Società

Ritorno in classe, mons. Fanelli (Melfi) agli studenti: “Sognate e preparate subito un futuro grande”

foto d'archivio Sir
08 Set 2022

“Gioite della compagnia degli amici, della vicinanza della famiglia, del sostegno della vostra scuola. Sognate e preparate subito un futuro grande! Lo studio resta sempre un mezzo importante per protendersi verso il futuro, gustando l’oggi e riempendolo di senso e di significato”. Lo ha scritto il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, mons. Ciro Fanelli, nel messaggio “Valorizzate il tempo presente, per costruire un futuro migliore” diffuso in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico.
“Rientrando nelle vostre aule scolastiche – osserva il presule –, sarete accolti con un credito di fiducia da adulti che hanno dedicato la loro vita alla formazione culturale delle giovani generazioni: i vostri dirigenti scolastici, i docenti e il personale non docente, i quali vivono la loro professionalità come servizio, con competenza ed entusiasmo, nonostante le difficoltà che sono chiamati ad affrontare. Anche ad essi va il mio saluto e il mio grazie!”. Mons. Fanelli si sofferma poi sul “compito educativo” che “assume oggi un particolare valore: esso è buon fermento per le nostre comunità, che risentono pesantemente del duplice dramma della disoccupazione e della diminuzione progressiva della popolazione, che portano inevitabilmente ad una crescente desertificazione dei nostri paesi e ad un loro conseguente impoverimento”. Per il vescovo, la scuola è “un vero laboratorio di speranza”. “Il mondo di oggi – spiega – ha fortemente bisogno di giovani formati, propositivi, creativi, innovativi e acuti per uscire dal labirinto culturale e sociale in cui, in alcune circostanze, sembra che ci muoviamo. I nemici da combattere per uscirne vittoriosi sono: la superficialità, l’indifferenza, la mediocrità e il pensiero pessimistico che ci portano a credere che nulla può cambiare”. “Io – aggiunge – sono convinto che gli adulti, vedendo giovani che mostrano di credere con convinzione nei valori dell’amicizia e dell’impegno, della pace e della giustizia, ritroveranno la forza morale necessaria per creare concreti presupposti sociali, economici e culturali, affinché il futuro possa essere davvero spazio vitale della vostra piena realizzazione”. Mons. Fanelli invita gli studenti “a vivere il tempo dedicato alla scuola, come un tempo prezioso, che vi viene donato per divenire giovani nuovi, ‘giovani per gli altri’, aperti al mondo, generosi e attenti”. “Vi esorto a non dimenticare mai, nel vostro processo di crescita, di aver cura di chi è più debole – prosegue il vescovo – e di riservarvi spazi concreti per il servizio ai poveri, ai meno fortunati, ai malati, agli anziani, alle persone diversamente abili e comunque a coloro che non godono di condizioni simili alla vostra”. “Siate cercatori della bellezza e della verità!”, esorta mons. Fanelli. “Per accostarci alla bellezza e alla verità, dobbiamo renderci sensibili il più possibile alla realtà vera e concreta”, rileva, sollecitando: “Esercitatevi in ogni modo ad osservare e riconoscere ciò che vi circonda con gli innumerevoli rivoli di bellezza che l’attraversano. Fatevi aiutare dai vostri docenti; non abbiate paura di capire: si impara anche attraverso l’arte di porsi e fare domande. Assumetevi la responsabilità di ciò che capite e condividete e difendete le vostre posizioni!”.

Emergenze sociali

Anziani non autosufficienti: “Su riforma silenzio assordante dei partiti in campagna elettorale”

