Diocesi

Chiesa, sacramento per il mondo: i fondamenti spirituali per un animatore

20 Feb 2023

È partito sabato 28 gennaio scorso il primo incontro del corso per animatori di oratorio ed educatori organizzato dall’Anspi di Taranto, in collaborazione con l’ufficio diocesano per la Catechesi e il Servizio diocesano di pastorale giovanile.

L’equipe del corso – guidata dal presidente del Comitato zonale di Taranto don Ettore Tagliente, coadiuvato da Mariateresa Nuzzi, formatrice Anspi – ha voluto intraprendere un ciclo di incontri utili alla formazione degli animatori di Oratorio, realtà in espansione all’interno del tessuto diocesano.

Durante l’incontro, impreziosito da attività tipicamente oratoriali che hanno permesso ai partecipanti di entrare nel vivo dell’argomento divertendosi, don Martino Mastrovito, parroco della chiesa Regina Mundi in Martina Franca e vice-presidente del Comitato zonale Anspi Taranto, ha affrontato la tematica dal titolo La Chiesa, sacramento per il mondo: i fondamenti spirituali per un animatore.

Dopo aver chiarito la differenza tra animatore ed educatore, don Martino ha tratteggiato le caratteristiche dell’animatore/educatore come colui che fa emergere gli altri al di sopra del proprio io, colui che sa condividere, che sa trarre dai propri bambini e ragazzi i loro talenti e che addirittura riconosce in loro i suoi talenti. Il compito dell’animatore è quello di essere una persona che costruisce dei ponti, un facilitatore della comunicazione, non una persona che si mette al centro della vita degli altri. L’educatore è un servo inutile ovvero qualcuno che non vuole trarre utilità, guadagno per se stesso.

Qual è allora la spiritualità di un animatore? L’educatore vive pienamente il proprio battesimo, primo dei sacramenti, porta della fede che permette a ciascuno di costruire la società migliore che tutti sogniamo. La spiritualità dell’educatore è inclusiva perché vede nell’altro un dono per se stesso. Durante le attività oratoriali – ricorda don Martino – bisogna essere consapevoli del dono che l’animatore costituisce per il ragazzo e – viceversa, in un rapporto di reciprocità – è necessario che l’animatore comprenda il dono che il ragazzo e la sua famiglia rappresentano per lui.

Questa spiritualità – se ben impostata – consente all’educatore di vivere in maniera sana tutte le relazioni della sua vita e consente alla Trinità di abitare ogni luogo e ogni tempo della sua vita quotidiana.

La fede, la spiritualità del dono, dell’inclusività è ciò che contraddistingue l’animatore e tutte queste caratteristiche possono essere vissute pienamente proprio nella Chiesa, intesa non come luogo intorno a un campanile, ma come comunità, assemblea, insieme di persone che si vogliono impegnare per il mondo, dunque sacramento, cioè segno per il mondo.

Angelus

La domenica del Papa – Lo sbilanciamento dell’amore

Gesù ci provoca, dice Francesco, e ci chiede di fare qualcosa di straordinario, “che va oltre i limiti del consueto, che supera le prassi abituali e i calcoli normali dettati dalla prudenza”

foto Vatican media/Sir
20 Feb 2023

di Fabio Zavattaro

L’evangelista Matteo ci porta ancora a riflettere sul Discorso della montagna, o meglio ci pone di fronte a quelle ‘antitesi’ che caratterizzano la novità del messaggio cristiano: “avete inteso che fu detto […] ma io vi dico”. Apparente contraddizione tra il Primo e il Nuovo Testamento. Non si tratta, però, di una semplice continuazione di quanto abbiamo ascoltato nella pagina di domenica scorsa, quando il richiamo che ci veniva dalle parole di Gesù era quello di non impoverire il grande dono di Dio che ci ha chiamati beati, ma di essere sale e luce del mondo. Così siamo chiamati a fare un altro passo in avanti e lo capiamo già dall’accostamento tra la prima lettura, tratta dal Levitico, il libro dei sacerdoti – dove leggiamo: “siate santi perché io, il Signore vostro Dio, sono santo. Non coverai nel tuo cuore odio contro tuo fratello” – e il brano del primo Vangelo “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”. Ecco l’obiettivo cui tendere e che ha come presupposto quell’”amare i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” che si contrappone all’”amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico” iscritto nella legge del taglione, che però voleva essere un freno imposto alla vendetta indiscriminata.
Gesù ci provoca, dice il papa all’angelus, ci chiede di andare oltre la legge e accettare di amare il proprio nemico, di fare senza attendere di ricevere qualcosa in cambio del nostro gesto; noi cerchiamo di compiere gesti che corrispondano alle nostre aspettative, dice il vescovo di Roma, “preferiamo amare soltanto chi ci ama per evitare le delusioni, fare del bene solo a chi è buono con noi, essere generosi solo con chi può restituirci un favore; e a chi ci tratta male rispondiamo con la stessa moneta, così siamo in equilibrio”.
Ma questo non basta, non è cristiano; bisogna strappare dal cuore la radice stessa della vendetta e dunque riuscire ad amare anche il nemico. Anche nella lettera di Paolo ai Corinti troviamo una ricetta per essere discepoli: mai montarsi la testa.
Gesù ci provoca, dice Francesco, e ci chiede di fare qualcosa di straordinario, “che va oltre i limiti del consueto, che supera le prassi abituali e i calcoli normali dettati dalla prudenza”. Noi tentiamo di “restare nell’ordinario dei ragionamenti utilitari”, Cristo invece “ci stimola a vivere lo sbilanciamento dell’amore. Gesù non è un bravo ragioniere: no! Sempre conduce allo sbilanciamento dell’amore. Non meravigliamoci di questo. Se Dio non si fosse sbilanciato, noi non saremmo mai stati salvati: è stato lo sbilanciamento della croce che ci ha salvati!”
Uno “sbilanciamento” che nella storia della chiesa ha avuto molti testimoni che si sono opposti al male con il bene, come il cardinale Francois Xavier Van Thuan che ha trascorso 13 anni nelle carceri vietnamite, nove dei quali in isolamento, senza un processo, un giudizio e una condanna. Ma la sua “ribellione” era nei messaggi che scriveva di nascosto e che faceva uscire dalla prigione, messaggi di speranza, racconti di come celebrava messa con una goccia di vino e frammenti di ostia. Le autorità lo temevano perché parlava di amore e perdono, aprendo così una breccia anche nel cuore dei suoi carcerieri”.
La lezione che ci viene dalla pagina del Vangelo di Matteo è che Dio “ci ama mentre siamo peccatori, non perché siamo buoni o in grado di restituirgli qualcosa”.
Questa è la mentalità che dobbiamo cercare di assumere “perché solo così lo testimonieremo davvero”. Il Signore, afferma Francesco, “ci propone di uscire dalla logica del tornaconto e di non misurare l’amore sulla bilancia dei calcoli e delle convenienze. Ci invita a non rispondere al male con il male, a osare nel bene, a rischiare nel dono, anche se riceveremo poco o nulla in cambio. Perché è questo amore che lentamente trasforma i conflitti, accorcia le distanze, supera le inimicizie e guarisce le ferite dell’odio”.
E non può mancare, anche questa domenica, il pensiero per la martoriata Ucraina, per i drammi di “tanti popoli che soffrono a causa della guerra o a motivo della povertà, della mancanza di libertà o delle devastazioni ambientali”. Ancora, il terremoto in Siria e Turchia: “l’amore di Gesù ci chiede di lasciarci toccare dalle situazioni di chi è provato”.

