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Mese: Maggio 2025

Gaza sotto assedio

Oxfam: “A Gaza carestia tra le peggiori al mondo. Serve cessate il fuoco immediato”

ph World food programme
15 Mag 2025

di Patrizia Caiffa

“La carestia a Gaza è imminente e sarà una delle peggiori al mondo, se la guerra continuerà e non verrà consentito l’ingresso di cibo, acqua e medicine”: è l’allarme lanciato da Oxfam Italia, a commento del nuovo rapporto IPC  sulla sicurezza alimentare, che evidenzia una crisi estrema nella Striscia.
“
L’assedio totale imposto da Israele da oltre due mesi – denuncia Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam – impedisce l’arrivo di aiuti umanitari: migliaia di camion restano fermi ai valichi, mentre oltre 2 milioni di persone, in gran parte bambini, sono allo stremo”.
Secondo l’organizzazione, la popolazione palestinese è ormai priva di ogni mezzo di sussistenza. “I nostri operatori e partner a Gaza – prosegue Pezzati – assistono a scene indicibili: famiglie che deperiscono e muoiono di fame, bambini troppo deboli persino per piangere. In un campo profughi, appena 2 famiglie su 500 hanno ancora un po’ di farina per il pane”.
Oxfam condanna inoltre il piano israeliano di militarizzare la distribuzione degli aiuti, definendolo “una palese violazione del diritto umanitario internazionale”. “Trasformare la fornitura di beni essenziali in strumento di controllo – avverte Pezzati – compromette la neutralità umanitaria, aumenta i rischi per i civili e rischia di far precipitare Gaza nel caos”. L’organizzazione chiede alla comunità internazionale, Italia compresa, un’azione urgente: “Serve un cessate il fuoco immediato e permanente, il rilascio di ostaggi e detenuti illegali, la fine dell’assedio e l’accesso umanitario pieno. Restare in silenzio significa essere complici. La fame usata come arma di guerra non può essere tollerata”.

#gaza #gazasottoassedio #paolopezzati #rapportoIpc oxfam

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Leone XIV

Leone XIV agli agostiniani: “Fate conoscere il magnifico patrimonio spirituale di Sant’Agostino”

Il pontefice è tornato tra i suoi confratelli per la prima volta dopo l’elezione dell’8 maggio, ha celebrato messa e ha pranzato con loro

ph agostiniani
15 Mag 2025

“La pace sia con voi”. Con queste parole, le stesse pronunciate durante la benedizione Urbi et Orbi nel giorno della sua elezione, Leone XIV ha iniziato l’omelia nella comunità degli agostiniani della Curia generalizia, in occasione della memoria della Beata Vergine Maria, Madre del soccorso.
Il pontefice, tornato tra i suoi confratelli per la prima volta dopo l’elezione dell’8 maggio, ha celebrato ieri la messa insieme ai fratelli agostiniani, sottolineando il ruolo missionario della Chiesa e la necessità di camminare insieme in modo sinodale. Ha evidenziato l’importanza di una spiritualità di comunione, un tratto distintivo dell’eredità di Agostino, che spinge a procedere uniti per trasmettere il messaggio evangelico al mondo.

foto Agostiniani
foto Agostiniani

Accolto con “gioia e commozione” dai confratelli, Leone XIV ha varcato la soglia della Curia poco prima di mezzogiorno, tornando nella casa dove aveva vissuto dal 2001 al 2013 come priore generale dell’Ordine. In questi anni, il card. Robert Prevost – come era conosciuto dai confratelli – aveva condiviso con loro l’Eucaristia, la preghiera mattutina e i momenti di fraternità, proseguendo questa consuetudine anche durante il periodo in cui era stato chiamato da Papa Francesco a presiedere il Dicastero per i vescovi.

foto Agostiniani

Durante il pranzo nel refettorio, il pontefice ha rivolto un pensiero speciale ai presenti: “Fate conoscere il magnifico patrimonio spirituale di Sant’Agostino”. Ha poi ricordato un episodio con papa Ratzinger, raccontando come gli siano rimaste impresse alcune parole che Benedetto XVI gli rivolse durante un incontro nei Giardini vaticani, quando era ancora priore generale, in occasione della benedizione di un mosaico dedicato alla Vergine Maria, Madre del Buon Consiglio. In questa circostanza Benedetto XVI incoraggiava con passione gli agostiniani a studiare, approfondire e diffondere il pensiero di Sant’Agostino.

