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Turris-Taranto: ambizioni diverse, ma ricerca dello stesso risultato

L'esultanza dei rossoblu sotto la Curva nord - foto G. Leva
01 Mar 2024

di Paolo Arrivo

Una partita intelligente. Un avversario quotato, domato senza grossi patemi. L’ultimo match del Taranto in campionato è stato una conferma per gli uomini allenati da Eziolino Capuano. I quali, sconfiggendo il Catania, sono rimasti ai quartieri alti della classifica, sempre guidata dalla Juve Stabia. I rossoblu hanno rischiato di prendere goal soltanto in pieno recupero con l’ex Cianci. Precedentemente avevano sfiorato il raddoppio con Miceli, che ha centrato la traversa. Di De Marchi il goal della vittoria. Che ha avuto una doppia valenza: motivazionale, e non solo numerica, perché i rossoblu hanno dimostrato di saper andare a rete anche senza Mamadou Kanoute. Ovvero di poter fare a meno dell’attaccante senegalese esploso in questa stagione a trent’anni. Lo stesso bomber potrà rientrare e dare il suo contributo nella prossima sfida del Taranto sul campo della Turris – domenica alle 18.30 allo stadio Liguori di Torre del Greco.

Il nodo stadio

“Amministrazione inadeguata, non comprende l’importanza del calcio per la nostra comunità”. Così Enzo Di Gregorio e Lucio Lonoce sono intervenuti (tra gli altri) sulla vicenda che tiene banco nelle ultime ore a Taranto. “Di tutta la triste vicenda dello stadio Iacovone – continuano i due consiglieri comunali – resta la certezza di quanto la compagine guidata da Rinaldo Melucci sia inadeguata”. Sotto accusa gli amministratori locali, “quello che avrebbero dovuto fare era mettersi umilmente al fianco della squadra e della società e capirne le difficoltà”. Chi sostiene la tifoseria e la città è Gabriele Gravina. Il quale, in visita allo stadio di Faggiano, ha auspicato che il Taranto continui a giocare allo Iacovone anche nel periodo di ristrutturazione dell’impianto, da adeguare ai Giochi del Mediterraneo. Dallo stesso presidente della Federazione italiana gioco calcio è arrivato l’invito ad abbassare i toni lavorando in maniera unanime.

Turris

Tornando al campionato, al calcio giocato, c’è da sottolineare il valore del prossimo avversario del Taranto, per la 29esima giornata della Serie C – Lega Pro. La Turris è una compagine che nel posticipo di lunedì scorso ha perso di misura contro la Juve Stabia raccogliendo probabilmente meno di quanto abbia meritato. La squadra di mister Menichini è in forma e motivata: il suo obiettivo è la salvezza, ovvero lasciare la 16esima posizione in classifica, che la confina nella zona playout. Dall’altra parte il Taranto intende restare in corsa per i playoff.

Sarà una battaglia, contro un avversario da non sottovalutare. Come tutte le squadre campane che sul loro campo sono ostiche da affrontare. Qualora dovessero battere la Turris, i rossoblu potrebbero avvicinarsi o magari raggiungere il secondo posto in classifica, approfittando di un eventuale passo falso di Avellino, Picerno e Benevento. Quest’ultimo ospiterà il Foggia in uno dei quattro anticipi di sabato 2 marzo.

L’ultimo match di campionato, Taranto-Catania, nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

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Dinamo Taranto, le under dei record chiudono da imbattute la stagione regolare

Erika Martelli, tra le grandi protagoniste della stagione - foto G. Leva
27 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Un cammino straordinario. Numeri che parlano chiaro: 12 successi su 12 partite disputate sono una dimostrazione di manifesta superiorità. Così la Dinamo Taranto ha chiuso la regular season conservando l’imbattibilità. L’ultimo successo è arrivato tra le mura amiche del PalaMazzola, ai danni della Virtus Matera, sconfitta per 98-26 (30-2, 45-8, 59-19), nella settima giornata di ritorno del campionato di serie C femminile Puglia. Una partita giocata a senso unico dalle padroni di casa che l’hanno chiusa già nel primo quarto di gioco. Quando hanno piazzato un break di ventotto punti – al primo di canestro di Giorgia Cascione aveva risposto Laura Monaciello per Matera.

Troppo grande il divario tra le due formazioni, sul piano tecnico e fisico: nulla hanno potuto le ospiti volenterose per arginare l’attacco ionico, e nemmeno per scardinare la difesa. Coach Orlando ha potuto fare ricorso ad un ampio turnover per testare le giocatrici a sua disposizione assicurando loro anche del riposo.

L’avventura prosegue a Sora

Il match contro la Virtus Matera, arrivata in riva allo Jonio senza alcuna pretesa, è stato poco più di un allenamento per le ragazze, che all’inizio della prossima settimana (dal 4 al 6 marzo) saranno impegnate nel Concentramento interregionale per l’Under 19 fase nazionale. La tre giorni andrà in scena nella provincia di Frosinone (Sora). Impegno che giova al percorso di crescita delle giovani cestiste, alla loro valorizzazione, all’interno di una stagione particolarmente dispendiosa e onerosa. Certamente si faranno onore regalando alla società un’ulteriore soddisfazione.

