Angelus

La domenica del Papa – Sale della terra, luce del mondo

ph Vatican media-Sir
04 Ago 2025

di Fabio Zavattaro

Amicizia, fragilità; silenzio e un campo d’erba; speranza. Parole e immagini di questa prima Giornata mondiale della gioventù di papa Leone XIV. Di nuovo Tor Vergata, la spianata del grande Giubileo di fine millennio, per consegnare ai giovani un impegno esigente: “cercate la giustizia per costruire un mondo più umano”. Ecco allora la parola amicizia che “può cambiare il mondo” perché “è la strada per costruire la pace”.

I giovani e i papi, una storia che da quarant’anni a oggi vive nelle giornate mondiali “inventate” da san Giovanni Paolo II, che si rivolgeva ai giovani dicendo voi siete il “futuro del mondo, la speranza della chiesa, la mia speranza”. Rispondendo a una ragazza che gli chiedeva come si fa ad amare, Benedetto XVI proponeva l’immagine dello specchio: “nell’adolescenza ci si ferma davanti allo specchio e ci si accorge che si sta cambiando. Ma fino a quando si continua a guardare sé stessi, non si diventa mai grandi. Diventate grandi quando non permettete più allo specchio di essere l’unica verità di voi stessi, diventate grandi se siete capaci di fare della vostra vita un dono agli altri: questa è la scuola dell’amore”.

Francesco, concludendo la trentunesima Gmg chiamava i giovani “sognatori” perché credono in una umanità nuova che “non accetta l’odio tra i popoli, non vede i confini dei paesi come delle barriere e custodisce le proprie tradizioni senza egoismi e risentimenti”; ancora, “niente giustifica il sangue di un fratello, niente è più prezioso della perdona che abbiamo accanto”. L’invito, dunque, è quello di non stare con le braccia conserte, sentirsi sempre amati: il Signore “fa sempre il tifo per noi come il più irriducibile dei tifosi”

Ai giovani radunati per il Giubileo Leone XIV cita sant’Agostino – l’oggetto della nostra speranza non sono le cose della terra ma chi le ha fatte – e Pier Giorgio Frassati – “aspirate alle cose grandi” – per dire loro: “siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo”. All’Angelus dice: “siamo più vicini che mai ai giovani che soffrono i mali più gravi, causati da altri esseri umani. Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina, con quelli di ogni terra insanguinata dalla guerra”. C’è una speranza anche per il mondo insanguinato dalla guerra, ha detto Leone XIV e l’affida ai giovani, le “sentinelle del mattino” per Papa Wojtyla; giovani costruttori di pace.

C’è ancora un’altra parola importante in questo dialogo con i papa Leone boys: fragilità. “Non è un tabù da evitare”, afferma, ma “parte della meraviglia che siamo”. Ed ecco un’altra immagine, il prato in fiore. È bellissimo, afferma il Papa, ma “è delicato, fatto di steli esili, vulnerabili, soggetti e seccarsi, piegarsi, spezzarsi”, rimpiazzati da altri che “spuntano dopo di loro”. Anche noi, afferma il Papa “siamo fatti per questo, non per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore. E così aspiriamo continuamente a un ‘di più’ che nessuna realtà creata ci può dare; sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto, che nessuna bevanda di questo mondo la può estinguere”. Non inganniamoci con “surrogati inefficaci”. La risposta è ancora in un’altra immagine, quella dello sgabello: “facciamone uno su cui salire per affacciarci, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell’incontro con Dio”. Lui, dice il pontefice nell’omelia che conclude la giornata, “ci aspetta, anzi bussa gentilmente al vetro della nostra anima”.

C’è infine una domanda che attende la risposta: cos’è veramente la felicità? Come liberarci del non senso, della noia, della mediocrità? Dice Leone XIV: “la pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo” né da “ciò che possediamo”, ma piuttosto da ciò “che con gioia sappiamo accogliere e condividere. Comprare, ammassare, consumare, non basta, abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto, alle ‘cose di lassù’”.