Sport

Il Cerignola non punge: altro pareggio per il Taranto allo Iacovone

foto G. Leva
20 Feb 2023

di Paolo Arrivo

Non perde e non vince. Ormai è una costante per il Taranto in questa stagione: nella 28esima giornata di campionato, nel derby con il Cerignola, arriva un altro pareggio allo stadio Erasmo Iacovone. Una gara equilibrata e non priva di emozioni. Meglio i rossoblu nel primo tempo; nel secondo, gli ospiti hanno preso campo e sono andati più vicini al vantaggio in una occasione. Il punto accontenta solo in parte gli uomini allenati da Eziolino Capuano, il quale, infuriato a fine gara, recrimina per un presunto calcio di rigore.

IL MATCH TARANTO – CERIGNOLA

Gara tattica nel primo quarto d’ora. È il Cerignola a tenere di più il pallone. Al 20’, però, è del Taranto la prima occasione da goal e della partita con Bifulco, il cui tiro a giro al limite dell’area finisce non molto alto sopra la traversa della porta difesa da Saracco. Al 25’ ci prova Romano che capitalizza una bella azione dei rossoblu con tocchi di prima. Dieci minuti dopo ancora Bifulco si rende protagonista di una bella iniziativa: sulla linea di fondo, sradica in pallone ad Allegrini, serve al centro area Tommasini, il quale però manca di precisione. Dopo 2 minuti di recupero si va al riposo.

Nel secondo tempo le due squadre tornano in campo senza effettuare alcun cambio. Al 48’ il primo tiro in porta del Cerignola con Tascone: un colpo sbilenco, innocuo. Due minuti dopo la combinazione Bifulco – Tommasini per gli ionici è pericolosa. Ancora Tommasini un minuto dopo, di destro, spedisce a lato. La partita è più viva rispetto alla prima frazione di gioco. Al 58’ l’azione più importante dell’incontro passa dai piedi di D’Andrea, che si gira in area e impegna severamente Vannucchi. Al 79’ Mastromonaco serve Rossetti il quale viene anticipato e finisce a terra. L’arbitro, il signor Mattia Pascarella di Nocera Inferiore, non fischia il calcio di rigore. L’episodio è dubbio – certamente non clamoroso. Dopo tre minuti si rivede la formazione ofantina diretta da coach Pazienza con tiro da fuori area di Achik: Vannucchi non si fa sorprendere e devia in calcio d’angolo. Al minuto 88 l’ultima occasione per gli ospiti con un tiraccio di Tascone. Il triplice fischio arriva dopo 4 minuti di recupero.

Fotogallery by Giuseppe Leva

Diocesi

La Madonna di Loreto da domenica 19 per una settimana a Martina Franca

Dalla Regina Mundi il simulacro andrà in pellegrinaggio nelle altre parrocchie per una settimana intera di iniziative

20 Feb 2023

Alle ore 10.30 di domenica 19 mattina è avvenuto l’atterraggio dell’elicottero in piazza d’Angiò. Da qui il simulacro della Madonna di Loreto si è spostato in processione fino alla chiesa della parrocchia Regina Mundi per la santa messa solenne delle ore 11.30 che è stata celebrata da mons. Filippo Santoro, arcivescovo metropolita di Taranto, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.

Per un’intera settimana la Madonna di Loreto sarà pellegrina in alcune delle comunità parrocchiali della città, toccando il centro e la periferia urbana, con un ricco programma che si concluderà domenica 26 febbraio. Ogni giorno della settimana sarà dedicato a uno dei cinque sensi, per concludere con il sesto senso, quello dell’amore.

La Madonna pellegrina mercoledì 21 sarà nella chiesa di Sant’Antonio (arrivo alle ore 17.30, santa messa ore 19 e adorazione eucaristica fino alle ore 21); mercoledì 22 nella Basilica di San Martino (dal mattino santa messa delle ore 18); sabato 25 alla Madonna del Carmine (arrivo al mattino, esercizi spirituali per tutto il giorno, santa messa alle ore 18.30 e alle ore 20 terza meditazione degli esercizi spirituali); infine visiterà la parrocchia del Divino Amore (per tutta la giornata di domenica 26, Santa Messa delle ore 18).

