Diocesi

Workshop, lezioni-concerto per i WakeUp Gospel Project a Martina Franca

16 Ott 2025

di Angelo Diofano

Da venerdì 17 a domenica 19 ottobre torna a Martina Franca il ‘WakeUp Gospel Fest’, l’evento artistico di musica gospel che prevede workshop, didattica e concerti, con la direzione artistica del m° Graziano Leserri.

Alla sua quinta edizione, l’evento è organizzato dall’associazione ‘Music Time aps ets’ e dal gruppo ‘WakeUp Gospel Project’ (che festeggia i 20 anni di attività e conerti in tutt’Italia) in collaborazione con il Comune di Martina Franca, l’assessorato comunale alle attività culturali e Gtm Ministries, con il patrocinio della Fondazione Paolo Grassi e Festival della Valle d’Itria, Feniarco, Arcopu e Regione Puglia.

Il successo delle edizioni precedenti rende l’appuntamento martinese il più grande evento gospel ‘made in Puglia’, particolarmente atteso dagli addetti ai lavori, e non solo: un momento in cui cantanti e artisti condividono musica, amicizia e fede con allievi, studenti e pubblico, sulle note di questo particolare tipo di musica.

Il focus del programma è la formazione vocale e la realizzazione di un workshop corale, sotto la guida del m° Graziano Leserri, direttore artistico e frontman dei Wakeup, e l’artista Isaac Cates, proveniente da Kansas City-Usa. Tanti i momenti di aggregazione previsti tesi a favorire la condivisione di idee e valori di pace e fratellanza, cardini della musica gospel, con laboratori che si terranno al Piccolo teatro comunale ‘Valerio Cappelli’.

Sabato 18 ottobre il gruppo farà tappa anche alla parrocchia Regina Mundi di Martina Franca, dove animerà la celebrazione delle ore 18 in pieno stile gospel, cui seguirà un flash mob per le strade.

Al termine dei tre giorni di laboratori, domenica sera 19  gli allievi si esibiranno al Teatro Nuovo di Martina Franca nel ‘The Gospel Show’ diretti dai maestri Graziano Leserri, con i suoi WakeUp Gospel Project, e Isaac Cates. Sul palco saranno oltre novanta artisti in una cornice musicale dal sapore internazionale. Il concerto promette di essere un viaggio musicale indimenticabile nel sound e nell’atmosfera del gospel internazionale che coinvolgerà anche il pubblico, con la presentatrice Emanuela Aureli (nota e poliedrica performer) che spingerà la conduzione anche su note musicali e divertimento.

Infine, lunedì 20 i WakeUp terranno una lezione concerto mattutina al Teatro Nuovo con le classi degli istituti scolastici del territorio che hanno aderito all’iniziativa al fine di stimolare nei ragazzi la percezione delle varie componenti del messaggio musicale vocale e strumentale, con l’esecuzione live di brani tratti dal repertorio di musica gospel e soul. Il m° Isaac Cates modererà il dibattito in lingua inglese con i ragazzi, rispondendo a domande e curiosità.

«Questo FEST nasce dal desiderio di unire voci, storie e vite attraverso il canto, con un genere musicale che parla di rispetto, pace e condivisione e che nella fede cristiana trova pienezza e motivo d’essere – spiega il m° Graziano Leserri – Così è stato nelle prime quattro edizioni e così mi auguro sarà per coloro che si affacceranno a questa quinta edizione. Ringrazio tutti i ragazzi e le ragazze che hanno calcato questi venti anni di musica dei WakeUp Gospel Project, lo staff del ‘Fest’ e il Comune di Martina Franca in primis per la collaborazione e il sostegno».

«Questa edizione del WakeUp Gospel Fest (su cui l’amministrazione comunale ha creduto fortemente) assume una notevole importanza anche grazie al lavoro costante, alla dedizione e alla professionalità dei suoi organizzatori. Il gruppo, guidato dal m° Graziano Leserri, eccellenza del nostro territorio, ha superato, ormai, i confini nazionali dando lustro e prestigio ad un genere che affonda le sue radici nella storia” – sottolinea l’assessore alla cultura Carlo Dilonardo.

 

Per lo spettacolo di domenica 19, i biglietti sono disponibili in prevendita su Liveticket.it, ai punti vendita segnalati nel sito www.wakeupgospel.it e al botteghino del Teatro Nuovo nel giorno dello spettacolo.

 

Diocesi

Ci ha lasciato, improvvisamente, don Emidio Dellisanti

15 Ott 2025

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 15 ottobre, ci ha lasciato improvvisamente don Emidio Dellisanti, parroco della Madonna delle Grazie, a Grottaglie.
I funerali del sacerdote crispianese, si svolgeranno domani, giovedì 16, nella sua città natale, alle ore 16.30, nella parrocchia Santa maria della Neve.

Don Emidio Dellisanti era nato a Crispiano il 26 novembre 1969, è stato alunno del seminario regionale di Molfetta.

