Sport

Silvia Semeraro oro ai World Games: “La mia vittoria migliore. La dedico a Greta, mia nipote”

11 Lug 2022

di Paolo Arrivo

Si trascina le parole, come fossero le sue avversarie, che sul tatami domina, legandole ad una immagine fattasi già ricordo. Perché le grandi imprese vengono consegnate alla storia, l’ultima lascerà una indelebile impronta nella carriera della karateka più forte del mondo, sempre legata al territorio ionico: ai World Games, dove ha rappresentato la nazionale italiana negli Stati Uniti (Birmingham, Alabama), Silvia Semeraro ha vinto la medaglia d’oro, dopo aver fatto suoi tutti gli incontri del Round Robin nella categoria -68kg. Un risultato straordinario del quale c’era sentore. Perché dopo essersi presa la rivincita alla Premier League di Matosinhos su chi le aveva negato la più grande gioia ai campionati del mondo, la campionessa tarantina cresciuta nella comunità di Faggiano, in forza al gruppo sportivo delle Fiamme Oro, aveva conquistato la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo. Dando la sensazione di aver solamente rinviato l’appuntamento con il trionfo. Il piatto è servito, ora. “Sono felicissima – ha dichiarato al nostro giornale in esclusiva – a caldo devo realizzare ancora: credo ci vorranno un po’ di giorni. Il dodici (domani, ndr) torno in Puglia, e non vedo l’ora di riabbracciare i miei familiari, i miei genitori e tutte quelle persone che mi sostengono. Che immaginavo fossero lì con me ad applaudirmi e a sostenermi, a tifarmi in gara, per spingermi alla vittoria”.

Che gara è stata?

“È stata una gara dura. Una guerra, a partire dalle eliminatorie, dove avevo la statunitense Skylar Lingl, la canadese, l’austriaca Buchinger: in semifinale mi è capitata la vicecampionessa olimpica, l’azera Irina Zaretska, che ho battuto; in finale mi sono ritrovata di nuovo la Buchinger. Vincere i World Games è stata un’emozione unica. Una gara particolare, organizzata al top: avevamo tutto a disposizione nel vicino collage. Devo dire che il nuovo regolamento mi piace tantissimo: girone all’italiana, eliminatorie, la semifinale dopo 2 ore, la finale dopo 3. Fisicamente bisogna avere tante energie. Riscaldarci per bene tre volte. Bisogna saper “spaccare” e riaccendersi, rimanendo concentrati sull’obiettivo. Quello che ho fatto io: volevo a tutti i costi portare a casa questa medaglia d’oro. La sentivo mia, la volevo. È un anno che mi scivola. Finalmente è arrivata e posso benedirla. A sfidarci, eravamo tra le migliori otto. Essere arrivata prima non può che darmi ancora più carica e consapevolezza dell’atleta che sono. E di quello che potrò andarmi a prendere dopo”.

Hai una dedica speciale da fare?

“Sì, a Greta, mia nipote. Purtroppo viviamo lontane: lei è a La Spezia, con mia sorella: so che mi ha tifata, è stata la mia prima grande tifosa. Spero che anche lei un giorno possa gioire di queste mie vittorie. E delle sue che realizzerà, in ambito sportivo e non solo”.

Fatichi a trattenere l’emozione…

“È naturale. È stata forse la mia migliore gara di tutto l’anno. Anzi, senza il forse, è stata la mia migliore performance, e il risultato è stato eccezionale. Proprio quello che volevo”.

