Diocesi

Le immagini salienti della solennità del Corpus Domini 2026

ph G. Leva
09 Giu 2026

Proponiamo una carrellata di immagini, curata dal nostro G. Leva, che hanno segnato i diversi momenti della solennità del Corpus Domini di quest’anno:

 

Diocesi

Martina Franca festeggia Sant’Antonio

ph ND
09 Giu 2026

di Angelo Diofano

A Martina Franca, solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova sono organizzati dalla parrocchia  intitolatagli (parroco, don Mimmo Sergio) e dall’arciconfraternita dell’Immacolata degli Artieri (priore, Claudio Carrieri).

Nei giorni feriali durante la santa messa delle ore 19.30 la predicazione sarà tenuta a turno da don Giuseppe D’Alessandro (parrocchia Immacolata, San Giorgio jonico), da don Francesco Mitidieri (cappellano casa circondariale) e da don Vito Fasano (parrocchia SS. Sacramento, Grottaglie); invece alle ore 21 ci sarà la preghiera itinerante della Tredicina: martedì 9, via Corridoni 23; mercoledì 10, via Magna Grecia 7; giovedì 11, via Oberdan 3; venerdì 12, corso Messapia.

Venerdì 12 giugno, alle ore 19.30, santa messa con omelia dettata da don Roberto Carbotti, novello diacono; ore 21, conclusione della Tredicina in corso Messapia e celebrazione in chiesa del Transito di Sant’Antonio.

Sabato 13, festa di Sant’Antonio, questo è il programma della giornata: ore 9, solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero; a seguire, sul sagrato, benedizione e distribuzione del pane; ore 11, santa messa con atto di affidamento dei bambini e delle mamme in attesa; ore 19, santa messa presieduta dal parroco don Mimmo Sergio; ore 20, solenne processione per piazza XX settembre, piazza Roma, via Mascagni, via Aprile, via Valle d’Itria, via D’Annunzio, via Battisti, viale Europa, via B. Regina, corso Messapia e piazzetta Sant’Antonio; i papà, gli uomini della comunità parrocchiale e tutti coloro che portano il nome del Santo sono invitati a dare la propria adesione per portare a spalla il simulacro; accompagnerà la processione la banda musicale ‘Città di Martina Franca’ diretta dal m° Caterina Santoro; alle ore 21, in piazza XX settembre, concerto della ‘Banda Eufonica’; durante la serata, stand con degustazione di specialità tipiche. Non mancheranno le luminarie a cura della ditta Memmola di Francavilla Fontana.

Industria

Urso inaugura i nuovi impianti Vestas ma non nasconde le difficoltà dell’ex-Ilva

ph Vestas
09 Giu 2026

di Silvano Trevisani

“Taranto è la sfida più difficile”: lo ha detto il ministro Adolfo Urso che proprio a Taranto in mattinata ha inaugurato il nuovo edificio BLA5 di Vestas, per la finitura delle pale eoliche destinate agli impianti offshore. Ha avuto così occasione di lodare quanto di buono sta avvenendo nel territorio, ma non potendo esimersi dal sottolineare le difficoltà che il governo sta riscontrando sul fronte dell’Ilva. E questo anche per l’eredità che ha lasciato il precedente gestore (il riferimento naturalmente è ad ArcelorMittal) che si è tramutato in una delle vertenze più delicate del Paese, peraltro contabilizzata nella causa che i commissari hanno intentato al Tribunale di Milano, per un totale di 7 miliardi.

“Vestas rappresenta un esempio di investimento nel settore della tecnologia green che sceglie il nostro Paese” ha detto Urso, che ha aggiunto, tra l’altro: “Il sistema Italia ha accompagnato e sostenuto questo investimento, che può fare di Taranto un polo produttivo per gli impianti di energia rinnovabile e, in particolare, per l’eolico offshore. Per questo abbiamo individuato Taranto e Augusta come hub per lo sviluppo dell’eolico offshore, e l’esempio che abbiamo oggi davanti a noi lo conferma”.

Per quanto riguarda i nuovi impianti della Vestas, Henrik Andersen, amministratore delegato del gruppo, ha detto: “Abbiamo investito qui a Taranto 30 anni fa e continuiamo a farlo grazie alla professionalità e alla dedizione dei lavoratori. Siamo passati da una pala di 15 metri a una di 115 e ciò dà l’idea del nostro sviluppo. Taranto è un sito all’avanguardia della tecnologia dell’eolico offshore. La tecnologia della modello V236, dopo i problemi della fase di rodaggio, marcia ora a pieno regime”.

Il programma del modello V 236 dopo aver superato i problemi della fase di rodaggio marcia a pieno regime. Dal porto ionico partono ogni mese circa 30 pale eoliche destinazioni ai mari del Nord dove gli impianti vengono installati. Positive le ricadute occupazionali nel giro di un anno e mezzo la forza lavoro è salita di circa 1500 unità per un totale di 2500 addetti. La maggior parte dei quali lavoratori sono somministrati, arrivano da agenzie interinali, ma dato che l’azienda è in crescita si aprono possibilità di stabilizzazione per il personale. Ed è quello che chiedono i sindacati, visti gli ampi margini visto la crescita che questo stabilimento sta avendo grazie alle professionalità del territorio e grazie alla sua attività logistica.

“Taranto si consolida come un polo produttivo delle tecnologie green, capace di attrarre investimenti e generare sviluppo – ha dichiarato da parte sua il sindaco Bitetti -. Come amministrazione, ribadiamo il nostro impegno a favorire ogni intervento che promuova innovazione tecnologica, economia verde e rigenerazione industriale, accogliendo con responsabilità e spirito costruttivo gli investimenti coerenti con questa visione.

Al taglio del nastro, oltre al ministro e al ceo di Vestas c’erano il sindaco Bitetti, rappresentanti istituzionali e alcuni parlamentari.

