Diocesi

Veglia ecumenica allo Spirito Santo

ph Paolo Mancarella
22 Mag 2026

di Angelo Diofano

In prossimità della solennità di Pentecoste, venerdì 22 maggio alle ore 19 nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo (Taranto-2) l’arcivescovo mons. Ciro Miniero guiderà una veglia di preghiera ecumenica. Ne dà notizia don Francesco Tenna, parroco e direttore dell’ufficio diocesano per il dialogo ecumenico ed interreligioso, il quale aggiunge che l’incontro nasce anche dal desiderio del pastore valdese Franco Mayer di porgere il suo saluto alla comunità parrocchiale al termine del suo mandato.

Drammi umanitari

Flottilla, Acli: “Da Israele, un atto gravissimo; servono sanzioni immediate!”

21 Mag 2026

Le immagini vergognose che arrivano da Israele che mostrano il ministro della Sicurezza, Itamar Ben Gvir, mentre insulta e deride i partecipanti della Flottilla illegittimamente arrestati in acque internazionali, sono un’offesa alla dignità umana: definiscono un atteggiamento di disprezzo verso ogni forma di dissidenza esterna ed interna.
Questa compiaciuta esibizione di violenza e disprezzo da parte di un ministro passa ogni limite e non può essere tollerata, anche perché illustra chiaramente che in questo momento, in Israele, lo Stato di diritto di fatto è sospeso.
Come Acli riteniamo che la Flottilla debba essere ritenuta come un vero e proprio luogo profetico poiché testimonia la volontà di non arretrare rispetto alla difesa della dignità e dell’integrità della persona umana.
Chiediamo al nostro Governo e al Consiglio europeo una chiara ed inequivocabile condanna dell’atto di pirateria ai danni dei cittadini imbarcati sulla Flottilla e l’applicazione di sanzioni serie e sistematiche nei confronti di Israele a partire dal blocco completo del commercio di armi e, senza esitazione, dei rapporti in campo militare. Lo richiede un minimo senso di giustizia, lo richiede la dignità delle persone, lo richiede il bisogno di pace che accomuna tutte le persone di buona volontà.

Eventi in diocesi

‘Auguri, mamma!’, concerto corale a Monacizzo

21 Mag 2026

‘Auguri, mamma!’ è il titolo del concerto di canti mariani dedicato anche alle mamme che si terrà nella chiesa di San Pietro apostolo a Monacizzo sabato 23 maggio alle ore 19.30 in occasione della festa di Maria Ausiliatrice. Ne sarà protagonista la corale ‘Pescatori di uomini’ diretta dal m° Giovanni D’Ippolito. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il ‘Presidio del libro’ e il Gruppo di lettura ‘Più di un libro’ di Maruggio.

Durante il concerto si esibiranno anche Daniela Fusco, che eseguirà il ‘Magnificat’ di mons. Marco Frisina, Veronica Leogrande,  con ‘Anima Christi’, sempre di Frisina, e il tenore Giovanni D’Ippolito con l’’Ave Maria’ di Giulio Caccini. La serata sarà presentata da Giulia Guida, presidente del Gruppo di lettura ‘Più di un libro’. Alle esecuzioni musicali si alterneranno alcune letture di brani dedicati alla mamma, curate da alcune componenti del ‘Presidio del libro’ di Maruggio.