E c’è una richiesta per questi ragazzi venuti a Roma da 146 nazioni: portate un saluto “a tanti giovani che non hanno potuto stare qui con noi, in tanti paesi dive era impossibile uscire. Portate questa gioia, questo entusiasmo a tutto il mondo! Voi siete sale della terra, luce del mondo”.

Festeggiamenti patronali

Lizzano si stringe attorno al patrono, San Gaetano

San Gaetano nella Chiesa madre di Lizzano
04 Ago 2025

di Angelo Diofano

Dallo scorso 29 luglio, sono in corso a Lizzano i solenni festeggiamenti patronali in onore di San Gaetano da Thiene, venerato nella chiesa matrice parrocchiale di San Nicola.

Così scrive, fra l’altro, l’arcipree don Giuseppe Costantino Zito nel suo messaggio alla comunità: «Per tutti i lizzanesi – anche per quelli lontani – la festa grande di agosto non può essere solo un momento di evasione o di semplice folklore, ma è l’occasione per conoscere il passato di un popolo, ricco di fede, di devozione e di umanità, che ha ancora molto da insegnare, in particolare alle giovani generazioni. Questa festosa ricorrenza si inserisce infatti in quell’azione di provvidenza che porta avanti la storia di un popolo. È come una specie di molla che spinge il dinamismo della storia personale e comunitaria verso il ‘novum’ del Dio delle sorprese, verso la Speranza di un-non-ancora, che non delude e che è già cominciato e nel quale siamo pienamente immersi […]. Proviamo a leggere così il nostro tempo, contrassegnato da tante criticità, precarietà e inconsistenze esistenziali, intravedendo il futuro di Dio per ciascuno di noi e per il popolo del quale facciamo parte. Troveremo certamente fatica e impegno, ma scorgeremo anche tanta cristiana serenità, dignità e libertà, proprie dei “pellegrini di speranza”, di quanti pongono la loro vita sotto lo sguardo amorevole e provvidente del buon Dio. Carissimi lizzanesi, assicurando il mio fraterno ricordo nella preghiera, vi invito ad accogliere come dono grande la santità di San Gaetano, affidando tutti e ciascuno alla Sua potente intercessione ed impartendo volentieri e con affetto su tutti la mia benedizione quale pegno di pace e di gioia nel Signore. Buona festa patronale!».


Il solenne novenario, ancora in corso, vede il coinvolgimento partecipativo dei fedeli lizzanesi, dei membri delle confraternite e delle associazioni, dei gruppi, dei movimenti e delle aggregazioni ecclesiali, delle categorie professionali, artigiane ed agricole della città, dei gruppi culturali, sportivi e di volontariato sui temi della vita e della salute, della famiglia e del lavoro, delle migrazioni e della custodia della “casa comune”, della fraternità e della pace e ha registrato, come ogni anno, un notevole afflusso partecipativo anche dei ragazzi e dei giovani a motivo del ricco e variegato programma civile e religioso e grazie allo zelo e all’impegno pastorale del parroco don Giuseppe Costantino Zito e dei membri del gran comitato festa patronale.

Per le restanti giornate, il programma dei festeggiamenti prevede per domenica 3 agosto alle ore 19 la santa messa insieme ai gruppi giovanili, ai ministranti, al coro parrocchiale, ai lavoratori, ai fidanzati e agli sposi novelli. Ci sarà la commemorazione celebrativa degli anniversari di matrimonio con la rinnovazione delle promesse matrimoniali per tutti i coniugi. Interverranno con le loro testimonianze i giovani di AC che, per il giubileo parrocchiale della gioventù, hanno partecipato – a metà luglio, a Roma – al campo scuola estivo giovanile.

Lunedì 4, alle ore 19, la santa messa con i catechisti, gli educatori, i ragazzi dell’iniziazione cristiana, con la partecipazione dei volontari dell’Erav; nell’occasione saranno presentati alla comunità i partecipanti al campo scuola giubilare estivo svoltosi ad Ostuni; a seguire, alle ore 20, nei giardini parrocchiali, momento di festa con i ragazzi e i giovani a cura dei catechisti e degli Educatori di AC.