Ammissione agli Ordini: Taranto, 31.3.1994  Concattedrale dall’arcivescovo Benigno Luigi Papa
Accolitato Molfetta, 7.3.1996 Seminario dal Vesc. di Molfetta, D. Negro
Diaconato: Crispiano, 4.10.1996 Parr. “S. Francesco d’Assisi” 

PRESBITERATO: Crispiano, 3 agosto 1997 Parr. “S. Francesco d’Assisi” dall’arcivescovo Benigno Luigi Papa

INCARICHI RICOPERTI: 

Vicario Parrocchiale della Basilica Collegiata “S. Martino” in Martina Franca (1997 – 1998) 

Assistente Diocesano dell’Azione Cattolica settore ragazzi (6.7.1998 – 2001) 

Segretario particolare dell’Arcivescovo Benigno Luigi Papa 

Vicario Parrocchiale della Basilica Collegiata “S. Martino” in Martina Franca (1.9.1999) 

Vicario Parrocchiale della Parrocchia “S. Pio X” in Taranto (1.9.2001) 

Assistente Diocesano dell’Azione Cattolica settore giovani (2001 – 2003) 

Padre Spirituale nel Seminario Arcivescovile di Taranto (2002) 

Parroco della Parrocchia “S. Maria Goretti” in Crispiano (2003 – 2010) 

Assistente Ecclesiastico AGESCI di zona – Taranto (2009) 

Direttore del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile (2010) 

Segretario particolare dell’Arcivescovo Papa e poi dell’Arcivescovo Santoro (2010 – 2013) 

Amministratore Parrocchiale di Torricella Agosto 2012 

Parroco della Parrocchia Madonna delle Grazie in Grottaglie (1.10.2013)

Eventi in diocesi

‘Volare oltre i limiti’: al Rosario di Talsano, la Settimana dello studente

Da lunedì 20 a venerdì 24, ruoterà attorno alla figura di san Giuseppe da Copertino, patrono di chi studia

15 Ott 2025

‘Volare oltre i limiti’: questo è il tema scelto dall’oratorio ‘Maria Ausiliatrice di Taranto e la parrocchia Maria SS. del Rosario di Talsano per celebrare la figura di san Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti. Lo faranno nel corso della Settimana dello studente che partirà lunedì 20 ottobre e si concluderà venerdì 24 con una serie di appuntamenti all’interno degli istituti scolastici, al mattino, e negli spazi parrocchiali del ‘SS. Rosario’ di Talsano, al pomeriggio.

La memoria liturgica del santo salentino cade il 18 settembre, quindi nell’immediatezza dell’avvio dell’anno scolastico: troppo presto, per ovvie questioni organizzative, affinché suor Teresa Cinque e suor Maria Grazia Rizzo, rispettivamente direttrice dell’istituto e responsabile dell’oratorio Maria Ausiliatrice, e don Armando Imperato – supportato dal diacono don Antonio Acclavio – potessero articolare un evento che prevedesse la collaborazione degli istituti scolastici, per le attività mattutine. Da qui la scelta di ricordare il ‘santo dei voli’ in questo momento dell’anno.

Entrando nel dettaglio, lunedì 20, dalle ore 17, sarà proiettato il corto ‘Giuseppe’ del regista Mirko Di Lorenzo, realizzato dai ragazzi del centro diurno di riabilitazione psichiatrica ‘Phoenix’ – coop. Nuova luce di Manduria, tutti presenti alla serata, insieme allo staff del dott. Orazio Antonio Lippolis, direttore del Centro di salute mentale del polo orientale Manduria-Grottaglie dell’Asl di Taranto.

Martedì 21, dalle ore 17.30, ‘C’erano una volta… i giochi di strada’ per le vie della borgata tarantina.

Mercoledì 22, sempre dalle 17.30, ‘Crea il tuo aquilone’, laboratorio a cura dell’Associazione aquilonistica della città dei due mari, unico evento che richiede una quota di partecipazione di 5 euro procapite.

Giovedì 23, a partire dalle ore 19.30, Excape room, nelle sali parrocchiali.

Venerdì 24, dalle ore 17.30, festa conclusiva per le vie di Talsano con la distribuzione di panini alla nutella per tutti i presenti, con la partecipazione dell’Associazione musicale Maria SS. Addolorata.

Teatro

“Dormono sulla collina”, ispirato a “Spoon river”, sabato in prima assoluta al TaTÀ

15 Ott 2025

di Silvano Trevisani

“Dormono sulla collina”, è il titolo della personale “Spoon River” che la drammaturga Barbara Gizzi, ha tratto da Fabrizio De André ed Edgar Lee Masters. Il lavoro fa il suo debutto assoluto sabato 18 ottobre, alle ore 21, all’auditorium TaTÀ di Taranto per il “Taras Teatro Festival-Scena antica e visioni contemporanee”. Con la direzione artistica di Massimo Cimaglia la rassegna esplora, intorno al tema “L’ombra della guerra”, i miti del passato e i conflitti di oggi, riletti dentro le radici del teatro. Tra l’altro, Cimaglia dello spettacolo è regista e anche interprete con Marco Maggio in una produzione di Altrosguardo con i costumi di Michela Cera e il disegno luci di Walter Mirabile.