 

#agostiniani #leoneXIV #santagostino

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Cinema

Robert De Niro e l’allucinazione americana

Il festival di Cannes conferisce al grande attore la Palma d’Onore. Celebrando l’icona vivente di un’America spezzata tra solitudine, violenza e desiderio di redenzione

ph Ansa-Sir
15 Mag 2025

di Gianluca Arnone

Nell’anno che precede i cinquant’anni della Palma d’Oro a Taxi Driver e il Festival di Cannes conferisce a Robert De Niro la Palma d’onore, il gesto di omaggiare l’attore non è soltanto un tributo artistico: è un riconoscimento politico, filosofico, quasi liturgico. È come se il cinema mondiale volesse rendere testimonianza non solo a una carriera, ma a una figura che ha incarnato, come nessun altro, l’allucinazione e il trauma dell’America contemporanea.

Robert De Niro non è un interprete che “recita” l’America: egli è l’America nella sua forma febbrile, paranoica, divisa. Il suo volto — capace di mutare da maschera inespressiva a cratere emotivo — è lo specchio infedele di un paese che, da Nixon in poi, ha visto la propria immagine sfaldarsi. In Taxi Driver, diretto da Martin Scorsese e scritto da Paul Schrader nel 1976, De Niro crea Travis Bickle: un reduce che non ha più guerra da combattere se non quella dentro di sé. Ma Travis è anche il prodotto di una nazione che ha abbandonato la sua innocenza mitica, precipitando nell’incubo urbano, nella pornografia della violenza, nell’ossessione purificatrice.

Non è un caso che Travis parli come un profeta armato e confuso: “Someday a real rain will come and wash all the scum off the streets.” Una pioggia apocalittica, un lavacro terminale, un’estasi armata. È la politica come delirio, la democrazia che genera il suo doppio mostruoso. In Travis, De Niro scolpisce il corpo dolente dell’America post-Vietnam, post-Watergate, post-speranza: un corpo che sanguina dal suo interno, incapace di distinguere il nemico dall’alleato, l’amore dalla possessione.

Ma il segno di De Niro va oltre Taxi Driver. In film come The Deer Hunter (1978) o Raging Bull (1980), egli dà forma ad altre varianti del trauma: il veterano devastato, il pugile autodistruttivo, figure che sembrano incapaci di sostenere il peso dell’esistenza se non tramite l’automutilazione o la vendetta. In questi corpi sfiniti, la nazione intera si rifrange come attraverso uno specchio infranto. De Niro non interpreta personaggi, li incarna come stigmate, come ferite aperte.

C’è in lui una pulsione sacrale e mortifera, come se il suo metodo — il celebre “Metodo” stanislavskiano, portato all’estremo — fosse in realtà una pratica sciamanica: farsi tramite del dolore collettivo, caricarsi dell’inconscio nazionale, attraversare il delirio per esorcizzarlo. Ogni sua metamorfosi fisica — l’ingrasso titanico per Raging Bull, la torsione psicotica di Cape Fear — è una deposizione: il corpo privato, offerto in sacrificio all’immaginario collettivo.

Cinquant’anni dopo Travis Bickle, il volto di De Niro ci guarda ancora, ed è sempre meno umano, sempre più simbolico: una maschera, appunto. Una maschera che ride geme, urla, tace; che si sporca, si consuma, si frantuma. De Niro ha interpretato gangster, padri, comici falliti, rivoluzionari: ma sotto ogni travestimento, persiste quella stessa tensione primordiale, quel nodo irrisolto tra la solitudine e il bisogno di redenzione, tra l’autoaffermazione e il collasso.

In questo senso, il premio che Cannes gli tributa è anche una dichiarazione: il cinema, arte della memoria vivente, riconosce in De Niro una delle sue maschere supreme. Non quella della bellezza, non quella dell’eroismo, ma quella dell’allucinazione. E riconosce, in controluce, che l’America stessa — l’America di oggi, quella che ancora brandisce i suoi miti e i suoi fantasmi — non ha mai smesso di essere Travis Bickle: sola, armata, in cerca disperata di senso, davanti allo specchio del proprio abisso.

“You talkin’ to me?” — ci chiede ancora Travis/De Niro, mezzo secolo dopo.
Sì, gli rispondiamo: stiamo ancora parlando con te. Perché sei tu che, come una maschera tragica, continui a custodire il volto sepolto della nostra follia.