Sport

L’imprevedibilità, l’ultima scoperta della fuoriclasse Benedetta Pilato

27 Giu 2022

di Paolo Arrivo

Ci eravamo lasciati alla straordinaria impresa di Benny nei 100 rana. Un oro tanto entusiasmante quanto sorprendente perché conquistato, ai Mondiali di Budapest 2022, in quella che non viene considerata la specialità di Benedetta Pilato. È poi arrivata la medaglia d’argento nella seconda finale. Tanto si è detto e scritto su questa gara: alla gioia si è aggiunta una punta di amarezza per l’oro sfumato. Mancato di un niente, nella prova che le è più congeniale, i 50 metri rana, dove detiene il record mondiale (29”30). Lo ha confidato la stessa atleta, che alla vigilia si sentiva stanca. La stanchezza si accumula in una stagione, durante l’anno, e può pesare: ricordiamo che, diversamente da altre sue avversarie, oltre a gareggiare e ad allenarsi, la tarantina di diciassette anni riempie d’altro le sue giornate – studia al liceo e con ottimi risultati. Noi l’abbiamo vista tesa, tirata in volto prima che si buttasse in vasca. La partenza non è stata delle migliori ma, se avesse avuto più “campo”, avrebbe rimontato la lituana Ruta Meilutyte. Il bilancio di questa esperienza ai Mondiali è eccellente. Ad una lettura extra numerica, infatti, al di là dei tempi fatti registrare, si potrebbe dire che l’atleta ha scoperto di possedere un’altra qualità: l’imprevedibilità. Quella dote che contraddistingue i Grandi. La capacità di sorprendere, nel bene e nel male, per non tediare, se stessi e gli altri. Perché alla lunga anche i record possono stancare. Il risultato può svuotarsi di senso, se non di significato. L’imprevedibilità consacra tra i Grandi Benedetta Pilato. È quell’arma in più da annoverare nel suo bagaglio, da custodire, e da utilizzare al momento opportuno, in modo da spiazzare anche le sue avversarie. D’altro canto la capacità di steccare è stimolo per continuare a migliorarsi, come ha fatto la stessa Benny nel percorso che l’ha portata all’ultimo oro, dopo la delusione delle Olimpiadi di Tokyo, lo scorso anno. O ancora, è l’espediente utilizzato dai fuoriclasse per sentirsi più vicini a quegli atleti che fanno tanti sacrifici ma non vincono mai.

BOTTINO MONDIALE. Le medaglie di Benedetta Pilato fanno il paio con le altre conquistate dall’Italia alla 19esima edizione dei Campionati mondiali di nuoto. Un risultato già straordinario. Ha impressionato in particolare l’impresa titanica di Gregorio Paltrinieri che, dominando la gara dei 1500, ha realizzato il nuovo record europeo. Lo Squalo si è andato a prendere poi anche un bronzo nella staffetta mista 4×1500. Ci sarà da divertirsi ancora, a quanto pare: la competizione che riaccende i riflettori sulle discipline acquatiche (nuoto, nuoto di fondo, nuoto artistico, tuffi e pallanuoto) si chiuderà il 3 luglio.

IL MEDAGLIERE AGGIORNATO. Conduce gli Stati Uniti. Segue l’Italia con 7 ori, 4 argenti e 7 bronzi. Al terzo posto l’Australia. Chiudono la Spagna e il Sudafrica, ferme ad un bronzo. Va ricordato che a questa competizione non hanno preso parte la Russia e la Bielorussia: così ha voluto la Federazione internazionale del nuoto (Fina), per i noti fatti legati alla guerra in Ucraina.

Sport

Sogno di una notte di inizio estate: l’oro di Benedetta Pilato

La tarantina, a soli 17 anni, diventa campionessa mondiale sui 100 rana

21 Giu 2022

di Paolo Arrivo

I grandi avvenimenti non si possono dimenticare. Che siano gioiosi o nefasti, ricordiamo tutti, in quel preciso momento, dove eravamo. E voi dove vi trovavate quando Benedetta Pilato conquistava l’oro mondiale? È storia, leggenda, di poche ore fa. C’è chi era incollato davanti alla televisione per seguire in diretta l’impresa della 17enne di Taranto. Chi invece preferiva fare altro, per scaramanzia, o perché troppo coinvolto emotivamente – come Salvatore, il papà. Chi era impegnato a scrivere un libro sulla stessa campionessa. Anzi no, quello è stato già fatto (“Benny per sempre”, l’opera a lei dedicata). Quel che accomuna tutti noi è sentimento di stupore verso questa ragazza fenomenale. Una predestinata.