Diseguaglianze uomo-donna

Un dossier mostra come sia difficile la maternità, soprattutto in Puglia

21 Mag 2026

di Silvano Trevisani

Si intitola ‘Le Equilibriste 2026’, il rapporto che Save the Children ha presentato in questi giorni, e che scatta una fotografia poco incoraggiante del Paese per quanto riguarda la maternità. Un titolo che già spiega come sia difficile per la donna essere madre e mantenere il rapporto tra maternità e occupazione. Sappiamo già che nel 2025 le nascite in Italia sono scese a circa 355 mila, con un calo del 3,9% rispetto all’anno precedente. Il tasso di fecondità si ferma a 1,14 figli per donna, ovvero al di sotto della media europea (1,34 figli per donna nel 2024). Nella fascia tra i 25 e i 34 anni, quasi una donna su quattro dichiara di non avere condizioni lavorative adeguate per avere un figlio. In Italia, infatti, la nascita di un figlio segna spesso un forte cambiamento nelle traiettorie lavorative delle donne. La cosiddetta “child penalty”, che misura l’impatto sulla partecipazione al lavoro, sui salari e sulle prospettive di carriera, arriva al 33% e produce effetti duraturi nel tempo.

Nell’XI edizione del dossier Le Equilibriste si è affinato lo sguardo per comprendere perché, in Italia, la scelta della maternità continui a dipendere così strettamente dalle opportunità e dai vincoli che attraversano la vita delle donne. Si tratta di prendere sul serio il paradosso di un Paese che si preoccupa della scarsità di nascite, ma continua a considerare quasi inevitabile che la maternità, a qualsiasi età la si affronti, comporti penalizzazioni economiche e professionali.

In definitiva, si legge nel rapporto, la maternità in Italia resta un equilibrio difficile tra desiderio e vincolo, tra realizzazione e rinuncia. Ed è anche da questa tensione che deriva il titolo stesso del dossier. Le equilibriste non sono solo le madri che tengono insieme lavoro e cura, spesso in assenza di adeguati diritti. Sono anche le donne che, prima ancora di diventare madri, devono misurare costi e possibilità di una scelta che, laddove desiderata, dovrebbe essere libera e che troppo spesso non lo è.

Il rapporto Le Equilibriste 2026 evidenzia, inoltre, come, dopo la nascita di un bambino, anche i divari di genere sono molto marcati nel lavoro. Tra gli uomini la paternità è associata a una maggiore occupazione (oltre il 92% dei padri 25-54 anni lavora a confronto del 78.1% degli uomini nella stessa fascia senza figli), mentre per le donne accade l’opposto. Il tasso di occupazione femminile scende dal 68,7% tra le donne senza figli al 63,2% tra le madri con almeno un figlio minorenne, con un calo più marcato al crescere del numero di figli (67% con uno, 58,8% con due o più) e si riduce ulteriormente al 58,2% tra le madri con figli in età prescolare.

Ma in questo contesto, la Puglia risulta essere una delle regioni in assoluto più penalizzate, risultando, nella classifica elaborata con l’Istat sulle condizioni favorevoli alla maternità, al terzultimo posto, seguita solo da Basilicata e Sicilia. Servizi insufficienti, quasi assoluta assenza di asili nido (4% rispetto alla media nazionale del 18%), difficoltà di trovare e mantenere un lavoro, benessere compromesso: sono queste le ragioni che nella nostra regione rendono ancora più complicato che in tutto il resto del paese, avere bambini. E il fatto che l’età media del parto si è spostata sopra i 32 anni la dice tutta sulla situazione complessa. Che certamente ha anche ragioni di altri tipo, che vanno dall’infedeltà coniugale (dati recenti hanno evidenziato che gli italiani sono i più infedeli d’Europa), alle ambizioni individuali, alle dinamiche di coppia, ma che sicuramente trova nella difficoltà della donna a coniugare lavoro e famiglia le motivazioni principali. Come dimostra il fatto che sono le regioni opulente del Centro Nord quelle in cui nascono più bambini e in cui la maternità e la condizione della donna son migliori.

Eventi in diocesi

‘Don Bosco, un sogno fatto realtà’, musical al Monticello d Grottaglie

21 Mag 2026

‘I Giullari di Dio’ presentano al teatro Monticello di Grottaglie sabato 23 e domenica 24 maggio alle ore 20.30 il musical ‘Don Bosco, un sogno fatto realtà’, tratto dall’opera ‘Don Bosco il musical’ di Piero Castellacci, Renato Biagioli, Alessandro Aliscioni e Achille Oliva.