In questo testo, come nei suoi lavori precedenti, Gizzi fa dialogare autori e temi classici con personaggi e interrogativi moderni, affidandone la lettura scenica a Massimo Cimaglia, attore con una lunga carriera artistica, vissuta accanto ai protagonisti più importanti del teatro italiano ed internazionale. Cimaglia è qui affiancato dal giovane e promettente Marco Maggio e dalle voci fuori campo di Valeria Cimaglia e Mariachiara Basso, mentre l’attrice di origini ghanesi Gloria Enchill fa risuonare con la sua voce il suggestivo canto devozionale africano “Awurade Kasa”.

“In ‘Dormono sulla collina’ s’incontrano Patroclo, Ettore, Aiace e altri eroici guerrieri del passato con soldati meno famosi di oggi e della storia più recente, mentre in una fossa comune, tra copertoni e altri scarti, affiorano l’elmetto di un tedesco morto durante la Seconda guerra mondiale e lo scudo di uno spartano”, racconta Cimaglia descrivendo la traduzione scenica del testo di Barbara Gizzi, partita da una frase di Fabrizio De André che, nel brano “La collina” dall’album “Non al denaro non all’amore né al cielo”, ispirato all’‘Antologia di Spoon River’, canta “dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie con cimiteri di croci sul petto”.

La risposta, per loro, come per tutti gli altri morti evocati nel testo, è sempre la stessa: “dormono sulla collina”, che è anche l’incipit del capolavoro di Edgar Lee Masters.

Al termine della rappresentazione verranno consegnati i Premi Taras Teatro Festival, per la sezione cultura a Francesca Romana Paolillo, già soprintendente a Taranto e oggi alla guida della Soprintendenza archeologia, Belle Arti e paesaggio di Bari, e per la sezione promozione del territorio alla professoressa Enza Tomaselli.

Biglietti 10 euro (5 euro studenti) acquistabili su vivaticket.com o all’auditorium TaTÀ.

Info 333.2694897

Uniti nel dono

Don Paolo e il rinato doposcuola, laboratorio di cittadinanza

Il giovane sacerdote martinese: “Vogliamo sia soprattutto un cammino di formazione integrale della persona, un luogo dove si impari a credere nelle proprie capacità, a rispettare l’altro, a lavorare insieme”.
L’esperienza presbiterale del viceparroco della San Francesco de Geronimo, al rione Tamburi di Taranto, è un forte richiamo alla corresponsabilità economica a sostegno dell’azione dei nostri sacerdoti, come suggerito dalla campagna di Sovvenire della Cei, Uniti nel dono

ph San Francesco de Geronimo
15 Ott 2025

di Mimmo Laghezza

“Don, mi sto fidando di te: ti sto affidando tutto quello che ho!”: il ‘bene prezioso’ nelle mani di don Paolo Martucci non produce Pil, né tantomeno può essere investito in Borsa: sono figli, ‘semplicemente’ figli; quattro creature, dai sei ai dodici anni, che da pochi giorni frequentano, insieme a tantissimi altri coetanei, il doposcuola appena riaperto nelle sale della parrocchia San Francesco de Geronimo, al rione Tamburi di Taranto.
Lì, in epoca moderna, c’è poco di musicale: il flusso dell’acqua che scorreva sull’antico acquedotto romano e che sembrava un rullare di tamburi, è stato sostituito dai rumori industriali e dalle polveri rosse del vecchio e malridotto siderurgico.
Un quartiere con la ruggine attaccata agli intonaci che è esso stesso metafora della fabbrica di cui è confinante: le tante difficoltà di sempre più famiglie e le tre parrocchie a svolgere un ruolo fondamentale di supplenza delle pubbliche istituzioni.

 


Quando – nel novembre 2024 – don Paolo si insediò come viceparroco nella chiesa di via Orsini, capì subito quale sarebbe stata la sua prima mission: ridare vita a un luogo che non fosse soltanto di supporto per i compiti a casa: “Vogliamo che il nostro doposcuola – ci confida il giovane sacerdote martinese – sia soprattutto un cammino di formazione integrale della persona, un luogo dove si impari a credere nelle proprie capacità, a rispettare l’altro, a lavorare insieme. Così, i pomeriggi da noi diventano un piccolo laboratorio di cittadinanza, di amicizia, di speranza”.
La sua vocazione adulta ha portato sull’altare un uomo che sa perfettamente cosa c’è fuori dai seminari e che ha come sua ragione di vita l’aiuto a chi è nel bisogno: “Prima della vocazione, ero fidanzato e lavoravo come pasticcere: ho fatto le mie prime esperienze lavorative qui in Puglia, ma poi ho girato un po’: Como, Cernobbio, Porto Cervo, tra le località fuori regione.

Raccontaci un po’ di te, don Paolo: qual è l’esperienza che ha fatto di te il sacerdote a cui i genitori confidano il proprio vissuto, fatto spesso di ostacoli altissimi, e da cui i bambini corrono anche solo per una carezza o una parola d’incoraggiamento?

