Ecclesia

Leone XIV è intervenuto all’82ª Assemblea generale della Cei

ph Vatican media-Sir
28 Mag 2026

Papa Leone XIV è intervenuto all’82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), in corso dal 25 maggio nell’Aula del Sinodo in Vaticano, segnandone la conclusione.
L’Assemblea si è concentrata sulle “Linee di orientamento per il cammino delle Chiese in Italia” e su alcune determinazioni per la ricezione del Cammino sinodale: i vescovi sono stati chiamati ad approvare una prospettiva pastorale per i prossimi anni, portando a frutto il percorso sinodale raccolto nel Documento di sintesi. Le Linee di orientamento non sostituiscono il testo sinodale, ma mettono in luce alcuni aspetti su cui appare necessario convergere, a fronte della consapevolezza che la fede non può essere più data per scontata e che la società non fa più normalmente riferimento al Vangelo. Nel corso dei lavori l’assemblea ha eletto il vicepresidente per l’area Nord nella persona di mons. Gianmarco Busca, vescovo di Mantova, i membri del Consiglio per gli affari economici e i presidenti delle dodici Commissioni episcopali per il prossimo quinquennio. Il comunicato finale verrà diffuso al termine dei lavori.

 

Sport

Lo scorso giovedì 21, la prima edizione del concorso per solisti Trofeo Dejanira ballet

28 Mag 2026

Si è tenuto lo scorso giovedì 21 maggio, nel teatro Monticello di Grottaglie, la prima edizione del concorso per solisti “Trofeo Dejanira ballet”. Due le categorie di ballo: Kids (6-10 anni) e Junior (11-18 anni).
A vincere la borsa di studio di 300 euro alla scuola di danza Dejanira ballet, sono state Giorgia Mastroberardini per la categoria Kids e Alessia Fascio per la categoria Junior.
I giovani allievi hanno intrapreso un percorso di studio individuale, ciascuno nella propria categoria e con il proprio stile, con la maestra Dejanira a partire da giugno 2025, partecipando a full immersion di perfezionamento durante l’inverno.
Giudici di gara, Andrea Scazzi – ballerino e coreografo di danza moderna e contemporanea – e il cubano Carlos Montalban – ballerino classico e direttore della Scuola del balletto del Sud.
“La danza – ha detto Scazzi – è molto più di un’attività artistica o sportiva: è una disciplina che contribuisce alla crescita personale, emotiva e sociale dei giovani. Attraverso la danza si imparano valori fondamentali come il rispetto, la costanza, il sacrificio e la capacità di lavorare in gruppo. Aiuta inoltre a sviluppare consapevolezza del proprio corpo, sicurezza in sé stessi ed espressione delle emozioni. In un’età delicata come quella della crescita, la danza può diventare uno spazio positivo in cui i ragazzi trovano equilibrio, creatività e fiducia. La competizione, se vissuta nel modo corretto, rappresenta un’importante occasione di crescita. Permette ai giovani artisti di mettersi alla prova, confrontarsi con altri talenti e imparare a gestire emozioni come l’ansia, l’entusiasmo e anche eventuali delusioni. Partecipare a concorsi o esibizioni può stimolare il miglioramento personale e la motivazione, ma è fondamentale che il focus resti sull’apprendimento e sull’evoluzione artistica, non soltanto sul risultato finale. La vera competizione dovrebbe essere prima di tutto con sé stessi, cercando ogni giorno di crescere e migliorare”.
“La danza – ha spiegato Montalvan – è molto più di una semplice attività fisica; è uno strumento di crescita globale che agisce su tre livelli fondamentali: fa bene a corpo e mente. Sviluppo fisico, coordinazione e sicurezza in sé stessi. Aiuta a esprimersi. Un modo per sfogare le emozioni e fare gruppo con gli altri. Insegna a non mollare, abitua all’impegno, alla disciplina e a superare le difficoltà. La competizione, se vissuta con il giusto approccio pedagogico, è un potente acceleratore di crescita. Il vero obiettivo nel percorso di un giovane artista, la competizione non deve essere una sfida contro gli altri, ma un momento di verifica e crescita con sé stessi. Il premio più grande resta l’esperienza accumulata e lo studio fatto per arrivare fin lì”.
All’evento ha preso parte anche l’assessore allo Sport del Comune di Grottaglie, Vincenzo Quaranta, il quale ha dichiarato: “Crediamo che il primo compito di un’amministrazione comunale sia garantire a tutti i ragazzi la possibilità di accedere allo sport, perché lo sport rappresenta uno straordinario strumento educativo, di inclusione sociale e di crescita personale. Realtà come le scuole di danza svolgono un ruolo fondamentale nell’accompagnare i giovani verso percorsi di vita sani, basati sull’impegno, sul rispetto delle regole, sulla socialità e sul benessere fisico e mentale. Per questo motivo, ogni anno la nostra Amministrazione sostiene concretamente le famiglie attraverso contributi economici destinati ai nuclei che non possono permettersi i costi dei corsi sportivi, affinché nessun ragazzo sia escluso dalla possibilità di praticare sport per ragioni economiche. L’accesso allo sport significa anche accessibilità e inclusione. Siamo impegnati nella promozione della cultura paralimpica e nel rendere tutti gli impianti sportivi pubblici pienamente accessibili, perché ogni cittadino deve poter vivere lo sport senza barriere. Parallelamente, stiamo investendo nella riqualificazione, nell’adeguamento e nella realizzazione di nuovi impianti sportivi. Le strutture rappresentano infatti la casa delle associazioni sportive: avere spazi moderni, sicuri e funzionali significa dare alle società sportive gli strumenti per crescere, programmare attività di qualità e coinvolgere sempre più giovani”.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla maestra Dejanira D’Elia, che ha dichiarato: “La prima edizione del concorso Trofeo Dejanira ballet è giunta al termine. È stata una bellissima iniziativa che ha visto partecipi tutte le allieve soliste  della scuola con un solo obiettivo in comune: danzare ed emozionare. Ringrazio i maestri Carlos Montalvan, Andrea Scazzi ed il vice sindaco Vincenzo Quaranta per la loro partecipazione. Dopo un anno di intenso lavoro (lezioni individuali di studio) sono fiera degli obiettivi raggiunti e degli stimoli donati ad ognuno di loro, certa che di questa esperienza formativa ne faranno tesoro. Grazie a tutti gli allievi per aver preso parte a questa iniziativa, a tutte le famiglie per la preziosa collaborazione e a tutto lo staff per l’eccellente lavoro svolto. Certi che questo evento oltre ad aver donato tanta danza, ci ha dato tanti nuovi  stimoli aprendo nuovi orizzonti”.
“Non si smette mai di imparare a danzare. Si smette solo di ballare quando si smette di imparare”. 
(George Balanchine)