I successi del gruppo Dinamo

In serie B, dove trovano spazio le stesse under, come l’insostituibile Erika Martelli, la Nuovi Orizzonti prepara il ritorno al PalaMazzola: l’avversario di sabato prossimo due marzo (start alle ore 19.00) è la New Cap Marigliano. Che nella prima giornata della fase a orologio ha sconfitto la Catillo Benevento: al pari di Taranto, ha inaugurato con la vittoria la seconda fase del torneo. Si tratta di una formazione rispettabile che ha chiuso a diciotto punti la stagione regolare. Il match di sabato, pertanto, si preannuncia equilibrato. E alle ragazze di coach Orlando servirà anche il contributo del pubblico per spuntarla. La squadra è in forma e motivata: la vittoria larga conquistata a domicilio della Us Catanzaro Centro Basket (78-53, il risultato finale) rappresenta un’ulteriore iniezione di fiducia per chi vuole reggere il confronto con le altre big del campionato.

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Boxe, la Quero-Chiloiro si laurea campione d’Italia per la seconda volta

26 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Una notizia che non sorprende più di tanto in riva allo Jonio. Perché la Quero-Chiloiro Taranto è una società storica, nota e solida, fucina di talenti che esporta in giro per la Penisola: l’ultimo in ordine cronologico è “Nino” Rossetti, campione che abbiamo ammirato anche in un incontro andato in scena al PalaMazzola, nel periodo pre-Covid, prima che lo stesso boxeur prendesse il volo combattendo in palcoscenici più prestigiosi. I successi di questa realtà rimandano proprio alla figura di un pugile capace di difendersi per poi mandare l’avversario ko. Infatti, la Quero Chiloiro deve aver trovato difficoltà, non poche, per resistere da cinquantaquattro anni sul territorio; ma grazie alla passione è riuscita ad emergere e non solo a sopravvivere. A eccellere. L’ultimo riconoscimento attribuitogli dalla Federazione Pugilistica Italiana è il titolo di Campione d’Italia della boxe 2023.

I valori della boxe

“Un risultato immenso, perché racchiude il nostro infaticabile lavoro per cementare il movimento nazionale del ring, scoprendo ed allevando talenti che fanno di questa disciplina, nella nostra storica palestra di via Emilia a Taranto, un motore di aggregazione socio-educativa, prima del sostegno allo spirito puramente sportivo”. Così Cataldo Quero commenta la conquista e il senso del titolo. Lo stesso responsabile tecnico della società ionica, figlio del grande maestro Vincenzo, aggiunge che questo importante risultato “è balsamo a tutti i nostri sacrifici, ci spinge a lavorare ancora con maggiore entusiasmo per il bene del pugilato e della nostra città di Taranto”. La prossima sede dei Giochi del Mediterraneo, potremmo aggiungere noi, deve spingere su tutte le discipline incluse nella grande manifestazione, vetrina internazionale per gli sport che non utilizzano un pallone.

La Quero-Chiloiro sul gradino più alto del podio

In classifica la società ionica si è messa alle spalle ben 3221 società. Ha fatto meglio della Reggiana Gino Bondavalli, seconda, e della Boxe Latina, al terzo gradino del podio. Ed è l’unica del Meridione a rientrare nella Top 10. Il secondo titolo di campione d’Italia arriva a cinque anni dalla prima conquista nel 2018. Per quanto attiene all’attività giovanile, si tratta invece del quinto titolo tricolore vinto per i risultati della scorsa stagione – la Quero-Chiloiro aveva già trionfato nelle stagioni 2013, 2014, 2017 e 2018. I numeri dicono che la società migliore ha collezionato un totale di 1485,10 punti. Che comprendono: le attribuzioni valoriali della partecipazione alle attività agonistiche-dilettantistiche ed al settore professionistico per il 35%; il 35% della somma dei punteggi di organizzazione dell’attività dilettantistica più professionistica; il 20% della somma dei punteggi dell’attività giovanile (Criterium regionali e Sparring-Io); il 10% del punteggio derivato dal tesseramento dei propri atleti alla Federazione Pugilistica Italiana come amatori. La Quero-Chiloiro, insomma, si conferma team vincente ed inclusivo, impegnato tutto l’anno nella promozione dell’arte nobile.

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Gioiella Prisma Taranto, la sfida con Milano diventa una festa di fine anno

foto G. Leva
23 Feb 2024

di Paolo Arrivo

C’è sconfitta e sconfitta. Anche col medesimo risultato: se quella inflitta dal Cisterna era stata pesante, per la prestazione offerta dalla squadra, il ko col Civitanova risultava essere immeritato, nell’ultima partita giocata in casa. Perché la Gioiella Prisma Taranto ha battagliato. Dopo il primo set giocato alla grande, sotto la spinta dei tifosi che cantavano “Difendiamo la serie A”, gli uomini di coach Travica hanno mantenuto alta l’intensità per l’intera durata della gara. La fortuna poi non ha sorriso ai padroni di casa nel quarto parziale. E a festeggiare è stata la Lube, che ha conquistato l’intera posta in palio. A Modena si era riusciti ad agguantare un punto prezioso.