“Innanzitutto la famiglia: i miei genitori fanno così, sempre! Sono cresciuto credendo che fosse l’unico modo di vivere: donare e donarsi agli altri.
Nella mia esperienza personale, poi, ha avuto un ruolo decisivo l’esperienza della scuola alberghiera che mi ha formato dal punto di vista umano: imparare a lavorare insieme, in brigata di cucina, saper dividere i compiti, fare qualcosa che poi servirà a un tuo collega e – al contempo – sapere che qualcun altro sta facendo qualcosa che poi potrà servire a te, è un’impostazione che mi porto dietro anche nel sacerdozio. So che non sono io il centro, ma solo parte di un insieme”.

Affrontare tutto così, da un lato fa sentire il cuore appagato, dall’altro comporta fatica e qualche delusione cocente.

Ultimamente stavo vivendo un periodo un po’ turbolento: se ne esce facendo leva sulle proprie fragilità: sì, perché – secondo me – le fragilità di ognuno, se valorizzate, diventano punto di forza, che poi aiuta a vedere le difficoltà con altro approccio. La società ci vuole perfetti, ci vuole efficienti e invece credo che scoprirsi uomini e donne fragili, aiuti a stare a stretto contatto con l’umanità: sono anche queste le esperienze preziose che faccio in parrocchia. Chi si mette su un piedistallo, chi pensa di sapere tutto, si allontana dalla gente; ci si avvicina, invece, mettendosi in ascolto. Non è raro che i miei parrocchiani mi raccontino esperienze che anch’io ho vissuto e, scoprendolo, mi dicano “Che bello che c’è qualcuno che sa di cosa parlo e mi capisce!” Queste sono piccole soddisfazioni che mi rafforzano in ciò che faccio.

Don Paolo, hai ricreato un doposcuola nella parrocchia San Francesco de Geronimo che era stato interrotto da anni per mancanza di educatori volontari. Ti piacciono le sfide complesse?

No, non è che mi piacciano le sfide e che… andava fatto! Abbiamo realizzato questo desiderio grazie alla collaborazione del plesso scolastico ‘Giusti’ e dei Servizi sociali del Comune di Taranto. Il nostro è un progetto semplice: offrire ai ragazzi del quartiere uno spazio dove poter crescere, studiare e sentirsi accolti. Ci sono storie, quelle dei nostri piccoli, che trovano un’occasione per essere raccontate, ci sono sorrisi di fiducia ritrovata che vanno tenuti vivi; ci sono volontari che, nonostante il lavoro, dedicano il loro tempo per ascoltare, incoraggiare ed accendere curiosità.

Ma i volontari sono sempre pochi e il numero dei bambini e degli adolescenti che viene al doposcuola cresce sempre più…

Non importa che giriamo come trottole per stare dietro a tutti: è troppo bello vederli contenti del rapporto umano che hanno instaurato e… di tornare a scuola con tutti i compiti fatti.

Ma se vuoi tanti sorrisi in più, occorre coinvolgere altri educatori…

Sarebbero ben accetti altri volontari che venissero ai Tamburi a darci una mano. Intanto – non sapendo di poter fare un appello attraverso quest’intervista -, ho coinvolto in questo ‘viaggio a colori’ anche mia mamma, Teresa, e il mio papà, Domenico: ogni giorno, da Martina Franca, ci raggiungono in chiesa per «aiutare il figlio», dice mia mamma.
Visto che direi di conoscerla un po’ – chiosa don Paolo, con un sorriso complice -, dagli occhi raggianti – pur nella stanchezza – azzardo a pensare che è grata della ricchezza umana che riporta con sé, a casa.

A Taranto

L’aps Sotto il cielo di Taras festeggia il compleanno di Taranto

15 Ott 2025

Taranto compie 2731 anni! Una città con una storia straordinaria, protagonista culturale e politica fin dall’antichità: dalle radici magno-greche allo splendore del Principato di Taranto, fino ai giorni nostri, con una narrazione fuorviante che la descrive solo come città industriale.

Per celebrare i ventisette secoli della fondazione della città, l’associazione ‘Sotto il cielo di Taras’ aps ha innanzitutto voluto rivelare Taranto per ciò che è davvero: arte, cultura e identità.

Insieme ad altri compagni di viaggio, l’aps festeggerà questo traguardo con una serie di eventi pensati per valorizzare la grandezza della nostra storia e rafforzare il senso di appartenenza alla città dei due mari.

L’avvio dell’evento – su più giorni – è previsto per venerdì 17 e si concluderà giovedì 30 ottobre.

Questo il programma nel dettaglio:

Venerdì 17 ottobre, dalle ore 18 alle 20, alla biblioteca Acclavio, reading letterario. Un incontro dedicato alle parole e ai racconti che svelano le sfumature storico-culturali della città.

Sabato 18, dalle ore 9 alle 13, sempre alla biblioteca Acclavio, Editathon Wikimedia Italia: una mattinata di condivisione e conoscenza per arricchire insieme il patrimonio digitale dedicato a Taranto.

