Eventi culturali in città

Mercoledì 25, in arcivescovado, il convegno ‘Processo a Gesù’

24 Mar 2026

Mercoledì 25 marzo alle 17.30, nel Salone dei vescovi dell’arcivescovado, ‘Processo a Gesù’, convegno su Dignità umana e dialogo tra diritto e fede.
Introdotto da Carmen Galluzzo Motolese, in una riflessione a più voci interverranno fra gli altri, Antonio Morelli e mons. Emanuele Ferro; conclusioni a cura di mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto.

Evento all’interno del Mysterium Festival 2026, questo appuntamento è stato realizzato dal Club per l’Unesco e dall’associazione ‘Marco Motolese’ in collaborazione con Le Corti di Taras, ico Magna Grecia, L.A. Chorus, ARCoPu, Arcidiocesi di Taranto, con il patrocinio del Comune di Taranto, della Regione Puglia e del ministero della Cultura. Si ringraziano: Bcc Banca di Credito Cooperativo San Marzano di San Giuseppe, TP Italia, Varvaglione Vini, Caffè Ninfole, Programma Sviluppo, Baux Casa, Comes e Chemipul italiana.

Direzione artistica del m° Pierfranco Semeraro in collaborazione con il m° Piero Romano, direttore artistico dell’ico Magna Grecia.

Eventi su prenotazione gratuita: eventbrite.
Biglietti online: Vivaticket.

Info: Le Corti di Taras – via Ciro Giovinazzi 28 (392.9199935).

Sito: orchestramagnagrecia.it.

Social: Facebook e Instagram

 

 

Diocesi

L’insegnamento di religione e la costruzione dell’intelligenza spirituale

Un corso di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica specialisti

24 Mar 2026

di Paolo Simonetti

L’appuntamento annuale per il corso di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica si è concentrato sul tema della costruzione dell’intelligenza spirituale. La scelta di questo tema è legata al 60° anniversario della lettera di papa Leone XIV sulla ‘Gravissimum Educationis’, la quale invita la comunità a sviluppare tre impegni principali: la cura dell’interiorità, l’accompagnamento nell’uso del digitale e la promozione della pace. Nelle giornate del 9-10-11 marzo, al seminario arcivescovile, oltre 100 insegnanti di religione si sono messi in ascolto degli esperti e hanno potuto avere del tempo a disposizione per il confronto e l’incontro. Il corso ha approfondito i vari aspetti attraverso interessanti contributi. Il professor Mancini ha analizzato le sfide educative del post-umano, mettendo al centro la cura dell’interiorità per aiutare gli studenti a riscoprire i propri desideri autentici e la speranza, sottraendosi ai bisogni indotti dal contesto culturale. Il professor Sebastiano Pinto, docente di Sacra Scrittura, partendo dal libro dei Proverbi, ha illustrato il cammino di ricerca interiore tra tecnica e sapienza, sottolineando l’importanza per l’uomo di riconoscersi come creatura davanti a Dio. Il professor Vincenzo Annicchiarico ha fornito una definizione di intelligenza spirituale intesa come la cura di sé nelle relazioni, mettendo a fuoco il concetto paolino di Hypomene (pazienza), ovvero la capacità di rimanere fermi e stabili anche sotto il peso delle avversità della vita. La professoressa Silvia Ruggiero, psicologa, ha esaminato il rapporto tra mondo interiore ed esteriore per sviluppare ulteriormente questa dimensione di cura.

Così ha sintetizzato le giornate don Ciro Marcello Alabrese, direttore dell’ufficio Educazione, scuola, Irc, università: “L’intelligenza spirituale non si riduce a una ricerca individualistica, ma si sviluppa verso un’apertura verso gli altri per vivere bene le relazioni”.

Durante l’evento, l’arcivescovo, mons. Ciro Miniero, ha incoraggiato i docenti a proseguire nel loro compito, sottolineando la dimensione del ‘noi’ e definendo l’insegnante di religione come un facilitatore di relazioni significative all’interno della scuola.