Martedì 5 alle ore 19, santa messa con gli ammalati, l’Unitalsi, i ministri straordinari della Comunione, i volontari dell’ente bilaterale di sicurezza sociale ‘I.S.G. Federal Corp’ e i partecipanti al laboratorio teatrale; durante la celebrazione sarà amministrato il sacramento dell’Unzione degli infermi.

Mercoledì 6, alle ore 19, solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dall’arciprete don Giuseppe Costantino Zito con il rito di consegna delle chiavi della città al santo patrono da parte del sindaco dott.ssa Lucia Palombella: saranno presenti i gruppi ‘Pietre vive’ e ‘San Pio’; alle ore 20.30 solenne processione con il simulacro del santo per alcune vie cittadine; al rientro, solenne benedizione con le reliquie del santo e suggestiva fiaccolata pirotecnica. Seguirà in piazza Matteotti il concerto della banda musicale ‘Città di Rutigliano’ diretta dal m° Gaetano Cellamara.

Giovedì 7, solennità di San Gaetano Thiene, sante messe alle ore 8 e 10.30 con la benedizione e la distribuzione del ‘pane della provvidenza’; alle ore 19 solenne santa messa pontificale, presieduta dall’arcivescovo di Brindisi-Ostuni nonché vicepresidente della Conferenza episcopale pugliese, mons. Giovanni Intini. Alle ore 20, in piazza Matteotti, concerto della banda musicale ‘Città di Castellana Grotte’, diretta dal m° Grazia Donateo e alle ore 23, sul grande piazzale della chiesa, il maestoso spettacolo piromusicale ‘sguardo al cielo’ a cura della ditta Iannace di Montesarchio (Benevento). Le luminarie in piazza e per le vie sono state allestite dalla ditta Stage Live di Ionadi (Vibo Valentia). Il servizio liturgico alle sacre e solenni celebrazioni di tutte queste intense giornate di festa sarà prestato dai giovani di azione cattolica, appartenenti al collegio parrocchiale dei cerimonieri e dei ministranti, mentre l’animazione musicale e canora sarà a cura del coro polifonico parrocchiale ‘San Nicola’ e dalla corale ‘Santa Cecilia’.

 

Giubileo dei giovani

Zaino in spalla: l’esperienza dei giovani tarantini al Giubileo

02 Ago 2025

Sino a domenica 3 agosto, è in corso, nella Capitale, il Giubileo dei giovani a cui stanno partecipando anche una cinquantina di tarantini.

Pubblichiamo una testimonianza appena ricevuta:


Partecipare a un’esperienza come il Giubileo dei giovani, che si sta tenendo a Roma dal 28 luglio al 3 agosto, è una scelta che non nasce dal nulla, ma dalla pienezza di una Chiesa che accoglie e condivide. Tante emozioni hanno pervaso noi giovani pellegrini già dal pullman: sicuramente la gioia di metterci in cammino con tutti i giovani del mondo ma al tempo stesso il timore di ciò che ci aspetta.

Siamo circa 50 giovani di varie parrocchie e gruppi della diocesi di Taranto: Sant’Antonio da Padova, Ss. Crocifisso, Santa Maria delle Grazie di Carosino, oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Taranto, Maria Ss del Monte Carmelo di Grottaglie, Santa Rita, Santa Maria in Campitelli di Grottaglie, Sant’Egidio Maria di San Giuseppe accompagnati dai sacerdoti don Francesco Maranò, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale giovanile, don Francesco Manisi, don Simone de Benedittis, padre Jean Marie Ishara.
Arrivati siamo stati accolti a festa nella parrocchia Santa Maria Consolatrice di Roma dal suo parroco don Luigi Lani con tutti i collaboratori che nel corso di questi giorni hanno provveduto a rendere la nostra permanenza gioviale e festosa.

La prima parola che ci ha accompagnati, come indicato dal sussidio delle riflessioni, delle preghiere e dei canti “La speranza non delude” consegnatoci dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile, è stata proprio “coraggio”: ciò che occorreva per iniziare questa forte esperienza di condivisione.

