Diocesi

Te lo racconto in musica, alla San Nunzio Sulprizio

08 Mag 2026

di Angelo Diofano

Uno spettacolo esilarante e al tempo stesso introspettivo quello cui ha assistito la comunità parrocchiale di San Nunzio Sulprizio a Taranto sabato scorso, 2 maggio alle 16.30, in occasione dei festeggiamenti in onore del patrono della parrocchia guidata da don Giuseppe Carrieri. Nell’ambito del progetto ‘Te lo racconto in musica’ del m° Simone Spada, il titolo della rappresentazione era ‘Non farti incastrare dalla tecnologia’, una storia rivisitata sulla figura di San Carlo Acutis, per molti il santo di internet. Tra vicende reali che hanno caratterizzato la vita di Carlo e musica, effetti scenici e dialoghi fantastici, si è potuto scoprire la bellezza di ciò che il giovane Santo ha portato attraverso la rete internet e quindi l’informatica. Il messaggio vuole essere chiaro: guardando alle cose vere, non si può rimanere fermi e la tecnologia diventa un mezzo per portare bellezza, ma, dal momento che può anche “incastrare”, scopriamo come usare al meglio il digitale.

Il progetto ‘Te lo racconto in musica’ nasce da un’idea del m° Simone Spada, docente di musica e di pianoforte nella scuola secondaria di primo grado. La mission è quella di sviluppare una propedeutica musicale diversa dal solito per una fascia d’età che va dall’infanzia alla scuola primaria, attraverso il teatro di figura caratterizzato da burattini non fantastici, ma calati nella realtà, cuciti artigianalmente e su misura Incontreremo soprattutto musicisti e santi che con la loro vita hanno parlato al cuore dell’umanità. Lo spettacolo è caratterizzato anche e soprattutto da laboratori sensoriali e dalla musica dal vivo. Per maggior informazioni, ci si può iscrivere al canale YouTube ‘Te lo racconto in Musica’ per scoprire le novità.

Pasqua

Lo Spirito Santo, presenza del Risorto e compimento dell’amore

“Non vi lascerò orfani” è la promessa con cui Cristo assicura ai discepoli la presenza viva dello Spirito Santo

08 Mag 2026

di Luana Comma

Nel cuore dei discorsi pronunciati da Gesù nel cenacolo emerge con forza il volto più autentico dell’amore di Dio per l’uomo. Il quarto Vangelo ritorna continuamente su questo mistero — quasi con un movimento circolare — perché l’amore di Cristo non è un tema tra gli altri, ma il centro stesso della rivelazione cristiana. Tutto converge verso questa verità: il Figlio non abbandona i suoi, ma continua a custodirli dentro una comunione che oltrepassa perfino la separazione della Pasqua. Per questo, annunciando il suo ritorno al Padre, Gesù promette il dono del Paraclito, lo Spirito Santo, presenza viva e permanente di Dio accanto al credente. Non si tratta di una semplice consolazione spirituale, ma dell’ingresso dell’uomo nella stessa dinamica dell’amore trinitario.

Lo Spirito renderà possibile ciò che umanamente apparirebbe irraggiungibile: custodire la parola di Cristo, vivere il comandamento dell’amore e riconoscere nella storia la presenza del Risorto. Giovanni riprende più volte questi temi non per ripetizione sterile, ma perché il mistero dell’amore divino può essere compreso soltanto sostando dentro di esso, lasciandosi progressivamente trasformare dalla sua luce.

Il cuore del discorso di Gesù non è anzitutto morale, ma relazionale. Tutto nasce dall’amore e tutto conduce all’amore. «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15): non una richiesta legalistica, ma la rivelazione di una reciprocità vitale. Nel linguaggio giovanneo, il comandamento non è un peso; è la forma concreta attraverso cui l’amore prende carne nell’esistenza del credente. L’obbedienza evangelica non dipende dalla paura, ma dalla comunione. Per questo il cristianesimo non può essere ridotto a un sistema di norme o a una religiosità esteriore: esso è partecipazione alla vita stessa di Cristo.

In un tempo che spesso confonde l’amore con l’emozione passeggera o con la semplice affermazione di sé, il Vangelo restituisce a questa parola la sua densità autentica. Amare Cristo significa lasciare che la sua Parola diventi criterio dell’agire, discernimento delle scelte, orientamento della libertà. La fede, allora, non rimane confinata nello spazio dell’interiorità, ma si traduce in una forma concreta di vita. L’amore evangelico domanda incarnazione: deve attraversare i rapporti umani, le ferite, le responsabilità quotidiane.

