Angelus

La domenica del Papa – Costruire un mondo più giusto

ph Vatican media-Sir
22 Set 2025

di Fabio Zavattaro

Gaza “terra martoriata”: nuovo appello del Papa per la pace, in una piazza San Pietro che vede la presenza di associazioni cattoliche impegnate nella solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza. Con loro, con i pastori delle chiese in Terra Santa, Leone XIV dice: “non c’è futuro basato sulla violenza, sull’esilio forzato, sulla vendetta. I popoli hanno bisogno di pace, chi li ama veramente lavora per la pace”. Parole che fanno eco a quelle pronunciate nella parrocchia vaticana di Sant’Anna dove, in mattinata, ha celebrato Messa. Qui il Papa ha pregato affinché “i governanti delle nazioni siano liberi dalla tentazione di usare la ricchezza contro l’uomo, trasformandola in armi che distruggono i popoli”. Viviamo un tempo “seriamente minacciato dalla guerra” afferma ancora il vescovo di Roma; interi popoli “vengono oggi schiacciati dalla violenza e ancor più da una spudorata indifferenza, che li abbandona a un destino di miseria. Davanti a questi drammi, non vogliamo essere remissivi, ma annunciare con la parola e con le opere che Gesù è il Salvatore del mondo”.

Una riflessione nella domenica in cui le letture e il Vangelo di Luca ci propongono un forte richiamo alla giustizia sociale, soprattutto nei confronti di chi è nel bisogno. Il profeta Amos condanna le ingiustizie nei confronti dei deboli: “voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese” il Signore non dimenticherà. E in Timoteo si legge l’esortazione a pregare per coloro che hanno responsabilità di governo perché possiamo “condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio”.

Luca propone il racconto dell’amministratore licenziato perché ha cercato il proprio guadagno e viene chiamato dal padrone per rendere conto del suo lavoro: “chi serve la ricchezza ne resta schiavo” afferma il Papa nell’omelia a Sant’Anna; “chi cerca la giustizia trasforma la ricchezza in bene comune; chi cerca il dominio trasforma il bene comune nella preda della propria avidità”. La parola del Signore “non contrappone gli uomini in classi rivali”, ma chiede “una rivoluzione interiore, una conversione”; chiede di aprire le nostre mani “per donare, non per arraffare”, di progettare “una società migliore, non per scovare affari al miglior prezzo”.

Così all’Angelus ricorda che “saremo chiamati a rendere conto di come abbiamo amministrato noi stessi, i nostri beni e le risorse della terra, sia davanti a Dio sia davanti agli uomini, alla società e soprattutto a chi verrà dopo di noi”.

Come l’amministratore disonesto che il padrone licenzia, ma, saputo l’inganno operato ai suoi danni – aveva dimezzato i debiti dei debitori, ma anche la parte a lui spettante – viene lodato dal padrone. E qui cominciano i nostri problemi: si può lodare un furbo e imbroglione?

Ovviamente non è l’azione ingiusta che viene lodata, ma l’atto dell’amministratore di farsi degli amici, donando una parte della ingiusta ricchezza accumulata. L’amministratore, afferma papa Leone all’angelus, “comprende che non è l’accumulo dei beni materiali il valore più importante, perché le ricchezze di questo mondo passano”. Così tagliando i debiti perde della ricchezza “ma guadagna degli amici, che saranno pronti ad aiutarlo e a sostenerlo”. L’amministratore, dunque, “pur nella gestione della disonesta ricchezza di questo mondo, riesce a trovare un modo per farsi degli amici, uscendo dalla solitudine del proprio egoismo; tanto più noi, che siamo discepoli e viviamo nella luce del Vangelo, dobbiamo usare i beni del mondo e la nostra stessa vita pensando alla ricchezza vera, che è l’amicizia con il Signore e con i fratelli”. Vengono alla mente le parole di Papa Francesco, il quale, ricordando quanto diceva la nonna a proposito della ricchezza, affermava: “non possiamo portarla con noi, il sudario non ha tasche”.

Il Vangelo, afferma ancora il Papa, ci chiede di riflettere su come “stiamo amministrando i beni materiali, le risorse della terra e la nostra stessa vita che Dio ci ha affidato. Possiamo seguire il criterio dell’egoismo, mettendo la ricchezza al primo posto e pensando solo a noi stessi, ma questo ci isola dagli altri e sparge il veleno di una competizione che spesso genera conflitti”. Oppure riconosciamo che tutto è dono di Dio da amministrare e condividere “per creare reti di amicizia e solidarietà, per edificare il bene, per costruire un mondo più giusto, più equo e più fraterno”.