Eventi a Taranto e provincia

Taranto capitale europea dello swing

Da mercoledì 10 a domenica 14, torna il Taranto Swing Festival – Apulia Swing Destination: al monumento al marinaio, al piazzale Democrate e in piazza della Vittoria, gli eventi gratuiti per tutti

ph Taranto Swing festival
09 Giu 2026

Per cinque giorni, dal 10 al 14 giugno, Taranto parlerà tutte le lingue del mondo, ma avrà un unico ritmo: quello dello swing!

Torna il Taranto Swing Festival – Apulia Swing Destination, la manifestazione internazionale inserita tra i Grandi eventi sportivi della Regione Puglia nell’ambito del programma legato a Regione europea dello sport 2026.

Anche in questa nuova edizione la manifestazione porterà in città centinaia di ballerini, musicisti e appassionati provenienti da Europa, Stati Uniti, Australia e Asia.

Insieme tutti daranno vita, con la direzione artistica di Nicky Pezzolla, a un variegato programma di concerti, spettacoli, workshop, eventi gratuiti e ospiti internazionali, confermando il festival come uno degli appuntamenti swing più importanti d’Europa. (info, prenotazioni e programma completo su www.tarantoswingfestival.com – email: info@beswing.it – tel. 3335030498).

Da un’idea del direttore artistico Nicky Pezzolla, il ‘Taranto Swing Festival 2026 – Apulia Swing Destination’ è organizzato dall’associazione ‘Be Swing’; la manifestazione è stata presentata in conferenza stampa tenutasi a Taranto al piazzale Democrate.

Aprendo l’incontro il direttore artistico Nicky Pezzolla ha spiegato che «Il Taranto Swing Festival è molto più di un festival di danza e musica: è un’occasione per raccontare Taranto e la Puglia attraverso la cultura, lo sport, il turismo, il mare, l’accoglienza e l’incontro tra persone provenienti da tutto il mondo. Ogni anno vediamo nascere amicizie, collaborazioni e storie che continuano ben oltre i giorni del festival».

Confermata la formula di successo della manifestazione che comprende numerosi eventi e iniziative gratuiti che, organizzati nei luoghi più iconici di Taranto, coinvolgeranno la comunità trasformando la città in una grande pista da ballo a cielo aperto!

In occasione del festival, inoltre, si svolgeranno le competizioni ufficiali della Apulia Swing Cup, in collaborazione con Uisp Puglia e Comitato provinciale Taranto Uisp, che vedranno sfidarsi ballerini provenienti da numerosi Paesi.

Saranno quattro giornate vissute nell’atmosfera vintage americana che caratterizza i festival Swing in tutto il mondo e, soprattutto, con la musica che ha rappresentato la colonna sonora dell’America tra gli anni Trenta e Cinquanta; saranno allestiti anche mercatini vintage con abiti, accessori e vinili d’epoca, nonché un “hair & make-up corner” per un perfetto look retrò!

Il festival prenderà il via – alle ore 19.00 di mercoledì 10 giugno – con il tradizionale Flash Mob Swing al monumento al marinaio sul corso Due mari, un appuntamento ormai simbolico che vedrà decine di ballerini animare uno dei luoghi più iconici della città.

Particolarmente ricco e intenso è il programma di iniziative al Piazzale Democrate, tutte aperte al pubblico, di giovedì 11 giugno: si inizia alle ore 19 con “Apulia Taste Experience”, un aperitivo pugliese gratuito offerto da Be Swing insieme a partner del territorio, pensato per accogliere visitatori e cittadini in un’atmosfera di festa e di condivisione.

Alle ore 20.00 partirà uno degli eventi più attesi del festival: “Swing on Boat”, il suggestivo tour dei Due Mari con le motonavi Kyma Mobilità, con a bordo la musica dal vivo di Mary Lee and the Caesar’s Cowboys, formazione capace di fondere swing, western swing e sonorità country.

Al ritorno della motonave, sempre al piazzale Democrate si terrà – ore 21.30 – l’esibizione live acustica di Mary Lee and the Caesar’s Cowboys che coinvolgeranno il pubblico con il loro straordinario repertorio.

Nella serata di giovedì 11 giugno, inoltre, al Mon Rêve Ecogreen Resort si terrà il concerto della Swing band pugliese “Spaghetti Brothers” feat la straordinaria cantante australiana Jessie Gordon, tra le voci più apprezzate della scena swing internazionale.

Venerdì 12 giugno epicentro del festival sarà la centralissima Piazza della Vittoria con due iniziative gratuite: si inizia – ore 19 – con uno spettacolo di swing teatrale aperto alla cittadinanza, con una “sorpresa” per le famiglie con bambini, mentre in serata – alle ore 21.30 – ci sarà il concerto dei Jumpin’ Up, la resident band del festival, che saliranno sul palco insieme agli ospiti internazionali Jackson Sloan e Jessie Gordon, due famosi cantanti con cui daranno vita a una grande esibizione di musica dal vivo e di social dance che coinvolgerà tutti i cittadini!

Nella stessa giornata – venerdì 12 giugno – entrerà nel vivo, al Mon Rêve Ecogreen Resort, anche il programma di workshop e laboratori del festival che, con insegnanti provenienti da tutto il mondo, offrirà ai partecipanti un’esperienza immersiva tra danza, musica e socialità.

Sabato 13 giugno, alle ore 22.00 il palco della “Mon Rêve Music Arena” ospiterà i live dei Jumpin’ Up, del cantante britannico Jackson Sloan e della formazione berlinese The Big Five, tra le band più apprezzate del panorama swing contemporaneo; la serata, arricchita dall’esibizione di burlesque dell’artista internazionale Ginevra Joyce, proseguirà fino a notte fonda!

Ultima giornata del festival – domenica 14 giugno – vedrà al Mon Rêve Ecogreen Resort gli ultimi laboratori, tra cui il workshop speciale di burlesque guidato da Ginevra Joyce, e il tradizionale Swimsuit Contest, ispirato all’eleganza balneare degli anni Quaranta e Cinquanta; in serata gran finale con il Dj set Rotation e il concerto degli Atollo 13 che, come è ormai tradizione, accompagneranno ballerini e pubblico nell’ultima notte di festa ino all’alba.

