Musica

La lunga notte delle chiese, il ritorno in Puglia di Claudia Lamanna

L’arpista alla Tlaqná sala de conciertos osx in Messico
08 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Le sue note possono e devono raggiungere anche l’Ucraina. L’arpista, peraltro, è stata coinvolta in un progetto da realizzare il prossimo anno, nel Paese che sta vivendo gli orrori della guerra. E meno male, che quelle note non restano inascoltate: la Musica, come ci ricorda Beatrice Rana, è il linguaggio più universale che esista, capace di arrivare dritta al cuore delle persone. Così, l’arpa magica di Claudia Lucia Lamanna può farsi strumento prezioso nel dialogo con la contemporaneità, sopra la quale si erge. L’arpista di Noci fa ritorno in Puglia, intanto: è attesa dapprima a Mesagne, domani 9 giugno, per “La lunga notte delle chiese” nella Basilica del Carmine (ore 21.00); poi a Lecce, venerdì 24 al Museo Castromediano. Due occasioni da non lasciarsi sfuggire per rivedere e riascoltare l’arpista più brava del mondo. Che è reduce dalle ultime esperienze internazionali del 2023 – in Slovacchia ha preso parte al 67° Košice Music Spring Festival.

La lunga notte delle chiese

L’evento di Mesagne rientra nell’iniziativa che tiene insieme musica cultura arte. È “La lunga notte delle chiese”, organizzata dall’associazione BellunoLaNotte.com con la collaborazione delle Diocesi partecipanti. L’obiettivo è mettere a rete i luoghi di culto dove si tengono gli eventi. Ovvero rileggere tutte le espressioni artistiche in chiave di riflessione e spiritualità.

Dove sei?

Il tema dell’ottava edizione è una domanda. Che rivolgiamo a ciò che ci circonda, e ci interroga. Dove sei? “È una domanda che ormai ci facciamo un po’ tutti quotidianamente, visti i tempi incerti in cui viviamo – dichiara Stefano Casagrande – questo mondo dimostra di essere molto titubante, quindi è un interrogativo adatto”. “Siamo dubbiosi rispetto a quello che stiamo vivendo – continua il direttore de La lunga notte delle chiese – e cerchiamo ogni giorno una risposta, che spesso magari non riusciamo a trovare. L’invito, la domanda che quest’anno ci siamo posti, è proprio un riflettere”. La risposta può arrivare proprio quando distrattamente siamo immersi nella Bellezza.

Cinema

Il mondo della cultura fa festa con la riapertura del Teatro Nuovo di Martina Franca

07 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Una scelta di passione e di coraggio, reiterata. Un’opportunità per l’intera regione Puglia: la riapertura del “Teatro Nuovo” è un evento che rallegra la comunità di Martina Franca e quella ionica, che di quel contenitore culturale possono tornare ad usufruire, a beneficio della crescita del territorio a 360 gradi. E dello stesso settore. Che è in ripresa, nel post pandemia, in tutta Italia – lo attestano i dati Istat riferiti allo scorso anno. Cresce la domanda per gli spettacoli dal vivo. Si moltiplicano gli eventi in programma per la stagione estiva. La gente, in sostanza, ha fame di Cultura, da vivere nella forma della condivisione, non più da remoto ma in presenza. Pronto a soddisfare questa istanza, il Teatro Nuovo vuole porsi come punto di riferimento nel panorama artistico e culturale.

L’incontro di presentazione

Numerosi gli ospiti chiamati a raccolta per il pomeriggio di venerdì 16 giugno. L’occasione è l’evento inaugurale aperto alla cittadinanza, e al confronto tra diversi sindaci e rappresentanti istituzionali. Start alle ore 16, tra gli altri interverranno: il primo cittadino di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, l’assessore alle Attività culturali e spettacolo, Carlo Dilonardo; il Dirigente generale del settore Turismo e Cultura della Regione Puglia, Aldo Patruno. L’evento proseguirà con l’inaugurazione di una saletta intitolata a Franco Punzi. Un uomo di cultura, l’anima del Festival della Valle d’Itria e presidente della Fondazione “Paolo Grassi”, che avrebbe benedetto la riapertura, e sarebbe stato presente in sala.

La pausa

Allo stesso incontro della prossima settimana interverrà Rosanna Pantone, in rappresentanza della proprietà. Che ha voluto fortemente la riapertura, il rilancio dell’attività: dopo tre anni di chiusura, i lavori di ripristino dell’immobile sono stati completati. Il teatro, fatto oggetto di riqualificazione in ogni comparto (ha preservato lo stile e il design), ha una capienza di 800 posti, con spazi riprogettati per gli eventi da realizzare. “Riempirlo non sarà facile – confida la signora Pantone – ma noi ce la mettiamo tutta per offrirlo alla cittadinanza, in tutte le sue potenzialità”.

