Diocesi

La diocesi di Taranto a sostegno delle missioni nel mondo

24 Mar 2026

di Giada Di Reda

Il risultato della Giornata mondiale missionaria 2025, giorno 19 di ottobre, mese missionario, condivisa dall’ufficio missionario diocesano, ha messo in luce la bontà di un impegno condiviso che necessita di una continua spinta verso il raggiungimento di obiettivi sempre più grandi.

La somma delle offerte raccolte per l’occasione tra la Giornata missionaria mondiale e la Giornata missionaria dei ragazzi – aperte sino al mese di febbraio 2026 – ha raggiunto un totale di oltre 15 mila euro, destinati alla Fondazione missio. Quest’ultima, ricordiamo, è nata nel 2005 come “organismo pastorale costituito dalla Conferenza episcopale italiana al fine di sostenere e promuovere, anche in collaborazione con altri enti e organismi, la dimensione missionaria della comunità ecclesiale italiana, con particolare attenzione alla missio ad gentes e alle iniziative di animazione, formazione e cooperazione tra le Chiese” (Statuto, art. 2).

Le offerte raccolte in occasione della Giornata missionaria mondiale sono destinate alle Pontificie opere missionarie (Pom), organismi della Chiesa che sostengono la missione evangelizzatrice nel mondo. Queste non vengono utilizzate per esigenze locali, ma confluiscono in un fondo comune, chiamato Fondo universale di solidarietà, che permette di aiutare le missioni soprattutto nei territori più poveri o dove la Chiesa è ancora in fase di crescita.

Una parte importante delle offerte sostiene l’Opera della propagazione della fede (Popf), che finanzia attività di evangelizzazione e aiuta le comunità cristiane a svilupparsi. Un’altra parte è destinata all’Opera dell’infanzia missionaria (Poim), che si occupa dei bambini, promuovendo sia un aiuto concreto sia un’educazione alla solidarietà tra i più piccoli. Infine, le offerte contribuiscono anche all’Opera di San Pietro Apostolo (Pospa), che sostiene la formazione dei futuri sacerdoti nei paesi di missione, aiutando i seminari e accompagnando le vocazioni. In questo modo, anche un piccolo contributo diventa un aiuto concreto per la crescita della Chiesa nel mondo e un segno di condivisione tra tutte le comunità cristiane.

Le risorse raccolte vengono concretamente impiegate in diversi progetti missionari distribuiti in varie parti del mondo, che rispondono ai bisogni reali delle comunità locali. Tra questi vi sono iniziative di sviluppo agricolo, come la realizzazione di impianti di irrigazione, che permettono di contrastare la siccità e garantire il sostentamento delle popolazioni. Accanto a questi, si realizzano progetti di tipo pastorale, come la costruzione e il miglioramento di strutture parrocchiali destinate alla preghiera, alla formazione e alla vita comunitaria. Non mancano inoltre interventi a carattere educativo e sociale, come la creazione di spazi multifunzionali per attività formative, ricreative e di aggregazione, che possono diventare anche luoghi sicuri in situazioni di emergenza. Questi progetti mostrano come le offerte missionarie si traducano in azioni concrete capaci di migliorare le condizioni di vita e sostenere la crescita umana e spirituale delle comunità.

L’impegno dell’equipe dell’ufficio diocesano missionario, guidato dal direttore don Federico Marino, è quello di portare avanti, con il contributo delle chiese locali, una mission che porta con sé un legame profondo con la speranza. L’annuncio cristiano, ricordava papa Francesco nel Messaggio del Santo padre per la 99ª giornata missionaria mondiale 2025 non è solo trasmissione di contenuti, ma testimonianza concreta che, in Cristo, il male e la morte non hanno l’ultima parola: per questo i cristiani sono chiamati a essere segni e costruttori di speranza per tutti.

Eventi culturali in città

Mercoledì 25, in arcivescovado, il convegno ‘Processo a Gesù’

24 Mar 2026

Mercoledì 25 marzo alle 17.30, nel Salone dei vescovi dell’arcivescovado, ‘Processo a Gesù’, convegno su Dignità umana e dialogo tra diritto e fede.
Introdotto da Carmen Galluzzo Motolese, in una riflessione a più voci interverranno fra gli altri, Antonio Morelli e mons. Emanuele Ferro; conclusioni a cura di mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto.