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alla parrocchia di Maria Santissima del Monte Carmelo in Grottaglie, tel. 099.5610425 o al 388.1921516

 

Eventi in diocesi

Paolo Curtaz alla Santa Famiglia per parlare di San Francesco

21 Mag 2026

Paolo Curtaz, celebre teologo e divulgatore, autore di oltre sessanta libri di spiritualità pubblicati con varie case editrici, sarà ospite alla Santa Famiglia di Taranto (rione Salinella), il prossimo sabato 23 maggio, alle ore 20:30.
Al centro della serata ci sarà la figura di San Francesco, in occasione dei festeggiamenti per gli 800 anni dalla morte del patrono d’Italia.
Il santo di Assisi (che sarà al centro del nuovo libro di Curtaz, “Francesco Zero”, in uscita il 1° giugno per le Edizioni San Paolo) verrà letto in particolare come costruttore di pace fra i popoli del Mediterraneo. L’evento mira, così, a fornire nuovi spunti di riflessione in un momento in cui la comunità cittadina (e la Salinella in particolare) si appresta ad accogliere atleti provenienti da tutto il Mediterraneo, in un clima storico in cui tornano a spirare i venti di guerra.
Il dialogo con Paolo Curtaz sarà accompagnato dagli interventi musicali di un’ensemble di archi a cura dell’aps ‘Il cerchio armonico’, che svolge la propria opera di formazione musicale nelle strutture della parrocchia.
L’accesso all’evento è gratuito. È possibile prenotare il proprio posto a sedere sulla piattaforma Eventbrite: https://shortlink.uk/1pQf3+

Ecclesia

La Cei aggiorna le linee-guida sugli investimenti etici: no a criptovalute, armi e aborto

ph Marco Calvarese-Sir
21 Mag 2026

“La Chiesa riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nel­la promozione di un’economia giusta e solidale, a condizione che essa sia animata da un autentico desiderio di contribuire al bene comune”. È il presupposto delle “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, diffuse oggi. Approvato dal Consiglio Episcopale Permanente il 24 marzo scorso, rivedono le indicazioni proposte nel 2020 per rilanciare una finanza al servizio del bene comune. “Insieme al vademecum per la gestione dei fondi 8xmille, questo documento segna un ulteriore passo della Conferenza Episcopale Italiana nel promuovere trasparenza, responsabilità e coerenza evangelica nella gestione delle risorse, orientata al servizio del bene comune e a una visione etica e sostenibile, in attuazione concreta delle indicazioni del Cammino sinodale delle Chiese in Italia”, spiega don Claudio Francesconi, economo della Cei. Le linee-guida saranno presentate a Milano alla Borsa italiana (Piazza degli affari, 6) il 9 giugno, dalle 11 alle 12.30: interverranno il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, e Stefano Caselli, Dean della sda Bocconi School of Management. Modera Marco Ferrando, vicedirettore di Avvenire.

“Nelle strutture economiche odierne il risparmio è sempre investimento e questo vuol dire sia occupazione sia produzione di beni”, si legge nel testo, in cui partendo dai principi della dottrina sociale della Chiesa – la destinazione universale dei beni, il giusto profitto e l’impegno per un’economia inclusiva –  si fa presente che “la ricchezza investita è già in qual che modo resa disponibile per i bisogni della società, dei disoccupati, dei poveri, a condizione di conoscere la destinazione finale dell’investimento e senza necessariamente scegliere l’investimento più remunerativo, perché, come sottolinea papa Francesco, ‘in questo momento gli investimenti che danno più reddito sono la fabbrica di armi e gli anticoncezionali: uno distrugge la vita, l’altro impedisce la vita’, bensì quello più conforme alle esigenze cristiane”. Prudenza e competenza, quindi, sono i criteri a cui ispirare una gestione finanziaria professionale, trasparente e responsabile.

