Archeologia

Inaugurata al Museo nazionale la mostra di reperti archeologici sequestrati in America

16 Dic 2025

di Silvano Trevisani

C’è anche una testa in marmo della dea Athena del III/II secolo a.C. tra gli oggetti che il Met Metropolitan Museum di New York ha restituito all’Italia, dopo un’operazione di intelligence condotta dai Carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale. Questi oggetti ora sono mostra nel MArTa nell’ambito della mostra ‘Memorie Trafugate’ appositamente allestita. Tra di loro spicca, come dicevamo testa in marmo della dea Athena, esempio di arte monumentale, con ancora visibile l’incavo che originariamente ospitava l’elmo di marmo o bronzo.

Venti circa gli oggetti in esposizione e in attesa di ulteriori studi analitici e approfondimenti. Tra di essi una pregevole pittura parietale con scene forse di un ‘simposio’, fibule (325 – 300 a.C. e IV e II sec. a.C.), anelli (VI sec. a.C.), ornamenti in bronzo con innesti in oro, rilievi in terracotta e pietra tenera e addirittura un falso accertato, ovvero una riproduzione di epichysis (piccola brocca) apula nello stile “di Gnatia”. Ecuperati dal Comando Carabinieri TPC”, assegnati dal Mic al Museo archeologico nazionale di Taranto, come museo di riferimento per l’analisi e lo studio di tali reperti, ma anche il Metropolitan Museum di New York che in un costante rapporto di diplomazia culturale negli ultimi anni non solo ha rivisto il suo sistema di acquisizioni ma ha cooperato pienamente per far si che questi reperti tornassero a casa.

Alla presentazione della mostra, Stella Falzone direttrice del Museo e il Comandante dell’Arma di Taranto, colonnello Antonio Marinucci hanno spiegao l’importanza dei reperti e dell’operazione.

“La perdita del contesto archeologico che spesso accompagna i reperti frutto di scavi clandestini e traffico illegale è la vera sfida di un Museo che come il nostro dovrà tornare a dare dignità e identità a questo patrimonio di inestimabile valore – ha detto Stella Falzone, – perché noi oggi accogliamo reperti di varia natura, spesso rimaneggiati per ragioni meramente estetiche e che oggi invece, dovranno ritornare a parlarci della cultura dei popoli a cui sono stati violentemente sottratti. Per questo dobbiamo ringraziare le autorità giudiziarie coinvolte, il nucleo Tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, il ministero che ci ha indicato”.

I reperti esposti fanno parte di una serie di oggetti antichi confluiti nella società inglese in liquidazione Symes Ltd, appartenuta al celebre trafficante di antichità Robin Symes. Il suo nome, infatti, è tra i più noti del XX secolo nell’ambito del mercato illegale delle antichità, molte delle quali furono poi vendute ai maggiori musei del mondo, spesso ignari della loro provenienza illecita.

Il rimpatrio è avvenuto a seguito di complesse indagini e procedure giudiziarie iniziate negli anni 2000, hanno consentito il rientro in Italia, fino ad oggi, di circa 750 reperti.

Questa restituzione, pur significativa, pone una serie di sfide interpretative. I reperti sono privi di documentazione sul contesto di provenienza e spesso presentano manomissioni o restauri impropri, elementi che non consentono una ricostruzione immediata del loro percorso né di attribuirli con certezza a un territorio specifico, che non è necessariamente riconducibile all’area tarantina. Ma alcuni reperti consentono invece prime valutazioni di cronologie e contesto di appartenenza, come la testa in marmo o i frammenti di pittura, sempre in attesa di ulteriori verifiche scientifiche.

L’inventariazione e la documentazione preliminare permettono di registrare morfologia, stato di conservazione e caratteristiche tecniche. Il confronto tipologico e iconografico fornisce prime coordinate culturali, mentre le analisi materiche e archeometriche indagano composizione, tecniche

produttive,alterazioni e interventi moderni, contribuendo a individuare restauri ingannevoli e possibili falsificazioni. Lo studio dell’autenticità, inoltre, integrato dall’esame delle manomissioni, consente di distinguere ciò che appartiene originariamente al manufatto da ciò che è stato aggiunto per finalità commerciali.

