Si svolgerà, dal 16 al 19 marzo a Tricase, in occasione del XXX anniversario del ‘Dies Natalis’ del venerabile don Tonino Bello, una delle tappe de “L’Anello del Bello”, una serie di iniziative per ricordare la figura del vescovo di Molfetta. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione di partecipazione Pce “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, è realizzata nell’ambito del progetto “In memoria del Bello”, con il contributo della Regione Puglia – Teatro Pubblico Pugliese e con il patrocinio del Comune di Tricase e della diocesi Ugento – S. Maria di Leuca, unico cammino ad anello in Puglia e candidato all’Atlante dei Cammini di Puglia. Il programma della quattro giorni prevede per il 16 marzo una riflessione su “Don Tonino, pastore di Misericordia”, a cura di don Stefano Ancora, vicario episcopale per la pastorale della diocesi Ugento – S. Maria di Leuca e parroco di San Giovanni Bosco ad Ugento, cui seguirà la presentazione dell’Anello del Bello con la consegna del “sigillum” alla comunità di Tricase. Nei giorni successivi il programma presenta, tra le varie cose, “24h di Bello”, la lettura continua degli scritti di don Tonino dalla voce della gente feriale. Sabato 18 marzo avrà luogo un sit-in “Raccontaci il tuo Bello: raccolta di testimonianze su don Tonino Bello”, mentre domenica 19 marzo la messa presieduta da mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento – S. Maria di
Leuca. Dal 16 marzo al 2 aprile, sarà aperta la mostra “Il potere dei segni”. “L’Anello del Bello” è un cammino giubilare con un percorso culturale e spirituale sul pensiero e la spiritualità di don Tonino Bello, che geograficamente forma un anello che parte e torna a De Finibus Terrae e che attraversa il territorio del Capo di Leuca toccando i luoghi che hanno formato la personalità e la spiritualità di don Tonino Bello. L’iniziativa ha preso avvio a Salve lo scorso 26 febbraio e dopo Ugento e Barbarano del Capo, frazione di Morciano di Leuca, e Tricase, nelle prossime settimane raggiungerà Collepasso, Vaste, frazione di Poggiardo, Gallipoli, Castro, Alessano, per poi concludersi a S. Maria di Leuca – De Finibus Terrae. Significativa la tappa di Tricase, cittadina dove don Tonino Bello fu parroco della Natività della beata Vergine Maria dal 1° gennaio 1979 sino al 10 agosto 1982, quando venne eletto vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi.
Ritorna ‘a casa’ la statua restaurata della Madonna delle Grazie di Tazzano
Dopo il restauro eseguito dalla dottoressa Di Capua, la settecentesca scultura lignea verrà accolta dalla comunità della rettoria di Santa Maria alla periferia di Talsano
È prevista per sabato 18, alle ore 19, la presentazione alla comunità della Santa Maria di Tazzano – come amano chiamarla gli abitanti della zona più antica di Talsano – dell’opera di restauro della settecentesca scultura lignea eseguito dalla dottoressa Maria Di Capua.
“La nostra comunità è in fermento – ci ha confidato don Tonino Caforio, rettore della chiesetta alla periferia della borgata tarantina –. Solo grazie alla loro spontanea generosità siamo stati in grado di affrontare le spese di un recupero che abbiamo affidato su suggerimento di un vero esperto come don Francesco Simone, alla restauratrice martinese”.
Questo restauro ha riportato all’antica bellezza una scultura a figura intera e altezza naturale della Madonna delle Grazie con il bambinello che è datato con buona approssimazione tra il 1700 e il 1725″.
Di chi è opera questa scultura, don Tonino?
“La dottoressa Di Capua mi ha spiegato che è opera di Giacomo Colombo, un artista padovano che però a Napoli ebbe la sua formazione artistica, seguendo nella città partenopea lo scultore Pietro Barberis”.
Al di là dell’aspetto devozionale, è un bene storico che avete riportato a nuova vita
“Sì, un patrimonio di questa comunità che ne rimarca le radici di fede e artistiche. A tre secoli di distanza dalla produzione di quella statua lignea, la nostra chiesetta oggi può anche vantare una vetrata artistica, dono della famiglia Barbaro in ricordo di nonno Mario e nonna Maria Consiglia, che raffigura l’episodio evangelico della visita di Maria a sant’Elisabetta che ha dato origine alla festa della Madonna delle Grazie che ora si celebra, secondo il calendario liturgico, il 31 maggio. A Talsano questa festa viene celebrata con solennità perché la Madonna delle Grazie è la patrona di Talsano”.
Per l’accoglienza della statua restaurata, avete previsto un programma che si snoderà per l’intera settimana…
“Sì, è vero: partiamo sabato 18; alle 19 sarò in chiesa con la dottoressa Maria Di Capua per presentare il lavoro di restauro e rispondere a tutti i quesiti, anche di carattere storico, che i fedeli ponevano a me nei mesi intercorsi dal 4 novembre – giorno in cui la statua è stata portata a Martina Franca, nel laboratorio della dottoressa restauratrice – sino a tutt’oggi. Sarà un momento di festa per tutta la comunità e di gratitudine per tutti coloro che ci sono sempre accanto per valorizzare le cose belle della nostra realtà”.
Riportiamo di seguito il programma completo:






















Il signor Conchiglia: «La mattina del 3 settembre 2015,su una spiaggia turca nei pressi di Bodrum, il mare depositò il corpo di un bambino che si chiamava Alan Kurdi. Aveva tre anni ed era naufragato mentre era in viaggio con la sua famiglia. Cercavano un posto nel mondo che potesse diventare la loro nuova casa. Di quel corpo poggiato sul bagnasciuga la giornalista turca Nilufer Demir scattò una fotografia che è entrata nella vita di tutti noi. Le parole di questo racconto entrano in quella foto per incontrare Alane portargli una carezza, toglierlo da quel bagnasciuga dove dorme freddo, restituirgli qualche sogno ancora da sognare. Entrano in quella foto per rimetterlo dove le vie dei sogni correvano, avrebbero dovuto correre: nel mare».
Le altre tre statue che rientrano nella Chiesa del Carmine, custodite dall’omonima confraternita da più di un secolo, sono quelle della Colonna, dell’Ecce Homo e della Cascata, realizzate nel 1901 dal maestro cartapestaio Giuseppe Manzo. L’artigiano leccese, nato il 17 marzo 1849 e morto il 7 gennaio 1942, era considerato uno dei migliori artisti dell’arte della cartapesta, che è di origini antichissime. In giovanissima età fu avviato dal padre a quest’antico mestiere, frequentando alcune “botteghe”, sino al 1894 quando aprì il suo personale e prestigioso “Reale Laboratorio”, dove l’attività proseguì, grazie ai suoi operai, sino a diversi anni dopo la sua morte. Ottenne diversi riconoscimenti importanti, anche a livello internazionale, che gli resero la fama di artista nell’anima, vista la mistica attrazione che le sue opere riscuotevano sulla gente; una percezione che ancor oggi si riceve attraverso le tre statue dei Misteri di Taranto, attraverso quei volti segnati dalla sofferenza e dal dolore, oltre che dai muscoli contratti e martoriati.