Anche quest’anno l’energia e l’atmosfera del Taranto Swing Festival – Apulia Swing Destination continueranno per tutta l’estate, attraverso un calendario di eventi che contribuirà a mantenere viva la promozione del territorio e della destinazione Taranto.

In due serate estive – venerdì 17 luglio e domenica 9 agosto – tornerà il format Swing on Boat, il suggestivo tour turistico dei Due Mari sulle motonavi di Kyma Mobilità, con a bordo concerti swing dal vivo e momenti di social dance.

Il calendario si concluderà – domenica 6 settembre – con ‘Swing on Island’ sull’Isola di San Pietro, uno degli appuntamenti più attesi e originali del panorama nazionale; è un evento esclusivo e unico in Italia che, per un’intera giornata, unisce musica, danza, natura e valorizzazione del patrimonio paesaggistico del territorio tarantino.

Diocesi

Il cuore che batte per noi

La festa del Sacro Cuore a Statte

ph ND
09 Giu 2026

di Giovanni Agrusta

Da giovedì 11 giugno fino a domenica 14, a Statte, la nostra comunità parrocchiale intitolata al Sacro Cuore celebra la solennità del Sacro Cuore di Gesù, festa che ci ricorda l’amore concreto, ferito e vivo di Gesù. La devozione e la spiritualità del Cuore di Gesù nasce dall’incontro tra Gesù e Santa Margherita Maria Alacoque nel 1673: nelle diverse apparizioni Cristo le mostrò il suo cuore ‘che ha tanto amato gli uomini’ e chiese che gli uomini offrissero riparazione per i peccati e per la loro ingratitudine: ‘L’Amore non è amato!’.

La tradizione narra che san Francesco, piangendo per l’immenso amore di Dio verso l’umanità e il doloroso rifiuto che questo stesso amore riceve dagli uomini, esclamasse: “L’ amore non è amato!”, rendendosi conto che il bene più grande spesso viene ignorato o tradito. Nel festeggiare il Sacro Cuore, noi non celebriamo un simbolo, ma una Persona che ci ama fino a farsi trafiggere per noi (Gv 19,34). Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e consumarsi per testimoniare loro il suo amore. Queste parole si riferiscono al Sacro Cuore di Gesù e furono rivelate da Gesù stesso a Santa Margherita Maria Alacoque durante le apparizioni nel XVII secolo.

In un tempo che sembra aver smarrito il linguaggio del cuore mondo segnato dal dilagare della crudeltà, dal propagarsi dell’indifferenza e dal cinismo che anestetizza le coscienze, tornare al Cuore di Gesù non è un gesto devozionale intimistico, ma un atto profetico. È affermare che l’ultima parola sulla storia non è la violenza, ma l’amore; non l’egoismo ma il dono; non la freddezza, ma la compassione. Il Sacro Cuore è l’invito a fermarsi e a lasciarsi amare. È un cuore aperto: entra chiunque. È un cuore che ripara: trasforma le nostre ferite in perdono. È un cuore che chiede di essere preso come esempio da imitare per la sua mitezza e la tenerezza che ha caratterizzato la missione di Gesù: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29).

Come ogni anno ci prepareremo alla festa con un triduo con la celebrazione della messa alle ore 19 nei giorni di giovedì, venerdì (festa liturgica del Sacro Cuore) e sabato. Domenica 14 dopo la messa delle 18  ci sarà la processione che attraverserà alcune strade della nostra parrocchia con le famiglie che prepareranno gli altarini al passaggio della processione.

Questo il programma:

Giovedì 11 giugno: ore 19, santa messa con benedizione dei bambini presieduta da don Paolo Martucci.

Venerdì 12: festa liturgica del Sacro Cuore, ore 19, santa messa con consacrazione delle famiglie al Sacro Cuore presieduta dal novello sacerdote don Antonello Bruno.

Sabato 13: ore 19, santa messa con benedizione delle famiglie che accoglieranno la statua al passaggio della processione presieduta da don Mattia Santomarco.

Domenica 14: sante messe ore 8 – 10.30 – 18; ore 19, con la partecipazione della banda ‘Domenico Bastia’ di Statte, processione per: via delle Sorgenti, via Rolla ,Vico I° Lulli, Vico II° Lulli, Via Cilea, Via Boccherini, Corso Vittorio Emanuele, via Caduti in Guerra, via Montetermiti, via delle Sorgenti. Al rientro, alle ore  21, spettacolo musicale con il gruppo ‘Banana’s Republiq’. In mattinata, dalle ore 8 alle 11.30, donazione del sangue con l’Avis di Statte.

Eventi in diocesi

Concerto-meditazione a Grottaglie per festeggiare i 40 anni del Coro della Chiesa madre

08 Giu 2026

di Rosario Quaranta

La comunità ecclesiale grottagliese ha vissuto una singolare ed emozionante esperienza nella ricorrenza del quarantesimo anniversario della fondazione del coro della Chiesa Madre Maria SS Annunziata diretto ininterrottamente dal m° Cosimo Annicchiarico.

Un evento perciò ricordato in maniera significativa; infatti il maestro ha pensato bene di offrire con gratitudine alla Vergine Santa (titolare peraltro del principale tempio della città della ceramica dedicato appunto all’Annunciazione) e in una modalità particolarmente coinvolgente, un concerto-meditazione, coniugando così musica e preghiera, parola e contemplazione.

Ricordiamo che il coro parrocchiale è nato nel 1986 durante l’arcipretura dell’indimenticabile mons. Domenico Lorusso e che grazie appunto alla visione e alla guida costante del maestro Cosimo Annicchiarico, docente del ‘Moscati’, ma anche valente organista e figura di riferimento per generazioni di coristi, ha continuato ad assicurare generosamente in tutti questi anni il suo prezioso servizio liturgico nel sacro tempio cittadino.