Sarà una ricca esperienza di sinodalità e devota partecipazione, che vede coinvolte diverse comunità e numerosi sacerdoti.

Nel cartellone delle iniziative è prevista la presenza di relatori a caratura nazionale, tra cui mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo delegato Pontificio emerito di Loreto e della Basilica di Sant’Antonio a Padova; padre Ermes Ronchi volto noto per la sua presenza su Rai Uno e per gli innumerevoli testi da lui pubblicati; mons. Alessandro Greco, vicario per gli Affari generali della diocesi di Taranto.

Tutte le catechesi si svolgeranno nella chiesa di Regina Mundi alle ore 19 e saranno trasmesse in diretta televisiva su Teletrullo, oltre che sui canali social: lunedì 20 Mons. Alessandro Greco; martedì 21 Mons. Giovanni Tonucci; venerdì 24 Padre Ermes Maria Ronchi. Sono previsti anche alcuni momenti di riflessione che saranno animati sfruttando la forza e il linguaggio del teatro, con spettacoli pensati per i bambini e per gli adulti.

La Santa Messa di venerdì 24, alle ore 18.00 nella chiesa di Regina Mundi, sarà presieduta da S.E. Mons. Ciro Miniero, Arcivescovo coadiutore di Taranto.

L’iniziativa è stata organizzata avendo in mente e nel cuore diversi obiettivi, tra i quali soprattutto quello di risvegliare la devozione nei riguardi della Santa Casa di Loreto: la presenza dell’antica chiesa dedicata alla Madonna di Loreto nella Parrocchia Regina Mundi, infatti, testimonia come il suo culto fosse ben radicato nel territorio martinese già dal 1600.

Domenica 26 febbraio sarà anche una giornata dedicata alla generosità. Dalle ore 8.00 alle 12.00, infatti, nei pressi del piazzale della chiesa regina Mundi, ci sarà l’Autoemoteca dell’Avis regionale Puglia, per il tradizionale appuntamento mensile con la giornata della donazione del sangue promossa da Avis Martina Franca.

 

PROGRAMMA

Domenica 19 – L’ACCOGLIENZA

Ore 10:30 > atterraggio del simulacro in Piazza d’Angiò

Ore 11.30 > Santa Messa in parrocchia Regina Mundi presieduta da S.E. Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto

Ore 18:00 > Santa Messa presieduta da Don Martino Mastrovito

Ore 20:30 > Santo Rosario aux flambeaux e saluto a Maria

Lunedì 20 – MARIA, COLEI CHE ASCOLTA

Ore 18:00 > Santa Messa a Regina Mundi presieduta da Mons. Alessandro Greco, vicario Diocesi di Taranto

Ore 19:00 > Catechesi di Mons. Greco sul tema del giorno

Ore 20:00 > Santo Rosario aux flambeaux e saluto a Maria

 

Martedì 21 – MARIA, COLEI CHE VEDE

Ore 18:00 > Santa Messa a Regina Mundi presieduta da S.E. Mons. Giovanni Tonucci, Arcivescovo, prelato emerito di Loreto e della Basilica di Sant’Antonio in Padova

Ore 19:00 > Catechesi di Mons. Tonucci sul tema del giorno

Ore 20:00 > Spettacolo sulla Vergine Maria, a cura della Compagnia Teatrale Le Quinte, regia di Pasquale Nessa

Ore 20:45 > Saluto a Maria

 

Mercoledì 22 – MARIA, COLEI CHE SI INEBRIA

Ore 06:00 > Santa Messa solenne con imposizione delle ceneri in parrocchia Regina Mundi

Ore 08:30 > Partenza della statua pellegrina per la Basilica di San Martino

Ore 09:00 > Accoglienza in Basilica

Ore 18:00 > Santa Messa solenne con imposizione delle Ceneri in Basilica di San Martino presieduta da Mons. Tonucci

Ore 20:00 > Santa Messa solenne con imposizione delle Ceneri in Basilica di San Martino

Ore 21:15 > Rientro della statua nella chiesa della Madonna di Loreto (a Regina Mundi)

Ore 21:30 > Liturgia della Parola e imposizione delle ceneri a Regina Mundi

 

Giovedì 23 – MARIA, COLEI CHE GUSTA

Ore 17:00 > Partenza del simulacro e accoglienza presso la chiesa di Sant’Antonio

Ore 18:30 > Santo Rosario

Ore 19:00 > Santa Messa presieduta dal parroco don Mimmo Sergio alla chiesa di Sant’Antonio

Ore 20/21 > Adorazione eucaristica

Ore 21:15 > Rientro della statua nella chiesa della Madonna di Loreto

 

Venerdì 24 – MARIA, COLEI CHE TOCCA

Ore 18:00 > Santa Messa a Regina Mundi presieduta da S.E. Mons. Ciro Miniero, Arcivescovo coadiutore di Taranto

Ore 19:00 > Catechesi del reverendo Padre Ermes Maria Ronchi sul tema del giorno

Ore 20:00 > Santo Rosario aux flambeaux e saluto a Maria

 

Sabato 25 – MARIA, COLEI CHE AMA

Ore 08:30 > Partenza del simulacro e accoglienza presso la chiesa Madonna del Carmine

ore 09:30 > Prima meditazione degli esercizi spirituali presso la chiesa Madonna del Carmine

Ore 17:00 > Seconda meditazione degli esercizi spiritali presso la chiesa Madonna del Carmine

Ore 18:30 > Santa Messa presieduta dal parroco don Francesco Imperiale presso la chiesa Madonna del Carmine