foto G. Leva
08 Set 2022

“Se questo testo non venisse approvato in tempo sarebbe davvero una sconfitta storica. Il rischio c’è, se non fosse altro per il silenzio assordante di tutti i partiti in campagna elettorale sul tema degli anziani, come se il nostro Paese non fosse il secondo al mondo per invecchiamento della popolazione”. Lo ha affermato Giancarlo Penza, responsabile del servizio anziani della Comunità di Sant’Egidio, intervenendo al seminario organizzato da Caritas italiana e Acli per sollecitare una riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Le proposte sono contenute in un “Patto per la non autosufficienza” condiviso da 52 organizzazioni. “Il welfare italiano è arrivato ad un punto di svolta decisivo – ha sottolineato Penza –. Ho il sospetto che da più parti si voglia dimenticare in fretta quel che è successo in Italia tra il 2020 e oggi: la pandemia non è stata una parentesi ma un evento rilevatore. L’età media dei decessi da Covid è di 81,3 anni, quindi si è trattata di fatto di una vera e propria strage di anziani”. Penza ha anche espresso la contrarietà della Comunità di Sant’Egidio alle “politiche che favoriscono l’istituzionalizzazione come unico sbocco per gli anziani” e ha citato alcune cifre emblematiche: “Su 2,7 milioni di anziani a domicilio con situazioni di fragilità vengono spesi nei servizi 2 miliardi annui di investimenti sul territorio; per 280.000 anziani nelle Rsa almeno 12 miliardi di euro”. Antonio Russo, vicepresidente nazionale delle Acli ha auspicato che “la campagna elettorale tratti i temi salute e sanità, anche perché una riforma di questo tipo sarebbe trasversale alle forze politiche. Ma ci sembra che nel dibattito questa discussione non sia centrale”. “Noi non ci stancheremo di dire che questa riforma, dopo 30 anni, va fatta – ha ribadito –. In Italia abbiamo 14 milioni di italiani over 65 e 3 milioni non autosufficienti. Noi siamo disposti, nelle prossime due settimane di campagna elettorale, ad animare il dibattito e la discussione. È una questione cruciale che riguarda la vita dei cittadini italiani, questo è il momento per affrontarla”.

The economy of Francesco

The Economy of Francesco, mons. Sorrentino: “Mille giovani ad Assisi”: “il sogno è che dialoghino con i grandi della terra”

foto Siciliani-Gennari/Sir
08 Set 2022

“Nessuno oggi dubita che l’economia mondiale abbia bisogno di un rinnovamento”. È questa l’idea attorno a cui è nato l’evento “The economy of Francesco”, voluto dal papa, che sarà presente nella giornata conclusiva, e in programma ad Assisi dal 22 al 24 settembre. A renderlo noto è stato mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno e presidente del comitato organizzatore, durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa nella sala stampa della Santa Sede. “Tanti percorsi – sia del pensiero economico mainstream, sia del pensiero economico alternativo – ci stanno provando”, ha fatto notare il vescovo: “Il papa si è chiesto: perché non provare con i giovani? Hanno il talento dell’entusiasmo, della creatività, del futuro. Per comprendere Eof, occorre innanzitutto tener presente questo. La sua ambizione sta certo anche nel presente, non solo nel futuro, ma i frutti maturi probabilmente si vedranno col tempo”. “Il papa mette così, con San Francesco, un primo punto fermo al suo dialogo con i giovani”, ha proseguito Sorrentino, che “saranno ad Assisi non solo per discutere, ma anche per visitare i luoghi di Francesco e trarne ispirazione. All’inizio dovevano essere circa 2000. Nell’attuale versione post-pandemica saranno 1000”. “Non resteranno comunque sempre chiusi in un palazzo congressi”, ha annunciato il presule: “il secondo giorno, con i loro 12 villaggi tematici, si distribuiranno nei vari luoghi francescani della città, dalla Porziuncola alla Basilica di San Francesco, da San Damiano al Santuario della Spogliazione, e così via. Una full immersion nelle origini francescane”. Quello di papa Francesco, che ha come “stella polare” San Francesco, per Sorrentino “è in fondo il pensiero sociale della Chiesa con gli accenti che l’attuale pontefice ha dato ad esso, specie in alcuni documenti come Evangelii Gaudium, Laudato si’ e Fratelli tutti”.

Economy of Francesco, in questa prospettiva, “non è una sorta di brain storming giovanile senza direzione di marcia, ma un percorso impegnativo, certo creativo e sperabilmente geniale, ma dentro l’alveo di alcuni precisi valori. Uno di essi, fondamentale, è la custodia del creato”, che però “non può essere disgiunta dalla sfida dei poveri e delle storture dell’economia mondiale che portano ad una iniqua distribuzione della ricchezza e delle opportunità”. Ai giovani, il Papa – ha detto Sorrentino – chiede di “correggere i modelli di crescita incapaci di garantire l’accoglienza della vita, la cura della famiglia, l’equità sociale, la dignità dei lavoratori, i diritti delle generazioni future. Come si vede, uno spettro valoriale ampio, esigente, sfidante rispetto al politicamente corretto dei nostri giorni”. “Un’iniziativa come questa non può finire con l’evento”, ha concluso il vescovo: “Ci lascia un capitale da investire. È stata voluta in vista di un processo, che è già in cammino, e non si fermerà, esprimendosi nelle tante reazioni che ha suscitato e susciterà nelle varie regioni del mondo. Dal punto di vista del comitato, non abbiamo per ora un progetto definito: esso dipenderà da quanto Francesco deciderà e dalle nostre generose ma povere forze”. L’auspicio è quello “che questi giovani che firmeranno il patto col papa si impegnino ad aprire un dialogo con l’economia reale, il mondo imprenditoriale, le istituzioni bancarie, i colossi energetici, i centri della finanza”. Il sogno è che “ad Assisi, città-messaggio, città-simbolo, ora anche capitale di una nuova economia, un giorno, come il pontefice oggi, i cosiddetti ‘grandi della terra’ possano venire ad incontrarsi con i giovani del Patto, per ispirarsi alla profezia di Francesco e lasciarsi interrogare dalla loro passione giovanile”.