Da giovedì 23 a sabato 25, dalle ore 18:30 alle 20, all’associazione culturale L’impronta, in via Cavallotti 57/b, mostra di pittura e fotografia ‘Tarantinità’, un percorso visivo tra volti, colori e scorci che raccontano l’identità e l’anima tarantina.

Giovedì 30, dalle ore 20, alla Birroteca Puglia, in via Nitti 14, Sorsi di storia: un viaggio conviviale per riscoprire la storia birraria tarantina.

L’associazione ‘Sotto il cielo di Taras, puntualizzando che gli ingressi sono sempre gratuiti, invita l’intera cittadinanza alla celebrazione della sua fondazione.

Partner dell’evento sono: biblioteca civica Acclavio, libreria Dickens, Wikimedia Italia, ass. culturale L’Impronta, Birroteca Puglia

Gli sponsor sono Gruppo Miccoli srl, Galeso software e IsolaLu centro estetico Taranto.

Diocesi

L’incontro dei detenuti con le monache clarisse di Grottaglie

15 Ott 2025

In occasione del terzo e ultimo periodo di permesso dell’anno del Giubileo, un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Taranto, su iniziativa dell’associazione di volontariato penitenziario ‘Noi & Voi’ lunedì 13 ottobre si è recato al monastero di clausura Santa Chiara di Grottaglie, ospiti delle monache Clarisse, con un confronto profondo che ha aperto cuori e menti. L’incontro ha offerto così la possibilità di iniziare così la settimana conclusiva di preparazione al Giubileo dei detenuti che si terrà a Roma nel mese di dicembre.

“C’è un silenzio che parla più delle parole – hanno commentato i detenuti – e suor Pierpaola ha saputo trasformarlo in un messaggio di fede e speranza con la sua voce piena di dolcezza, toccando i cuori di chi porta con sé il peso del passato ma anche la luce di un futuro possibile”.

Nel suo commovente discorso, suor Pierpaola ha pregato per tutti:  per gli uomini in permesso per il Giubileo, per i detenuti della casa circondariale di Taranto, per le famiglie che attendono, che amano e che non smettono di credere.

Con parole che sapevano di luce, la religiosa ha incoraggiato i ragazzi a rialzarsi, a vivere davvero, a non lasciarsi schiacciare dal dolore o dal rimpianto, ricordando che ogni giorno è un nuovo inizio, che la dignità non si perde mai e che Dio continua a sognare con noi, anche quando noi abbiamo smesso di farlo.

Nel suo dipinto di San Francesco e Santa Chiara mostrato agli ospiti, suor Pierpaola ha racchiuso un canto alla vita e alla fraternità: il sole e la luna, il vento e la terra, simboli di un amore che abbraccia ogni creatura, che non giudica ma risolleva, che non esclude nessuno, neppure chi ha sbagliato.

In quelle immagini e in quelle parole si respirava il Vangelo vissuto: la certezza che la luce di Dio può raggiungere anche i luoghi più oscuri e che la dignità di ogni essere umano non si spegne mai.

“Grazie, suor Pierpaola, grazie a voi sorelle monache clarisse – è stato il saluto dei detenuti – per averci ricordato che la vera libertà nasce nel cuore, quando ci si sente amati e perdonati”.

Prossimo incontro del cammino verso il Giubileo dei detenuti sarà per giovedì 16 ottobre alle ore 18 alla parrocchia Maria SS. Immacolata di Palagiano, occasione per riflettere insieme sul valore della fraternità e della speranza attraverso la celebrazione eucaristica e le testimonianze di rinascita dei ‘Testimoni di speranza’, in dialogo con la comunità, le associazioni e le parrocchie. A seguire, alle ore 20.30 appuntamento a Campo Pavone per vivere una serata di fraternità e musica, gustando la tradizionale ‘tagghiarina’ e i prodotti dolci e salati realizzati nel carcere dal ‘Fieri Potest Pastry Lab’ della cooperativa ‘Noi & Voi’.

Visita apostolica

Leone XIV al Quirinale: “Forte legame unisce la sede di Pietro al popolo italiano”

ph Vatican media-Sir
15 Ott 2025

“Come Vescovo di Roma e Primate d’Italia, per me è significativo rinnovare il forte legame che unisce la Sede di Pietro al popolo italiano, nel quadro dei cordiali rapporti bilaterali che intercorrono tra l’Italia e la Santa Sede, stabilmente improntati a sincera amicizia e fattiva mutua collaborazione”: è l’esordio di Leone XIV nel suo discorso al Quirinale, dove è salito per la prima volta da Pontefice per la visita ufficiale al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha parlato subito prima di lui e che Leone ha ringraziato “per le gentili parole che mi ha indirizzato e per l’invito a venire qui, al Quirinale, Palazzo a cui tanto sono legate la storia della Chiesa Cattolica e la memoria di numerosi pontefici”. Nel discorso del Santo padre, come in quello del Capo dello Stato, è emerso lo spirito di profondo rispetto e collaborazione, all’insegna di una sana laicità, tra la Chiesa cattolica e l’Italia: quello tra il Papa e il popolo italiano, ha detto Leone, è “un felice connubio che ha le sue radici nella storia di questa Penisola e nella lunga tradizione religiosa e culturale di questo Paese”.

