Salute

Autismo: dal ‘Tavolo’ Cei, il 16 febbraio un “Glossario” per sfatare fakenews e fare chiarezza

foto Ansa-Sir
16 Feb 2023

Verrà presentato online il 16 febbraio (ore 12) il “Glossario di alcuni termini in uso nell’accompagnamento del disturbo dello spettro autistico (Asd)”, redatto dal Tavolo di lavoro sull’autismo costituito nell’ufficio nazionale per la pastorale della Salute della Cei.

“L’elevata frequenza del disturbo (Asd), la sua cronicità e gli alti costi assistenziali fanno dell’autismo una vera emergenza socio-sanitaria non solo nei Paesi occidentali ma in tutto il mondo, ponendo pressanti questioni di politica sanitaria. Forse anche per questo motivo circolano in merito molte false notizie e le famiglie si ritrovano spesso perse, facendo fatica a navigare tra sedicenti esperti e il dr. Google…”, spiegano nell’introduzione Massimo Molteni, direttore responsabile Area psicopatologia dello sviluppo, psicologia del contesto socio ambientale e dei contesti educativi con ricadute riabilitative nell’associazione La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, e Stefano Vicari, responsabilità Unità operativa di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, entrambi coordinatori scientifici del Tavolo. 

Destinato agli operatori, ai volontari, alle famiglie degli stessi pazienti, il Glossario vuole dunque sfatare fake news, contribuire a fare chiarezza in un mondo così complesso e soprattutto costituire un utile supporto alle famiglie. Riunitosi per la prima volta il 14 ottobre 2019 per “condividere esperienze, individuare percorsi comuni, produrre linee guida di intervento” ed “essere sprone per tutta la realtà italiana sulla qualità dell’intervento in tema di autismo”, il Tavolo sull’autismo, spiega al Sir don Massimo Angelelli, direttore della Pastorale della salute Cei,  “riunisce le oltre 50 strutture sanitarie e socio-assistenziali cattoliche che in Italia trattano i disturbi dello spettro autistico” e che “hanno avvertito l’esigenza di chiarire i termini della questione”. Anzitutto, prosegue il sacerdote, “spiegando che l’espressone ‘spettro’ si riferisce ad un gruppo di disturbi del neurosviluppo con diversi livelli di gravità che richiedono trattamenti diversificati”. “Il lavoro del Glossario è stato impegnativo perché si è tentato di semplificare questioni complesse e si è inteso creare uno strumento agile – poche pagine – per le famiglie, per i docenti che possono ritrovarsi in classe ragazzi con disturbi dello spettro autistico; in altri termini per tutti coloro che entrano in contatto a diverso titolo con questi disturbi”. “Un documento di carattere tecnico- scientifico, fondato scientificamente per l’autorevolezza degli autori, ma con un linguaggio accessibile a tutti”. “Per noi – conclude don Angelelli – anche questo significa fare pastorale, ossia fare cultura intorno ai temi della salute laddove ci sono poca chiarezza, molto stigma e molti preconcetti, e stare accanto alle persone con autismo e alle loro famiglie testimoniando loro una volta di più la nostra vicinanza e la nostra sollecita solidarietà. Speriamo sia uno strumento utile”. Il 16 febbraio, dopo i saluti di don Angelelli e di suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio per la pastorale delle persone con disabilità, interverranno Molteni e Vicari.

Parlamento Ue

Unione europea: sui semiconduttori il Parlamento pronto per negoziati su strategia Ue industriale