 

L’impresa mondiale

Budapest, martedì 20 giugno 2022: Benedetta Pilato conquista la medaglia d’oro nei 100 metri rana femminili. Vince in 1’05”93 precedendo di 5 centesimi la tedesca Anna Elendt che aveva il miglior tempo delle semifinali. Dimostra di essere un’atleta completa, ovvero competitiva anche sulla distanza olimpica (aveva brillato sempre sui 50, considerata la sua specialità). Un trionfo non affatto scontato. L’atleta, infatti, non brilla nella qualificazione alle semifinali chiudendo in 1’06”68. Nella prova successiva riesce a migliorare facendo registrare il secondo tempo assoluto in 1’05”88 alle spalle della stessa Elendt In finale, dalla quarta posizione ai 50 metri, si rende protagonista di una rimonta entusiasmante. E si mette alle spalle anche l’olimpionica Ruta Meylutite.

 

Chi è Benedetta Pilato

Nata a Taranto il 18 gennaio 2005, “Benny”, come viene chiamata, è allenata da Vito D’Onghia e tesserata per il Circolo Canottieri Aniene. Nel suo futuro immediato c’è il gruppo sportivo della Polizia di Stato a cui ha fatto ingresso pochi giorni fa. La sua prima società, intesa come gruppo di amici o casa, è stata la Mediterraneo Sport, nella città dei due mari. Tanti e precoci i risultati per la campionessa europea in carica e primatista mondiale sui 50 metri (29”30). A quattordici anni, è stata l’atleta italiana più giovane a debuttare in un campionato mondiale, battendo il record della Divina Federica Pellegrini. Conquistò l’argento ai Mondiali di Gwangju 2019 dietro alla statunitense Lilly King. Al di fuori della vasca BP viene apprezzata come ragazza sempre sorridente, solare, capace di vivere con leggerezza la sua passione più grande. Perché lei vuole divertirsi nel fare quello che ama. Lo stress tuttavia deve aver prevalso ai Giochi olimpici di Tokyo, lo scorso anno, quando nelle batterie era stata squalificata. Ma adesso l’azzurra si è riscattata alla grande e avrà mille altre occasioni per affermarsi nei grandi palcoscenici internazionali. Tutto il Paese, la comunità di Taranto in particolare, si stringono attorno a lei, e la ringraziano per l’ennesimo sogno che ci ha regalato.

Sport

Ciclismo, al Campionato italiano strada master protagonisti Stefano e Federico Scotti

20 Giu 2022

di Paolo Arrivo

Ottime notizie dai corridori legati al territorio ionico. Protagonisti Stefano e Federico Scotti, al Campionato italiano strada master della Federazione ciclistica italiana: il primo, in forza alla Hair gallery cycling team, ha conquistato la maglia tricolore nella cat. M2; secondo posto per il fratello, nella stessa categoria, che raggruppa i corridori dai 35 anni ai 39. A darne notizia, il papà Franco, presidente della U.P.J. Taranto. Che ha più motivi per esprimere la propria soddisfazione: una vita spesa per le due ruote, per l’educazione ciclistica dei figli, in sella fin da quando erano piccoli, e per l’organizzazione di gare – l’ultima a settembre si è tenuta proprio nel capoluogo ionico. Per motivi professionali, i tarantini Stefano e Federico vivono lontano dalla loro terra. Ma conservano intatto il legame con la stessa, e la passione per la bici da corsa.

LA COMPETIZIONE. Il Campionato italiano amatoriale Fci è andato in scena nella provincia di Fermo (Monte Urano) sulla distanza di 85 chilometri, lungo un circuito di 17,4 km ripetuto più volte. Il trionfatore è stato Ciro Greco del Team Eracle che ha preceduto Enrico Ferrian e Ivan Martinelli. Appaiati al sesto e settimo posto Stefano e Federico Scotti. Due le prove disputatesi sabato e domenica scorsa, con atleti in gara dalla categoria Elite sport alla Master 8. Una bella manifestazione che ha riacceso i riflettori sulle colline marchigiane come perfetta location. Nella stessa regione dove risiede Stefano. Federico invece, il fratello minore (classe 1986), tesserato per la Biking racing team, vive ad Arezzo.