Il 29 luglio, nella chiesa Santa Maria in Valicella, abbiamo vissuto la catechesi “12 parole per dire speranza” guidata da mons. Giuliodori il cui tema è stato la responsabilità, con un’attenzione privilegiata all’esperienza universitaria grazie alle testimonianze di due giovani attivamente impegnati in Azione Cattolica.
Il giorno successivo, invece, ci siamo recati nella chiesa San Pietro in Vincoli per ascoltare la catechesi di mons. Vito Piccinonna, vescovo di Rieti, con il tema “Promessa” e un focus particolare sulla salute mentale dei giovani.

Inoltre, abbiamo avuto la grazia di attraversare la Porta santa delle basiliche San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore, accompagnati dalle parole dei sacerdoti presenti che ci hanno aiutato con la preghiera e la riflessione a vivere pienamente questo momento.
Sui volti di noi ragazzi traspariva una gioia particolare e e una intensa partecipazione al gesto che stavamo vivendo. Nello stesso luogo, abbiamo avuto l’opportunità di pregare sulla tomba di papa Francesco.

Giovedì 31 luglio eravamo in piazza San Pietro con i giovani italiani per la Confessio fidei “Io sono Pietro”, presieduta dal card Zuppi. Grande festa di animazione con canti e testimonianze propedeutici all’ascolto del momento di preghiera. Nel suo intervento, il cardinale ha invocato con grande fermezza il dono della pace nel mondo per tutti i popoli segnati dalla guerra e dalla violenza, in modo particolare per la martoriata Palestina. Le parole del cardinale: “Come si può credere, dopo secoli di storia, che le azioni belliche portino la pace e non si ritorcano contro chi le ha condotte? … Come si può continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia risolva i problemi anziché alimentare odio e vendetta?». Disarmiamo i nostri cuori per disarmare cuori e mani di un mondo violento, per guarirne le cicatrici, per impedire nuovi conflitti!” Inoltre, il presidente della Cei ha sottolineato la dimensione ecclesiale dell’evento ribadendo che “questa nostra madre Chiesa grande, senza confini ci è affidata e noi lo siamo a Lei. Prendiamola con noi e amiamola. Contempliamo questa sera e in questi giorni la sua bellezza, la grandezza di questa comunione: ci sentiamo a casa. È la mia e nostra casa, inadeguati e peccatori come siamo, ma famiglia universale, cattolica, dove tutti, tutti, tutti, siamo accolti come le braccia del colonnato ci stringono e ci definiscono”.

Il 1 agosto, giornata centrale fino ad ora della nostra esperienza: sveglia presto per condividere insieme ai pellegrini provenienti da tutto il mondo l’attraversamento della Porta santa di San Pietro e la celebrazione della messa sull’altare della Cattedra di San Pietro.
Nel pomeriggio abbiamo vissuto la liturgia penitenziale, con la quale abbiamo sigillato questo momento di grazia.
I sacerdoti della parrocchia accogliente e nostri accompagnatori ci hanno permesso di accostarci al sacramento della riconciliazione a seguito di una profonda riflessione sulla bellezza e sul senso di questo sacramento tramite parole e gesti concreti. Al termine del momento, abbiamo vissuto anche il gesto dell’acqua: i sacerdoti hanno versato sulle nostre mani e volti dell’acqua con cui ci siamo lavati e dissetati, segno della grazia di Cristo che ci rigenera ad una vita nuova.
Potremmo riassumere questa giornata giubilare con un’espressione che abbiamo ascoltato durante la preghiera tratta dalle parole di San Paolo: “Lasciare il lievito vecchio per essere azzimi di verità”, ovvero farsi pane azzimo di sincerità per evitare di essere pieni di nulla e di idoli.

Ed ora eccoci in cammino verso l’ultima tappa del nostro viaggio: la veglia con papa Leone pronti a incontrarlo per la prima volta dalla sua elezione!