 

* Cinematografo

#palmad'onore #RobertDeNiro

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Eventi a Taranto e provincia

L’intelligenza artificiale generativa e il futuro del lavoro umano

A Taranto, una Masterclass con Massimo Chiriatti per esplorare le sfide e le opportunità della nuova era digitale

15 Mag 2025

Venerdì 16 maggio, dalle ore 9 alle 12, nella biblioteca civica Pietro Acclavio di Taranto, si terrà un evento di alto profilo che mette al centro il cambiamento tecnologico in atto e le sue conseguenze per il mondo del lavoro: si tratta della Masterclass di Giardini digitali, il  progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica digitale – impresa sociale,  dal titolo ‘L’intelligenza artificiale generativa e il futuro del lavoro umano: tra responsabilità e opportunità’, condotta da Massimo Chiriatti, Chief Technology & Innovation Officer di Lenovo Italia, docente universitario e autore di riferimento nel panorama italiano dell’innovazione.

Giardini Digitali è il progetto a cura di Ciofs/fp-Puglia ets e delle associazioni: SurfHERS aps, Visonari ets/aps e Stella Marina aps, nel quale si coltivano talenti e si raccolgono frutti con l’obiettivo di diffondere la cultura digitale e formare nuove competenze in territori ad alto potenziale umano.

L’intelligenza artificiale generativa: una rivoluzione già in corso. L’Ai generativa – quella in grado di creare testi, immagini, video, codice e altri contenuti – non è più solo una frontiera tecnologica, ma una realtà che sta trasformando profondamente la nostra quotidianità e, soprattutto, il lavoro. Automazione, creatività aumentata, nuovi ruoli professionali e rischi etici sono solo alcune delle conseguenze che questa tecnologia porta con sé. Massimo Chiriatti è convinto che l’innovazione non sia solo un processo tecnologico, ma una scelta culturale. In un’epoca in cui l’Ai ridefinisce lavoro, identità e relazioni, la sua voce contribuisce a costruire un dialogo tra progresso, etica e umanità.

Durante la Masterclass, Massimo Chiriatti, quarto role model di questo importante percorso formativo,  offrirà un’analisi lucida e accessibile di questi fenomeni, guidando i partecipanti in una riflessione su cosa significhi lavorare in un’epoca di collaborazione tra umani e macchine, e su quali scelte siano necessarie per non subire il cambiamento, ma governarlo con consapevolezza. Si concentrerà sull’evoluzione del lavoro in relazione allo sviluppo dell’ia generativa, evidenziando non solo le nuove opportunità professionali, ma anche le responsabilità culturali, sociali e normative che questa trasformazione richiede. 

Massimo Chiriatti è uno dei principali esperti italiani nel campo delle tecnologie emergenti. Attualmente ricopre il ruolo di chief Technology and innovation officer nella Lenovo Italia, dove guida la strategia aziendale su temi chiave come intelligenza artificiale, blockchain e innovazione sostenibile. Ha maturato una significativa esperienza anche in Ibm, dove ha ricoperto incarichi strategici nello sviluppo di soluzioni digitali enterprise, contribuendo a importanti progetti di trasformazione tecnologica in ambito industriale. È Adjunct professor all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla Luisa, dove si occupa di formare le nuove generazioni sui temi dell’etica digitale, della governance tecnologica e del futuro del lavoro. È autore di due saggi: #Humanless – L’algoritmo egoista (Hoepli, 2019, e Incoscienza artificiale – Come fanno le macchine a prevedere per noi (Luiss University press, 2021.
È tra i firmatari del Manifesto sull’intelligenza artificiale (2022), un documento guida per uno sviluppo tecnologico equo e trasparente.

L’evento sarà avviato da suor Imma Milizia del Ciofs/fp-Puglia ets e dal progettista dott. Francesco Giuri.

Il Fondo per la Repubblica digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e associazione di fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal Pnrr e dal Pnc ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come Neet, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è valutare l’impatto dei progetti formativi sostenuti e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria.

Iscrizioni su: masterclass.giardinidigitali.it

Info:info@giardinidigitali.it,  338 5967886.