DAGLI AMATORI AI PRO. Quella avviata oggi è una settimana importante per il mondo delle due ruote. Per gli stessi campionati italiani e per la provincia ionica, pronta ad ospitare la gara di ciclismo su strada dei professionisti. Appuntamento fissato a domenica prossima ventisei giugno. Il campionato italiano si disputerà su un percorso lungo 237 chilometri, da Marina di Ginosa ad Alberobello, e vedrà sfidarsi i corridori più forti: il più atteso è lo “Squalo dello stretto” Vincenzo Nibali, prossimo al ritiro dalle corse. Assente invece Damiano Caruso che ha il Tour de France nel mirino. Il grande evento può essere interpretato come una sorta di compensazione, azione risarcitoria per il mancato interessamento della Puglia nell’ultima edizione della corsa rosa.

 

Sport

Salto con l’asta, l’ultima rinascita di Francesca Semeraro: “Ora testa ai campionati italiani”

foto Grana-Fidal
09 Giu 2022

di Paolo Arrivo

Una medaglia d’oro ai Campionati nazionali universitari e un’altra al Challenge Assoluto, tenutosi a Firenze, lo scorso fine settimana, allo stadio di atletica “Luigi Ridolfi”. Ed è solo l’antipasto: Francesca Semeraro si è lasciata alle spalle un periodo complicato, e punta ad arricchire il palmares facendo altri risultati nel prosieguo di una stagione che, per la saltatrice con l’asta di Taranto, è appena cominciata. Ai momenti di prova sportivi si aggiungono quelli esistenziali in un percorso di crescita fatto, anche per lei, di alti e bassi. Ma la campionessa sa rialzarsi. Lo ha dimostrato nelle varie fasi della sua carriera, dopo aver dominato nelle categorie giovanili aggiudicandosi per otto volte il titolo italiano. All’ultima gara, prova valida per la qualificazione ai Campionati italiani individuali assoluti, ha replicato il record (personale e regionale) saltando la misura di 4,20 m – nei tre tentativi successivi ha tentato di migliorarsi. Ora non intende fermarsi. Alzare sempre più l’asticella nelle competizioni importanti è la sua mission, incoraggiata dalla comunità, da chi la segue da lontano.

E pensare che a inizio anno eri più che scoraggiata…

“Già. L’ultima parte del 2021 non è stata positiva: dal Covid preso in forma asintomatica, che ha mandato peraltro all’aria le vacanze di Natale, a un concorso andato non come speravo, altre cose che mi hanno buttata giù. Non sono riuscita a riprendermi per le gare indoor di gennaio e febbraio. Con il passare delle settimane mi sono ripresa piano piano, soprattutto ad aprile. Era una questione di testa, più che altro, perché fisicamente stavo facevo un lavoro importante. E posso raccoglierne i frutti adesso”.

Quindi dove hai trovato la forza per rimetterti in sella fino a volare?

“Se sto bene, lo devo alle persone che mi stanno intorno: dalla squadra (l’Alteratletica Locorotondo, ndr) alla famiglia, dagli amici al mio allenatore. Il loro contributo è importante, direi indispensabile, perché contando solo sulle mie forze non ce l’avrei fatta”.

I tuoi prossimi obiettivi?

“Il campionato italiano assoluto di Rieti, tra due settimane. Il 18 giugno, a Barletta, una gara internazionale di salto con l’asta. L’obiettivo principale è comunque il Campionato italiano. Quanto alla performance, dopo aver eguagliato domenica scorsa il mio personale, al più presto penso di proiettarmi sui 4 metri e trenta”.

Facciamo un passo indietro: la conquista del titolo ai Campionati universitari che significato ha avuto per te che sei proiettata verso scenari sempre più grandi?

“È stata una gara condizionata dal vento. Era forte, ma fortunatamente siamo riusciti a domarlo (lo avevamo completamente contro). Si è trattato di un test importante utile a farmi comprendere i miei margini di miglioramento”.

Ora testa ai Campionati italiani, a Rieti, il tuo obiettivo principale, ribadiamo. Con quali ambizioni ci andrai?