 

Vita sociale

Riprendono i laboratori didattici di pet-relationship nella rsa L’ulivo della fondazione Cittadella della Carità in collaborazione con l’asd Cani in branco

08 Set 2022

“Riprendiamo il percorso con Lola, Whiskey, gli educatori Giuseppe Leggieri e Giovanni Nobile della asd Cani in branco ed i nostri ospiti della rsa L’Ulivo. Tutti contentissimi di riprendere i laboratori didattici con i cani, che si stanno rivelando una grandissima risorsa per quanto riguarda l’aspetto emozionale dei degenti nella nostra struttura.” Il presidente della fondazione Cittadella della Carità Salvatore Sibilla commenta il primo incontro tenutosi mercoledì 7 settembre nella residenza sanitaria assistenziale dopo la pausa agostana.

L’attività, iniziata nel mese di maggio, continuerà fino al mese di novembre grazie alla sensibilità di aziende e gruppi Lions che hanno creduto nell’idea progettuale: Lions Taranto Host –   Lions Taranto Due Mari, Leo club Taranto, e poi Cisa spa, flli. Pesce Ristò, Grg studio Vecchi & associati e Pd Copy Center, sponsor tecnico. La presenza continua nei laboratori di rappresentanti dei due club Lions e dei Leo testimonia la trasposizione del motto “We serve” nella società civile.

Il primo gruppo di ospiti ha ripreso contatti e operazioni di cura nei confronti di Lola e Whiskey, rispettivamente Golden retriver e Bulldog inglese. Attraverso un percorso didattico impostato appositamente per loro, i due educatori insegnano piccoli comandi, attenzioni verso l’animale, gesti di affetto, assunzioni di responsabilità, carezze e coccole. Particolarmente apprezzate dagli ospiti della rsa le operazioni di cura del cane (spazzolamento del pelo, pulizia, abbeveramento etc…) che implicano una relazione molto più profonda con l’animale e certamente più intensa.

Il percorso individuato dagli educatori cinofili Giuseppe Leggieri e Giovanni Nobile di Cani in branco sta portando effetti benefici per quanto attiene il tono dell’umore nelle persone coinvolte. Particolari risultati si stanno ottenendo in un ospite alquanto giovane con importanti disabilità. Una terapia non farmacologica che diventa parte integrante del processo riabilitativo.

È l’obiettivo del personale della fondazione che, al termine dei 12 laboratori, effettuerà un bilancio di tutto il percorso.

Amministrazione locale

Libri di testo, il Comune di Taranto conferma l’erogazione delle cedole digitali

08 Set 2022

Anche quest’anno la procedura di emissione delle cedole librarie per gli studenti delle scuole primarie sarà completamente informatizzata.
Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, l’amministrazione Melucci ha confermato il servizio che riprende le modalità utilizzate per la fornitura dei testi agli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, in collaborazione con la Regione Puglia.
«Stiamo semplificando molti servizi offerti dall’ente, grazie alle nuove tecnologie – ha spiegato il sindaco Rinaldo Melucci – e già lo scorso anno avevamo verificato i benefici portati dalla digitalizzazione delle cedole: meno stress e file per le famiglie, con una generale riduzione dei tempi di erogazione. Resta fondamentale, tuttavia, che ogni soggetto coinvolto collabori fattivamente e nei tempi previsti, per evitare disagi agli utenti finali».
L’erogazione è partita, infatti, e sarà garantita per tutti gli alunni degli istituti scolastici che hanno già completato il caricamento degli elenchi degli iscritti all’interno della piattaforma digitale.
«Man mano che tutti gli istituti provvederanno – ha aggiunto l’assessore alla Pubblica Istruzione Maria Luppino – completeremo l’erogazione delle cedole. Stiamo sollecitando quei pochi dirigenti scolastici che non lo hanno ancora fatto a procedere, in modo tale da garantire un servizio omogeneo».
Per quanto riguarda gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, come detto, la Regione Puglia ha riaperto i termini del bando per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo. Anche in questo caso la procedura è interamente digitale, le domande potranno essere presentate dall’8 al 30 settembre.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet del Comune di Taranto all’indirizzo https://www.comune.taranto.it/elenco-aree-tematiche/scuola-ed-istruzione.