Evento all’interno del Mysterium Festival 2026, questo appuntamento è stato realizzato dal Club per l’Unesco e dall’associazione ‘Marco Motolese’ in collaborazione con Le Corti di Taras, ico Magna Grecia, L.A. Chorus, ARCoPu, Arcidiocesi di Taranto, con il patrocinio del Comune di Taranto, della Regione Puglia e del ministero della Cultura. Si ringraziano: Bcc Banca di Credito Cooperativo San Marzano di San Giuseppe, TP Italia, Varvaglione Vini, Caffè Ninfole, Programma Sviluppo, Baux Casa, Comes e Chemipul italiana.

Direzione artistica del m° Pierfranco Semeraro in collaborazione con il m° Piero Romano, direttore artistico dell’ico Magna Grecia.

Eventi su prenotazione gratuita: eventbrite.
Biglietti online: Vivaticket.

Info: Le Corti di Taras – via Ciro Giovinazzi 28 (392.9199935).

Sito: orchestramagnagrecia.it.

Social: Facebook e Instagram

 

 

Diocesi

L’insegnamento di religione e la costruzione dell’intelligenza spirituale

Un corso di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica specialisti

24 Mar 2026

di Paolo Simonetti

L’appuntamento annuale per il corso di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica si è concentrato sul tema della costruzione dell’intelligenza spirituale. La scelta di questo tema è legata al 60° anniversario della lettera di papa Leone XIV sulla ‘Gravissimum Educationis’, la quale invita la comunità a sviluppare tre impegni principali: la cura dell’interiorità, l’accompagnamento nell’uso del digitale e la promozione della pace. Nelle giornate del 9-10-11 marzo, al seminario arcivescovile, oltre 100 insegnanti di religione si sono messi in ascolto degli esperti e hanno potuto avere del tempo a disposizione per il confronto e l’incontro. Il corso ha approfondito i vari aspetti attraverso interessanti contributi. Il professor Mancini ha analizzato le sfide educative del post-umano, mettendo al centro la cura dell’interiorità per aiutare gli studenti a riscoprire i propri desideri autentici e la speranza, sottraendosi ai bisogni indotti dal contesto culturale. Il professor Sebastiano Pinto, docente di Sacra Scrittura, partendo dal libro dei Proverbi, ha illustrato il cammino di ricerca interiore tra tecnica e sapienza, sottolineando l’importanza per l’uomo di riconoscersi come creatura davanti a Dio. Il professor Vincenzo Annicchiarico ha fornito una definizione di intelligenza spirituale intesa come la cura di sé nelle relazioni, mettendo a fuoco il concetto paolino di Hypomene (pazienza), ovvero la capacità di rimanere fermi e stabili anche sotto il peso delle avversità della vita. La professoressa Silvia Ruggiero, psicologa, ha esaminato il rapporto tra mondo interiore ed esteriore per sviluppare ulteriormente questa dimensione di cura.

Così ha sintetizzato le giornate don Ciro Marcello Alabrese, direttore dell’ufficio Educazione, scuola, Irc, università: “L’intelligenza spirituale non si riduce a una ricerca individualistica, ma si sviluppa verso un’apertura verso gli altri per vivere bene le relazioni”.

Durante l’evento, l’arcivescovo, mons. Ciro Miniero, ha incoraggiato i docenti a proseguire nel loro compito, sottolineando la dimensione del ‘noi’ e definendo l’insegnante di religione come un facilitatore di relazioni significative all’interno della scuola.

 Il terzo giorno è stato dedicato a laboratori pratici per l’elaborazione di percorsi formativi specifici per ogni ordine e grado di scuola. I lavori sono stati introdotti dal racconto di alcune buone pratiche messe in atto dagli insegnanti di religione cattolica. Paolo Narcisi, docente nella scuola primaria a Martina Franca ci ha descritto la sua attività: «Nella scuola primaria cominciamo a lavorare sulle emozioni dalla classe quarta sulla base del gioco e approdiamo alla secondaria di primo grado con un progetto vero e proprio. Si lavora con i ragazzi insieme agli insegnanti di religione dell’istituto comprensivo, in modo trasversale, coinvolgendo anche l’infanzia. Punto d’avvio è il tema della cittadinanza consapevole, quindi si vanno a toccare temi come la gestione delle emozioni, la gestione della rabbia, l’individuazione delle fake, la drammatizzazione su situazioni spiacevoli che si possono verificare come bullismo, cyberbullismo, eccetera. Il tutto è corredato dal gioco, come ad esempio il Twister delle emozioni, fino a terminare poi alla costruzione di un Google site o di video di questo tipo».