Nella trasferta di Piacenza ci si poteva aspettare un’altra prova generosa, condita da una onorevole sconfitta. E invece no: gli ionici sono tornati “gioielli” e si sono aggiudicati la gara portata al tie break. Hanno sconfitto un’autentica corazzata. Sorpresa che ha consentito di mettere ulteriore distanza con il fanalino di coda Catania. Ovvero di conquistare la salvezza in Superlega Credem Banca. La sfida di domenica prossima, allora, contro l’Allianz Milano, ha il sapore della festa: la società chiama a raccolta la tifoseria rinnovando l’iniziativa sul biglietto al PalaMazzola: tagliando intero a 10 euro e ingresso gratuito per i bambini fino a sei anni accompagnati da un adulto pagante.

Le ambizioni di Milano

L’avversario è molto forte e ha nel mirino i playoff. Nella scorsa giornata gli uomini allenati da Roberto Piazza si sono sbarazzati di Verona con un secco 3-0. Una reazione veemente, dopo un mese complicato: il gruppo ha risposto a quanto gli aveva chiesto lo stesso tecnico Piazza, centrando un successo che lo rilancia. Così, certamente ben motivato, Milano verrà in riva allo Jonio per conquistare l’intera posta in palio. All’andata si impose per 3-2: fu un quinto set disastroso per Taranto (3-15), collocato in un periodaccio, tanto che si parlava di maledizione del tie break, poi sfatata. Per battere l’Allianz bisognerà replicare la prestazione offerta a Piacenza. E magari quel primo set giocato contro la Lube, quando gli ionici riuscirono a fare la differenza proprio al servizio, dove peccavano, e a muro.

Il campionato

Raggiunta la salvezza, gli stimoli non mancano alla Gioiella Prisma che vorrà onorare le ultime due partite della stagione regolare. Soprattutto l’ultima da giocare in casa. Vorrà reggere il confronto con Milano, per dimostrare di essere una squadra che vale più del penultimo posto in graduatoria, davanti al già retrocesso Catania. Taranto ha già dimostrato di avere nel roster elementi interessanti. Si pensi al cubano Josè Miguel Gutierrez, che risulta essere il secondo miglior schiacciatore nelle classifiche di rendimento della Lega Pallavolo Serie A; o a Giovanni Gargiulo, giovane che ha catturato l’interesse di Fefè de Giorgi, tecnico pugliese della nazionale italiana. Al netto del risultato, nella sfida con l’Allianz, l’auspicio è di assistere a una bella partita di volley, degna della categoria conservata.

 

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Serie B, la grande vittoria della Nuovi Orizzonti vale l’accesso ai playoff

Claudia Tagliamento - foto G. Leva
21 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Il miglior epilogo. Che è anche un nuovo inizio, e una sorta di ricompensa per la società Dinamo: nella settima e ultima giornata di ritorno della regular season, nel girone A del raggruppamento Campania, la Nuovi Orizzonti regola agevolmente la Basket Fasano con il punteggio di 81-64 (22-18, 39-26, 59-44) – 11esimo centro su 14 gare disputate. Una vittoria mai messa in discussione dalle ragazze di coach Orlando. Le quali, orfane di Francesca Gismondi (sulla via della guarigione, il capitano), pur impegnandosi tanto, hanno avuto il controllo del match badando a preservare energie fisiche e mentali utili al prosieguo del campionato. Prova monstre di Claudia Tagliamento, tornata ai suoi standard (top scorer della serata con 28 punti), in doppia cifra anche Natalia Smaliuk e Alice Lucchesini. Quest’ultima infallibile nelle conclusioni dalla lunga distanza. Un’ottima prova corale orchestrata in regia dalla instancabile Yaroslava Ivaniuk. Bene le under: da Erika Martelli, ormai parte integrante del quintetto base, ad Annapia Molino e Carol Manco, da Giorgia Cascione a Luna Saponaro: tutte loro, dominatrici del campionato di serie C regionale, compresa Alice Turco (tenuta a riposo precauzionale), stanno dando il loro contributo in questo campionato assicurando una panchina lunga a coach Orlando.

Nuovi Orizzonti Taranto – Basket Fasano, l’ultimo match della regular season

Starting lineup Nuovi Orizzonti: Ivaniuk, Smaliuk, Tagliamento, Martelli, Lucchesini. Fasano risponde con Mazzone, Skapin, Mazzullo, Orsini, Tateo. Buon avvio delle ospiti (4-0). Le padroni di casa reagiscono prontamente con Ivaniuk, che fa due su due dalla lunetta; poi vanno a segno Lucchesini, due volte Smaliuk, Tagliamento. A spezzare il break ci pensa Benedetta Mazzone per Fasano. Ma a dettar legge è Taranto: la fluidità di manovra si fa più efficace. Con due triple di Lucchesini il vantaggio comincia a farsi importante (22-10). Le ragazze di coach Lovecchio riducono parte dello svantaggio, portandosi a meno quattro alla fine del primo parziale. Nel secondo quarto, con Tagliamento lottatrice sotto le plance, il vantaggio torna in doppia cifra. La stessa brindisina, insieme a Smaliuk, Martelli e Ivaniuk, si rende protagonista dell’ottimo avvio nel terzo periodo.