La serata si è snodata lungo un percorso di meditazione ispirato al testo “Maria di Nazareth, sorella e madre” del teologo e biblista Sabino Chialà, priore della comunità monastica di Bose dal 2022 e autore di numerose e importanti pubblicazioni. Da questo volume sono state tratte le meditazioni e scelti i canti che hanno accompagnato così il numeroso pubblico in un itinerario spirituale che mette al centro l’umanità di Maria, sorella vicina ai passi dell’uomo e, insieme, donna pienamente consegnata alla volontà di Dio.

La circostanza ha rappresentato anche un significativo momento comunitario che ha attraversato generazioni; un ritorno alle origini e un ritrovarsi ancora insieme per continuare a cantare al Signore e alla Vergine Santa inni di lode e di ringraziamento. In particolare è stato possibile riscoprire Maria di Nazaret come figura centrale nella storia cristiana, non solo perché madre di Gesù, ma anche perché donna di grande dignità e obbedienza, colma di fede profonda e di obbedienza al Padre che l’ha portata a diventare “madre” del Figlio di Dio e modello di femminilità e fede.

Insomma il concerto meditazione è diventato così non solo un pregevole evento musicale, ma un gesto di comunità, un modo per rinnovare un legame che da quattro decenni accompagna la vita liturgica e culturale della Chiesa madre.

Giustamente don Eligio ha ringraziato di cuore e ha definito il coro guidato da Cosimo Annicchiarico un vero e proprio “tesoro” della comunità parrocchiale augurando a tutti, grandi e piccoli, lungo e proficuo servizio a lode del Signore e in dono alla Comunità.

A suggellare la serata è stato di ottimo auspicio il canto finale al quale tutti i coristi, grandi e piccoli (compresi don Lucangelo De Cantis e don Ciro Alabrese) hanno coralmente preso parte innalzando alla Vergine Santa l’emozionante anelito: “Al ciel, al ciel, al ciel…andrò a vederla un dì!”

Auguri perciò vivissimi e ancora “ad multos annos” al m° Cosimo Annicchiarico e al coro della Chiesa Madre grottagliese!

Eventi a Taranto e provincia

Per una civiltà della terra: a Taranto, Mauro Ceruti e Francesco Bellusci

L’incontro sarà a cura del Centro di cultura per lo sviluppo G. Lazzati e della Camera di commercio di Brindisi-Taranto

08 Giu 2026

Il Centro di Cultura per lo Sviluppo G.Lazzati aps-ets Taranto, attivo sul territorio dal 1972,  e la Camera di commercio di Brindisi-Taranto convocano personalità autorevoli nel campo della ricerca e della formazione, grazie all’opera di Mauro Ceruti e Francesco Bellusci, autori di: Per una civiltà della terra – La sfida di un nuovo umanesimo nel tempo della complessità’, Aboca editore. Un incontro pubblico che si terrà martedì 9 giugno nella sala Resta della Cittadella delle imprese, in viale Virgilio 152, a Taranto, a partire dalle ore 16.30.

Il libro  viene presentato a Taranto a pochi giorni dalla scomparsa di Edgar Morin, filosofo e sociologo,  uno dei principali teorici della complessità applicata alle scienze del sapere. Morin, che ha definito il libro: ‘Un libro magistrale per affrontare la policrisi planetaria’, del tema della complessità è stato il maggiore interprete. I concetti espressi da Ceruti e Bellusci  trasferiscono la necessità ed il bisogno di formazione nel nostro mondo contemporaneo. Illustri relatori si confronteranno con Claudia Sanesi, moderatrice dell’incontro, alla presenza autorevole di Eugenio Di Sciascio, assessore regionale allo Sviluppo economico, che, con la sua presenza attesta attenzione istituzionale ad un dibattito che va al di là dell’impegno culturale e della chiarificazione delle idee.

Ceruti e Bellusci sono molto chiari ed invitano ad una  riflessione e ad una ricerca continua: quella di   mobilitare e  scommettere sulle forze vive della società civile. Forze vitali e  costruttive che devono creare e offrire nuovi contesti. I nuovi tempi esigono un radicale salto culturale che ridefinisca il senso del possibile, alla luce del necessario e di un n uovo paradigma.

Questo il programma:

Introduzione a cura di Mario Castellana, filosofo della scienza.

Gli interventi saranno di Antonio Messeni Petruzzelli, presidente del Tecnopolo del Mediterraneo; Ivan Ingravallo, ordinario di diritto internazionale Uniba; Vincenzo Pacelli, ordinario di Economia finanziaria e presidente del Centro di eccellenza di Ateneo per l’innovazione e la Creatività Uniba; Domenica Costantino, presidente Taranto Politecnico (TTEC) Politecnico di Bari; Josè Stancarone, scrittore e docente liceo scientifico Battaglini; Guido Putignano, ingegnere biomedico Fondazione bioERGOtech; coordina Claudia Sanesi, segretaria generale della Camera di commercio di Brindisi – Taranto;

Conclude Eugenio Di Sciascio, assessore allo sviluppo economico Regione Puglia.  

“Il tema della complessità viene riportato nella vita contemporanea – afferma il presidente del Centro di Cultura per lo sviluppo G. Lazzati, prof. Domenico Maria Amalfitano –  tenendo presente le pluri-interconnessioni culturali, economiche,  politiche, la  dimensione planetaria di un nuovo umanesimo per questo nostro tempo. I bisogni di futuro non possono essere ignorati, ed è questa esigenza di formazione a guidare le menti di tutti coloro che credono che un cambiamento/miglioramento sia ancora possibile!”

Mauro Ceruti è tra i filosofi protagonisti dell’elaborazione del pensiero complesso, ed è uno dei pionieri della ricerca contemporanea inter e trans-disciplinare sui sistemi complessi. È membro della commissione nazionale di Bioetica della presidenza del Consiglio dei ministri.