Stanchezza e caldo non hanno minato la nostra gioia: Gesù ci ha accompagnati in questi giorni -come nella vita- come un fratello che ci siamo prestati a incontrare nei volti dei compagni di viaggio, dei nostri nuovi amici incontrati, dei giovani di tutto il mondo con cui abbiamo scambiato gadget. La Chiesa è questa gioia, è accoglienza, è amore e noi non possiamo che essere felici di farne parte. Il vero pellegrinaggio inizierà lunedì al nostro rientro: che diventi strada ogni passo compiuto.

Accompagnateci nella preghiera per i prossimi due giorni che ci rimangono, noi lo faremo per voi!

 

Diocesi

Il programma dei festeggiamenti patronali a Leporano

01 Ago 2025

di Angelo Diofano

A Leporano i festeggiamenti in onore di Sant’Emidio quest’anno (come già riferito) saranno particolarmente solenni per il centenario della sua proclamazione a patrono del paese.

Questo è il programma delle celebrazioni:

Lunedì 4 agosto, alle ore 19 in piazza Immacolata, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero presiederà la solenne cerimonia di apertura dell’anno giubilare per il centenario della proclamazione ufficiale di Sant’Emidio quale patrono del paese; seguirà la santa messa con la consegna delle chiavi della città al santo patrono da parte del sindaco Vincenzo Damiano. Al termine si snoderà la processione per le vie attorno alla chiesa, il cui rientro sarà salutato da uno spettacolo pirotecnico.

Martedì 5, solennità di Sant’Emidio, sante messe si terranno alle ore 8 e alle ore 18 (quest’ultima presieduta dal parroco don Giancarlo Ruggieri). Alle ore 19.15, processione di gala per le vie principali del paese.

Infine martedì 12, festa del patrocinio di Sant’Emidio, la santa messa sarà celebrata alle ore 18.30 e alle ore 19.30 ci sarà la processione per le vie del paese, che si concluderà con la venerazione della reliquia del santo patrono.

Molto ricco anche il programma dei festeggiamenti esterni, a partire, domenica 3 alle ore 21.30,  dall’esibizione in piazza Immacolata della cantante tarantina Patrizia Conte (offerto dall’amministrazione comunale).

Lunedì 4, alle ore 21.30, concerto in piazza della banda musicale ‘Città di Gioia del Colle’ diretta dal m° Giuseppe Gregucci.

Martedì 5, sempre in piazza, alle ore 21.30, concerto delle bande musicali ‘Città di Lecce’ diretta dal m° Giovanni Pellegrini e ‘Città di Francavilla Fontana’ diretta dal m° Ermir Krantja.
Al termine della serata, spettacolo pirotecnico della ditta Lp di Danilo Madio (Bernalda).

L’illuminazione per le vie del paese sarà allestita dalla ditta Starluce.