Ed è proprio qui che emerge la promessa del Paraclito. Gesù conosce la fragilità dei suoi discepoli; sa che le sole forze umane non bastano a custodire la fedeltà al Vangelo. Per questo annuncia il dono dello Spirito Santo, presenza che accompagna il credente nel cammino della storia. Il termine ‘Paraclito’ richiama colui che viene chiamato accanto: consolatore, difensore, sostegno

Lo Spirito, infatti, non aggiunge una nuova rivelazione rispetto a Cristo, ma introduce progressivamente nella profondità del suo mistero. «Vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto» (Gv 14,26). Il ricordo evangelico non è una semplice memoria psicologica del passato; è un’attualizzazione vivente. Lo Spirito rende contemporanea la parola di Gesù, la fa risuonare dentro le vicende umane, la trasforma in esperienza. È lui che conduce la Chiesa a comprendere sempre più profondamente il kérigma pasquale.

Per questo motivo la vita cristiana senza lo Spirito sarebbe impensabile. Non si può seguire Cristo soltanto attraverso uno sforzo etico o una tradizione ricevuta. Occorre una trasformazione interiore, una nuova nascita, capace di aprire l’uomo alla logica del dono. È lo Spirito che rende possibile vedere oltre il segno, riconoscere la presenza del Risorto nelle pieghe della vita ordinaria, discernere Dio là dove lo sguardo puramente umano scorgerebbe soltanto fragilità e limite.

In questa prospettiva acquista particolare rilievo il dono della pace: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). La pace promessa da Gesù non coincide con una semplice tranquillità emotiva né con l’assenza di conflitti. Il termine biblico shalom indica piuttosto la pienezza della vita riconciliata: comunione con Dio, armonia con se stessi, apertura fraterna verso gli altri. È la condizione dell’uomo che dimora nell’amore e si lascia abitare dallo Spirito.

La Pasqua, allora, non rappresenta soltanto il compimento della missione terrena di Gesù, ma l’inizio di una nuova creazione. Il movimento espresso dalle parole «vado e tornerò a voi» rivela il dinamismo stesso della salvezza: il Figlio viene dal Padre, entra nella storia degli uomini, attraversa la morte e ritorna al Padre per rendere possibile, nello Spirito, una comunione definitiva tra il divino e l’umano. La glorificazione del Cristo non segna una distanza, ma una vicinanza nuova e universale.

Da qui nasce anche la missione della Chiesa. La prima lettura degli Atti degli Apostoli mostra come il Vangelo oltrepassi immediatamente i confini religiosi e culturali. La Samaria — terra guardata con sospetto dall’ebraismo ufficiale — diviene luogo di accoglienza della Parola e della discesa dello Spirito. È un passaggio decisivo: la salvezza non appartiene più a spazi separati o privilegiati, ma raggiunge ogni uomo. Lo Spirito precede continuamente le attese umane e infrange ogni chiusura autoreferenziale.

La comunità cristiana comprende così che il Risorto continua ad agire nella storia attraverso coloro che vivono del suo amore. Non si tratta di conservare nostalgicamente un ricordo del passato, ma di lasciarsi coinvolgere nella stessa dinamica di vita inaugurata da Cristo. Il discepolo diviene realmente dimora di Dio quando l’amore ricevuto si trasforma in dono condiviso.

In fondo, Dio non vuole servi impauriti, ma figli capaci di vivere nella sua intimità. Lo Spirito Santo è il segno che questa comunione non è un’utopia spirituale, ma una realtà già operante nella storia. Là dove l’uomo accoglie l’amore del Figlio e lo traduce in vita concreta, il Padre continua a manifestare la sua presenza.

Ed è forse proprio questa la grande sfida della fede contemporanea: non ridurre il cristianesimo a pratica esteriore o a semplice appartenenza culturale, ma riscoprirlo come esperienza viva del Risorto. Solo chi si lascia abitare dallo Spirito può comprendere davvero che il Vangelo non è anzitutto una dottrina da custodire, ma una vita nuova da accogliere e testimoniare.

 

* referente della comunicazione Gris (Taranto)

Città

Palazzo Archita: via le impalcatura ma… non prima di altri due anni!