Diocesi

La festa di Sant’Egidio a Tramontone: il programma

22 Set 2025

La parrocchia e la confraternita intitolate a Sant’Egidio, al quartiere Tramontone, organizzano i solenni e tradizionali festeggiamenti settembrini in onore del santo fraticello tarantino, in programma da mercoledì 24 a domenica 28; durante le sante messe alle ore 8.30 e alle ore 19 il triduo sarà predicato da padre Jean Marie Ishara, missionario saveriano.

Mercoledì 24, alle ore 12.30, nel salone parrocchiale, avrà luogo il consueto pranzo della comunità con i fratelli bisognosi.

Giovedì 25, dalle ore 9.30 alle 12 e dalle ore 17 alle 18.30 si terrà l’adorazione eucaristica durante la quale ci si potrà accostare al sacramento della Riconciliazione; alle ore 19.45, catechesi a cura del laboratorio di iconografia del ‘Sacro Cuore’, che nei giorni 27 e 28 allestirà una mostra di icone.

Venerdì 26, visita agli ammalati della comunità; alle ore 17, torneo di basket sui campetti parrocchiali; alle ore 20, live concert-catechesi ‘Con tutto quello che hai’ con Michele Mancone e Sandro Esposito.

Sabato 27, dalle ore 10 alle 12, spettacolo con Mago Maraldo e giochi per bambini; alle ore 20.30, spettacolo degli ‘Heart’s Music’ con laboratorio musicale integrativo.

Domenica 28, sante messe alle ore 8 – 9.30 – 11 – 18 (quest’ultima presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero); al termine seguirà la processione, con la partecipazione della confraternita di Sant’Egidio nell’abito di rito, per via Gregorio VII, via Gasparri, via D’Acquisto, via Como, via Mediterraneo, via Vozza e via Gregorio VII con rientro in chiesa; alle ore 21.30, spettacolo del gruppo musicale ‘Sepoffà’.

Dal 26 al 28, torneo di calcetto sui campetti parrocchiali, con squadre formate da sei giocatori (tre adulti e tre bambini); per iscrizioni, chiamare il 340.3767906.

Presterà servizio di giro e alla processione la banda musicale ‘Città di Pulsano’ diretta dal m° Francesco Bolognino; le vie attorno alla chiesa saranno illuminate dalla ditta Memmola di Francavilla Fontana.

Medio Oriente sotto assedio

Il silenzio degli innocenti: la tragedia di Gaza del convegno svoltosi in Municipio

19 Set 2025

di Silvano Trevisani

La tragica situazione di Gaza è stata, per forza di cose, l’argomento centrale nell’ultima giornata di approfondimenti che l’Associazione La città che vogliamo ha organizzato per la rassegna “Tre giorni di fine estate”, e che aveva come tema: “La mediterraneità”.

Ne hanno dibattuto, con l’arcivescovo Ciro Miniero, gli europarlamentari Leoluca Orlando, già sindaco di Palermo, e Marco Tarquinio, già direttore di ‘Avvenire’, assieme a Gennaro Giudetti, operatore umanitario, da pochi giorni rientrato da Gaza. Ma il dibattito, svoltosi nel salone degli specchi di Palazzo di città, coincideva con la manifestazione pro Palestina organizzata dalla Cgil che, a Taranto come in tutta Italia, ha indetto uno sciopero generale perché “dopo il precipitare degli eventi e l’invasione dell’esercito israeliano ora si alzi la voce delle piazze e dei luoghi di lavoro anche a Taranto”.

E la manifestazione conclusiva di Taranto si è svolta proprio davanti al Palazzo di città, dove sono intervenuti, tra gli altri, lo stesso Marco Tarquinio, il vicepresidente del Movimento 5Stelle, Mario Turco, il segretario generale della Cgil Giovanni D’Arcangelo.

Il convegno, coordinato da Angelo di Leo, è stato aperto da Giovanni Liviano, coordinatore dell’Associazione, oltre che presidente del Consiglio comunale di Taranto, il quale ha ricapitolato i contenuti dei tre incontri svoltisi nei giorni precedenti, e che, fondati sul tema centrale della Speranza, che è poi lo stesso tema del Giubileo 2025, hanno esaminato il ruolo che la politica è chiamata a svolgere, quello delle università e, più specificamante, il futuro di Taranto.

Il ruolo di Taranto, centro strategico per il Mediterraneo, sul quale Giovanni Paolo II invitò a elevare un “ponte di pace”, e che nel 2026 ospiterà i Giochi del Mediterraneo, ha fornito materia per entrare sul vivo del rapporto tra i paesi che si affacciano sul mare che, da crocevia delle civiltà si è trasformato, secondo la definizione di papa Francesco, il più grande cimitero liquido.

Gennario Giudetti, giovane tarantino che da anni svolge il ruolo di operatore umanitario in numerosi fronti internazionali, è reduce da Gaza e, ancora una volta, ha fornito testimonianza a dir poco drammatica del genocidio che stra avvenendo a Gaza a opera del governo di Israele guidato da Netanyahu, e per il quale ancora si gioca sulla definizione. Il suo racconto ha sconvolto i presenti, semplicemente dimostando che quel che appare in tv è solo la minima parte di quello che avviene nella realtà e che comporta la distruzione sistematica, quasi scientifica, di un popolo. E tra l’altro, l’uccisione sistematica dei bambini perché non diventino i terroristi di domani.

