Veglia di preghiera

Mons. Baturi alla Veglia di preghiera: “Invochiamo la pace in un momento di grande dolore e incertezza”

ph Siciliani Gennari-Sir
21 Mag 2024

“I vescovi con la ‘Veglia di preghiera per la pace’ hanno voluto dare un segno importante. Sulla tomba di Pietro, invocando Maria Regina della pace, hanno voluto chiedere che ci sia pace, finisca la guerra e queste terribili divisioni”: così il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, ai microfoni del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha spiegato il senso della Veglia di preghiera per la pace che si è svolta lunedì sera a San Pietro, in occasione dell’apertura della 79ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana.
“I campi di grano tornino a coltivare vita – ha aggiunto mons. Baturi – piuttosto che a seminare morte. Speriamo che i bambini possano avere di nuovo un futuro. Si ascolti il grido di dolore delle mamme che invocano speranza e futuro per i loro figli e per tutta la società. Viviamo un momento di grande dolore e incertezza”.
“Umanamente – ha concluso mons. Baturi a Tv2000 – non vediamo che ci siano movimenti significativi di riconciliazione. Noi invochiamo la pace che si fonda sulla giustizia, sulla libertà, sull’amore che giunge anche al perdono e sulla verità che spesso è la prima vittima delle situazioni di guerra”.

Assemblea Cei

Card. Zuppi: “In Italia, la povertà assoluta è fenomeno strutturale”

21 Mag 2024

“Lo stato di salute del Paese desta particolare preoccupazione”. A lanciare il grido d’allarme è stato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, nella sua introduzione ai lavori della 79ª Assemblea generale dei vescovi italiani, in corso in Vaticano fino al 23 maggio. “In Italia, il 9,8% della popolazione, circa un italiano su dieci, vive in condizioni di povertà assoluta”, ha ricordato il presidente della Cei: “Le stime preliminari dell’Istat, riferite all’anno 2023, mostrano quanto la povertà sia un fenomeno strutturale del Paese. Complessivamente risultano in uno stato di povertà assoluta 5 milioni 752mila residenti, per un totale di oltre 2 milioni 234mila famiglie. A loro si aggiungono le storie di chi vive in una condizione di rischio di povertà e/o esclusione sociale: si tratta complessivamente di oltre 13 milioni di persone, pari al 22,8% della popolazione: il dato italiano supera la media europea”. “È sempre più difficile uscire dall’abisso dell’indigenza”, l’analisi di Zuppi: “Si rafforzano le povertà croniche e quelle intermittenti, relative ai nuclei familiari che oscillano tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’ dalla condizione di bisogno. Si rafforza inoltre il divario generazionale: i giovani sono sempre più esposti a difficoltà economiche e aumenta il vuoto creato da coloro che tendono ad allontanarsi dalla partecipazione politica e dal volontariato”. Sempre secondo i dati ufficiali dell’Istat, “nel 2023 il 40,2% dei 16-24enni ha svolto almeno un’attività di partecipazione politica, con una riduzione significativa rispetto al 54,5% del 2003; l’8,0% ha svolto attività di volontariato, con una riduzione significativa rispetto a venti anni prima (era 11,0% nel 2003)”.

“Nel nostro Cammino sinodale uno spazio importante viene riservato proprio alla domanda spirituale dei giovani, ma anche a quella degli anziani, che tanto possono aiutare a costruire un futuro per tutti ma che vanno garantiti nella loro fragilità”, ha ricordato il cardinale, secondo il quale l’imminente Settimana sociale dei cattolici, che vedrà la presenza del santo padre e del presidente della Repubblica, “sarà per noi una occasione preziosa per favorire le dinamiche partecipative in particolare dei giovani, perché si sentano parte di un sogno e di un progetto comune”.

Eventi religiosi in provincia

Divino Amore, rinviata la processione di Pentecoste

21 Mag 2024

di Angelo Diofano

A causa delle inclementi condizioni atmosferiche di domenica 19 maggio, il parroco del Divino Amore di Martina Franca, mons. Giuseppe Ancora, ha deciso di rinviare a domenica 23 giugno la processione e i festeggiamenti esterni della Pentecoste (concerto in piazza del complesso musicale Billie Hard con i fuochi pirotecnici conclusivi). Non è stato possibile fissare una data più ravvicinata per la concomitanza con altri eventi religiosi in programma in città.