Le sezioni della mostra approfondiscono inoltre alcune delle problematiche più frequenti nei materiali provenienti da traffici illeciti. Si tratta della presenza di falsi e copie moderne, delle criticità conservative dovute a modalità di recupero traumatiche e delle tecniche di restauro invasive che talvolta compromettono irrimediabilmente la leggibilità delle opere.

Attraverso un metodo rigoroso e multidisciplinare, i reperti del sequestro Symes possono progressivamente recuperare una dimensione interpretativa, ritrovare voce e valore, e mostrare come lo studio rappresenti il primo, indispensabile passo per restituire dignità e identità al patrimonio trafugato.

Ecclesia

Oratorio Don Bosco: inaugurato il nuovo centro diurno ‘Michele Magone’

ph oratorio Don Bosco
16 Dic 2025

Nei giorni scorsi è stato presentato nei locali dell’oratorio ‘San Giovanni Bosco’ di Taranto, il nuovo centro diurno ‘Michele Magone’, con un convegno inaugurale sul tema ‘Alleanze educative per costruire comunità nel territorio’ che ha visto la partecipazione della cittadinanza e della comunità educativo-pastorale. La struttura semiresidenziale accoglierà i minori da destinare a corsi educativi professionali segnalati dall’assessorato alla pubblica istruzione, dai servizi sociali del Comune e dal Tribunale per i minori. Il centro diurno sarà dunque ponte di passaggio nel percorso educativo e rieducativo di quanti potranno anche integrarsi mediante le attività sportive oratoriali. A essere accolte saranno anche le stesse famiglie del territorio bisognose di accompagnamento educativo attento e professionale.

L’incontro è stato aperto dal direttore don Giovanni Monaco, insieme alla rappresentanza istituzionale ed ecclesiale locale. Sono intervenuti il delegato di pastorale giovanile salesiana don Giuseppe Russo, il presidente dell’associazione “Piccoli Passi Grandi Sogni” don Antonio Carbone e l’incaricato all’animazione sociale ispettoriale, dott. Giovanni Papagni.

Nell’incontro è stato ricordato che “il nome del centro è stato scelto pensando al giovane Michele Magone, il piccolo bulletto di Valdocco. Nei nostri oratori incontriamo tanti piccoli Michele e, come Don Bosco, ci impegniamo ad accoglierli con gioia e amore.”

È stato inoltre sottolineato che “non si inaugura soltanto un edificio, ma un pezzo di città che sceglie di prendersi cura dei propri giovani.” Un passaggio ha richiamato l’importanza delle politiche sociali: “Spesso in una città ci si accorge delle grandi lotte e dei problemi visibili; molto meno si vedono, invece, i risultati quando le politiche sociali generano servizi per la persona e rendono vivibile una comunità.”

Eventi in diocesi

Concerto gospel spostato in San Cataldo per incerte condizioni meteo

16 Dic 2025

di Angelo Diofano

A causa delle incerte condizioni meteo la confraternita dell’Addolorata informa che il concerto gospel del gruppo ‘Wake Up Gospel Project’ previsto sulla scalinata della chiesa di San Domenico si terrà sempre stasera, martedì 16 dicembre, nella basilica cattedrale di San Cataldo, alle ore 19. Durante il concerto saranno proposte anche le riflessioni sulla Novena di Natale a cura di mons. Emanuele Ferro.

 