 

#ciofs #ciofspuglia #giardinidigitali #intelligenzaartificiale #suorImmaMalizia

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Diocesi

La tradizionale festa di San Michele in località Triglie, fra Statte e Crispiano

15 Mag 2025

Sabato 17 e domenica 18 avranno luogo in località Triglie (area rurale sita tra Crispiano e Statte) i tradizionali festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo. La chiesa di san Michele sorge nella solitaria e silenziosa gravina di Triglie, distante dal centro abitato, ove la pianeggiante campagna coltivata diviene un tutt’uno con l’aspro paesaggio dominato da rovi e rocce. Il luogo è così denominato probabilmente per l’antica venerazione in loco della dea pagana ‘Artemide trigliantina’, con il suo andamento disegna il confine naturale tra i comuni di Crispiano e Statte. Anch’esso è stato sede di un villaggio medievale; infatti i sentieri, costeggiati da fitta vegetazione spontanea, si inerpicano lungo i costoni e conducono alla cappella rupestre di san Cipriano (o Giuliano) del XI secolo e alle grotte, che costituivano rispettivamente il luogo di culto e le abitazioni del villaggio.

La sua conformazione naturale ha da sempre consentito lungo la valle, il raccoglimento e lo scorrimento delle acque piovane. Tale peculiarità si è rivelata essere un beneficio, tanto da essere predisposto in epoca romana un sistema di cunicoli sotterranei costituenti un vero e proprio acquedotto adibito al trasporto e all’approvvigionamento idrico della zona portuale della vicina Taranto. Acqua, grotte e fitta vegetazione: elementi naturali che non solo hanno favorito nel corso dei secoli lo stanziarsi di diverse civiltà, ma rappresentano anche una prerogativa dei santuari dedicati all’Arcangelo e che difatti hanno agevolato la nascita e l’incremento del culto nella località.
Sul pianoro che sovrasta il costone più basso della gravina insiste la settecentesca cappella dedicata al Principe delle Milizie Celesti. La stessa, isolata rispetto alla masseria di cui presumibilmente in origine era pertinenza, è stata prima di proprietà della famiglia Bitetto, poi dei Blasi (Baroni di Statte) e successivamente della Famiglia Ceneviva; quest’ultima ancora oggi custodisce il bene, aprendo le porte ogniqualvolta qualcuno desideri rivolgere una preghiera all’Arcangelo.
Purtroppo non è dato sapere se la grotta posta nelle immediate vicinanze della cappella è stata mai adibita a luogo di culto. Le ridotte dimensioni della cappella e la crescente affluenza dei devoti ha reso necessario l’adeguamento in luogo di culto del corpo di fabbrica adiacente; detta costruzione, risalente alla seconda metà del XIX secolo, è essenziale nell’arredamento e nelle linee architettoniche, ha pianta rettangolare con volta a botte e lungo i lati presenta le mangiatoie che ne comprovano l’originario uso di stalla per il ricovero degli animali.
La gravina, come già detto, definisce un confine naturale tra le due città vicine, ma allo stesso tempo simboleggia il legame tra le comunità: la terza domenica di maggio, crispianesi e stattesi si ritrovano nella contrada ‘vestita a festa’ per venerare l’antica effigie in cartapesta dell’Arcangelo.

La processione, che secondo una tradizione tramandata oralmente si tiene dal 1724, avanza immersa tra l’oro del grano e il rosso delle distese di papaveri, e termina con la benedizione dei campi: in passato l’agricoltura rappresentava l’attività lavorativa principale e pertanto gli abitanti, prevalentemente contadini, invocavano l’Arcangelo affinché preservasse il raccolto dalle intemperie.

Questo il programma dei festeggiamenti:
sabato 17: alle ore 17.30 la recita del santo rosario; alle ore 18 la celebrazione eucaristica; alle ore 20 l’esibizione delle scuole di danza locali con intrattenimento musicale.

Domenica 18: ore 8.30, diana mattutina e giro della banda per le vie di Statte e di Crispiano;  ore 10.30, celebrazione eucaristica; ore 18.30, processione in contrada e benedizione dei campi; ore 19.30, celebrazione eucaristica all’aperto; ore 21,  esibizione dell’associazione musicale ‘F. Trani-Città di Montemesola’ (che accompagnerà anche la processione e farà servizio di giro)  e spettacolo pirotecnico della ditta Itria Fireworks di Martina Franca.

La festa sarà completata dalle luminarie della ditta Memmola di Francavilla Fontana, da una mostra pittorica di Antonio Caputo dal titolo ‘San Michele protettore dei campi’ e da stand enogastronomici a cura di attività commerciali locali.