Teatro Nuovo, una missione lunga 46 anni

Correva l’anno 1977 quando l’imprenditore martinese Benito Settimo Semeraro inaugurò una sala dedicata a cinema e teatro nel quartiere Fabbrica Rossa di Martina Franca. Quel palcoscenico è stato calcato da grandi artisti, come Renato Rascel (1912-1991). Una scommessa vinta con la qualità e con la perseveranza. Adesso anche con la duttilità: dopo la pausa imposta della pandemia, il teatro riparte con nuove programmazioni e idee messe in campo, utili a farne un luogo di cultura, di bellezza e di speranza. La magia della sala resta intatta. Così i ricordi legati agli incontri più emozionanti: parole declamate o sussurrate, che fanno giri larghi tornando alla bocca di chi le aveva pronunciate. Parole lasciate scritte su fogli di carta.

Cinema

“Nuovo Cinema Paradiso”, giù le mani dal capolavoro

Jacques Perrin (1941-2022) nel film di Tornatore
06 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Trasformare il film in una serie tv. Ci abbiamo creduto la scorsa estate, come ad una possibilità concreta, con tanto di titolo, puntate e argomenti. Il progetto di lavorare su “Nuovo Cinema Paradiso” resta in piedi ma allo stadio puramente embrionale. Lo ha chiarito, qualche settimana fa, Giuseppe Tornatore. Diceva che si tratta di un progetto “di cui si parla soprattutto sulla stampa”. Il motivo è ben chiaro: il film piace. Un cult che non ci stancheremmo mai di rivedere. Un film potente, con elementi di ilarità ed altri di denuncia; struggente anche in forza della colonna sonora, la musica di Ennio Morricone (1928-2020), che non andrebbe riprodotta per scopo pubblicitario in alcuno spot per la televisione.

Tra realtà e finzione

“Nuovo Cinema Paradiso è un film molto personale e in buona parte anche autobiografico, ci sono cose frutto di fantasia ma quel mondo della sala cinematografica io l’ho vissuto fino in fondo per l’epoca in cui l’ho frequentato”. Così il premio Oscar si interroga sull’attualità del prodotto di maggior pregio che ha realizzato nella sua fortunata carriera – tanti i premi ricevuti, un successo internazionale di pubblico e critica. Quel mondo lo ha vissuto in quegli anni e per quegli anni, “ma in qualche modo anche per epoche precedenti, perché ho conosciuto talmente tanti esercenti, proiezionisti, attacchini, maschere, cassieri, distributori dai quali ho raccolto storie incredibili”.

Nuovo Cinema Paradiso, il sequel

Tornando alla serie, l’impegno c’è, ma può essere procrastinato. “Poi si vedrà”, ha chiosato il Maestro Tornatore. E forse fare un passo indietro potrebbe essere la scelta migliore. Perché lo stesso film che ha emozionato e fatto riflettere il pubblico, adulto o giovane, va lasciato incontaminato, perché possa rivivere nella memoria personale e collettiva. Al limite sono i ricordi dello stesso regista a poter essere integrati. Le storie non vanno necessariamente attualizzate. La serie resta un’opportunità: “Se si dovesse fare, visto che il mondo e l’epoca restano quelle, avrebbe nella tessitura narrativa dei ricordi miei personali, e delle testimonianze raccolte nella mia vita”.

Lo stupore in sala

La magia che lega lo schermo allo spettatore non può venir mai meno. Così, particolari, uniche, sono le alchimie emotive che questo luogo crea: è il pensiero di Giuseppe Tornatore per il quale il cinema, come tutte le attività che riguardano la collettività, può andare incontro a stagioni incerte. Il pubblico segue le mode. Ma i gusti restano trasversali alle epoche nel confronto tra generazioni. Allora, come oggi, la promozione di un messaggio passa attraverso la sua capacità di affascinare lo spettatore. Così i contenuti di Nuovo cinema paradiso nella pellicola originale del 1988. Tematiche che vanno dalla storia d’amore al potere del cinema che, nella sua funzione sociale, didattica o di evasione, si fa strumento di ricostruzione; dal motivo dell’amicizia al confronto ineludibile con il passato della persona; alle differenze che, ancora oggi, separano le terre del Sud dal centro-nord Italia, in termini di opportunità e di risorse.

Sport

Motori, in corsa con Flavio Renna: un pezzo di Taranto alla “Mille Miglia”

05 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Confermarsi nei risultati e tendere al gradino più alto del podio. È l’obiettivo di due piloti tra i più apprezzati e preparati in questo roboante mondo: Flavio Renna e Guido Ceccardi. I quali sono attesi dalla “Mille Miglia”. Non un appuntamento qualsiasi, ma l’incontro con la corsa automobilistica più acclamata e prestigiosa, in partenza il 13 giugno. Così, la 1000 Miglia, che oltre ad essere affascinante è pure faticosa, si colora del territorio in cui è nato Flavio Renna: il tarantino sarà al volante di una Fiat 514 Mille Miglia del 1930, appartenente allo stesso Guido Ceccardi.