Ecclesia

Uccisa suor Maria De Coppi, comboniana, in un attacco terroristico in Mozambico

foto da Youtube
08 Set 2022

L’attacco terroristico nella notte alla missione della diocesi di Concordia e Pordenone a Chipene (Mozambico meridionale) si è concluso tragicamente con la morte di suor Maria De Coppi. La missionaria comboniana aveva 83 anni ed era in Mozambico dal 1963. Era originaria di Santa Lucia di Piave (Treviso). Il centro missionario diocesano di Pordenone conferma che i ribelli hanno assaltato la missione, dando poi fuoco alle opere parrocchiali. “Suor Maria, missionaria comboniana, è stata uccisa durante l’agguato. Tutti i sopravvissuti sono adesso in fuga verso Nacala”. La comunità contava quattro suore e due fidei donum, scampati miracolosamente all’attacco. L’uccisione di suor Maria De Coppi viene confermata dalla sua Congregazione. Nella missione vivono un’ottantina di ragazzi e ragazze che sono stati messi in salvo. Il vescovo della diocesi di Nacala, Alberto Vieira, è in viaggio verso Chipene.
Suor Maria aveva più volte denunciato la guerra, lo sfruttamento e il terrorismo in Mozambico e le sofferenze del popolo, spendendosi per aiutare le famiglie del territorio provate da fame e violenze.

Card. Zuppi: “Suo sacrificio sia seme di pace e di riconciliazione”

foto Siciliani-Gennari/Sir

“Dopo suor Luisa Dell’Orto, piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, morta il 25 giugno ad Haiti, piangiamo per un’altra sorella che con semplicità, dedizione e nel silenzio ha offerto la vita per amore del Vangelo”. Lo dichiara il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, dopo aver appreso la notizia dell’uccisione di suor Maria De Coppi durante l’attacco, avvenuto nella notte, alla missione cattolica mozambicana. Nella missione operano anche due sacerdoti fidei donum della diocesi di Concordia-Pordenone, don Lorenzo Barro e don Loris Vignandel: entrambi sono salvi. Incendiata invece la struttura del collegio maschile e derubate e distrutte gran parte delle realizzazioni della missione. Il cardinale esprime “profondo cordoglio” alle suore missionarie comboniane e alla diocesi di Vittorio Veneto: “Preghiamo per suor Maria – afferma il cardinale – che per sessanta anni ha servito il Mozambico, diventato la sua casa. Il suo sacrificio sia seme di pace e di riconciliazione in una terra che, dopo anni di stabilità, è nuovamente flagellata dalla violenza, causata da gruppi islamisti che da alcuni anni seminano terrore e morte in vaste zone del nord del Paese. Il mio pensiero, a nome delle Chiese in Italia, va ai familiari e alle consorelle comboniane, a don Lorenzo e don Loris e a tutti i missionari che restano in tanti Paesi per testimoniare amore e speranza”. “Ricordiamoli nella nostra preghiera – conclude il card. Zuppi – e circondiamoli di tanta solidarietà perché essi camminano con noi e ci aiutano a raggiungere le periferie da cui potremo capire chi siamo e scegliere come essere discepoli di Gesù”.

 

Letteratura

“Una città in poesia”, un salutare incontro per dare sostanza alla memoria di tanti poeti

07 Set 2022

di Silvano Trevisani

L’abbiamo definita “città dei poeti” e non sbagliavamo parlando di Taranto. E non solo perché vi sono nati o vissuti alcuni dei maggiori poeti italiani a partire dagli inizi del XX secolo, che sono ormai storicizzati e universalmente noti, ma perché accanto a loro hanno vissuto o operato molti altri poeti che con impegno, serietà d’intenti, continuità hanno fatto poesia, spesso lavorando insieme e lasciando tracce visibili e, a noi tutti, l’impegno di tenerli vivi nella nostra memoria e nella nostra storia.