Giubileo2025

Giubileo dei detenuti: Leone XIV rilancia l’appello per l’amnistia

ph Vatican media-Sir
16 Dic 2025

di Riccardo Benotti

“Confido che in molti Paesi si dia seguito” all’auspicio di amnistie e condoni. Papa Leone XIV rilancia con forza, nella messa per il Giubileo dei detenuti celebrata domenica in San Pietro, il desiderio espresso da papa Francesco nella bolla Spes non confundit di concedere “forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società e ad offrire a tutti reali opportunità di reinserimento”. Il Pontefice ha ricordato che il Giubileo biblico era “un anno di grazia in cui ad ognuno, in molti modi, si offriva la possibilità di ricominciare”. “Mentre si avvicina la chiusura dell’Anno giubilare, dobbiamo riconoscere che nel mondo carcerario c’è ancora tanto da fare”, ha affermato Leone XIV, sottolineando che “sono molti a non comprendere ancora che da ogni caduta ci si deve poter rialzare, che nessun essere umano coincide con ciò che ha fatto e che la giustizia è sempre un processo di riparazione e di riconciliazione”.
La celebrazione è avvenuta nella terza domenica di Avvento, detta “Gaudete”, la domenica della gioia, che ricorda “la dimensione luminosa dell’attesa: la fiducia che qualcosa di bello, di gioioso accadrà”.

Il richiamo a Francesco e i problemi del carcere
Il Papa ha ricordato le parole di papa Francesco che un anno fa, il 26 dicembre 2024, aprendo la Porta santa a Rebibbia, aveva esortato: “La corda in mano, con l’àncora della speranza. Spalancate le porte del cuore”. Facendo riferimento all’immagine di un’ancora lanciata verso l’eternità, Francesco invitava a mantenere viva la fede e a credere sempre nella possibilità di un futuro migliore, ma anche a essere “operatori di giustizia e di carità negli ambienti in cui viviamo”. Leone XIV non ha mancato di richiamare i problemi strutturali del mondo carcerario: “Pensiamo al sovraffollamento, all’impegno ancora insufficiente di garantire programmi educativi stabili di recupero e opportunità di lavoro”. E ha aggiunto: “Non dimentichiamo, a livello più personale, il peso del passato, le ferite da medicare nel corpo e nel cuore, le delusioni, la pazienza infinita che ci vuole, con sé stessi e con gli altri, quando si intraprendono cammini di conversione, e la tentazione di arrendersi o di non perdonare più”. Il carcere, ha osservato, “è un ambiente difficile e anche i migliori propositi vi possono incontrare tanti ostacoli”, ma proprio per questo “non bisogna stancarsi, scoraggiarsi o tirarsi indietro”.

 

ph Vatican media-Sir

 

Conversione, misericordia e l’appello per il Congo
“Quando si custodiscono, pur in condizioni difficili, la bellezza dei sentimenti, la sensibilità, l’attenzione ai bisogni degli altri, il rispetto, la capacità di misericordia e di perdono, allora dal terreno duro della sofferenza e del peccato sbocciano fiori meravigliosi”, ha affermato Leone XIV. Il pontefice ha ricordato che anche tra le mura delle prigioni “maturano gesti, progetti e incontri unici nella loro umanità”, frutto di un lavoro sui propri sentimenti e pensieri necessario “alle persone private della libertà, ma prima ancora a chi ha il grande onere di rappresentare presso di loro e per loro la giustizia”. “Il Giubileo è una chiamata alla conversione e proprio così è motivo di speranza e di gioia”, ha aggiunto. Il Papa ha richiamato l’immagine di Giovanni il Battista, “retto, austero, franco fino ad essere imprigionato per il coraggio delle sue parole”, non era “una canna sbattuta dal vento”, eppure “ricco di misericordia e di comprensione verso chi, sinceramente pentito, cercava con fatica di cambiare”. Citando Sant’Agostino, Leone XIV ha ricordato: “Partiti gli accusatori, sono state lasciate la misera e la misericordia”. L’invito è a promuovere “una civiltà fondata sulla carità”, come auspicava Paolo VI nel 1975: “la civiltà dell’amore”. Il compito affidato a tutti, ha concluso, “non è facile”, ma “il Signore continua a ripeterci che una sola è la cosa importante: che nessuno vada perduto e che tutti siano salvati”.