 “Sebbene non immorali intrinsecamente, nate anzi per favorire l’innovazione tecnologica in ambito finanziario”, le cripto-attività “registrano la mancanza di un quadro normativo di riferimento completo”, il monito su una tipologia di investimenti molto recente, definita non opportuna poiché “caratterizzata da un elevato grado di volatilità e opacità” e spesso finalizzata a finanziare attività illecite, come il riciclaggio del denaro o il finanziamento al terrorismo.

“Nella realizzazione delle proprie decisioni di investimento, anche, e soprattutto, la Chiesa e gli enti religiosi sono chiamati a porsi interrogativi ben precisi in relazione agli obiettivi che si intendono perseguire”, l’appello della Cei, sulla scorta del concetto di “ecologia integrale” richiamato da Papa Francesco e ribadito da Papa Leone. Nel testo, si dà ampio spazio anche al tema della comunicazione, mettendo in guardia dal  fenomeno del ‘green washing’ o ‘social washing’, ossia la tendenza tipica della strategia di comunicazione e marketing di certe imprese, organizzazioni o istituzioni “finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva, sotto il profilo dell’impatto ambientale, sociale o di governance”.

Nella parte finale delle linee-guida, si dà spazio alle linee operative: “Favorire imprese che si assumono la responsabilità per le condizioni di lavoro vigenti nei propri ambienti e nelle aziende terze; sostenere eque politiche salariali e assistenziali, in concomitanza di precise linee guida sulla sicurezza dei lavoratori;  esercitare un sostegno attivo alle risoluzioni degli azionisti finalizzate a proteggere e promuovere i diritti umani;  scegliere le imprese che attuano la formazione continua dei loro dipendenti;  selezionare imprese che favoriscano la maternità e la paternità, attuando scelte di sostegno diretto alle famiglie, e indiretto attraverso interventi infrastrutturali”. “Selezionare imprese che si adoperano per la riduzione del consumo di materie prime, acqua, energia e delle emissioni di sostanze inquinanti”, e che sviluppano e promuovono l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile.

“Sostenere le imprese che permettono una migliore conciliazione tra lavoro e famiglia, diffondere politiche aziendali sulla parità salariale, le opportunità di promozione per le donne e l’adeguamento alle legittime esigenze familiari, sostenere la partecipazione attiva delle donne nella vita dell’azienda, in particolare in termini di politica e processo decisionale e inclusione nelle posizioni di leadership”.
Aborto, contraccettivi, ricerca su cellule staminali embrionali, eutanasia, commercio di armi, pedopornografia, corruzione, pena di morte sono invece i settori di attività in cui la Cei consiglia di non investire.

“La dottrina sociale della Chiesa condanna qualsiasi forma di corsa agli armamenti, di tipo convenzionale e non, e si oppone alle gravi distorsioni derivanti da spese militari eccessive e sproporzionate, anche se, all’oggetto d’arma in sé è riconosciuto anche un uso funzionale di difesa, quale ad esempio pio quello delle forze di polizia per garantire l’ordine pubblico”. Inoltre, per la Cei, “non si deve investire in società o paesi che applicano atteggiamenti discriminatori per etnia, cultura, religione, genere, o in società che hanno avuto gravi controversie per atteggiamenti discriminatori”.

Non è raccomandato investire neanche “in società coinvolte direttamente o indirettamente nella produzione e distribuzione di materiale pedopornografico”, o con controversie legate alla corruzione: “non saranno effettuati investimenti nei paesi che applicano la pena di morte” o in cui vigono regimi totalitari o dittature militari.

