Eventi culturali in città

‘Se vuoi la pace, prepara la pace’, convegno a Taranto di Assisi Pax International

Si terrà venerdì 16 gennaio nel salone degli specchi di Palazzo di città, a partire dalle ore 15

15 Gen 2026

‘Se vuoi la pace, prepara la pace’  è il titolo del convegno che si terrà venerdì 16 gennaio nel salone degli specchi di Palazzo di Città dalle ore 15 alle ore 19, appuntamento di alto profilo culturale e civile promosso dall’associazione Assisi Pax International con il patrocinio del Comune, realizzato in collaborazione con la International School of Studies for Universal Peace e la Fondazione internazionale La Sponda ets.

Il convegno si propone come uno spazio di riflessione interdisciplinare sui temi della pace, della giustizia, del dialogo e della responsabilità etica in un tempo storico segnato da conflitti, disuguaglianze e fragilità sociali. Un invito, dunque, a ripensare la pace non come semplice assenza di guerra, ma come costruzione quotidiana che coinvolge cittadini, istituzioni e comunità.

Numerosi e qualificati i relatori che interverranno nel corso del pomeriggio: Domenico Scoglietti, medico, direttore scientifico e culturale della International School of Studies for Universal Peace; Fabio Pierri Pepe, presidente dell’Accademia di studi araldici, nobiliari e cavallereschi – Taranto, con l’intervento ‘Il cammino incompiuto della pace’; Pierpaolo Favia, segretario della commissione per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e il Mediterraneo dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto, che parlerà de ‘La letteratura profetica e la giustizia riparativa’; Giuseppe Giove, generale di divisione dell’Arma dei carabinieri, con l’intervento ‘La conversione ecologica’; Pierluca Turnone, direttore del Museo civico di Taranto, che proporrà una riflessione dal titolo ‘Per una pedagogia della pace (perpetua)? Riflessioni filosofico-educative tra Kant e Maritain’; Daniela De Feo, Medico, rappresentante istituzionale della Fondazione internazionale La Sponda ets, con l’intervento ‘Salute delle donne, fraternità possibile: la cura come architettura di pace’; Nicola Lobosco, segretario di presidenza di Assisi Pax International, che parlerà su ‘La Pace secondo Assisi Pax International’.

A moderare il convegno sarà Andrea Chioppa, di Assisi Pax International Taranto, il cui referente è Riccardo D’Anzi.

Nel corso dell’incontro,  ci sarà la consegna della spilla associativa agli aderenti alla realtà tarantina di Assisi Pax International; gli interventi saranno intervallati da un momento musicale a cura del m° Marco Miscigna a sottolineare il valore dell’arte come linguaggio universale di pace.

Nel sottolineare la piena disponibilità da parte dell’amministrazione comunale nell’ospitare l’evento a Palazzo di città, Assisi Pax International rivolge un particolare e sentito ringraziamento al sindaco di Taranto, Piero Bitetti, e al presidente del consiglio comunale, Gianni Liviano, per l’attenzione e il sostegno riservati all’iniziativa, perché la pace non è un’utopia da invocare, ma una responsabilità da costruire insieme ogni giorno.

 

Rassegna musicale

Presentata la rassegna 2026 ‘Un anno di concerti al MArTa. Domeniche in concerto’

ph G. Leva
15 Gen 2026

Presentati al Museo archeologico nazionale di Taranto i 12 concerti che comporranno la rassegna 2026 “Un anno di concerti al MArTa. Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, voluta dallo stesso MArTa e dall’Orchestra ico della Magna Grecia. E che compongono un itinerario quanto mai vario che va dai Led Zeppelin ad Eduardo, da Pinocchio a una full immersion nella cucina pugliese, dalle sonorità balcaniche al tango, dal viaggio intorno e dentro la multiculturalità e multireligiosità fino alle sacralità barocche.

Si inizia il 18 gennaio e si termina il 13 dicembre 2026 con la formula che abbina alla fruizione del concerto, una visita guidata con approfondimento sulle mostre temporanee o sulla collezione permanente del Museo e, al termine, un aperitivo all’interno del Chiostro degli alcantarini, il cui convento ospita il museo dal 1887.

“La rassegna di quest’anno presenta nuove armonie e suggestioni musicali, all’interno di un Museo in costante rinnovamento, attraverso le recenti acquisizioni, gli importanti studi e le scoperte sui reperti della nostra collezione, che ci svelano la storia delle civiltà mediterranee che hanno lambito questo territorio – spiega la direttrice del MArTa, Stella Falzone”.

“Un anno di concerti al MArTa – dice Piero Romano, direttore artistico della Magna Grecia – è un altro esempio sul come fare sistema a Taranto, valorizzando il patrimonio culturale e mettendo in relazione archeologia e musica. Registriamo un numero crescente di tarantini in visita il Museo, che riscopre le bellezze qui custodite e, allo stesso tempo, partecipa a proposte ‘non solo musicali’ sempre più autorevoli”.