08 Mag 2026

di Silvano Trevisani

Ancora due anni… almeno. Chi si era illuso che la città avrebbe mostrato il volto rifatto del palazzo più grande e importante del Borgo si sarà da tempo disilluso. Non sono bastati nemmeno i Giochi del Mediterraneo a sollecitare lo ‘sfasciamento’ del Palazzo degli uffici, che ora si chiama ‘Palazzo Archita’, per la volontà di chi cambiando i nomi alle cose (vedi il terribile ‘Isola madre’ per la città vecchia), pensava di cambiarne la sostanza. Ma adesso, che si chiami Palazzo degli Uffici, Palazzo Archita o, come usualmente ancora viene ricordato: Tribunale vecchio, sappiamo ufficialmente che prima di due altri anni dovremo continuare a goderci le impalcature che lo fasciano da circa 30 anni!

La giunta comunale, nelle varie deliberazioni di ieri, 6 maggio, ha approvato, infatti, la proposta riguardante l’approvazione del progetto esecutivo dei lavori di restauro, recupero, riqualificazione, adeguamento funzionale e tecnologico di Palazzo Archita, che prevedono – per il momento – il restauro delle facciate, l’installazione della nuova illuminazione e un primo adeguamento delle piazze adiacenti al perimetro del palazzo.

L’approvazione della delibera su Palazzo Archita conclude un iter complesso – dicono il sindaco di Taranto, Piero Bitetti e il vicesindaco, Mattia Giorno –. Quello di oggi è un passaggio storico perché una volta per tutte chiudiamo una prima parentesi per il rilancio dell’immobile, e contestualmente cristallizziamo un indirizzo preciso di questa amministrazione che punta a riqualificare le facciate e ridare un volto diverso alla città, tanto atteso da cittadini e commercianti”. E poi concludono: “Entro due anni diremo addio per sempre alle brutte impalcature che ledono l’immagine del Borgo”.

La storia dell’edificio più grande e più importante del centro è lunga e travagliata. Nato come orfanotrofio, e opera pia, e quindi continuamente ampliato man mano che gli orfani aumentavano vorticosamente (ma più o meno come in tutta le città: anche a Roma l’edificio più grande, su Lungotevere, era un orfanotrofio), ha avuto poi varie destinazioni, compresa quella di tribunale. Ma fino agli anni Ottanta ospitò contemporaneamente 4 scuole e l’Emeroteca comunale. A metà degli anni Ottanta, quando il deterioramento faceva già intravvedere bruschi cambiamenti, la giunta Guadagnolo lo destinò a teatro comunale e incaricò per questo lo studio Canelli, uno dei più importanti studi di progettazione europei ma, come molte cose cittadine, non se ne fece niente. Più volte abbiamo raccontato questa triste e poco edificante storia, che si affianca a quella del Liceo artistico progettato da Claudio Adamo, rimasto uno scheletro e poi demolito, al monumento di Franchina, alla fontana di Carrino e a tante altre cose.

Si avanzarono progetti di restauro, nei primi anni Novanta ma, anche in seguito alle liti tra Comune e Provincia sulla proprietà, in subentro all’opera pia, si innestarono dissidi e processi che si alternarono a nuovi progetti, non sempre azzeccati, che prevedevano una sorta di ‘spartizione’ della torta che prevedeva di tutto, tranne il ritorno di tutto il liceo Archita. Nel palazzo che ora porta il suo nome.

Rifare tutta la storia dei restauro parziali o provvisori, a iniziativa di presidenti della Provincia e sindaci, sarebbe troppo lungo e forse inutile. Per ora dobbiamo accontentarci di una nuova promessa, che non è neanche tanto allettante, visto l’ulteriore, sicuro, slittamento di altri due anni.

Festeggiamenti patronali

Fare rete per costruire un futuro migliore

Il messaggio lanciato da ‘Le città visibili’, l’incontro svoltosi giovedi in arcivescovado

ph G. Leva
08 Mag 2026

di Angelo Diofano

Giovedì sera i sindaci dei Comuni della provincia si sono ritrovati nella basilica cattedrale per l’offerta dell’olio della lampada della pace assieme ai vescovi della metropolia: mons. Ciro Miniero (per la diocesi di Taranto), mons. Sabino Iannuzzi (per la diocesi di Castellaneta) e don Antonio Andriulo (viario episcopale della diocesi di Oria, in rappresentanza del vescovo mons. Vincenzo Pisanello). Il rituale è stata una novità per i festeggiamenti patronali e sarà rinnovato anche nei prossimi anni. “L’olio – ha detto mons. Miniero – rappresenta la nostra terra. Ma l’olio che brucia dà anche la luce, come accadeva quando non c’era l’energia elettrica. E oggi ritorniamo alle origini con questo atto, facendo luce, in un segno di speranza per il futuro”. La cerimonia è stata inframmezzata dalle esecuzioni musicali degli allievi del conservatorio ‘Paisiello’.