“Certamente – ha detto monsignor Miniero – non possiamo arrenderci dinanzi a una situazione del genere. Si cera di zittire defitivamente quello che potremmo definire “il silenzio degli innocenti”. Ma non si può tappare la bocca all’umanità intera, che sta reagendo a questa situazione insostenibile. Ma ogni guerra deve essere decisamente avversata perché la guerra si regge sulla morte dell’altro, e non porta a nessun risultato. Eliminare chi non la pensa come noi è un’aberrazione che disconosce Dio dovunque essa venga perpetrata. La Speranza è l’unica forza capace di sconfiggere la violenza e la prepotenza che la guerra nasconde dietro falsi ideale, spesso anche dietro la religione”.

Tarquinio e Orlando, da parte loro, hanno spiegato le difficoltà incontrate nella battaglia condotta nel Parlamento europeo per indurlo a votare per la prima volta, una condanna del genocidio in corso. Che è ancora un primo passo, contrastato da una parte conservatrice, compresa quella italiana, ma che apre finalmente a una presa di coscienza. Anche perché molti paesi, compresa l’Italia, continuano imperterriti a fornire armi a Israele.

Solo il seme dell’interdipendenza, che contrasta i nazionalismi sovranistici, secondo quello che fu l’insegnamento di Aldo Moro, potrà dare nuovo respiro alla mediterraneità, all’Unione europea e a tutto il mondo.

Ecclesia

Per il decennale della Laudato si’, un corso di ecologia integrale

Organizzato da Caritas italiana, Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv) e Fondazione Lanza

19 Set 2025

I dieci anni dell’enciclica Laudato si’, vissuta come lievito che nutre la speranza: questa la prospettiva di un evento speciale che lunedì 22 settembre, dalle 17.30 alle 19.30, introdurrà il ‘Corso nazionale di formazione per comunità e parrocchie verso l’ecologia integrale’ al via dal mese di ottobre.

L’evento speciale di lunedì 22

Ad aprire l’appuntamento del 22 sarà padre Patricio Sarlat, del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale.
Previsti gli interventi di don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana (Cei), di Letizia Tomassone, pastora valdese di Napoli, e di Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana ets.

Modererà Paolo Valente, vicedirettore di Caritas italiana.

Il titolo dell’appuntamento, che si terrà online, è: ‘I 10 anni della Laudato si’: nutrire la speranza con l’ecologia integrale’

Per iscriversi all’evento speciale è sufficiente registrarsi a questo indirizzo


 

Relazioni, interventi e dibattito introdurranno il corso nazionale, giunto alla sua quinta edizione. Un’edizione speciale, nell’anno del Giubileo della speranza, in un mondo ferito dall’avanzare delle guerre e delle ingiustizie sociali e ambientali, dove si rafforza però la consapevolezza dell’urgenza di trasformare i comportamenti per tutelare la casa comune e la famiglia umana.

Il corso, con l’impegno ad accompagnare l’ecologia integrale nelle diocesi e sui territori e a supportare pratiche e politiche per nutrire la speranza in un futuro sostenibile, è organizzato da Caritas italiana, Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv) e Fondazione Lanza.

“Questa nuova edizione, nell’anno del Giubileo della speranza, vuole richiamare l’attualità dell’enciclica Laudato si’, a dieci anni dalla sua pubblicazione, di fronte ai nuovi scenari di competizione e riarmo”, sottolineano le organizzazioni.
“Il mondo sta vivendo un cambiamento d’epoca che può portare a scenari particolarmente preoccupanti per la casa comune, oppure aprire a percorsi di rinascimento e speranza”.

E ancora: “Il Giubileo ci invita alla ripartenza, al rinnovamento, alla liberazione; una liberazione che viene dalla Parola, con una lettura dei segni dei tempi che ci porta a rinnovare il nostro impegno sulle tracce dell’ecologia integrale”.

Il corso

Con la nuova edizione, il corso intende rafforzare l’impegno nel leggere i segni dei tempi e nel promuovere e condividere l’impegno per l’ecologia integrale in particolare su tre temi principali: la transizione energetica, la finanza, gli investimenti e il debito, la partecipazione al cambiamento. Dal punto di vista metodologico sarà ricalcata l’impostazione per temi e pratiche chiave dell’ecologia integrale con un maggiore approfondimento: ogni tema sarà sviluppato infatti in due lezioni dando più spazio sia alla comprensione del contesto sia alle pratiche in essere, in modo anche da offrire più tempo per la partecipazione e lo scambio. Per ogni incontro si potrà contare su un intervento sul senso motivazionale del nostro agire, su uno sguardo che lega il locale al globale e su un intervento dedicato a rinnovare i nostri approcci comunicativi.