Oratori

Anspi Taranto: celebrato il trentennale del comitato zonale

28 Mag 2026

A Pulsano nell’oratorio Madonna di Lourdes, si è aperto ufficialmente il trentennale del comitato zonale Anspi Taranto con un pomeriggio intenso di incontri, testimonianze e momenti di spiritualità che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti e di tantissimi partecipanti provenienti dagli oratori del territorio.
Ad aprire gli interventi è stato il campione Luigi Merico, che ha raccontato la propria esperienza personale e come proprio in oratorio abbia scoperto il suo talento, sottolineando il valore educativo e umano delle realtà associative Anspi nella crescita dei giovani. Particolarmente significativo anche l’intervento di don Franco Damasi, che ha ripercorso le motivazioni che, trent’anni fa, portarono alla nascita del comitato zonale, evidenziando il desiderio di creare una rete educativa capace di accompagnare bambini, ragazzi e famiglie attraverso i valori del Vangelo, dello sport e della condivisione.

Ospite della giornata anche il presidente del comitato zonale Anspi Matera, Nico Paolangelo, che ha presentato insieme ad Aurora il sussidio estivo 2026 dal titolo ‘Che Meraviglia’, illustrandone contenuti, attività e finalità educative.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla compagnia teatrale Dionise, che ha emozionato il pubblico portando in scena il tema del sussidio estivo attraverso il personaggio di Alice, offrendo uno spettacolo ricco di significato, fantasia e riflessione. Inoltre vanno ringraziate le associazioni del territorio che hanno contribuito all’evento e il presidente del circolo Anspi Prisma di Pulsano.

Nel corso dell’incontro, il presidente del comitato zonale, Cristian Piscardi, ha ricordato i numerosi progetti attualmente in cantiere e le iniziative future pensate per sostenere e valorizzare tutti gli oratori del territorio.