In precedenza si è tenuto nel salone dei vescovi l’evento ‘Le città visibili’, con la partecipazione delle amministrazioni comunali della provincia jonica: una social challenge dedicata alla condivisione delle esperienze del territorio sui temi della sostenibilità, dell’accessibilità, della qualità della vita dei comuni della provincia, anche qui con la partecipazione dei sindaci del territorio jonico. L’incontro è stato aperto dai saluti dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che ha così sottolinesto: “Bisogna guardare sempre al futuro con speranza e nello stare insieme, come accade in questo appuntamento, che ci aiuta a crescere insieme come comunità. E quale occasione migliore per lanciare un messaggio così bello e forte se non quella di San Cataldo, il santo che porta con sé i valori della rinascita, del bene comune?”

ph G. Leva

Successivamente il presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano, cui si deve l’organizzazione de ‘Le città visibili’ ha invitato i Comuni a inviare brevi video riassuntivi delle proprie ‘buone pratiche’, che saranno caricati sulla pagina web della Provincia e sottoposti a voto, con premiazione degli elaborati che riceveranno più like.

È invece toccato al giornalista Rai, Emilio Casalini, entrare nel merito dell’importante e significativo incontro, da lui così commentato: “La Chiesa ha una rete fortissima di rapporti sui territori mentre le amministrazioni comunali hanno reti di servizi. Parroci e sindaci sono dunque le figure di rifermento in ogni luogo. Quindi i presupposti ci sono tutti per lavorare meglio insieme. Impariamo così gli uni dagli altri quello che c’è di meglio, offrendolo per far funzionare al meglio le nostre realtà”.

”Dobbiamo lavorare per il benessere generale, valorizzando la bellezza e l’economia dei nostri territori affinché i nostri giovani, opportunamente motivati, non debbano più andare via – ha continuato Casalini -. In particolare Taranto deve iniziare una narrazione diversa che renda orgogliosi i suoi abitanti. Iniziamo tutti a impegnarci, a partire da questo momento importante che è la festa di San Cataldo”.

 “Il nostro impegno di amministratori – ha commentato Gianfranco Palmisano, presidente della Provincia – è fatto di una presenza costante al fianco dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese che guardano al futuro con speranza nonostante le tempeste. Essere qui oggi significa rinnovare un patto di lealtà verso tutti i cittadini e ribadire che la Provincia non è un ente lontano ma una casa comune, cui fare rierimento per ognuno”.

Anche per il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, quella di San Cataldo costituisce una grande occasione per fare rete. “Il messaggio del santo vescovo, d’altronde, è quello dell’inclusione, dell’accoglienza e della pace – ha detto – E nell’anno dei Giochi del Mediterraneo parlare di questo nella nostra città è l’appello più importante che possiamo lanciare”.

Anche il parroco della cattedrale, mons. Emanuele Ferro, ha insistito sulla necessità di fare rete attraverso le buone pratiche, ciò che è importante e che funziona, comunicandole agli altri e fra noi. “Da questo presupposto è nato ‘Le città visibili’, opportunità per cominciare insieme un cammino virtuoso, rilanciando alcuni messaggi della ‘Laudato si’’ associati all’Agenda 2030. Guardiamo a sostenibilità, accessibilità, inclusione per cominciare la narrazione del futuro. Ciò si coniuga con il messaggio di San Cataldo, che è costruttore di civiltà e di comunità”.

Il servizio fotografico è stato curato da G. Leva

 

Diocesi

Martina Franca in festa per la Madonna della Sanità

ph ND
08 Mag 2026

di Angelo Diofano

A Martina Franca entrano nel vivo i festeggiamenti in onore della Madonna della Sanità, che nel 1940 l’arcivescovo mons. Ferdinando Bernardi proclamò patrona ‘equi-principaliter’ di Martina Franca, al pari di San Martino e Santa Comasia, nonchè protettrice degli ammalati.

La Vergine con tale titolo si venera  nell’omonimo santuario diocesano (parroco don Damiano Nigro) sulla via per Villa Castelli, edificato nel 1942 accanto all’antica chiesetta, che risultava troppo piccola per la comunità martinese che si stava estendendo in quella zona della città. In questa antica cappella (ora in disuso per il cattivo stato di conservazione) era presente un affresco del XVIII secolo, dipinto con olio di noce su intonaco, attribuito a Domenico Carella, raffigurante la Madonna del Soccorso con il Bambino in braccio e ai suoi piedi gli ammalati che attendono la grazia. L’opera d’arte fu poi trasferita nel nuovo santuario e collocata sull’altare maggiore.