foto Centro studi Open source
16 Feb 2023

Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione negoziale sul progetto di legge per l’approvvigionamento di microchip nell’Ue, il potenziamento della produzione, l’innovazione e misure di emergenza contro le carenze. Lo comunica in una nota l’Eurocamera. Gli europarlamentari hanno definito le loro posizioni per i negoziati sui due progetti di legge: il “Chips Act” per rafforzare la capacità tecnologica e l’innovazione dei semiconduttori e “l’impresa comune Chip” per aumentare gli investimenti e potenziare l’industria Ue dei semiconduttori. Il testo del mandato negoziale sul Chips Act, adottato senza voto, propone “misure per sostenere la produzione di semiconduttori di nuova generazione e dei microchip quantistici, e la creazione di una rete di centri per affrontare la carenza di competenze e attrarre nuovi talenti”. Si intende attirare gli investimenti sulla sicurezza dell’approvvigionamento dell’Ue e la produzione. I deputati puntano a istituire “un meccanismo di risposta alle crisi, basato sulla valutazione della Commissione dei rischi per l’approvvigionamento di semiconduttori e su una serie di indicatori negli Stati membri, che potrebbero far scattare un’allerta a livello europeo”. L’Eurocamera ha, poi, adottato con 594 voti a favore, 15 contrari e 27 astensioni, la proposta di impresa comune Chip, che attua le misure previste dall’”Iniziativa Chips per l’Europa”. L’iniziativa punta a sostenere lo sviluppo di capacità su larga scala attraverso investimenti in infrastrutture di ricerca, sviluppo e innovazione accessibili a tutta l’Ue.

Società

Il 18 febbraio, incontro a Bologna con il card. Zuppi a sostegno della rete cattolica affinché “L’Italia ratifichi Trattato Onu contro le armi nucleari”

foto Pressenza
16 Feb 2023

Anche il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, parteciperà all’incontro in programma il 18 febbraio nel capoluogo emiliano per continuare nella riflessione e nell’azione volta a contrastare la logica della guerra e delle armi (ore 15-17, sala Santa Clelia, via Altabella 6). A promuovere l’iniziativa i rappresentati delle organizzazioni cattoliche e dei movimenti ecumenici e nonviolenti su base spirituale che hanno firmato l’appello per chiedere l’adesione dell’Italia al Trattato di proibizione delle armi nucleari. “Ogni giorno in più della guerra senza fine in Ucraina apre anche allo scenario di una apocalisse nucleare come ci avverte il Comitato per la Scienza e la Sicurezza del Bulletin of the Atomic Scientists – si legge in un comunicato della Rete ecumenica cattolica per il bando delle armi nucleari -. Nella notte del 31 dicembre 2022 la marcia della pace promossa dalla Chiesa italiana ha rilanciato ancora una volta l’appello che abbiamo promosso, fin dal maggio 2021, come realtà del mondo cattolico italiano e dei movimenti ecumenici e nonviolenti a base spirituale, per chiedere al nostro Paese di ratificare il ‘Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari’”.
Per gli organizzatori “non è più rimandabile un serio dialogo e un confronto pubblico, e in sede parlamentare, sulla proposta lanciata dalla campagna ‘Italia ripensaci’ e promossa dai rappresentanti in Italia della coalizione Ican, Nobel per la pace 2017, anche in considerazione del fatto che stanno per essere stoccate a Ghedi e a Aviano le nuove bombe atomiche B61-12”. Di qui l’incontro di sabato con il card. Zuppi, “per condividere un momento di discernimento sul drammatico momento che stiamo vivendo e su come continuare con coraggio a operare per la pace in un tempo di guerra”.

Eventi a Taranto e provincia

Transizione ed ecologia integrale: il 21 febbraio dialogo tra monsignor Santoro e Carlo Petrini

16 Feb 2023

Martedì 21 febbraio alle 17, nel Salone degli specchi di Palazzo di città, si terrà l’evento “Taranto, la città che cambia”, dialogo sull’ecologia integrale e sulla transizione ecologica tra l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, e il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini.
L’appuntamento, organizzato dall’amministrazione Melucci con la collaborazione di Slow Food Puglia, affronterà temi di stringente attualità per Taranto, ispirandosi ai contenuti dell’ultimo libro di Petrini “TerraFutura” (Giunti – Slow Food Editore, 2020).
L’evento, aperto alla partecipazione degli organi di informazione, vedrà anche la partecipazione del vicesindaco di Taranto, Fabrizio Manzulli, e dell’assessore comunale all’Ambiente, Laura Di Santo, che modererà gli interventi.