Le ioniche dilagano. Il vantaggio supera, per la prima volta, i venti punti (47-26). Merito del lavoro della difesa, accurato, delle azioni veloci e ficcanti in avanti. Nell’ultimo quarto si può gestire l’ampio margine. Nulla può Fasano nel tentativo di riaprire l’incontro, nonostante le buone prove offerte da Sofia Mazzullo e Ludovica Orsini, e dalla miglior realizzatrice, Karin Skapin. A referto va anche Silvia Gobbi per la Nuovi Orizzonti. Marzia Varvaglione firma il canestro che precede la festa in campo e tra gli spalti.

Il campionato

Con la vittoria sul Fasano, Taranto ha chiuso la prima fase del torneo al secondo posto in classifica, davanti alla Magnolia Campobasso. Adesso c’è la fase a orologio. Si parte sabato con la trasferta di Catanzaro. Seguiranno altre tre partite; in casa le sfide con la New Cap Marigliano (sabato 2 marzo) e con Agropoli, quattordici giorni dopo. Sarà battaglia, contro formazioni mai affrontate sinora. Le ragazze di coach Orlando faranno del loro meglio per disputare  nella posizione migliore i playoff. Che sono stati già raggiunti matematicamente, grazie agli otto punti di distacco su Fasano e Trani, ambedue sconfitti negli scontri diretti.

Taranto-Fasano nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

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Benedetta Pilato, è tutto oro quello che le luccica attorno al bronzo mondiale

19 Feb 2024

di Paolo Arrivo

La medaglia più pregiata è quella che ha conquistato e a noi donato sabato dopo la semifinale dei Mondiali di nuoto del Qatar. Quando, ai microfoni della Rai, ha sfoderato un sorriso smagliante, l’aria rilassata, la voglia di scherzare con chi la intervistava. Sebbene non fosse pienamente soddisfatta. Perché lei non si sa risparmiare. Anche se la competizione iridata, collocata all’inizio dell’anno, non rappresentava l’appuntamento più importante del 2024, che sarà l’Olimpiade di Parigi questa estate. Era il preludio di quanto avrebbe realizzato l’indomani. Per eccellere, infatti, per competere con gli atleti più forti del mondo, serve serenità d’animo alla base. Poi ci vogliono cattiveria e classe da sprigionare nella breve prova in vasca. Qualità che non mancano a Benedetta Pilato, arrivata al bronzo nei 50 rana, con il crono di 30”01. Risultato che è una conferma straordinaria: la quarta medaglia consecutiva a un Mondiale è un record comunitario e non solo personale. Meglio di lei non aveva fatto nessun atleta italiano.

Il podio nei 50 rana

È la sua specialità. Quella che l’ha lanciata, fatta conoscere al mondo, quando aveva soltanto quattordici anni: la più precoce azzurra sul podio mondiale nei 50 metri rana. Poi ha imparato ad affrontare anche i 100. E a vincere – è la campionessa europea in carica. Meglio di Benny in finale a Doha hanno fatto solamente due atlete altrettanto straordinarie: la lituana Ruta Meilutyte (29”40), salita sul gradino più alto del podio, per la terza volta consecutiva, e la cinese Qlanting Tang (29”51). Sono loro le più in forma in questo momento particolare. Non ci sono state sorprese, infatti, rispetto ai tempi registrati in semifinale. Insieme alla tarantina tesserata per CC Aniene e per il Gruppo sportivo della Polizia di Stato, capace di confermarsi dopo il Mondiale di Fukuoka 2023, ha festeggiato tutta l’Italia, per la decima medaglia azzurra conquistata nell’ultima edizione dei mondiali.

La crescita di Benedetta Pilato

“Sono contenta, sicuramente questa medaglia conferma una continuità. Mi dispiace non essere ai miei livelli top, però oggi sapevo che era importante fare medaglia, non tanto il tempo. Adesso posso nuotare questo e va bene così”. Sono le parole di Benny nel post gara. La mente va a Parigi, al sogno a cinque cerchi, all’appuntamento al quale vorrà farsi trovare in forma “mondiale”. Per riuscirci deve continuare a crescere pian piano. Un crescendo è stata la stessa ultima settimana: a cinque giorni dalla mancata qualificazione alla finale dei 100 rana, è arrivato il riscatto nei 50. La 19enne orgoglio di Taranto sa di essere vocata alle imprese strabilianti. A quelle vorrà tornare, non accontentandosi di reggere il confronto con le nuove e vecchie avversarie. E al netto dei tempi, dei record da battere, la vittoria più grande lei l’ha già conquistata: è entrata nel cuore della gente, che ama il nuoto e lo sport in generale, facendosi personaggio mediatico ed empatico.

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Serie C, il Taranto non è più una sorpresa: a Crotone per confermarsi ancora

L'ultimo match allo Iacovone - foto G. Leva
16 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Un’ottima stagione. Non priva di difficoltà, di amarezze, di passaggi a vuoto; ma il Taranto c’è, a battagliare nella zona alta della classifica – terzo posto in coabitazione con Avellino e Benevento. Contro il Giugliano ha avuto la meglio al termine di un match complicato. Un primo tempo giocato a viso aperto dalle due formazioni, con capovolgimenti di fronti, ma zero occasioni da rete, una leggera supremazia ionica. Poi è stato Mamadou Kanoute l’uomo decisivo. Ancora lui, già attivo nella prima frazione di gioco. Sua la rete che, al minuto 89, ha regalato alla tifoseria ionica una nuova gioia: tre punti d’oro nel turno infrasettimanale della 26esima giornata della serie C – girone C. Ora il Taranto è atteso dal Crotone. Una trasferta non affatto semplice, quella di domenica prossima, contro una competitor per i playoff.