“Le mie radici sono in questo Paese”, le parole prese a prestito dal suo predecessore, pronunciate da papa Francesco nello stesso luogo e nella stessa circostanza. Il Papa ha ringraziato l’Italia “per la bella testimonianza di accoglienza, nonché di efficiente organizzazione”  che sta offrendo per il Giubileo  e ha identificato nel “clima di cordiale rispetto” la cifra dei rapporti tra la Santa Sede e l’Itala, sancita dai Patti lateranensi – citati anche nel discorso del capo dello Stato – dei quali tra pochi anni celebreremo il centenario. Nella reciproca distinzione degli ambiti, la Chiesa cattolica e lo Stato italiano “collaborano per il bene comune, a servizio della persona umana, la cui dignità inviolabile deve sempre stare al primo posto nei processi decisionali e nell’agire, a tutti i livelli, per lo sviluppo sociale, specialmente per la tutela dei più fragili e bisognosi.
Rinnovo l’appello accorato affinché si continui a lavorare per ristabilire la pace in ogni parte del mondo e perché sempre più si coltivino e si promuovano i principi di giustizia, di equità e di cooperazione tra i popoli che ne sono irrinunciabilmente alla base”, il cuore del discorso papale, in cui Prevost ha espresso il suo apprezzamento “per l’impegno del Governo italiano in favore di tante situazioni di disagio legate alla guerra e alla miseria, in particolare nei confronti dei bambini di Gaza, anche in collaborazione con l’ospedale Bambino Gesù”. Il “primo impegno” della collaborazione tra Santa sede e l’Italia è la pace, di fronte alle guerre che ”devastano il nostro pianeta”.

“Guardiamo i volti di quanti sono travolti dalla ferocia irrazionale di chi senza pietà pianifica morte e distruzione”, l’invito del Papa: “Ascoltiamo il loro grido e ricordiamo che ogni essere umano è persona, cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili”. Sulla stessa linea il presidente Mattarella, che ha auspicato “un’interruzione definitiva delle ostilità e delle violenze nella Striscia”, a beneficio della generale stabilità del Medio Oriente e per rilanciare la soluzione di uno Stato per ciascuno dei due popoli, “la sola in grado di consentire la possibilità di un futuro in cui tutti – Israele e Palestina – trovino pace e sicurezza”.

In tempi di crescenti conflitti, il multilateralismo è “un valore importantissimo”, che accomuna lo Stato italiano e va rilanciato, l’altro tratto comune dei due interventi.  Menzionando l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che celebreremo l’anno prossimo, il Pontefice lo ha additato come  modello per affrontare l’urgente questione della cura della “casa comune”. Nel suo discorso, il Papa è entrato nel dettaglio delle questioni politiche da affrontare, in un’Europa – e in un’Italia – alle prese con un notevole calo della natalità.

“Promuovere scelte a vari livelli in favore della famiglia, sostenendone gli sforzi, promuovendone i valori, tutelandone i bisogni e i diritti”, l’appello del Santo padre. “Padre, madre, figlio, figlia, nonno, nonna, sono, nella tradizione italiana, parole che esprimono e suscitano naturalmente sentimenti di amore, rispetto e dedizione, a volte eroica, al bene della comunità domestica e dunque a quello di tutta la società”, ha affermato Leone XIV, sottolineando in particolare “l’importanza di garantire a tutte le famiglie il sostegno indispensabile di un lavoro dignitoso, in condizioni eque e con attenzione alle esigenze legate alla maternità e alla paternità”. La vita, inoltre, va tutelata ”in tutte le sue fasi, dal concepimento all’età avanzata, fino al momento della morte”.

“Esprimo gratitudine per l’assistenza che questo Paese offre con grande generosità ai migranti, che sempre più bussano alle sue porte, come pure il suo impegno nella lotta contro il traffico di esseri umani”, l’omaggio del Papa.
“C’è una certa tendenza, in questi tempi, a non apprezzare abbastanza, a vari livelli, modelli e valori maturati nei secoli che segnano la nostra identità culturale, addirittura a volte pretendendo di cancellarne la rilevanza storica e umana”, il monito della parte finale del discorso. “Non disprezziamo ciò che i nostri padri hanno vissuto e ciò che ci hanno trasmesso, anche a costo di grandi sacrifici”, ha chiesto il Pontefice: “Non lasciamoci affascinare da modelli massificanti e fluidi, che promuovono solo una parvenza di libertà, per rendere poi invece le persone dipendenti da forme di controllo come le mode del momento, le strategie di commercio o altro”, l’appello. L’Italia è un Paese di una ricchezza immensa, spesso umile e nascosta, e che perciò talvolta ha bisogno di essere scoperta e riscoperta”, l’augurio finale.

Azione cattolica

“Signore, è bello per noi essere qui!”