Diocesi

Le reliquie di Madre Teresa di Calcutta al Sacro Cuore, a Taranto

21 Mag 2026

di Francesco Venuto

Nel cuore della comunità parrocchiale del Sacro Cuore, a Taranto, si prepara un evento di grazia che desidero condividere con tutti voi con profonda emozione e gratitudine al Signore. Dal 23 al 31 maggio saranno accolte in parrocchia le reliquie di Madre Teresa di Calcutta, donna straordinaria del nostro tempo, testimone autentica della carità di Cristo tra i più poveri della terra.

Le reliquie giungeranno sabato 23 maggio alle ore 17.30 in chiesa; alle ore 18, recita del santo rosario e alle ore 18.30 santa messa solenne di apertura.

Domenica 24 maggio, sante messe alle ore 8.30-10.30 (con consegna e benedizione delle rose alla Santa da parte dei bambini e del popolo di Dio)-18.30; a mezzogiorno. Atto di consacrazione a Maria.

Lunedì 25 maggio, in mattinata visita delle reliquie agli ammalati; dalle ore 8.30 a mezzogiorno, adorazione eucaristica; ore 17.30, incontro con le classi di catechismo; ore 18, santo rosario e alle ore 18.30 santa messa in suffragio di tutti i defunti.

Al termine di ogni celebrazione sarà possibile venerare personalmente le reliquie.
Il programma delle prossime giornate sarà pubblicato successivamente.

Questa visita rappresenta per noi molto più di un semplice avvenimento religioso: è una chiamata forte alla conversione del cuore, alla misericordia, all’amore concreto verso chi soffre e vive nella solitudine. Quando penso a Madre Teresa, il mio cuore si riempie di commozione. Lei non ha cambiato il mondo con grandi discorsi o poteri umani, ma con la forza silenziosa dell’amore, della preghiera e del servizio umile.

Come parroco, sento che questa sarà una settimana speciale per tutta la nostra comunità. Le reliquie della Santa giungeranno tra noi quasi come una carezza del Cielo, un invito a riscoprire ciò che davvero conta nella vita: amare senza misura. In questi giorni vivremo celebrazioni, momenti di adorazione, preghiera comunitaria e incontri spirituali che ci aiuteranno a entrare nel cuore del messaggio lasciato da Madre Teresa.

Viviamo tempi nei quali spesso prevalgono l’indifferenza, la fretta, il giudizio e la paura dell’altro. Eppure Madre Teresa ci ricorda che ogni persona è preziosa agli occhi di Dio. Diceva: “Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”. Questa frase semplice racchiude tutta la bellezza del Vangelo.

Sarà bello sostare in silenzio davanti alle reliquie, affidare le nostre sofferenze, pregare per le famiglie, per i malati, per i giovani in ricerca, per chi vive momenti difficili. Sono certo che molti porteranno nel cuore un ricordo indelebile di questa settimana di grazia.

Come comunità del Sacro Cuore, desideriamo aprire le porte non solo della nostra chiesa, ma soprattutto del nostro cuore. La presenza delle reliquie di Madre Teresa sarà per tutti noi un’occasione per riscoprire la bellezza della fede vissuta nella semplicità e nella carità concreta.

Vi aspetto numerosi dal 23 al 31 maggio per vivere insieme questo tempo benedetto. Affidiamo questi giorni all’intercessione di Madre Teresa di Calcutta affinché il Signore rinnovi la nostra comunità e accenda in ciascuno di noi il fuoco dell’amore vero.

 

* parroco del Sacro Cuore – Taranto

 

Eventi a Taranto e provincia

Si conclude il corso di cucina e pasticceria di ‘Noi e Voi’

20 Mag 2026

di Angelo Diofano

Oggi pomeriggio, mercoledì 20 maggio, nella sede di  ‘Progetto Frag!’ a Fragagnano (via per Torricella) si conclude con la premiazione, il corso di cucina e pasticceria promosso dall’associazione ‘Noi e Voi’ e rivolto a detenuti in misura alternativa e tenuto da Eleonora Occhinegro, vicepresidente di Abfo e  docente di pasticceria.