L’insidia Crotone

La squadra di mister Zauli è ben strutturata, sia sul piano fisico che su quello tecnico, perché dotata di buone individualità. Una formazione di primissima fascia, il Crotone. Che ha pochi limiti, ed è combattiva. Nell’ultimo periodo il suo cammino non è stato entusiasmante, all’altezza dell’aspettativa della piazza: pareggio col Sorrento e con la Virtus Francavilla, sconfitta col Cerignola. Ieri sera a Picerno non è riuscito ad andare oltre il pareggio a reti inviolate. Un risultato comunque non negativo ottenuto sul campo della seconda forza del campionato. Il fatto che manchi l’appuntamento con la vittoria da sei giornate, dal tredici gennaio (4-0 sulla Turris in trasferta), significa che le motivazioni del Crotone saranno decisamente alte. E sarà difficile batterlo.

Il protagonista della scorsa giornata

“È un momento importante per la mia carriera, ma resto concentrato. Voglio fare sempre meglio ma l’importante è che la squadra vinca: oggi sapevamo che sarebbe stata una sfida rognosa ma siamo stati bravi”. Così parlava il match winner Kanoute nel post turno infrasettimanale. Lo stesso attaccante senegalese ha riconosciuto che la squadra è andata un po’ in sofferenza a centrocampo nella ripresa, “ma il mister Capuano ha portato una mentalità vincente e lottiamo fino alla fine”. Anche contro il Monterosi il goal della vittoria era arrivato allo scadere, in pieno recupero. Significa che il Taranto ci crede sino all’ultimo pallone. Non mollano e non si risparmiano, i calciatori. Ragione per la quale è lecito o doveroso ritenere che la promozione in serie B non sia più un sogno di difficile realizzazione.

Taranto-Giugliano allo Iacovone – Photogallery by Giuseppe Leva

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I cinque secondi di Annapia Molino: un talento fulmineo

foto G. Leva
14 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Se non è record, poco ci manca: il canestro messo a segno dalla giocatrice della Nuovi Orizzonti e della Dinamo, a cinque secondi dall’avvio della partita, è un numero sul quale scrivere. Lei è Annapia Molino. Un volto noto a chi si è riavvicinato al basket rosa, memore delle gesta firmate dal Cras in riva allo Jonio. Quel tempo così veloce racchiude l’intero incontro e più incontri: si fa paradigma di una generazione talentuosa e precoce, capace di eccellere in qualsiasi disciplina sportiva, di affermarsi in ogni ambito, culturale o artistico. Sono i talenti di casa nostra che meritano attenzione e valorizzazione.

Nata a Taranto, diciotto anni ancora da compiere, Annapia Molino è impegnata in tre campionati in questa stagione: dalla serie B alla C passando per l’under 17, ovunque vada porta il suo estro, la sua fantasia, utilizzata nel ruolo di play. Gioca con classe ed è veloce. Ha una rapidità di movimento che è propria del cestista di una categoria superiore. L’auspicio è che possa proseguire nel suo percorso di crescita dando ascolto alle indicazioni del suo coach. Un tecnico validissimo, William Orlando, peraltro tarantino. Che molto bene e da tempo conosce del suo pupillo pregi e limiti. Lo stesso deve sapere che cinque secondi sono un tempo limite: bastano, rare volte, per giudicare l’atleta e la persona; ma tutto può accadere dopo. Anche di perdere il match della vita, fatto di ostacoli, di cadute, e di improvvisazione. Chi non improvvisa affatto è la Dinamo, società ambiziosa, che non ha fretta, procede per gradi e mira proprio alla valorizzazione dei giovani.

L’ultimo match di Annapia Molino

Con diciotto punti messi a referto, la miglior marcatrice del campionato di serie C ha dato il suo contributo all’ultima vittoria della Dinamo. Nove successi su 9 gare. Una marcia trionfale quella di Taranto, protagonista indiscussa, imbattuta in questo torneo: al PalaMazzola, nella quinta giornata di ritorno, è andata ko anche la Angiulli Bari con il risultato di 76-66 (23-19, 43-40, 59-57) al termine di una bella battaglia di basket. Una partita sostanzialmente equilibrata che ha visto le giovani padroni di casa quasi sempre avanti nel punteggio. Bari si è dimostrata squadra combattiva, rispettabile, dotata di buone individualità (tra le migliori Pavlovic, è stata con 20 punti la top scorer della serata).  In doppia cifra per Taranto Turco e Cascione, Molino e Martelli. Unica nota stonata in una serata di festa, l’infortunio capitato a Manco. La quale è stata costretta a uscire per infortunio dal campo, già nel primo quarto.