Per questo abbiamo voluto incontrare i poeti viventi antologizzati e alcuni testimoni autorevoli i cui familiari sono raccontati dal libro “Taranto città della poesia”, che è un po’ la sintesi del progetto “Sulle orme di Alda Merini, ciclo di incontri sulla poesia” che il Comune di Taranto ha voluto affidarmi con la collaborazione dell’Associazione Marco Motolese e del Club per l’Unesco di Taranto. L’incontro, che abbiamo chiamato semplicemente “Una città in poesia”, si è svolto nel cortile del Collettivo Le Onde, per la straordinaria ospitalità di Titti Voccoli, e ha rappresentato un’occasione per ridare protagonismo a quanti hanno compiuto un itinerario a volte pluridecennale e dar loro il modo di ricordare e sottolineare anche il contributo di tanti che non ci sono più.

L’assessore Fabiano Marti, che ha aperto l’incontro, ha espresso, a nome del Comune, ha soddisfazione per un progetto fortemente condiviso che rende protagonista il nostro territorio e fa della cultura un’occasione importante di sviluppo e di crescita che accompagna e sostiene quanto l’amministrazione comunale sta facendo in questi anni per imprimere alla città un cambiamento di rotta. Carmen Galluzzo, già consigliera comunale, e presidente delle associazioni che hanno affiancato il progetto, ha confermato l’intendimento di darvi seguito, per far sì che i valori culturali espressi da poeti che da lungo tempo danno il loro contributo alla città, vengano ancora di più valorizzati. In tal senso continuerà nel sostegno alla proposte di realizzare in città il “parco dei poeti”, scaturito dal progetto.

Da me coordinati, sono intervenuti Vincenzo Jacovino scienziato prestato alla poesia che, negli anni scorsi, si era imposto all’attenzione della critica nazionale; Aldo Perrone, che al lunghissimo percorso saggistico ha unito anche quello poetico che, oltre all’amicizia di personalità come Mario Luzi, gli ha fruttato anche importanti premi; Antonio Liuzzi, docente notissimo anche per essere stato priore della congrega dell’Addolorata, che ha di recente completato la sua trilogia; Dino De Mitri, poeta sperimentale e innovativo che ha dato all’incontro una salutare svolta provocatoria; Paola Mancinelli, che unisce l’impegno artistico con quello poetico in una lettura velata di passione umana e profonda spiritualità; Mara Venuto, la più giovane ma già notissima poetessa che sta riscuotendo consensi unanimi. Impossibilitata a partecipare José Minervini, anche lei presente nella raccolta e che, è stato ricordato, ha appena dato alle stampe l’ultima silloge “Voce dei verbi”.

Tra i testimoni sono intervenuti: Maria José Fornaro, figlia di Cosimo che fu uomo di profonda cultura, poeta e instancabile organizzatore, oltre che premio Viareggio per la poesia; Maria Lucia Rasulo, figlia di Pio, docente di estetica all’Università del Salento, filosofo ma anche poeta raffinato di lunga militanza, Massimo Causo, noto critico d’arte e figlio del poeta Sabastiano, docente e poeta tra i più continui e validi.

Impossibile riassumere i contenuti di una serata ricchissima di spunti, ma vogliamo ricordare solo come dagli interventi siano venuti fuori ricordi di poeti come Ettore Toscano, Giovanni Amodio, Tommaso Anzoino, Angelo Lippo, Vittorio D’Amicis e naturalmente di tutti gli altri presenti nel volume, che compongono una sorta di retaggio da consegnare alla città perché si renda conto che la poesia non può essere considerata un bene di consumo, ma un bene che resiste e contribuisce a farci migliori.

Musica

MediTa Festival, dall’8 all’11 settembre grande musica sulla Rotonda

07 Set 2022

È tutto pronto per la terza edizione del MediTa Festival, la rassegna che mira a trasformare Taranto in un faro musicale che illumina il Mediterraneo, il “mare sonante” di omerica memoria, luogo di interconnessione culturale e culla della rinascita dei popoli.

Anche quest’anno la manifestazione che fa delle sonorità, della rivoluzione concettuale, e dell’incontro tra pop e sinfonie classiche, attraverso la fusione tra nuovi linguaggi e l’Orchestra della Magna Grecia, i suoi tratti distintivi, sarà ospitata nella spettacolare cornice della Rotonda del Lungomare.