 Il terzo giorno è stato dedicato a laboratori pratici per l’elaborazione di percorsi formativi specifici per ogni ordine e grado di scuola. I lavori sono stati introdotti dal racconto di alcune buone pratiche messe in atto dagli insegnanti di religione cattolica. Paolo Narcisi, docente nella scuola primaria a Martina Franca ci ha descritto la sua attività: «Nella scuola primaria cominciamo a lavorare sulle emozioni dalla classe quarta sulla base del gioco e approdiamo alla secondaria di primo grado con un progetto vero e proprio. Si lavora con i ragazzi insieme agli insegnanti di religione dell’istituto comprensivo, in modo trasversale, coinvolgendo anche l’infanzia. Punto d’avvio è il tema della cittadinanza consapevole, quindi si vanno a toccare temi come la gestione delle emozioni, la gestione della rabbia, l’individuazione delle fake, la drammatizzazione su situazioni spiacevoli che si possono verificare come bullismo, cyberbullismo, eccetera. Il tutto è corredato dal gioco, come ad esempio il Twister delle emozioni, fino a terminare poi alla costruzione di un Google site o di video di questo tipo».

Gli altri racconti sono stati di Sara Masella, docente nella scuola dell’infanzia, che ha ideato e realizzato per i suoi alunni dei video per accompagnare l’apprendimento e il piacere del conoscere, e di Teresa Di Mitri che ha saputo coinvolgere i docenti in un progetto sulle emozioni nella scuola secondaria di secondo grado.

In conclusione delle giornate di aggiornamento, il direttore ha annunciato l’incontro nazionale degli insegnanti di religione cattolica provenienti da tutta Italia che si svolgerà a Roma, il prossimo 25 aprile, alla presenza del santo padre Leone XIV. Questo incontro, come i precedenti, servirà a fermare lo sguardo su un terreno delicato di confronto e di accompagnamento dei fanciulli, ragazzi e giovani che continuano ad avvalersi di questo insegnamento nella scuola.

 

Quaresima in diocesi

Le Quarantore alla San Lorenzo

24 Mar 2026

Sono in corso da lunedì 23 marzo fino a mercoledì 25  le ‘Quarantore’ alla parrocchia di San Lorenzo da Brindisi, dei frati cappuccini, in viale Magna Grecia. Ogni giorno, santa messa alle ore 8.30, adorazione eucaristica personale dalle ore 9 alle ore 17, a mezzogiorno sarà recitata l’ora media, alle ore 17.30 adorazione eucaristica comunitaria e alle ore 18.30 celebrazione della santa messa.

 

Diocesi

Quarantore alla San Pasquale di Taranto

24 Mar 2026

Sono in corso alla San Pasquale Baylon di Taranto, le Quarantore a cura dei frati francescani minori. Da ieri, lunedì 23, e oggi, martedì 24, alle ore 7.45 le lodi mattutine, alle ore 8 la santa messa, dalle ore 8 alle 13 l’adorazione eucaristica silenziosa e personale; alle ore 15 la recita della coroncina della Divina Misericordia; alle ore 19, la celebrazione dei vespri con meditazione.

 

Diocesi

Martina Franca: esercizi spirituali alla Sant’Antonio

ph ND
24 Mar 2026

di Angelo Diofano

‘Li amò fino alla fine: il racconto della Passione di Giovanni’ è il tema degli esercizi spirituali in programma alla Sant’Antonio (parroco, don Mimmo Sergio) in Martina Franca, che si terranno dal 24 al 26 marzo.
Ogni giorno, alle ore 8.30 le lodi mattutine;
 alle ore 9 la santa messa cui seguirà un tempo per la riflessione personale e le confessioni; alle ore 19 la santa messa con la recita dei vespri; alle ore 19.30 la meditazione biblica cui seguirà l’adorazione adorazione eucaristica con la possibilità di accostarsi al sacramento della Confessione.

Referendum

Anche a Taranto il ‘No’ ha vinto nettamente

23 Mar 2026

di Silvano Trevisani

Anche a Taranto, come in tutto il Sud, ha vinto nettamente il ‘No’. Sono stati 228.226 gli elettori di Taranto e provincia che si sono recati alle urne, e in grande maggioranza, il 56,71% hanno votato No. Per l’esattezza, i voti per il No, nelle 543 sezioni della provincia, sono stati 129.419, mentre i Sì sono stati 98,807.

Il tutto per una affluenza che supera di poco il 50% degli aventi diritto, attestandosi al 50,72%. Una cifra significativa, anche se inferiore alla media nazionale, che è stata del 59%, e anche alla media regionale, che è stata del 52,01, e ancor più a Bari, che si è avvicinata al 54%. Se pensiamo che a Bologna l’affluenza ha superato il 70% dobbiamo ammettere che siamo ben distanti, ma si tratta pur sempre di un dato significativo, se si pensa che alla vigilia vi era molto scetticismo rispetto alla partecipazione a un referendum dai contenuti così nebbiosi. Segno che gli elettori hanno voluto dire la loro più che sui contenuti specifici, sulla difesa della Costituzione che garantisce da 80 anni una convivenza democratica, e sulla svolta politica che questo referendum è andato assumendo con il passare dei giorni.