Solidarietà

Padre Ripamonti (Centro Astalli) su naufragio di 73 migranti nel Mediterraneo: “Servono solidarietà e azione umanitaria”

foto Susanne Friedel/Sos Mediterranée
16 Feb 2023

Il centro Astalli esprime “profondo cordoglio” per la morte di 73 persone in un naufragio nel Mediterraneo centrale. Si tratta di migranti in fuga dalla Libia, tappa obbligata per molti e luogo di ulteriori violenze e persecuzioni. Purtroppo la mancanza di vie legali di ingresso in Europa costringe migliaia di persone a rischiare la vita affidandosi ai trafficanti.
Ieri alla Camera è stato approvato il decreto legge 1/2023, il cosiddetto decreto ong, che di fatto complica le già sparute operazioni di ricerca e soccorso in mare, in mancanza di operazioni strutturate nazionali ed europee. Il Mediterraneo centrale rimane la rotta migratoria più pericolosa al mondo. Quest’ultima tragedia porta a 130 il numero dei morti dall’inizio di quest’anno. P. Camillo Ripamonti, presidente del centro Astalli, dichiara: “Non si può continuare a lasciar morire le persone in mare rimanendo fermi e persino inasprendo le procedure per il soccorso e l’approdo in Italia. Governare le migrazioni richiede visione, strategia e lungimiranza nel gestire un fenomeno che non può essere fermato da muri, recinti e blocchi. Le migrazioni sono una partita che si può vincere solo con la solidarietà, l’azione umanitaria e la capacità di accogliere e integrare in maniera progettuale, fuori da logiche emergenziali e strumentalizzazioni sulla vita delle persone”.

Francesco

Papa Francesco: i primi aiuti alle popolazioni di Turchia e Siria

foto parrocchia latina Aleppo
15 Feb 2023

Attraverso il Dicastero per il servizio della carità, il papa ha provveduto ad un primo aiuto per quanti sono stati duramente colpiti dal terremoto in Turchia e in Siria. Oggi – informa Vatican news – dal porto di Napoli è in partenza una nave, la Msc Aurelia, che arriverà tra due giorni a Iskenderun in Turchia. A bordo, oltre agli aiuti del governo italiano e di altre organizzazioni non governative, ci saranno 10 mila magliette termiche che il card. Konrad Krajewski, elemosiniere del papa, ha portato ieri personalmente nel capoluogo campano. Gli indumenti sono destinati al campo profughi di Kilis, in Turchia, a 50 km da Gaziantep e a 60 km dalla città siriana di Aleppo. Qui la distribuzione sarà affidata agli operatori della Fondazione Rava, da tempo presente nella zona, che si occupa di offrire pasti e riparo a migliaia di persone che sono rimaste senza tetto. Il campo, negli ultimi anni in seguito allo scoppio della guerra in Siria, si è ingrandito arrivando ad ospitare circa 60mila profughi, ma molti altri vivono in accampamenti di fortuna. Il sisma, come era prevedibile, ha aggravato la situazione e centinaia di persone si stanno aggiungendo alle famiglie di profughi presenti. Per quanto riguarda la Siria, fa sapere il card. Krajewski, il papa ha inviato, attraverso il Dicastero per il servizio della carità, un aiuto economico alla Nunziatura apostolica che provvederà ad impiegarlo sul territorio, sostenendo la popolazione già fiaccata da tanti anni di guerra e ora dal devastante sisma.

Formazione

Il 20 febbraio 2023, nella sede di piazza Santa Rita, il Graduation day della Lumsa

ph G. Leva
15 Feb 2023

Si terrà il 20 febbraio 2023 alle ore 17, alla Lumsa sez. Edas di Taranto, in piazza Santa Rita, nell’aula magna “Giovanni Paolo II”,  la quarta edizione del Graduation Day.

Il Graduation Day rappresenta la cerimonia che viene associata al conseguimento di un titolo accademico al termine degli studi: nella fattispecie i laureati saranno afferenti ai corsi di laurea di primo e secondo livello in Servizio sociale.

Oltre ad essere un momento di celebrazione dei nostri neolaureati, sarà un momento di condivisione e riflessione sul ruolo dell’Università e del mondo accademico nei riguardi delle sfide del nostro tempo. In occasione, interverranno mons. Filippo Santoro, mons. Ciro Miniero e il magnifico rettore, prof. Francesco Bonini, con la relazione “Sfide e impegni dell’Università nel cambiamento”.

La cerimonia si concluderà con la consegna delle pergamene di laurea e del premio di laurea in memoria di Alessandro Basile.