“Punto a far bene e a migliorare. Ben venga la medaglia, se arriverà”.

foto Grana-Fidal

Sport

Giornata nazionale dello sport, un successo preannunciato

07 Giu 2022

di Paolo Arrivo

Darsi appuntamento all’ora più calda della prima domenica di giugno non è l’ideale. Non lo è per chi in luogo del relax ha scelto l’attività fisica, praticata sotto il sole di un’estate rovente, cominciata già a maggio; né per chi li deve guardare. Ma la passione è una macchina inarrestabile. Il carburante sta in particolare nell’energia, nell’entusiasmo e nei sogni respirabili tra i giovani che hanno animato la “Giornata nazionale dello sport”, andata in scena anche a Taranto, al centro commerciale Le porte dello Jonio. Un successo preannunciato. Protagoniste dell’evento targato Uisp e Csen Taranto sono state le tante discipline che, dal pomeriggio alla prima serata, hanno occupato l’intera area del parcheggio sopra elevato: dalla ginnastica artistica al fitness, dalla danza alla pallacanestro passando per le arti marziali. Quest’ultime erano rappresentate dalla campionessa di karate Silvia Semeraro. La quale, rientrata nella sua terra natale, madrina dell’evento realizzato, ha ricevuto l’abbraccio dei fan. Tanti ce n’erano tra gli spettatori e tra gli oltre mille atleti tesserati per le società.

La giornata nazionale dello sport ha raccontato la forza e dimensione aggregante di quegli eventi capaci di tenere insieme le comunità oltre ogni logica di tornaconto e confine territoriale. Si pensi che in quelle stesse ore, a Parigi, Rafael Nadal lottava per aggiudicarsi il suo 14esimo Roland Garros: migliaia di tarantini, milioni di italiani, oltre a buona parte dei 10mila spettatori presenti al campo centrale, facevano il tifo per il tennista fuoriclasse che ha sconfitto il norvegese Casper Ruud in finale. L’ennesima impresa capace di entusiasmare. Di divertirci, ma anche di farci pensare… Questi eventi sì che hanno santificato la domenica della Pentecoste. Festa che aveva unito i popoli, a cinquanta giorni dalla Pasqua (lo ha ricordato il Santo Padre all’Angelus domenicale). Festa che in questi giorni richiama agli sforzi da mettere doverosamente in campo per la pace in Ucraina, attraverso proficui negoziati.

Sport

MF Massafra, vittoria di Greco. Tra le donne Clarissa Bolettieri raggiunge la vetta di Cicloamatour

30 Mag 2022

di Paolo Arrivo

Lacrime e sangue. L’imprevisto che ti fa trovare risorse inaspettate: una prestazione maiuscola quella di Clarissa Bolettieri (labiciclettastore.it) che è caduta nel corso della seconda tappa di “Cicloamatour”, alla Mediofondo “Trofeo Terra delle Gravine” di Massafra, ma ha avuto la forza di rimontare in sella e di concludere la prova lasciandosi alle spalle Flavia Pierri, sua diretta avversaria. È giusto dedicare l’incipit di questo articolo all’atleta di Milano residente a Casamassima. Perché l’immagine che ci ha regalato racchiude il senso del ciclismo su strada, i sacrifici, le fatiche fisiche e mentali alle quali i corridori si sanno dare. Grazie a questo risultato (prima di categoria e seconda assoluta) la campionessa in carica ha raggiunto la vetta del campionato, condivisa con la stessa Flavia Pierri.

La vittoria invece è andata ad Elena Cairo. Che ha fatto valere la maggior esperienza, il talento che conosciamo – l’atleta plurititolata della Tranchese Cycling Brusciano è stata bronzo mondiale e più volte campionessa italiana. Tra gli uomini, nella stessa gara tenutasi domenica scorsa a Massafra, ha vinto il solito Ciro Greco: il corridore del team Eracle ha preceduto Vito Palmisano, suo compagno di squadra, e Piero Zizzi (Airone Leo Constructions). La corsa si è snodata su un circuito di 17 chilometri ripetuto cinque volte per un dislivello di 1000 metri. Un tracciato impegnativo, che si prestava ai tentativi di fuga tra i centocinquanta partecipanti.