Non può essere sottaciuto un dato macroscopico: anche il Sud ha partecipato massicciamente al voto, certamente immaginando l’importanza che esso avrebbe avuto nel futuro del Paese, ma anche negli equilibri politici, che negli ultimi anni hanno visto il Mezzogiorno d’Italia allontanarsi degli interessi nazionali e ha votato compatto per il No, in alcuni casi quasi a livello plebiscitario. A Napoli, ad esempio, dove si è registrata un’affluenza imprevedibile alla vigilia vicina al 50%, i No hanno superato il 71%. Possiamo immaginare che l’allarme dato dal procuratore capo di Napoli, Gratteri, abbia sortito il suo effetto, ed è evidente che i contenuti di quell’allarme hanno provocato una levata di scudi a difesa dell’indipendenza della magistratura, ma siamo convinti che sia stata la politicizzazione del voto, assieme ai fatti salienti che riguardano il Paese e il mondo intero, ha spingere a una così netta presa di posizione.

I tagli notevoli agli investimenti al Mezzogiorno, anche rispetto al Pnrr, la crescente povertà, la desertificazione industriale e il crollo della popolazione fanno da sfondo a una realtà internazionale che vede fronti di guerra pericolosi avvicinarsi, in assenza di un chiara posizione da parte del governo. Il Trump guerrafondaio, amico di Giorgia Meloni, ha dato sicuramente il suo contributo a spingere parte dell’elettorato verso il No, generando un clima di incertezza, di paura, di generale impoverimento che non può essere certo cambiato da un misero taglio di accise, per altro non applicato da tutti i benzinai.

Ma c’è un altro dato da sottolineare: i giovani hanno votato compatti, anche dall’estero, e due su tre hanno votato No, segno che sono preoccupati per il loro futuro, e che per loro la Costituzione, che si incomincia a capire ora anche sui banchi di scuola, è davvero fondamentale nella difesa dei valori democratici e non va cambiata certo per assecondare umori momentanei. Anche perché i padri costituenti, statisti di livello non più raggiunto, facenti parte di tutti i partiti democratici, hanno fissato valori immutabili, a partire dalla tripartizione dei poteri. Semmai il compito degli italiani da ora in poi è quello di ridare anima a uno dei tre poteri che di fatto è fortemente penalizzato ormai da anni: il potere legislativo, che è stato sopraffatto da quello esecutivo. In questo senso, la legge elettorale dovrà favorire un ricambio generazionale evitando di concentrare la scelta degli eletti nelle mani dei capi dei partiti. Perché questo andamento ha provocato il dissolvimento del Parlamento, che si limita ad approvare pedissequamente ciò che l’esecutivo gli propina e non legifera mai.

Sport

Prisma La Cascina ko ad Aversa, deve procrastinare i sogni di gloria

ph G. Leva
23 Mar 2026

di Paolo Arrivo

Un risultato è stato già conquistato. Quello più rassicurante, a margine di un’annata complicata. Con due giornate d’anticipo, infatti, La Cascina aveva avuto la certezza matematica di poter disputare almeno il prossimo campionato di serie A2 Credem Banca. Merito del punto strappato alla capolista Abba Pineto. La tifoseria, però, non si accontentava: chiedeva il raggiungimento dei playoff, l’ottavo posto, affinché l’ex Gioiella potesse giocarsi le sue chance di ritorno nel massimo campionato nazionale, nel grande volley.

La squadra che piace agli stessi tifosi è quella che sa battagliare contro qualsiasi avversario dando il massimo. La Prisma lo ha ampiamente fatto nelle ultime apparizioni al Palafiom di Taranto, pagando un po’ la stanchezza nel finale contro una corazzata del campionato, il limite di non avere al completo la squadra, che possa garantire a coach Lorizio forze fresche e ricambi. Così ieri sera nell’ultima trasferta della stagione regolare in casa della Virtus Aversa è arrivata una sconfitta netta. Un 3-0 (25-20, 25-22, 25-22) inflitto da una squadra che ha saputo gestire al meglio i momenti chiave all’interno di un match che è stato equilibrato – guidati dal solito ottimo Nicola Cianciotta (18 punti), gli ionici erano riusciti a mettere il muso avanti nel secondo e nel terzo set.