Ecclesia

Movimento carismatico: Roma, da tutta Italia 180 rappresentanti delle Comunità di Alleanza per riscoprirsi come “corrente di grazia”

foto Sir/Marco Calvarese
15 Feb 2023

Un meeting per riscoprirsi come “corrente di grazia”. Sono stati 180 i responsabili delle realtà del movimento carismatico in Italia che si sono ritrovati a Roma per la conferenza generale dal tema “Il Rinnovamento carismatico cattolico, una corrente di grazia pentecostale per tutta la Chiesa”. Si tratta di un appuntamento annuale che riunisce le espressioni delle Comunità di alleanza, che è una specie all’interno del genere del Movimento carismatico.
Tra gli interventi, quello di Roger Matthys, segretario particolare del defunto card. Léon-Joseph Suenens, arcivescovo di Malines-Bruxelles, uno dei quattro relatori al Concilio vaticano II, che ha perorato la causa del Movimento carismatico. “Non si sapeva ancora cosa fosse questo movimento che nasceva da contatti dei cattolici con le chiese pentescostali. Metteva in luce l’aspetto della Lumen gentium, nel passaggio in cui evidenzia come i carismi fossero utili per la riedificazione della Chiesa, per l’evangelizzazione e la santificazione dei fedeli, accanto a quella scaramentale”, spiega Matteo Calisi della Comunità di Gesù di Bari. Ricordando le parole di Benedetto XVI, Calisi indica le sue parole. Il Papa ricordò come “le Comunità di Alleanza hanno avuto il merito di far riscoprire l’attualità dei carismi nella Chiesa di oggi”. “Durante questo incontro a Roma è stato rivisitato tutto questo, perché il movimento negli ultimi 50 anni ha visto offuscare la corrente di grazia in favore di una associazione apostolica – afferma -. Questo è un punto importante: il Rinnovamento non è un movimento specifico ma è una corrente di grazia, racchiude varie realtà. Un soffio rinnovatore dello Spirito per tutti i membri della Chiesa. Con Papa Francesco siamo riusciti a riscoprire questa vocazione”. Durante il meeting è stato rilanciato, inoltre, l’invito del Papa a condividere con gli altri l’esperienza del Battesimo nello Spirito, che “è condiviso da oltre 650milioni di battezzati in tutte le Chiese (cattoliche, pentecostali, anglicane, ortodosse)”. “Essendo una grazia ecumenica per antonomasia va da sé che conduce all’unità. Viene incontro a un appello del Concilio a impegnarsi nell’ecumenismo in generale”.

 

Cei

Gli incaricati del “Sovvenire” a Roma per il convegno nazionale. Monzio Compagnoni: “Ambasciatori di valori”

15 Feb 2023

di Filippo Passantino

Due anni e tre mesi. Tanto il tempo trascorso da quando avrebbe dovuto svolgersi, a novembre del 2020, il convegno nazionale degli incaricati diocesani e regionali della promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica. Nel gergo lo si definisce “il sovvenire”, dal titolo di quel documento dell’Episcopato italiano (“Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli”) che 35 anni fa gettava le basi per il nuovo assetto economico della Chiesa italiana dopo il nuovo Concordato e dopo la legge 222 del 1985, che istituiva l’8xmille e le Offerte deducibili. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Cei per la Promozione del sostegno economico, attende a Roma, dal 15 al 18 febbraio prossimi, circa 300 persone.

Chi sono, direttore?
Sono gli incaricati diocesani del sovvenire di quasi tutte le diocesi italiane, insieme ai referenti regionali e ai 16 vescovi delegati. Sono quella squadra di persone, per lo più volontari, che sul territorio hanno il compito di sensibilizzare le comunità locali, da quella diocesana a tutte quelle parrocchiali, sull’importanza della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica e sulle Offerte deducibili.

foto Siciliani-Gennari/Sir

Un compito impegnativo, specie per dei volontari…
Assolutamente! Un compito molto impegnativo, soprattutto in questi ultimi anni in cui la pandemia ha reso più difficile coltivare le relazioni e i contatti con le persone, complicando non poco anche le dinamiche di incontro ordinarie dentro le comunità cristiane. Se poi aggiungiamo anche le difficoltà economiche in cui versano moltissime famiglie italiane e le conseguenze che stiamo pagando tutti a causa della guerra in Ucraina, abbiamo un quadro sufficientemente chiaro. È per questo che non vediamo l’ora di riabbracciare in presenza queste persone generose e coraggiose, che avremmo dovuto vedere più di due anni fa. E invece siamo stati costretti, come tutti, solo ai video-collegamenti.