Gli altri racconti sono stati di Sara Masella, docente nella scuola dell’infanzia, che ha ideato e realizzato per i suoi alunni dei video per accompagnare l’apprendimento e il piacere del conoscere, e di Teresa Di Mitri che ha saputo coinvolgere i docenti in un progetto sulle emozioni nella scuola secondaria di secondo grado.

In conclusione delle giornate di aggiornamento, il direttore ha annunciato l’incontro nazionale degli insegnanti di religione cattolica provenienti da tutta Italia che si svolgerà a Roma, il prossimo 25 aprile, alla presenza del santo padre Leone XIV. Questo incontro, come i precedenti, servirà a fermare lo sguardo su un terreno delicato di confronto e di accompagnamento dei fanciulli, ragazzi e giovani che continuano ad avvalersi di questo insegnamento nella scuola.

 

Quaresima in diocesi

Le Quarantore alla San Lorenzo

24 Mar 2026

Sono in corso da lunedì 23 marzo fino a mercoledì 25  le ‘Quarantore’ alla parrocchia di San Lorenzo da Brindisi, dei frati cappuccini, in viale Magna Grecia. Ogni giorno, santa messa alle ore 8.30, adorazione eucaristica personale dalle ore 9 alle ore 17, a mezzogiorno sarà recitata l’ora media, alle ore 17.30 adorazione eucaristica comunitaria e alle ore 18.30 celebrazione della santa messa.

 

Diocesi

Quarantore alla San Pasquale di Taranto

24 Mar 2026

Sono in corso alla San Pasquale Baylon di Taranto, le Quarantore a cura dei frati francescani minori. Da ieri, lunedì 23, e oggi, martedì 24, alle ore 7.45 le lodi mattutine, alle ore 8 la santa messa, dalle ore 8 alle 13 l’adorazione eucaristica silenziosa e personale; alle ore 15 la recita della coroncina della Divina Misericordia; alle ore 19, la celebrazione dei vespri con meditazione.

 

Diocesi

Martina Franca: esercizi spirituali alla Sant’Antonio

ph ND
24 Mar 2026

di Angelo Diofano

‘Li amò fino alla fine: il racconto della Passione di Giovanni’ è il tema degli esercizi spirituali in programma alla Sant’Antonio (parroco, don Mimmo Sergio) in Martina Franca, che si terranno dal 24 al 26 marzo.
Ogni giorno, alle ore 8.30 le lodi mattutine;
 alle ore 9 la santa messa cui seguirà un tempo per la riflessione personale e le confessioni; alle ore 19 la santa messa con la recita dei vespri; alle ore 19.30 la meditazione biblica cui seguirà l’adorazione adorazione eucaristica con la possibilità di accostarsi al sacramento della Confessione.

Sport

Prisma La Cascina ko ad Aversa, deve procrastinare i sogni di gloria

ph G. Leva
23 Mar 2026

di Paolo Arrivo

Un risultato è stato già conquistato. Quello più rassicurante, a margine di un’annata complicata. Con due giornate d’anticipo, infatti, La Cascina aveva avuto la certezza matematica di poter disputare almeno il prossimo campionato di serie A2 Credem Banca. Merito del punto strappato alla capolista Abba Pineto. La tifoseria, però, non si accontentava: chiedeva il raggiungimento dei playoff, l’ottavo posto, affinché l’ex Gioiella potesse giocarsi le sue chance di ritorno nel massimo campionato nazionale, nel grande volley.

La squadra che piace agli stessi tifosi è quella che sa battagliare contro qualsiasi avversario dando il massimo. La Prisma lo ha ampiamente fatto nelle ultime apparizioni al Palafiom di Taranto, pagando un po’ la stanchezza nel finale contro una corazzata del campionato, il limite di non avere al completo la squadra, che possa garantire a coach Lorizio forze fresche e ricambi. Così ieri sera nell’ultima trasferta della stagione regolare in casa della Virtus Aversa è arrivata una sconfitta netta. Un 3-0 (25-20, 25-22, 25-22) inflitto da una squadra che ha saputo gestire al meglio i momenti chiave all’interno di un match che è stato equilibrato – guidati dal solito ottimo Nicola Cianciotta (18 punti), gli ionici erano riusciti a mettere il muso avanti nel secondo e nel terzo set.