Festeggiamenti patronali

Leporano, anno giubilare particolare per i 100 anni del patrocinio di S. Emidio

01 Ago 2025

Anche quest’anno l’inizio del mese di agosto, per la cittadina di Leporano, annuncia l’approssimarsi della festa del suo santo patrono impregnandola di una dolce aria di festa, un clima gioioso che inebria i sensi e che coinvolge chiunque si trovi a passeggiare per le sue strade. Sono giorni di attesa e di preparazione in cui la comunità rinnova la sua amicizia e rinsalda la sua fiducia nel suo patrono, in quell’amico fidato al quale ci si può rivolgere in confidenza con la certezza di essere ascoltati, consigliati, guidati. Proprio così, perché questo e molto altro è Sant’Emidio per Leporano: è la bandiera nella quale ci si riconosce come figli della stessa terra, è il punto fisso al quale aggrapparsi nei marosi della vita, è la mano calda che accarezza e consola nell’amarezza, è il sorriso accogliente che dice “Bentornato, figlio! sei finalmente a casa” a chi vive lontano dalle sue origini, è il pilastro sul quale si fonda tutto il paese e nel quale si riconosce come famiglia. Tante sono le iniziative che coinvolgono il nostro paese per celebrare questa festa, tra tutte spicca il novenario di preparazione in cui, ogni realtà della nostra parrocchia, di giorno in giorno, anima la celebrazione liturgica. Quest’anno, poi, tutto si ammanta di un clima ancora più festoso e speciale perché ricorre il primo centenario dal riconoscimento ufficiale della Santa Sede del patrocinio di S. Emidio su Leporano. Proprio per questo, grazie all’interessamento del nostro parroco don Giancarlo Ruggieri e all’aiuto del nostro arcivescovo, mons. Ciro Miniero, la nostra parrocchia ha ricevuto il felice privilegio di viver un anno giubilare particolare, un anno di grazia in cui tutti potranno unirsi alla nostra comunità per condividere la nostra gioia ed ottenere il grande regalo dell’indulgenza plenaria varcando la porta della nostra chiesa madre. Come ogni giubileo anche questo ha un suo tema portante: “S. Emidio protettore di tutte le generazioni” proprio a voler sottolineare e rinsaldare quel sentimento che porta tutti a sentirsi partecipi ed appartenenti ad un’unica grande comunità attraverso la sua guida e la sua intercessione. Sarà un anno intenso ed attivo in cui ogni realtà, ogni fascia d’età ed ogni angolo della nostra cittadina si vedrà coinvolto, partecipe e protagonista di eventi sacri e mondani, tutti volti a rinsaldare o a costruire un rapporto solidale che mira al bene di tutto il paese.

Noi tutti ci auguriamo che sia davvero un anno di grazie sotto tutti i punti di vista, che sia un periodo di rinascita spirituale e civile in cui ogni singolo si senta partecipe e parte attiva del bene comune, in modo da profumare tutto il paese di quella fede semplice e genuina che regala ad ogni cuore quella gioia sincera che contagi quanti si troveranno a vivere con noi questi giorni di giubilo.

Non ci resta altro da dire, se non gridare a squarcia gola: Viva Leporano! Viva Sant’Emidio!