La direzione artistica della rassegna è affidata anche quest’anno al m° Maurizio Lomartire che spiega l’opera di quest’anno: “Impegno sociale e intrattenimento con un programma musicale che quest’anno potenzia i criteri con i quali sono state allestite le stagioni precedenti. Ciò è possibile grazie alla connessione fra musica e parola, suoni e lettura, testo scritto e musica suonata; sono diversi e importanti gli attori che in questa rassegna si presentano in qualità di voci recitanti. Fra questi, Amanda Sandrelli, Stefano Valanzuolo, Paolo Sassanelli, Stefano Messina; parte teatrale di alto spessore, dunque, affiancata da musica di uguale valore; una multimedialità nella quale risiede uno degli aspetti più interessanti del progetto: richiamare un pubblico di fedelissimi al quale ogni anno si aggiunge un numero crescente di visitatori del Museo”.

 

calendario Rassegna 2026

18 gennaio TRIO DANTE – I FUNAMBOLI DELLA MUSICA

Luca Marziali: violino, Roberto Molinelli: viola, arrangiamenti Alessandro Culiani: violoncello

22 febbraio HA DA PASSA’ ‘A NUTTATA – CONCERTO PER EDUARDO

Maurizio Pellegrini: voce recitante Quartetto d’archi del Collegium Musicum Musiche arrangiate/composte da Paolo Messa

8 marzo MIGRANTES – UN VIAGGIO TRA SPERANZA E UMANITÀ

Francesco Buzzurro: chitarra, Quartetto Goffriller. Musiche originali di Francesco Buzzurro

22 marzo SONO NATO CON LA BOCCA APERTA – CANZONI E STORIE DELLA CUCINA PUGLIESE

Paolo Sassanelli: voce recitante, Martino De Cesare: chitarre, Umberto Sangiovanni: pianoforte

12 aprile VOCI DAL NORD E DAL SUD D’EUROPA

Alessandro Fortunato: maestro del coro, L.A. Chorus: coro

26 aprile HISTORIAS DE TANGO

Ettore Bassi: voce recitante, Gennaro Minichiello: violino, Giovanna D’Amato: violoncello, Manuel Petti: fisarmonica, Gisela Tacon e Nelson Piliu: ballerini di tango

17 maggio LUCI E OMBRE: ITINERARI POLIFONICI TRA RINASCIMENTO E BAROCCO

Vincenzo Scarafile: maestro del coro, L.A. Chorus: coro

31 maggio LE AVVENTURE DI PINOCCHIO – SENTIERI ALTERNATIVI IN UNA FAVOLA IMMORTALE

Amanda Sandrelli: narratore, Fabio Battistelli: clarinetto, Ensemble dell’Orchestra della Magna Grecia, Musiche originali di Maurizio Lomartire.

27 settembre POLIFONIE DEL FUTURO: VOCI ITALIANE E OLTRE

Luigi Leo: maestro del coro L.A. Chorus: coro In collaborazione con ARCoPU e con il Coro Giovanile Pugliese

18 ottobre LA MUSICA MIRACOLOSA – STORIA DEL PIANISTA DEL GHETTO DI VARSAVIA

Stefano Valanzuolo: voce recitante, Francesco Nicolosi: pianoforte

15 novembre PAROLE, PAROLINE, PAROLACCE – IL MONDO DEL BELLI

Stefano Messina: voce recitante, Pino Cangialosi: pianoforte

13 dicembre VOICES OF HOPE: SPRITUAL & GOSPEL TRADITIONS

Danilo Cacciatore: maestro del coro, L.A. Chorus: coro.

ph G. Leva

Emergenze sociali

In che misura l’ansia sociale incide sul rendimento scolastico

ph Ansa-Sir
15 Gen 2026

L’ansia sociale non è semplice timidezza; è una barriera invisibile che si frappone tra le potenzialità di uno studente e la loro espressione. Ecco una breve analisi dell’impatto di questo disturbo sul rendimento scolastico e delle strategie di intervento più efficaci, basata sui principi della psicologia clinica e di comunità. L’impatto dell’ansia sociale sul rendimento scolastico è diretto, misurabile e spesso sottostimato. Non si tratta solo di ‘prendere voti più bassi’, ma di un deterioramento progressivo della capacità di apprendere e partecipare. La ricerca indica che l’ansia agisce su tre livelli fondamentali:

  • Il sequestro cognitivo (Non riesco a pensare):
    Uno studente con ansia sociale dedica gran parte delle sue risorse mentali a monitorare sé stesso (“Cosa pensano di me?”, “Sto arrossendo?”, “Sembro stupido?”). Questo fenomeno occupa la ‘memoria di lavoro’, lasciando meno spazio mentale per ascoltare la lezione, comprendere concetti complessi o memorizzare informazioni. Il risultato è che lo studente può sembrare disattento o poco preparato, quando in realtà è solo “sovraffollato” emotivamente.
  • La trappola dell’evitamento (Non partecipo):
    Per abbassare l’ansia, lo studente inizia a evitare le situazioni temute. Questo crea un circolo vizioso:

    • Micro-evitamenti: Non fare domande quando non si capisce, non guardare negli occhi il prof, non lavorare in gruppo.
    • Macro-evitamenti: Assenze strategiche nei giorni di interrogazione o verifiche, fino all’abbandono scolastico (dropout).
      Meno ci si espone, meno si impara a gestire l’ansia, e più la paura cresce.
  • L’isolamento relazionale (Sono solo):
    La scuola è una comunità. Chi soffre di ansia sociale spesso fatica a costruire quella rete di supporto (compagni che passano gli appunti, amici con cui studiare) che è un fattore protettivo fondamentale per il successo accademico. L’isolamento porta a sentirsi meno motivati e più vulnerabili al fallimento.