La presentazione dell’icona biblica dell’anno 2025-26 per l’Azione Cattolica diocesana

14 Ott 2025

di Daniele Panarelli

Nella calda e accogliente atmosfera della parrocchia Santa Famiglia di Taranto, domenica 12 ottobre, la comunità diocesana di Azione Cattolica si è riunita in gran numero per la presentazione dell’icona biblica del nuovo anno associativo, ispirata al racconto della Trasfigurazione secondo Matteo e intitolata “Signore, è bello per noi essere qui!”.

La meditazione, condotta da don Carmine Agresta, assistente unitario di Azione Cattolica, ha toccato i cuori di tutti i presenti, guidando ciascuno verso un autentico incontro con la Parola. Con il suo linguaggio semplice ma profondo, don Carmine ha invitato a contemplare la bellezza di Dio che si rivela nel mistero, una ‘nube luminosa’ che avvolge senza oscurare, svelando attraverso la voce: “Questi è il Figlio mio, l’amato”.
Le sue parole hanno risuonato nel salone parrocchiale come un’eco di una presenza viva, ricordando a tutti che Dio non si lascia imprigionare, ma si avvicina a noi nella sua luce e nel suo mistero.
La riflessione ha avuto un forte valore spirituale e umano, offrendo a ciascuno l’opportunità non solo di approfondire la conoscenza del testo evangelico, ma anche di lasciarsi trasfigurare interiormente, collegando la Parola alla propria vita quotidiana.

La domenica è stata intensa e la preghiera è stata preceduta dal comitato dei presidenti parrocchiali, un momento prezioso di dialogo e condivisione. Uno strumento che vuole diventare fondamentale per il cammino associativo e che si propone come un luogo dove potersi raccontare ed ascoltare, permettendo a ciascuna parrocchia di condividere le proprie esperienze, vissuti e speranze.

Il percorso, avviato con un’analisi Swot condivisa, ha dato ai presidenti l’opportunità di iniziare a ragionare insieme su punti di forza e debolezza, opportunità e minacce, tutto in un clima di discernimento e corresponsabilità. Un metodo strutturato e partecipativo, che ha suscitato apprezzamento tra i presenti e che può essere un primo concreto passo per un cammino condiviso, perché nessuno si senta solo.

Così, l’inizio di questo nuovo anno associativo si apre all’insegna della bellezza, della comunione e dell’ascolto. La riflessione di don Carmine ha tracciato un percorso luminoso, ricordando che la fede è un’esperienza di incontro e meraviglia. Il lavoro dei presidenti parrocchiali ha dimostrato che solo uniti si può costruire una Chiesa viva, capace di portare bellezza nel mondo.

Come sottolinea il titolo stesso dell’icona biblica, “è bello per noi essere qui”: è bello ritrovarsi, riconoscersi come fratelli, sostare davanti alla Parola che trasfigura e ripartire con rinnovato entusiasmo verso le nostre comunità, affinché la luce che si è manifestata sul monte Tabor continui a illuminare il cammino di tutti.

 

Diocesi

La comunità della parrocchia Maria SS. Immacolata di San Giorgio jonico
in pellegrinaggio al Santuario di San Cosimo alla Macchia

14 Ott 2025

La giornata di sabato scorso, trascorsa insieme, è stata un momento semplice ma profondo di connessione con Dio e con i propri fratelli. È stato un cammino condiviso, dove ognuno ha portato il proprio passo, la propria storia e le proprie speranze.
Questo pellegrinaggio è nato dal desiderio di vivere un momento di raccoglimento e rinnovamento spirituale all’inizio del nuovo anno pastorale. La grande partecipazione ha dimostrato quanto la comunità senta il bisogno di ritrovarsi, pregare insieme e camminare come un vero popolo di Dio.
La mattinata è stata dedicata a una meditazione guidata dal parroco, don Giuseppe D’Alessandro, sul passo evangelico di Gesù e l’adultera (Gv 8, 1-11). Le parole del Vangelo hanno creato uno spazio di silenzio e riflessione, permettendo a ciascuno di confrontarsi con la misericordia di Cristo e con le proprie fragilità. Dopo la meditazione, il tempo dedicato alla preghiera personale e alle confessioni ha offerto a molti l’opportunità di riscoprire la serenità del perdono e la gioia di un nuovo inizio.
La celebrazione eucaristica, guidata da don Giuseppe e dal viceparroco, don Maurizio Donzella, è stata il cuore pulsante della giornata. Intorno all’altare, la comunità si è unita in preghiera, sentendosi parte di una grande famiglia riunita nel nome del Signore. 
Il pranzo che è seguito alla messa non è stato solo un momento di convivialità, ma anche un vero segno di comunione: la mensa fraterna come naturale continuazione di quella eucaristica. Tra sorrisi e chiacchiere semplici, si respirava un’atmosfera di amicizia e gratitudine. 
Nel pomeriggio, la visita alla Cattedrale di Oria e alla cripta delle mummie ha offerto un’ulteriore opportunità di riflessione. Il silenzio di quei luoghi ha invitato tutti a considerare la vita come un dono e il cammino della fede come un percorso che attraversa la fragilità umana, aprendosi alla speranza della risurrezione. 
Questa giornata è stata un momento di ascolto, preghiera e fraternità, in cui ognuno ha potuto sentirsi parte di un popolo che cammina insieme, sostenuto dallo stesso desiderio di incontrare il Signore nella vita di tutti i giorni. Un momento che non si esaurisce nel ricordo, ma che diventa un seme per continuare a vivere, giorno dopo giorno, una fede concreta e condivisa.
Il pellegrinaggio a San Cosimo è stato un momento significativo nel percorso della nostra parrocchia: un’esperienza di fede autentica, non vista come un evento eccezionale, ma piuttosto come un semplice segno di una Chiesa che continua a cercare, pregare e sperare insieme.