La Cascina, il rammarico e l’orgoglio

“Sono molto dispiaciuto perché mi sarebbe piaciuto tanto fare i playoff, e soprattutto perché la squadra lo meritava per tutto il sacrificio e il sudore versato sia in allenamento che in partita. Sono contento comunque della stagione: nonostante tutte le difficoltà siamo riusciti ad ottenere una salvezza con due giornate di anticipo e ho avuto la possibilità di allenarmi con gente più grande e più esperta di me, e questo me lo porterò con me per le prossime stagioni”. Così Gabriel Galiano a fine partita. “Per quanto riguarda la partita di oggi, abbiamo provato ad esprimere il nostro miglior gioco ma purtroppo non è bastato, e nei momenti decisivi hanno avuto la meglio loro – ha spiegato il centrale di Castellana Grotte – sono contento di aver potuto dare una mano alla squadra ma allo stesso tempo amareggiato per la sconfitta. Ora proveremo l’ultima in casa a chiudere bene la stagione e regalare un’ultima gioia ai tifosi”. Il promettente giocatore de La Cascina, classe 2006, ha ringraziato i suoi compagni, lo staff e la città di Taranto per l’accoglienza ricevuta in riva allo Jonio.

I verdetti di fine stagione

Il fanalino di coda del campionato è Campi Reale Cantù che retrocede in serie A3. Ma questo lo si sapeva già dall’otto marzo, in seguito alla sconfitta inflitta ai lombardi dalla Romeo Sorrento. L’ultimo responso è arrivato sul taraflex di Brescia dove l’Emma Villas Codyeco Lupi Siena è stata sconfitta per 3-0, e pertanto è retrocessa. Quanto alla zona playoff, l’ottavo posto è conteso tra Macerata e Porto Viro, che hanno 35 punti in classifica. La Cascina invece, ferma a quota trentuno, proverà a staccare Catania nello scontro diretto – domenica prossima al Palafiom, start alle ore 18.00. Ci proverà con l’unico obiettivo di chiudere in modo decoroso questa stagione.

 

Taranto – Pineto, l’ultimo match al Palafiom nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

Angelus

La domenica del Papa – Vieni fuori!

ph Vatican media-Sir
23 Mar 2026

di Fabio Zavattaro

Ancora un nuovo appello per la fine del conflitto che insanguina il Medio Oriente, e un nuovo sostantivo compare nelle parole di Papa Leone all’Angelus in questa quinta domenica del tempo di quaresima: sgomento. Non è solo preoccupazione ma c’è angoscia, turbamento per una situazione che viviamo senza sapere quanto ancora continuerà. Così nelle parole che pronuncia dopo la preghiera dell’Angelus il Papa afferma di “seguire con sgomento” quanto accade in Medio Oriente e “in altre regioni lacerate dalla guerra e dalla violenza”. Non si può rimanere in silenzio, afferma ancora, “di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità”. Queste guerre, la morte e il dolore di questi confitti per Leone XIV “sono uno scandalo per tutte la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio”. Preservare nella preghiera è l’invito che il Papa rivolge a quanti lo ascoltano, affinché “cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace fondati sul dialogo sincero e sul rispetto della dignità di ogni persona umana”. Il cristiano, aveva detto nei saluti in lingua araba mercoledì 18 marzo, “è chiamato a essere strumento di pace, amore e riconciliazione, affinché la vera pace possa prevalere tra tutti i popoli”.

Messaggio che in questa domenica di Quaresima, con il Vangelo di Giovanni, ci porta a riflettere sul tema della morte, un muro per noi uomini oltre il quale non siamo capaci di andare; nel commentare questa pagina giovannea, Papa Benedetto XVI metteva in luce la “vera novità” per il credente, e cioè Cristo “che abbatte il muro della morte, in lui abita tutta la pienezza di Dio che è vita, vita eterna”. Ecco che la risurrezione di Lazzaro diventa messaggio di speranza, “segno che parla della vittoria di Cristo sulla morte e del dono della vita eterna, che riceviamo con il battesimo”. Lazzaro, l’amico morto da quattro giorni, diventa per Gesù anticipo del venerdì al Calvario; piange Lazzaro, ma in fondo piange per tutti gli uomini che si trovano in situazioni di morte, come dire, fisica, spirituale; guarda in faccia la morte per parlare di vita che non muore.

Nel Vangelo di Giovanni troviamo un’assonanza con le parole del profeta Ezechiele che si rivolge al popolo ebraico in esilio e annuncia: il Signore aprirà le tombe e farà uscire il popolo dai sepolcri, “vi farò riposare nella vostra terra”, nel paese di Israele. Antico e Nuovo Testamento che si “incontrano”.