La Cascina, il rammarico e l’orgoglio

“Sono molto dispiaciuto perché mi sarebbe piaciuto tanto fare i playoff, e soprattutto perché la squadra lo meritava per tutto il sacrificio e il sudore versato sia in allenamento che in partita. Sono contento comunque della stagione: nonostante tutte le difficoltà siamo riusciti ad ottenere una salvezza con due giornate di anticipo e ho avuto la possibilità di allenarmi con gente più grande e più esperta di me, e questo me lo porterò con me per le prossime stagioni”. Così Gabriel Galiano a fine partita. “Per quanto riguarda la partita di oggi, abbiamo provato ad esprimere il nostro miglior gioco ma purtroppo non è bastato, e nei momenti decisivi hanno avuto la meglio loro – ha spiegato il centrale di Castellana Grotte – sono contento di aver potuto dare una mano alla squadra ma allo stesso tempo amareggiato per la sconfitta. Ora proveremo l’ultima in casa a chiudere bene la stagione e regalare un’ultima gioia ai tifosi”. Il promettente giocatore de La Cascina, classe 2006, ha ringraziato i suoi compagni, lo staff e la città di Taranto per l’accoglienza ricevuta in riva allo Jonio.

I verdetti di fine stagione

Il fanalino di coda del campionato è Campi Reale Cantù che retrocede in serie A3. Ma questo lo si sapeva già dall’otto marzo, in seguito alla sconfitta inflitta ai lombardi dalla Romeo Sorrento. L’ultimo responso è arrivato sul taraflex di Brescia dove l’Emma Villas Codyeco Lupi Siena è stata sconfitta per 3-0, e pertanto è retrocessa. Quanto alla zona playoff, l’ottavo posto è conteso tra Macerata e Porto Viro, che hanno 35 punti in classifica. La Cascina invece, ferma a quota trentuno, proverà a staccare Catania nello scontro diretto – domenica prossima al Palafiom, start alle ore 18.00. Ci proverà con l’unico obiettivo di chiudere in modo decoroso questa stagione.

 

Taranto – Pineto, l’ultimo match al Palafiom nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Angelus

La domenica del Papa – Vieni fuori!

ph Vatican media-Sir
23 Mar 2026

di Fabio Zavattaro

Ancora un nuovo appello per la fine del conflitto che insanguina il Medio Oriente, e un nuovo sostantivo compare nelle parole di Papa Leone all’Angelus in questa quinta domenica del tempo di quaresima: sgomento. Non è solo preoccupazione ma c’è angoscia, turbamento per una situazione che viviamo senza sapere quanto ancora continuerà. Così nelle parole che pronuncia dopo la preghiera dell’Angelus il Papa afferma di “seguire con sgomento” quanto accade in Medio Oriente e “in altre regioni lacerate dalla guerra e dalla violenza”. Non si può rimanere in silenzio, afferma ancora, “di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità”. Queste guerre, la morte e il dolore di questi confitti per Leone XIV “sono uno scandalo per tutte la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio”. Preservare nella preghiera è l’invito che il Papa rivolge a quanti lo ascoltano, affinché “cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace fondati sul dialogo sincero e sul rispetto della dignità di ogni persona umana”. Il cristiano, aveva detto nei saluti in lingua araba mercoledì 18 marzo, “è chiamato a essere strumento di pace, amore e riconciliazione, affinché la vera pace possa prevalere tra tutti i popoli”.

Messaggio che in questa domenica di Quaresima, con il Vangelo di Giovanni, ci porta a riflettere sul tema della morte, un muro per noi uomini oltre il quale non siamo capaci di andare; nel commentare questa pagina giovannea, Papa Benedetto XVI metteva in luce la “vera novità” per il credente, e cioè Cristo “che abbatte il muro della morte, in lui abita tutta la pienezza di Dio che è vita, vita eterna”. Ecco che la risurrezione di Lazzaro diventa messaggio di speranza, “segno che parla della vittoria di Cristo sulla morte e del dono della vita eterna, che riceviamo con il battesimo”. Lazzaro, l’amico morto da quattro giorni, diventa per Gesù anticipo del venerdì al Calvario; piange Lazzaro, ma in fondo piange per tutti gli uomini che si trovano in situazioni di morte, come dire, fisica, spirituale; guarda in faccia la morte per parlare di vita che non muore.