Ore 20:00 > Terza meditazione degli esercizi spirituali presso la chiesa Madonna del Carmine

Tutte le tre meditazioni degli esercizi spirituali sono a cura di Mons. Franco Castellana

Ore 20:30 > rientro della statua a Regina Mundi

Ore 21:00 > Santo Rosario aux flambeaux e saluto a Maria

Domenica 26 – IL NOSTRO GRAZIE A MARIA

Ore 09:30 > partenza del simulacro e accoglienza presso la Parrocchia Divino Amore Martina Franca

Ore 10:30 > Santa Messa al Divino Amore presieduta dal parroco Mons. Giuseppe Ancora

Ore 11:30 > Santo Rosario meditato presso la chiesa del Divino Amore

Ore 18:00 > Santa Messa presieduta da don Martino Mastrovito presso la chiesa del Divino Amore

Ore 19:15 > Rientro della statua a Regina Mundi

Ore 20:30 > Santo Rosario, fiaccolata conclusiva e saluto a Maria

Domenica 26 febbraio sarà anche una giornata di donazione del sangue > Dalle 8 alle 12, nei pressi della nostra chiesa parrocchiale, sarà disponibile l’Autoemoteca dell’Avis regionale Puglia, Avis Martina Franca OdV “Carmelo De Marco” per chi desidera donare il sangue.

Letteratura

I lunedì alla Biblioteca Monteleone di San Giorgio Jonico: terzo incontro con Letteratura e impegno sociale

18 Feb 2023

Dopo il successo del primi due appuntamenti del 6 e 13 Febbraio scorsi si conclude la rassegna “I lunedì di febbraio tra Letteratura ed Impegno Sociale”, organizzata dalla Biblioteca Comunale “G. Monteleone” di San Giorgio Jonico, gestita dall’ACSI Comitato Provinciale di Taranto in collaborazione con il Laboratorio Urbano Mediterraneo/Presidio del Libro di San Giorgio Jonico e con il sostegno del Comune di San Giorgio Jonico.

Lunedì 20 Febbraio 2023, sempre alle ore 18:30, ci sarà il giornalista e scrittore, nonché curatore di questa rassegna, Silvano Trevisani, che presenterà l’antologia di poesia contemporanea “LA GUERRA CHE È IN NOI. Canto corale per la Terra, sconfinato campo di battaglia, sempre in cerca di pace” (Macabor editore, 2023).

La guerra è vicina? Non sarà che è anche dentro di noi e che, in qualche modo, la coltiviamo continuamente anche fingendoci estranei? È l’idea che è venuta a Silvano Trevisani e che lo ha spinto a coinvolgere alcuni poeti perché riflettessero, ognuno a suo modo, su quello che sta accadendo, ma anche su quello che è accaduto e che potrà accadere ancora. I dieci poeti che hanno condiviso l’idea sono: Franco Arminio, Luca Benassi, Franco Buffoni, Ennio Cavalli, Valentina Colonna, Vittorino Curci, Giuseppe Goffredo, Davide Rondoni, un poeta di lingua ucraina, Anatolij Dnistrovyj, e un poeta di lingua russa, Igor’ Kotjuch, entrambi tradotti da Paolo Galvagni. Un libro, questo, che ha la capacità di esprimere una riflessione profonda, in forma di poesia, su questo vento d’incoscienza che sta attraversando tutti. Perché la poesia ha molto da dire, se i poeti hanno qualcosa da dire.

A dialogare con il curatore dell’antologia Silvano Trevisani ci sarà il sociologo e Responsabile della Biblioteca “G. Monteleone” Massimo Giusto

La rassegna “I lunedì di febbraio tra Letteratura ed Impegno Sociale” è organizzata dalla Biblioteca Comunale “G. Monteleone”, gestita dall’ACSI Comitato Provinciale di Taranto, in collaborazione con il Laboratorio Urbano Mediterraneo/Presidio del Libro di San Giorgio Jonico, con il sostegno del Comune di San Giorgio Jonico.

👉Dato il ridotto numero di posti disponibili, è consigliabile la prenotazione, chiamando in orario ufficio il numero: 099 221 41 55

Fede & cultura

“La Cittadinanza–Amicizia sociale”: terzo incontro del corso di formazione “Popolo di Dio e Fraternità dei Popoli”

Si è svolto lunedì 6 febbraio 2023, alle ore 18, nella parrocchia S. Roberto Bellarmino

17 Feb 2023

di Lorenzo Musmeci

L’Ufficio diocesano Cultura ha proposto il terzo incontro del corso di formazione sul tema: “Popolo di Dio e Fraternità dei Popoli”: dal Concilio Vaticano II a papa Francesco. Il paragrafo 220 della esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” è ricordato con costanza all’inizio di ogni incontro: In ogni nazione, gli abitanti sviluppano la dimensione sociale della loro vita configurandosi come cittadini responsabili in seno ad un popolo, non come massa trascinata dalle forze dominanti. (…) Ma diventare un popolo è qualcosa di più, e richiede un costante processo nel quale ogni nuova generazione si vede coinvolta. Il terzo appuntamento sul tema “La Cittadinanza – Amicizia sociale” si è svolto lunedì 6 febbraio 2023, alle ore 18, nella parrocchia S. Roberto Bellarmino. Gli incontri sono curati da don Antonio Rubino, vicario episcopale per la Cultura, e sono guidati dal prof. Lino Prenna, docente universitario.