#artemide #crispiano #festeggiamenti2025 #sanmichelearcangelo #sanmicheleintriglie #statte

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Eventi a Taranto e provincia

Elezioni comunali: piazza della Democrazia. Incontro con i candidati sindaci al Tarentum

15 Mag 2025

“Il nostro essere cattolici, fermento e anima nella convivenza umana, ci impegna a vivere con grande responsabilità il momento presente. Vi invito a partecipare attivamente all’incontro con tutti i candidati-sindaci che si propongono per la nostra città”: così il vicario episcopale per il laicato mons. Paolo Oliva sollecita caldamente alla partecipazione all’iniziativa dell’ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, diretto da don Antonio Panico, dal titolo ‘Elezioni comunali: piazza della democrazia’ concernente il dialogo con i candidati alla carica di sindaco della nostra città: Annagrazia Angolano, Pietro Bitetti, Mario Cito, Mirko Di Bello, Luca Lazzaro e Francesco Tacente (in rigoroso ordine alfabetico).
Moderatori dell’incontro saranno i colleghi Paola Casella e Alessandro Greco.
“Questa iniziativa – ha spiegato don Antonio Panico – nasce nell’alveo delle proposte che sono scaturite dall’ultima Settimana sociale dei cattolici tenutasi a Trieste e che prevedeva la riflessione sulla partecipazione per la costruzione del bene comune. Qui a Taranto abbiamo già avuto l’occasione di realizzare l’ascolto contemporaneo di tutti i candidati sindaci nelle precedenti tornate elettorali, quindi vogliamo ripetere questo esperimento dagli esiti soddisfacenti per rendere un servizio alla nostra comunità. Non si tratta ovviamente di un voler prendere parte in modo diretto alla scelta ma quanto a offrire un servizio per una scelta da parte dei singoli cittadini in modo consapevole; ascoltare tutti i candidati serve infatti ad avere un panorama più chiaro della situazione. Questo è previsto anche nel concetto di partecipazione che la Dottrina sociale della Chiesa, proposto a partire dai suoi inizi, come Paolo VI in particolare ci ha ricordato con il suo magistero”.
L’appuntamento è per domani, venerdì 16 alle ore 19.30, nell’auditorium Tarentum (parrocchia Sant’Antonio), in via Regina Elena 122.
#elezionicomunali #incontroconicandidatisindaci #piazzadellademocrazia

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Eventi a Taranto e provincia

A Taranto, ‘Il fantasma dell’Opera’ il musical della Garbo teatrale

Appuntamento il 17 maggio all’auditorium TaTà con la regia di Luigi De Biasi

14 Mag 2025

Andrà in scena sabato 17 (ingresso ore 20:30, sipario ore 21), all’auditorium TaTà di Taranto – via Grazia Deledda al quartiere Tamburi – Il Fantasma dell’Opera, il celebre musical tratto dall’opera di Andrew Lloyd Webber ed ispirato all’omonimo romanzo di Gaston Leroux, a cura dell’aps Garbo Teatrale.
Un’occasione imperdibile per vivere le emozioni, i misteri e le melodie intramontabili che hanno reso questo spettacolo un’icona mondiale del teatro musicale.

Tra le quinte dell’Opéra di Parigi si cela una presenza enigmatica e inquietante: un musicista geniale e tormentato, che vive nascosto nelle profondità del teatro e che tutti conoscono come il Fantasma dell’Opera. La sua ossessione per la giovane soprano Christine Daaé lo conduce a un intreccio di passioni, gelosie e colpi di scena, in un’atmosfera sospesa tra romanticismo e oscurità. Il pubblico sarà trascinato in una storia potente, resa ancora più avvolgente da musiche memorabili e scenografie suggestive.

Nel cast: Luigi De Biasi (Fantasma dell’Opera), Fabiana Romanelli (Christine Daaé), Francesco Mitolo (Raoul De Chagny), Grazia Maremonti (Carlotta Giudicelli), Donato Moretti (Gilles André), Fabrizio Tarantino (Richard Firmin), Grazia Rizzi (Madame Giry), Cosimo Eramo (Ubaldo Piangi), Antonio Cardea (Maestro Reyer), Francesco Petrafesa (Joseph Buquet) e Giuseppe Moretti.

Uno spettacolo da non perdere per gli amanti del musical e per chi vuole vivere un’esperienza teatrale coinvolgente.

Per info e prenotazioni: 392/3096037.

 

#garboteatrale #ilfantasmadell'opera #luigidebiasi #musical

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Diocesi

La fraternità per costruire la democrazia

Si è svolto martedì 13 maggio, nella parrocchia San Roberto Bellarmino, il sesto appuntamento del corso di formazione intitolato “I Cristiani nel mondo, pellegrini di speranza”

foto Sir
14 Mag 2025

di Lorenzo Musmeci

L’ufficio diocesano Cultura ha recentemente proposto il sesto appuntamento del corso di formazione intitolato “I Cristiani nel mondo, pellegrini di speranza”.
L’appuntamento sul tema “La fraternità, per costruire la democrazia”, si è svolto martedì 13 maggio, nella parrocchia S. Roberto Bellarmino. Gli incontri sono curati da don Antonio Rubino, vicario episcopale per la Cultura, e sono guidati dal prof. Lino Prenna, docente universitario.