Nel Vangelo di Giovanni troviamo un’assonanza con le parole del profeta Ezechiele che si rivolge al popolo ebraico in esilio e annuncia: il Signore aprirà le tombe e farà uscire il popolo dai sepolcri, “vi farò riposare nella vostra terra”, nel paese di Israele. Antico e Nuovo Testamento che si “incontrano”.

Domenica prossima troveremo Gesù che entra a Gerusalemme accolto da una folla festante che, presto, gli volterà la faccia. In queste ultime domeniche lo abbiamo incontrato al pozzo di Sicar, il desiderio di un’acqua che disseta il corpo, ma, soprattutto, disseta lo spirito; Giovanni ci ha raccontato l’incontro con il cieco dalla nascita: nella guarigione, il passaggio dal buio alla luce, Cristo che porta luce per far uscire dalle tenebre ogni uomo. La liturgia ci invita a rivivere in questa luce nella Settimana Santa “gli eventi della Passione del Signore – l’ingresso a Gerusalemme, l’ultima cena, il processo, la crocifissione, la sepoltura – per coglierne il senso più autentico e aprirci al dono di grazia che racchiudono”. Avvenimenti che trovano in Cristo risorto “il loro compimento, per la nostra salvezza e pienezza di vita”.

Nelle parole che pronuncia all’Angelus, Papa Leone ci chiede di riflettere su questa “grazia” che illumina questo nostro mondo che, dice, “sembra in continua ricerca di novità e di cambiamento, anche a costo di sacrificare cose importanti – tempo, energie, valori, affetti – come se fama, beni materiali, divertimenti, relazioni effimere, potessero riempirci il cuore o renderci immortali”.

Per il vescovo di Roma tutto questo è “il sintomo di un bisogno di infinito che ciascuno di noi porta in sé, la cui risposta però non può essere affidata a ciò che passa”. Ecco che torna l’immagine del pozzo di Sicar e con le parole di Sant’Agostino nelle Confessioni il vescovo di Roma dice: “niente di finito può estinguere la nostra sete interiore, perché noi siamo fatti per Dio e non troviamo pace finché non riposiamo in lui”.

La pagina di Giovanni che ricorda l’episodio della risurrezione dell’amico Lazzaro “ci invita a metterci in ascolto di tale profondo bisogno e, con la forza dello Spirito Santo, a liberare i nostri cuori da abitudini, condizionamenti e modi di pensare che, come macigni, ci chiudono nel sepolcro dell’egoismo, del materialismo, della violenza, della superficialità. In questi luoghi non c’è vita, ma solo smarrimento, insoddisfazione e solitudine”. E quel “vieni fuori” che Gesù grida a Lazzaro è anche un invito rivolto a tutti spronandoci a “uscire, rigenerati dalla sua grazia, da tali spazi angusti, per camminare nella luce dell’amore”, donne e uomini nuovi capaci di sperare e amare “senza calcoli e senza misura”.

Diocesi

Note di Passione, alla Collegiata di Grottaglie

23 Mar 2026

di Angelo Diofano
Stasera, lunedì 23 marzo, alle ore 19 alla Collegiata Maria Ss. Annunziata di Grottaglie, avrà luogo la terza edizione del ‘concerto Note di Passione’ a cura della parrocchia e della confraternita del Purgatorio. In programma, musiche e canti dedicati ai Riti della Settimana Santa a cura dell’associazione musicale ‘Banda Città di Grottaglie’ e del coro della confraternita del Purgatorio diretti dal m° Antonio L’Assainato. Durante la serata, condotta da Annarita Sanese, il coro della confraternita devolverà un contributo alla Fondazione Ant.

Diocesi

Santa Famiglia, fiaccolata di preghiera alla Salinella

23 Mar 2026

La parrocchia della Santa Famiglia, a Taranto, terrà mercoledì 25 marzo una via crucis, sotto forma di fiaccolata di preghiera, per le vie del quartiere Salinella che sarà guidata dal parroco don Alessandro Solare. Il pio esercizio avrà luogo dopo la santa messa delle ore 17.30, partendo dal sagrato della chiesa.
Si percorreranno via Lago di Albano, via Lago di Garda e via Lago di Monticchio.