Come nelle edizioni precedenti, il corso si strutturerà in sei appuntamenti che si terranno di lunedì, a partire dal 6 ottobre, dalle 17.30 alle 19.30 online.

Durante questi sei incontri si affronteranno tre tematiche che chiamano ad un rinnovato impegno delle nostre comunità:

• la transizione energetica e le Comunità energetiche rinnovabili;
• il debito inanziario ed ecologico;
• la partecipazione per una cittadinanza ecologica.

Per ogni tematica vi sarà un primo incontro di approfondimento con un intervento di presentazione dell’argomento, uno più breve di focalizzazione su un aspetto speciico e un terzo contributo con le motivazioni al cambiamento alla luce della Dottrina sociale della Chiesa;

nel secondo incontro saranno presentate e discusse due esperienze con attenzione alla loro replicabilità, seguite da un focus sulla comunicazione.

Per partecipare alla formazione è richiesta l’iscrizione e il versamento di una quota di 35 euro come impegno di presenza e relativo minimo sostegno ai costi dell’iniziativa. Ai partecipanti saranno anche forniti materiali come registrazioni, slide e documenti, e un attestato di partecipazione. Tra i media partner, Avvenire fornirà l’accesso gratuito al giornale online per il periodo del corso.

Per iscriversi al corso registrarsi a questo indirizzo

 

Cinema

Il congedo elegante da “Downton Abbey” e il cinema gentile di Gianni Di Gregorio, “Come ti muovi, sbagli”

19 Set 2025

di Sergio Perugini

Un addio in grande stile. È ‘Downton Abbey – il gran finale’, terzo e ultimo film cinematografico nato dalla popolare serie britannica creata da Julian Fellowes nel 2010 e diventata un cult amatissimo in tutto il mondo. Diretto con mestiere da Simon Curtis, il film affronta il tema del cambiamento socio-economico nell’Inghilterra del 1930. Nonostante la struttura narrativa sia poco consistente, il racconto si mantiene sempre sontuoso, impreziosito da messa in scena e costumi preziosi. A brillare è soprattutto il cast, riunito al gran completo. Un congedo con eleganza.
Da Venezia82 è in sala la commedia “Come ti muovi, sbagli” di e con Gianni Di Gregorio, con Greta Scarano e Iaia Forte. Uno sguardo dolce e lieve sulla terza età. Un professore in pensione, genitore-nonno, che si barcamena per i suoi familiari cercando di proteggere una porzione di vita personale, affettiva. Umorismo acuto e gentile.

Downton Abbey – il gran finale
È tempo di salutare l’universo narrativo di ‘Downton Abbey’ creato da Julian Fellowes nel 2010, durato sei stagioni di successo – è la serie inglese più vista al mondo – e tre film al cinema. Il terzo, ‘Downton Abbey – il gran finale’ (Downton Abbey. The Grand Finale), è già nelle sale dall’11 settembre.
Scritto e prodotto dallo stesso Fellowes, il film è diretto dalla mano esperta di Simon Curtis (“Marilyn”, 2011; “Woman in Gold”, 2015; “Downton Abbey II. Una nuova era”, 2022). Un capitolo finale della saga cui prendono parte tutti gli interpreti, diventati la grande famiglia di Downton: Michelle Dockery (Lady Mary), Hugh Bonneville (Robert Crawley), Elizabeth McGovern (Cora Crawley), Laura Carmichael (Lady Edith), Jim Carter (Carson), Phyllis Logan (Mrs. Hughes), Brendan Coyle (Bates), Joanne Froggatt (Anna), Lesley Nicol (Mrs. Patmore), Penelope Wilton (Lady Isobel), compresi i guest Paul Giamatti (Harold), Dominic West (Guy Dexter) e Alessandro Nivola (Gus Sambrook). Il film è targato Carnival Films, Universal Pictures e Focus Pictures.

La storia

Inghilterra 1930, la serenità di Downton Abbey è scossa da una serie di cambiamenti. Anzitutto la famiglia Crawley, seppur viva ancora agiatamente, deve fare i conti con un mondo in profonda agitazione socio-economica. È chiamata a ripensare a molte spese e a pianificare la vendita di alcune proprietà. Dagli Stati Uniti arriva Harold, il fratello di Cora, che le comunica di aver perso la fortuna di famiglia a seguito di investimenti sbagliati legati alla crisi del 1929. Le sfida più grande, però, è la salvaguardia dell’onore e della rispettabilità sociale, minacciati dalla notizia del divorzio di Lady Mary…

ph credit: Rory Mulvey / © 2025 Focus Features llc

“Questo film – ha raccontato il regista – è un ritratto affettuoso dei personaggi mentre varcano gli anni ’30, e scaviamo nelle emozioni dei protagonisti alla fine della storia che stiamo raccontando. (…) Julian ha una grande umanità e dona a ogni personaggio, indipendentemente dalla classe sociale, dal sesso o dall’età, dignità, arguzia e calore. Adoro quei piccoli momenti di umanità tra i diversi personaggi, con l’ulteriore consapevolezza toccante che, molto spesso, questi momenti sono i loro ultimi insieme”.