Dal punto di vista della psicologia, l’obiettivo non è eliminare l’ansia, ma renderla gestibile affinché non blocchi la vita dello studente.

  • Terapia Cognitivo-comportamentale (CBT): È considerata il trattamento d’elezione (“gold standard”). Si lavora su due fronti:
    1. Ristrutturazione cognitiva: Si aiuta il ragazzo a identificare i pensieri catastrofici (“Se sbaglio rideranno tutti”) e a sfidarli con prove di realtà (“È mai successo davvero? Se un compagno sbaglia, tu ridi o non ti importa?”).
    2. Esposizione graduale: Invece di evitare, ci si allena ad affrontare le paure a piccoli passi (es. prima chiedere solo l’ora a un compagno, poi fare una domanda al prof, poi esporre un argomento). L’obiettivo è l’abituazione: scoprire che l’ansia scende da sola se restiamo nella situazione temuta.
  • Training delle Abilità sociali (Social Skills Training): A volte l’ansia deriva da una reale mancanza di competenze su “come si fa”. In questi casi si insegnano esplicitamente abilità come: iniziare una conversazione, gestire il contatto visivo, essere assertivi.

La psicologia di comunità ci insegna che non basta “curare” lo studente nello studio privato; bisogna modificare l’ambiente in cui vive (la scuola) affinché diventi abilitante e non disabilitante.

  • Formazione degli insegnanti (Empowerment):
    Gli insegnanti sono i primi “terapeuti naturali”. Un intervento di comunità efficace forma i docenti a:

    • Riconoscere i segnali (es. il ragazzo silenzioso in ultima fila non è ‘tranquillo’, potrebbe essere paralizzato).
    • Evitare di rinforzare l’evitamento (es. non esonerare sempre lo studente ansioso dall’interrogazione, ma concordare modalità progressive: prima scritta, poi orale solo col prof, poi alla cattedra).
    • Il Gruppo classe come risorsa:
      Invece di lasciare lo studente solo, si lavora sul clima di classe. Attività di Cooperative Learning (apprendimento cooperativo) in piccoli gruppi strutturati permettono all’ansioso di interagire in un ambiente protetto (mesosistema), riducendo la paura del giudizio pubblico.
    • Alleanza scuola-famiglia:
      Spesso i genitori, per proteggere il figlio, assecondano le assenze. Lo psicologo di comunità lavora per creare un patto educativo: la scuola diventa un luogo sicuro dove sbagliare è permesso, e la famiglia supporta la frequenza scolastica invece dell’evitamento.
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    • Sintesi per l’azione
      Se sei un genitore Se sei un insegnante
      Non giustificare l’evitamento: Permettere di stare a casa allevia l’ansia oggi, ma la raddoppia domani. Premia il coraggio, non solo il risultato: Loda lo studente ansioso anche solo per aver alzato la mano o aver provato.
      Normalizza l’errore: Racconta i tuoi fallimenti per mostrare che non sono fatali. Crea step intermedi: Se l’interrogazione alla lavagna è troppo, inizia dal posto o in piccolo gruppo.

       

      L’ansia sociale non riduce l’intelligenza. Molti studenti con questo tipo di problema sono brillanti. Ma il disturbo li intrappola in uno stadio di evitamento cronico che li isola dal loro potenziale accademico. Senza intervento precoce il danno è cumulativo e a lungo termine: chi non completa la scuola secondaria difficilmente raggiungerà l’università, e chi non inizia l’università vede chiudersi molte porte socioeconomiche.​ La buona notizia è che gli interventi psicologici funzionano e gli interventi scolastici basati sull’esposizione e il supporto relazionale riducono significativamente l’ansia e permettono agli studenti di recuperare il loro rendimento.

Diocesi

Alla San Francesco di Paola, la devozione alla Madonna del miracolo

ph G. Leva
15 Gen 2026

Sabato 17 gennaio, iniziano nella chiesa di San Francesco di Paola, a cura dei padri minimi, le celebrazioni in onore della Madonna del Miracolo, che si concluderanno martedì 20 alle ore 18.30 con la santa messa solenne nel ricordo dell’apparizione mariana avvenuta nel 1842 in Sant’Andrea delle Fratte, a Roma, ad Alfonso Ratisbonne.

Nella chiesa di via Anfiteatro una cappella laterale è dedicata alla Madonna del miracolo, con un grande quadro, per tutto l’anno luogo di pellegrinaggio.

Così i padri minimi invitano alle celebrazioni in programma: “Cari fedeli, la devozione mariana, particolarmente presente e preziosa nella vita cristiana, è per noi tutti un grande sostegno oltre che un complemento essenziale ed inesauribile nel suo approfondimento. Pertanto, in occasione dell’annuale Festa della Madonna del Miracolo, vogliamo ulteriormente intensificarne la conoscenza allo scopo di arricchire maggiormente i nostri sentimenti verso la Beata Vergine, Madre del Signore e Madre nostra, con i valori cristiani che le appartengono. Quindi, per sentirci sempre mii figli di Colei che per volere stesso del Figlio Divino è anche Madre nostra, vogliamo trattare il tema della Maternità di Maria e così celebrarne il triduo e la festa col titolo stesso con cui è venerata nella nostra chiesa”.