Il percorso

Partenza da Brescia, in viale Venezia, direzione centro Italia fino a Roma; passaggio da Asti e rientro a Brescia passando da Milano e Bergamo. Nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta. E oggi offre diverse gare parallele: dalla Mille Miglia Green, riservata ai veicoli 100 per cento elettrici, alla Coppa delle Alpi, alla Mille Miglia Experience, dedicata a supercar e hypecar che possono fare lo stesso percorso delle auto storiche. Cinque le tappe in programma per la regina. Da Brescia a Cervia – Milano Marittima, il tredici giugno; nella seconda tappa l’arrivo a Roma, a Parma il giorno dopo, attraverso gli Appennini e il passo dell’Abetone; epilogo a Milano ventiquattrore dopo, poi Brescia sabato 17.

La Fiat 514 Mille Miglia

Tornando a Flavio Renna e Guido Ceccardi, Taranto li ringrazia per la loro presenza sul palcoscenico internazionale del motor sport, alla gara più bella del mondo. E naturalmente fa il tifo per la Fiat 514 Mille Miglia. Una vettura che fu voluta per prendere parte alla MM anteguerra: particolarmente performante e veloce, dotata di motore Siata, auto di grande valore. La stessa deve dare soddisfazioni ai due piloti impegnati nel Campionato Italiano Grandi Eventi, e compagni nella scuderia della Promotor Classic di Ferrara. Il loro percorso procede nel migliore dei modi. Infatti, dopo la Milano Sanremo e il Circuito del Mugello, i primi due appuntamenti che li ha visti protagonisti, hanno ottenuto piazzamenti preziosi. Buon vento a loro.

Sport

La trasferta azzurra di Sabina De Florio: “Noi accolti come star, ma dalla Spagna c’è da imparare”

02 Giu 2023

di Paolo Arrivo

L’avvocato difende i diritti dei più deboli o fragili. E a Taranto, sappiamo bene, non ci sono le condizioni per esprimersi a grandi livelli nello sport in generale. Eppure le eccellenze sul territorio non mancano. Come la LNI Taranto, premiata nei giorni scorsi nei saloni della Fiera del Levante di Bari dal governatore della Puglia Michele Emiliano. Portacolori della squadra, che rientrava tra le 68 eccellenze sportive pugliesi del 2022, è Sabina De Florio, reduce dalla trasferta spagnola a Cabo de Cruz con la rappresentativa nazionale della Federazione italiana canottaggio a sedile fisso – lo scorso ventotto maggio, insieme a Silvia Battista, atleta del Palio di Taranto, ha rappresentato la città che guarda ai Giochi del Mediterraneo.

Come è andata?

“È stata un’esperienza densa di passione e di calore umano. In Spagna ci hanno accolto come delle star: l’Italia è ben vista, davvero, non lo scopriamo adesso. Si trattava di una delle gare più importanti. Barche che, in confronto alle nostre, possono essere considerate le Ferrari del mare. Alla mia età, a 49 anni, mi è stata offerta un’opportunità che qui a Taranto non mi sarebbe stata data”.

Per diversi atleti questa esperienza è stata una novità.

“Anche per me. Dopo la medaglia d’oro conquistata all’Europeo lo scorso anno (nello stesso 2022 ha vinto l’oro nazionale, ndr), per me è stata la prima volta all’estero che ho fatto parte della delegazione italiana. Una delle gare più agognate a livello europeo, la più difficile”.

Poi è arrivato anche il risultato…

“Già, noi donne siamo arrivate terze. C’è da considerare la tecnica che, ripeto, è davvero molto difficile, e non si avvicina propriamente alla nostra, perché un mix delle diverse tipologie delle nostre barche. Avendo fatto una full immersion il giorno prima (3-4 ore la mattina e altrettante nel pomeriggio) non avevamo tante chance. Invece abbiamo conquistato il bronzo, con estrema soddisfazione. Il club spagnolo è letteralmente impazzito perché convinto che non ce l’avremmo fatta”.

Insomma, avete dato il massimo.

“Assolutamente. Di più non potevamo fare. Gli uomini, invece, sono stati più sfortunati: avevano molte più virate”.

Cosa avete portato nel bagaglio dalla Spagna?

“La passione che mettono nell’ottica della formazione dei giovani: con tanto calore, ce lo hanno spiegato. Dallo sponsor della manifestazione arrivano quasi 60mila euro. Da noi, ed è un paradosso, gli sport del mare sono bistrattati. Il riconoscimento ricevuto a Bari ha fatto felice lo stesso presidente Emiliano, per il sostegno dato alle squadre. Ma non basta: è necessario fomentare progetti in funzione degli atleti, dei ragazzi. Pensi che noi qui, dove il mare è la risorsa di Taranto, per fare le trasferte noi ci autofinanziamo. E questo non è il miglior modo di avvicinare i giovani”.

Il prossimo obiettivo?

“Il prossimo fine settimana, l’undici giugno, la gara nazionale Lance a 10 remi a Taranto che verrà organizzata. Per questo appuntamento ci stiamo preparando”.