La fraternità, per costruire la democrazia
Come ha ricordato il prof. Prenna in apertura, “la democrazia è un progetto incompiuto e rinvia a un’espressione cara a Bergoglio, cioè costruire il popolo, popolo che è volto umano della città e soggetto di legittimazione della democrazia. Per altro, in riferimento alla nostra costituzione, il popolo è la sede originaria del potere e la democrazia è il governo del popolo. Quindi parliamo di costruire un popolo, cioè costruire una storia”.

La fraternità come promessa mancata della modernità
Citando una lettera di Bergoglio al presidente della Pontificia Accademia per la vita del 2019, il relatore ha affermato che: “Dobbiamo riconoscere che la fraternità rimane la promessa mancata della modernità”. È stato necessario, allora, chiarire il concetto di modernità: “La modernità è il passaggio dalla razionalità filosofica a quella scientifica, dal primato del pensiero metafisico a quello del pensiero debole (come dirà Vattimo sulla scorta di Heidegger), cioè il passaggio a una stagione  nella quale la gerarchia tradizionale degli oggetti di studio (Dio, uomo, natura) si inverte (natura, uomo, Dio); è la visione aristotelica, tomistica e paolina, dal visibile si sale all’invisibile.
La Rivoluzione francese aveva proposto il trinomio: libertà, uguaglianza e fraternità. La constatazione che ne consegue è che, se si è sviluppata molto la libertà e in parte anche l’uguaglianza, è stata del tutto trascurata la fraternità. È una promessa mancata perché la fraternità non è arrivata. La crisi della democrazia, per la mancata realizzazione della fraternità del popolo, è dovuta al fatto che la libertà (i diritti di libertà) ha prevalso sull’uguaglianza (i doveri di uguaglianza).  La stagione dei doveri, ricercata anche da Aldo Moro, fa fatica a svilupparsi”.

La parabola del buon Samaritano

Lo stile di papa Francesco, sempre allergico a ogni rigida definizione, lo porta a descrivere la fraternità attraverso la parabola del Buon Samaritano: “Quelli che passano e che vanno oltre, gli uomini di chiesa, pensano al loro ruolo istituzionale, che li sottrae da un servizio doveroso. Il samaritano, che era uno straniero se non un pagano, cambia il suo percorso, si ferma e cerca di lenire le ferite dell’uomo, portandolo in ospedale e chiedendo di curarlo, dicendo che poi avrebbe pagato lui. Così è facile capire che cosa è la fraternità”.

Tra fraternità e solidarietà

Strettamente connesso al tema della fraternità e quello della solidarietà. Il prof Prenna ha suggerito che: “La migliore definizione di solidarietà è presente nella lettera enciclica “Sollicitudo rei socialis” di Papa Giovanni Paolo II, al paragrafo 38: la solidarietà non è un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone, vicine o lontane. Al contrario, è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno perché tutti siamo veramente responsabili di tutti”.

L’enciclica Fratelli tutti

Con questa prospettiva, papa Francesco, nella lettera enciclica Fratelli tutti, nel capitolo terzo “Pensare e generare un mondo aperto”, affronta il tema della fraternità. Come ha affermato il prof. Prenna: “La fraternità non è solo integrativa della libertà e dell’uguaglianza, ma propulsiva e promotrice”.
Le ultime battute sono servite a spiegare la differenza tra il pensiero di Leone XIII, espresso nell’enciclica Rerum Novarum e quello di Francesco, della Fratelli tutti. Se il primo era stato perentorio sul diritto alla proprietà privata, il secondo “afferma che il diritto alla proprietà privata non è assoluto. Il magistero sociale della Chiesa si sviluppa e il diritto alla proprietà passa dall’essere un diritto primario a essere un diritto secondario. È di primaria importanza, invece, la destinazione comune dei beni”. E, per citare le parole di Bergoglio, al paragrafo 120 della sua enciclica: ricordo che «la tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata». Il principio dell’uso comune dei beni creati per tutti è il «primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale», è un diritto naturale, originario e prioritario.