Diocesi

Giovani in servizio: l’esperienza al centro notturno San Cataldo vescovo di Taranto

16 Dic 2025

di Francesco Mànisi

Il Servizio diocesano per la pastorale giovanile e vocazionale, come ogni anno, promuove una proposta rivolta a giovani dai 18 anni in su: un’esperienza di servizio al centro notturno ‘San Cataldo vescovo’ di Taranto, realtà che da anni accoglie persone in difficoltà offrendo ascolto, sostegno e vicinanza concreta. L’iniziativa si terrà sabato 20 dicembre dalle ore 16.30 alle ore 20 e nasce dal desiderio di accompagnare i giovani a conoscere da vicino situazioni di fragilità, favorire l’incontro con storie e volti spesso invisibili delle nostre città e promuovere uno stile di fraternità evangelica vissuta attraverso gesti semplici ma significativi. Sono previsti momenti di accoglienza, servizio, dialogo e condivisione insieme agli operatori del centro e ai volontari che quotidianamente animano questa realtà. Per partecipare è necessaria l’iscrizione tramite registrazione al link:
https://forms.gle/EDXfSekf3Livim5u6

L’esperienza si inserisce nel cammino pastorale diocesano volto a sostenere la crescita umana e spirituale dei giovani, invitandoli a mettersi in gioco, ad aprirsi all’incontro e a lasciarsi interrogare dalla realtà.

 

Iniziative solidali

I risultati delle raccolte straordinarie della confraternita di Sant’Egidio per i bisognosi

ph ND
16 Dic 2025

Riceviamo e pubblichiamo questa nota del priore della confraternita di Sant’Egidio, Pino Lippo, sulle raccolte straordinarie di generi alimentari  nel territorio parrocchiale della Sant’Egidio al Tramontone.

“Dal 15 novembre al 13 dicembre 2025 la ‘Bisaccia di Sant’Egidio’, partendo dal sagrato della parrocchia, è diventata la nostra compagna di viaggio quando ci siamo recati, e siamo stati accolti, in un residence e in alcuni supermercati del quartiere. La proposta fatta al parroco e padre spirituale della confraternita mons. Carmine Agresta di effettuare all’esterno della parrocchia delle raccolte alimentari per i bisognosi del quartiere ha dato i suoi frutti, tantissimi frutti. Abbiamo raggiunto donazione inattese e straordinari eper qualità e quantità e lo abbiamo fatto tendendo la mano, creando anche legami e costruendo relazioni con persone che di solito non frequentano le parrocchie. E ciascuna di quelle donazioni individuali si è trasformata in una risposta collettiva. Abbiamo ricambiato con la gentilezza che deve contraddistinguere un volontario, con il sorriso e la predisposizione all’ascolto delle loro domande e vita vissuta e donando un immagine del nostro Sant’Egidio. La gente ha avuto fiducia e copioso è stato il raccolto per i bisogni degli ultimi. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno voluto contribuire donando alimenti di vario genere. Ringrazio chi ci ha permesso di realizzare questo progetto: mons. Carmine Agresta, all’amministratore del ‘supercondominio’ Pezzavilla, alla dirigenza della Lidl, della Megamark Dok. Un ringraziamento alla mia confraternita, ai volontari per l’impegno e la passione dimostrata, al Signore, alla Vergine Maria e al nostro Sant’Egidio. Un ringraziamento all’arcidiocesi per aver creduto e dato rilievo alla ‘Bisaccia di Sant’Egidio’ che ha messo in pratica le parole del Vangelo: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». Sono previste altre raccolte alimentari per l’anno 2026.

Auguro a tutti un Buon Natale ed un anno nuovo di speranza per la pace nel mondo, nelle nostre famiglie, nelle comunità tutte”.

Angelus

La domenica del Papa – “Che nessuno vada perduto!”

ph Vatican media-Sir
16 Dic 2025

di Fabio Zavattaro

È in prigione a motivo della sua predicazione Giovanni il Battista e, sentendo parlare delle opere di Cristo dubita e si interroga: “sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Domanda drammatica che Matteo pone in evidenza nel suo Vangelo; come dire, Giovanni non riconosce o, meglio, si chiede se il Cristo è il Messia che lui ha predicato. Ma sottintesa c’è un’altra domanda, ovvero il Messia che si attende Giovanni è il giudice inflessibile che punisce con la spada potenti e prepotenti, oppure è colui che sorprende perché pranza con i peccatori, entra nella casa del pubblicano, chiama alla conversione e perdona l’adultera: “partiti gli accusatori, sono state lasciate […] la misera e la misericordia”, ricorda papa Leone citando Sant’Agostino.