Momento centrale della giornata è stata la santa messa che ha ufficialmente inaugurato il trentennale, presieduta dall’assistente spirituale don Giancarlo Ruggieri: un momento di preghiera e comunione che ha dato il via a un anno di eventi dedicati alla memoria, alla crescita e alla speranza.

La giornata si è conclusa tra emozioni, ricordi e riflessioni profonde sull’importanza della vita e dello stupore che ogni giorno dovrebbe accompagnare il cammino di ciascuno. Un messaggio racchiuso proprio nel tema del sussidio estivo, ‘Che Meraviglia’, perché la nostra vita, nonostante le difficoltà, resta sempre un dono prezioso da accogliere con gratitudine.

 

 

Lavoro

Ilva, gli italiani difendono l’acciaio: tocca al governo trovare le risorse

28 Mag 2026

di Silvano Trevisani

“Dal governo ci aspettiamo risposte concrete in primis per capire quelli che sono i veri e reali investitori. Serve poi un piano industriale che salvaguardi i posti di lavoro e garantisca futuro agli stabilimenti visto che il nostro Paese non può permettersi di perdere l’industria dell’acciaio”: è quanto dichiarato, in un’intervista al quotidiano genovese Il Secolo XIX, Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl e tarantina doc che segue con apprensione la questione siderurgica, ben consapevole della sua rilevanza per il futuro non solo di Taranto ma di tutto il Paese.

E proprio dell’imprescindibilità dell’acciaio nel futuro italiano si sono mostrati convinti gli italiani che si sono espressi in sondaggio esteso, commissionato da Federmeccanica e Confindustria Taranto e presentato nei saloni del centro ricerche dello stabilimento siderurgico, in occasione della riunione congiunta del Consiglio di Presidenza di Federmeccanica e del Consiglio di Confindustria Taranto, presenti Simone Bettini e Salvatore Toma. Per l’83,6% degli intervistati lo stabilimento deve essere rilanciato, solo per il 16,3% deve essere invece chiuso.

Il 78,5% ritiene la produzione di acciaio indispensabile per il Paese. Il 77,1% teme le conseguenze occupazionali di una eventuale chiusura, mentre il 73,9% chiede che lo stabilimento venga rilanciato sotto proprietà italiana. Soltanto il 9,8% preferirebbe invece una proprietà straniera. Le risposte degli italiani intervistati, per altro, sono la riproduzione fedele di quanto avevano già sostenuto, in analogo sondaggio, gli imprenditori italiani: della produzione di acciaio il Paese non può fare a meno.

Secondo il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, il tema dell’ex Ilva “può entrare fra le priorità dell’agenda governativa”, non solo “per le misure urgenti per garantirne la continuità operativa”, ma anche “per gli aspetti inerenti alla cessione degli assetti aziendali, alla prossima governance e quindi ad una idea di futuro a breve termine”. Toma ha sottolineato che dall’indagine emerge “la necessità improrogabile sia di garantire la permanenza dello stabilimento sul territorio sia di rilanciarlo in chiave ecosostenibile”. “Fondamentale sarà, allo stesso tempo, una forte presenza dello Stato proprio in questa delicata fase di passaggio”, ha concluso Toma, ben consapevole, comunque, che quello dell’ex Ilva è un percorso tutt’altro che facile.

Insomma: non dovrebbe essere difficile, per il nostro governo, immaginare che il futuro dell’Ilva passi da un semplice sillogismo: A) l’acciaio è indispensabile, B) le cessioni ai privati nell’ultimo trentennio sono state fallimentari e non ci sono candidature credibili; Conclusione: solo lo Stato può salvare e risanare la siderurgia.

Senza perdere altro tempo dietro proposte fasulle e inconsistenti, occorrerebbe lavorare concretamente, ricercando un ruolo per gli industriali siderurgici italiani disponibili, per salvaguardare la produzione, decarbonizzare e rilanciare. Non è facile perché la politica è sempre permeabile da lottizzazioni e clientelismi: gli stessi che hanno sempre reso debitoria la gestione dell’acciaio che di per sé è lucrativa. Come hanno ben dimostrato i Riva. Ma non ci sono alternative.