Scienza

A caccia di sorprese: l’Italia nella missione spaziale Ema degli Emirati

foto Uae Space Agency
01 Giu 2023

di Paolo Arrivo

Qualcuno potrebbe interrogarsi sul senso dell’iniziativa. Sull’opportunità di spendere ingenti risorse per volare oltre questo mondo, sopra i conflitti e le devastazioni di questi giorni, che richiedono tanta cura. L’ultima impresa, non troppo distante, di cui si parla in queste ore è la missione spaziale Ema (Emirates Mission to the Asteroid Belt) dell’Agenzia Spaziale degli Emirati Arabi Uniti. Vi farà parte anche l’Italia.

Un successo per il Belpaese

“Questa missione rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese, essendo la prima collaborazione con gli Emirati arabi uniti nel campo dell’esplorazione del Sistema solare. Ancora una volta, l’esperienza e le capacità dell’industria italiana sono in prima fila nell’esplorazione spaziale attraverso la partecipazione ad  importanti missioni internazionali”. Così il responsabile Asi per le attività industriali legate allo sviluppo di Mist-A Giuseppe Sindoni spiega l’utilità dell’iniziativa. Sulla stessa lunghezza d’onda la sua collega Alessandra Tiberia, la quale sottolinea come “la comunità scientifica italiana coinvolta nella missione sfrutterà la propria esperienza maturata nel corso degli anni da progetti passati”. L’obiettivo è massimizzare il ritorno scientifico in termini di conoscenza dei corpi primordiali del nostro Sistema solare. Lo studio delle superfici, della caratterizzazione fisica e chimica, non è fine a se stesso, ma va collocato nella logica di un possibile futuro sfruttamento delle risorse minerarie.

L’obiettivo della missione spaziale Ema degli Emirati

Partenza prevista per il 3 marzo 2028. Si andrà a caccia di asteroidi primordiali, ricchi di acqua: sulla sonda sarà presente lo strumento italiano Mist-A finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con l’Istituto Naturale di Astrofisica, che guida il team scientifico italiano, e con diverse aziende. Tale dispositivo avrà il compito di studiare la composizione della superficie e le proprietà fisiche degli asteroidi mappandole nella lunghezza d’onda dell’infrarosso. In sostanza, l’obiettivo della missione è comprendere meglio l’origine e l’evoluzione di questi oggetti, per non escludere la possibilità di estrarne risorse utili.

La sorpresa è (quasi) dietro l’angolo

La missione spaziale Ema degli Emirati prevede di osservare 6 asteroidi durante sei passaggi ravvicinati per arrivare all’asteroide (269)Justitia intorno al quale Ema orbiterà per sette mesi. Lo stesso dimostra di essere particolarmente intrigante, per via delle sue proprietà inconsuete: si ritiene che possa essersi formato nelle regioni più esterne del Sistema Solare e poi trasferitosi nella fascia degli asteroidi tra Giove e Marte. Con queste premesse possiamo aspettarci molte sorprese. Lo ha detto Gianrico Filacchione, ricercatore dell’Inaf e responsabile di Mist-A. Il settimo asteroide 269 Justitia è un oggetto di circa 53 chilometri di diametro. Sarà necessario un viaggio di sei anni per raggiungerlo. Che in fondo non sono nulla, agli occhi di chi ha lungimiranza, e guarda alla bellezza e alla vastità del creato con sentimenti di meraviglia.

 

Musica

“Porto Rubino 2023”: un occhio alla sostenibilità, e l’orecchio alla buona musica

31 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Un mese esatto all’evento. Ed è partito il conto alla rovescia: la quinta edizione di “Porto Rubino” prenderà il via venerdì 30 giugno, da Brindisi, per concludersi nella provincia di Taranto (Campomarino) l’otto luglio. Tra le novità di quest’anno c’è la cantante Chiara Galiazzo. Che avrà il compito di seguire tutte le serate per raccontarle sui social, con interviste dietro le quinte ai protagonisti, per poi cantare nell’evento conclusivo. Nel mezzo sono attese le esibizioni di diversi grandi artisti. I cantanti più richiesti dal grande pubblico: da Mahmood a Madame, da Piero Pelù a Emma Marrone, a Francesca Michielin.

Musica e non solo

L’originale Festival ideato dal cantautore martinese Renzo Rubino porta sulle barche adibite a palcoscenico anche le tematiche più importanti e dibattute. Quelle che attengono alla salvaguardia del mare e della sua biodiversità, scegliendo di avvalersi di due partner di sostenibilità: Sea Shepherd, organizzazione attiva nella denuncia delle attività illegali in alto mare, la distruzione continua dell’habitat naturale e delle specie marine; Worldrise, associazione no profit per la conservazione dell’ambiente marino e la sensibilizzazione delle comunità. L’obiettivo peraltro è sensibilizzare i tecnici e gli artisti sulla necessità di ridurre l’impatto dell’industria musicale sull’ambiente attraverso le buone pratiche. Un’iniziativa, il progetto Ecorider, al quale aderisce Porto Rubino, che poggia sulla redazione di un rider in formato green contenente le indicazioni per non utilizzare in stage e backstage alcun tipo di plastica. Per minimizzare gli sprechi e facilitare il corretto smaltimento dei rifiuti.