La devozione alla Madonna della Sanità si è particolarmente sviluppata a Martina Franca dagli inizi del 1900 quando molta gente chiedeva la grazia per se stessi o i propri parenti per il ritorno dalla guerra; tanti ex voto presenti in chiesa risalgono appunto a quel periodo.

Sabato 9 maggio il programma della giornata prevede sante messe alle ore 8 – 9- 10.30 – 12 (preceduta dalla coroncina alla Madonna della Sanità; alle ore 18.30 la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Jean-Marc Micas, vescovo  di  Lourdes e animata dall’associazione ‘Amici di Lourdes’ e dall’associazione ‘Avis  di Martina Franca; alle ore 20.30, santa messa celebrata dal parroco don Damiano Nigro.

Per i festeggiamenti civili, dalle ore 15.30 alle 17.30, nella piazza del santuario, attività ludiche per i bambini; alle ore 21.30, sempre in piazza, illuminata a festa dalla ditta Memmola di Francavilla Fontana, serata di convivialità con la presenza di stand eno-gastronomici.

Domenica 10  maggio, giorno della festa, sante messe alle ore 8 – 9  – 10.30 (presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero) – 12 – 17.30 (celebrata dal  parroco don Damiano Nigro). Seguirà la processione, salutata da uno spettacolo in stile siciliano con fumogeni e coriandoli nei colori mariani (azzurro e argento), cui parteciperanno le confraternite e le maggiori autorità cittadine, con sosta nell’ospedale e in piazza XX Settembre, per l’atto di consacrazione alla Madonna della città.

Per le iniziative esterne, in mattinata giro della banda musicale cittadina ‘Armonie d’Itria’, che presterà servizio anche alla processione; alle ore 21.30, concerto in piazza della ‘Banda Eufonica’; alle ore 23.15 circa, conclusione dei festeggiamenti con  lo spettacolo pirotecnico della ditta Itria Fireworks di Martina Franca.

Festeggiamenti patronali

Venerdì 8 la processione a mare di San Cataldo e il Palio di Taranto

ph G. Leva
08 Mag 2026

Venerdì 8 maggio entrano nel vivo i festeggiamenti patronali di San Cataldo.
Alle ore 12, nella cappella del Santissimo Sacramento, sarà recitata la supplica alla Madonna di Pompei seguita dalla preghiera per il santo padre Leone XIV nel primo anniversario della sua elezione. Alle ore 17  da palazzo di città  muoverà il corteo delle autorità   diretto in episcopio, dove sarà in attesa l’arcivescovo assieme al capitolo metropolitano e ai seminaristi. Da lì si raggiungerà la cattedrale dove alle ore 18 mons. Ciro Miniero presiederà la liturgia della Parolaalla quale seguirà la cerimonia de ’u pregge, cioè la consegna del simulacro del santo patrono al sindaco Piero Bitetti.

Alle ore 18.30 San Cataldo, sarà portato in processione,  attraverso corso Vittorio Emanuele, verso il molo turistico per l’imbarco sulla motonave Cheradi, messa a disposizione dalla Marina Militare; alle ore 19.30 circa avrà inizio la grandiosa processione a mare.

Dopo l’apertura del ponte girevole, alle ore 20 circa, il pittoresco corteo delle imbarcazioni transiterà nel canale navigabile, con la benedizione alle navi dell’arcivescovo Ciro Miniero e la cascata pirotecnica dagli spalti del castello aragonese. Dopo il giro di Mar piccolo, la motonave attraccherà alla banchina del castello aragonese per lo sbarco e il rientro di San Cataldo in basilica; l’uscita del simulacro in piazza Castello sarà salutata dai fuochi d’artificio. Quindi, alle ore 20.45, sulla cassarmonica in piazza Castello, concerto della Fanfara di Presidio del Comando Marittimo Sud Taranto diretta dal m° Michele Di Sabato; non mancherà la visita alle bancarelle del mercatino al lungomare.

Presteranno servizio alla processione le bande musicali cittadine ‘Lemma’ e ‘Santa Cecilia’.