Tracce

Benvenuti i turisti che spendono

Fotogramma dal sito di Avvenire
01 Ago 2025

di Emanuele Carrieri

È un fenomeno del quale, solo in tempi recenti, si parla, anzitutto sui mezzi di comunicazione e di informazione: è l’overtourism ed è un anglicismo che nel nostro Paese è stato adottato, senza se e senza ma. È il graduale mutamento socioculturale di un’area o di una intera città: il sovraffollamento turistico porta a una modifica del modello di economia locale, con la comparsa di attività prima assenti, quali agenzie di guide turistiche, nascita di case editrici e fioritura di guide sulle bellezze da visitare, ma anche mutamenti urbanistici dei luoghi, con spazi e locali riservati ai turisti. Qualche esempio è senz’altro utile: ristoranti, rivendite di cibo da asporto, pensioni e simili, o ristrutturazioni di antichi edifici trasformati in nuovi alberghi, bed and breakfast, destinazione di case ad affitti brevi, con annessa e connessa espulsione dei residenti. E ciò non vale solo per le persone, vale anche per il cosiddetto commercio di prossimità, per esempio con negozi di ricordini che prendono il posto di botteghe locali tradizionali destinate alla cittadinanza, determinando disservizi per i residenti. La città più interessata da questo fenomeno è senz’altro Venezia: dal 1971 a oggi, i residenti sono passati da centootto mila a poco più di quarantotto mila. È un dimezzamento del cinquanta per cento, al quale va aggiunto un altro fatto: la gran parte dei residenti è composta da persone non più giovanissime e da nuclei di un solo componente, talvolta costrette a spostarsi fino a Mestre per rifornirsi di carne o di latte, di frutta o di pane. Sul tema overtourism ha scagliato un piccolo e innocuo petardo Setrak Tokatzian, presidente dell’Associazione Piazza San Marco e proprietario di una importante gioielleria che ha sede proprio lì, il quale, in una intervista al Corriere della Sera, si è sfogato: “Ogni giorno vedo fiumi di persone arrivare in città, ma senza una meta. Si spostano da una parte all’altra guidati da tour operator, salgono sulle gondole, montano sui taxi, corrono di qua e di là, ma nessuno acquista nulla. Questo turismo è osceno. C’è un’esplosione totale di overtourism mai vista prima, con una tipologia di persone che vaga senza accedere nei negozi e senza neppure sapere dov’è.”. Poi ha rincarato: “È in crisi pure il settore dell’extra lusso e si vede perché non passa più quasi nessuno con borse provenienti da negozi di marca, come capitava in passato. Del resto anche gli albergatori raccontano di un calo di presenze e lo stesso è per i ristoranti. Io stesso ho visto per esempio diverse famiglie dividere una pasta o da bere. Ci sono file alle fontane per prendere dell’acqua perché non si compra più nemmeno quella. Mi domando, ma dov’è la bella gente, quella interessata alla città, quella che porta davvero qualcosa alla città?”. Infine è arrivata la proposta: “Io farei pagare 100 euro a testa a chi arriva in giornata. Ci sono maree di persone con il braccialetto bianco che arrivano dai camping. Questa gente non sa nemmeno cos’è la cultura e lo si vede perché arrivano, non sanno nemmeno dove sono, e se ne vanno, senza aver comprato nulla.”. È una cifra sostenibile per chi va a fare acquisti nella gioielleria del presidente dell’Associazione Piazza San Marco ma che è inavvicinabile per chi è un lavoratore dipendente, con famiglia monoreddito, con moglie e figli piccoli. Più che un provvedimento anti overtourism, sembra una misura perfetta per filtrare la massa e a tal punto lasciare spazio soltanto a quelli che possono comprare un orologio da decine di migliaia di euro senza battere ciglio. Ancora più inconsistente e infondata appare la motivazione culturale: è imperscrutabile il binomio che lega cultura e acquisti. Se un turista non fa acquisti non vuol dire che non capisce niente di arte e cultura: fare acquisti è del tutto marginale che può accadere ma può anche non accadere. Oltre a ciò, ridurre l’esperienza turistica a un atto commerciale svilisce l’anima della città, tramutandola in un centro commerciale. Don Lorenzo Milani ha speso tutta la sua vita da prete per spiegare un concetto molto elementare: l’arte e la cultura devono essere alla portata di tutti e non soltanto per ricchi. In questo momento più che mai, non è sensato trattare le persone come fossero barboni: la cultura non è un bene di lusso, deve essere utilizzabile da tutti, a prescindere dalla ricchezza in banca. Venezia, così come molti luoghi del nostro Paese, vive specialmente di turismo, e non tutti possono permettersi di vivere come vivono tanti parvenu. Se una coppia o una famiglia divide la pasta o la carne al ristorante, non lo fa perché è anticonformista, controcorrente o underground: lo fa semplicemente perché necessita sopravvivere con lo stipendio di un lavoro povero e sottopagato. La città è dal 1987 iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, non è un ristretto club per ricchi. E non è neppure la nuova Mirabilandia per nababbi un po’ annoiati oppure soltanto rintronati. Ciò che impressiona nella intervista è la convinzione del presidente dell’Associazione Piazza San Marco che il problema sia la mancanza di “bella gente”. Ma è “brutta gente” quella che, al giorno d’oggi, va a Venezia? Forse è infastidito dal fatto che tanti vanno per ammirare San Marco, ma non per finanziare il suo tenore di vita? Quella intervista è un mix di lamenti e di richieste che fanno sorridere più che preoccupare, perché è figlia dei nostri tempi dove vieni pesato dalla profondità del tuo portafoglio e dove la cultura – è cultura pure visitare una chiesa o ammirare un quadro – deve essere a disposizione solo di chi può pagare. Venezia non ha bisogno di un pizzo per rimanere viva, ha solo bisogno di un po’ di concretezza, di pragmatismo, di serietà.