CICLOAMATOUR. Dopo aver raggiunto la provincia di Taranto, il campionato regionale sconfina in Basilicata: si terrà a Campomaggiore, Città dell’Utopia, la prossima tappa, in programma domenica dieci luglio. La gara si preannuncia spettacolare e ad alto coefficiente di difficoltà. Per tutti, sul tracciato di soli 3,5 km, da ripetere 18 volte, l’avversario da battere resta il grottagliese Ciro Greco che è al comando della classifica generale.

Sport

Le medaglie benauguranti di Luna Lonoce e Giorgia Tarantini: alla scoperta della pole dance

27 Mag 2022

di Paolo Arrivo

È un mondo a sé stante. Ai più sconosciuto, non catalogabile: va oltre lo sport, oltre la danza. È bellezza poesia incanto. È arte capace di compenetrare la dimensione eterea con la terra calpestabile. Così che resta sospeso il praticante… Parliamo della pole dance, disciplina che le medaglie di Luna Lonoce e Giorgia Tarantini hanno portato alla ribalta. Le due giovanissime atlete della provincia di Taranto si sono imposte ai Campionati europei. Luna, originaria di San Marzano di San Giuseppe, ha conquistato l’oro, seguita da Giorgia, salita sul secondo gradino del podio. Ambedue protagoniste nella categoria Junior A Amateur e tesserate per la società sammarzanese Elios Fitness. Alla competizione andata in scena a Valladolid, in Spagna, sono state premiate con un punteggio altissimo dalla giuria internazionale. A riprova del valore di queste due atlete super promettenti. Che hanno l’età dalla loro parte: Luna ha 11 anni e Giorgia, di Fragagnano, è dodicenne. Le due atlete sono anche azzurre di Acrobatica Aerea. L’auspicio, per chi ha fatto precedere le due medaglie da altri risultati importanti (GT è campionessa italiana, medaglia di bronzo agli ultimi Campionati mondiali), è che il loro percorso di crescita possa mai arrestarsi, a beneficio della valorizzazione – riconoscimento della stessa disciplina sul territorio ionico. Non c’è alcuna scuola nella città di Taranto. E questa lacuna è compensata, in provincia, dal lavoro della Asd Elios Fitness, e dall’allenatrice Anna Rita De Padova.

POLE DANCE. Un ballo acrobatico intorno alla pertica. Questo è, per definizione, la pole dance. Un mix di ginnastica e di danza. “Il bello della pole dance sta proprio in questo – ci spiega Marcella, un’istruttrice che vive lontano dalla sua città natale, Taranto – non servono abilità particolari per praticarla. Possono farlo anche persone che non si mai dati ad alcuna attività sportiva. Così è, contrariamente a quanto si possa pensare, ma “certo è che se hai un background di ginnastica, danza, sport in generale e quindi di flessibilità e forza, hai dei vantaggi in più”. Chi la conosce poi ne viene attratto a tempo indeterminato. Può provarlo, in misura minore, anche l’osservatore: quella capacità di straniamento del praticante che, accompagnato dalla musica, ne diventa un tutt’uno, assecondandone il ritmo e i toni.

Sport

L’evento: Taranto prima città della Puglia ad ospitare i campionati italiani di Aquathlon

24 Mag 2022

di Paolo Arrivo

È uno di quegli sport che fanno storcere il naso ai puristi della singola disciplina – ce ne sono ancora. Ma per la città di Taranto si tratta di un’altra grande occasione, di vetrina e rilancio del territorio, la “Aquathlon dei due mari”, in programma il 2 e il 3 luglio. Uno sport multidisciplinare di resistenza che rimanda al Triathlon. Comprende infatti due frazioni di corsa e una di nuoto, con esclusione del ciclismo. Non sarà una semplice esibizione ma il campionato nazionale ad andare in scena nel capoluogo ionico. La gara, di sicuro impatto spettacolare ed alto livello agonistico, vedrà protagonisti gli atleti nelle acque del Canale navigabile: i partecipanti partiranno da piazza Castello e, attraverso il lungomare fino a piazza Ebalia, faranno ritorno in città vecchia. Sono previste migliaia di presenze e ricadute positive sul territorio nel pieno della stagione estiva. Che a giudicare dalle odierne temperature, sembra essere già partita. L’Aquathlon ha già debuttato in riva allo Jonio nell’ambito del terzo Trofeo del Mare. La prossima competizione è resa possibile dal lavoro della società Triathlon Taranto, che aveva presentato la candidatura, e si colloca in un progetto ad ampio respiro, con vista sui Giochi del Mediterraneo 2026. Per la prima volta intanto la Puglia ospita i Campionati italiani di questo sport. E nel segno dell’inclusività, l’obiettivo è coinvolgere anche i giovani, le categorie under 16, che nel pomeriggio della prima giornata prenderanno parte alle batterie sulla banchina Torpediniere. L’evento farà da contorno alle due gare della due giorni. Perché oltre agli uomini gareggeranno le donne, tra gli atleti migliori provenienti da tutto il Paese.