Il match e il campionato

Coach Orlando ha schierato nel quintetto iniziale: Alice Turco, Giorgia Cascione, Erika Martelli, Annapia Molino, Carol Manco. Ovvero il blocco under della Nuovi Orizzonti. Dopo una fase di equilibrio Taranto ha preso le contromisure sulle avversarie e si è portata sul +10, con Bari che è riuscita a dimezzare lo svantaggio nel finale. La reazione delle ospiti si è fatta più veemente nel secondo quarto. Tanto che le ragazze di coach Ricupero si sono portate avanti (29-25) costringendo al time out William Orlando. È stato poi fondamentale il contributo di Turco capace di recuperare palle e di andare a canestro anche dalla lunga distanza. Così le ioniche, alzando il ritmo in ogni reparto, l’hanno spuntata alla fine della prima parte di gara.

Sulla falsariga del primo tempo, nella ripresa il vantaggio della Dinamo oscillava tra i 4 e i 6 punti con un Bari che, abile nelle ripartenze, non mollava. Protagoniste dell’ultimo quarto sono state Basta e Cascione. Quest’ultima, con una doppia tripla, ha fatto volare sul +13 Taranto. All’ultimo giro di lancette si poteva gestire il vantaggio.

Il successo prolunga l’imbattibilità della squadra che ha diciotto punti nella classifica aggiornata. E una gara da recuperare: la trasferta di San Severo, che non fu giocata per la concomitanza con il match della serie B nazionale, si farà giovedì prossimo 15 febbraio. Seguirà un’altra partita fuori casa, nella serata di lunedì diciannove, al palazzetto della Gymnasium San Pancrazio.

 

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Ciclismo eroico, quando Coppi smentì la scienza: l’accoppiata Giro-Tour

Il Campionissimo intervistato da Piero Angela - foto archivio Casa Coppi
12 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Correva l’anno 1949. Un giornalista pronuncia la celebre frase: “Un uomo solo è al comando; la sua maglia è biancoceleste; il suo nome è Fausto Coppi”. Il giornalista è Mario Ferretti. Che apre così la sua radiocronaca della tappa Cuneo-Pinerolo, vinta dal Campionissimo con 192 chilometri di fuga. Fausto Coppi si aggiudica la prova del Giro d’Italia e dopo altre due tappe la classifica finale della corsa rosa. Poi prende parte al Tour de France. Lo comincia male, fino ad accumulare 18 minuti dalla maglia gialla Jacques Marinelli. Dopo la quinta tappa si trova addirittura con un ritardo superiore alla mezzora in classifica. Ma nella cronometro di La Rochelle è il più veloce. Il più leggero sulle Alpi; anche lesto in discesa, nella Briancon-Aosta, quando la fortuna non assiste Gino Bartali, il rivale storico vittima di foratura e caduta. Il primato è legittimato dalla vittoria in un’altra cronometro. Nella penultima tappa della Grande Boucle (Colmar-Nancy, 137 km), che l’Airone fa suo.

L’impresa storica

Coppi vince nello stesso anno Giro e Tour. È il primo corridore a riuscirci nella storia del ciclismo. Uno sforzo immane, che nessuno allora credeva fattibile. Oggi ancor di più: pensiamo a quelle tappe, alle strade polverose, ai pericoli costanti, ai maggiori chilometri percorsi in sella a bici più pesanti. Nel ’52 Fausto concesse il bis. Dopo due anni difficili, segnati dalla morte del fratello Serse, caduto tra le rotaie del tram al Giro del Piemonte. Al Giro d’Italia il favorito Hugo Koblet (il primo non italiano a vincere la corsa rosa, nel ‘50) fu sconfitto. E pure Fiorenzo Magni classificatosi secondo. Al Tour de France, 39esima edizione, Coppi fece meglio del belga Stan Ockers: il momento più alto di chi ha rappresentato l’epoca d’oro del ciclismo, corridore vincente e più famoso. Il sei luglio avvenne il famoso scambio di borracce con Gino Bartali immortalato da un fotografo lungo l’ascesa al Col du Galibier. Tra i sette ciclisti che riuscirono a vincere nello stesso anno Giro e Tour va menzionato Eddy Merckx – 4 volte, il Cannibale. Un altro Grande è stato Miguel Indurain. Come pure, Bernard Hinault, Jacques Anquetil e Stephen Roche.

Ciclismo moderno, l’accoppiata Giro-Tour

Tutto è cambiato nel mondo delle due ruote dai tempi di Coppi. Non il prestigio, il fascino esercitato dalle due più grandi corse a tappe del mondo: l’idea dell’accoppiata Giro-Tour stuzzica Tadej Pogacar, che proverà a vincere ambedue in questa stagione. L’ultimo corridore a riuscirci è stato Marco Pantani. I ricordi sono bellissimi, riferiti al 1998; poi via via struggenti e dolorosi: mercoledì prossimo 14 febbraio saranno già vent’anni dalla morte prematura del Pirata. Il quale non si limitava a vincere soltanto. Quando danzava sui pedali, le mani sulla parte bassa del manubrio, era un tutt’uno con la bici. E somigliava più al Mito Coppi che ai suoi successori. Non solo per i distacchi creati sugli avversari ma anche per le emozioni – il Campionissimo, però, non era soltanto uno scalatore, andava forte su ogni terreno. Non sappiamo se lo sloveno, un fenomeno che ha già vinto il Tour de France nel 2020 e nel ’21, riuscirà nell’impresa: se sarà capace di entrare nel cuore dei tifosi, oltre a vincere. Noi intanto possiamo rifugiarci sempre nella storia in bianco e nero e riviverla.