Gli appuntamenti di Porto Rubino

30 giugno, Brindisi: Eugenio Cesaro, Mahmood, Omar Pedrini

2 luglio, Giovinazzo: Madame, Emma Nolde, Santi Francesi, Alan Sorrenti

5 luglio, Monopoli: Bianco, Giovanni Caccamo, Niccolò Fabi, Piero Pelù

7 luglio, Tricase: Carlo Amleto, Delicatoni, Levante, Nada, Raf

9 luglio, Campomarino: Dardust, Dente, Emma Marrone, Francesca Michielin

Serie tv

“The Ferragnez”, come vedere la seconda stagione: la prima puntata e poi stop

30 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Un video che ha commosso diciassette milioni di followers. Un’esperienza che ci rende tutti uguali, ricchi e poveri, potenti e sventurati: l’appuntamento con la malattia, affrontato dalla coppia Fedez-Ferragni. Così si apre la prima puntata della seconda stagione della serie “The Ferragnez”. Con il racconto dell’imprevisto, che pensiamo non ci possa mai accadere. La coppia più famosa del mondo dello spettacolo in Italia può essere amata, idolatrata, oppure detestata. Se appartenete alla categoria di chi non li ha in simpatia, potreste fare almeno lo sforzo di vedere la prima delle sette puntate. Ne vale la pena per la tematica affrontata. Un esempio positivo per quanti sono chiamati a combattere. Una puntata che basta a se stessa, in grado di riscattare quanto di peggio gli stessi protagonisti possano realizzare.

La prova superata a pieni voti

“La mia più grande paura non è stata quella di morire ma di non essere ricordato dai miei figli. E di non poterli vedere crescere”. Lo ha confidato Fedez ricordando la sua battaglia condotta e vinta contro il tumore al pancreas. La malattia gli ha fatto trovare forze inaspettate, insieme alle fragilità non nascoste; ha rinsaldato il legame con la donna che gli è stata sempre accanto. Soprattutto ambedue sono arrivati a comprendere quali sono i valori della vita più importanti. Ovvero cosa anteporre al successo, alla vanità, alla brama, a tutte le seduzioni offerte dal dio denaro. Poco importa se lo spettacolo è stato fatto sotto i riflettori delle telecamere. Che hanno seguito il paziente in ospedale, fino all’operazione effettuata lo scorso anno: lo show rivela autenticità. Il messaggio non può essere contestato e non condiviso.

Il male che non uccide fortifica

La domanda che ci facciamo: quest’esperienza così probante, che non vuole fare nessuno, almeno è servita? Una volta tornati alla vita di prima, fatta di lavoro ed eventi mondani, Fedez e consorte hanno affrontato con una nuova consapevolezza le loro giornate? Qualcuno potrebbe far notare episodi di moralità dubbia. Dal “numero” del rapper con Rosa Chemical sul palco dell’Ariston, all’ultimo Festival di Sanremo, alla recente apparizione hot in foto di mamma Ferragni, per la quale l’imprenditrice influencer e content creator è stata bacchettata da una ragazzina 11enne. La risposta ci esime dal giudicare. In fondo, ognuno di noi ha attraversato drammi, personali e comunitari, e non è uscito sostanzialmente cambiato – si veda il ritorno alle guerre nel post Covid.

The Ferragnez 2

La serie, sit-com / reality è disponibile in streaming su Amazon Prime Video. Dopo le prime quattro puntate, uscite lo scorso 18 maggio, sono arrivate le altre. Al centro dei nuovi episodi c’è sempre la famiglia composta da Fedez, Chiara Ferragni, i loro figli, i piccoli Leone e Vittoria. Il format ha riscosso un grande successo al suo esordio sulla piattaforma Amazon. La caratteristica è quella di mescolare gli aspetti privati e pubblici. Nella prima stagione della serie, uscita a dicembre di due anni fa, la coppia aveva portato sullo schermo l’attesa per la nascita della secondogenita, gli impegni professionali e personali. Ben altre preoccupazioni rispetto a quelle che hanno saputo affrontare dopo.

Sport

Primoz Roglic re del Giro d’Italia: la vittoria dell’agilità

Il vincitore premiato da Mattarella
29 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Il primo a sdoganare la pedalata agile è stato Lance Armstrong. Non che possa considerarsi un modello positivo, l’americano, il quale grazie alla lunga mano del doping vinse sette volte consecutive il Tour de France; ma sul piano tecnico, ci sono evidenze scientifiche sull’economia dell’agilità. Che in una grande corsa a tappe di 3 settimane permette in qualche modo di salvare la gamba. Così Primoz Roglic si è aggiudicato la 106esima edizione del Giro d’Italia. Lo abbiamo visto sempre pedalare più agile di Geraint Thomas, il suo diretto avversario, al quale ha strappato la maglia rosa al termine della penultima tappa; e nella stessa cronoscalata Tarvisio-Monte Lussari, dove ha pedalato con il monocorona, è stato capace di superare anche l’imprevisto capitatogli. Quando il salto di catena avrebbe potuto fargli perdere la concentrazione necessaria. L’agilità fisica e mentale lo hanno portato a regalarsi la gioia massima nel confronto con i più giovani avversari – lui a ottobre compirà 34 anni.