Diocesi

Mese di maggio a Leporano

07 Mag 2026

‘Con Maria, fiorisce la speranza’ è il titolo delle celebrazioni del mese di maggio a Leporano a cura della parrocchia dell’Immacolata (parroco, don Giancarlo Ruggieri). “In questo mese dedicato alla Beata Vergine Maria la nostra comunità si stringe intorno alla Madre, accogliendola in dverse zone del territorio parrocchiale per ritrovare il senso della comunità nella speranza e nella pace” – spiega don Giancarlo.
Ogni domenica nei diversi punti del paese alle ore 18.15 ci sarà l’accoglienza alla sacra immagine di Maria ss.ma delle Grazie, con recita del santo rosario alle ore 18.30 e la santa messa alle ore 19.
Domenica 3 maggio si è iniziato nel piazzale accanto alla chiesa della Madnna delle Grazie.
Questi i successivi appuntamenti.
Domenica 10 maggio, piazza Vittorio Veneto; domenica 17 maggio, piazza Giovanni Paolo II (via La Compra); domenca 24 maggio, piazza del Plato (via Primo maggio); dpmenica 31 maggio, villa comunale (via Vittorio Emanuele).
Al termine della santa messa, processione con l’immagine mariana.
Il parroco chiede di addobbare e illuminare a festa i luoghi delle celebrazioni.

Politica internazionale

Rubio in Vaticano, card. Parolin: “I conflitti non si possono risolvere con la forza ma vanno risolti attraverso un negoziato”

ph Siciliani Gennari-Sir
07 Mag 2026

“Il Santo padre è aperto a tutte le cose, non si è mai tirato indietro di fronte a nessuno, quindi se ci fosse l’offerta o la richiesta di un dialogo diretto con il presidente Trump, immagino che non avrebbe nessuna difficoltà per accettarlo”: ad affermarlo il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, a margine della presentazione del libro ‘Liberi sotto la grazia’. Il porporato ha sottolineato come “la Santa sede ha sempre lavorato e continua a lavorare per il disarmamento nucleare, quindi non può accettare che abbia promosso questo accordo che tocca addirittura la liceità del possesso delle armi nucleari”. Parlando dell’incontro di domani con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha aggiunto: “Ascolteremo quello che avrà da dirci. L’iniziativa è partita da loro, quindi si parlerà di tutto quello che è successo in questi giorni. Non potremmo non toccare questi argomenti. Sulla soluzione del conflitto in Iran, per esempio, le proposte da parte nostra ci sono sempre state, ed è quella del dialogo: i conflitti non si possono risolvere con la forza, ma vanno trattati e vanno risolti attraverso un negoziato, che sia un negoziato politico, di buona volontà, sincero, in modo che tutte le parti possano esprimere il loro punto di vista e trovare dei punti di convergenza”.

Diocesi

Parrocchia Cristo Re, un mese con Maria

07 Mag 2026

‘Un mese con Maria’ è il titolo delle celebrazioni mariane in corso nella parrocchia di Cristo Re dei frati francescani minori, a Martina Franca. Ogni giorno, questo il programma comunicatoci dal parroco padre Paolo Lomartire: ore 7.45, lodi mattutine; ore 8, santa messa e preghiera alla Vergine Maria;  ore 18.30, santo rosario ore 19, santa messa e offerta di preghiera delle famiglie.

Venerdì 8 maggio, alle ore 11.30 recita del santo rosario; alle ore 13, supplica alla Madonna del Rosario.
Domenica 10 maggio, festa della mamma, durante le sante messe sarà impartita la benedizione alle mamme.
Venerdì 15 maggio, adorazione eucaristica e santo rosario guidato da Giuseppe Afrune, figlio spirituale di Natuzza Evolo.
Giovedì 28 maggio, testimonianza mariana sul santuario di Santa Maria Madre della Chiesa in Jaddico-Brindisi.
Sabato 30 maggio, pellegrinaggio mariano al santuario della Madonna della Scala a Massafra.
Domenica 31 maggio, alle ore 19 santa messa e a seguire fiaccolata mariana.

Diocesi

Spirito Santo: festa della Regina del Santo Rosario di Pompei

ph Paolo Mancarella
07 Mag 2026

di Angelo Diofano

La festa della Regina del Santo Rosario di Pompei sarà celebrata solennemente venerdì 8 maggio nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo (zona Taranto2). Questo è il programma comunicatoci dal parroco don Francesco Tenna. La giornata inizierà alle ore 7.45 con il saluto a Maria e la recita dei Misteri del Dolore del Rosario di Pompei; ore 8.30, santa messa con benedizione impartita con la reliquia di San Bartolo Longo; ore 10.30, santa messa per tutti i devoti alla Madonna di Pompei; ore 11, adorazione eucaristica e recita dei Misteri della Gloria del Rosario di Pompei con successiva benedizione eucaristica; ore 12, ‘L’Ora del Mondo’, supplica alla Madonna di Pompei e venerazione della reliquia di San Bartolo Longo e del quadro della Madonna; ore 18, recita dei Misteri della Gioia del Rosario di Pompei; ore 19, santa messa.