 

Il programma delle celebrazioni

Il programma di sabato 17 (giornata di preghiera per le vocazioni) prevede la santa messa alle ore 8 seguita alle ore 8.30 dall’adorazione eucaristica silenziosa per le vocazioni religiose e sacerdotali dell’Ordine dei minimi; alle ore 17, con la recita del santo rosario e dei vespri; quindi, la santa messa alle ore 18.30 presieduta dal parroco padre Francesco Cassano e animata dai catechisti della parrocchia.

Domenica 18 (giornata di preghiera per le famiglie), sante messe saranno celebrate alle ore 8.30 – 10 (con atto di consacrazione delle famiglie)– 11.30; alle ore 17.15, santo rosario e i vespri; alle ore 18.30 santa messa presieduta da padre Francesco M. Trebisonda, parroco in solido, animata dal Terz’Ordine dei Minimi.

Lunedì 19, santa messa alle ore 8; dalle ore 8.30 alle 12, adorazione eucaristica silenziosa per gli ammalati; ore 17.15, santo rosario; ore 18.30, santa messa presieduta da mons. Marco Gerardo, direttore dell’Ufficio diocesano per la liturgia e parroco al Carmine, animata dal proprio coro parrocchiale.

Martedì 20, festa della Madonna del Miracolo, santa messa alle ore 8, seguita dall’adorazione eucaristica silenziosa; ore 11.30, rosario e a mezzogiorno la commemorazione dell’apparizione mariana del 20 gennaio 1842 ad Alfonso Ratisbonne e la supplica; alle ore 17.15, santo rosario meditato e atto di affidamento dell’Ordine dei Minimi alla Madonna; ore 18.30, santa messa presieduta da don Ciro Santopietro, vicario foraneo della vicaria Borgo e parroco alla Sant’Antonio, il cui coro animerà la concelebrazione

Così raccontava lo scomparso padre Angelo Mianulli, promotore di questo culto a Taranto, a proposito di Alfonso Ratisbonne: “Non c’era proprio da sperare che in quel giovane, titolare di una famosa banca d’Alsazia, scettico e razionalista, privo di qualsiasi convinzione religiosa, sempre ostile e beffardo verso il cattolicesimo, potesse sorgere una vocazione missionaria con una vita eroicamente consacrata alla cura di bambini ebrei, cristiani e musulmani abbandonati. Alfonso Ratisbonne nacque a Strasburgo il 1° maggio del 1814. Fu un miracolo di conversione fulminea e duratura, la sua, ottenuto dalla materna intercessione della Vergine Immacolata. Morì nella terra dei suoi antenati il 6 maggio del 1884 in concetto di santità. Oltre 200 sacerdoti parteciparono al suo funerale con un  corteo d’immensa folla di ogni religione ad accompagnare la sua salma”.

Cep

Si è conclusa a Foggia l’Assemblea ordinaria dei vescovi pugliesi

ph Cep
15 Gen 2026

Si è tenuta nei giorni da lunedì 12 a mercoledì 14 gennaio a Foggia lAssemblea ordinaria della Conferenza episcopale pugliese.

I lavori, iniziati nella mattinata di lunedì 12 con la preghiera dellOra Sesta e l’introduzione di mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto e presidente della Cep, hanno affrontato diverse tematiche di rilevante interesse per la vita ecclesiale della Regione. Una particolare attenzione è stata dedicata alla formazione permanente dei presbiteri e alla qualità della fraternità presbiterale nella complessità delle sfide odierne. È stato sottolineato, alla luce dell’invito di papa Leone XIV, come sia importante promuovere comunità cristiane intese come vere “case di pace”, laboratori di relazioni riconciliate, dialogo e prossimità nei contesti segnati da fragilità e conflitti.

All’inizio dei lavori è stato presente mons. Domenico Basile, vescovo eletto di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo – Terlizzi, al quale mons. Satriano ha rivolto un saluto di accoglienza con l’augurio di un proficuo servizio pastorale. Nello stesso tempo, a nome di tutti i vescovi il presidente ha rivolto parole di gratitudine a mons. Domenico Cornacchia – giunto al termine del suo mandato pastorale nella stessa diocesi – per il prezioso contributo offerto alla comunità ecclesiale locale e regionale.

Un primo momento è stato dedicato al Tribunale interdiocesano pugliese, con la relazione di mons. Lino Larocca, che ha illustrato lo stato e le prospettive di questo importante organismo al servizio delle Chiese di Puglia, in particolare nell’ambito matrimoniale.

I vescovi hanno poi incontrato fra Gianfranco Pinto Ostuni ofm e fra Gianni Mastromarino ofm del commissariato generale di Terra Santa, che hanno condiviso le attività e le necessità di sostegno, in questo tempo martoriato, per i Luoghi Santi e le comunità cristiane di Terra Santa.

A conclusione dei lavori della prima giornata sono state ascoltati i segretari di due commissioni regionali della Cep.

In vista del centenario dell’istituzione della Giornata missionaria mondiale, la Commissione regionale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione fra le Chiese ha proposto alcune iniziative atte, non solo a commemorare l’anniversario, ma a rilanciare l’impegno ecclesiale nella missio ad gentes.