Intanto ha riscosso notevole interesse l’incontro con Filippo D’Alessandro, delegato nazionale per l’ecumenismo del Rinnovamento nello Spirito, a cura del gruppo Rns “Divino Amore”, svoltosi giovedì 16 maggio, in preparazione alla Pentecoste, sul tema “È lo Spirito che dà la vita (Gv 6, 63°)”. Nell’insegnamento è stata proposta una esperienza mistagogica per vivere una nuova effusione dello Spirito Santo, che libera i cuori da ogni paura e da ogni forma di paralisi.

Filippo D’Alessandro è anche autore del libro “Lavora sulla tua mente” (Edizioni Rns) in cui si parla della mente che gioca un ruolo fondamentale (diventando decisiva nel determinare la nostra infelicità) sulle nostre fragilità: ansia, confusione, disordine, sentimenti di giudizio e di invidia, sensi di colpa e dipendenze, peccato, problemi generazionali, predisposizioni medianiche, insoddisfazione, ribellione alla sofferenza, problemi di relazione.

L’autore, con un linguaggio coinvolgente e accessibile, coniuga princìpi di psicologia applicativa a un ampio ventaglio di citazioni bibliche, con l’obiettivo di aiutare il lettore a rileggere i propri atteggiamenti mentali, emotivi e comportamentali alla luce della parola di Dio.

Il libro presenta uno stile schematico prestandosi ad essere uno strumento utile per l’organizzazione di seminari e di momenti formativi.

Eventi culturali in città

Alla San Pasquale, Europa e Mediterraneo con gli occhi dei giovani attivisti

21 Mag 2024

di Angelo Diofano

Venerdì 24 maggio alle ore 18 a Taranto, la parrocchia San Pasquale Baylon dei frati francescani minori terrà nella sala della biblioteca Sant’Egidio (via Pitagora, 32 ) un incontro dal titolo “Europa e Mediterraneo con gli occhi dei giovani attivisti”. Ne sarà protagonista Giorgio Brizio, curatore del libro “Per molti anni da domani” (Editore Bollati Boringhieri), in cui ventisette giovani attivisti, uno per ciascun paese dell’Unione europea, scrivono su clima, pace e diritti con interventi che partono da una storia locale e si sviluppano a dimensione europea.

Giorgio Brizio, 22 anni, è attivista e collaboratore di varie testate nazionali; ha vissuto a Berlino, Istanbul e Torino, dove si è laureato in Scienze internazionali dello sviluppo e della cooperazione. Da cinque anni si occupa di crisi climatica e migrazioni portando avanti battaglie politiche e opere di sensibilizzazione. I suoi articoli e commenti sono apparsi su «La Stampa», «Domani», «TPI» e «Repubblica». È autore di “Non siamo tutti sulla stessa barca. Le sfide del nostro tempo agli occhi di un ragazzo”.

Giorgio Brizio è tra i fondatori del «Kontiki» di Torino, omaggio al nome della zattera su cui Thor Heyerdahl si imbarcò assieme ad altri cinque sognatori con l’obiettivo di attraversare l’Oceano Pacifico e dimostrare, con la pratica e contro il parere di molti, che l’impossibile può diventare possibile. “Kontiki” è uno spazio accessibile, inclusivo, una casa per tante ragazze e ragazzi e gruppi di attivismo ambientale che, finora, si erano sentiti apolidi, che ospita incontri, spettacoli, presentazioni, aperitivi, pomeriggi di aula studio, laboratori con le scuole.