Nella giornata in cui si celebra il Giubileo dei detenuti – che ha visto la presenza, da venerdì a domenica, di circa 6 mila persone da una novantina di paesi, detenuti ma anche agenti di polizia e dell’amministrazione penitenziaria, e operatori delle carceri – il Vangelo di Matteo ci fa conoscere le parole del Battista, costretto in prigione, ma che, comunque, “non perde la speranza, diventando per noi, diventando per noi segno che la profezia, anche se in catene, resta una voce libera in cerca di verità e di giustizia”, dice il Papa. Nel commentare questa pagina Leone XIV afferma, all’angelus, che “chi cerca verità e giustizia, chi attende libertà e pace interroga Gesù. È proprio lui il Messia, cioè il Salvatore”.

La risposta alla domanda di Giovanni è nei gesti, nelle parole di Gesù: “sono loro: gli ultimi, i poveri, i malati a parlare per Lui. Il Cristo annuncia chi è attraverso quello che fa. E quello che fa è per tutti noi segno di salvezza”. È colui che annuncia la buona notizia ai poveri e dalla prigione dello “sconforto e della sofferenza ci libera la parola di Gesù”. Cristo “dà parola agli oppressi, ai quali violenza e odio hanno tolto la voce; egli vince l’ideologia, che rende sordi alla verità; egli guarisce dalle apparenze che deformano il corpo”.

In San Pietro celebra messa in questo ultimo grande evento del calendario dell’Anno santo. Ricorda il suo precessore che, nel carcere romano di Rebibbia, ha aperto la Porta Santa, e dice: “che nessuno vada perduto! Che tutti siano salvati! Questo vuole il nostro Dio, questo è il suo Regno, a questo mira il suo agire nel mondo”. Papa Francesco invitava “a credere sempre nella possibilità di un futuro migliore” afferma Leone XIV, e chiamava a essere “con cuore generoso, operatori di giustizia e di carità negli ambienti in cui viviamo”.

Ma non nasconde, il vescovo di Roma, le difficolta che ancora ci sono: “dobbiamo riconoscere che, nonostante l’impegno di molti, anche nel mondo carcerario c’è ancora tanto da fare in questa direzione”. E aggiunge: “il carcere è un ambiente difficile e anche i migliori propositi vi possono incontrare tanti ostacoli. Proprio per questo, però, non bisogna stancarsi, scoraggiarsi”. Per questo, afferma, è bene comprendere “che da ogni caduta ci si deve poter rialzare, che nessun essere umano coincide con ciò che ha fatto e che la giustizia è sempre un processo di riparazione e di riconciliazione”.

Il Giubileo, nella tradizione biblica, era un anno destinato a ristabilire il corretto rapporto nei confronti di Dio, tra le persone e con la creazione, e Francesco aveva auspicato, nella Bolla Spes non confundit, un gesto di clemenza verso i detenuti, ovvero “forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società”.

Papa Leone, mentre auspica che il desiderio del suo predecessore possa trovare ascolto, afferma nell’omelia che “il compito che il Signore vi affida – a tutti, detenuti e responsabili del mondo carcerario – non è facile. I problemi da affrontare sono tanti. Pensiamo al sovraffollamento, all’impegno ancora insufficiente di garantire programmi educativi stabili di recupero e opportunità di lavoro. E non dimentichiamo, a livello più personale, il peso del passato, le ferite da medicare nel corpo e nel cuore, le delusioni, la pazienza infinita che ci vuole, con sé stessi e con gli altri, quando si intraprendono cammini di conversione, e la tentazione di arrendersi o di non perdonare più”.

Infine, nel dopo angelus, il pensiero va alla Repubblica democratica del Congo dove sono ripresi sconti e violenze. Dal Papa l’invito a “cessare ogni forma di violenza e a ricercare un dialogo costruttivo, nel rispetto dei processi di pace in corso”.