Alle  ore 16, i partecipanti  a porte chiuse si sfideranno nella preparazione del ‘Danubio Challenge’, dolce associato simbolicamente al momento del colloquio in carcere. La prova finale sarà valutata da una giuria così composta: Eleonora Occhinegro (vice presidente Abfo), Sabrina Lincesso (assessore ai servizi sociali del Comune di Taranto), don Francesco Mitidieri, (responsabile ‘Noi e Voi’), Elisabetta Calabrese (coordinatrice centro Fieri Potest), Antonella Alfonso (Progetto Frag!), Palma D’Onofrio (chef e docente di cucina) e Antonio Capocello (chef).

 

Città

Forum associazioni familiari: riflessioni per la morte di Bakari

ph G. Leva
20 Mag 2026

Come Forum provinciale delle associazioni familiari Taranto abbiamo atteso qualche giorno per esprimerci sull’assassinio di Sako Bakari. Siamo vicini alla famiglia che pur lontana nel Mali, sentiamo concittadina, e rivolgiamo un pensiero alle famiglie dei ragazzi colpevoli di questa tragica morte/omicidio.
Dopo aver sentito le parole di pace durante le celebrazioni per il santo patrono provenienti da Gaza è ancora più difficile realizzare che un gruppo  di giovani, alcuni minorenni abbiano potuto commettere quell’atto efferato. Sembra quasi che tutto il lavoro fatto nella città vecchia dalla chiesa e da associazioni e istituzioni sia stato inutile. Ora però è il momento di interrogarsi seriamente sul perché sia successo: razzismo? bravata, bullismo? incoscienza? sopraffazione del più debole? errato valore della vita umana? E i genitori, le famiglie?
Cercare i ‘colpevoli’ occulti è uno sterile esercizio, le indagini delle forze dell’ordine stabiliranno lo svolgimento dei fatti e le responsabilità personali, quello che compete agli altri e a noi come Forum in particolare è la riflessione profonda e il successivo agire in collaborazione e sinergia con gli altri agenti operanti: famiglie, scuole, associazioni, chiesa, servizi sociali. La presenza alle cinque di mattina di minorenni, maschi e femmine, in strada è un fatto eclatante, purtroppo non unico, come dicono le cronache; riporta l’attenzione all’educazione che nel caso di questi ragazzi, è evidentemente insufficiente, portando alla luce carenze genitoriali, scolastiche e istituzionali. L’impegno del  Forum delle associazioni familiari, in collaborazione con la comunità educante (famiglie, docenti, studenti, pastori e società civile) è sottolineare l’importanza  della famiglia,  il cui disagio spesso non è solo economico, la sua importanza primaria nel trasmettere il valore dell’accoglienza, nel rispetto reciproco, una responsabilità crescente e consapevole finalizzata ad un buon vivere insieme; un patto che coinvolga tutte le famiglie native o accolte a partire da ciò che unisce; dalle parole che chiamano le cose con il loro nome, senza edulcorare o minimizzare, dal rispetto delle fasi di crescita del bambino, in accordo tra la maturità fisica e psicologica. La sinergia è fondamentale perché nessuno si educa da solo, da tutti i suoi agenti infatti viene generata vita, trasmessa fiducia, contrastata ogni forma di cultura della  violenza in una ‘pace’ che è anzitutto l’altro nome dell’educazione, il primo livello del vivere insieme.
In programmazione abbiamo un incontro sul tema. È necessario lavorare con umiltà, senza mai perdere la speranza.

Diocesi

Divino Amore di Martina Franca: appuntamento con la festa di Pentecoste

ph ND-G. Leva
20 Mag 2026

di Angelo Diofano

Nel 25º della consacrazione della chiesa parrocchiale, la comunità del Divino Amore di Martina Franca celebra la solennità di Pentecoste, che coincide con l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Si tratta di un appuntamento divenuto ormai imprescindibile nell’anno pastorale della parrocchia – situata in zona Palombella – includente la zona industriale, e che conta numerose famiglie giovani.