Associazionismo cattolico

Anche l’Acr diocesana si prepara alla festa degli Incontri

21 Mag 2024

di Maria Rosaria Petrosillo
Domenica 19 maggio si è svolto al seminario minore di Paolo VI, l’incontro con i responsabili di fascia Acr in preparazione alla Festa degli incontri che si terrà al santuario della Madonna delle Grazie a San Marzano di San Giuseppe, sabato 1 giugno.
Questo il programma della festa:
16.00 arrivi e accoglienza 
16.30 momento di preghiera 
Al termine un’ esperta del luogo ci racconterà la storia del santuario e non solo.
17.00 merenda condivisa
17.30 giochi e laboratori
18.30 the end 
Oltre ai giochi inerenti l’iniziativa annuale di quest’anno associativo, sulla cura del creato, i bambini e i ragazzi avranno la possibilità di partecipare a due laboratori. 
Uno sarà seguito da “Natà laboratorio di uso creativo” che organizza laboratori di riuso basato sui valori sostenibili per insegnare a bambini e giovani come creare accessori da vecchi indumenti o altri materiali, rendendoli sensibili al tema della salvaguardia del pianeta.
L’altro laboratorio invece sarà seguito dall’azienda di BioApicoltura “Ohana” nel quale i bambini faranno dei giochi inerenti il fantastico mondo delle api, importanti per l’ ecosistema.
Si è inoltre incontrata una piccola rappresentanza dell’equipe diocesana dei ragazzi i quali hanno dato il loro contributo riflettendo su alcuni punti dell’agenda dei ragazzi e sul documento dato alla XVIII assemblea elettiva di Azione Cattolica prodotto sempre da loro.
Altro importante argomento è stato illustrare il sussidio relativo al Tempo estate eccezionale “Hai la mia parola Geremia, profeta di speranza”, proposta per l’estate 2024: sette giorni di attività, giochi, drammatizzazioni e preghiere, che porta a compimento il cammino annuale proposto dall’ Azione Cattolica ai bambini e ai ragazzi dai 3 ai 14 anni.
“La proposta estiva permette anche ai piccoli di immergersi in una Parola che invita a far ardere nel cuore il fuoco dell’ amore perché la condivisione dei propri talenti arricchisca il gruppo e la comunità”
Il sussidio si presta facilmente all’organizzazione anche di un Grest.
E allora ci vediamo alla Festa degli incontri!

Eventi religiosi cittadini

Al Sacro Cuore il reliquiario della Madonna delle lacrime di Siracusa

21 Mag 2024

di Angelo Diofano

Torna a Taranto il reliquiario della Madonna delle lacrime di Siracusa, che sarà esposto da venerdì 24 a domenica 26 maggio nella chiesa del Sacro Cuore in via Dante. Nella parrocchia fervono i preparativi per l’avvenimento che, come accaduto in quaresima nella chiesa di San Domenico, richiamerà folla di devoti. “Già mi sono pervenute prenotazioni di visite da tutta la provincia – riferisce il parroco don Francesco Venuto – e mi auguro che da questa visita possa scaturire una vera esperienza di fede, tale da incidere nella vita personale e comunitaria e possa preparare i cuori alla festa parrocchiale del Sacro Cuore”.

Il reliquiario è composto da tre livelli sovrapposti. Nel primo sono custoditi parte di un panno ricamato e utilizzato per coprire e custodire il quadretto, spesso interamente bagnato dalle lacrime; la metà di un fazzoletto anch’esso impregnato dalle lacrime; una provetta in cui fu riposto il liquido dagli occhi del quadretto, prelevato dalla commissione scientifica esaminatrice, con alcuni batuffoli di cotone. Nel secondo livello, quattro pannelli ricordano l’evento della lacrimazione. Nel terzo, un’urna di vetro contiene la fialetta con le ultime lacrime sgorgate e prelevate dalla commissione scientifica il primo settembre 1953.
L’arrivo è previsto venerdì 24 alle ore 16.30 in piazza Messapia, con il raduno di tutte le realtà della parrocchia e del popolo di Dio. Dopo il benvenuto di don Francesco e un momento i preghiera, muoverà la processione verso la parrocchia. In chiesa seguirà un documentario sulla storia della miracolosa lacrimazione, introdotto dalle spiegazioni di don Carlo Fattuzzo e del suo collaboratore Massimino Guida, provenienti dal santuario di Siracusa. L’evento prodigioso della lacrimazione avvenne nel 1953 nella città siciliana e riguardò un quadretto di gesso del Cuore Immacolato di Maria, posto al capezzale del letto matrimoniale di una coppia di sposi.
Quindi, alle ore 18 ci sarà la recita del santo rosario, alle ore 18.30 la solenne celebrazione eucaristica e alle ore 21 la veglia marina.
Sabato 25,i mattinata, il reliquiario sarà portato in visita nelle case degli ammalati; nel pomeriggio, alle ore 17 don Carlo Fattuzzo terrà una catechesi per famiglie e operatori pastorali, cui seguiranno alle ore 18 il santo rosario e alle ore 18.30 la santa messa.
Domenica 26 santa messa alle ore 8.30; alle ore 10.30 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo emerito mons. Filippo Santoro, nel giorno del suo onomastico. Al termine il reliquiario e il simulacro della Beata Vergine saranno portati in processione per le vie del quartiere, con l’accompagnamento della banda musicale di Crispiano. In serata, dopo la santa messa delle ore 18.30,la comunità parrocchiale saluterà la partenza del reliquiario.