Nel corso dei lavori è stato presentato anche un aggiornamento sullo stato della Pastorale sociale e del Lavoro in Puglia e sul Progetto Policoro, evidenziando l’impegno della Chiesa regionale nell’accompagnamento dei giovani, nella promozione della dignità del lavoro e nell’attenzione alle fragilità sociali, alla giustizia e alla pace nei territori.

La seconda giornata ha visto un focus sul ministero degli esorcisti in Puglia, con laggiornamento su tale delicato ministero presentato da padre Piermario Burgo, responsabile regionale.

A seguire, i vescovi hanno avuto un intenso dialogo con i rappresentanti della Vita consacrata e i superiori maggiori di Puglia, in un proficuo confronto sulla relazione tra Chiesa diocesana e vita consacrata.

Nel pomeriggio, mons. Gianni Caliandro, rettore del Pontificio seminario regionale pugliese, ha condiviso con i presuli il cammino formativo della comunità del seminario. A seguire don Vito Mignozzi, preside della Facoltà teologica pugliese, ha illustrato le attività e le prospettive della Facoltà che, nell’intesa crescente tra i tre istituti teologici, va riqualificando l’offerta formativa a servizio delle Chiese di Puglia.

Don Andrea Regolani (arcidiocesi di Milano) e sr. Annamaria Senatore (suora della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret) sono stati i protagonisti del confronto che ha avuto luogo nella terza giornata. I relatori, nel costruttivo confronto con i vescovi, hanno contribuito a focalizzare aspetti significativi sul tema della formazione permanente sacerdotale. L’incontro è stato caratterizzato da un dialogo fraterno tra tutti i presuli che hanno manifestato il desiderio di proseguire nell’approfondimento del tema.

Durante i lavori, i vescovi hanno partecipato a momenti di preghiera nel monastero delle monache redentoriste di Foggia, segno della comunione con la vita consacrata contemplativa presente nella regione.

LAssemblea si è conclusa con l’impegno dei vescovi continuare il cammino unitario nellascolto dello Spirito Santo e dei segni dei tempi, consapevoli del delicato servizio al popolo di Dio a loro affidato.

 

Politica italiana

Referendum: si vota il il 22 e 23 marzo

ph Afp-Sir
14 Gen 2026

di Stefano De Martis

La data del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, l’atteso provvedimento sui caregiver familiari, il disegno di legge delega per la riforma del sistema sanitario. Il Consiglio dei ministri ha deliberato su questi temi, ma bisognerà attendere ancora per una valutazione puntuale e approfondita. Anche sulla notizia più circoscritta, infatti, bisogna infatti usare il condizionale: il governo ha fissato per il 22 e 23 marzo la data del referendum costituzionale, contando i termini dal via libera della Cassazione alla consultazione richiesta dai parlamentari, ma è ancora in corso la raccolta di firme a livello popolare e i promotori chiedono che si rispetti la prassi di attendere il compimento di tutti i termini relativi. La norma intorno a cui si discute è l’articolo 15 della legge 352 del 1970, secondo cui il referendum va indetto entro 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione, che ha ammesso le richieste referendarie. La stessa norma prevede che il referendum si svolga in una domenica compresa tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione. Ci sarà dunque una battaglia di ricorsi.
Per quanto riguarda i caregiver, si tratta di un disegno di legge che quindi dovrà essere approvato dal Parlamento prima di produrre degli effetti. Peraltro avrà una corsia preferenziale e dovrebbe godere di un ampio consenso trasversale. Il punto più importante del ddl – un aspetto che potrebbe non a torto essere definito “storico” – è il riconoscimento pubblico del ruolo di questa figura, cioè di chi si prende cura di un familiare in condizioni gravi e di non autosufficienza (la stima è di circa 7 milioni di persone). Vengono individuati quattro profili a tutele differenziate a cominciare dal “caregiver familiare convivente e prevalente che sta 24 ore su 24 con la persona assistita”. Al riconoscimento del ruolo, secondo le procedure previste, sono connessi diritti e benefici importanti. Ma resta molto debole la parte economica: il contributo massimo è di 400 euro mensili esentasse erogati ogni 3 mesi con Isee entro 15mila euro ed è riservato solo al ruolo più impegnativo con almeno 91 ore settimanali (13 ore al giorno).
Le risorse sono un problema al momento irrisolto anche per il disegno di legge che delega il governo a riformare il sistema sanitario. Il testo parla infatti di “neutralità finanziaria” e quindi se non ci saranno stanziamenti ad hoc bisognerà provvedere con l’esistente. Oltre a questa incognita tutt’altro che irrilevante, c’è da considerare che in quando ddl delega il testo indica soltanto le coordinate della riforma, mentre l’attuazione sarà affidata di norma a una serie di decreti legislativi. Approvata la delega dal Parlamento, il governo avrà tempo fino al 31 dicembre per emanare i provvedimenti attuativi. Secondo il comunicato di Palazzo Chigi, “la delega individua, tra i principi e criteri direttivi, il potenziamento dell’integrazione tra ospedale e territorio, l’aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere, l’introduzione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche, l’aggiornamento del dimensionamento delle unità operative complesse in relazione al bacino di utenza, la promozione dell’appropriatezza dell’offerta ospedaliera anche attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero, articolati per area di attività e per ambito territoriale di riferimento, definiti ed implementati in coerenza con la disciplina in materia di ospedale di comunità, il riconoscimento del valore delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, il miglioramento dell’assistenza alle persone non autosufficienti e a quelle affette da patologie croniche complesse, il rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria e la valorizzazione del ruolo della medicina generale e dei pediatri di libera scelta”.