Francesco Bellusci è  saggista, docente di Filosofia, membro del Centro di ricerca sui sistemi complessi (CriSiCo) presso l’Università Iulm di Milano.

 

Musica

Aspettando il Medimex 26, un talk e uno showcase con gli Agents of Time

08 Giu 2026

Mercoledì 10 giugno, alle ore 18 a Spazioporto, gli Agents of Time accompagnati da Cesare Veronico incontreranno il pubblico per un talk e uno showcase aspettando il Medimex 26, International Festival & Music Conference promosso da Regione Puglia e Puglia Culture, nell’ambito del progetto Puglia Sounds, che si svolgerà dal 17 al 21 giugno a Taranto. Il percorso del duo pugliese di musica elettronica composto da Andrea Di Ceglie e Luigi Tutolo, atteso sul palco della rotonda del lungomare sabato 20 giugno prima dei Pet Shop Boys DreamWorld The Greatest Hits Live, rappresenta un vero e proprio caso. Hanno suonato praticamente ovunque nel mondo dalle location underground fino ai mega palchi con decine di migliaia di spettatori. Negli ultimi anni si sono esibiti in alcuni dei festival più importanti di musica elettronica mondiali, tra i quali Tomorrowland, Sziget Festival, Extrema Outdoor, Parookaville, Tinderbox, Movement Festival. L’idea del talk, moderato da Francesco Costantini, nasce dalla voglia di raccontarsi e raccontare la parabola artistica di un gruppo che da Bari è arrivato ai principali dancefloor mondiali sino alla collaborazione con The Weeknd. A seguire il talk è in programma uno showcase, per presentare alcuni dei brani più celebri del duo che sarà inoltre a disposizione di quanti vorranno confrontarsi sulla produzione musicale e far ascoltare brani e demo.
Ingresso libero sino ad esaurimento posti disponibili con prenotazione al form https://forms.gle/JESUdzzRhmK2s9rE8
 
Medimex, International Festival & Music Conference è promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell’ambito del progetto per lo sviluppo del sistema musicale regionale Puglia Sounds,  intervento finanziato con risorse del Fondo di Rotazione POC 2021-2027 nel quadro dell’accordo tra Puglia Culture e Regione Puglia Sezione Turismo, evento realizzato in collaborazione con Ministero del Turismo – Fondo Unico Nazionale Turismo, con il sostegno di Siae – Società Italiana degli Autori ed Editori, con il patrocinio Rai media partner Radio Rai. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web medimex.it

Lavoro

Leonardo, Natuzzi, porto, C&C: si teme per il futuro di molti posti di lavoro

08 Giu 2026

di Silvano Trevisani

Altro che record dell’occupazione! La Puglia, con Taranto in prima fila, sta collezionando migliaia di licenziamenti a fronte di poche decine di assunzioni. Ma a soffrire è un po’ tutto il paese. Alla crisi economica e commerciale si unisce una scellerata scelta di delocalizzare gli impianti, spesso anche in altri paesi europei, a partire dalla Romania! Ilva e aziende dell’appalto, Natuzzi, C&C, Leonardo, Porto… tanti sono i fronti aperti, alcuni dei quali travalicano la dimensione regionale, ma contribuiscono a costruire un quadro di incertezza in un panorama occupazionale effimero. Nel quale si assiste continuamente a lamentele di imprese che non troverebbero gli operai, ma più frequentemente ci si trova di fronte a offerte di lavoro povero, temporaneo e sottopagato, soprattutto nel sopravvalutato settore turistico. Natuzzi, dopo una estenuante trattativa e tante giravolte, ha annunciato la chiusura di tre stabilimenti su cinque e il trasferimento delle lavorazioni in Romania, per abbattere il costo del lavoro. Nonostante che per circa 20 anni abbia costantemente fruito di ammortizzatori sociali, a sostegno delle crisi cicliche e in prospettiva di mai avvenuti rilanci. In vista dell’incontro convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’11 giugno 2026 i sindacati hanno avviato la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori “per organizzare un presidio e sostenere con forza la richiesta di un confronto vero, di impegni verificabili e di scelte industriali coerenti con la tutela dell’occupazione e del territorio”, scrive il segretario generale della Fillea Cgil Puglia, Ignazio Savino.

Un’altra grave crisi si sta abbattendo in questi giorni, in Puglia: la C&C, grossa azienda barese che gestisce il comparto della Apple con 130 punto vendita in tutta Europa, che rischia la chiusura, a seguito di procedura fallimentare, e il licenziamento di 1.440 lavoratori, molti dei quali in Puglia. Ma è ancora la delocalizzazione di strutture produttive quello che ha già deciso di fare la multinazionale produttrice di elettrodomestici Electrolux, che dopo diverse giravolte industriali, prevede l’immediato esubero di 1.700 lavoratori con la delocalizzazione produttiva in tre paesi europei ed extraeuropei. E non è detto che finisca qui.

Per quanto specificamente riguarda il nostro territorio, lunedì prossimo a Grottaglie si riuniranno in seduta congiunta i Consigli comunali di Grottaglie e Monteiasi a sostegno dello stabilimento Leonardo B.U. Aerostrutture di Grottaglie-Monteiasi e per la tutela di un asset strategico nazionale. Com’è noto, si parla da tempo di cessione di quote dell’azienda a un partner arabo, mentre il cambio al vertice, con il benservito all’ex ceo Cingolani, lascia aperti molti interrogativi. Com’è noto, inoltre, l’azienda ha deciso il rinvio del “Rate 10”, l’incremento del ritmo produttivo per le sezioni della fusoliera del Boeing 787 realizzate nel sito di Grottaglie. La causa, secondo quanto riferito dai sindacati, sarebbe da ricercare in imprevisti “problemi di approvvigionamento”, che costringe a rallentare le lavorazioni in fase. Ma è noto che Boeing, per ora unico utilizzatore del sito produttivo di Grottaglie, sta avendo vari problemi con i suoi aerei più nuovi e proprio ieri un Boeing 787 Dreamliner della Lufthansa è crollato su se stesso, nell’aeroporto di Francoforte, per il cedimento del carrello, fortunatamente prima dell’imbarco dei passeggeri.