Di cosa vi occuperete nella tre giorni di lavori che vi attende?
Partiremo dalla fotografia della realtà che stiamo vivendo. Una foto per alcuni aspetti decisamente preoccupante, visto che gli ultimi dati disponibili, relativi al 2021 (su redditi 2020), ci danno le firme per la Chiesa cattolica in calo – rispetto all’anno precedente – di circa 260.000 unità, con una percentuale che è passata dal 71,7 al 70,4%. Contemporaneamente le firme destinate allo Stato sono aumentate di circa 220.000 unità, passando dal 3,8 al 4%. La tendenza in cui questo nostro calo si inserisce è iniziata più di 15 anni fa, anche se non aveva mai toccato un valore così alto. Su questo ovviamente dovremo riflettere, oltre che sulle difficoltà in cui continuano a navigare anche le Offerte deducibili per i sacerdoti, che coprono con una percentuale ancora molto bassa (meno del 2%) il fabbisogno globale del loro sostentamento. Però non vorrei che quanto sto dicendo risultasse fuorviante: non sarà questo il tema principale del nostro incontro e del confronto che animerà questo appuntamento romano.

E quale invece sarà il tema centrale?
Sarà il ruolo della nostra rete di referenti locali, che dovranno essere strategici nel percorso formativo di tutta la comunità. Il primo compito degli incaricati del sovvenire è proprio quello di condividere valori, prima ancora di preoccuparsi per le firme o le Offerte. La visione di Chiesa che soggiace a questo sistema di sostentamento è figlia del Concilio Vaticano II e custodisce in sé dei valori importantissimi: la comunione, la partecipazione, la corresponsabilità, la solidarietà, la trasparenza, la libertà, la perequazione. Firmare per l’8xmille e fare un’offerta deducibile per i sacerdoti sono gesti che costruiscono comunità, che ce ne fanno sentire protagonisti e veramente partecipi, che abbattono le distanze tra i più ricchi e i più poveri e che restituiscono a tutti un’immagine della Chiesa che è davvero una famiglia di famiglie. Questo i nostri incaricati sono chiamati a raccontare: non con la retorica del prete eroe, ma dando il giusto spazio e la giusta attenzione alla realtà comunitaria in cui ogni prete è inserito. Come ci ha ricordato papa Francesco nel messaggio per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dobbiamo imparare a parlare con il cuore. “È il cuore – ci scrive il papa – che ci ha mosso ad andare, vedere e ascoltare ed è il cuore che ci muove a una comunicazione aperta e accogliente”. Col cuore dobbiamo imparare a raccontarci, come comunità.

Udienza generale

La diretta dell’udienza generale di mercoledì 15 febbraio

foto Vatican media/Sir
15 Feb 2023

“Evangelizzare non è dire blablabla, c’è una passione che coinvolge tutto: per questo parliamo di passione di evangelizzare”. Lo ha detto il papa, nella catechesi dell’udienza di mercoledì 15 febbraio, pronunciata in aula Paolo VI e dedicata allo zelo apostolico. “Per Gesù non c’è andare senza stare, non c’è stare senza andare”, ha spiegato Francesco: “L’annuncio nasce dall’incontro con il Signore; ogni attività cristiana, soprattutto la missione, comincia da lì. Non si impara in un’accademia, comincia dall’incontro col Signore. Testimoniarlo irradiarlo; ma, se non riceviamo la sua luce, saremo spenti; se non lo frequentiamo, porteremo noi stessi anziché lui, e sarà tutto vano”. “Può portare il Vangelo di Gesù solo chi sta con lui: uno che non sta con lui non può portare il Vangelo, porterà le sue idee, ma non il Vangelo. Ugualmente, però, non c’è stare senza andare. Infatti seguire Cristo non è un fatto intimistico: senza annuncio, senza servizio, senza missione la relazione con Gesù non cresce”. “L’esperienza della missione fa parte della formazione cristiana”, ha ricordato il papa a proposito dei “due momenti costitutivi per ogni discepolo: stare con Gesù e andare inviato da Gesù”. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, le cinque parole di Gesù contenute nel capitolo 10 del Vangelo di Matteo, che Francesco ha esortato a ricordare e rileggere. “L’annuncio non parte da noi, ma dalla bellezza di quanto abbiamo ricevuto gratis, senza merito”, ha commentato: “incontrare Gesù, conoscerlo, scoprire di essere amati e salvati. È un dono così grande che non possiamo tenerlo per noi, sentiamo il bisogno di diffonderlo; però nello stesso stile, nella gratuità. In altre parole: abbiamo un dono, perciò siamo chiamati a farci dono. La nostra vocazione è farci dono per gli altri. C’è in noi la gioia di essere figli di Dio, va condivisa con i fratelli e le sorelle che ancora non lo sanno. Questo è il perché dell’annuncio: andare e portare la gioia di quello che noi abbiamo ricevuto”.