Dalle parole di Simon Curtis emerge con chiarezza il punto di forza di quest’ultimo film. Si tratta di un congedo dalle stanze del castello nello Yorkshire, volgendo lo sguardo qua e là a luoghi amati nel corso della serie e soprattutto a personaggi indimenticabili, radicati nel cuore degli spettatori. E poco importa se la trama risulta fragile, quasi inconsistente. L’importante è godersi un’ultima serata in compagnia dei propri beniamini. Fellowes formula battute e dialoghi acuti e scoppiettanti, che caratterizzano perfettamente i personaggi e rimangono impresse in maniera nitida; in più l’autore si diverte a ricollegare la narrazione con situazioni del passato, episodi della serie, rafforzando il tratto avvolgente, familiare, del racconto:il richiamo all’ironia di Lady Violet (la compianta Maggie Smith), alle sue opinioni sui cambiamenti sociali, a cominciare dal suo sbalordirsi per il concetto di “weekend”; ancora, il dialogo tra Mrs. Hughes e Mrs. Patmore sulla vita coniugale oppure la verità sul legame tra Robert Crawley e il maggiordomo Bates, senza dimenticare i nostalgici omaggi agli scomparsi Matthew e Lady Sybil.

ph credit: Rory Mulvey / © 2025 Focus Features llc

“Downton Abbey. Il gran finale” conquista per la raffinata e impeccabile messa in scena, tra la cura degli interni del castello (salotto, camere da letto, scene di colazioni o cene di famiglia) e le suggestive riprese in esterna come l’ippodromo di Ascot; splendidi, poi, i costumi firmati Anna Robbins e le inconfondibili musiche di John Lunn.

Il film è un valzer di dolci emozioni, marcate soprattutto da malinconia, per un mondo che volge al termine,sia perché la storia e la società inglese sono destinate a cambiare inesorabilmente sotto i colpi di una modernità incalzante, sia perché quella dei nostri protagonisti volge al termine. Un elegante addio, tra sorrisi e lampi di commozione.

Come ti muovi, sbagli

Romano, classe 1949, Gianni Di Gregorio ha debuttato tardi dietro alla macchina da presa. Nel 2008 firma la sua opera prima, la commedia “Pranzo di ferragosto”, raccogliendo consensi di critica e pubblico, vincendo anche il David di Donatello come miglior regista esordiente. Negli anni sono seguiti titoli sullo stesso tracciato che ne hanno confermato abilità, umorismo acuto e respiro poetico: “Gianni e le donne” (2011), “Lontano lontano” (2019) e “Astolfo” (2022). A Venezia82 – Giornate degli Autori ha presentato il nuovo film “Come ti muovi, sbagli”, di cui è regista e sceneggiatore (il copione è firmato con Marco Pettenello), una metafora sulla terza età, colta tra affanni familiari e desiderio di sentimenti. Oltre a Di Gregorio, nel cast anche Greta Scarano, Tom Wlaschiha e Iaia Forte. Prodotto da Bibi Film e Rai Cinema, il film è nelle sale con Fandango.

La storia

Roma oggi, un professore ultrasettantenne trascorre placidamente le sue giornate da pensionato scandite da una certa routine. All’improvviso sua figlia Sofia fa ritorno a casa dalla Germania portando con sé i due figli preadolescenti: ha scoperto che il marito Helmut l’ha tradita e non vuole più saperne di lui. Al professore non rimane che occuparsi dei nipoti, provare a consigliare tanto la figlia quanto il genero, e al contempo a salvare la sua amicizia con Giovanna, messa a dura prova dalla sua indecisione e dalle incombenze familiari…

 


“C’è una cosa – dichiara il regista – della quale noi umani a quanto pare, non possiamo fare a meno: la famiglia. Infatti, cosa c’è di più bello della famiglia? E cosa c’è di più impegnativo della famiglia, con il suo incommensurabile carico d’amore che schiaccia ogni velleità personale, ogni anelito di libertà e di pace? Questo film è dedicato alla famiglia e dunque all’amore, questa forza che ci fa fare cose che non avremmo mai creduto di poter fare, rendendoci allo stesso tempo formichine al lavoro ma anche eroine ed eroi epici”.