 “Le celebrazioni – spiega il parroco mons. Giuseppe Ancora – aiuteranno la comunità a riflettere sul dono dello Spirito Santo, elemento essenziale della nostra dottrina, sotto ogni punto di vista. Questo, senza dimenticare che la festa costituisce una preziosa opportunità di aggregazione per gli abitanti del quartiere, soprattutto il nostro che è periferico, consentendo loro di rafforzare ed eventualmente stringere rapporti di amicizia”.

Il programma prevede per giovedì 21 maggio alle ore 19.30 la solenne adorazione eucaristica in preparazione alla festa di Pentecoste ‘Vieni Spirito d’Amore e resta con noi’ animata dai gruppi parrocchiali; venerdì 22 maggio alle ore 19 santa messa presieduta da padre Paolo Lomartire, parroco alla Cristo Re; sabato 23 maggio a mezzogiorno il pranzo solidale per le famiglie disagiate e alle ore 19.30 la celebrazione eucaristica con breve veglia introduttiva presieduta da mons. Vincenzo Annicchiarico, parroco alla San Francesco d’Assisi.

Domenica 24 maggio, sante messe saranno celebrate alle ore 8.30 e alle ore 11; alle ore 19, santa messa solenne presieduta dal parroco mons. Giuseppe Ancora con indulgenza plenaria, atto di affidamento allo Spirito Santo dei bambini di prima Confessione, prima Comunione e dei ragazzi della Cresima.

Alle ore 21 l’associazione Anspi Divino Amore organizza in piazza lo spettacolo musicale dei Rockstar. A conclusione, alle ore 23.30, i fuochi pirotecnici della ditta Itria Fireworks di Martina Franca.

Letteratura

Presentato a Bari, alla comunità La Vallisa, il libro di Silvano Trevisani ‘La ballata di Alda e Michele’