Eventi culturali in città

Alla Lumsa, convegno sulla Casa delle tecnologie emergenti e l’Empowerment della comunità

20 Mag 2024

Organizzato dalla Lumsa – Dipartimento Gepli, nella sede della medesima università sabato 18 maggio si è svolto il seminario sul tema “La casa delle tecnologie emergenti e l’Empowerment della comunità”, inserito nell’ambito del progetto “Calliope – Casa delle innovazioni per il One Health – Cte Taranto”. La Casa delle tecnologie emergenti (Cte) è un centro di ricerca e sperimentazione che sostiene la creazione di startup e il trasferimento tecnologico verso le piccole e medie imprese in relazione all’utilizzo di blockchain, dell’internet delle cose e dell’intelligenza artificiale. Il One Health (come lo ha definito l’Organizzazione mondiale della sanità) è invece un approccio per disegnare politiche, normative e ricerche finalizzate alla prevenzione e alla protezione di un ecosistema globale della salute.

Ha porto il saluto dell’amministrazione comunale, l’assessore all’ambiente Stefania Fornaro che ha parlato del progetto come di «un fiore all’occhiello per la città perché produrrà una mole di informazioni a disposizione di tutti gli attori coinvolti e che avrà anche importanti ricadute economiche». In apertura sono intervenuti anche don Giuseppe Carrieri, presidente dell’Edas, e Francesco Riondino, presidente del Centro servizi per il volontariato.


Il prof. Rodolfo Sardone, direttore scientifico di Calliope, ha poi illustrato il progetto: «La Casa delle tecnologie emergenti è un finanziamento proposto dal ministero delle imprese e del Made in Italy per avanzare la diffusione delle tecnologie emergenti, che sono appunto il 5G, quindi, i sistemi di comunicazione a banda larga che permettono il collegamento ad altri sistemi molto piccoli ed indipendenti tra loro, il cosiddetto internet delle cose, e l’intelligenza artificiale. Il Comune di Taranto, grazie al progetto Calliope, si è aggiudicato un finanziamento di oltre 13 milioni di euro per la creazione della Casa delle tecnologie sul One Health che è appunto Calliope». La prof.ssa Marinella Sibilla ha aggiunto che «L’innovazione tecnologica rappresenta uno strumento fondamentale proprio per cercare di cambiare l’esistente e rinnovare i servizi perché non si tratta solo dell’introduzione di nuovi strumenti, ma di una ridefinizione dell’asset organizzativo dell’intero servizio. Quando parliamo di innovazione dobbiamo parlare di innovazione sostenibile. Facendo, per esempio, riferimento all’innovazione tecnologica chiediamoci: quali ricadute si hanno dal punto di vista etico o sulla privacy?». La prof.ssa Ilaria Bortone ha evidenziato che «Queste realtà, che nel sud Italia sono in maggioranza rispetto al centro-nord, possono diventare un valore aggiunto in termini di innovazione con un impatto positivo sulla comunità collegandosi ad un discorso di imprenditorialità sociale». Il prof. Giuseppe Campanile si è soffermato sull’impatto sulla governance dello sviluppo locale e sul terzo settore: «Speriamo che la Casa per le tecnologie emergenti possa essere un modello non soltanto di innovazione tecnologica, ma anche di governance per lo sviluppo locale di Taranto, che si riesca a mettere insieme associazioni, imprese e enti pubblici per un nuovo di modello di sviluppo che parta dalle tecnologie e riesca ad arrivare al sociale».
Al prof. don Antonio Panico, direttore della sede di Taranto della Lumsa, sono state affidate le conclusioni.

Diocesi

Tanti popoli, tante lingue un solo cuore: le parole commosse dell’arcivescovo per la Festa dei popoli

foto G. Leva
20 Mag 2024

di Angelo Diofano

Massiccia partecipazione delle rappresentanze etniche del territorio ma anche dei tarantini alla Festa dei popoli, svoltasi domenica pomeriggio in Concattedrale, a conclusione delle attività di Migrantes e degli incontri quotidiani attraverso lo Sportello immigrazione itinerante. “Tanti popoli, tante lingue un solo cuore”: queste parole pronunciate dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero nell’omelia (poi tradotta brevemente in albanese e in cingalese) ben sintetizzano lo spirito della festa. 