Altro problema è quello riguardante il porto: destano preoccupazione le prospettive occupazionali degli iscritti alle liste speciali dell’Agenzia portuale. Con una lettera indirizzata indirizzata al presidente dell’Autorità portuale, Giovanni Gugliotti, al sindaco Piero Bitetti, al presidente della Provincia Palmisano, al presidente della Regione Antonio Decaro e ai parlamentari le organizzazioni sindacali richiamano il confronto istituzionale svoltosi l’11 agosto 2025 e sollecitano una nuova riunione alla luce dell’imminente pubblicazione dei bandi relativi ai percorsi formativi collegati alle politiche attive del lavoro. Secondo i sindacati, è necessario avviare quanto prima un’analisi condivisa di una situazione considerata ormai non più rinviabile.

Tra le principali criticità segnalate vi è la scadenza, fissata al 31 dicembre 2026, dello strumento normativo che ha istituito la TPWA. Una data che, secondo le sigle confederali, rischia di non garantire il completamento dei percorsi formativi programmati, con la conseguenza di lasciare i lavoratori privi dell’indennità di mancato avviamento al lavoro che negli ultimi anni ha rappresentato un sostegno economico fondamentale per molte famiglie.

Tracce

Un secco no a una “exit strategy”

Ansa/Avvenire
08 Giu 2026

di Emanuele Carrieri

Esiste solamente una ipotesi. In Ucraina, il crollo della popolarità di Zelensky potrebbe verificarsi se dovesse arrendersi. E tutto ciò lo sa con sicurezza. E come se non bastasse, negli ultimi quattro anni e mezzo, Zelensky ha imparato molto bene a comprendere, e come trattare, Putin. Prima di ogni altra cosa, ha compreso che parlare con Putin è impossibile, soprattutto se si considera che è stato necessario diverso tempo per illustrare questo stato di cose ai suoi alleati europei e soprattutto a quello americano. La lettera aperta di Zelensky a Putin è una mossa da autorevole fuoriclasse della diplomazia e della politica: non soltanto lo ha snidato, ma lo ha letteralmente inchiodato alle sue responsabilità. Nella lettera, Zelensky ha proposto un incontro a Putin e ha anche assicurato che l’Ucraina è disposta a posare le armi per tutta la durata delle trattative con la Russia, se Mosca accetterà di dialogare, usando anche la impostazione della sfida: “Non aver paura di imboccare la via d’uscita da questa guerra. Questa è la cosa principale che ti viene richiesta ora”. Un messaggio scritto senza neanche l’ombra della deferenza e del timore riverenziale che ha fatto totalmente saltare i nervi e andare su tutte le furie il dittatore russo, al punto tale che ha messo da parte l’ipocrisia della diplomazia e ha pure dichiarato che scommette sulla guerra, che dovrà cessare “con il raggiungimento dei nostri obiettivi”. È ragionevole il dubbio che il destinatario della missiva di Zelensky non sia solamente Putin. Forse è pure Trump, che più volte, ultimamente, ha presentato il presidente ucraino come l’intoppo principale a degli accordi con Mosca. Idea che a Washington sembra essere tramontata già da qualche settimana, sia perché Trump è impegnato in prevalenza su altri fronti e su altri tavoli negoziali, della stessa misura difficili, sia perché l’ostinazione del Cremlino ha cominciato a esasperare anche quella parte della leadership repubblicana che non aveva particolari simpatie verso l’Ucraina. Ma adesso, se Trump volesse distrarsi dal Medio Oriente per tornare in Europa, si troverebbe di fronte a un Putin che, davanti al mondo, ha rifiutato un colloquio di pace, appellandosi, per di più, alle non meglio illustrate intese raggiunte con il presidente degli Stati Uniti, nell’agosto scorso in Alaska, quello che il Cremlino definisce “lo spirito di Anchorage”, senza mai specificare in cosa effettivamente consista. Ma forse il contenuto del “pezzo di carta”, come l’ha stizzosamente definito Putin, è diretto ai russi. È ai russi che Zelensky si rivolge quando descrive un presidente della Federazione Russa completamente dissociato dalla realtà. È ai russi che parla quando ricorda a Putin che i suoi sudditi sono tristi, per i “nostri droni” che bombardano senza interruzione le loro raffinerie, per la benzina razionata, per i “sempre più numerosi divieti” e la verosimile chiamata alle armi. È ai russi che dice i numeri delle perdite dell’esercito di Mosca sul fronte. È ai russi che ricorda lo stato reale delle cose al fronte, che non è per niente a favore di Mosca. È ai russi che getta un ponte quando chiude la sua lettera con la frase “eterna memoria a tutti coloro le cui vite sono state strappate da questa guerra”, dunque sia ucraini che russi, in una totale equiparazione della sofferenza. La svolta impressa da Zelensky non è la proposta di un negoziato diretto, ma una “exit strategy” che offre alla classe dirigente che fino a sabato è intervenuta al forum economico internazionale di San Pietroburgo. Quando Zelensky dice a Putin “qualunque cosa lei dica della Nato, della geopolitica e della lingua russa, questa guerra è una sua scelta personale, una guerra senza un motivo reale”, fa una distinzione fra i russi e Putin che permetterebbe ai primi, praticamente, di dissociarsi dal secondo. È inutile sperarci. Non ci sarà alcun “cessate il fuoco” per avviare le trattative come sollecitato da Zelensky, nessuno scambio completo di prigionieri e, almeno per ora, nessun tavolo a due. Non stupisce per nulla la reazione, burrascosa e scomposta, di Putin, che coltiva ancora – nonostante tutto – l’aspirazione di diventare, da grande, lo zar di tutte le Russie. Non stupisce per niente che sia furibondo perché, da capo di una superpotenza, riceve suggerimenti da un nemico più debole: a San Pietroburgo ne ha parlato quasi con sufficienza come se fosse un inutile grattacapo e da eseguire in fretta, prima di passare ad argomenti molto più seri, elencati con abbondanza di dettagli e particolari. “Il modello di sviluppo economico creato dall’Occidente e presentato come unico e universale è stato solo il modo per prosciugare le risorse altrui e creare dipendenza”, “le sanzioni occidentali sono concorrenza sleale” e “l’economia russa non sta collassando, diversi Paesi dell’Ue – fra cui l’Italia – sono in condizioni peggiori”. È questa la risposta di Putin alle analisi degli ultimi tempi sul pessimo stato dell’economia russa e sui rischi di crisi economica. Ma è anche l’occasione propizia per rilanciare la filippica del “nuovo mondo multipolare sganciato dall’egemonia del dollaro”, accanto al numero due cinese, ai presidenti uzbeko e tanzaniano, ai rappresentanti indiani e sauditi, fra gli altri. Ma al forum di San Pietroburgo Putin ha fatto anche un riferimento di adulazione a Trump: usando il suo stesso cavallo di battaglia – se, invece, che Biden le elezioni 2020 le avesse conquistate Trump – “il conflitto in Ucraina probabilmente non ci sarebbe stato”. Uno spunto di riflessione per Putin è nella conclusione della lettera di Zelensky, quando, rivolgendosi ai russi, scrive: “anche voi dovrete lottare sempre di più per la vostra esistenza: non per quella della Russia, ma per la vostra personale”. E infine aggiunge: “Sono fatti della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, avvengono dei cambiamenti.”. Un esempio è utile: il 25 di ottobre del calendario giuliano del 1917.