Il Giro degli italiani

Le soddisfazioni dagli azzurri sono arrivate. In particolare da Jonathan Milan, una felice scoperta, vincitore della seconda tappa; da Davide Bais, Alberto Dainese e Filippo Zana. Mentre il miglior italiano in classifica generale è stato Damiano Caruso. Il suo quarto posto vale quanto il gradino più basso del podio (oltre non poteva andare). Poca roba rispetto a quanto si potesse desiderare: si è fatta sentire la mancanza di Vincenzo Nibali. Ovvero di un corridore italiano capace di vincere e di entusiasmare puntando al primato. Non giudicabile il Giro d’Italia di Domenico Pozzovivo, che prima della decima tappa ha lasciato la carovana: anche lui, come Remco Evenepoel, si è ritirato a causa della positività al Covid.

Ciclismo su strada o mountain bike?

Gli elementi di polemica non sono mancati. Il primo attiene proprio al caso Covid: nei giorni in cui il virus è stato fortemente ridimensionato, al punto da non essere più considerata un’emergenza mondiale, alcuni corridori se ne lasciano condizionare e preferiscono tornare a casa. Al netto delle polemiche che hanno puntato il dito contro Evenepoel, in particolare, c’è da considerare gli sforzi intensi e prolungati profusi dai ciclisti in una grande corsa tappe di tre settimane: la loro salute va tutelata. Altra discussione ha riguardato proprio la tappa regina del Giro d’Italia. Perché ai puristi del ciclismo su strada la cronoscalata è sembrata una prova di mountain bike. Con tanto di cambio bici a metà percorso, per affrontare al meglio le impennate finali.

Primoz Roglic e le novità: le prime volte al Giro d’Italia

Nessuno sloveno si era mai aggiudicato la corsa rosa. Per la prima volta ci è riuscito il corridore della Jumbo-Visma Primoz Roglic, che al Giro d’Italia aveva preso parte aggiudicandosi quattro tappe. Mai un Presidente della Repubblica Italiana aveva mai incoronato il vincitore della grande corsa a tappe. Il primo è stato Sergio Mattarella, presente alla cerimonia di ieri andata in scena nella capitale. Il Presidente si è goduto anche l’ultima tappa: una cartolina sulle bellezze di Roma. Ad aggiudicarsi la gara è stato Mark Cavendish. Una grande soddisfazione per il 38enne britannico, che a fine stagione si ritirerà.

Serie tv

Il caso Alex Schwazer, un duro colpo alla credibilità del mondo dell’atletica

Il marciatore azzurro nel 2016 – foto Getty Images
26 Mag 2023

di Paolo Arrivo

La sofferenza più grande del marciatore dotato di un talento straordinario non è stata quella provocata dagli allenamenti o dalle gare, ma dalla parabola discendente alla quale si è autocondannato dopo il trionfo massimo. La causa? L’eccesso di felicità. Quella provata da Alex Schwazer nel momento in cui ha vinto il titolo nella 50 km ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, andando oltre i propri sogni – quando era bambino guardava alle Olimpiadi sognando solamente di partecipare. All’apice ha fatto seguito la discesa infernale. “Il caso Alex Schwazer” è raccontata nella serie Netflix tra le più viste oggi in Italia. Prodotta da Indigo Stories, scritta e diretta da Massimo Cappello, ripercorre e documenta l’incubo vissuto dall’atleta del Trentino-Alto Adige: la fragilità dell’uomo che dalla vita ha avuto proprio il meglio, il massimo che si possa desiderare. Anche una storia d’amore da favola. Con la nota pattinatrice Carolina Kostner, che nel momento della prova abbandonerà il suo compagno. La prima parte attiene alla vita lasciata alle spalle.

Il dramma di Alex Schwazer

Oggi AS è un atleta squalificato per doping fino al 2024. Perché l’archiviazione del procedimento penale a suo carico, avvenuta nel 2021 in Italia, non è stata accettata dalla giustizia internazionale e dall’Agenzia mondiale antidoping. La serie tv in quattro puntate chiarisce il dramma vissuto dall’imperatore della marcia, legato un tempo alla principessa del ghiaccio, e come ci è arrivato: dai rapporti controversi avuti con il dottor Michele Ferrari, il medico associato al grande bluff del ciclista americano Lance Armstrong, all’esempio negativo degli atleti russi dopati, al senso di nausea provato proprio dopo quel grande successo che gli aveva dato notorietà esponendolo al circo mediatico. Alex Schwazer fu indotto al doping dal sistema. Tuttavia fece tutto da solo per procurarselo, raggiungendo la Turchia. Il resto è una storia piena di ombre e di domande dove si possono trovare le risposte.