Di Gregorio ci regala un altro puntuale sguardo sulla società odierna, servendosi come sempre della sua consueta cifra dolce e semiseria. Ci racconta ancora una volta l’ultima stagione dell’esistenza, la terza età, tra ripetitività, stanchezze varie ma anche un vibrante desiderio di vita, dove c’è posto ancora per amare ed essere amati. L’autore, con stile accorto e brillante, tratteggia un protagonista ancora una volta vicino alla propria età, esplorandone bene la condizione tra luci e chiaroscuri. Il suo sguardo per lo più è rivolto alle tonalità calde, quelle della fiducia e della speranza.Il professore vive in un guscio, in una comfort zone, da cui è scosso dalla figlia Sofia con figli e problemi al seguito, che lo spingono a cercare soluzioni per tutti, soprattutto a preservare i propri spazi di autonomia e a trovare il coraggio di cogliere le tenerezze dell’amore.

“Come ti muovi, sbagli” è una commedia simpatica e gentile, all’apparenza semplice ma a ben vedere segnata da una chiara densità tematica.Un racconto che scivola via su un copione ben scritto, che coniuga realismo e umorismo garbato, regalando suggestioni acute e divertenti. Un cinema che si apprezza con facilità, per la sua scorrevolezza ma anche per i suoi lampi di poesia quotidiana.

 

Drammi umanitari

Amnesty: “Dal rapporto Onu, ulteriore conferma che a Gaza è un genocidio”

ph Afp-Sir
19 Set 2025

di Patrizia Caiffa

“Mentre le autorità e le forze israeliane intensificano la loro brutale campagna di distruzione, in particolare a Gaza City, il severo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite fornisce un’ulteriore conferma di quanto Amnesty International e altre organizzazioni affermano da mesi: le autorità e le forze israeliane hanno commesso e stanno continuando a commettere genocidio nei confronti della popolazione palestinese di Gaza”: lo ha affermato la segretaria generale di Amnesty International, Agnès Callamard, commentando il rapporto presentato dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato (Coi), compresa Gerusalemme Est, e Israele, alla 60ª sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.
L’Onu ha concluso che le autorità e le forze israeliane hanno commesso e stanno continuando a commettere genocidio nella Striscia di Gaza occupata. “Sulla base del precedente rapporto, l’ultima relazione della Coi conclude che esistono motivi ragionevoli per affermare che le forze e le autorità israeliane hanno commesso quattro atti proibiti dalla Convenzione sul genocidio, ossia: uccidere membri del gruppo, infliggere loro gravi danni fisici o mentali, imporre deliberatamente al gruppo condizioni di vita intese a provocarne la distruzione fisica totale o parziale, imporre misure volte a impedire le nascite – precisa Callamard -. Fondamentale è che la Coi abbia inoltre concluso che le autorità e le forze israeliane hanno avuto e continuano ad avere l’intento genocidario di distruggere, in tutto o in parte, la popolazione palestinese della Striscia di Gaza. Dichiarazioni rese dalle autorità israeliane costituiscono prove dirette dell’intento genocidario, mentre il modello di condotta delle forze israeliane fornisce prove indirette sufficienti a farne derivare come unica inferenza ragionevole l’esistenza di tale intento.

Non c’è più tempo per le scuse: con il moltiplicarsi delle prove del genocidio di Israele, la comunità internazionale non potrà dire di non sapere – dichiara -. Questo rapporto deve indurre gli Stati ad agire immediatamente e a rispettare i loro obblighi giuridici e morali per fermare il genocidio in corso”.  Amnesty international esorta tutti gli Stati, “a cominciare da quelli che negli ultimi due anni hanno sostenuto Israele, a cambiare rotta, a dare ascolto alle conclusioni formulate da numerosi esperti e a fare tutto ciò che è in loro potere per proteggere la popolazione palestinese, fermare il genocidio in corso nella Striscia di Gaza e prevenirne la possibile estensione al resto del Territorio palestinese occupato”.

Diocesi

Lunedì 22 il seminario minore inaugura il nuovo anno formativo

ph seminario di Taranto
19 Set 2025

di Michele Monteleone

Al seminario minore di Taranto, lunedì 22 settembre alle ore 19 si inaugurerà ufficialmente il nuovo anno formativo. L’evento si aprirà con la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto, alla presenza delle famiglie dei seminaristi, delle comunità parrocchiali di origine con i rispettivi parroci, dei sacerdoti residenti, dei dipendenti, degli insegnanti e degli amici tutti. Al termine della santa messa, la serata proseguirà con un momento conviviale.

Quest’anno la proposta educativa e spirituale sarà scandita dalla figura del profeta Geremia, guida esemplare per chi, nella propria giovinezza, si interroga sul senso della vita e sulla chiamata di Dio Padre. «Àlzati e scendi nella bottega del vasaio» (Ger 18,2) è l’invito che il Signore rivolge a Geremia e che risuonerà come filo conduttore delle attività formative e pastorali dell’anno. Una parola che si fa incoraggiamento per i seminaristi, chiamati a crescere nella consapevolezza che la debolezza umana non è un ostacolo, ma uno spazio in cui Dio manifesta la sua forza.