Momenti significativi della santa messa sono stati l’offertorio, accompagnato da danze africane, e il “Padre nostro” recitato all’unisono nelle varie lingue. Canti latino-americani, inoltre, sono stati intonati per l’“Agnello di Dio” e per lo scambio della pace mentre quello della Comunione è stato in lingua dello Sri Lanka. Il coro del Rinnovamento nella Spirito ha accompagnato gli altri momenti della celebrazione eucaristica, cui hanno presenziato l’assessore comunale all’urbanistica Edmondo Ruggiero, la delegazione della Proloco e del Comune di San Marzano con l’assessore Lorenzo Lonoce e, per il Centro Servizi Volontariato, la dott.ssa Carmen Motolese.

foto G. Leva

Prima della benedizione finale, il direttore diocesano di Migrantes, Marisa Metrangolo ha espresso i ringraziamenti a quanti hanno collaborato alla migliore riuscita della festa, “organizzata da mesi con tanto lavoro, impegno e gioia al fine di condividere le culture di noi abitanti dell’unica casa che è il mondo, dove (come dice papa Francesco) nessuno deve sentirsi straniero”. “Un ‘grazie’ . ha continuato – va alle rappresentanze delle comunità di Ucraina, Sri Lanka, Romania, Albania, Polonia, Moldavia, Nigeria, Congo  e a tutti le altre dei Paesi latino-americani, dell’Africa, dell’Europa dell’Est, dell’Asia e delle altre nazionalità per  l’aiuto concreto e la  collaborazione  per la realizzazione di questa festa. Ringrazio inoltre i sacerdoti padre Ramil e padre Fernando (per lo Sri Lanka), don Nik (per l’Albania), padre Mathew  e il diacono Jan Marie (per il Congo), don Massimo Caramia, don Ezio Succa, padre Gianni Zampini, don Mimino Damasi, i missionari saveriani e della Consolata, la Caritas diocesana, gli operatori dell’Ufficio diocesano Migrantes e quelli parrocchiali, i volontari, la Stella Maris-Apostolato del mare, le scuole,  le parrocchie Madonna delle Grazie e Sant’Egidio e soprattutto quella della Concattedrale, con il parroco mons. Ciro Marcello Alabrese che ci ospita sempre gentilmente, nonostante  qualche disagio  da noi procurato”.

“Ma per tutto questo – ha concluso – ringraziamo Nostro  Signore Gesù e lo Spirito Santo che grazie ai sacramenti e non solo, si effonde su tutti noi”.

foto F. Paolo Occhinegro

Al termine della santa messa la festa è continuata all’esterno con la sfilata delle nazioni, il grande girotondo della pace e momenti di scambio interculturale, con la partecipazione delle scuole e l’applaudita esibizione degli sbandieratori di Oria.

Eventi in diocesi

L’esperienza oggi della cura compassionevole

foto Francesco Leva
20 Mag 2024

di Angelo Diofano

“L’esperienza oggi della cura compassionevole” è il titolo dell’incontro che si terrà stasera, lunedì 20 maggio, alle ore 20 nell’aula magna “Giovanni Paolo II” della parrocchia Santa Rita, in occasione dei solenni festeggiamenti in onore della titolare. Partecipano il dott. Mariano Bruni, medico esperto in cure palliative e terapie del dolore, e il dott. Antonio Rinaldi, medico oncologo; la presentazione è affidata alla dott. Francesca Cardiota, presidente del Centro culturale di Taranto. Durante la serata sarà proiettata una testimonianza video del servo di Dio, Enzo Piccinini (Scandiano, Reggio Emilia 5 giugno 1951 – Fidenza, Parma 26 maggio 1999), medico, la cui passione per un continuo miglioramento professionale ha sempre avuto come obiettivo la cura della persona malata considerando, insieme alla malattia, ogni aspetto del bisogno umano; di questo fanno fede le tante testimonianze dei suoi pazienti.

L’iniziativa ha il patrocinio dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Taranto e dell’Associazione medici cattolici italiani-sezione di Taranto.