Si parla tanto, anche in questi giorni a Taranto, di modelli futuri, di Just transition fund, di green e cose del genere, e si parla anche di industria bellica, per via degli impegni (non molto condivisi in realtà) di accrescere la spesa pubblica nel riarmo. È necessario, allora, dotarsi delle capacità e delle risorse per fare buon viso a cattivo gioco. Se non lo farà lo Stato non lo farà nessuno. Le risorse? Perché, per comprare decine di miliardi di euro di armi dagli Usa, dove le troveranno?

Diocesi

Sacro Cuore: in conclusione la peregrinatio delle reliquie di Madre Teresa di Calcutta

ph ND
28 Mag 2026

di Angelo Diofano

In via di conclusione la permanenza delle reliquie di Madre Teresa di Calcutta nella parrocchia del Sacro Cuore, a Taranto, dove è intenso il pellegrinaggio dei fedeli.

Venerdì 29 maggio, in mattinata, le reliquie saranno portate in visita nelle abitazioni degli ammalati; alle ore 17.30, adorazione eucaristica comunitaria e alle ore 18.30 la santa messa solenne.
Sabato 30, si ripeterà in mattinata la visita delle reliquie nella abitazioni degli ammalati; dalle ore 8.30 a mezzogiorno, adorazione eucaristica; alle ore 18, recita del santo rosario; alle ore 18.30, santa messa solenne presieduta da mons. Flavio de Pascali, parroco alla San Lazzaro di Lecce, con il bacio finale alla reliquia.
Domenica 31, sante messe alle ore 8.30-10.30 (con il bacio dei bambini alle reliquie)-18.30, con il saluto finale. A seguire, animata dai canti e dalle preghiere dei fedeli, uscirà la processione per le vie del quartiere con il simulacro di Maria e le reliquie di Madre Teresa.

Diocesi

La parrocchia del Cuore Immacolato in festa per la titolare

ph G. Leva
28 Mag 2026

C’è un tempo che non si misura con l’orologio, ma con il cuore: è il tempo della speranza. È il tempo che la nostra comunità ha attraversato e continua a vivere, scegliendo di non restare ferma, ma di mettersi in cammino. Un tempo abitato dalla fiducia, sostenuto dalla fede, condiviso passo dopo passo.
In questo orizzonte si inserisce la festa del Cuore Immacolato di Maria, che quest’anno non è semplicemente una ricorrenza da celebrare, ma un’esperienza da vivere: un cammino nella speranza, un vero pellegrinaggio comunitario.

Situata tra i moderni palazzoni del centro direzionale Besta e le zone più popolari circostanti, la parrocchia – affettuosamente chiamata dai tarantini la chiesa buchi buchi’ – diventa il punto di partenza e di ritorno di questo itinerario spirituale, segno di una comunità che si riconosce pellegrina nel tempo.

Sotto la guida del parroco, don Giovanni Chiloiro, affiancato dai vicari parrocchiali don Michele Maggio e don Luisantonio Antonazzo, e con la presenza del cappellano militare don Cosmo Binetti, la comunità vive questo tempo come un vero cammino condiviso, un’occasione concreta per riscoprirsi popolo di Dio in pellegrinaggio, unito nella fede e sostenuto dalla speranza.

Il programma dei festeggiamenti prevede per venerdì 29 maggio, alle ore 18.30 santa messa; al termine la tradizionale processione, accompagnata dalla banda musicale cittadina ‘Lemma’, attraverserà le vie del quartiere. Ma non sarà soltanto un percorso tra le strade: sarà il segno concreto di un popolo che cammina. Ogni passo diventa espressione di questo tempo vissuto nella speranza; ogni volto racconta una storia che si intreccia con quella degli altri; ogni strada si trasforma in spazio di fede condivisa.

Il pellegrinaggio, infatti, non è mai solo movimento esteriore: è esperienza interiore, è lasciarsi trasformare dal cammino. È imparare a vivere il tempo non come qualcosa da subire, ma come dono da attraversare con speranza. È riconoscere che Dio cammina con noi, dentro le nostre fatiche e le nostre attese.

In questo cammino, Maria occupa un posto centrale: il simulacro della Vergine non è soltanto un segno di devozione, ma una presenza viva che accompagna: Maria è la Madre che guida, che insegna a custodire la speranza anche quando il cammino si fa incerto. È l’icona di chi sa vivere il tempo con fiducia, affidandosi alla promessa di Dio.

La partecipazione dei ragazzi del catechismo, delle confraternite dell’Addolorata e di San Domenico, dell’Unitalsi e di tutta la comunità rende visibile la bellezza di una Chiesa che cammina insieme. Nessuno escluso, nessuno lasciato indietro: questo è il volto autentico del pellegrinaggio cristiano.