Ospiti artisti di livello nazionale e internazionale: Riccardo Cocciante, Achille Lauro e Malika Ayane, che a partire dalle 21.15 si esibiranno insieme a 50 elementi dell’Orchestra della Magna Grecia, ideatrice e promotrice della rassegna insieme con il Comune di Taranto, in collaborazione con Regione Puglia, Puglia Promozione, Ministero della Cultura e #Weareinpuglia.

foto Luca Brunetti

Oltre ai big in rassegna, segnaliamo un cadeau del Comune di Taranto: sabato 10 settembre alle 21.15, sulla Rotonda del Lungomare si esibirà l’Orchestra Mancina. Concerto con ingresso gratuito (fino ad esaurimento posti)

«Il MediTa sarà un’altra esplosione di energia – assicura Romano, direttore artistico dell’Orchestra della Magna Grecia – con un Festival del Mediterraneo che unisce, galvanizza, la musica sinfonica con pop e rock per un target da zero a novant’anni, il tutto realizzato su una meravigliosa Rotonda. Anche quest’anno avremo l’onore di avvalerci di un padrino d’eccezione: Achille Lauro con il quale, come Orchestra della Magna Grecia, abbiamo condiviso il tour estivo registrando un successo straordinario in tutta Italia: diciotto concerti, da Milano a Roma, passando per scenari suggestivi come Taormina. Oltre ad Achille Lauro e la grande cantautrice Malika Ayane, con repertori potenziati dalla presenza di cinquanta elementi d’orchestra, la ciliegia sulla torta, una delle star internazionali più invidiate al nostro Paese: Riccardo Cocciante, autore di decine di successi e del musical del secolo, “La Bella e la Bestia”».

«Il MediTa è diventato uno dei Festival più importanti di questa città – conferma Fabiano Marti, assessore comunale alla Cultura e allo Spettacolo – e non solo, visto che ormai se ne parla in tutta Italia: finalmente c’è una narrazione di Taranto fatta di cose belle e importanti. Il progetto MediTa, subito condiviso dal sindaco Rinaldo Melucci e dall’Amministrazione comunale, nato due anni fa in un progetto condiviso con l’Orchestra della Magna Grecia cresce a vista d’occhio anno dopo anno».

PROGRAMMA

Ad aprire la kermesse sarà, giovedì 8 settembre ore 21.15, Riccardo Cocciante

Venerdì 9 settembre, ore 21.15, sarà la volta di Achille Lauro. A dirigere l’Orchestra della Magna Grecia, come nel tour estivo di successo, il Maestro Piero Romano.

Sabato 10 settembre, inizio alle 21.15, divertimento assicurato con l’Orchestra Mancina (ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti).

Gran finale, domenica 11 settembre alle 21.15, con la voce elegante di Malika Ayane.

MediTa, inoltre, significa sconti a pioggia, dal 5 all’11 settembre. Con i biglietti del MediTa, sconto del 10% nei negozi associati a Federmoda; con i titoli di acquisto nei negozi Federmoda, sconto del 10% sui biglietti d’ingresso ai concerti del MediTa. Inoltre, sempre dal 5 all’11 settembre, presentando all’ingresso un biglietto MediTa, sconto del 50% nei lidi Yachting Club e La Spiaggetta.

Per ulteriori informazioni, Orchestra Magna Grecia, via Giovinazzi 28 (cel 3929199935). Sito: orchestramagnagrecia.it

Politica italiana

De Palo (Forum famiglie): “Aumentare e migliorare l’assegno unico che cambia la vita”

foto Siciliani-Gennari/Sir
07 Set 2022

“I dati resi noti oggi dall’Inps dimostrano l’utilità dell’assegno unico, una delle poche misure strutturali che abbia migliorato la vita delle famiglie nell’ultimo anno”. Lo dichiara Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum famiglie e della Fondazione per la natalità.
“In vista delle imminenti elezioni, chiediamo a tutti gli schieramenti di non dividersi sui temi cruciali per il futuro del Paese, quali la famiglia e il declino demografico”, prosegue De Palo, che chiede: “Si metta in cima ai programmi politici il miglioramento dell’assegno unico e, al più presto, si aumentiamo gli importi che, come prevede la legge, devono essere adeguati al costo della vita, considerato l’aumento dei prezzi dovuto all’inflazione. Insieme all’assegno unico si implementino, quindi, misure adeguate al rilancio della natalità o non potremo onorare gli impegni debitori del Pnrr”.