Diocesi

Spunti di riflessione dalla festa di Sant’Egidio a Tramontone

08 Giu 2026

di Pino Lippo

Si sono conclusi i festeggiamenti di Sant’Egidio, a Tramontone, per il 30° di canonizzazione. Sono stati tre giorni di grande raccoglimento, nella preghiera, con grande partecipazione e attenzione verso il nostro santo patrono, nella sui preparazione noi della confraternita, il consiglio pastorale e i sacerdoti della parrocchia non avevamo pensato ad altro per questa occasione, rimandando altre iniziative alla festa parrocchiale di fine settembre.

In questo ambito va segnalata la rappresentazione teatrale dei bambini, ragazzi e adulti e l’esibizione del coro parrocchiale, svoltisi domenica 31 maggio nel salone della chiesa, e soprattutto la veglia di preghiera di lunedì 1 giugno organizzata in stile originale e prettamente francescano da padre Francesco Nigro, con, sue personali meditazioni e letture, alternate da canti e proiezioni. Padre Francesco immaginava fra Egidio spronare tutti a non perdere la speranza, ad amare e non abbandonare Taranto, a rivolgersi alla Vergine Maria, ad essere gioiosi, ad accettare la chiamata del Signore, a ricercare la povertà del cuore, che si rivela come una porta aperta verso la libertà e che insegna a non possedere nella gioia di ricevere. Padre Francesco immaginava fra Egidio rivolgere a tutti questo invito: “Fratelli miei, adesso vi lascio con poche parole, ma voglio che vi restino scolpite dentro: Non abbiate paura. C’è una Provvidenza celeste che veglia su di voi, anche quando tutto sembra buio. Dio non si dimentica di nessuno. Non dimentica del padre che non sa come arrivare a fine mese. Non dimentica della madre che piange in silenzio. Non dimentica il giovane che si sente perso o dell’anziano che teme di essere di troppo. Tutti siete scritti nel cuore di Dio”.

Martedì 2 giugno, giorno del ricordo della canonizzazione, in serata l’arcivescovo emerito mons. Filippo Santoro ha presieduto la santa messa solenne, partecipata spiritualmente, concelebrata dal parroco mons. Carmine Agresta, da don Francesco Nigro e dal parroco del Rosario di Talsano, don Armando Imperato.
Oltre alla confraternita di Sant’Egidio era presente in abito di rito una rappresentanza dei sodalizi talsanesi della Madonna del Rosario e della Madonna del Carmine. A seguire, la processione per le vie del quartiere del simulacro di Sant’Egidio, le cui sdanghe sono state rette dai soci dalla cooperativa commercio prodotti ittici ‘Sant’Egidio da Taranto’. Subito dopo il rientro, nel cortile parrocchiale ha avuto luogo un momento di convivialità organizzato da tutte le realtà parrocchiali ed un intrattenimento musicale a cura di Tanino Melucci.

Qualche settimana prima, don Carmine e padre Francesco mi avevano comunicato che Radio Mater, emittente radiofonica cattolica con sede ad Albavilla in provincia di Como, attraverso il responsabile Antonio Rosa mi cercava per una intervista per il  programma ‘Santi e non solo’ da lui condotto. Questi mi invitò a rilasciare un’intervista sulla figura di Sant’Egidio andata in onda sabato 6 giugno alle ore 12.20.

Nell’intervista mi sono soffermato innanzitutto sull’essere stato, frate Egidio, fratello di tutti, imparando a lavorare sulla sua personalità, coltivando sogni, mettendosi in gioco e giorno dopo giorno scoprendo il progetto che Dio aveva su di lui: accogliere l’amore di Gesù e diventare appunto fratello di tutti, soprattutto dei poveri, degli emarginati, dei carcerati, dei nobili caduti in disgrazia, dei commercianti in difficoltà, delle madri in pena per i propri figli da sfamare. Egli era pronto a sporcarsi le mani, a mettersi il grembiule del servizio come cuoco, giardiniere, portinaio, questuante.