Città

Il Consiglio comunale sull’Ilva: nazionalizzare e riconvertire

14 Ott 2025

di Silvano Trevisani

La frattura sociale e politica, che la vicenda Ilva ha creato ormai da anni e continua a creare ora che la storia dell’acciaio pubblico è a un bivio, esplode con tutta la sua evidenza. Il ‘partito’ di chi vorrebbe chiudere lo stabilimento, e cioè le associazioni ambientaliste e i rappresentanti politici che sposano il pieno questa scelta, si trova a scontrarsi apertamente con chi, pur consapevole del disastro ambientale, si rende conto che chiudere l’Ilva porrebbe problemi gravi e irrisolvibili riguardanti l’occupazione, l’ambientalizzazione di un vasto territorio e, ultimo ma pur importante, più che per Taranto per tutto il Paese, la rinuncia a una produzione strategica, che le stesse industrie del Nord difendono.

E così la maggioranza in Consiglio decide di non ricorrere al Tar contro l’Aia che consente l’operatività stabilità nelle scorse settimane dal governo, non votando la mozione 5Stelle, sostenuta anche da alcuni consiglieri Pd, e rimanda la partita allo stesso governo che, così come ci aveva dichiarato proprio il sindaco Bitetti, tenta di far cadere sulla città le scelte di sua stretta competenza per il futuro dell’acciaio e quindi dello stabilimento di Taranto. Il Consiglio che si trova comunque di fronte a una scelta molto delicata, precisa così la sua posizione: “Nazionalizzazione dello stabilimento sul modello Aeritalia, con intervento pubblico diretto per garantire continuità occupazionale e sicurezza industriale; chiusura progressiva dell’area a caldo entro 5 anni, non 12 come prevede il governo, riconversione verso produzioni a basse emissioni attraverso 3 forni elettrici e 1 impianto Dri, alimentati da gas proveniente da impianti on shore, senza ricorrere a una nave rigassificatrice”. Sono queste le indicazioni che il Consiglio comunale di Taranto detta nella mozione approvata a maggioranza, e senza il sostegno di alcuni consiglieri che della maggioranza di centrosinistra fanno parte, quali Lenti, Contrario. Mentre di Di Gregorio e Galeandro, che non avevano firmato, hanno poi votato.

Per quanto riguarda il gas necessario alla produzione di preridotto, la mozione chiede l’utilizzo della rete Snam, che dispone di una capacità di 2 miliardi di metri cubi di gas, e l’avvio di una nuova industrializzazione del territorio in settori innovativi e sostenibili. La mozione chiede, inoltre, di “istituire un tavolo permanente di confronto tra Comune, Governo, Regione Puglia, sindacati, università e mondo produttivo per definire il cronoprogramma della transizione industriale. Infine, il Consiglio invita l’amministrazione a sollecitare il completamento delle infrastrutture strategiche e a difendere con fermezza il diritto della città di partecipare attivamente alle scelte sul proprio futuro ambientale e produttivo”.

Durante i lavori del consiglio, si sono anche registrati momenti di tensione, per alcune intemperanze del pubblico, che hanno costretto il presidente Liviano a sospendere momentaneamente i lavori e a chiedere ai vigili urbani un momentaneo allontanamento del pubblico, poi riammesso nell’aula. Intanto, davanti al Municipio, si radunavano gruppi di manifestanti.

Alla fine, la mozione dei 5Stelle sul ricorso al Tar per l’Aia è stata respinta (solo 4 hanno votato a favore), mentre la mozione di maggioranza è stata approvata con 19 voti, compresi Di Gregorio e Galeandro, mentre Lenti e Contrario si sono astenuti.

Intanto, le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, Fim Fiom Uilm stanno svolgendo le loro assemblee in vista dello sciopero già proclamato per il 16 ottobre, che si concluderà proprio davanti al Municipio, insistendo sulla necessità di una massiccia partecipazione dei lavoratori che stanno pagando il peso più gravoso in termini economici, assieme a quelli patiti dal punto di vista sanitario.

La Usb, da parte sua, ha incontrato l’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo per fare il punto sull’avvio per la riqualificazione del personale in cassa integrazione. Tra l’altro si apprende che l’avviso è stato impostato in modo da prevedere che i soggetti che presentano la domanda siano gli stessi lavoratori, e non le aziende. I lavoratori potranno scegliere i corsi da seguire.