In occasione della festa della Madonna di Pompei, invita il parroco don Francesco Tenna, sarà importante ricordare l’impegno della carità.

Città

Per San Cataldo, le modifiche dei percorsi dei bus e della sosta per i giorni 9 e il 10 maggio

07 Mag 2026

In occasione dei festeggiamenti del santo patrono di Taranto (Fiera di San Cataldo), nella giornata del 9 maggio, con ordinanza della Polizia locale n° 280 del 04/05/2026 sono state disposte interdizioni al traffico veicolare e alla sosta sul lungomare Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra via Anfiteatro e via Giovinazzi, e su via Massari, nel tratto compreso tra via Principe Amedeo e Lungomare.

Pertanto, i percorsi delle linee urbane e suburbane saranno così modificati:

Sabato 9 maggio dalle ore 14 e fino a cessate esigenze,

TUTTE LE LINEE DA PORTO MERCANTILE/TAMBURI – direzione città nuova: da Via Margherita svoltano a sx su via Anfiteatro e a dx su via Giovinazzi. Le linee 3 – 5 – 6 svoltano a sx sul Lungomare Vittorio Emanuele III, tutte le altre svoltano a sx su via Principe Amedeo e riprendono i consueti percorsi.

TUTTE LE LINEE – direzione città vecchia: effettueranno i consueti percorsi.

Personale aziendale organizzerà presidi nei punti cruciali di deviazione dei bus, provvederà ad inserire messaggi di avviso sulle paline “intelligenti” e ad apporre avvisi per l’utenza, relativi alle deviazioni, sulle fermate temporaneamente soppresse per effetto del mancato passaggio.

San Cataldo, le variazioni per il 10 maggio

Nella giornata del 10/05/2026, si svolgerà la tradizionale processione della Solennità di S. Cataldo, con conseguenti interdizioni alla sosta e al transito veicolare disposte con Ordinanza della Polizia Locale n° 280 del 04/05/2026.

Pertanto, i percorsi delle linee urbane e suburbane saranno così modificati:

Domenica 10 Maggio dalle ore 14 alle ore 17

LINEE DA PORTO MERCANTILE/TAMBURI – direzione città nuova: da Via Margherita svoltano a sx su via Anfiteatro e a dx su via Giovinazzi. Le linee 3 – 5  svoltano a sx sul Lungomare Vittorio Emanuele III, tutte le altre svoltano a sx su via Principe Amedeo e riprendono i consueti percorsi.

Domenica 10 maggio dalle ore 17 e fino a cessate esigenze

Linea 1/2 (direzione Cimino): da Stazione FF.SS., Porto Mercantile, imbocca Cavalcavia, Ponte Punta Penna, via Magnaghi, via Cugini, svolta a sx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx per via Mazzini/Ramellini, via Battisti, Porte dello Ionio, Park Cimino.

Linea 1/2 (direzione TAMBURI): da via Cugini svolta a sx su via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx via Cesare Battisti, via Rondinelli – Ponte Punta Penna – imbocca Cavalcavia – Stazione FF.SS. e prosegue sul consueto percorso.

Linea 3 (direzione CIMINO): da Stazione FF.S., Porto Mercantile, imbocca Cavalcavia, Ponte Punta Penna, via Magnaghi, via Cugini, svolta a sx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx per via Oberdan, via Dante e prosegue sul consueto percorso fino a Park Cimino.

Linea 3 (direzione TAMBURI): da via Oberdan svolta a dx per via Minniti, a dx per via P. Amedeo, a dx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx via Cesare Battisti, via Rondinelli – Ponte Punta Penna, Cavalcavia – Stazione FF.SS. e prosegue sul consueto percorso.

Linea 5 (direzione CIMINO – MARGHERITA – CIMINO): da via Crispi svolta a sx per via Oberdan fino a P.za Ebalia dove termina la corsa di andata e riprende quella di ritorno su percorso invariato.

Linea 8 (direzione SALINELLA): da Porto Mercantile, stazione FF.S, imbocca Cavalcavia, Ponte Punta Penna, via Magnaghi, via Cugini, svolta a sx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), via Japigia, C.so Italia e riprende il consueto percorso secondo l’OdS vigente.

Linea 8 (direzione PORTO MERCANTILE): da via Minniti svolta a dx per via P. Amedeo, a dx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx via Cesare Battisti, via Rondinelli, Ponte Punta Penna e prosegue sul consueto percorso.