Salute

Ex Ilva, don Antonio Panico: “Ci sono delle ferite, ma non ci si arrende”

foto Marco Calvarese-Sir
20 Mag 2024

di Andrea Regimenti

Continua il calvario dell’Ex Ilva di Taranto. È di pochi giorni fa la notizia di un guasto al nastro trasportatore dell’Altoforno 4, l’unico rimasto in funzione. Una criticità, l’ennesima, che continua a minare la serenità dei lavoratori così come le incertezze sulla salute dei cittadini. Dopo oltre dieci anni e a pochi mesi dal commissariamento e dalla messa in amministrazione straordinaria per Acciaierie d’Italia da parte del Governo, abbiamo fatto un punto su come la città e i lavoratori dell’indotto vivono questo periodo con l’aiuto di don Antonio Panico, professore universitario, vicario episcopale della diocesi di Taranto per la Pastorale sociale, il lavoro, la giustizia e la custodia del creato e profondo conoscitore della vicenda e delle implicazioni e ripercussioni che l’acciaieria ha sul territorio tarantino.

A che punto siamo?
Ci sono ancora tantissimi problemi, specialmente se si pensa che dei milioni destinati alle bonifiche, andranno per la messa in moto di alcuni impianti. Recentemente è stato nominato un nuovo commissario governativo che deve essere messo in condizioni di poter lavorare sulle tante difficoltà che registriamo da anni. Altra cosa importante è la fabbrica che versa in condizioni di grandissima difficoltà. Pochi giorni fa c’è stato un incendio di uno dei nastri trasportatori, dovuto – stando a quanto dicono gli operai – a una scarsa manutenzione dell’impianto. Lo stato di fatiscenza dell’impianto è molto evidente, e quindi si dovrebbe cominciare a pensare di realizzare qualcosa di diverso, di meno impattante e legato a quel concetto di decarbonizzazione del quale si parla da anni. Gli impianti sono messi molto male e questo è preoccupante. Le gestioni precedenti non hanno fatto molto, anzi molto poco. Su molti aspetti è calato il silenzio. Tuttavia immagino e spero che si stia facendo il più possibile per i lavoratori, ma si deve fare di più. Si deve andare verso un modello produttivo diverso.

I lavoratori come vivono questo tempo incerto?
Ormai siamo a dodici anni a luglio dal primo sequestro degli impianti da parte del giudice Patrizia Todisco. Si continua a lavorare in condizioni sempre più critiche. Recentemente abbiamo celebrato una messa con i lavoratori nella parrocchia più vicina allo stabilimento. È stato un momento di grande confronto e simpaticamente i lavori hanno richiesto un intervento divino. La gente non si sta rassegnando. I segni di qualcosa di positivo si vedono. Ci sono delle ferite, ma non ci si arrende. C’è voglia di andare avanti.

Ferite che coinvolgono anche molte famiglie che vivono in uno stato di dolore per delle malattie che derivano dalle emissioni dell’impianto.
L’ordine dei medici ha recentemente chiesto alla Regione di non ridurre le spese sanitarie nella provincia perché la gente ancora si ammala e ancora sta male. E spesso le patologie sono croniche e di carattere oncologico, quindi richiedono un’attenzione particolare. In tutta questa vicenda non dobbiamo mai dimenticare le persone che stanno male e soffrono. Dobbiamo essere vicini a queste persone. Come dice Francesco nell’enciclica Laudato si’, “esistono forme di inquinamento che colpiscono quotidianamente le persone. L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature. Ci si ammala, per esempio, a causa di inalazioni di elevate quantità di fumo prodotto dai combustibili utilizzati per cucinare o per riscaldarsi. A questo si aggiunge l’inquinamento che colpisce tutti, causato dal trasporto, dai fumi dell’industria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono all’acidificazione del suolo e dell’acqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generale. La tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi, di fatto non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, e per questo a volte risolve un problema creandone altri”.

In ultimo, cosa auspica per il futuro dell’impianto e della città?
Auspico che ci sia davvero un ripensamento sull’opportunità di avere un modello produttivo diverso, come succede in altre parti. Dal punto di vista scientifico ci sono cose già realizzate che funzionano. Perché a Taranto, invece, si continua a tenere in vita una cosa che non funziona e che è poco sostenibile economicamente e ambientalmente?