Due relazioni iniziali

L’incontro è iniziato con la lettura di due relazioni sui concetti di città, cittadinanza e responsabilità dei cittadini. Dalla prima, a cura di Raffaella Carenza, è emerso che: “La cittadinanza è uno status giuridico, vale a dire la condizione giuridica di chi appartiene alla comunità Stato. Dai tempi della polis greca ai giorni nostri il termine ha subito una profonda trasformazione e una continua serie di arricchimenti. La civitas romana è il confluire di diversi cives che sono tra di loro differenti per religione, cultura, etnia e che si danno tuttavia le stesse leggi e che vivono quindi nella pax che è assicurata dalla concordia romana. Questo ideale della concordia che ritroviamo nella tradizione successiva come in Sant’Ambrogio e Sant’Agostino. Secondo Lazzati il fine della politica è il “bene comune” dei cittadini; pertanto, la politica viene vista sia “come costruzione della città dell’uomo” sia come “la più alta attività umana”: quella che dovrebbe realizzare quel bene comune che è da intendere quale condizione per il massimo sviluppo possibile di ogni persona”. La seconda relazione, esposta da Stefania Labbruzzo, ha evidenziato che: “Non possiamo essere cristiani e ignorare la collettività che ci circonda. San Paolo è chiaro già nelle sue prime lettere quando consiglia alle neonate comunità: “Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi, chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio.” Gesù è ancor più incisivo quando raccomanda: “Rendete a Cesare quel che è di Cesare.” È evidente, dunque, che il rapporto tra i cristiani e la città, la società, lo stato, la comunità deve meritare un impegno profuso e duraturo. Viviamo nelle città e viviamo di relazioni sociali, per questo è importante il nostro contributo e la nostra partecipazione attiva, democratica, consapevole e solidale”.

I due criteri alla base del concetto di cittadinanza

Il prof. Prenna ha continuato enunciando i due criteri alla base del concetto di “cittadinanza”: “lo ius sanguinis, cioè l’appartenenza alla stessa stirpe, e lo ius soli, vale a dire l’appartenenza allo stesso territorio”. Questa premessa ha condotto a una definizione della cittadinanza come “l’insieme di diritti e doveri che nascono dall’appartenenza a una stirpe e dalla residenza su un territorio”.

La comunità

Essere popolo richiede la fatica di tutti per costruire una “comunità”. Il relatore ha voluto ricordare l’etimologia della parola, che deriva dal latino munus, munera cioè dono, compito. Così ha chiarito il concetto: “La comunità è il luogo in cui ciascuno porta i propri doni e si assume i propri impegni. Il titolo di cittadini scaturisce dalla partecipazione alla vita della comunità. Per diventare cittadini non basta appartenere a una società, è necessaria la partecipazione. L’abitante è colui che vive in città senza relazioni, il cittadino è colui che sviluppa tali relazioni. Dalla cittadinanza nasce la vocazione politica, che genera il dovere di contribuire al governo della città”.

Periferie esistenziali

Il prof. Prenna ha voluto definire l’espressione, cara a papa Francesco, di “periferia esistenziale”. Ancora una volta è stata fondamentale l’etimologia della parola: dal latino perifero,verbo attivo che significa mettere ai margini, confinare. Così è facile intuire che l’essere in periferia “non è una condizione naturale, ma è una condizione in cui si è stati messi da una serie di fattori”.  Il prof. Prenna ha sottolineato quanto Papa Francesco ha detto nell’omelia del primo Giovedì Santo da lui presieduto: l’episodio biblico dell’unzione con l’olio di Aronne, durante il quale l’olio cola dalla sua barba sino all’orlo delle sue vesti. Si spiega che, analogamente, “l’unzione dal centro deve raggiungere le periferie più estreme, arrivando sino ai confini dell’universo; l’unzione è per tutti: poveri, prigionieri, malati, tristi, soli ed emarginati. La Chiesa è chiamata a decentrarsi e a periferizzarsi, ecco perché la Chiesa è in uscita. L’invito è quello di arrivare alle situazioni limite, di raggiungere il popolo. Per Francesco, il popolarismo è una categoria storica e teologica e non sociologica, è luogo della rivelazione di Dio e anche cattedra di magistero. I poveri sono il luogo privilegiato della rivelazione di Dio, nonché cattedra da cui noi dobbiamo apprendere”.

Amicizia sociale

Il prof. Prenna ha concluso definendo brevemente l’amicizia sociale come “l’insieme dei vincoli e delle relazioni che costituiscono la cittadinanza”, aprendo così la strada per il prossimo incontro del Corso di formazione  che tratterà il tema: “La fraternità, per umanizzare la democrazia”. L’appuntamento è per il 1° marzo, con inizio alle ore 18 e ingresso da Via San Roberto Bellarmino. Per qualunque informazione si rimanda al sito dell’Ufficio di pastorale della Cultura: http://cultura.diocesi.taranto.it/.

Eventi religiosi cittadini

La confraternita del Carmine si prepara a celebrare l’antico rito delle “Quarantore”

foto G. Leva
17 Feb 2023

Anche quest’anno, come ormai si tramanda da più di tre secoli, l’arciconfraternita del Carmine si prepara a celebrare l’antico rito delle solenni “Quarantore”.

Il primo appuntamento, propedeutico alla Quaresima, per i confratelli e le consorelle che domenica 19 febbraio alle 18,30 parteciperanno alla santa messa, presieduta dal padre spirituale mons. Marco Gerardo, e subito dopo alla processione eucaristica ed esposizione del SS. Sacramento.

Un “profumo d’antico”, come ci ricorda il compianto studioso di storia locale Francesco Fella nel suo libro “Decor Carmeli”:  “sembra aleggiare intorno ai confratelli del Carmine, i quali ripetono i medesimi gesti, gli stessi comportamenti, le identiche preghiere, genuflettendosi oggi come allora dinanzi al SS. Sacramento, come fecero i loro padri, i nonni e le generazioni che precedettero”.