 

 

Diocesi

Da domenica 12, le reliquie di Carlo Acutis sono giunte a Taranto

foto G. Leva
14 Feb 2023

di Marina Luzzi

A due anni dalla sua beatificazione, le reliquie di Carlo Acutis sono giunte domenica a Taranto.

Ieri, il primo incontro tra il padre Carlos Acácio Gonçalves Ferreira, rettore del Santuario della Spogliazione di Assisi, e i ragazzi della diocesi, che si è tenuto nella parrocchia Spirito Santo di Taranto.

Qui sotto l’intervista a padre Carlos, realizzata da Marina Luzzi. Immagini di Peppe Leva.

 

 

ALCUNE FOTO DELL’EVENTO

Ecclesia

Nicaragua: la condanna di mons. Álvarez è una vendetta di Ortega

foto Vativan news
14 Feb 2023

di Bruno Desidera

“Non posso, qui, non ricordare con preoccupazione il vescovo di Matagalpa, mons. Rolando Álvarez, a cui voglio tanto bene, condannato a 26 anni di carcere, e anche le persone che sono state deportate negli Stati Uniti. Prego per loro e per tutti quelli che soffrono in quella cara nazione. E chiedo a voi la vostra preghiera”. Sono le parole con le quali papa Francesco si è riferito, domenica 12 febbraio, alla situazione del Nicaragua, dopo la recita dell’angelus. Il papa ha aggiunto: “Domandiamo inoltre al Signore, per l’intercessione dell’Immacolata Vergine Maria, di aprire i cuori dei responsabili politici e di tutti i cittadini alla sincera ricerca della pace, che nasce dalla verità, dalla giustizia, dalla libertà e dall’amore, e si raggiunge attraverso il dialogo”. Le parole del papa, assieme ai messaggi di vicinanza e preghiera che stanno giungendo da molte parti (tra cui dal Consiglio episcopale latinoamericano – Celam), fotografano la fortissima impressione suscitata dalla durissima condanna a 26 anni subita da mons. Rolando José Álvarez Lagos, vescovo di Matagalpa e amministratore apostolico della diocesi di Estelí, al termine di un processo praticamente inesistente,condotto in spregio a qualsiasi garanzia. La gravissima condanna, senza precedenti nel Continente latinoamericano, è una vera e propria vendetta del presidente Daniel Ortega, consumata nel giro di 24 ore, dopo che giovedì il vescovo aveva rifiutato l’esilio forzato che lo avrebbe accomunato ad altri 222 detenuti politici. “Traditore della patria”, colpevole di “cospirazione per minare l’integrità nazionale e propagazione di notizie false attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione”. Questi i capi d’imputazione che hanno portato alla condanna di mons. Álvarez. Privato della libertà lo scorso 19 agosto, è rimasto fino a giovedì agli arresti domiciliari, in attesa del processo. Pur inserito nella lista dei detenuti che sarebbero stati portati negli Stati Uniti (così come quattro sacerdoti, un diacono, due seminaristi, quasi tutti della stessa diocesi di Matagalpa), ha rifiutato l’esilio forzato, ritenuto un’ulteriore ingiustizia e atto di violenza da parte del regime.

“Esempio che porterà frutto”. Molto toccato dalla scelta del vescovo si dice Israel González Espinoza, giornalista nicaraguense specializzato nel settore ecclesiale, che vive in esilio in Spagna, per le minacce subite negli scorsi anni. “Lo conosco bene – spiega al Sir -, perché ha guidato la Commissione per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale del Nicaragua. Da giovane è già stato costretto a trascorrere un periodo fuori dal suo Paese e a studiare in Guatemala. Sa bene cos’è l’esilio, ma soprattutto concepisce il suo compito di pastore come quello di colui che sta accanto al suo gregge, che è chiamato ad accompagnare il suo popolo, a non abbandonarlo.È una persona di grande carisma e leadership, sa utilizzare molto bene i mezzi di comunicazione, vicino alle persone più umili, ai campesinos”.

