il muro dei 5 metri. Obiettivo non raggiunto per poco in questa stagione indoor (al Palaindoor di Ancona, ai campionati italiani, si è fermato a 4,83m, ndr)”.

Sport

Simone Rocchi, il giocatore giusto per il Cus Jonico

01 Mar 2023

di Paolo Arrivo

Alle volte basta poco per imprimere il cambiamento e cambiare umore. Ci sta provando il Cus Jonico Basket Taranto a uscire dal momento negativo in cui si trova, dopo il terzo ko consecutivo inflitto dalla Sala Consilina, domenica scorsa: l’entusiasmo si è riacceso con l’acquisto di Simone Rocchi. Che sembra essere il giocatore giusto per il gruppo diretto da coach Olive. Già a disposizione del Cus Jonico, la giovane guardia romana si sta allenando con i suoi nuovi compagni di squadra, e potrebbe essere utilizzato nella delicata trasferta di domenica prossima a Roseto.

 

La soddisfazione del direttore sportivo

“Da tempo cercavamo un giocatore come Rocchi, un esterno che potrebbe darci una grossa mano. Come ogni anno siamo stati vigili sul mercato, c’era uno slot scoperto per i senior e aspettavamo l’occasione e soprattutto il giocatore giusto per noi”. Così il direttore sportivo del CJ Basket Vito Appeso presenta il nuovo acquisto. “Ne abbiamo presi in esame diversi – continua – ma quando si è aperta negli ultimi giorni l’opportunità di prendere Rocchi ci siamo convinti. Lo monitoravamo da tempo: è un giocatore ideale per i pick and roll, che sa passare la palla, un buon, anzi un ottimo tiratore”. Il ds ricorda i tanti contatti avuti con il suo agente Simone Di Trani “che ringrazio personalmente e a nome della società”. L’auspicio condiviso è che Simone Rocchi possa dare una mano al Cus Jonico in questo momento difficile.

 

Simone Rocchi – Profilo giocatore

Classe 2000, il cestista è nato a Roma. Nella capitale ha cominciato a giocare a pallacanestro da giovanissimo. Con il Lido di Roma riuscì a portare alle finali nazionali dapprima la squadra Under 15, poi la U16. Il primo traguardo tagliato, la conquista della Coppa Italia di categoria con la squadra Under18 Eccellenza. A 19 anni il primo campionato in serie C Silver Lazio. Passato al Civitanova Marche, ha fatto la conoscenza della serie B, poi affrontato proprio Taranto ai playoff nella stagione 2021/22, cominciata con la Cividale. Il suo rendimento è stato sempre un crescendo. L’ultima esperienza a Jesi dove ha contributo alla salvezza in serie B. Fin da quando giocava con la Nuova Lazio Pallacanestro, è stata elevata la sua media realizzativa.