19 Mag 2026

di Loredana Lorusso
Nello stimolante scenario del Lunedì letterario della comunità La Vallisa, è stato presentato l’ultimo libro di Silvano Trevisani, intitolato ‘La ballata di Alda e Michele’, un’opera profondamente originale, in cui l’autore, poeta, giornalista e saggista, sceglie la via della poesia per esplorare un sentimento intimo, potente e troppo spesso dimenticato: l’amore senile che legò i poeti Alda Merini e Michele Pierri.
La serata ha trovato il suo naturale e suggestivo preludio nella lettura della poesia “Su quel treno di Taranto”, un vero e proprio spartiacque psicologico ed emotivo tra il buio del tormentato periodo milanese della Merini, profondamente segnato dal dramma del manicomio, e l’improvvisa luce della rinascita felice vissuta nella città ionica accanto al suo amato Michele. Quel viaggio ferroviario non rappresentò infatti un semplice spostamento geografico, bensì una radicale transizione dell’anima meriniana verso una ritrovata e salvifica serenità.
Il valore più autentico della ricostruzione offerta da Trevisani risiede nella sua stessa genesi biologica e intellettuale. L’autore ha avuto il privilegio di conoscere personalmente entrambi i poeti, un dettaglio non trascurabile che gli ha permesso di dare una voce lirica straordinariamente fedele ai protagonisti, sfatando con delicatezza ma ferma precisione i tanti miti, le dicerie e le credenze superficiali che negli anni si sono stratificate attorno alla loro unione e al periodo di permanenza di Alda in Puglia. Nel dipanare questo racconto, l’autore, dialogando col professor Daniele Giancane, ha allargato l’orizzonte narrativo restituendo allo sguardo del pubblico gli splendori dimenticati di una Taranto del dopoguerra. Lungi dall’essere una periferia isolata, la città emergeva all’epoca come una straordinaria fucina di cultura, un territorio d’elezione per premi letterari prestigiosi e un cenacolo vibrante capace di calamitare i più grandi letterati e intellettuali del panorama nazionale. È proprio in questo humus fecondo e colto che si è radicata la figura medica e poetica di Michele Pierri, preparando il terreno per l’incontro con la Merini.
L’unione tra le loro anime, quasi profetizzata molti anni prima dalle intuizioni critiche di Pier Paolo Pasolini, ha avuto inizio attraverso una fitta, quotidiana e appassionata corrispondenza telefonica, per poi coronarsi quattro anni più tardi nel vincolo del matrimonio. Durante la serata, questo storico e intimo dialogo a distanza ha ripreso vita grazie a un momento teatrale di grande impatto emotivo, interpretato dai poeti Rocco Angelo Stano e Roberta Positano. Dando corpo e voce rispettivamente a Pierri e alla Merini, i due interpreti hanno restituito la vertigine drammatica di un corteggiamento poetico serrato, denso e commovente, in cui le parole si sono fatte carne.
Il pubblico ha potuto così ascoltare Pierri ricordare come un tempo fossero stati entrambi poeti, sebbene lei fosse ancora una “bambina intrisa d’infinito” mentre lui era già “un racconto disilluso”. A questa suggestiva evocazione, la Merini rispondeva offrendo l’assaggio di quel “veleno dolce” che portava il suo nome, alla ricerca di una “coppa di cristallo capiente in cui le parole anneghino restando trasparenti”, domandando con urgenza quanto colore lui potesse dare al suo tempo. La conversazione si è fatta poi ancora più serrata e dolorosa quando Pierri si è confessato come un “sarto della carne” che piantava amore per vincere il proprio “imbarazzo a rimanere vivo”, finendo per piangere fiumi di parole di cui non sapeva più cosa farne. Una fragilità a cui faceva eco la richiesta assoluta di Alda, che di fronte a un suo silenzio si sentiva morire, rivendicando il proprio bisogno d’amore e di essere donna, e indicando in lui l’unico “ponte che lascia attraversare la mia impronta”.
Questo straordinario botta e risposta ha offerto lo spunto per una riflessione critica più ampia e necessaria sulla natura profonda di questo legame. L’opera di Trevisani compie infatti un’operazione culturale coraggiosa, scardinando radicalmente il radicato tabù che circonda l’amore senile, troppo spesso sminuito dalla società contemporanea o ridotto a un rassegnato e spento sentimento crepuscolare. Al contrario, tra le pagine della Ballata e attraverso le voci della serata, l’amore tra Alda e Michele viene restituito alla sua verità più autentica: un sentimento infiammato da una passione reale, da un’urgenza viscerale e da un eros intellettuale totalizzante. Tuttavia, il racconto rifugge saggiamente da ogni facile idealizzazione romantica, affrontando a viso aperto la complessità psicologica della relazione, inevitabilmente segnata dal bipolarismo di Alda.
L’altalena emotiva e dolorosa della poetessa dei navigli emerge infatti con tutta la sua forza destabilizzante nel flusso della narrazione, mostrando come lei alternasse esasperati momenti di passione assoluta e viscerale bisogno dell’altro a subitanei, drammatici momenti, nel suo quotidiano, di resa incondizionata alla malattia. In questo contesto, la figura di Pierri si staglia con la tenerezza dolente di quell’artigiano dell’anima descritto nei versi, impegnato nel tentativo costante di ricucire quegli strappi profondi e di farsi, come invocato dalla stessa Alda, quell’unico ponte indispensabile capace di accogliere e lasciar attraversare la sua orma nel mondo.
A Trevisani va perciò riconosciuto il merito di aver dimostrato come la poesia non sia un mero esercizio di stile o un’astrazione accademica, bensì uno strumento formidabile di indagine storica e umana, capace di restituire la verità del sangue e della carne ai protagonisti della nostra letteratura.