Secondo il giornalista, pur nel dolore per quanto accaduto, “l’esempio dato da mons. Álvarez è molto forte. Non ha accettato quella che sarebbe stata una vera deportazione, ha mostrato la sua fedeltà alle diocesi, al popolo di Dio. Il suo gesto sarà compreso e ricompensato, nel tempo”.Quella di Ortega è stata una “vendetta furibonda, un’aberrazione giuridica”, proprio rispetto alla scelta compiuta dal vescovo secondo coscienza.

González, al tempo stesso, ritiene che la liberazione dei 222 detenuti politici, seppure nella forma di una deportazione forzata, sia un piccolo segnale, in un contesto, quello di una dittatura sempre più oppressiva, che resta difficilissimo. “Si è aperta – spiega – una piccola finestra di dialogo. Si è capito che ci sono stati dei dialoghi con la Segreteria di Stato statunitense. È un primo passo, bisognerà vedere ora cosa succede all’interno, se ci sarà un minimo di allentamento delle misure repressive e nella proibizione delle libertà fondamentali. In ogni caso, Ortega ha mostrato molte volte di non mantenere le proprie promesse, e va tenuto sotto pressione dalla comunità internazionale, mantenendo le sanzioni contro di lui e i dirigenti sandinisti. E la Chiesa resta il bastione di chi crede nella libertà, per questo c’è contro di essa un crescendo di persecuzione”.

Giustizia sottomessa alla dittatura. Sulle azioni contro la Chiesa insiste anche l’avvocato Marcos Carmona, segretario esecutivo della Commissione permanente per i diritti umani (Cpdh) del Nicaragua. Dal suo esilio di Miami, spiega al Sir: “Abbiamo osservato che fin dall’inizio della crisi sociopolitica in Nicaragua che i sacerdoti sono oggetto di persecuzione politica, con aggressioni fisiche e verbali, così come ci sono state distruzioni di chiese.A partire dal 2022 la persecuzione è aumentata, a tal punto che molti sacerdoti sono stati esiliati, altri sono stati arrestati. Coloro che sono stati processati sono stati privati del diritto a scegliere il proprio difensore, ed è stato loro imposto un avvocato d’ufficio che, come si sa benissimo, fa gli interessi della dittatura. La pastorale della Chiesa è stata, di fatto, criminalizzata, in spregio alla Costituzione”. Nel caso di mons. Alvarez, “come è noto, prima il vescovo è stato tenuto segregato per 15 giorni nella curia di Matagalpa, poi attraverso accuse della polizia si è cercato di distruggere la sua reputazione con accuse false e calunniose. Poi è stato arrestato. Il suo processo penale si è caratterizzato per una forte mancanza di garanzie da parte del sistema giudiziario nicaraguense, che si è messo a disposizione del potere politico dittatoriale, venendo meno all’esigenza di realizzare un giusto processo”.

Contrastanti i sentimenti del legale di fronte alla liberazione dei detenuti: “In primo luogo vogliamo ringraziare il Signore per la liberazione di questi compatrioti, che oggi godono della riunificazione familiare. È una bella notizia per il nostro popolo. Ma, al tempo stesso, non possiamo non condannare l’ennesimo atto aberrante della dittatura, di esiliare queste persone, di deportarle. Ancora una volta, il regime mostra il suo tratto abusivo e contrario ai diritti umani. Non possiamo smettere di denunciare la barbarie che sta mettendo in atto la dittatura”.

Carmona è reduce da un primo incontro con molti degli ex detenuti, giunti negli Stati Uniti molto provati, in alcuni casi dopo anni di reclusione. “Stiamo aiutando i nostri compatrioti, molti di loro non hanno un alloggio, ci stiamo coordinando con altri nicaraguensi. Ci stiamo impegnando, inoltre, a garantire loro un’adeguata e continuata attenzione psicologica ed emozionale. Resteremo loro vicini”.