Il cammino vissuto insieme troverà poi un momento di gioiosa condivisione sabato 30 maggio, alle ore 19.30, in occasione della festa parrocchiale: una serata animata dalla Cim Band, che aiuterà tutti a riscoprire la bellezza dello stare insieme, tra musica, fraternità e semplicità.

Anche questi momenti di festa non sono separati dal pellegrinaggio, ma ne sono il frutto. Perché quando si vive il tempo con speranza, nasce la gioia, cresce la comunione, si rafforzano i legami.

La parrocchia, così, si conferma sempre più come luogo di accoglienza e di ascolto: una casa aperta dove ciascuno può trovare sostegno umano e conforto spirituale. E proprio il pellegrinaggio diventa l’immagine più vera di questa vocazione: una comunità che si fa prossima, che condivide il cammino, che trasforma il tempo in occasione di incontro e di grazia.

Questa festa, allora, è molto più di una tradizione: è un invito forte e concreto.
Un invito a mettersi in cammino, a riscoprirsi pellegrini, a vivere il tempo non nella paura o nell’attesa passiva, ma come tempo di speranza.

La comunità di Regina Mundi e San Michele a Martina Franca in festa

ph ND
28 Mag 2026

di Ottavio Cristofaro

La comunità parrocchiale Regina Mundi di Martina Franca si appresta a vivere uno dei momenti più intensi, solenni e partecipati del proprio anno pastorale. Sotto la guida spirituale che unisce i fedeli nella devozione a Maria Santissima Regina Mundi e a San Michele Arcangelo, prenderà il via il programma dei festeggiamenti che quest’anno assume un significato ancora più profondo, legandosi indissolubilmente ai concetti di ‘Donna giubilare’ e ‘Donna sinodale’.

Ispirandosi alle riflessioni del congresso mariologico mariano internazionale, la figura di Maria viene riscoperta e proposta come colei che “ricomincia sempre dall’ascolto della Parola”, stimolando la Chiesa e il territorio a non stancarsi mai di coltivare il dialogo con Dio e di camminare insieme, come fratelli e sorelle, abbattendo le barriere delle vecchie separazioni. È con questo spirito di accoglienza e comunione rinnovata che il parroco e i comitati organizzativi invitano tutta la cittadinanza a prendere parte ai vari appuntamenti.

Il cuore delle celebrazioni prenderà slancio effettivo con il triduo di preparazione, previsto nei giorni del 28, 29 e 30 maggio presso la chiesa di San Michele arcangelo. Ciascuna giornata del triduo sarà scandita dalla celebrazione della santa messa mattutina (ore 07:00), seguita nel pomeriggio (ore 18:30) dal santo Rosario e dalla preghiera comunitaria all’arcangelo Michele, per poi concludersi con la liturgia eucaristica delle ore 19.

Un momento di particolare rilevanza storica e devozionale per il quartiere si terrà venerdì 29 maggio: la comunità celebrerà infatti il 30° anniversario dell’installazione e della benedizione della statua di San Pio da Pietrelcina, una ricorrenza che unisce generazioni di parrocchiani nel ricordo di una devozione mai sopita. Per l’occasione, la successiva santa messa delle ore 19:45 verrà celebrata suggestivamente all’aperto, sul sagrato della chiesa.

La vigilia della festa, sabato 30 maggio, vedrà protagonista la componente giovanile della parrocchia. Dopo la recita dei primi vespri solenni e la tradizionale messa delle 19, le luci si accenderanno su ‘La pace nel mondo’, una veglia di preghiera interamente organizzata e animata dai giovani alle ore 20. Un momento di raccoglimento e riflessione quanto mai attuale e necessario per invocare comunitariamente il dono della concordia tra i popoli.

Domenica 31 maggio sarà il culmine delle celebrazioni, il ‘Giorno della festa’. Le celebrazioni eucaristiche si susseguiranno nel corso della mattinata (ore 08:30, 10 e 11:30) per permettere la più ampia partecipazione dei fedeli.