Linee 16 – 20 – 28 (da PORTO MERCANTILE): da Stazione FF.S. imboccano Cavalcavia, Ponte Punta Penna, via Magnaghi, via Cugini, svoltano a sx per via Leonida (effettuano fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx via C. Battisti, a dx V.le Magna Grecia e proseguono sui rispettivi percorsi.

Linee 14 (da PORTO MERCANTILE): da Stazione FF.S. imbocca Cavalcavia, Ponte Punta Penna, via Magnaghi, via Cugini, svolta a sx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), via Japigia, C.so Italia, a dx V.le Magna Grecia per riprendere il consueto percorso.

Linea 14 (direzione PORTO MERCANTILE): da via Minniti svolta a dx per via P. Amedeo, a dx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx via Cesare Battisti, via Rondinelli – Ponte Punta Penna, Cavalcavia – Stazione FF.SS. e prosegue sul consueto percorso.

Linea 16 – 27 (direzione PORTO MERCANTILE): da via Cugini svolta a sx su via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx via Cesare Battisti, via Rondinelli – Ponte Punta Penna, Cavalcavia – Stazione FF.SS. e prosegue sul consueto percorso.

Linea 21 (direzione PORTO MERCANTILE): da via Oberdan svolta a dx per via Minniti, a dx per via P. Amedeo, a dx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx via Cesare Battisti, via Rondinelli – Ponte Punta Penna, Cavalcavia – Stazione FF.SS. e prosegue sul consueto percorso.

Linea 20 – 28 (direzione PORTO MERCANTILE): da via Minniti, svolta a dx per via P. Amedeo, a dx per via Leonida (effettua fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), a sx via Cesare Battisti, via Rondinelli – Ponte Punta Penna, Cavalcavia – Stazione FF.SS. e prosegue sul consueto percorso.

Linee 21 – 27 (da PORTO MERCANTILE): da Stazione FF.S. imboccano Cavalcavia, Ponte Punta Penna, via Magnaghi, via Cugini, svoltano a sx per via Leonida (effettuano fermata provvisoria posta tra Principe Amedeo e Mazzini), V.le Virgilio per riprendere i rispettivi percorsi.

Corse “APPIA”: seguiranno il percorso via Ponte di Punta Penna previsto per le rispettive linee di riferimento (1/2 – 3, ecc.).

Personale aziendale provvederà ad installare la fermata provvisoria di via Leonida e organizzerà presidi nei punti cruciali di deviazione dei bus, oltre ad inserire messaggi di avviso sulle paline “intelligenti” e apporre avvisi per l’utenza relativi alle deviazioni sulle fermate temporaneamente soppresse per effetto del mancato passaggio.

San Cataldo, agevolazioni sosta al Borgo per residenti e abbonati

Inoltre, in considerazione della inibizione alla sosta su alcune strade del Borgo di Taranto ricadenti nelle zone A, al fine di limitare i disagi per i titolari di permesso per residenti, nonché per gli abbonati ai parcheggi cittadini ricadenti in tali zone, nelle giornate del 9 e 10 Maggio 2026 i titolari di permesso per residenti zona A e gli abbonati per la zona A e sotto zona A, potranno parcheggiare la propria autovettura sia in zona A che B.

Festeggiamenti patronali

Per San Cataldo, giovedì 7, ‘Le città visibili’: le realtà provinciali a confronto

Dedicato alla condivisione delle esperienze su sostenibilità, accessibilità, qualità della vita

07 Mag 2026

Nell’ambito dei festeggiamenti di San Cataldo, giovedì 7 è in programma un doppio appuntamento: nel pomeriggio, alle 16:30, nel salone dei vescovi in arcivescovado, ‘Le città visibili’ un evento – con la partecipazione delle amministrazioni comunali della provincia tarantina – dedicato alla condivisione delle esperienze del territorio su sostenibilità, accessibilità, qualità della vita.
Ai saluti dell’arcivescovo, mons. Ciro Miniero, seguirà l’introduzione del presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano.

In Basilica Cattedrale, a partire dalle 18:30, ‘In rete per la pace’, momento di preghiera con tutti i vescovi della metropolia: mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto, mons. Sabino Iannuzzi, vescovo di Castellaneta, mons. Vincenzo Pisanello, vescovo di Oria, e offerta a San Cataldo dell’olio per la lampada della pace da parte delle amministrazioni comunali della provincia.
L’accompagnamento musicale sarà affidato al conservatorio di Taranto ‘Giovanni Paisiello’.