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Superlega, la Prisma verso il rush finale: parla il presidente Bongiovanni

foto G. Leva
09 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Spegnere ogni malumore. E godere dello spettacolo offerto dalla Superlega Credem Banca: deve essere questo l’obiettivo rintracciabile nella prossima partita che contrapporrà la Gioiella Prisma Taranto alla Lube Cucine Civitanova. Il tifoso cioè dovrebbe riappropriarsi del senso di ammirazione verso quei giganti della pallavolo impegnati nel campionato più difficile del mondo, come viene considerata la massima serie nazionale italiana. Anche se i risultati di Taranto in questa stagione non sono proprio confortanti. Dopo aver illuso infatti nel primo set, gli uomini allenati da Travica si sono fatti superare dalla Top Volley Cisterna, domenica scorsa. Quello era uno scontro diretto da aggiudicarsi. Ma poco male: questo fine settimana si torna nuovamente tra le mura amiche del PalaMazzola per cercare di fare punti contro una squadra blasonata, che avrà tutto da perdere. L’affare salvezza passa comunque dallo scontro diretto con Catania che è distanziato di sei lunghezze. Un distacco da mantenere fino al termine della stagione regolare. La società presieduta da Bongiovanni ci crede, nella possibilità di conservare la categoria il prossimo anno.

Bongiovanni non molla

“Vogliamo rassicurare i nostri tifosi e appassionati fedelissimi tarantini che sono con noi ogni domenica, a tutti coloro che negli anni ci hanno seguito con amore e grande passione, che Taranto e la Prisma sono una realtà che è tornata nella pallavolo da quattro anni, ma che intende scrivere ancora molte pagine di questa avventura in riva allo Jonio”. Così si era espresso nei giorni scorsi Tonio Bongiovanni nel tentativo di consolare la tifoseria ferita dall’ultimo doloroso ko. Il presidente della Gioiella parla di “un connubio di cuore, di sport, e di appartenenza”. Quello che dovrebbe legare la pallavolo al capoluogo ionico. Sebbene non ci sia alcuna frattura, il legame va rinsaldato. L’invito a sostenere la massima realtà sportiva del territorio è esteso anche a quanti non hanno avuto ancora modo di conoscere questo bellissimo sport.

L’avversario

La Lube è una squadra di grande qualità. Lo ha detto anche Kyle Russell ricordando i giocatori eccellenti presenti nella squadra che, dopo aver sconfitto Modena, ha guadagnato il quarto posto in graduatoria. È indiscutibile la qualità del roster anche tra le riserve. La partita potrebbe decidersi al servizio, fondamentale nel quale la Prisma ha sbagliato molto nello scorso incontro: proprio la battuta potrebbe essere l’unica arma vincente per impedire agli avversari di fare il loro gioco. La missione è complicata. Ricordiamo, però, che all’andata, fuori casa, gli ionici si arresero solamente al tie-break. Al netto della classifica, da migliorare ancora (Padova sta sopra di tre punti), replicare quella prestazione significherebbe dare un motivo di soddisfazione alla tifoseria e allo stesso presidente Bongiovanni. A quanti vorranno prendere parte all’incontro, domenica prossima alle ore 18.

 

L’ultimo match al PalaMazzola, Taranto-Cisterna, nel racconto fotografico di Giuseppe Leva

 

Sport

Basket B/F, Taranto supera Maddaloni: vittoria con “dedica” ad Ariano Irpino

L'ultimo match al PalaMazzola - foto G. Leva
05 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Cinquina e caccia al tombolone. Ovvero ai playoff promozione: la Nuovi Orizzonti inanella il quinto successo consecutivo del 2024 e consolida il secondo posto nel girone A della serie B nazionale femminile, a quota venti, al termine della quinta giornata di ritorno. La vittima sacrificale stavolta è la Mac Management Maddaloni sconfitta con il risultato di 72-31 (29-5, 36-11, 64-21). Un match giocato a senso unico al PalaMazzola. Troppo grande il divario tra le due formazioni, che hanno diverse ambizioni. Partita chiusa già nel primo periodo, vinto dalle ioniche con il punteggio di 29-5. Coach Orlando, poi, ha potuto fare ricorso ad un ampio turnover – non gli sono mancate le soluzioni, pur dovendo fare a meno di capitan Gismondi per infortunio. Tante le giocatrici in doppia cifra: da Annapia Molino (top scorer con 13 punti) a Claudia Tagliamento, da Yaroslava Ivaniuk a Erika Martelli. Una prova corale che ha dato esito positivo. Così, con questi numeri (6 vittorie consecutive, 10 successi complessivi su 12 partite), con quest’ultima netta affermazione e con le prestazioni in crescendo offerte sul parquet di gioco, Taranto lancia il guanto di sfida alla capolista imbattuta Virtus Ariano Irpino. Che sarà il prossimo avversario nel big match in programma domenica 11 febbraio nel capoluogo della provincia di Avellino.