La caduta e la rinascita

Dopo essere stato trovato positivo all’eritropoietina, il 6 agosto 2012, l’atleta cade: ammette subito le proprie colpe pubblicamente. Finisce vittima della gogna mediatica. Ma a poco a poco, l’uomo va incontro alla rinascita. Riacquista serenità quando prende a fare ciò che gli era stato precluso quando gareggiava. Come iscriversi all’università, studiare. Conosce la donna che sposerà: Kathrin Freund. Fondamentale l’incontro con Sandro Donati al quale si affida per farsi allenare. La strana coppia, il diavolo e l’acqua santa (il maestro dello sport è noto per le sue battaglie contro il doping), consente ad Alex Schwazer non solo di rimettersi in carreggiata, ma anche di migliorare raggiungendo i massimi livelli. Riconquista anche l’affetto della gente che gli fa sentire il proprio sostegno. Il ritorno alle gare è una cavalcata trionfale. A Roma, infatti, ai campionati del mondo a squadre di marcia, vince facile.

Di nuovo nel baratro

Come un fulmine a ciel sereno che fa esplodere il caso in tutto il mondo, oltre che in Italia, a pochi giorni dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, viene data notizia della positività di un campione di urine prelevato il primo gennaio 2016. Stavolta lui si proclama innocente. E parte ugualmente per il Brasile sperando nel ricorso al Tas fatto dal suo legale. L’undici agosto invece cala la notte. Arriva la squalifica di 8 anni, una sentenza pesantissima, per l’accoglimento della richiesta della Iaaf. La difesa sostiene la tesi del complotto attraverso la manipolazione dell’urina. E il Tribunale di Bolzano  lo dimostra. Perché l’elevata concentrazione di DNA all’interno dei campioni di urina risultati positivi rappresenta una inspiegabile anomalia. Non per la WADA, che contesta le conclusioni riportate nelle carte processuali: il braccio di ferro non consente la sospensione della squalifica dell’atleta, che non può prendere parte alle Olimpiadi di Tokyo. L’ultimo grande sogno.

Le conclusioni

Ad aver perso, in tutta questa intricata vicenda, non è stato solamente Alex Schwazer, ma ai piani alti il mondo dell’atletica. Nella docuserie emerge chiaramente. Non può sfuggire allo spettatore di un’opera costruita con ordine, che lascia parlare il protagonista, l’allenatore e tutti i personaggi che ruotano attorno alla questione tenendone accesi i riflettori. Quanto al procedimento penale a carico del marciatore (in Italia è un reato il doping), nel febbraio 2021 il gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, ha disposto l’archiviazione. Stessa sorte per l’inchiesta sugli autori del complotto. Le motivazioni dello stesso sono riconducibili alle confessioni successive alla prima positività al doping: per preservare l’atleta, la sua salute e la carriera che ormai volge al termine, sarebbe stato meglio non parlare, ha dichiarato infine Sandro Donati. Sottacere la verità. Che, sappiamo bene, al momento opportuno va fatta emergere. La buona notizia è la serenità dell’uomo. Merito dell’amore che ha trovato, se le migliori medaglie stanno nelle piccole e grandi gioie della vita di tutti i giorni.

Pianeta verde

La sete di giustizia sociale e climatica al “Festival dello sviluppo sostenibile 2023”

La visita di Frans Timmermans a Taranto
26 Mag 2023

di Paolo Arrivo

Diciassette giorni di eventi e incontri per sensibilizzare sui temi legati alla sostenibilità ambientale. Un impegno che dovrebbe durare un intero anno: è stata questa la mission del Festival dello sviluppo sostenibile 2023, la più grande iniziativa italiana costruita attorno alla questione rivolta ai giovani, in modo particolare.

L’obiettivo generale

Realizzare un cambiamento politico e culturale che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni unite e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Perché sensibilizzare non basta, ormai: urge la svolta, in tempi rapidi. Un cambio di mentalità nell’approccio alle questioni economiche e sociali. Qualsiasi decisione che attiene alla vita delle comunità va riconvertita proprio nella logica della sostenibilità. Occorre ripartire dall’ordinario. Ad esempio, dalla manutenzione dei territori, piuttosto scadente oggi, dal Sud al Nord Italia. Gettare le basi per le grandi e più moderne opere da realizzare. Il Festival, tornato in presenza quest’anno, è andato in scena con un programma itinerante in cinque tappe principali: Napoli, Bologna, Milano, Torino e Roma.