Da domenica sera alle 21 in turni di adorazione eucaristica, le consorelle con lo scapolare e i confratelli in abito di rito, alternandosi ininterrottamente anche di notte, assicureranno la loro presenza sino a martedì 21 febbraio, quando alle ore 18,30 ci sarà la celebrazione eucaristica e la benedizione conclusiva.

Mercoledì 22 febbraio alle ore 19 ci sarà la santa messa con l’imposizione delle “Ceneri” e inizierà così il tempo della “Quaresima”.

8xmille

Convegno nazionale del Sovvenire: “Non chiamati a ‘vendere’ ma a comunicare bene il tanto bene che c’è”

foto Siciliani-Gennari/Sir
17 Feb 2023

“Comunicazioni sociali e social stanno in un rapporto dato per scontato e routinario. Eppure quella congiunzione, collegando i due elementi tra di loro, segnala una sorta di identificazione tra le due realtà, certamente non separabili”. Lo ha detto Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Cei, intervenendo oggi pomeriggio a Roma alla tavola rotonda “Comunicare il Sovvenire ripartendo dal Territorio”, durante il convegno nazionale su “Il Sovvenire nel Cammino sinodale”. “Le comunicazioni sociali e i social media vanno posti in una sorta di identificazione – ha aggiunto –. In un ambiente digitale, si abbattono i confini, non esiste un codice e un contesto. Tutta la comunicazione è ibridata. E questo ha un impatto sul messaggio”.
Il direttore dell’Ufficio Cei ha evidenziato, inoltre, come “con i nuovi media è saltata la sintonizzazione e tutto è diventato soggettivistico”. E ha messo in guardia: “Prendere coscienza di un ambiente nuovo non significa demonizzarlo”. Quindi, tre le indicazioni: riappropriarci della nostra identità, prima di pensare al messaggio da postare (“Siamo una comunità credente, quella identità dà una forza maggiore al messaggio”); entrare in contatto, che significa stabilire un rapporto (“Conoscendo il territorio, il messaggio avrà un salto di qualità”); la community è un sistema aperto e chiuso (“Noi abbiamo un di più, che è la comunità”). Consapevole dell’importanza per la comunicazione della conoscenza del territorio, Corrado ha invitato a “pensarci come comunità diocesana, ciò valorizza l’azione comunicativa”. Infine, il suggerimento di realizzare incontri settimanali tra i referenti diocesani del Sovvenire e i responsabili delle comunicazioni delle diocesi per “far emergere la forza del vissuto concreto della diocesi”, che “può mostrare quanto di buono, bello e giusto c’è sul nostro territorio”.

“Il primo riferimento per voi sia la testata diocesana. Se ci mettiamo in ascolto sinodale del territorio, possiamo farlo grazie a voi”. Così Mauro Ungaro, presidente della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), si è rivolto ai referenti diocesani del Sovvenire, intervenendo oggi pomeriggio a Roma alla tavola rotonda “Comunicare il Sovvenire ripartendo dal Territorio”, durante il convegno nazionale su “Il Sovvenire nel Cammino sinodale”.
Dopo aver ricordato che “le specificità dei territori sono ricchezza per la comunicazione”, il presidente della Fisc ha allontanato i campanilismi e ha ricordato che “nel tempo della globalizzazione parlare di territorio sembra contradditorio, ma non è così”. “Per noi credenti e giornalisti, il territorio è un luogo teologico”. Continuando a rivolgersi ai referenti diocesani del Sovvenire, Ungaro ha ribadito che “voi conoscete persone, storie e realità”. “A volte c’è paura di raccontare, ma per ogni realtà anche un fatto, una storia ‘piccola’ è fondamentale”. Ricordando che “nessuno nella Chiesa deve sentirsi spettatore, ma parte di una bella famiglia”, ha incoraggiato i referenti a tenere presente nella rubrica del cellulare il numero del direttore della testata diocesana e, dove non c’è, del referente regionale della Fisc.

“Comunione, partecipazione e corresponsabilità sono i cardini della comunicazione legata al Sovvenire”. Lo ha detto Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000 e inBlu2000, intervenendo oggi pomeriggio a Roma alla tavola rotonda “Comunicare il Sovvenire ripartendo dal Territorio”, durante il convegno nazionale su “Il Sovvenire nel Cammino sinodale”.
Dopo aver indicato l’etimologia della parola Sovvenire, il direttore di Tv2000 e InBlu2000 ha incoraggiato a recuperare il “fascino della parola Sovvenire, proporre sinonimi più immediati, di carattere multimediale, come foto e filmati”. Mezzi “da non considerare come semplici e trascurabili allegati del comunicato, ma l’ossatura portante, nella forma che trova più eco nei social”. Morgante ha evidenziato, inoltre, come “raccontare il Sovvenire in tv e in radio esiga testi accurati, immagini, una voce di un’opera segno e mailing list e canali social, finestre aperte sul mondo”. “Oltre a immagini e testimone, servono sintesi e immediatezza. Bisogna partire dal fatto che, nel territorio, il referente del Sovvenire deve conoscere la materia da comunicare, avere un target di riferimento – ha osservato –. Occorre continuare a coltivare la propensione al dono e ottenere nuovi donatori attraverso comunione, partecipazione e corresponsabilità, conoscendo le peculiarità del territorio”. Infine, Morgante ha ribadito il come “il rapporto tra il referente del Sovvenire e quello delle comunicazioni sociali debba essere molto stretto, tra chi non è chiamato a ‘vendere’ ma a comunicare bene il tanto bene che c’è”.

Eventi religiosi cittadini

Un triduo penitenziale per gli ottanta anni della proclamazione dell’Immacolata, co-patrona di Taranto

foto G. Leva
17 Feb 2023

L’Immacolata da ottant’anni – era il il 12 febbraio del 1943 quando fu proclamata – è la patrona della città con San Cataldo.