Domenica prossima troveremo Gesù che entra a Gerusalemme accolto da una folla festante che, presto, gli volterà la faccia. In queste ultime domeniche lo abbiamo incontrato al pozzo di Sicar, il desiderio di un’acqua che disseta il corpo, ma, soprattutto, disseta lo spirito; Giovanni ci ha raccontato l’incontro con il cieco dalla nascita: nella guarigione, il passaggio dal buio alla luce, Cristo che porta luce per far uscire dalle tenebre ogni uomo. La liturgia ci invita a rivivere in questa luce nella Settimana Santa “gli eventi della Passione del Signore – l’ingresso a Gerusalemme, l’ultima cena, il processo, la crocifissione, la sepoltura – per coglierne il senso più autentico e aprirci al dono di grazia che racchiudono”. Avvenimenti che trovano in Cristo risorto “il loro compimento, per la nostra salvezza e pienezza di vita”.

Nelle parole che pronuncia all’Angelus, Papa Leone ci chiede di riflettere su questa “grazia” che illumina questo nostro mondo che, dice, “sembra in continua ricerca di novità e di cambiamento, anche a costo di sacrificare cose importanti – tempo, energie, valori, affetti – come se fama, beni materiali, divertimenti, relazioni effimere, potessero riempirci il cuore o renderci immortali”.

Per il vescovo di Roma tutto questo è “il sintomo di un bisogno di infinito che ciascuno di noi porta in sé, la cui risposta però non può essere affidata a ciò che passa”. Ecco che torna l’immagine del pozzo di Sicar e con le parole di Sant’Agostino nelle Confessioni il vescovo di Roma dice: “niente di finito può estinguere la nostra sete interiore, perché noi siamo fatti per Dio e non troviamo pace finché non riposiamo in lui”.

La pagina di Giovanni che ricorda l’episodio della risurrezione dell’amico Lazzaro “ci invita a metterci in ascolto di tale profondo bisogno e, con la forza dello Spirito Santo, a liberare i nostri cuori da abitudini, condizionamenti e modi di pensare che, come macigni, ci chiudono nel sepolcro dell’egoismo, del materialismo, della violenza, della superficialità. In questi luoghi non c’è vita, ma solo smarrimento, insoddisfazione e solitudine”. E quel “vieni fuori” che Gesù grida a Lazzaro è anche un invito rivolto a tutti spronandoci a “uscire, rigenerati dalla sua grazia, da tali spazi angusti, per camminare nella luce dell’amore”, donne e uomini nuovi capaci di sperare e amare “senza calcoli e senza misura”.

Diocesi

Note di Passione, alla Collegiata di Grottaglie

23 Mar 2026

di Angelo Diofano
Stasera, lunedì 23 marzo, alle ore 19 alla Collegiata Maria Ss. Annunziata di Grottaglie, avrà luogo la terza edizione del ‘concerto Note di Passione’ a cura della parrocchia e della confraternita del Purgatorio. In programma, musiche e canti dedicati ai Riti della Settimana Santa a cura dell’associazione musicale ‘Banda Città di Grottaglie’ e del coro della confraternita del Purgatorio diretti dal m° Antonio L’Assainato. Durante la serata, condotta da Annarita Sanese, il coro della confraternita devolverà un contributo alla Fondazione Ant.

Diocesi

Santa Famiglia, fiaccolata di preghiera alla Salinella

23 Mar 2026

La parrocchia della Santa Famiglia, a Taranto, terrà mercoledì 25 marzo una via crucis, sotto forma di fiaccolata di preghiera, per le vie del quartiere Salinella che sarà guidata dal parroco don Alessandro Solare. Il pio esercizio avrà luogo dopo la santa messa delle ore 17.30, partendo dal sagrato della chiesa.
Si percorreranno via Lago di Albano, via Lago di Garda e via Lago di Monticchio.

 

Quaresima in diocesi

Solenni Quarantore alla Santa Teresa a Taranto

23 Mar 2026

Da oggi, lunedì 23, a mercoledì 25 marzo si terranno le solenni Quarantore alla parrocchia di Santa Teresa in Taranto, con momenti di adorazione eucaristica e di preghiera.  S’inizierà ogni giorno alle ore 8.30con la santa messa; a mezzogiorno, l’ora media; alle ore 18 la celebrazione dei vespri e alle ore 18.30 la santa messa presieduta dal parroco moms. Paolo Oliva; al termine, esposizione del Santissimo Sacramento con momento di preghiera, lodi e meditazione.