Tracce

Se spaventano i giovani allora …

(Foto Siciliani - Gennari tratta dal sito internet https://www.agensir.it/)
20 Mag 2024

di Emanuele Carrieri

Aridaje si dice in romanesco. Nei giorni passati è andato in scena il solito scontro fra sordi: un gruppetto di giovanissimi ha contestato la ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella. Nonostante gli inviti a partecipare al dibattito, le attiviste hanno urlato slogan dal fondo della sala. La ministra, pertanto, ha preferito andarsene accusandole di censura. Ma, l’interpretazione data da Roccella sul fatto non è convincente. La contestazione di una ministra non può essere etichettata come un atto di censura, in quanto quest’ultima è sempre esercitata da chi, in posizione di potere, non consente di esprimere opinioni diverse dalle sue. Così l’Enciclopedia Treccani interpreta la censura: “controllo, biasimo e repressione di determinati contenuti, idee o espressioni da parte di un’istanza dotata di autorità”. È il potere che censura. È il potere che ha a disposizione la forza pubblica, e la usa a tutela dell’ordine che rappresenta. Il dissenso, al contrario, appartiene ai cittadini, e in democrazia la possibilità di esprimerlo è un diritto di libertà. Chi oggi rappresenta il potere a quanto pare non la pensa così. Stessa cosa va detta a proposito dell’informazione, visti i toni molto critici usati per raccontare le proteste di studenti e giovani ambientalisti, somiglianti, in modo inquietante, ai toni usati dalle forze politiche. Barbari, criminali, distruttori, teppisti, vandali, sono soltanto alcuni dei modi con cui i giovani che lottano per ragioni ambientali sono stati chiamati da giornali e politici. Nel gennaio 2023, in occasione di una manifestazione davanti al senato, il Tg1 addirittura non fece vedere il servizio sulla protesta per asserire che fosse inaccettabile. Per far comprendere a che livello è arrivata la discussione pubblica sul dissenso in Italia, a qualcuno sarà tornato in mente il dibattito – in un contesto molto diverso – sulla opportunità o no di pubblicare i comunicati delle Brigate Rosse negli anni di piombo. Adesso, per liquidare ogni questione su cose molto più modeste non si discute nemmeno: basta la parola d’ordine di un giornale o di un tiggì, con buona pace del diritto all’informazione. Le giustificazioni di questo progressivo irrigidimento sono molte. La principale sembra essere la mancanza di pensiero politico della classe dirigente – di destra e di sinistra – che ha governato questo paese negli ultimi trent’anni, e che ha ridotto il combattimento ideale a scontro personale. Oggi ne è un esempio la campagna elettorale sui social della presidente del consiglio Giorgia Meloni, creata con toni che vorrebbero essere quelli dello sberleffo e che, invece di segnalare agli elettori i propri avversari, rivelano una totale inconsapevolezza della differenza fra ciò che è politica e ciò che non lo è. D’altra parte, è inevitabile che quando ogni questione è trattata come un fatto personale, quello che dovrebbe essere un autentico confronto politico fra avversari diventa uno scontro fra nemici. E se viene a mancare un orizzonte politico, diventa impossibile anche affrontare il conflitto in termini politici. Ogni critica, specialmente se rivolta verso il potere, diventa così inammissibile di per sé, anche al di là del contenuto. E questo anticipa un potere sempre più intrinsecamente autoritario, alla cui affermazione in molti –il centrosinistra prima, la destra ora – hanno dato un contributo. Più che le proteste di ragazze e ragazzi, quindi, a preoccupare dovrebbe essere un potere che palesa questo volto, e che tradisce la propria difficoltà nel riconoscere il dissenso come necessario in democrazia, manifestandosi addirittura sconcertato dall’esistenza stessa di un dissenso. Questo peraltro gli impedisce di comprendere e gestire il conflitto sociale che il dissenso genera, se non ricorrendo a metodi che sono risposte ai problemi di ordine pubblico e alla loro repressione. Come se non bastasse, a tutto ciò si somma una visione tribale della politica, fondata sulla fedeltà al capo e sull’aggressione verbale nei confronti del proprio prossimo, chiunque esso sia, a condizione che appartenga a un’altra fazione. E con ciò, dovrebbe inquietare anche un sistema dell’informazione che, alle volte con zelo, altre volte con inconsapevolezza, almeno in parte di questa cultura si è fatto interprete. In ogni modo, tutto ciò dovrebbe preoccupare molto di più dei gruppi di ragazzi e ragazze che protestano – a volte con metodi discutibili, ma fino a ora quasi sempre con relativa compostezza, considerato ciò che si è visto in Italia negli anni passati e che tuttora si vede in Francia – e che per il solo fatto di protestare sono rappresentati come barbari oppure teppisti o vandali, cosa che però consente di continuare a ignorare il contenuto delle loro proteste. Un trattamento molto più cortese lo ricevette da almeno una parte della stampa il movimento delle Sardine, se non altro fino al suo dissolvimento. Va chiarito però che quel movimento faticava a mettere in discussione la situazione di quel momento storico, risultando tutto sommato simile al mondo al quale si rivolgeva, e con il quale non sembrava voler cominciare un conflitto. In definitiva, non aveva un’anima politica. I ragazzi e le ragazze che si stanno battendo per il Pianeta, e contro quanto sta succedendo a Gaza, sono invece fra i pochi soggetti sociali rimasti a proporre un pensiero politico, immaginandosi dentro un quadro culturale diverso da quello presidiato dal potere. È proprio questo loro essere politici che preoccupa chi ha il potere. Allora è davvero una buona notizia.