Diocesi

Torricella, l’accoglienza a don Danilo Minosa

Il benvenuto al nuovo amministratore parrocchiale nel corso della sua prima celebrazione eucaristica

ph Paola Pro
14 Gen 2026

Domenica 11 gennaio, nella chiesa madre di San Marco Evangelista di Torricella, i fedeli hanno dato il benvenuto all’amministratore parrocchiale don Danilo Minosa nel corso della sua prima celebrazione eucaristica. Hanno concelebrato con lui il diacono don Cosimo Argentino e il precedente parroco don Antonio Quaranta – salutato calorosamente dai parrocchiani – in procinto di raggiungere la comunità religiosa dei padri Venturini, a Treviso.  Hanno presenziato rappresentanze delle confraternite del Rosario e del Sacro Cuore, degli scout e dei gruppi di preghiera, oltre alle maggiori autorità locali.

Tracce

L’ex-Ilva e la logica di leccarsi le ferite finora hanno prodotto solo disastri

14 Gen 2026

di Silvano Trevisani

L’assegnazione al Gruppo Mittal pone grossi interrogativi, che riguardano la ripartizione delle quote di produzione europee, il riequilibrio del mercato mondiale e la sua ripartizione tra i colossi produttivi, gli intenti speculativi in relazione alle necessità ricostruttive e, soprattutto, il lavoro di migliaia e migliaia di famiglie pugliesi. Mittal è uno degli uomini più ricchi del mondo e la sua gestione di decine e decine di impianti in tutto il pianeta non è caratterizzata da “spirito fraterno”: i fatti avvenuti recentemente in Francia ce lo ricordano…”.

Lo scrivevamo sul ‘Nuovo Dialogo’ del 6 giugno 2017, conoscendo, come tutte, la storia dell’imprenditore indiano. Il governo Gentiloni e il suo ministro Calenda avevano spinto l’acceleratore per liberarsi subito dell’Ilva e l’avevano gettata nelle braccia di Mittal, famigerato in tutto il mondo per il suo modo di comportarsi. Certamente non potendo ignorare quanto avveniva negli altri stabilimento gestiti dal magnate indiano in tutto il mondo, ma spinti dalla fretta di scaricare la patata bollente. Quella patata che ora ritorna nelle mani del governo che cita Mittal per 7 miliardi di danni, per aver deliberatamente distrutto gli impianti, affidati alla signora Morselli che eseguiva perfettamente gli ordini di torcere loro il collo.

Tocca al governo, quindi, anche se i colori politici nel frattempo sono cambiati tante volte, riprendersi la patata bollente e magari chiedere (e rendere) anche conto politico sugli esuberi che quella cessione aveva già causato e per i quali Calenda aveva spudoratamente dichiarato, come riportiamo nello stesso articolo di quasi nove anni fa, “gli operai dichiarati in esubero e che resteranno nella gestione provvisoria, lavoreranno per l’ambientalizzazione”. E noi chiudevamo quell’articolo osservando: “Tale affermazione di principio, fatta apponendo la firma al decreto di assegnazione dell’azienda a un colosso straniero, che fino a ieri era uno spietato concorrente, sembra davvero uno zuccherino che aiuti a ingoiare una medicina troppo amara”.

Fa molto male ricordare oggi queste cose, alla vigilia di una nuova, ennesima cessione dell’ex-Ilva, anche questa a forte rischio fallimento se portata avanti nei modi finora annunciati, il giorno dopo di una tragica morte di Claudio Salamida, un giovane, generoso operaio, che al lavoro dedicava una passione straordinaria, sia per sua attitudine umana sia per garantire a se stesso e a tutti i suoi colleghi la continuità di un lavoro che, per quanto maledetto e pericoloso, era l’unica fonte di reddito in una realtà produttiva così povera. Una morte che ne segue di pochi mesi un’altra, anche quella causata dalla vetustà degli impianti e dalla totale mancanza di manutenzione, condizione che aveva già caratterizzato le gestioni di Riva e Mittal. Perché è proprio l’ingordigia di uomini senza scrupoli, tollerata da una politica fondamentalmente incapace di scelte coraggiose e adeguate, a rappresentare un pericolo mortale non solo per gli operai che vi lavorano, ma per tutta la città.

Le solidarietà e le belle parole del giorno dopo non servono a nulla, anzi rappresentano un ritornello fastidioso se non preludono a scelte concrete e coerenti che il governo prima di tutti deve attuare, a prescindere da quello che è stato fatto perché, nella pura logica evangelica, bisogna guardare avanti, voltarsi indietro è ormai inutile, e decidere: se l’acciaio è davvero strategico bisogna agire di conseguenza, senza lanciare la patata bollente a chi, avendo fini esclusivamente speculativi, fornirà risposte – magari efficaci – ma sicuramente parziali.
Altrimenti, occorre fare altre scelte.