Eventi in diocesi

San Francesco, quando la Parola si fa amore

20 Mar 2026

di Floriano Cartanì

L’intimità, quando si parla di San Francesco d’Assisi, non è un vezzo stilistico da scrittore: è quasi una necessità. Perché ogni volta che il suo nome ritorna nella nostra vita, anche culturale e soprattutto quando viene evocato nei libri, non lo si tratta come un personaggio della storia, ma come una presenza viva che ci sfiora, che chiede silenziosamente. Il Cantico dell’amore – Sui passi di Francesco: dalla Parola al Mistero (edizioni Solfanelli), appartiene proprio a questa dimensione: non è quindi un libro da leggere ma è, al contempo, un luogo in cui sostare e riflettere. Ci sono infatti figure come quella di San Francesco d’Assisi, che non si studiano, ma si ascoltano per imparare; il poverello d’Assisi per antonomasia, è una di queste. E ciò che colpisce maggiormente in questo volume, è proprio la delicatezza con cui gli studiosi coinvolti, hanno scelto di avvicinarsi a lui con un proprio approccio scritto. Non con l’urgenza di interpretare i fatti accaduti a quel tempo, intendiamoci, ma con la disponibilità a lasciarsi sfiorare dal Mistero. È un movimento culturale raro, questo guidato nel volume da Pierfranco Bruni, che tesse un moto che assomiglia più a una forma di preghiera che all’analisi di un racconto di vita.
Bruni infatti, che ne guida meravigliosamente l’intero progetto culturale, sembra aver intuito che la via più autentica per parlare di Francesco d’Assisi non è quella della semplice celebrazione che ricorre in questo anno, ma quella della ricerca dell’intimità con lui. Non si tratta allora di raccontare un santo, pur importante come San Francesco d’Assisi, ma di ritrovare un uomo. Un uomo che ha saputo guardare il mondo con una tenerezza che oggi sconvolge e manca semplicemente a tutti. Il tema centrale del libro poi, il passaggio cioè dalla Parola al Mistero molto opportunamente riportato nel sottotitolo del libro, non è qui un concetto astratto. È un’esperienza viva. È quel momento in cui una parola smette di essere un segno e diventa un luogo. Un luogo in cui riconoscersi, in cui sentirsi accolti, in cui ritrovare qualcosa che credevamo perduto. Franca De Santis, curando straordinariamente gli interventi contenuti in questo libro e portati dai vari autori, sembra aver costruito proprio questo: una casa, cioè, fatta di un coro di voci. Ogni contributo degli studiosi diventa perciò una sorta di stanza diversa, ognuna con una luce propria, è chiaro, ma tutte conducono allo stesso centro: la possibilità che la spiritualità francescana possa essere un discorso vero, quasi come un respiro profondo dell’anima. L’icona di suor Pierpaola Nistri, badessa del convento delle clarisse situato nella Città delle ceramiche, merita un discorso a parte. La Madre delle clarisse, provvede infatti a non accompagnare solamente il libro, ma lo completa alla perfezione. Perché ci sono cose che la parola scritta non riesce a dire e che solo un’immagine silenziosa può custodire e trasmettere: l’arte monastica non cerca infatti mai di spiegare, ma di accogliere. E tipico di quel tipo di “accoglienza”, rivelare la stessa dolce radicalità che animava Francesco medesimo. Guardare intimamente quell’icona, significa perciò accettare che il Mistero non va capito, non deve essere capito, ma semplicemente va abitato. Ed è così che diventa allora un invito, un invito a lasciarsi guardare e leggere intimamente i testi riportati, più che a sfogliarli solamente. La presentazione di questo volume fissata per il 21 marzo prossimo alle 19, proprio al convento di Grottaglie e nella Giornata internazionale della Poesia, non rappresenta infine solo un mero dettaglio d’informazione. È da considerare, invece, un concreto ritorno alla sorgente viva di queste giornate culturali. Perché la poesia, quella vera, in tutte le sue sfaccettature, non è solamente un ornamento, ma un modo concreto di stare al mondo. E San Francesco d’Assisi, con il suo Cantico, ci ha insegnato che si può parlare al creato come si parla a un fratello, che si può nominare la luce senza possederla, che si può essere poveri senza essere soli. Per concludere, questo libro ci chiede una cosa semplice e difficile allo stesso tempo: ritrovarecioè la nostra parte più fragile, quella che ancora sa stupirsi, quella che ancora sa ascoltare. Ci chiede pertanto di rallentare, di tornare a respirare profondamente la vita, di tornare a sentirla come un dono e non come una corsa frenetica senza una meta.