Diocesi

Alla Regina Mundi, il programma dei festeggiamenti per i Santi Arcangeli

07 Set 2022

“Il culto ai santi Arcangeli, e in modo particolare a san Michele, affonda le sue radici nella storia della nostra civiltà,
diverse testimonianze ci sono date dalle numerose opere d’arte che li raffigurano.
Il desiderio di voler proporre nuovamente la festa in onore di questi spiriti celesti nasce dalla volontà di consolidare
la devozione in loro onore mai spenta. Inoltre, le feste spesso aiutano a consolidare l’identità di interi quartieri, risvegliando il senso di appartenenza che, evangelicamente orientato al bene, genera incontro, confronto e accoglienza”: con queste parole, don Martino Mastrovito ricorda le ragioni di un culto particolarmente radicato nei fedeli e vivo nel tempo.
Du seguito, pubblichiamo il programma stilato dalla parrocchia Regina Mundi di Martina Franca:
programma religioso
Da lunedì 26 a mercoledì 28 settembre, Triduo con la recita della corona angelica alle 18 e la santa messa alle 18.30 nella chiesa parrocchiale.
Giovedì 29, messe mattutine alle 8.30 e alle 10.30, nella chiesetta di San Michele, e santa messa alle 18.30
programma civile
Sabato 17 settembre  alle 8.00, ciclopasseggiata (https://www.nuovodialogo.com/2022/09/06/sabato-17-ciclopasseggiata-organizzata-dalla-regina-mundi-di-martina/)
Martedì 27, alle 19.30, inaugurazione Centro giovanile sede Anspi San Michele
Mercoledì 28, WakeUp Gospel Project in concerto con David Blank special guest, sul sagrato parrocchiale, alle 20
Giovedì 29, alle 18, Armonie d’Itria. Complesso bandistico e majorettes Città di Martina Franca, diretto dal m° Vito Manzari, animerà le vie del quartiere
Alle 19.30, presentazione dei lavori di restauro della statua lapidea di San Michele Arcangelo nella grotta. Sarà presentato anche il calendario parrocchiale.
Tanti giorni ricchi di iniziative spirituali, culturali e ricreative per festeggiare i nostri Santi Arcangeli, per consolidare la devozione in loro onore. Ogni evento è pensato per consolidare anche lo spirito di appartenenza del quartiere, per unire, per accogliere, per confrontarsi.

Diocesi

I festeggiamenti in onore di San Michele arcangelo e dei SS. Medici a Montemesola

foto ND
07 Set 2022

La parrocchia S. Maria della croce (guidata da don Andrea Casarano) e la confraternita S. Michele arcangelo di Montemesola hanno organizzato dei solenni festeggiamenti in onore di San Michele arcangelo e dei SS. Medici Cosimo e Damiano.

Il programma religioso prevede per martedì 20 settembre alle ore 19, l’inizio della novena in onore di San Michele arcangelo

Martedì 26 settembre, giorno della solennità dei SS. Medici, alle ore 19, santa messa con la professione dei nuovi confratelli e consorelle.

Giovedì 29 settembre, giorno della solennità di San Michele arcangelo, alle ore 19 solenne celebrazione eucaristica al termine della quale le statue verranno traslate nella propria chiesa.

Udienza generale

Francesco: “I pensieri del mondo all’inizio sono attraenti, ma poi lasciano vuoti, scontenti”

foto Vatican media/Sir
07 Set 2022

di Maria Michela Nicolais

“Oggi stiamo vivendo una guerra mondiale, fermiamoci per favore!”. È l’ennesimo appello per la pace del papa, che durante l’udienza di oggi in piazza San Pietro,, al termine dei saluti ai fedeli di lingua italiana, ha nominato due volte la “martoriata” e “cara popolazione ucraina”. “Di fronte a tutti gli scenari di guerra del nostro tempo, chiedo a ciascuno di essere costruttore di pace e di pregare perché nel mondo si diffondano pensieri e progetti di concordia e di riconciliazione”, l’invito di Francesco. Al centro della seconda udienza sul discernimento, la figura di Sant’Ignazio di Loyola, e in particolare “un episodio decisivo della sua vita”, avvenuto quando si trovava a casa convalescente, dopo essere stato ferito in battaglia ad una gamba.