È inclusività, ribadiamo, la parola chiave rintracciabile nell’Aquathlon e in questa competizione. La Taranto che progetta e sogna non può che accogliere un’opportunità preziosa. C’è la consapevolezza, ormai radicata sul territorio, nella logica della riconversione, che gli sport acquatici rivestono un potenziale enorme. Non del tutto esplorato ancora.

Sport

Basket: amaro epilogo dei playoff, ma tanti applausi per il Cus Jonico

23 Mag 2022

di Paolo Arrivo

Per una volta abbiamo lasciato in tasca il telefonino, deposto smartphone e iPad, i moderni taccuini, per non distogliere la vista dallo spettacolo realizzato sul parquet di gioco. Abbiamo sperato che si materializzasse il miracolo sportivo. Che è mancato per poco: il Cus Jonico ha ceduto alla RivieraBanca Basket Rimini anche il terzo incontro dei playoff, con il risultato finale di 81-84, e ha dato l’addio ai sogni di gloria. La cronaca sommaria del match dice che gli uomini allenati da Davide Olive ci hanno messo il cuore. Come sempre hanno fatto in questa stagione. Noi abbiamo visto due rincorse poderose contro l’avversario forte. Due fughe stoppate dai corridori: la prima a metà partita; la seconda nell’ultima frazione di gioco quando, dai meno 16, gli ionici hanno ridotto lo svantaggio a due punti soli infiammando il pubblico accorso al Palafiom. In quei frangenti i cestisti del CJ avevano il sangue agli occhi coinvolgendo nella trance agonistica gli stessi numerosi spettatori. Ovvero catapultandoli in un’altra dimensione, come se non contasse la posta in gioco: non si stava lottando soltanto per la promozione. Non è bastata l’atmosfera e la rimonta si è arrestata al quinto doppio fallo di Ponziani. Gli ultimi interminabili secondi, frammentati dai tiri dalla lunetta, non hanno portato fortuna al Cus Jonico, uscito tra gli applausi. Ovvero a testa altissima dalla competizione. Il rammarico c’è, e resterà a lungo: se si fosse giocato con la stessa intensità in ogni fase del match, ci saremmo dati appuntamento a un altro incontro.

I PLAYOFF. A gara quattro ci arrivano la Raggisolaris Faenza e Ruvo di Puglia, che si sfideranno domenica alle 18 (gli emiliani conducono per 2-1 i giochi); Ancona, che è avanti sulla Virtus Kleb Ragusa. Tutte le gare sono visibili in diretta streaming su Lnp pass. Al netto dell’esclusione del Cus Jonico, l’appendice della serie B old wild west 2022 riserva ancora emozioni per chi potrà meritarsi il salto di categoria.