Ecclesia

Città del SS. Crocifisso: assemblea nazionale a Leporano

15 Dic 2025

L’Associazione nazionale delle ‘Città del Ss. Crocifisso’ celebrerà martedì 16 dicembre dalle ore 16,30 l’assemblea generale alla sala Margherita del castello Muscettola di Leporano per gli adempimenti statutari.
I lavori saranno aperti dalle comunicazioni del presidente Giovanni Papasso, con l’approvazione del bilancio consuntivo 2024 e di quello preventivo 2025 e 2026, l’integrazione dell’art.25 dello statuto sul distintivo del presidente dell’associazione e la nomina delle cariche istituzionali (presidente, segretario e direttivo).

 

Eventi in diocesi

‘Carmine in festa’ mercoledì 17 al Dipartimento jonico universitario

15 Dic 2025

di Anna Mannara

Il Natale illumina le strade e riempie l’aria di profumi, colori ed emozioni, ma la vera luce nasce dai gesti che riscaldano il cuore: condividere, aiutare, sentirsi comunità dove ogni sorriso donato, diventa una piccola scintilla di speranza per chi ne ha più bisogno.

Per questo, anche quest’anno l’arciconfraternita del Carmine di Taranto guidata dal priore Antonello Papalia e sostenuta dal padre spirituale mons. Marco Gerardo, si è resa promotrice di una grande festa solidale, denominata ‘Carmine in festa’, che coniuga la magia del Natale ad un’azione concreta di sostegno verso chi è meno fortunato: la mensa dei poveri che svolge la sua attività quotidiana nel cuore della città vecchia.

Questa iniziativa ha assunto negli anni contorni sempre diversi, diventando un’occasione per vivere una vera festa con tutta la città di Taranto dove è facile ritornare a guardare il mondo con occhi di bambini e lasciarsi trasportare dalle note delle pastorali, i canti natalizi e le tante iniziative di animazione per bambini ed adulti con la direzione artistica di Wonderland eventi.

Anche quest’anno ‘Carmine in festa’ si svolgerà al Dipartimento jonico dell’Università di Bari in via Duomo 259 (città vecchia) mercoledì 17 dicembre dalle ore 18 alle 23.30 circa con il patrocinio del Comune di Taranto e di Confapi.

Per poter partecipare sarà necessario ritirare un invito, a fronte di un piccolo contributo, alla segreteria dell’arciconfraternita.

Il grande villaggio di Babbo Natale sarà animato da tutte le realtà parrocchiali che, unite dall’unico scopo solidale, metteranno al servizio della festa le proprie peculiarità riconoscendosi, ancora una volta, come membra vive di un unico corpo che cammina e cresce insieme.

A rendere unico questo evento, ci sarà anche la partecipazione di altre realtà territoriali di volontariato ed artigianato, che permetteranno di vivere esperienze laboratoriali per tutte le età; inoltre la serata si concluderà in bellezza grazie alla musica scatenata dei Banana’s RepubliQ!

Lasciamoci trasportare, quindi, dallo spirito natalizio, dalle sue emozioni e tradizioni senza dimenticare che vivere appieno il senso del Natale vuol dire celebrare la nascita di Gesù che viene in mezzo a noi come Amore, Luce e Speranza, invitandoci a preparare il nostro cuore come luogo di accoglienza nel servizio reciproco e nel dono di ciascuno di sé all’altro.

 

Eventi culturali in provincia

Martina Franca, I martedì culturali alla Sant’Antonio

ph ND
15 Dic 2025

A Martina Franca, per ‘I martedì culturali a Sant’Antonio’, giorno 16 alle ore 19.30 avrà luogo nella chiesa di Sant’Antonio (parroco, don Mimmo Sergio) l’incontro sul tema ‘Nel sogno l’annuncio: arte e letteratura a confronto’; intervengono il prof. Carlo Dilonardo (assessore alle attività culturali) e la dott.ssa Cristina Comasia Ancona (archeologa e archivista); al termine, esecuzioni musicali del m° Paolo Palazzo e di Maria Rosaria Bucci.