Nel tardo pomeriggio, alle ore 18:30, la solenne santa messa sul sagrato della chiesa parrocchiale precederà il momento più atteso: la solenne processione per le strade del quartiere (fissata per le ore 19:30). Le venerate effigi attraverseranno le principali vie cittadine (tra cui via Orazio Flacco, via Lucrezio Caro, via Magna Grecia, viale Europa, via Serranuda e piazza Filippo D’Angiò) in un clima di profonda preghiera, accompagnate dal canto del coro parrocchiale e dalle note del complesso bandistico ‘Armonie d’Itria’ Città di Martina Franca, diretto dal m° Caterina Santoro.

Accanto al fitto calendario liturgico, i festeggiamenti civili – che vedono importanti collaborazioni con l’Avis per la donazione del sangue, mostre d’arte, momenti ricreativi di quartiere e i tradizionali fuochi pirotecnici – testimoniano una festa patronale capace di farsi specchio di una comunità viva, coesa, solidale e desiderosa di camminare unita verso il futuro.

Il programma religioso in sintesi:

28 – 29 – 30 maggio (triduo): ore 7, messa | ore 18:30 Rosario e preghiera a San Michele | ore 19, messa

Venerdì 29: ore 18:30 anniversario statua San Pio; ore 19:45, messa sul sagrato

Sabato 30: ore 18, Rosario e vespri; ore 19, messa; ore 20, veglia dei giovani per la pace

Domenica 31 (giorno della festa): messe ore 08:30, 10:00, 11:30;
ore 18:30, messa sul sagrato;
ore 19:30, solenne processione nei rioni della parrocchia.

Eventi in diocesi

Incontro del Gris alla Santa Famiglia di Martina Franca

28 Mag 2026

Venerdì 29 maggio alle ore 19.30 alla parrocchia della Santa Famiglia, a Martina Franca, il Gris diocesano (Gruppo di ricerca e formazioni socio-religiose) terrà un incontro sul tema ‘Per la libertà, Cristo ci ha liberati’ (Gal 5,1) sul peccato tra schiavitù e falsa spiritualità. Relazionerà il paroco, mons. Pasquale Morelli, con la partecipazione della responsabile della comunicazione del Gris, Luana Comma.

 

Emergenze sociali

Affrontare in famiglia il fenomeno delle dipendenze

ph Ansa-Sir
27 Mag 2026

di Giovanni M. Capetta

L’adolescenza con tutte le sue turbolenze oggi è spesso portatrice di un fenomeno molto diffuso che inizia a quest’età e si protrae per molti anche nell’età adulta. È il fenomeno delle dipendenze che riguarda il fumo, le droghe e l’alcol, ma riguarda anche altri ambiti come il gioco d’azzardo, l’uso dello smartphone o della playstation. Ovviamente con conseguenze e dinamiche differenti da caso a caso – e sarebbe ingenuo considerarle come una patologia unica – ma tutte contraddistinte dal medesimo impulso psicofisico a superare una soglia, ad abusare di qualcosa fino a danneggiarsi anche molto pesantemente. Non è raro che diverse famiglie scoprano con sorpresa che i figli abbiano iniziato a fumare, o a bere, o ad assumere sostanze stupefacenti negli anni delle prime libertà, delle sere fuori, delle feste senza un orario di ritorno. Nella compagnia di amici è fortissima la spinta all’imitazione e questa è più forte, molto spesso, di regole imposte a tavolino che non reggono alla prova dei fatti. Contemporaneamente, anche stando a casa, chiusi nelle loro stanze, i ragazzi possono fare indigestione di giochi elettronici o di uso dei social network con il proprio telefonino. Ore e ore passate in Rete a danno di una sana distribuzione del tempo fra studio e svago, magari attraverso uno sport o all’aria aperta. Come possono incidere i genitori nelle abitudini dei figli quando essi sembrano del tutto immersi in questi incubatori di dipendenze? La prima grande prova a cui i padri e le madri sono chiamati è quella dell’ascolto vigile e della presa di coscienza non scandalizzata. È sempre una conquista fondamentale e preliminare a qualunque insegnamento, quella di non perdere il contatto reale con il ragazzo/a e soprattutto non smarrire la sua fiducia. Atteggiamenti di cieco rigore molto spesso si dimostrano fallimentari, quasi che il figlio voglia sfidare l’aprioristico divieto che gli viene imposto. In famiglia è il primo e più importante luogo in cui ricevere il maggior numero di indicazioni possibili per riconoscere il rischio di dipendenza da qualunque agente esterno. Spesso si cade nell’abuso per colmare un vuoto affettivo o comunicativo e per fronteggiare questo rischio bisogna che i genitori assumano in pieno la loro responsabilità e la delicatezza del loro ruolo. Non ci si può permettere di voler fare gli amici dei figli, non si è mai alla pari, ma chiamati ad indicare rischi, derive, pericoli, riuscendo ad evidenziarli con un’autorevolezza che viene dal proprio stesso comportamento. Mai come in questo ambito i nostri ragazzi e giovani hanno bisogno prima ancora che di maestri, di esempi positivi, di modelli di comportamento. Non di rado avviene che gli adulti lottino con la stessa tendenza all’abuso che sono chiamati a stigmatizzare nei figli. È allora il caso di giocare a carte scoperte e ingaggiare insieme delle battaglie anti-dipendenza. Mamma e papà dovrebbero prima di tutto dimostrare di saper dialogare fra loro e di giungere a delle decisioni condivise, senza trovarsi spiazzati e divisi di fronte al comportamento deviante del figlio. Il dover dare il buon esempio dovrebbe spronare a vincere le proprie debolezze. Ecco allora una gestione oculata del vino e dei superalcolici quando si è a tavola, un controllo del numero di sigarette perché resti limitato, a maggior ragione con l’uso di sostanze stupefacenti, di cui non si dirà mai abbastanza la pericolosità. Anche l’uso del telefono può essere calmierato in base alle reali necessità di lavoro e comunicazione, senza scadere nel giocattolo che riempie le ore svuotandole di significato. E quando i danni sono già avvenuti e sembrano irreversibili? Non bisogna gettare la spugna e saper chiedere aiuto. In quest’ottica sono da tenere in considerazione i Consultori Famigliari che hanno al loro interno esperti competenti con cui stipulare preziose alleanze educative. Come ogni generazione anche la nostra è chiamata a fare la sua parte per preservare la bellezza dell’umanità e difenderla dai virus contemporanei più o meno insidiosi.