La scelta di Geremia come guida spirituale sottolinea la volontà di aiutare i ragazzi a discernere la voce del Signore, a maturare nella fede e a rafforzare il legame con le loro comunità di provenienza, in un clima di ascolto e di corresponsabilità ecclesiale.

Con la benedizione e la vicinanza del nostro arcivescovo, il seminario minore di Taranto si prepara dunque ad avviare un nuovo cammino, confidando che l’esempio del giovane profeta possa ispirare i seminaristi a vivere con fiducia e coraggio la loro formazione umana e spirituale.

Sport

Eccellenza, il Taranto supera l’UC Bisceglie e guarda tutti dalla vetta

foto G. Leva
19 Set 2025

di Paolo Arrivo

Allungare la striscia positiva e mantenere l’imbattibilità nel raggruppamento che l’ha visto protagonista presto. Ovvero conquistare la vetta solitaria della classifica: era questo l’obiettivo del Taranto alla vigilia del match con l’Unione Calcio Bisceglie, recupero della prima giornata del campionato di Eccellenza pugliese. La squadra di mister Danucci,  nella quale ha fatto ingresso il trequartista bosniaco Boze Vukoja, aveva piena consapevolezza delle difficoltà incontrate nelle prime tre partite, vinte in modo rocambolesco; ma pure delle loro qualità, dei loro mezzi. Quelli che li hanno portati meritatamente al successo. Ebbene, la missione è stata portata a compimento, tra le mura amiche dello stadio Italia di Massafra: superando per 2-0 l’UC Bisceglie gli ionici hanno fatto il quarto centro, grazie alle reti messe a segno da Matias Etchegoyen nella prima parte dell’incontro, e da Nicola Russo nella seconda. E sotto tanti aspetti hanno anche mostrato segnali di crescita.

Il match Taranto – UC Bisceglie

Rossoblu padroni del campo nel primo tempo. Dopo l’eurogoal di Etchegoyen, un gran destro da fuori area al 21’, sfiorano il raddoppio dal limite con Alessandro Di Paolantonio, poi proprio con Vukoja che centra il palo (oltre al croato, ha fatto il suo esordio anche Cristian Hadziosmanovic in difesa). Gli ospiti non hanno un atteggiamento remissivo ma non riescono mai a rendersi pericolosi. Nella ripresa l’UC è più volenterosa e per due volte va al tiro in porta. I padroni di casa si rivedono in avanti con un’azione personale di Talla Souare che però si vede chiudere lo specchio della porta. Poi è Jeffery Imoh a sprecare da posizione favorevole allungandosi il pallone. Il risultato resta in bilico e il Taranto si deve difendere. Poco da segnalare: una conclusione dalla lunga distanza di Moriféré Koné per il Bisceglie. In pieno recupero, all’ultimo dei cinque minuti concessi dall’arbitro (impeccabile il fischietto della signora Valeria Pepe di Lecce), il Taranto legittima il successo con Russo, servito da Ante Kordic caparbiamente. E raccoglie gli applausi dei suoi encomiabili supporter.

Il campionato

Tra due giorni, domenica ventuno settembre, i rossoblu andranno in scena sul campo del Galatina per la quinta giornata del girone di andata. Non dovrebbe essere una trasferta proibitiva. La squadra allenata da Alessandro Longo, tecnico validissimo, con esperienza anche all’estero, occupa infatti la parte bassa della graduatoria: viene da tre pareggi consecutivi, dopo la pesante sconfitta interna inflitta dal Brindisi. Per il Taranto la quinta vittoria consecutiva gli consentirebbe di mantenere almeno invariata la distanza dal Bisceglie. Che ha un punto in meno degli ionici, al secondo posto, e uno in più del Brindisi. Saranno loro probabilmente a darsi battaglia in questo torneo. Un campionato che, a ben guardare, oltre ad essere intenso sul piano agonistico, non manca di offrire spettacolo e un calcio gradevole.

Taranto – UC Bisceglie nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

 

Diocesi

Pellegrinaggio fra chiese giubilari

19 Set 2025

A San Marzano la parrocchia di San Carlo Borromeo organizza per domenica 21 settembre il pellegrinaggio a piedi tra chiese giubilari. Si partirà alle ore 5 del mattino dal santuario rupestre della Madonna delle Grazie da dove si raggiungerà il santuario di San Cosimo alla Macchia (Oria), dove, all’arrivo, alle ore 11, sarà celebrata la santa messa, occasione per ottenere l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni.

Diocesi

Festa liturgica di San Pio da Pietrelcina al Divino Amore

ph Sir
19 Set 2025

La parrocchia del Divino Amore di Martina Franca terrà la festa liturgica in onore di San Pio da Pietrelcina: lunedì 22 settembre alle ore 21.30 ci sarà la veglia di preghiera per ricordarne il transito al Cielo (23 settembre 1968), con proiezione di un filmato sul frate stimmatizzato.