Il prossimo incontro

Il prof. Prenna ha concluso annunciando che il prossimo incontro, l’ultimo del corso di formazione di quest’anno pastorale, tratterà il tema: “La speranza cristiana, per il futuro dei popoli”. L’appuntamento è per martedì 3 giugno, con inizio alle ore 18.30 e ingresso da corso Italia, nell’auditorium parrocchiale.
Il convegno finale
del corso di formazione avrà l’onore di ospitare S. E. mons. Ciro Miniero, il quale interverrà con una relazione sul tema della speranza cristiana.

Per qualunque informazione si rimanda al sito dell’ufficio di pastorale della Cultura: http://cultura.diocesi.taranto.it/

#corsodiformazione #democrazia #donantoniorubino #fraternità #monscirominiero #ufficioculturadiocesitaranto

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Diocesi

Taranto5: ottant’anni di scoutismo

14 Mag 2025

di Anna Mannara

Ottanta candeline rappresentano sicuramente un bel traguardo e tante, quest’anno, sono quelle spente dal nostro gruppo scout, il Taranto5 della parrocchia del Carmine in Taranto.
Tutto cominciò nel lontano 1945, quando il nostro amato presidente Gino Lepore, tornato dalla prigionia della guerra, decise di tenere fede ad una promessa fatta al Signore: dedicare la sua vita ai giovani. Da allora, schiere di bambini e ragazzi, divenuti ormai uomini e donne sono passate dalla nostra associazione, hanno indossato quel fazzolettone giallo e blu testimone di mille avventure ma soprattutto hanno posto alla base della propria vita i valori e gli insegnamenti che lo scoutismo ha donato loro anche fuori dalle mura associative.
In questi ottant’anni l’azione educativa del nostro gruppo nella formazione cristiana, personale e sociale di bambini e ragazzi, coordinata e condivisa con i nostri assistenti ecclesiastici, non si è mai fermata ed è arrivata fino a noi, custodi di questa ricchezza: ad oggi infatti il nostro gruppo conta 142 associati a partire dagli otto anni.

In accordo con il nostro assistente ecclesiastico e parroco del Carmine, mons. Marco Gerardo, abbiamo voluto fortemente rendere grazie al Signore per il grande dono che ci ha fatto in questi anni: Egli ha tracciato per noi strade e sentieri non sempre facili da percorrere, chiedendoci di continuare ad andare controcorrente, gettando il cuore oltre l’ostacolo e soprattutto perseverando nel Servizio come strumento tangibile di amore, accoglienza e gratuità.
Per questo, sabato 3 maggio, abbiamo celebrato nella nostra parrocchia la santa messa di ringraziamento con il rinnovo della ‘promessa scout’ ed a seguire abbiamo vissuto un intenso momento di fraternità a tema ‘fuoco di bivacco’.
Siamo partiti dal passato guardando alle nostre radici, siamo arrivati al presente caratterizzato dalla gioia dirompente dei nostri lupetti, dalla spensieratezza dei nostri esploratori e guide, dalla testimonianza dei nostri rover e scolte con uno sguardo rivolto al futuro, sicuri che la proposta scout continuerà ad essere sempre valida nei suoi valori più profondi.
Abbiamo avuto il piacere di poter condividere questi due importanti momenti nella ‘nostra casa’ insieme ai vecchi scout che hanno accolto con entusiasmo il nostro invito, con altri assistenti ecclesiastici che hanno condiviso con noi in passato un pezzo di strada, con il responsabile di zona Marcello Manno ed altri gruppi scout della zona Taranto e non sono mancate le altre realtà con cui condividiamo quotidianamente la nostra vita parrocchiale.

Non servono grandi parole per descrivere la giostra di emozioni che ha fatto da cornice a questi festeggiamenti.
Serbiamo nel cuore il ricordo degli occhi lucidi alla vista di vecchie foto dense di memoria dei fazzolettoni al vento sulle note dei canti che più ci rappresentano, suonati dalla nostra splendida orchestra scout e gli abbracci sinceri che non chiedono parole ma bastano a fermare le emozioni nella parte più intima dei cuori, segnando un’altra indimenticabile tappa del nostro cammino.