Eventi a Taranto e provincia

In San Martino, concerto della fanfara dell’Aeronautica

15 Dic 2025

Martedì 16 dicembre a Martina Franca il ‘Concerto di Natale’ nella basilica di San Martino sarà tenuto dalla Fanfara del comando scuole Aeronautica Militare – 3 Regione aerea, diretto dal 1° Lgt m° Nicola Cotugno.

 L’evento sarà offerto dal 16° Stormo dell’Aeronautica Militare di Martina Franca, con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Inizio concerto, alle ore 19.30.

 

Cultura

Oggi al via la Mostra del cinema di Taranto

15 Dic 2025

Inaugurazione in grande per la IX Mostra del cinema di Taranto «Levante: dove l’Oriente incontra l’Occidente» che oggi, lunedì 15 dicembre, (ore 17, al Mudit in via Plateja 51), ospita l’esposizione della fotografa Valentina Belli con uno sguardo su territori e identità. Si chiama ‘Memorie indigene’ ed è un viaggio che attraversa luoghi e storie. Nata a Roma, classe ’81, Valentina Belli è diplomata in Cinematografia. Con il regista Pasquale Marino gira ‘La Prova dell’uovo’, ‘L’estate che non viene’ (in concorso al 64° Festival de Cannes) e “Imma”. Oltre ad affiancare registi come Marco Missano e Roberto Saku Cinardi in videoclip, lavora per diversi marchi di moda. Nel 2014 gira il suo primo lungometraggio da regista, “SanBa”, premio miglior interpretazione maschile al Festival Terre di Siena. Nel 2016 è autrice del film documentario ambientato in Cambogia “Dove i bambù crescono forti” narrato da Giancarlo Giannini.
In parallelo, grandi protagoniste della Mostra del Cinema saranno le pellicole per il concorso dei film in gara, che saranno valutati da una giuria internazionale: il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Louis Nero in veste di presidente, Fadik Sevin Atasoy attrice e scrittrice turca, Carlo Benso sceneggiatore e regista cinematografico e teatrale, Khedija Lemkecher produttrice e regista tunisina, Giulio Gargia sceneggiatore, autore multimediale e giornalista.
Nel corso della kermesse, il Museo degli illustri tarantini si trasformerà infatti in spazio cinematografico, complici le due sale allestite per l’occasione. Sempre lunedì 15 dicembre, dalle 18:00 alle 22:40, proiezioni di film in concorso. Alle 18:10, oltre alla proiezione del film “Dove nessuno vuole andare” ci sarà l’incontro con l’autore, Giuseppe Fedele, e il cast. Alle 19:30 incontro con l’autore Lorenzo Scoraggi e il cast di “Approdi”.
Il giorno successivo, martedì 16, sempre nel Mudit in via Plateja 51, si segnalano altri incontri con autori e cast, al termine delle singole proiezioni: alle 16 “La compagnia” di Daniela Alleruzzo, alle 17 “Toxicily” di Francois Xavier Destors e Alfonso Pinto, alle 18:30 “Nu Ffischia” di Pierdomenico Minafra e Antonio Carella.
 
Il programma completo è consultabile su www.mostracinemataranto.org e pagine Facebook “Mostra del Cinema di Taranto” e Instagram “mostracinemataranto”. Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.
La Mostra del Cinema di Taranto “Levante: dove l’Oriente incontra l’Occidente” è sostenuta dal Poc Puglia 2021-2027, Area tematica 06-Linea di Intervento 06.02 “Attività culturali”, Piano Strategico della Cultura della Regione Puglia. L’evento è realizzato con la partecipazione del Comune di Taranto.
Patrocini: Regione Puglia, Comune di Taranto, Provincia di Taranto, Comune di Leporano, Comune di San Giorgio Jonico, Comune di Carosino, Comune di Grottaglie, Jonian Dolphin Conservation, Mosfilm, Giornate del Cinema di Cartagine, Gaza International Festival For Women’s Cinema, Babele Aps, Alzaia Aps, La Giraffa Onlus, Fai delegazione Taranto, Lumsa Taranto, Università degli Studi di Bari, Accademia Belle Arti Bari, Pugliesi nel Mondo-Regione Puglia, Rai Puglia, Apulia Film Commission.