Il Festival dello sviluppo sostenibile 2023 a Taranto

Nell’ambito della stessa iniziativa, abbiamo assistito ai due eventi che si sono tenuti alla Camera di commercio a Taranto, la scorsa settimana. Prima ancora all’importante incontro tra il governatore della Puglia e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea – responsabile dell’azione per il clima e il Green Deal europeo. Il dibattito è andato in scena al teatro Fusco grazie alla collaborazione di Europe Direct Taranto. Come ha riconosciuto Michele Emiliano, la visita nel capoluogo ionico di Frans Timmermans va intesa come un bel segnale di fiducia per chi combatte, e vorrebbe veder finalmente coniugate le ragioni di lavoro salute ambiente. La sfida è vedere l’acciaio pulito nel futuro di Taranto. Tutelare l’ambiente, e migliorarlo, creando nuova occupazione, nel contempo.

Non solo parole

Nel corso dell’evento sono stati lanciati progetti in tutta Italia. Come ha fatto la Rossetto, storica azienda padovana di prodotti e soluzioni per ufficio e ambienti di lavoro, legando il tema della sostenibilità a quello della disabilità. Ci si è interrogati sui possibili scenari. Un pourparler motivato da preoccupazioni reali, sul futuro minacciato dalla persistente crisi internazionale dovuta alla guerra in Ucraina, e dalla crisi climatica. Si guarda all’SDG Summit di settembre. E a quello convocato dal Segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterrez per il 2024. Al vertice di settembre, l’Unione europea dovrà assolvere al ruolo di guida mondiale dello sviluppo sostenibile presentando la prima revisione volontaria degli SDGs.

I pericoli del futuro

L’ambiente non rappresenta l’unica preoccupazione per chi guarda al 2030 come data limite entro la quale diversi ecosistemi sono destinati a collassare – se non ridurremo le emissioni inquinanti. Un pericolo già reale è il bullismo, tra gli altri. Fenomeno tanto dilagante quanto noto. Corre anche sui social, e colpisce tanti ragazzi: va da sé che la serenità degli stessi, dei giovani da educare, è fondamentale per i costruttori di pace e della sostenibilità.

Le conclusioni

“Il settimo Festival dello sviluppo sostenibile si è concluso oggi con la presentazione alla Camera dei Deputati delle proposte per rispondere alla domanda di politiche serie e coerenti per la giustizia climatica e la giustizia sociale che emerge in maniera forte dal Paese, specialmente dopo il dramma dell’alluvione in Emilia-Romagna”. È quanto si legge in una nota dell’ASviS. La stessa Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile ha proposto una roadmap al Governo e al Parlamento per l’adozione, entro l’estate, della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile; i Piani per l’adattamento climatico e il futuro del Paese, anche sul piano energetico; la legge sul clima e altre norme che facciano fare all’Italia un salto in avanti, anche in vista del Summit dell’Onu di settembre e della prossima presidenza italiana del G7.

Teatro

L’allegria e le note più struggenti: Frank Sinatra rivive con “Le Fate tutte pazze”

25 Mag 2023

di Paolo Arrivo

I Grandi sono immortali. E hanno il potere di raggiungere un pubblico trasversale, compresi i giovani, abituati a ben altri generi musicali… Così Frank Sinistra può rivivere nello spettacolo teatrale portato in scena al teatro Turoldo di Taranto dall’associazione culturale “Le Fate Tutte Pazze”. Il primo obiettivo è il divertimento. Sia per gli spettatori che per gli stessi interpreti di Frank è Quiiiiiiii!!! Lo preannuncia già il titolo squillante, con otto “i” finali.

Perché Frank Sinatra? “Perché da bambina cantavo Strangers in the night nel corridoio di casa, mentre mia madre e mia nonna lavavano le altre stanze”, spiega Trizia Pulpito, con la simpatia che le è connaturata. “Perché amo il jazz di quegli anni – chiarisce meglio – intenso e allegro allo stesso tempo, con quel ritmo che non ti fa tenere ferme le gambe, e quelle note struggenti che colpiscono l’anima”.

Il ritorno de Le fate tutte pazze

La compagnia nasce nel 2014 con l’obiettivo di promuovere l’arte e lo spettacolo. Fondata da Trizia Pulpito, artista poliedrica e ironica (regista, scrittrice, attrice e cantante), che ha all’attivo diverse pubblicazioni. Come la silloge Vagiti pubblicata nel 2012 per il Papavero. Dotata di estro e generosità, la ricordiamo protagonista in un calendario Pin Up voluto per combattere pregiudizi, stereotipi e disturbi alimentari. Le fate tutte pazze sanno coniugare spettacolo e solidarietà o beneficenza. A supporto della Fondazione Ant, ricordiamo, con l’evento “Fiocchi di note”, realizzato nel dicembre 2018.

Lo spettacolo

L’idea nasce nel 2020. La pandemia impone di procrastinare il progetto. Finalmente portato a termine, con Trizia Pulpito ci saranno Barbara Capilupi e Maurizio Pulito; Cesare De Simone alla chitarra. Coreografie a cura della scuola di ballo “Seven” M. Joseph Dance. Appuntamento a domenica 28 maggio. Ingresso ore 18.30, da via Laclos 5 a Taranto, sipario alle 19. Biglietto al prezzo di 8 euro – ridotto € 6. Per info e prenotazioni 3208716514