Altro aspetto che ho evidenziato è stata la sua umiltà. In una Napoli martoriata da carestie, pestilenze e miseria fra Egidio mise in pratica il Vangelo non scansando nessuno, ma divenne quasi uno di loro,  uno di famiglia su cui fare affidamento.  Fu il frate della prima linea  potremmo dire,  sempre sul fronte delle difficoltà, delle situazioni disperate. E tutto con grande umiltà, che crea la verità e la pace interiore.  L’umiltà che non è solo necessaria per ottenere il perdono dei peccati, ma che diventa indispensabile per crescere nella santità.  È la stessa umiltà della Vergine Maria, è la stessa umiltà di San Francesco d’Assisi, di don Tonino Bello, di Carlo Acutis, di San Giovanni Bosco, pronto a rispondere dalle avversità, ai soprusi con la perfetta letizia che ogni cristiano dovrebbe profondamente desiderare nello spirito delle Beatitudini.: senza cedere all’ira e sempre con il sorriso, con il viso sereno.

Naturalmente non potevo non approfondire la sua vita ricoperta di amore per il Signore,  per la Vergine Maria sotto il titolo di Madonna del Pozzo, per i suoi santi prediletti: San Pasquale, San Pietro D’Alcantara e San Giuseppe. Quando camminava tra i vicoli di Napoli lo fermavano persone di ogni tipo, poveri, malati, stanchi di tutto, che si  aspettavano miracoli visto la sua fama di santità. Ma non poteva fare miracoli su comando, ma poteva aprire la porta dell’abitazione di quella famiglia, sedersi accanto, pregare perché nessuno si sentisse solo. A tarda sera nell’intimità della sua cella affidava tutto alla Vergine Maria.Volutamente non ho parlato dei tantissimi miracoli per sua intercessione ma mi premeva evidenziare la  sua umanità, l’essere così vicino all’uomo, qualsiasi fosse, il suo mettere nella pratica il messaggio evangelico.

Al termine dell’intervista mi sono chiesto: perché questo interesse, a mille chilometri di distanza, di Radio Mater verso Sant’Egidio? Perché proprio io, quando ci sarebbero tanti studiosi sacerdoti, frati e laici che avrebbero potuto rispondere a questo invito? Noi tarantini come potremmo dimostrare ancora di più la nostra attenzione, il nostro amore verso Sant’Egidio, come potremmo tramandare le sue virtù alle nuove generazioni? Ci crediamo o meno che sia il Santo della porta accanto pronto ad ascoltarci?

A conclusione della settimana nella stessa giornata di sabato 6 giugno la confraternita  ha effettuato una fruttuosa raccolta alimentare per i bisognosi del quartiere alla Lidl in Via Mediterraneo.

Credo che non si potesse festeggiare in maniera migliore il suo 30° anniversario di canonizzazione.  Ho fatto anch’io una richiesta al nostro Santo: poter ritornare a frequentare la sua casa natale al pendio La Riccia aprendo il mio cuore con il racconto delle sue virtù e della sua vita alle comunità parrocchiali, alle scolaresche, ai pellegrini che giungono in città vecchia, sedendomi su quelle chianche consumate e abbracciarlo nei ricordi della sua vita. Esperienze già fatte per lunghissimi anni insieme a miei confratelli e consorelle. Spero che mi ascolterà.

Diocesi

Sant’Antonio, i festeggiamenti al Borgo

ph G. Leva
08 Giu 2026

di Angelo Diofano

Festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova sono in corso nel nuovo tempio a lui intitolato, in via Duca degli Abruzzi, nel quartiere Borgo, dove la devozione si mantiene molto viva.

Martedì 9, alle ore 19.30, suor Palmarita Guida, religiosa vincenziana, presenterà il suo libro ‘Rinascere donna’; la serata, presentata dal parroco don Ciro Santopietro, sarà moderata dalla dott.ssa Elsa Scudella.

Mercoledì 10, alle ore 19, la santa messa sarà presieduta da mons. Angelo Massafra, originario di San Marzano, arcivescovo emerito di Scutari-Pult, diocesi dell’Albania che ha guidato per 26 anni.

Giovedì 11, alle ore 19, presiederà la celebrazione eucaristica mons. Salvatore Ligorio, nato a Grottaglie, arcivescovo emerito di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo,  che ha guidato dal 2015 al 2024; alle ore 21, ‘Cena con delitto’: attività di autofinanziamento organizzata dai giovani della parrocchia.

Nei giorni 10 e 11, dalle ore 20 alle ore 22, torneo amatoriale di calcio a 5 ‘Coppa Sant’Antonio di quartiere’ sui campetti ‘Due Mari’ prospicienti l’ospedale ‘SS.Annunziata’, a cura del Bar Woodstok.

Venerdì 12, avrà luogo il pellegrinaggio vicariale ‘In cammino con Francesco e Antonio’ in occasione del Giubileo francescano con il seguente programma: ore 18, raduno in piazza Garibaldi da dove alle ore 18.30 inizierà il pellegrinaggio per le vie del Borgo; alle ore 20, arrivo nella chiesa di Sant’Antonio  per la veglia in onore del Santo.

Sabato 13, sante messe alle ore 7.30 – 9 – 10 – 11 – 12 con tradizionale benedizione del pane sul sagrato al termine di ogni celebrazione.
Alle ore 17, benedizione dei bambini; alle ore 18, solenne celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Ciro Santopietro; alle ore 19, accompagnata dalla banda musicale ‘Città di Crispiano’ diretta dal m° Francesco Bolognino, processione per via Bruno, ingresso in ospedale, via Crispi, via Oberdan, via Cavallotti, via Dante, via Duca degli Abruzzi e, prima del rientro in chiesa, benedizione sul sagrato con la reliquia del Santo; a seguire, festa popolare animata da Silvia Reale e da Filippo Mesto dj.

Domenica 14, dopo la santa messa delle ore 11, animazione dei gruppi giovanili in via Criscuolo e pranzo comunitario sul sagrato, cui seguiranno attività ludiche fino alle ore 16.