“Per scacciare la noia chiede qualcosa da leggere”, ha raccontato il pontefice: “Lui amava i racconti cavallereschi, ma purtroppo in casa si trovano solo vite di santi. Un po’ a malincuore si adatta, ma nel corso della lettura comincia a scoprire un altro mondo, un mondo che lo conquista e sembra in concorrenza con quello dei cavalieri. Resta affascinato dalle figure di San Francesco e San Domenico e sente il desiderio di imitarli. Ma anche il mondo cavalleresco continua a esercitare il suo fascino su di lui. E così avverte dentro di sé questa alternanza di pensieri – quelli cavallereschi e quelle dei santi – che sembrano equivalersi”. Ignazio, però, “comincia anche a notare delle differenze”, ha fatto notare il papa menzionando la sua autobiografia, “fatta in terza persona”, in cui scrive: “Pensando alle cose del mondo provava molto piacere, ma quando, per stanchezza, le abbandonava si sentiva vuoto e deluso. Invece, andare a Gerusalemme a piedi nudi, non cibarsi che di erbe, praticare tutte le austerità che aveva conosciute abituali ai santi, erano pensieri che non solo lo consolavano mentre vi si soffermava, ma anche dopo averli abbandonati lo lasciavano soddisfatto e pieno di gioia”. “I pensieri del mondo all’inizio sono attraenti, ma poi perdono lo smalto e lasciano vuoti, scontenti. I pensieri di Dio, al contrario, suscitano dapprima una certa resistenza – questa cosa noiosa dei santi! – ma quando li si accoglie portano una pace sconosciuta, che dura nel tempo”.

“C’è uno sviluppo del discernimento: capiamo cosa sia il bene per noi non in modo astratto, generale, ma nel percorso della nostra vita”, ha spiegato Francesco sulla scorta degli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio: “C’è una storia che precede chi discerne, una storia che è indispensabile conoscere, perché il discernimento non è una sorta di oracolo o di fatalismo, o una cosa di laboratorio, come gettare la sorte su due possibilità”, ha puntualizzato: “Le grandi domande sorgono quando nella vita abbiamo già fatto un tratto di strada, ed è a quel percorso che dobbiamo tornare per capire cosa stiamo cercando”. Ignazio, quando si trovava ferito nella casa paterna, non pensava affatto a Dio o a come riformare la propria vita: “fa la sua prima esperienza di Dio ascoltando il proprio cuore, che gli mostra un ribaltamento curioso: le cose a prima vista attraenti lo lasciano deluso e in altre, meno brillanti, avverte una pace che dura nel tempo. Anche noi facciamo quest’esperienza. È questo che noi dobbiamo imparare: per conoscere quale decisione prendere, ascoltare il nostro cuore”. Per questo Ignazio suggerirà di leggere le vite dei santi.

“C’è un’apparente casualità negli accadimenti della vita: tutto sembra nascere da un banale contrattempo”. È questo l’altro insegnamento della convalescenza di Sant’Ignazio nella casa paterna: “non c’erano libri di cavalieri, ma solo vite di santi”: un contrattempo, però, che “racchiude una possibile svolta. Solo dopo un po’ di tempo Ignazio se ne accorgerà, e a quel punto vi dedicherà tutta la sua attenzione”. “Ascoltate bene”, il consiglio ai fedeli: “Dio lavora attraverso eventi non programmabili – quel ‘per caso’: per caso mi è successo questo, non era programmato, ma Dio… – e anche nei contrattempi”.

“State attenti alle cose inattese”, la raccomandazione a braccio del papa: ”Dio ti sta parlando, sta parlando la vita, sta parlando il Signore. C’è una cosa da discernere: come reagisco io alle cose inattese? ‘Io stavo lì tranquillo, ed è entrata mia suocera’. Come reagisci con la suocera? ‘Io stavo lavorando, e viene un compagno che mi chiede dei soldi’…”. “Vedere cosa succede quando succedono cose che non ci aspettiamo, e lì vedere come il nostro cuore si muove”, l’indicazione di rotta. “Il discernimento è l’aiuto a riconoscere i segnali con i quali il Signore si fa incontrare nelle situazioni impreviste, perfino spiacevoli, come fu per Ignazio la ferita alla gamba”, ha sintetizzato Francesco: “Da esse può nascere un incontro che cambia la vita, per sempre. Può nascere la cosa che ti fa migliorare, o peggiorare nel cammino. Le cose inattese: come mi muovo io con quello. Che il Signore ci aiuti a sentire il nostro cuore: quando è lui, e quando non è lui, è un’altra cosa”.