 

Il match Taranto-Maddaloni

Starting lineup Nuovi Orizzonti: Smaliuk, Tagliamento, Lucchesini, Martelli, Ivaniuk. Coach Santoro risponde con Ferraro, Mottola, Diop, Greta e Alice Monda. Il primo canestro dell’incontro lo firma Tagliamento. Segue la tripla di Lucchesini, il canestro di Smaliuk per un super avvio: sul 7-0 arriva il time out dell’allenatore della Uniogirls. Lucchesini dalla lunga distanza va a segno ancora. Poi Martelli a tutto campo non si lascia tradire dall’emozione. Alice Monda, tra le ospiti, rompe il digiuno. La imita Diop dopo i canestri di Tagliamento e Lucchesini. Quest’ultima lascia il posto ad Annapia Molino, che entra subito in partita. Trascinata da Ivaniuk e dalla sue triple, la Dinamo chiude con un ampio vantaggio il primo quarto di gioco. Nel secondo periodo Maddaloni prova a inventarsi qualcosa. Ma prevale la confusione nella costruzione delle azioni che si infrangono sulla solida difesa ionica, protetta anche dalla rientrante Marzia Varvaglione. Il punteggio rimane inchiodato sul 33-9 e coach Orlando chiama time out. Nel secondo quarto di gioco si segna poco, fase nella quale, più che le difese, agli attacchi prevalgono gli errori; ma nel terzo il vantaggio raggiunge e supera i quaranta punti. Il secondo tempo è ordinaria amministrazione. Taranto gioca in scioltezza: il pick and roll di Ivaniuk per Martelli è una delizia. Migliora il rendimento offensivo di Smaliuk, a canestro va anche Carol Manco. Le padroni di casa, che ormai giocano con intensità per l’intera durata delle partite, senza cali di attenzione, non si fermano e  migliorano anche il rapporto con i tiri liberi (solo 1-7 nei primi due periodi). Nell’ultimo quarto di gioco c’è gloria anche per Silvia Gobbi, a segno tre volte. Finisce tra gli applausi del sempre caldo pubblico del PalaMazzola.

 

photogallery by Giuseppe Leva

Sport

Taranto, niente scherzi col Monterosi

foto G. Leva
02 Feb 2024

di Paolo Arrivo

Non sempre il campo esprime il valore reale delle squadre. Così, con un pizzico di fortuna in più, con maggiore lucidità, il Taranto avrebbe potuto portare a casa una partita che lo aveva visto per due volte rimontare sul forte avversario; archiviata la sfida col Benevento, terminata pari, c’è da pensare alla prossima imminente gara. Domani sera allo Iacovone arriva il Monterosi Tuscia. L’obiettivo non può che essere la vittoria contro il fanalino di coda della serie C – girone C. Ma per lo stesso ragionamento (non sempre vince il più forte) c’è da stare in campana. Il match si giocherà in prima serata alle ore 20.45.

Il match Taranto-Monterosi preceduto dai colpi di mercato

L’organico è stato completato. L’ultimo colpo di mercato ha portato in riva allo Jonio Riccardo Ladinetti, con la formula del prestito da Catania: il centrocampista cresciuto nelle giovanili del Cagliari ha fatto esordio in serie A. Un volto già noto alla tifoseria ionica è quello di Simone Simeri. Che appena arrivato, ha segnato: un esordio bagnato con l’esultanza sotto la Curva, è stato per lui emozionante. Un nuovo calciatore rossoblu è Mirko Miceli. Il quale è andato a rinforzare il reparto difensivo. A centrocampo Federico Valietti, esterno tutto fascia, può assicurare corsa e gamba.

Il sogno a lungo accarezzato dal Taranto è stato quello di Filippo Falco. Si sapeva che sarebbe stato quasi impossibile che il calciatore, in forza alla Stella Rossa Belgrado, potesse scendere di categoria per giocare nella città in cui è nato. Le ultime ore non hanno avuto l’esito sperato. In futuro, mai dire mai. Una certezza è Antonio Matera, che è stato acquistato dalla Turris: il centrocampista 27enne, nato a San Severo, ha fatto anche la serie B. Chi ha lasciato il capoluogo ionico è Daniel Hysaj: la società ha comunicato di aver risolto consensualmente il rapporto contrattuale con il difensore italo-albanese cresciuto nelle giovanili del Napoli.

Il campionato

La 24esima giornata della Lega Pro è spalmata in due giornate. Si gioca oggi e domani 3 febbraio – l’unico match della domenica è Benevento-Brindisi. Il Taranto occupa il settimo posto in classifica ma la stessa è corta ai quartieri alti. L’Avellino, infatti, che è secondo, dista tre punti soltanto. Nel mezzo ci sono Benevento, Picerno, Crotone e Casertana. A rischiare di più tra queste è il Crotone impegnato sul campo di Sorrento. Gli ionici devono sconfiggere il Monterosi e guardarsi le spalle proprio dai campani, che hanno gli stessi punti del Cerignola, impegnato a Castellammare di Stabia contro la capolista del torneo. Gli uomini allenati da Eziolino Capuano devono pensare a restare nella zona playoff. Come ha dichiarato Simeri, sebbene fosse la salvezza l’obiettivo iniziale del Taranto, sognare non costa nulla. Perché questo organico rinforzatosi con gli ultimi colpi di mercato non è inferiore alle altre squadre. Non lo è qualitativamente né caratterialmente, grazie all’impronta data da mister Capuano.

L’ultimo match allo Iacovone, Taranto-Benevento, nel racconto fotografico di Giuseppe Leva