 

Quaresima in diocesi

Solenni Quarantore alla Santa Teresa a Taranto

23 Mar 2026

Da oggi, lunedì 23, a mercoledì 25 marzo si terranno le solenni Quarantore alla parrocchia di Santa Teresa in Taranto, con momenti di adorazione eucaristica e di preghiera.  S’inizierà ogni giorno alle ore 8.30con la santa messa; a mezzogiorno, l’ora media; alle ore 18 la celebrazione dei vespri e alle ore 18.30 la santa messa presieduta dal parroco moms. Paolo Oliva; al termine, esposizione del Santissimo Sacramento con momento di preghiera, lodi e meditazione.

Lavoro

Fronti caldi per Arsenale e Leonardo e Bitetti scrive al ministro Crosetto

20 Mar 2026

di Silvano Trevisani

Arsenale e Leonardo fronti caldi per l’occupazione. Le prospettive occupazionali nel settore industriale del territorio restano nebbiose, in un momento molto delicato per il Paese. Se la vertenza Ilva resta al centro delle preoccupazioni, non vivono momento di serenità due delle maggiori realtà industriali del territorio. Sulla situazione dell’Arsenale militare, che è ormai da tempo al centro delle preoccupate sollecitazioni, non solo sindacali, si è svolto un incontro tra le rsu e il sindaco Bitetti, che ha prontamente raccolto le sollecitazioni e ha scritto scritto al ministro della Difesa Crosetto. Allo stabilimento Leonardo di Grottaglie, invece, si è svolta una manifestazione dei lavoratori che hanno proclamato tre ore di sciopero e il blocco degli straordinari e della flessibilità, dopo l’annuncio della sottoscrizione di un mamorandum per una joint-venture con la Edge Group degli Emirati Arabi.

Partiamo dall’Arsenale della Marina sul quale, come accennavamo in apertura, si è tenuto a Palazzo di Città, l’incontro urgente tra il sindaco, Piero Bitetti e la coordinatrice della RSU dell’Arsenale Militare Marittimo, Valentina Falcone, che ha rappresentato al sindaco le forti preoccupazioni dei lavoratori. “Siamo di fronte a un momento storico delicatissimo – ha detto Valentina Falcone – senza nuovi ingressi, lo spettro di un’esternalizzazione coatta rischia di svuotare le nostre officine e le nostre banchine, privando Taranto della sua capacità strategica nella manutenzione della flotta navale”.

E in effetti lo spettro dell’esternalizzazione è sempre incombente su questo come su altri settori produttivi pubblici e non sarebbe la prima volta. Il Piano infrastrutturale Brin dell’Arsenale M.M. risalente al 2015 è stato attuato solo parzialmente e solo il 50% dei posti messi a concorso sono stati coperti, mentre i pensionamenti stanno decimando le risorse lavorative.

Il sindaco Bitetti, nella sua lettera a Crosetto invita “a rivalutare la necessità di superare i vincoli imposti dalla legge n. 244/2012, con cui sono stati tagliati posti di lavoro del personale civile e militare”. E sottolinea, in particolare: “L’Arsenale Militare Marittimo di Taranto oltre ad essere uno stabilimento che si contraddistingue per la qualità del personale impiegato e per la funzionalità delle infrastrutture, degli impianti e dei mezzi in dotazione, rappresenta un pilastro storico dell’economia locale – scrive il Sindaco – Sembra, però, che il concorso pubblico del piano assunzione 2020/2022 riservato all’Arsenale di Taranto, non abbia sortito gli effetti auspicati, consentendo la copertura di solo 165 posti a fronte di 315 messi a concorso”.

Sul fronte della Leonardo, invece, i lavoratori dell’azienda, che hanno manifestato ieri, avvertono i pericoli che si celano nella joint-venture con gli Emirati Arabi.

“Oggi usciamo dalla fabbrica in segno di protesta – avvia il delegato della Fim Cisl, Giampiero Strusi – a seguito delle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Leonardo, Cingolani, dopo l’inconro dell’11 marzo e dopo il coordinamento nazionale del 18 marzo, perché non riceviamo risposte sul futuro dello stabilimento di Grottaglie e soprattutto dei lavoratori diretti e dell’indotto. Dalle voci che circolano, sappiamo che l’accordo dovrebbe concludersi a giugno e che ci sarebbe una ripartizione delle quote al 50%. Noi chiediamo che la governance resti a Leonardo e che i lavori restino a Grottaglie e alle dipendenze dirette dell’azienda”.

I sindacati chiederanno alla Regione Puglia di convocare un incontro al quale sia presente anche l’azienda.