Sport

Ciclismo, l’eroismo di Pozzovivo: c’è un pezzetto di Taranto al Giro

16 Mag 2022

di Paolo Arrivo

Ebbene sì: ci aggrappiamo ai “vecchietti” terribili, in mancanza di giovani; ai big come Vincenzo Nibali, che si sta dimostrando combattivo, competitivo. A Domenico Pozzovivo. Che nel primo tappone di montagna al Giro d’Italia, con arrivo in cima al Blockhaus, tra gli italiani è stato il migliore. Il suo sesto posto vale come una vittoria. Perché il corridore nato a Policoro ha avuto tanta sfortuna in carriera. Tanti incidenti, dai quali peraltro dipende la sua attuale posizione sgraziata in bici. Eppure “Pozzo” c’è ancora. Di cuore testa gambe, esempio di resilienza pura. Professionista meticoloso, scrupoloso, come lo sono i lucani (gente seria), alla soglia dei quarant’anni continua a dare lezioni. Ha le motivazioni per continuare quest’avventura – l’obbiettivo è restare nella top ten giocandosela con i giovani. E pensare che non doveva nemmeno partire: il corridore ha trovato in extremis una formazione, la Intermarché Wanty Gobert idem, disposta a scommettere su di lui facendogli prendere parte alla edizione numero 105 della corsa rosa. Adesso è ottavo in classifica, a soli cinquantaquattro secondi dalla maglia rosa di Lopez Perez.

TARANTO NEL CUORE. Gli abitanti della Puglia, regione tagliata quest’anno dalla grande corsa a tappe partita dall’Ungheria, possono gioire della gesta di un corridore che conserva un rapporto speciale con il capoluogo ionico. Il suo nome è legato alla Marangiolo Taranto, società che lo lanciò agli albori della sua lunga carriera. Nella città dei due mari ha fatto spesso ritorno. Chi lo conosce apprezza tutte le sue doti. Quelle di una persona riservata, sempre disponibile e gentile. Nella sua vita non c’è soltanto la bici: laureato in Economia aziendale, sa suonare il pianoforte, ed è un appassionato di meteorologia. Ciclisticamente è cresciuto affinando negli anni le sue doti di scalatore e migliorando a cronometro. Dove potrà arrivare, prima di appendere la bicicletta al chiodo, lo scopriremo. Intanto è giusto che riceva il plauso e la riconoscenza di tutto il Paese.

Domenico Pozzovivo (nella foto, al centro) all’ippodromo Paolo VI di Taranto

Sport

Sicurezza, salute e sostenibilità: il ritorno di Bicincittà

11 Mag 2022

di Paolo Arrivo

Per una volta l’agonismo può essere messo da parte. C’è una iniziativa infatti che si rinnova, dopo un’assenza lunga due anni, causa pandemia, chiamando a raccolta tutti gli appassionati delle due ruote: Bicincittà. L’evento si terrà anche a Taranto nella mattinata di domenica prossima, 15 maggio. Sarà una festa dello sport, una passeggiata non agonistica legata in primis al tema della sostenibilità. La macchina organizzativa è affidata alla associazione “Mtb Taranto bikers”. Che per il sesto anno ha accolto questa iniziativa riempiendone ulteriormente i contenuti: con il coinvolgimento del dottor Giovanni Boero, coordinatore Lice di Puglia e Basilicata, anche la conoscenza dell’epilessia verrà affrontata. I dettagli della manifestazione verranno svelati in conferenza stampa – sabato mattina alla galleria Porte dello Jonio di Taranto. Antenna Sud e “Lo Jonio” del gruppo editoriale Distante sono media partner.

BICINCITTÀ 2022. L’iniziativa, giunta alla 35esima edizione quest’anno, coinvolge oltre 110 città italiane. Il tema dominante è quello della sicurezza stradale. Si tratta di una questione irrisolta colossale. Ne abbiamo parlato, poco tempo fa, nell’intervista rilasciata a ND dal vicecampione del mondo di ciclismo paralimpico, il manduriano Leonardo Melle. Bicincittà fa la sua parte nella campagna di sensibilizzazione volta alla richiesta di maggior vivibilità: la cura passa dalla realizzazione di piste ciclabili e dalla promozione della bicicletta come mezzo di trasporto. Scelta quest’ultima che deve trovare nella prevenzione un prezioso alleato. Non si può infatti incoraggiare la pedalata su strade poco sicure, a causa degli automobilisti indisciplinati. Il ministero dell’Ambiente promuove la Giornata nazionale della bicicletta, della quale fa parte la stessa Bicincittà, per amplificare la voce della campagna Salvaciclisti. Un grido rimasto inascoltato, entro e oltre i confini dell’Italia: sono passati dieci anni dall’iniziativa lanciata dal quotidiano britannico Times.

 

foto ultima edizione di Bicincittà (per gentile concessione di Giuseppe Barone – Mtb Taranto bikers)