Sport

Sulle ali dell’entusiasmo, l’ottima annata del Taranto

L'ultimo match allo Iacovone - foto G. Leva
20 Mag 2024

di Paolo Arrivo

Una grande stagione. Che non ha avuto nei playoff il momento migliore di una squadra non partita coi favori del pronostico all’inizio del torneo disputato: è il Taranto di mister Capuano. La sua avventura è terminata allo stadio “Romeo Menti” di Vicenza dove non si è materializzato il miracolo. I rossoblu, infatti, non sono riusciti ad andare oltre il pareggio a porte inviolate – erano condannati a vincere con due goal di scarto.

L’orgoglio misto al rammarico

Se il Taranto è riuscito a raggiungere i playoff, la fase nazionale, dopo aver concluso al secondo posto la stagione regolare (questo è il risultato raggiunto, se si guarda alla classifica del calcio giocato), il merito è dei calciatori e del suo allenatore vulcanico. Un uomo che vive di pallone a trecentosessanta gradi e che si è guadagnato i riflettori dei media nazionali. I risultati, le vittorie conquistate durante la regular season, hanno generato un entusiasmo crescente, culminato nelle ultime due partite giocate in casa. Che hanno visto lo spettacolo di uno Iacovone sold out.

Il mancato passaggio del turno fa male, inutile negarlo. Perché la squadra non ha espresso tutto il proprio potenziale nell’appendice di campionato. Non ci è riuscita soprattutto per il calo dei suoi attaccanti. Le uniche occasioni contro il Vicenza sono capitate nel primo tempo a Michael De Marchi, e a Simone Simeri, che all’inizio del secondo tempo stava per fare un eurogoal in rovesciata. I numeri parlano chiaro: zero goal fatti nelle ultime quattro gare. La stanchezza è figlia del lungo cammino avviato a settembre e degli ultimi incontri ravvicinati. Partite che si sarebbero potute evitare, se i quattro punti di penalizzazione non avessero inficiato la classifica finale.

L’anticalcio e la crescita di Taranto

Due gare a porte chiuse e 15mila euro di multa: è la punizione inflitta dal giudice sportivo per le intemperanze che sono state anche riprese in diretta dalle telecamere della Rai. Protagonisti quei tifosi che hanno fatto a gara nel lancio di fumogeni e petardi causando la sospensione del gioco per otto minuti. E pure il ferimento di due steward, oltre ai danni allo stadio. Per riportare la situazione alla normalità è dovuto intervenire Eziolino Capuano. Va sottolineato che lo scempio perpetrato da una minoranza non rappresenta la tifoseria e la comunità. Tuttavia, può essere letto come un segnale di spia rispetto ai tempi e alla complessità richiesti dal processo di riconversione culturale. Un presupposto indispensabile, la civilizzazione, la crescita globale, non solo per la realizzazione ma anche per la riuscita dei grandi eventi attesi nella prossima sede dei Giochi del Mediterraneo.

L’immagine più bella da incorniciare è quella offerta dalla Curva prima che prendesse il via la partita tra Taranto e Latina, all’alba di un sogno svanito sabato. Allora il materiale pirotecnico è servito per creare uno spettacolo magico da mettere negli annali. Il futuro è tutto da decifrare. L’auspicio è che si possa ripartire proprio dall’entusiasmo, molla che ha riportato tante persone allo stadio da rammodernare.