Quell’evento sarà ricordato da oggi, venerdì 17, a domenica 19 nel triduo votivo penitenziale in suo onore, a cura della confraternita che ne porta il nome, nel santuario della Madonna della salute, in città vecchia.

Il programma prevede per venerdì, alle ore 19.15 nel santuario della città vecchia una tavola rotonda alla presenza del priore della confraternita, Angelo De Vincentis, dell’assessore comunale Mattia Giorno (che si soffermerà su “Devozione popolare e municipalità”), del vicario episcopale per gli affari generali mons. Alessandro Greco ( che parlerà di “Dogma dell’Immacolata, magistero e frutti spirituali per il popolo di Dio”) e di don Andrea Casarano, direttore dell’archivio storico diocesano (che tratteggerà “L’Immacolata patrona di Taranto, la storia e documenti”). L’incontro sarà concluso da mons. Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale e padre spirituale della confraternita.

Sabato 18, durante la santa messa delle ore 18.30, avrà luogo il rito di aggregazione dei nuovi confratelli e consorelle.

Domenica 19, ultimo giorno del triduo votivo, il programma prevede:

alle ore 11.30 la celebrazione della santa messa;

alle ore 16.30 l’esposizione del Santissimo Sacramento;

alle ore 18 il rosario meditato con la benedizione eucaristica;

alle ore 18.30 la santa messa solenne presieduta da mons. Emanuele Ferro al termine della quale ci sarà la fiaccolata con il simulacro dell’Immacolata.

A conclusione del triduo, le coppie di fidanzati che si preparano al matrimonio saranno affidate alla beata Vergine.

8xmille

Sovvenire, mons. Baturi (Cei): “L’8xmille prima esperienza di democrazia fiscale”

foto Sir
17 Feb 2023

“Il sistema di finanziamento alla Chiesa è come uno specchio che permette alla Chiesa di riflettere il proprio ruolo, il rapporto con lo Stato e con i fedeli”. Lo ha detto mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza episcopale italiana, intervenendo giovedì 16 pomeriggio a Roma al convegno nazionale su “Il Sovvenire nel Cammino sinodale”.
Dopo aver ripercorso le tappe del sostegno economico alla Chiesa cattolica, il presule ha indicato la stipulazione dell’accordo del 18 febbraio 1984, tra Repubblica italiana e Santa Sede, come uno spartiacque. “Si passava alla cooperazione con lo Stato, l’obiettivo dell’accordo era quello di delineare un assetto di reciproca libertà e di collaborazione – ha osservato –. Il cambiamento di sistema di finanziamento costituisce la riforma più rilevante ed emerse solo nell’ultima fase della trattativa”. L’arcivescovo ha, quindi, ricordato che fino a quel momento il sostentamento era basato su un assegno di congrua per sacerdoti e vescovi e sugli oneri che gravavano sul bilancio dello Stato per gli interventi agli edifici di culto. Un sistema che “perpetuava una disparità di condizione”. “Il cambiamento è avvenuto per il sistema democratico e per un’evoluzione di consapevolezza della Chiesa, perché ogni sistema di finanziamento è come uno specchio che ci restituisce l’immagine della comunità”.
Indicando le sfide attuali, mons. Baturi ha ribadito che “i valori dell’attuale sistema sono di solidarietà e di uguaglianza”. Un sistema di “solidarietà e perequazione”. “La Chiesa, al pari delle altre confessioni religiose, è così riconosciuta nella sua autonomia. Il sistema si presenta come un tentativo di applicare al sistema fiscale una forma di democrazia diretta. L’8xmille è stato la prima esperienza di democrazia fiscale”. Infine, dopo aver richiamato l’importanza della trasparenza, il segretario generale della Cei ha concluso dicendo che “non può esistere una comunità cristiana che non gestisce i beni per la comunione e per la carità”.

 

 

Docu-fiction

Nicola Conversa sul film dei Pooh: “Un successo che è una sbornia di felicità”

17 Feb 2023

di Marina Luzzi

C’era anche Taranto giovedì sera, davanti alla tv per fare il tifo per uno dei suoi “ragazzi”, Nicola Conversa regista tarantino classe 1989. Su Raiuno, in prima visione, è andato in onda «Pooh – Un attimo ancora», una docu-fiction sulla storia del gruppo, di cui Conversa ha curato la regia. Opera prima per lui con un lungometraggio. Ed è stato un successo d’ascolti, con 2milioni e mezzo di persone che lo hanno visto, ma anche di critica. Tanti apprezzamenti da veterani della tv e giornalisti, per un lavoro che lui in un post aveva raccontato così, solo pochi giorni prima.

«La loro in un certo senso è una storia d’amore, quindi dovevo raccontare una storia d’amore. Ho deciso di unire due generi: mentre nel documentario raccontavo la loro storia, nella fiction dovevo raccontare di Greta alla ricerca dell’amore perduto di Augusto ed Olivia, che si sono innamorati ad un concerto dei Pooh».

Nicola Conversa lo abbiamo conosciuto con i Nirkiop, quando ai tempi della scuola, insieme ad altri amici tarantini appassionati di teatro, raccontava le avventure di tutti i giorni di un gruppo di adolescenti, girando in semplicità proprio nella nostra città, tra scuola e piazzette. Un fenomeno ricalcato poi dai The Jackal. In seguito i lavori da solista, su temi importanti come ad esempio l’adescamento online degli adolescenti, con il cortometraggio “La bambola di pezza”, dello scorso anno.  «La casa di produzione con cui sono andato al festival di Venezia- ci ha raccontato – essendo contenta di come avevo lavorato, mi ha dato la possibilità di presentare alla Rai un soggetto sui Pooh. Io l’ho mandato credendo di non vincerlo. Peraltro – racconta – sono il gruppo che ha segnato la storia d’amore dei miei genitori, il primo ballo al matrimonio, insomma c’era un legame anche affettivo. E così ho scoperto che sono una band con dei testi degli anni ’70, attuali anche adesso. Penso a Pierre, sull’omosessualità, ad esempio. Alla Rai è piaciuto. Loro volevano creare un prodotto crossmediale, perché i giovani si avvicinassero alla musica dei Pooh. La storia è metanarrazione con una ventenne che fa loro domande come se non li conoscesse. Vengono fuori delle chicche incredibili perché si raccontano tanto. Ad esempio si scopre che sono quelli che hanno inventato la macchina del fumo o i raggi laser sul palco».