Martedì 23 settembre, alle ore 18.15, recita del santo rosario meditato e alle ore 19 il parroco mons. Giuseppe Ancora presiederà la solenne celebrazione eucaristica in onore di San Pio.

Diocesi

Festa liturgica di San Pio da Pietrelcina al Divino Amore

ph Sir
19 Set 2025

La parrocchia del Divino Amore di Martina Franca terrà la festa liturgica in onore di San Pio da Pietrelcina: lunedì 22 settembre alle ore 21.30 ci sarà la veglia di preghiera per ricordarne il transito al Cielo (23 settembre 1968), con proiezione di un filmato sul frate stimmatizzato.

Martedì 23 settembre, alle ore 18.15, recita del santo rosario meditato e alle ore 19 il parroco mons. Giuseppe Ancora presiederà la solenne celebrazione eucaristica in onore di San Pio.

Musica

Tante grandi stelle per la Stagione eventi musicali dell’ico Magna Grecia

18 Set 2025

di Silvano Trevisani

“Una Stagione ricca di stelle che arricchisce fortemente l’esperienza pluriennale dell’Orchestra della Magna Grecia”. Così Piero Romano ha definito la Stagione numero 36 dell’Ico Magna Grecia, aprendo la conferenza stampa nei foyer de Teatro Orfeo. Oltre allo stesso Romano, presenti all’incontro Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e valorizzazione del territorio, Mattia Giorno, vicesindaco e assessore con delega a Progetti, opere e finanziamenti strategici, rapporti internazionali, grandi eventi, innovazione e politiche giovanili, e Adriano Di Giorgio, direttore artistico del Teatro Orfeo. “Ci troviamo all’apertura di questa 36sima edizione – ha detto Romano – e come ogni edizione si rinnova l’emozione perché è un nuovo sogno che si incastona nel nostro anello, attraverso la partecipazione di grandissimi artisti che vengono qui spesso e volentieri per delle prime assolute. Taranto diventa palcoscenico di appuntamenti esclusivi. Partiamo con Rafael Gualazzi che nel 2011 rappresentò l’Italia all’Eurovision, perché vincitore di Sanremo, che sarà presente qui di nuovo ma rinnovato nella sua esperienza”. Ed è questo, per Romano, un esempio calzante del ‘sistema’ Magna Grecia. “Pensiamo che Rafael Gualazzi veramente interpreti quello che è il nostro modo di lavorare, cioè partire dal classico e arrivare al pop. Non posso dimenticare appunto che Rafael Gualazzi si riscaldava le mani con gli studi di Chopin proprio sul palcoscenico del teatro Orfeo”. Quindi cita gli altri grandi artisti che fanno parte del cartollone 2025/2026: Richard Galliano, che porterà musiche sue e musiche di Cazzolla, Ermal Meta, le Divas, Rais, Jasmine Choi, Giuseppe Greco, Dardust, Mario Incudine. E via via tutti gli altri. “Questa rassegna è in realtà all’insegna della musica contemporanea che si unisce alla tradizione. E tutto questo naturalmente lo facciamo nel segno della qualità e soprattutto di collaborazioni che possono avere il loro futuro nella produzione italiana. Non dobbiamo dimenticare che molte produzioni, nate sul nostro palcoscenico, oggi sono in giro per i palcoscenici d’Italia. Ma abbiamo già delle produzioni che porteremo all’estero il prossimo anno. Posso già anticipare che saremo in Francia e in Austria e in altri Festival prestigiosi. Ne siamo contenti, ma siamo anche pienamente convinti che questo può essere veramente il giro di boa che aspettavamo cioè: Taranto al centro di un interesse internazionale dal punto di vista culturale”.

Il vicesindaco, Mattia Giorno, ha sottolineato come l’Orchestra della Magna Grecia “si conferma ancora una volta un’eccellenza, presentando una stagione di eventi musicali con nomi di carattere nazionale e internazionale che non sono soltanto un motivo di vanto per la comunità tarantina, da ospitare qui per la cultura dell’intrattenimento, ma sono anche un modo per rendere grande Taranto agli occhi di chi viene da fuori, e da portare in giro per la Puglia, l’Italia, il mondo. Siamo contenti di continuare a lavorare investendo sulla cultura sull’arte, in questo caso sulla musica e la nostra vicinanza e anche il nostro augurio all’orchestra della Magna Grecia per questa importante stagione di eventi”.

Aldo Patruno, da parte sua, ha sottolineato come dalla Magna Grecia siano sempre stati presentati visioni più che semplici progetti, facili da condividere e collaborare.

L’intero programma è visionabile sul sito dell’Orchestra della Magna Grecia, su facebook e istagram.