Eventi culturali in città

Serata dedicata al poeta tarantino Augusto Cardile

01 Ago 2025

Una serata dedicata alla scoperta del poeta tarantino Augusto Cardile (1909-1936) è quella che si terrà lunedì 4 agosto alle ore 20.30 nella corte interna della ‘Casa di Titti’, in via Acclavio 88 (nei pressi del lungomare), in occasione della presentazione del suo libro dal titolo ‘Al di là di quel mare è un altro mare-Versi e riflessioni sulla pittura’ (Edizioni Cloralia-Torino).
Introdotti da Titti Voccoli, dialogheranno Josè Minervini (presidente della Società Dante Alighieri-comitato di Taranto) e Silvano Trevisani (autore del saggio introduttivo), con l’intervento dell’editore Ivano Dell’Orco; le letture saranno affidate a Barbara Gortan. Seguirà un momento di convivialità.

Diocesi

Martina Franca, la festa di Maria SS. del Rosario e di San Domenico

ph ND
01 Ago 2025

di Angelo Diofano

Dopo l’incontro con l’autrice-attrice Claudia Koll per la presentazione del suo ultimo libro dal titolo ‘Qualcosa di me – dialogo con un’amica’, continuano a Martina Franca i festeggiamenti in onore di Maria SS. del Rosario e di San Domenico, a cura della parrocchia di San Domenico e della confraternita di Maria SS. del Rosario.

“Carissimi – è l’invito del parroco don Piero Lodeserto – ci ritroviamo insieme per celebrare con gioia la festa di Maria SS. del Rosario e di San Domenico. Il Giubileo che stiamo vivendo con tutta la Chiesa ha come messaggio centrale la speranza cristiana. Appare chiaro come la vita cristiana sia un cammino che ha bisogno anche di momenti forti per nutrire e irrobustire la speranza, insostituibile compagna che fa intravedere la meta: l’incontro con il Signore Gesù”.

Sabato 2, alle ore 19, santa messa presieduta da mons. Giuseppe Montanaro, parroco della basilica di San Martino.

Domenica 3, giorno della festa , sante messe alle ore 7.30 (don Piero Lodeserto, parroco), 9 (don Giuseppe Basile), 10.30 (l’arcivescovo mons. Ciro Miniero), 11.30 (don Francesco Simeone, con supplica finale), 19 (don Alessandro Fontò) e 20.30 (don Federico Marino).

Alle ore 21.30, nel chiostro di San Domenico, concerto del violinista Francesco Greco.

Alle ore 23, spettacolo pirotecnico della ditta Itria Fireworks di Martina Franca, visibile dal parcheggio Orti del Duca.

Durante i festeggiamenti saranno raccolti contributi in favore del centro Caritas di San Domenico.

Eventi in diocesi

‘Concerto empatico emozionale’, con la partecipazione dell’oratorio di San Crispieri

01 Ago 2025

Nella serata di mercoledì 30 luglio i bambini e ragazzi dell’oratorio della parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli in San Crispieri hanno partecipato, al teatro della base navale della Marina Militare di Taranto, al ‘Concerto empatico emozionale’ dell’Accademia pianistica ‘Chrysalis’ diretta dal m° Tiziano Pacciana, già ospite durante l’oratorio estivo.

I ragazzi si sono esibiti nel canto del “Baba Yetu”, il Padre nostro in lingua africana, un inno di fratellanza scritto nel 2005: una preghiera che unisce culture diverse attraverso la sua melodia e il suo messaggio di pace. Successivamente essi hanno portato sul palcoscenico la celebre commedia musicale ‘Aggiungi un posto a tavola’ che nella sua essenza trasmette il significato di accoglienza, solidarietà e amore verso il prossimo. Insomma, due rappresentazioni che, in un contesto come quello di mercoledì sera, hanno voluto testimoniare l’impegno dei ragazzi a costruire un mondo più inclusivo e solidale. Infine, si sono esibite al pianoforte due ‘perle’ dell’oratorio, Malika Lomartire e Alessio Lamarina ,che, con le loro magiche note, hanno allietato la serata. È stata una manifestazione ricca di emozioni per la quale l’oratorio di San Crispieri ringrazia il direttore artistico Tiziano Pacciana che ha permesso ai ragazzi di contribuire, nel loro piccolo, alla realizzazione di questa importante e meravigliosa seconda edizione dell’evento ‘Concerto empatico emozionale’.