Ieri, a poche ore dalla messa in onda, il commento di Nicola Conversa, che a ND ha detto:

«Sono in una sbornia di felicità da stamattina perché il risultato è sorprendente e abbiamo fatto uno share da fiction, pur essendo un documentario e il feedback è stato clamoroso, per essere un esperimento. È piaciuto sia ai fan dei Pooh che a chi non li conosceva. Siamo riusciti ad unire generazioni diverse e ho ricevuto tanti bei messaggi, anche di critici cinematografici e non me lo aspettavo. Non posso dire altro che ho paura che mi suoni la sveglia e che sia tutto un bel sogno».

È ancora possibile recuperare il film sui Pooh se ve lo siete persi. Basta andare a cercarlo su Raiplay.

Politica internazionale

Crisi economica, questione nordirlandese, carenza di lavoratori: il 58% dei britannici vuole tornare nell’Ue

foto d'archivio Afp/Sir
16 Feb 2023

Un nuovo accordo su Brexit, mentre la maggioranza dei britannici, ormai, il 58%, vuole rientrare nella Ue. Le due notizie occupano le prime pagine dei giornali britannici e segnalano novità importanti sul fronte dei rapporti tra Bruxelles e Londra. Un patto concordato tra il premier britannico Rishi Sunak e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen potrebbe essere annunciato nei prossimi giorni e risolverebbe la questione del protocollo nordirlandese. Parte dell’accordo sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, il “Northern Ireland Protocol” prevedeva che l’Irlanda del nord rimanesse dentro il mercato unico europeo. Una soluzione che non è stata mai accettata dal partito nordirlandese “Dup” che ha boicottato, fino ad oggi, il parlamento di Belfast. Di questi temi abbiamo parlato con il politologo Alan Bairner, docente all’università di Loughborough, nel centro d’Inghilterra.

Professor Bairner perché nel Regno Unito, per la prima volta dal referendum del 23 giugno 2016, con il quale la Gran Bretagna è uscita dalla Ue, esiste una nuova maggioranza per il rientro in Europa?
È la nuova crisi nel costo della vita. Il governo conservatore, al quale dobbiamo l’uscita dalla Ue, cerca di dare la colpa per la crescente povertà e il declino economico del Regno Unito, alla guerra in Ucraina e alla pandemia. Tuttavia, a sette anni dal referendum, molti si sentono imbrogliati perché si sono accorti che il partito “Leave”, che ha voluto Brexit, ha mentito. Sui milioni di euro che il Regno Unito avrebbe risparmiato, non mandandoli più alla Ue, per esempio, e che sarebbero stati investiti nel servizio sanitario nazionale. Oggi la sanità pubblica è in uno stato molto peggiore rispetto a quando la Gran Bretagna era in Europa. Inoltre la stretta sull’immigrazione ha privato il Paese di lavoratori essenziali come camerieri, chef, badanti e anche raccoglitori di frutta e verdura. Secondo il Fondo monetario internazionale il Regno Unito è l’unico Paese, tra i G7, condannato, quest’anno, alla recessione, con un Pil in diminuzione dello 0,6%. Persino la Russia farà meglio della Gran Bretagna.

Vede la possibilità, nei prossimi anni, di un rientro della Gran Bretagna nella Ue, visto il cambiamento nell’opinione pubblica?
No. L’unico partito a favore è quello liberaldemocratico che controlla soltanto circa il 10% dell’elettorato. Il partito conservatore, che ha voluto Brexit e che conta molti euroscettici, non intende certo rientrare nella Ue. Quello laburista ha paura ad affrontare l’argomento perché la Gran Bretagna è ancora profondamente divisa tra chi è a favore e chi contro la Ue. Il “Labour” vuole recuperare i voti delle regioni povere del nord d’Inghilterra che, per la prima volta, alle ultime elezioni, hanno votato conservatore, anziché laburista, proprio perché erano per Brexit.

Che cosa pensa di questo nuovo accordo che, secondo i media britannici, verrà annunciato nei prossimi giorni tra Gran Bretagna e Unione Europea?
E’ importante risolvere la questione nordirlandese perché il ritorno del terrorismo è sempre dietro l’angolo. Lo “Sinn Fein”, il partito che rappresenta la parte cattolica della popolazione, ha vinto le ultime elezioni e dovrebbe formare il nuovo governo, un fatto che indispettisce i partiti unionisti che rappresentano i protestanti. Per la prima volta il potere, in Irlanda del Nord, si sta trasferendo dai partiti unionisti, che vogliono che l’Irlanda del Nord rimanga dentro il Regno Unito, a quelli repubblicani che guardano alla Repubblica d’Irlanda. Sono stati proprio i partiti unionisti a rifiutarsi di formare un governo perché insoddisfatti del protocollo nordirlandese, che introduce controlli sulle merci che entrano in Irlanda del nord dalla Gran Bretagna. Per la maggior parte delle aziende questo non è un problema ma le difficoltà alle dogane sono diventate uno strumento politico, un modo per protestare per la perdita di potere. Penso che accontentare i partiti unionisti sia importante, per garantire la pace in Irlanda del Nord, anche se, per anni, questi partiti hanno abusato del potere che avevano.