 

*capogruppo scout

#ottantesimoanniversario #scoutismo #scoutismoaTaranto #taranto5

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Giubileo2025

Leone XIV al Giubileo delle Chiese orientali (diretta)

foto Marco Calvarese-Sir
14 Mag 2025

 

 

#leoneXIV #udienzagenerale

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Veglia di preghiera

Venerdì 16, veglia di preghiera per le vocazioni

14 Mag 2025

Venerdì 16 maggio alle ore 20 nel seminario arcivescovile di Poggio Galeso (quartiere Paolo VI) l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la veglia di preghiera per le vocazioni intitolata ‘Pellegrini di Speranza, il dono della vita’, a cura del centro diocesano per le vocazioni (direttore, don Francesco Maranò).
Sono invitati a partecipare tutte le comunità parrocchiali, i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i movimenti, le associazioni, i giovani delle nostre realtà. Per questi ultimi è aperto un contest: ogni gruppo giovanile delle comunità parrocchiali potrà far pervenire il video di un flash mob (di massimo 3 minuti) sul tema ‘Pellegrini di speranza: il dono della vita’. Il contenuto dovrà essere pubblicato sui social taggando la pagina instagram @seminarioditaranto. Il video dovrà essere inviato tramite whatsapp al recapito telefonico 3287724556 (don Francesco Manisi).
Il 16 maggio, dopo la veglia di preghiera, l’arcivescovo premierà i video più belli.

#vegliadipreghiera #vocazioni

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Giubileo2025 in diocesi

Giornata diocesana giubilare del ministrante: una festa di fede e fraternità

14 Mag 2025

di Francesco Mànisi

Domenica 11 maggio, nella quarta domenica di Pasqua, dedicata alla preghiera per le vocazioni, la cattedrale di San Cataldo ha accolto nella gioia la Giornata giubilare del ministrante, un appuntamento atteso vissuto all’insegna della fede, della fraternità e del servizio, che ha riunito oltre un centinaio di bambini, ragazzi e giovani ministranti provenienti da numerose parrocchie dell’arcidiocesi.

La mattinata ha avuto inizio nei campetti della chiesa di San Giuseppe, dove i partecipanti si sono ritrovati accolti dal calore e dall’entusiasmo degli animatori salesiani che hanno guidato un primo momento di animazione musicale, creando da subito un clima di festa e condivisione.

A seguire, mons. Emanuele Ferro, parroco della cattedrale, ha offerto una riflessione sul significato profondo del Giubileo e del pellegrinaggio, aiutando i presenti a comprendere l’importanza del cammino verso la Porta Santa come segno di conversione e rinnovamento spirituale.

Indossando la propria veste liturgica, i ministranti hanno poi formato un lungo e ordinato corteo, aperto dal crocifisso e, cantando e pregando, si sono mossi verso la cattedrale dove ad attenderli vi era l’arcivescovo mons. Ciro Miniero. Con emozione, insieme a lui, i ragazzi hanno varcato la porta giubilare, gesto centrale di questa giornata di grazia.

Alle ore 10 l’assemblea ha partecipato alla santa messa, presieduta dall’arcivescovo e animata dai dolci canti del coro dei fanciulli della cattedrale, che hanno contribuito a rendere ancora più sentita e partecipata la celebrazione eucaristica.

Successivamente  i ministranti sono tornati nella parrocchia di San Giuseppe per un secondo momento di fraternità fatto di giochi, animazione e ascolto di testimonianze vocazionali, pensati per le diverse fasce d’età. I più piccoli (6-9 anni) hanno incontrato Andrea Pistoia, giovane in discernimento vocazionale nella comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Fragagnano. I ragazzi tra i 10 e i 15 anni hanno invece ascoltato la testimonianza di Giancarlo Blaco, ministro straordinario dell’Eucaristia e responsabile del gruppo ministranti della parrocchia Santa Maria Goretti di Crispiano. I giovani dai 15 ai 30 anni, infine, hanno dialogato con don Giuseppe Basile, vicario parrocchiale allo Spirito Santo di Taranto, da poco ordinato sacerdote.

È stata una giornata intensa, ricca di contenuti spirituali ed esperienze di vita, che ha rafforzato nei giovani ministranti il senso della loro chiamata al servizio liturgico e alla vita di comunità, in un evento che ha testimoniato, ancora una volta, la bellezza della Chiesa giovane e serva, capace di camminare unita sulle vie della fede.

Così si è espresso don Francesco Maranò, direttore del centro diocesano per le vocazioni e organizzatore dell’evento: “A voi ministranti, in particolare, rivolgo un invito: non abbiate paura di domandarvi cosa il Signore sogna per voi. Non siate spettatori della vostra vita, ma protagonisti! Camminiamo insieme, come comunità vocazionale, e affidiamoci a Maria, la Madre che ha custodito la chiamata con cuore libero e obbediente”.

#giornatagiubileodelministrante

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