Diocesi

Il trentennale de L’ora di Gesù fra riflessioni e testimonianze

14 Gen 2026

di Antonio Agresta

“Eh già! Sono trascorsi 30 anni da quando il Signore ha benedetto questo momento di Grazia. Sappiamo che per Te, Signore, 30 anni sono un soffio ma per noi il tempo ci dice la valenza della Tua Creazione; e ancor più l’ora trascorsa davanti a Te, per Te è ancora meno che un soffio ma per noi è nutrimento vitale. Tu ci hai insegnato cosa vuol dire guardarTi, parlarTi, adorarTi in silenzio e che questo ci porta serenità e forza vitale per affrontare le difficoltà nella vita a partire dalla famiglia sotto il Tuo sguardo e la Tua Grazia. Come non ringraziarTi perché hai illuminato Antonietta Palantone promotrice, don Tommaso Rota fautore e mons. Luigi Benigno Papa creatore dell’associazione e della preghiera ad essa dedicata.

Tutto partì quando l’esperienza dei tre giorni del Cursillos di cristianità ha permesso di scoprire la bellezza, la dolcezza, la forza e la grazia di essere davanti a Te confessando tutto noi stessi e attingendo Verità dalla Tua Parola; e che dire, nell’incontro pregare per gli altri in particolare per le famiglie.

È vero che la Chiesa promuove e vive ore di adorazione settimanali per tutti i fedeli ma la particolarità di quest’Ora di Gesù è che da un’intuizione da Te benedetta e suggerita ad Antonietta è quella dell’esigenza di incontrarTi per coloro che per impegni di lavoro non hanno altre ore della giornata a disposizione se non quella di fine lavoro alle ore 20, e questo il lunedì perché benedicesse e conducesse ad inizio settimana il cammino cristiano di tutte le famiglie per l’intera settimana. Altra particolarità è l’unione in simbiosi silenziosa e intensa alla stessa ora nelle varie comunità parrocchiali sparse dalla provincia alle città finanche in Burkina Faso con don Casimiro. Si sono vissute esperienze forti, ricche e ispirate condotte dall’interpretazione di ciascuno come quelle durante le estati celebrati nei rioni della parrocchia fra le case e la gente tenute da don Lucangelo De Cantis o quella di non fermarsi mai né per festività né per condizioni climatiche avverse.

Sono trascorsi 30 anni e sono davvero pochi nell’infinità del Tuo tempo; ti chiediamo Signore di concederne ancora a noi tuoi fedeli e alle nostre famiglie per la nostra conversione, perché possiamo ‘spargerla’ con la tua Benedizione per la Pace degli animi.

Si sa che quando si festeggia un anniversario lo si fa davanti ad una tavola riccamente imbandita; si sa che il festeggiato è a capotavola  e che i regali per il festeggiato non mancano e noi abbiamo vissuto tutto questo la sera del 9 gennaio 2026 per festeggiare i 30 anni dell’Ora di Gesù. Ma che tavola riccamente imbandita! Che festeggiato! E che regali! Sulla tavola c’erano dai succulenti frutti di grazia ai dolci di benedizione, dai farciti di pace alle bevande di gioia .

Il festeggiato era lì a capotavola con un sorriso pieno di felicità per vedersi festeggiato da tanti suoifigli e amici: era Gesù e, anche se non era lunedì, è stato con noi in mezzo a noi per un’altra oretta. I commensali tutti, da persone illustri, non uno ma tre vescovi (…), personalità istituzionali (…), dai prelati giovani ai più navigati ognuno con il proprio bagaglio ministeriale spirituale e umano , e per finire dalle coppie rappresentanti delle famiglie tutti con l’abito nuziale hanno gradito, partecipato con gioia e sono tornati alle loro case satolli di grazia. E i regali? L’unico regalo che ha ricevuto e da Lui molto gradito è stata la nostra presenza, ma a dire il vero è stato il Festeggiato a distribuire regali a tutti: gioia ,pace, forza, coraggio, speranza e il più bello e grande di tutti: il SuoCorpo. Dall’arcivescovo metropolita mons. Ciro Miniero, al termine, due sole parole di temperanza e auguri: Continuate e moltiplicatevi!

Il sindaco di Crispiano, Luca Lopomo: una testimonianza che continua a parlare al cuore

Nella concattedrale Gran Madre di Dio ho avuto l’onore di partecipare alla celebrazione per i 30 anni dell’istituzione de ‘L’Ora di Gesù’, una straordinaria esperienza di preghiera che da tre decenni unisce famiglie, sposi e comunità davanti all’eucaristia. È stato un momento intenso, vissuto insieme all’arcivescovo di Tarato mons. Ciro Miniero e ai vescovi emeriti mons. Filippo Santoro e mons. Salvatore Ligorio e a tantissimi parroci provenienti da tutto il territorio, segno di una Chiesa viva, unita eprofondamente radicata nelle comunità.

Con me anche il collega e amico, il sindaco di Statte Fabio Spada, a testimoniare la vicinanza delle istituzioni a questo cammino di fede e di comunità.

Un pensiero speciale va alla folta delegazione di crispianesi che ogni lunedì, con fedeltà e amore, vive questo appuntamento di adorazione e prega per tutte le famiglie, anche per quelle che non ce la fanno più. Sapere che, mentre il nostro paese affronta le sue sfide quotidiane, c’è chi ogni settimana si ferma davanti al Tabernacolo a intercedere per tutti noi, è un dono enorme.