Diocesi

Madonna delle Grazie: celebrazioni a Grottaglie

ph ND - G. Leva
27 Mag 2026

di Angelo Diofano

Sono in corso a Grottaglie i festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, a cura della omonima parrocchia guidata da don Lucangelo de Cantis.

Questa sera, mercoledì 27 maggio, durante la santa messa delle ore 18.30, la predica sarà affidata a don Francesco Santoro, parroco a Faggiano; seguirà alle ore 19.30 il concerto dell’aps Opus in Musica -Città di Grottaglie.

Giovedì 28, alle ore 20, serata culturale con il dott. F. Fabietti che parlerà sul tema ‘Attentato a Giovanni Paolo II e l’intercessione di Maria’ .

Giovedì 28 e venerdì 29, sante messe all’aperto rispettivamente in via Veneto e in piazza San Francesco De Geronimo (ore 18.30).

Sabato 30, santa messa alle ore 18.30 con benedizione delle mamme in dolce attesa e rosario aux flambeaux in piazza Vittorio Veneto con l’antico quadro della Madonna delle Grazie, realizzato da ignoto nel XVII secolo: rappresenta la Madonna con un seno scoperto, nel naturale atteggiamento di allattare. Di iconografie sulla ‘Madonna che allatta’ si hanno notizie già nell’antico Egitto cristiano e tracce in quella catacombale romana, fino ad arrivare al Concilio di Trento (1543), allorquando fu decretata la rimozione di immagini sensuali dall’iconografia cristiana, o parti di esse, ritenute contrarie alla morale. Fra le tante immagini rappresentate con il seno nudo, si ritiene modificata anche quella grottagliese, cui sarebbero evidenti i segni della manomissione.

Domenica 31 alle ore 11 santa messa solenne con i bambini che offriranno un fiore a Maria mentre le mamme dei neonati consegneranno il fiocco della nascita; a mezzogiorno, supplica alla Madonna delle Grazie. Alle ore 17.30 benedizione dei portatori e processione solenne con la venerata immagine della Madonna delle Grazie, accompagnata dalla banda musicale ‘Città di Grottaglie’; al rientro, santa messa presieduta da mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo emerito di Potenza.

Lunedì 1 giugno, alle ore 20, concerto della banda ‘Città di Grottaglie’ diretta dal m° Antonio L’Assainato.

Sabato 6 giugno, alle ore 19.30, santa messa in ringraziamento.