Desidero ringraziare di cuore Donato Simonetti e Maria Carrieri responsabili dell’associazione suCrispiano, per l’invito personale e affettuoso che mi hanno rivolto. La loro lettera, così semplice e così vera,racconta lo spirito autentico de L’Ora di Gesù: una fede che non fa rumore ma che costruisce

Un ringraziamento speciale va anche ad Antonietta Palantone, di Statte, che ha fondato questa associazionecon l’aiuto e la benedizione di mons. Benigno Papa. Da Statte questo cammino di preghiera è partito,diffondendosi poi in tutta la diocesi di Taranto e oggi in tante realtà italiane e anche all’estero, portandoovunque un messaggio di amore, fedeltà e speranza. Eventi come questo ricordano a tutti noi che la famiglia la preghiera la comunità sono ancora il cuore pulsante della nostra società. Grazie a chi,da trent’anni, continua a custodire questa luce”.

Il sindaco di Statte, Fabio Spada: una data da ricordare

“Come statte si sentiamo un orgoglio particolare: sapere che da qui è partita un’opera che ancora oggi, ogni settimana, fa incontrare tante persone per pregare per le famiglie, per chi soffre e per l’intera società. Un cammino che affonda le sue radici nella fede semplice e profonda della nostra comunità e che porta il segno indelebile della sua fondatrice, la sig.ra Antonietta Palantone, donna di grande spiritualità che, con coraggio, umiltà e amore ha saputo trasformare un’intuizione in un’opera che ancora oggi sostiene famiglie e comunità con la preghiera.

Con l’aiuto di don Tommaso Rota e la benedizione di mons. Benigno Papa, Antonietta ha dato vita, proprio a  Statte, a un’esperienza che in trent’anni ha saputo attraversare confini, generazioni e territori, portandoovunque un messaggio di fede, di preghiera e di speranza.

La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, insieme ai vescovi emeriti mons. Filippo Santoro e mons. Salvatore Ligorio e a tanti sacerdoti provenienti da tutta la diocesi: una Chiesaviva, unita e profondamente legata alla vita delle comunità.

Accanto a me anche il sindaco di Crispiano Luca Lopomo, a testimonianza di quanto questo cammino di fede sia diventato patrimonio di tutto il nostro territorio.

A nome dell’intera comunità di Statte, esprimo un grazie profondo alla sig.ra Antonietta Palantone e a tutti coloro che, in questi trent’anni, hanno custodito e fatto crescere questa luce. Statte continuerà ad essere casa e cuore de L’Ora di Gesù”.

Musica

A Cuore aperto, il cd di padre Francesco Cassano

13 Gen 2026

di Angelo Diofano

‘A Cuore aperto’ è il titolo del cd, appena uscito, di padre Francesco Cassano, sacerdote dell’Ordine dei Minimi e nuovo parroco alla San Francesco di Paola in Taranto. Brani bellissimi, alcuni noti e rivisitati, fanno parte di questo disco molto curato anche negli arrangiamenti e sono vere e proprie preghiere in canto proposte dalla voce di padre Francesco.

Il brano che intitola il cd, ‘A Cuore aperto’, è stato scritto da Rosa Martirano, voce superlativa, che duetta con padre Francesco in questo ed in un altro pezzo di musica cristiana contenuti in questo album che si avvale anche della collaborazione dell’eccellente fonico e arrangiatore Alessandro Guido. 

Oltre ‘A Cuore aperto’, queste le altre canzoni contenute nel lavoro di padre Francesco: ‘Resuscitò’, ‘La mia preghiera elevo a Te’ (feat. Rosalba Martirano), ‘Dell’aurora’, ‘Cristo vive in me’, ‘Mashalem’, ‘Ave Maria’, ‘Io sono Francesco’, ‘Mi rialzerai’.

Il cd è disponibile nella chiesa di San Francesco di Paola e alla Libreria Paoline, a Taranto.

Diocesi

Anno giubilare francescano: i luoghi per le indulgenze

ph Sir
13 Gen 2026

di Angelo Diofano

Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, la Penitenzieria apostolica indice uno speciale Anno giubilare, con annessa indulgenza plenaria alle consuete condizioni (confessione, comunione e preghiera secondo le intenzioni del Santo padre), anche in suffragio per le anime del purgatorio. Ne potranno fruire i fedeli che, con l’animo distaccato dal peccato, visiteranno qualsiasi chiesa o convento francescani o luogo di culto in ogni parte del mondo intitolato a San Francesco o ad esso collegato per qualsiasi motivo,  trascorrendo un congruo periodo di tempo in meditazione e pregando Dio affinché, sull’esempio di San Francesco, nei cuori scaturiscano sentimenti di carità cristiana verso il prossimo e autentici voti di concordia e pace tra i popoli. Il tutto, concludendo con il Padre nostro, il Credo ed invocazioni alla Beata Vergine Maria, a San Francesco d’Assisi, a Santa Chiara e a tutti i santi della Famiglia francescana.

In attesa di una comunicazione ufficiale della curia, ecco i luoghi nei quali si potrebbe lucrare l’indulgenza: San Massimiliano Kolbe, San Pasquale Baylon e San Lorenzo da Brindisi (Taranto), Sant’Egidio (Lama-Tramontone), Cristo Re e San Francesco d’Assisi (Martina Franca), San Pasquale Baylon (Lizzano), San Francesco d’Assisi (Crispiano), Santi Patroni d’Italia- San Francesco e Santa Caterina (San Giorgio Jonico), Monastero Santa Chiara (Grottaglie).